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Papa
Paolo III

(1534-49)

- maestro del Sacro Palazzo:
. G. Muzzarelli
(?-1547)
[cioè consulente teologico del papa]

- ambasciatore spagnolo a Roma: Juan de Vega (1543 lug - apr 1547)

- Inquisitore di Bologna: Tommaso Maria Beccadelli (1544-48);

1544
Settembre
18
, pace di Crépy.
Approva la "Compagnia delle dimesse di Sant'Orsola", favorendo pure i nuovi ordini dei "somaschi", "barnabiti" e "teatini" e appoggiando il rinnovamento dei più antichi.

Congregazione cardinalizia dell'inquisizione

«segue da 1542»
1544
Giugno
nella sua veste di inquisitore di Bologna, Ludovico Beccadelli collabora con G.G. Morone nel mettere a punto il testo della ritrattazione che Bartolomeo della Pergola deve pronunciare dal pulpito della cattedrale di Modena per sottrarsi al processo inquisitoriale ormai avviato contro di lui tanto in sede locale quanto a Roma, a causa delle dottrine eterodosse predicate durante la quaresima.
Inizia intanto l'inchiesta su P.P. Vergerio [il Giovane] (che nel 1549 si rifugerà nei Grigioni dove avvierà un'infaticabile campagna libellistica contro i papi di Roma).
«segue 1545»

 

Gesuiti

«segue da 1543»
generale: I. de Loyola (1541-56)
1544, Spagna, nasce il collegio di Valencia;
[vedi Domicilia]
«segue 1545»

Barnabiti

«segue da 1530»
1544, arrivano a Venezia assieme alle Angeliche (gruppo di nobildonne delle migliori famiglie) con cui progettano di istituire un "Conservatorio delle Zitelle Periclitanti" cercando di risolvere il problema della mancanza a Venezia di un istituto per la preservazione delle ragazze povere, e anche non proprio povere, la cui bellezza, soprattutto unita alla bassa condizione sociale, costituisce un rischio per le violenze che possono subire fino ad essere vendute dalle proprie madri o dai parenti prossimi e immerse nel giro della prostituzione a 12 e 13 anni o anche meno;
«segue 1545»

ANNO 1544



1544
Unione Elvetica
Confederazione dei tredici cantoni elvetici:

CATTOLICI
- Uri (1291),
- Schwyz (1291),
- Unterwalden (1291),
- Lucerna (1332),
- Zug (1353),
- Glarus (1353) [in parte],
- Friburgo (1481),
- Soletta (1481).

PROTESTANTI
- Zurigo (1351),
- Berna (1353),
- Glarus (1353) [in parte],
- Basilea (1501),
- Sciaffusa (1501),
- Appenzell (1513).

1544
-




1544
Sacro Romano Impero
Carlo V
Albero genealogico
(Gand 1500 - Yuste, Estremadura 1558)
secondogenito di Filippo d'Absburgo [il Bello] e di Giovanna [la Pazza];
1515-56, principe dei Paesi Bassi;
1516-56, re di Spagna (Carlo I)
1516-54, re di Napoli (Carlo IV);
1519-56, imperatore del Sacro Romano Impero;
prima guerra con la Francia (1521-26);
seconda guerra con la Francia (1526-29);
nel 1526 (marzo) ha sposato a Seville l'infanta 22enne Isabella di Portogallo († 1539);
terza guerra con la Francia (1536-38);
nel 1539 (maggio) è morta la moglie Isabella di Portogallo lasciando la cura dei propri figli ad Eleonora Mascarenhas;





1544
quarta guerra con la Francia (1542-44).
Settembre
18
, pace di Crépy;



REGNO di SPAGNA
[vedi sotto]
REGNO di NAPOLI
[vedi sotto]

1544
REGNO di BOEMIA e d'UNGHERIA
Ferdinando I
Albero genealogico

(Alcalá de Henares 1503 - Vienna 1564)
figlio di Filippo d'Absburgo [il Bello] e di Giovanna [la Pazza], fratello minore di Carlo V, fu educato in Spagna;
1516, il nonno Massimiliano I gli procura la mano di Anna Jagellone;
1521-64, arciduca di Alta e Bassa Austria, Carinzia, Stiria e Carniola
1525-26, viene soffocata nel sangue la rivolta dei contadini nel Tirolo;
1526-64, re di Boemia e d'Ungheria;
la seconda corona gli viene disputata dal voivoda di Transilvania Giovanni Szápolyai, appoggiato dall'impero ottomano;
1530-64, re dei romani;






1556-64, imperatore del Sacro Romano Impero;

 



1544
-


1544
principato di Transilvania
Isabella Jagellona

(† 1559)
vedova di Giovanni Szápolyai († 1540), voivoda di Transilvania e re d'Ungheria;
1540-59, p.ssa di Transilvania;
(per volontà del sultano Solimano [il Magnifico])


1544
-


1544
ducato di Sassonia
Giovanni Federico [il Magnanimo]
Albero genealogico

(Torgau 1503 - Weimar 1554)
figlio di Giovanni [il Costante] di Wettin e di Sofia di Meclemburgo;
1532-54, langravio di Turingia;
1532-47, duca elettore di Sassonia;
capo, assieme a Filippo d'Assia, dei protestanti tedeschi;





Moritz
Albero genealogico

(Freiberg 1521 - Sievershausen 1553)
figlio di Enrico [il Pio] e di Caterina di Meclemburgo;
[linea albertina]
1539, si converte al luteranesimo;
1541, sposa Agnese, figlia di Filippo d'Assia capo della Lega di Smalcalda;
1541-47, duca di Sassonia;
la sua appartenenza alla religione protestante non gli ha impedito (1541) di schierarsi al fianco di Carlo V nel tentativo di estendere il suo potere a danno del cugino Giovanni Federico [il Magnanimo] che regna sulla Sassonia elettorale;



1547-53, principe elettore di Sassonia;





1544
ducato di Prussia
Alberto di Brandeburgo
Albero genealogico

(Ansbach, Baviera 1490 - Tapiau, Königsberg 1568)
figlio di Federico margravio di Brandeburgo-Ansbach;
1525-68, duca di Prussia; (il primo)
1544
fonda l'università di Königsberg dove chiama ad insegnare il teologo L. Osiandro;





1544
ducato di Württemberg
Ulrico di Württemberg
Albero genealogico

(Reichenweiler, Alsazoia 1487 - Tubinga 1550)
figlio di Enrico e di Elisabetta di Zweibrücken;
1498-1519, duca di Württemberg;
dal 1520 al 1534 rimane in esilio a Montbéliard mentre il governo del ducato viene affidato a Ferdinando I d'Austria;
1534-50, duca di Württemberg;
dal suo rientro ha riorganizzato lo stato in senso assolutistico e vi ha introdotto la riforma luterana;







1544
ducato di Baviera
Guglielmo IV [il Costante]
Albero genealogico

(† 1550)
figlio di Albrecht IV [il Saggio] e di Cunegonda d'Austria;
1508-50, duca di Baviera;



1544
Mainz [Magonza]
Albrecht
Albero genealogico

(n. 1490 - Magonza 1545)
figlio di Giovanni [il Cicerone], elettore di Brandeburgo;
1513, vescovo di Magdeburgo e amministratore del vescovado di Halberstadt;
1514-45, arcivescovo elettore di Mainz [Magonza] ;
dal 1518 è cardinale;







1544
REGNO di POLONIA
Sigismondo I
Albero genealogico

(† 1548)
figlio di Casimiro IV Jagellone e di Elisabetta d’Absburgo;
1506-1548, re di Polonia e granduca di Lituania;
sposa in seconde nozze Bona Sforza († 1557), figlia di Gian Galeazzo duca di Milano;





1544
-





1544
IMPERO OTTOMANO
Solimano [il Magnifico]
Albero genealogico

(1494 - 1566)
figlio di Selim I;
1520-66, sultano;
1534-35, prima campagna militare contro i Safawidi di Persia;
dal 1542 si è alleato con con Francesco I, nonostante gli accordi di pace siglati da quest'ultimo nel 1538 con Carlo V;



Gran Visir
-
1544
dal 1533 Khayr al-Din [Barbarossa] è diventato ammiraglio in capo (kapudan pasa - grande ammiraglio) della marina ottomana che si batte contro la marina imperiale spagnola.
annette Buda;
alla richiesta di aiuto di Francesco I, invia la flotta guidata da Khayr al-Din [Barbarossa] che sconfigge gli spagnoli e tenta la presa di Napoli.
[Uno dei risultati dell'alleanza è il fiero duello fra Dragut e Andrea Doria che stabilisce l'influenza europea sul Nord Mediterraneo e quella ottomana sulla costa sud. Francesco I è costretto al trattato di Crepy. Ma a sua volta Carlo V deve versare al sultano una forte somma come risarcimento delle spese di guerra.





 




1544
REGNO di FRANCIA
Francesco I
Albero genealogico
(Cognac 1494 - Rambouillet 1547)
figlio di Carlo di Orléans conte di Angoulême e di Luisa di Savoia;
1515-47, re di Francia;



Primo ministro
[Sovrintendente delle Finanze]
Philibert Babou
signore di Givray e della Bourdaisière
(1524 - 1544)
Jean du Thier
signore di Beauregard
(1544 - 1546)
Cancelliere-Guardasigilli
Guillaume Poyet
(1538 - 1545)
Segretario di stato agli Affari Esteri
-
 
1544
Settembre
18
, pace di Crépy;

 
1544
ducato di Lorena e di Bar
Antonio II [il Buono]
Albero genealogico

(1508 - 1544)
figlio di Renato II e di Filippa di Gheldria;
1508-44, duca di Lorena e di Bar;
[ha ereditato il ducato di Lorena, la contea di Vaudémont e i vescovati di Metz e Verdun.]

François I
Albero genealogico

(1517 - 1545)
figlio di Antonio [il Buono] e di Renée de Bourbon-Montpensier;
1544-45, duca di Lorena e di Bar;

1544
-

 
1544
Paesi Bassi
Carlo V
Albero genealogico

[vedi Carlo V]
1515-56, principe dei Paesi Bassi;
[Olanda, Brabante, Limbourg, Fiandre e Hainaut]


Governatrice
Maria d'Absburgo
(1530 - 25 ott 1555)

1544
-




1544
REGNO d'INGHILTERRA e d'IRLANDA
Enrico VIII
Albero genealogico

(Greenwich 1491 - Westminster 1547)
[erede delle due Rose]
secondogenito di Enrico VII Tudor e di Elisabetta di York;
1509-47, re d'Inghilterra e d'Irlanda;
1509, subito dopo l'incoronazione, sposa la vedova del fratello Arturo, Caterina d'Aragona;
1514 concede la sorella Maria Tudor in matrimonio a Louis XII;
1515-29, di fatto la politica inglese e il governo sono diretti in suo nome da Th. Wolsey nella sua triplice veste di cardinale arcivescovo di York, lord cancelliere e legato papale a latere, colui che riuscirà a restituire all'Inghilterra un certo prestigio tra le potenze europee;
1523-24, deve desistere da una richiesta di nuovi sussidi, per la forte e diffusa resistenza incontrata nel paese;
nel 1524 ha invaso la Francia settentrionale senza però ottenere risultati apprezzabili;
nel 1526, dopo che l'imperatore non ha tenuto fede all'impegno di sposare Maria sua figlia, si è schierato dalla parte della lega antimperiale di Cognac, non riuscendo pur tuttavia a svolgere nel conflitto una parte di rilievo;
nel 1529, forse spinto in parte da un'infatuazione per Anna Bolena, una damigella di corte, ha chiesto l'annullamento del matrimonio con Caterina d'Aragona rifiutato dal papa;
nel 1534, per sua volontà, il parlamento inglese ha votato l' Act of Supremacy legge con la quale si proclama il re "unico capo supremo sulla terra della chiesa d'Inghilterra detta Anglicana Ecclesia".
[Dopo il tentativo di restaurazione cattolica da parte di Maria Tudor, nel 1559 Elisabetta I ne promulgherà uno nuovo.]
nel 1537, ripudiata Caterina d'Aragona, ha sposato Anna Bolena poco dopo condannata a morte sotto l'accusa di adulterio; ha sposato quindi Jane Seymour;
nel 1537 Jane Seymour è morta dando alla luce il sospirato erede al trono, Edoardo; il successivo matrimonio con Anna di Clèves è stato preparato da Cromwell intendendo così rafforzare i legami con la Germania protestante;
dal 1540, dopo il ripudio di Anna di Clèves, la nuova regina Caterina Howard è sostenuta dai cortigiani più reazionari capeggiati da Thomas III Norfolk e S. Gardiner;
nel 1543 Caterina Howard, a sua volta decapitata, è sostituita con Caterina Parr, sesta e ultima delle sue mogli;





1544
-





IRLANDA
-
-
-
-

1544
-

a


1544
REGNO di SCOZIA
Maria [Stuarda]
Albero genealogico

(Linlithgow, Edimburgo 1542 - Fotheringhay, Northamptonshire 1587)
figlia di Giacomo V e di Maria di Guisa;
1542-67, regina di Scozia;
proclamata pochi giorni dopo la nascita, alla morte del padre, sotto la reggenza della madre;



1544
-


a

1544
REGNO di DANIMARCA e di NORVEGIA
Cristiano III
Albero genealogico
(Gottorp, Schleswig-Holstein 1503 - Koldinghus, Vejle 1559)
figlio di Federico I e di Anna di Brandeburgo;
1534-59, re di Danimarca e di Norvegia;



1544
-
NORVEGIA
1544
-
ISLANDA
1544
-

1544
REGNO di SVEZIA
Gustavo I Vasa
Albero genealogico
(Lindholm 1496 ca - Stoccolma 1560)
figlio di Erik Vasa;
1523-60, re di Svezia; (convertito al luteranesimo)
1544
viene imposto al Riksdag (parlamento) il principato della successione ereditaria in linea maschile;




1544
-






1544
REGNO di PORTOGALLO
Giovanni III [il Pio]
Albero genealogico

(Lisbona 1502 - 1557)
primogenito di Emanuele I e di Maria, figlia dei sovrani spagnoli Ferdinando e Isabella;
1521-57, re di Portogallo;
nel 1525 (febbraio), a Salamanca, ha sposato la p.ssa Catarina di Spagna, 18enne, sorella dell'imperatore Carlo V;
nel 1536 ha introdotto l'inquisizione in Portogallo;




1544
-
a

1544
REGNO di SPAGNA
Carlo I
Albero genealogico

[vedi Carlo V]
1516-56, re di Spagna; (Carlo I)



1544
-








1544
PIEMONTE
Emanuele Filiberto [Testa di Ferro]
(Chambéry 1528 - Torino 1580)
figlio di Carlo III [il Buono] e di Beatrice di Portogallo;
1536-80, principe di Piemonte;
1538-80, conte d'Asti;



1553-80, conte di Aosta, Maurienne e Nizza;
1553-80, duca di Savoia;
1553-80, re di Cipro e Gerusalemme (titolare)


 

1544
-



1544
REPUBBLICA DI GENOVA
[Denominazione ufficializzata nel 1528 per iniziativa di Andrea Doria]
Andrea Centurione Pietrasanta
Albero genealogico

(? - ?)
figlio di
1543 4 gen - 4 gen 1545, doge di Genova;


- Inquisitore (1539-47): fra S. Usodimare, vicario generale dei domenicani.

1544
-



1544
ducato di Milano

dal 1535 il ducato,
come previsto dal congresso di Bologna,
è stato devoluto all'impero [in pratica agli Absburgo].



Felipe II
Albero genealogico
(Valladolid 1527 - Escorial, Madrid 1598)
primogenito di Carlo V e di Isabella di Portogallo;
1539, muore la madre;
1540-98, duca di Milano;
dal 1543 è reggente della Castiglia e dell'Aragona;



1554-98, re di Napoli e di Sicilia (Filippo I);
1556-98, re di Spagna (Filippo II);
1580-98, re di Portogallo;

 

1544
-



1544
ducato di Mantova
Federico III Gonzaga
Albero genealogico
(1533 - 1550)
figlio di Federico II e di Margherita Paleologo;
1540-50, duca di Mantova e marchese del Monferrato;



1544
-
a

1544
REPUBBLICA DI VENEZIA
"La Serenissima"
Pietro Lando

(Venezia 1462 - Venezia 9 nov 1545)
figlio di Giovanni e di Stella Foscari;
1539-45, doge di Venezia; [78°]


- nunzio pontificio:
. Fabio Mignanelli (1542 apr - ago 1544)
. G. Della Casa (1544 ago - 1549)
- ambasciatore di Spagna: ? (? - ?)

1544
Febbraio
otto mesi dopo il suo arrivo a Padova l'estate scorsa, il gesuita D. Laínez passa a svolgere il suo apostolato a Brescia, altro centro dove si nota una continua infiltrazione protestantica, dove rimane sei mesi durante i quali tiene il quaresimale in Duomo ma predica anche negli ospedali e nel monastero delle Convertite;
Marzo
l'ambasciatore veneziano a Roma, Francesco Venier, fa presente al suo governo le sollecitazioni provenienti dalla curia romana (in seguito alla bolla Licet ab initio di Paolo III del 21 luglio 1542) a intraprendere una repressione dura di eretici e dissidenti che trovano ospitalità o rifugio nel territorio della Serenissima;
il Senato accorda il privilegio all'Alphabeto Christiano di J. de Valdés (… forse i lettori incaricati non sono competenti in materia);



1544
ducato di Ferrara, Modena e Reggio
Ercole II d'Este
Albero genealogico

(Ferrara 1508 - 1559)
figlio di Alfonso I e di Lucrezia Borgia;
1528, Parigi, sposa Renée d’Orléans († 1575) duchessa di Chartres, figlia di re Louis XII, di inclinazioni calviniste;
[gli porta in dote il ducato con altri domini, ricevuti in pegno nel 1528 da Philippe IV [il Bello] re di Francia]
1534-59, duca di Ferrara, Modena e Reggio;


 
1544
-


1544
ducato di Firenze
Cosimo I de' Medici
Albero genealogico

(Firenze 1519 - Villa di Castello, Firenze 1574)
figlio di Giovanni [dalle Bande Nere] (ramo dei "popolani") e di Maria Salviati;
1537-69, duca di Firenze;
nel 1539 ha sposato Eleonora Álvarez de Toledo y Zúñiga († 1562);



1569-74, granduca di Toscana;

1544
-

 

1544
REPUBBLICA DI S. MARINO
[Repubblica del Titano]
Il più antico Stato indipendente d'Europa
-

1544

«segue da 1503»

Giugno
4
, nella notte avviene un attacco, fortunosamente respinto, da Fabiano del Monte per incarico di Pier Luigi Farnese;


«segue 1549»


1544
ducato di Urbino
Guidobaldo II
Albero genealogico
(Pesaro 1514 - 1574)
figlio di Francesco Maria I Della Rovere e di Eleonora Gonzaga;
1538-74, duca di Urbino;
1538-39, duca di Camerino;





 
1544
-



1544
REGNO di NAPOLI
Carlo V
Albero genealogico

(Gand 1500 - Yuste, Estremadura 1558)
secondogenito di Filippo [il Bello] e di Giovanna [la Pazza];
1515-56, principe dei Paesi Bassi;
1516-56, re di Spagna (Carlo I)
1516-54, re di Napoli (Carlo IV);
1519-56, imperatore del Sacro Romano Impero;

– vedi sopra –

NAPOLI
Viceré
don P. Álvarez de Toledo y Zúñiga
marchese di Villafranca
(1532 - 1553)
Nunzio apostolico
-

1544
-


SICILIA
Viceré
don Ferdinando I [Ferrante] Gonzaga
(1535 - 1546)
1544
-
a





Botero, Giovanni (Bene Vagienna, Cuneo 1544-Torino 1617) scrittore politico italiano, gesuita;
1580, dopo lunghi contrasti con i superiori esce dall'ordine;
De regia sapientia (1583)
1585, dopo Milano, dimora in Francia;
1586, a Milano viene accolto da Margherita Trivulzio, madre di F. Borromeo, che lo affianca al figlio in qualità di consigliere e lo manda a Roma per favorirne l'ingresso nell'ambiente ecclesiastico;
Delle cause della grandezza e magnificenza delle città (1588)
Della ragion di stato (Venezia 1589, in 10 libri; I ediz., pubblicata dagli Eredi di Gabriel Giolito; tra le più autorevoli critiche alle teorie di N. Machiavelli)
[Nel 1597 il pubblico lettore Fabio Paolini ordina per ragioni politiche alcuni tagli su una nuova edizione.
L'autore ha continuato a rivedere la sua opera principale dopo la prima edizione. Questa si concludeva con il capitolo ottavo del decimo libro, mentre l'edizione romana del 1590 comprende un nono capitolo dal titolo «Contra chi si debbano voltar le forze» in cui l'autore discute dell'impiego delle armi da parte di un sovrano cattolico contro gli eretici all'interno e contro i turchi fuori dai confini dello Stato. Contrario alla tolleranza dell'eresia in un stato cattolico, l'autore – che ha qui in mente la situazione francese – riconosce tuttavia che in alcuni casi è preferibile che il principe si astenga dalla lotta contro gli eretici. Ma contro la minaccia turca i sovrani cattolici non devono desistere dal battersi, uniti contro il comune nemico della Cristianità. Di fronte al pessimo spettacolo di stati cristiani che si alleano con l'Infedele, c'è il fulgido esempio di Venezia che nel 1509 nell'ora del pericolo ha disdegnato le profferte ottomane ed è stata ricompenata da Dio con una ripresa provvidenziale.
A questo punto, nelle edizioni di Milano e Torino del 1596 l'autore ha inserito un attacco spietato a Francesco I ed Enrico II, alleatisi ai turchi contro l'imperatore Carlo V. La maledizione divina, caduta sul Valois, ha estinto il loro casato, inflitto ad Enrico II una morte precoce e terribile, trascinato la Francia nella rovina.
Quando nel 1597 gli Eredi di Gabriel Giolito decidono di procedere ad una nuova stampa veneziana dell'opera, ottengono l'imprimatur solo a patto che gli attacchi ai re di Francia siano soppressi. E nell'edizione giolitiana del 1598, cadute le dure espressioni sui Valois, figura un nono capitolo identico a quello della stampa romana del 1590.]

Relazioni universali (1591-96)
1599, entra al servizio dei Savoia, come precettore dei figli di Carlo Emanuele I; negli ultimi anni si riavvicina agli ex confratelli gesuiti;
Prìncipi cristiani (1601-03, vite)
Relatione della Repubblica Venetiana (1603)
[I Capi de Consiglio dei Dieci condizionano la concessione dell'imprimatur a questa prima edizione alla soppressione di parecchie espressioni segnate dal segretario ducale. Nulla di sorprendente quindi se la stampa eseguita da Giorgio Varisco nel 1605 propone un ritratto indulgente della Repubblica.
La natura e l'ampiezza delle espunzioni restano tuttavia ignote, non essendo nota la versione originale.
[Paul F. Grendler, L'Inquisizione Romana e l'Editoria a Venezia 1540-1605, Il Veltro Editrice, Roma 1983.] ]

La primavera (1607)
Detti memorabili di personaggi illustri (1608)
Rime spirituali (1609)
Carmina selecta (1615).

Du Bartas, Guillaume de Salluste (Montfort 1544-Condon, Lot-et-Garonne 1590) scrittore francese
La Muse Chrestienne (1574, La Musa cristiana)
Première Sepmaine (1578, Prima settimana, imitata da Goethe))
Les Neuf Muses (1580, Le Nove Muse).

Pérez de Hita, Ginés (Mula, Murcia 1544 ca-Barcellona 1619 ca) scrittore spagnolo
Guerre civili di Granada (1595 e 1619, due parti).

Rákóczy, Zsigmond (Sigismondo) (1544-1608) primo principe della famiglia nobile ungherese;
[Padre di György I (1593-1648).]
1607, viene eletto principe di Transilvania, 
1608, abdica a favore di Gabor Báthory (Gabriele).

Tasso, Torquato (Sorrento 1544-Roma 1595) poeta italiano;
[Figlio di Bernardo. .]

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«segue da 1543»
1544
Francia
in seguito allo sviluppo dell'attività editoriale a Ginevra, per lo più rivolta verso la Francia, dalla facoltà teologica della Sorbona vengono redatti (dal 1544 al 1546) sei "Indici" che elencano 528 titoli via via posti al bando, in buona parte di ispirazone riformatrice e di edizione ginevrina, appunto. Mettono pure esplicitamente in guardia dal rischio di libri pubblicati con nomi falsificati o con alterazioni dei luoghi di stampa (fausse adresse).
Ciò nonostante, imprenditori del libro di ogni parte d'Europa giunti sul Rodano pubblicano (1540-60) molte opere sospette senza significativi impedimenti.
Italia
Mantova, aprile, un decreto ingiunge ai cittadini di consegnare e sottoporre al vaglio delle autorità civili tutti i libri in loro possesso scritti negli ultimi vent'anni anonimi di argomento «spirituale», pena la galera.
Napoli, il viceré don Pedro da Toledo proibisce la opere anonime ed ereticali predisponendo, ina serie di proclami (1544-50), uno stretto controllo sugli scritti di argomento religioso.
Venezia, la pubblicazione senza licenza dei Paradossi di Ortensio Lando si risolve in una multa di 10 ducati al tipografo (Bernardino Bindoni) e di 5 al libraio (Giulio Danza).
Gli editori, Andrea Arrivabene ed un non meglio identificato Pasqualin da San Sebastian, sono assolti.
[Il testo sarà comunque stampato inalterato l'anno successivo.]
Nonostante Ambrogio Catarino (o Lancellotto) Politi denunci Antonio Brucioli per aver pubblicato, tra il 1533 e il 1540, alcuni commenti scritturali ricalcati fedelmente su quelli del Butzer, il libro non viene distrutto, né l'autore perseguitato per le sue idee.
Del pari il Senato accorda il privilegio per la stampa dei:
- Alphabeto Christiano di J. de Valdés e
- Mercurio e Caronte di Alfonso Valdés,
mentre del Beneficio di Christo, contenente passi parafrasati di J. Cauvin e M. Lutero, appaiono in questo periodo ben tre edizioni veneziane (quella di Bernardino Bindoni del 1543 - che si definisce II ediz., di Filippo Stagnino, del 1546 ed un'altra priva della data di edizione e del nome dello stampatore).
[Secondo P.P. Vergerio [il Giovane], di quest'opera si sono vendute, tra il 1543 e il 1549, ben 40.000 copie.]
Inutili anche in questo caso le proteste di Ambrogio Catarino (o Lancellotto) Politi dato che grandi uomini di Chiesa non hanno nulla da obiettare sull'operetta.
«segue 1545»

  pace di Crépy

1544, 18 settembre, tra Carlo V e il re di Francia Francesco I viene firmato il trattato che rappresenta un'effimera tregua nella lunga guerra per il predominio in Italia tra gli Asburgo e i Valois:
Francesco I rinuncia ai diritti su Fiandra e sull'Artois e Carlo, duca d'Orléans (figlio terzogenito di Francesco I) dovrà sposare o Maria figlia di Carlo V o Anna sua nipote con l'accordo che la prima porterebbe in dote il milanese mentre la seconda i Paesi Bassi e la Franca Contea;
1545, l'immatura scomparsa del duca d'Orléans esonera Carlo V da queste cessioni e Francesco I si deve accontentare di mantenere il ducato di Savoia, occupato nel 1536.

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