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Papa
Paolo III
(1534-1549)
1543, il cardinale
G.P. Carafa (futuro Paolo
IV) stabilisce che nessun libro – nuovo
o vecchio, e quale che ne sia il contenuto – possa venir stampato o
venduto da questo momento in poi senza l'autorizzazione dell'Inquisizione
romana.
Gesuiti
«segue
da 1542»
generale: Ignazio
di Loyola (1541-56)
1543,
[vedi Domicilia]
«segue 1544»
1543-45,
vengono fondati i primi Orti botanici a Firenze, Padova e Pisa. Gli
orti sono legati all'insegnamento universitario della medicina e concepiti
come officine di produzione di rimedi "semplici".
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ANNO 1543
– Acquaviva Claudio (Atri,
Teramo 1543-Roma 1615) religioso italiano, generale dei gesuiti;
Ratio atque institutio studiorum Societatis Iesu (1599)
Directorium exercitorum spiritualium patris nostri Ignatii (1599).
– Ayrer, Jakob (Norimberga
1543-1605) poeta drammatico tedesco;
Singspiele (Interludi).
– Bellaud de la Bellaudière
(Grasse, Nizza 1543??-1588) poeta
francese in lingua d'oc, maggior rappresentante della rinascenza provenzale
del XVI secolo; fu più volte imprigionato;
Obros et rimos provenssalos (1595, postumo, Opere e rime provenzali,
che comprendono:
- Premier livre de la prison (Primo libro della prigione, costituito
da 163 sonetti e alcune altre composizioni)
- Don-don infernau (Don-don infernale, costituito da 91 sestine
e 2 sonetti, già pubblicato in vita dal poeta)
- Passa-temps (Passatempi) ).
– Cueva,
Juan de la (Siviglia 1543-1610) drammaturgo spagnolo
Los sietes infantes de Lara (1579, I sette infanti di Lara)
El infamador (1581, Il calunniatore)
Ayax Telamón (1588, Aiace Telamonio)
La muerte de Virginia (1588, La morte di Virginia)
La muerte del rey don Sancho (1588, La morte del re don Sancho)
La libertad de España por Bernardo del Carpio (1588, La libertà
della Spagna ad opera di Bernardo del Carpio)
Exemplar poético (1606, Esemplare poetico).
– Deloney,
Thomas (attivo a Londra 1543-1600) scrittore inglese
The Gentle Craft (1597, La nobile arte).
– Lesdiguières, François
de Bonne de (Saint-Bonnet-de-Champsaur, Delfinato
1543-Valence 1626) uomo politico francese
1577, capo dei protestanti del Delfinato, con la sua politica tende a
sostenere Enrico IV e a combattere Carlo
Emanuele di Savoia
1595, dopo alterne fortune arriva con quest'ultimo alla pace di
Bourgoing
1601, dopo una ripresa delle ostilità, giunge alla pace di Lione
1608, maresciallo di Francia, mutata la sua politica nei confronti del
sabaudo, ne favorisce l'alleanza con Enrico IV e lo aiuta militarmente
nella guerra del Monferrato
1622, abiura il protestantesimo, ottenendo la nomina a conestabile,
continuando la politica ostile alla Spagna a fianco di Carlo Emanuele.
– Moerentorff, Jan
[Moretus] (Anversa
1543-1610) capostipite della famiglia di tipografi fiamminghi genero
ed erede dal 1589 di Christophe
Plantin e padre di Balthasar
I.
[L'altro genero, con il quale ha avuto la gestione della
sede di Anversa nel periodo 1583-85, è Francis
van Ravelingen [Raphelengius].
– Pucci, Francesco (Figline,
Firenze 1543-Roma 1597, decapitato e arso in Campo dei Fiori) umanista
e riformatore italiano
De praedestinatione
De regno Christi (perduto)
De Christi servatoris efficacitate in cunctis hominibus (dedicata
a Clemente VIII, messo all'Indice
nel 1596).
– Varolio, Costanzo
(Bologna 1543-Rom 1575) medico, chirurgo e anatomista italiano;
1567, si laurea a Bologna dove ha compiuto i suoi studi; più tardi gli
viene affidata la cattedra straordinaria di anatomia e chirurgia che
mantiene sino al 1572, quando si stabilisce a Roma;
De nervis opticis (Padova 1573, illustrato con tre splendide
tavole dallo stesso autore)
Anatomiae sive de resolutione corporis humani libri IV (Francoforte
1591, postumo).
– Veneziano, Antonio
(1543-93 o 1627) poeta vernacolo siciliano, vissuto tra liti, debiti,
malattie, rivolte, amori, carcere;
nemico dichiarato degli spagnoli e autore di cartelli contro il Vicerè,
fu uno dei pochi a scrivere anche in lingua spagnola;
Canzuni amurusi
Canzuni di sdegnu
Ottavi.
[Suo il motto: «Tuttu lu munnu è comu
casa nostra» (Tutto il mondo è come a casa nostra).]
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«segue
da 1542»
1543
Italia
Roma,
il cardinale
G.P. Carafa (futuro Paolo
IV) stabilisce che nessun libro – nuovo
o vecchio, e quale che ne sia il contenuto – possa venir stampato o
venduto da questo momento in poi senza l'autorizzazione dell'Inquisizione
romana.
Milano,
il governo spagnolo proibisce di stampare senza licenza;
Inghilterra
. Richard Grafton,
. Edward Whichurch,
ottengono da Enrico VIII il privilegio
reale che conferisce loro l'incarico di stampare tutti i libri liturgici
per uso interno nel regno.
È particolarmente interessante perché
menziona per la prima volta l'importanza dell'editoria per la "bilancia
dei pagamenti" del paese, in aggiunta al suo impiego politico potenziale
che già altri sovrani hanno riconosciuto.
Questo privilegio obbliga pertanto gli stampatori,
qualunque sia la loro opinione personale, a stampare qualsiasi libro
liturgico (anche quelli che si contraddicono o si escludono a vicenda)
che la mutevole politica dei successivi governi li obbligherà
a pubblicare.
Ecco che allora i nomi di
Richard Grafton
e di Edward Whichurch
appaiono indifferentemente sul Primer cattolico di Enrico
VIII e sul Prymer protestante di Edoardo
VI, sul compromettente Order of Communion di Edoardo
VI e sulla traduzione inglese della radicale Forme of common
praiers di Calvino, sui due Booke
of common prayer edoardiani come su quello elisabettiano.
«segue 1544»
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