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Papa
Paolo III
(1534-1549)
Gesuiti
«segue
da 1539»
1540, 27 settembre, mediante la bolla "Regimini militantis ecclesiae",
Paolo
III concede esistenza giuridica a un ordine religioso
che lo spagnolo Ignazio di Loyola aveva presentato
a Sua Santità l'anno precedente, tramite i buoni negozi del cardinal
Gaspare Contarini.
All'Istituto è concessa la facoltà di redigere le Costituzioni,
anche in deroga ai canoni conciliari e costituzioni apostoliche.
Essa coinvolge tuttavia le prerogative della tradizione gallicana sancite
dal concordato del 1516 e gli stessi diritti
della sovranità francese che condizionano la validità
giurisdizionale di atti pontifici alla registrazione e al giudizio di
ammissibilità da parte del Parlamento di Parigi.
Il titolo ufficiale lo registra come Compagnia di Gesù.
I suoi componenti diventeranno i gesuiti.
Grazie alla "profonda vocazione per l'insegnamento" sorgono
numerosi collegi per novizi e per studiosi esterni
La Provincia di Lombardia comprende:
- Stato dei Savoia (ad eccezione della Savoia stessa, inclusa
nell'Assistenza di Francia come parte della Provincia di Lione);
- Repubblica di Genova (con la Corsica);
- Governatorato spagnolo di Milano;
-
Ducato di Mantova;
- Repubblica di Venezia (con i suoi possedimenti nello Ionio
e nell'Egeo, Creta e Cipro);
- Ducati emiliani;
- Legazioni pontificie di Emilia e Romagna.
Non comprende quindi i territori dell'Italia nordorientale appartenenti
all'Impero:
- principato di Trento;
- Sud Tirolo;
- parte del Friuli;
- Venezia Giulia;
- Trieste:
- zone imperiali in Istria, oltre Slovenia e Dalmazia,
inclusi nella Provincia d'Austria dell'Assistenza di Germania.
[vedi Domicilia]
«segue 1541»
Inquisitori
di Stato
1540, noti
sin dal 1313, diventano permanenti a Venezia gli inquisitori di stato,
detti anche inquisitori dei segreti o esecutori dei dieci (ufficio composto
da tre membri del consiglio dei dieci).
Incaricati di inquisire tutto quanto possa turbare la sicurezza e il
buon funzionamento dello stato, agiscono senza formalità servendosi
spesso della tortura. Da inquisitori divengono poi essi stessi giudici.
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ANNO 1540
– Andrada, Francisco de
(Lisbona 1540- ca-1614) storico e poeta portoghese,
storiografo ufficiale di corte;
O primeiro cêrco que los Turcos puseram à fortaleza de Diu (1589,
Il primo assedio che i turchi posero alla fortezza di Diu)
Crónica do muito alto Don João III (1613, Storia dell'illustrissimo
don Giovanni III).
– Antoniano,
Silvio (Roma 1540-1603) letterato e pedagogista italiano,
tanto rinomato come improvvisatore che Ercole II
d'Este lo volle a Ferrara; tra i revisori della Gerusalemme liberata
del Tasso, fu il più severo nell'esigere
la soppressione degli episodi amorosi e paganeggianti;
1559, Pio IV lo chiama a Roma a insegnare
nella Sapienza; per dedicarsi tutto alla teologia e abbracciare lo stato
ecclesiastico, lascia poi l'insegnamento; ha importanti incarichi da Pio
V e come abbreviatore è degno successore del Bembo
e del Sadoleto;
Dell'educazione cristiana e politica dei figliuoli (1584, in III
libri)
1598, è fatto cardinale da Clemente VII.
– Bargagli, Scipione (Siena
1540-1612) letterato italiano;
Trattato delle imprese
Trattenimenti (1587)
Turamino (1602, con cui partecipa alla difesa della lingua
senese).
– Bertolotti, Gasparo
o Gasparo da Salò (Salò
1540-Brescia 1609) liutaio italiano, discendente da una famiglia di
musicisti e liutai
1562, si stabilisce a Brescia, lavora prima con G.
Virchi e poi in proprio: costrusce viole, violoncelli e tra i
primissimi violini;
da lui discende una scuola bresciana il cui maggiore esponente fu G.P. Maggini.
– Brantôme, Pierre de Bourdeille
signore di (Bourdeilles, Dordogna,
1540 ca- Brantôme, Périgneux 1614) scrittore francese; nato in una
famiglia di antica nobiltà, trascorse la fanciullezza alla corte di Margherita
di Navarra; si distinse nella carriera militare, dapprima al
servizio del re di Francia, poi come partigiano della fazione cattolica
dei Guisa; svolse importanti missioni
diplomatiche;
1584, una caduta da cavallo stronca la sua carriera, costringendolo per
lunghi anni all'immobilità;
Vies des grands capitaines (1583-90, Vite dei grandi capitani)
Vies des dames galantes (1583-84, Vite delle dame galanti) note
anche come:
Mémoires de messer Pierre de Bourdeille contenant les vies des dames
illustres de son temps (postume, 8 voll, 1665-66, Memorie di messer
Pierre de Bourdeille, signore di Brantôme, contenenti la vita delle
dame illustri del suo tempo; fatti guerreschi, mondani e scandalosi
del sec. XVI e, in particolare, della corte di Caterina
de' Medici).
– Jeannin, Pierre
detto il Presidente (Autun, Borgogna
1540-Parigi 1622) uomo politico e diplomatico francese;
1579, deputato del terzo stato e successivamente presidente del parlamento
di Borgogna, si oppone invano al massacro di San Bartolomeo nella sua
provincia;
1593, come cattolico si schiera dalla parte del duca
di Mayenne ed è presidente del parlamento di Parigi che lotta
contro Enrico di Navarra;
1598, prende parte ai negoziati di Vervins con la Spagna;
1601, prende parte ai negoziati di Lione con la Savoia;
1608, negozia l'alleanza franco-olandese;
Negoziati (1656, postumo, considerato a lungo un testo fondamentale
della diplomazia).
– Larivey, Pierre de
(Troyes 1540 ca-1619) drammaturgo francese,
di padre italiano;
Le piacevoli notti di G.F. Straparola
(versione)
Les esprits (1579, Spiriti, ispirato da Aridosia di Lorenzo
de' Medici).
– Marnix, Philippe de
(Bruxelles 1540-Leida 1598) uomo politico
e scrittore fiammingo, aderì al calvinismo;
1566, attivo nella rivolta dei Paesi Bassi è costretto dalla repressione
spagnola ad emigrare in Francia;
L'alveare della santa chiesa romana (1569, in neerlandese)
1571, consigliere di Guglielmo
d'Orange è fautore dell'accordo fra cattolici e calvinisti
nella lotta antispagnola;
1576, promuove la lega di tutte le province dei Paesi Bassi (unione
di Gand);
1583, borgomastro di Anversa, anima la difesa della città durante l'assedio
spagnolo, ma la capitolazione gli attira accuse di tradimento; si ritira
quindi a vita privata;
Salmi (1591, versione in fiammingo)
Bibbia (versione in fiammingo)
Quadro sulle differenze fra le religioni (1599-1605, postumo, altra
violenta polemica anticattolica).
– Oddi,
Sforza degli (Perugia 1540-Parma 1611) giureconsulto e
commediografo italiano
De fidei commissis (1622, postumo)
Erofilomachia ovvero Duello d'amore (1572)
I morti vivi (1576, derivante dalla Storia di Leucippe e
Clitofonte di Achille Tazio; come Gli
straccioni di Annibal Caro
La prigione d'amore (1576).
– O'Neill, Hugh
(n. 1540-Roma 1616) conte di Tyrone,
divenuto il più importante capo nell'Ulster con l'aiuto degli inglesi,
si impegnò poi nella lotta per la libertà irlandese
1595, ottiene i primi successi contro gli inglesi
1598, dopo la ripresa della guerra e la vittoria di Yellow Ford, riesce
a sollevare tutta l'Irlanda,
1599, costringe R. Essex a firmare una
tregua che viene però sconfessata dalla regina Elisabetta
1600, questa invia in Irlanda nuove truppe sotto il comando di C.
Mountjoy
1601, è duramente sconfitto a Kinsale,
1603, è costretto a sottomettersi
1607, lascia l'Irlanda e si rifugia dapprima nei Paesi Bassi e poi a
Roma.
– Paruta,
Paolo (Venezia 1540-1598) storiografo
italiano;
di nobile famiglia, originaria di Lucca, compì gli studi a Padova;
1561, tornato a Venezia, fonda un'accademia privata di scienze politiche
e morali partecipando attivamente al governo della repubblica
1579, storiografo ufficiale della Serenissima;
1592-95, ambasciatore a Roma;
1596-98, procuratore di San Marco;
Historia vinetiana (1605, postuma, continua quella di P.
Bembo per gli anni 1513-52)
Historia sulla guerra di Cipro (1570-73)
Orazione funebre in laude de' morti nella vittoriosa battaglia contro
a' turchi (1572)
La legazione di Roma (1887, postumo, 3 voll.
Della perfezione della vita politica (1579)
Soliloquio (1593-94)
Discorsi politici (1599, postumi)
La legazione di Roma (1887, postumo, in 3 voll.).
– Salviati, Lionardo
(Firenze 1540-1589) letterato italiano, discepolo
di B. Varchi;
Dialoghi dell'amicizia (1564)
Il granchio (1566)
Lezione sopra il sonetto del Petrarca «perché voi» (1575)
Decameron di G.
Boccaccio (1582, sua "rassettatura", cioè edizione
purgata dell'opera, commissionatagli per motivi di moralismo controriformistico
e destinata a soppiantare la precedente "rassettatura" curata
dai "deputati" sotto la guida di V.
Borghini (1573) i cui interventi censori sono stati giudicati
inadeguati)
[Al "pubblico e notorio assassino"
del Boccaccio come qualcuno dell'epoca
lo qualifica, non basta trasformare le badesse in contesse, le monache
in damigelle, gli abati in maestri, occorre, quando è il caso,
rovesciare arditamente il senso, eliminando le allusioni ironiche e
i riferimenti dal sapore anticlericale.
Poche sono le reazioni al suo "sfregio" che rimarrà
a lungo l'unico Decameron legalmente letto dagli italiani, tanto
da divenire per la gravità dell'offesa il manifesto più
impressionante dell'opera degli "espurgatori".]
1583, entra a far parte dell'Accademia
della Crusca col nome di Infarinato;
Avvertimenti della lingua sopra 'l «Decamerone» (1584-86)
Difesa dell'«Orlando furioso» degli accademici della Crusca (1585,
polemica contro T. Tasso e i detrattori
di L. Ariosto)
Risposta all' «Apologia» di T. Tasso (1585)
L'Infarinato primo (1585)
L'Infarinato secondo (1588)
La spina (1592 postuma).
– Sassetti,
Filippo (Firenze 1540-Goa, India 1588) mercante e scrittore
italiano; compiuti gli studi umanistici a Pisa, tornò nella sua città
e fece parte dell'Accademia Fiorentina e di quella degli Alterati,
stringendo amicizia con alcuni autorevoli letterati, fra cui G.B.
Strozzi, B. Davanzati e P.
Vettori
1578, costretto da necessita economiche, lascia Firenze e inizia una
serie di lunghi viaggi come sovrintendente dell'azienda Capponi,
esportatrice di tele e drappi: prima tappa è Madrid, quindi Siviglia e
Lisbona dove passa al servizio del mercante portoghese G.B.
Rovellasco che ha l'appalto del commercio del pepe
1582, aprile, per conto di costui parte verso l'India, ma una tempesta
di mare l'obbliga a rientrare in Portogallo
1583, 8 aprile, imbarcatosi una seconda volta, dopo molte peripezie,
approda sulla costa del Malabar, a Coccin; qui prende residenza pur
continuando ad affrontare nuovi viaggi, durante uno dei quali, a Goa,
muore;
Ragionamento sopra il commercio tra i fiorentini e i levantini
Vita di Francesco Ferrucci
Sposizione sulla poetica di Aristotele
Lezioni sulle imprese
Discorso in difesa di Dante
Discorso contro l'Ariosto
Lettere (raccolta edita mutila nel 1855; completa nel 1880).
– Scaliger, Joseph-Juste o
Giuseppe Giusto Scaligero (Agen,
Lot-en-Garonne-1540 Leida 1609) umanista francese, figlio di Giulio
Cesare Scaligero (1484-1558); compiuti gli studi a Parigi
e a Bordeaux, si convertì al protestantesimo
1572, scampato alla "notte di san Bartolomeo", ripara a
Ginevra dove insegna filosofia
1574, viene chiamato all'università protestante di Leida
Commenti a Varrone, Virgilio, Teocrito, Bione
Opus novum de emendatione temporum (1583)
Thesaurus temporum (1606).
– Viète, François
(Fontenay-le-Comte 1540-Parigi 1603) matematico francese, studiò legge
all'università di Poitiers e si impegnò poi nella vita amministrativa
e politica, ricoprendo diverse cariche, sotto Carlo
IX, Enrico III, Enrico
IV; pur occupandosi di matematica per diletto, fu uno dei
maggiori matematici del suo secolo;
Canon mathematicus (1579, lavoro di trigonometria)
In artem analyticem isagoge (1591, lavoro di algebra, in cui
introduce il calcolo letterale (che chiama logistice speciosa),
usando le vocali per rappresentare le incognite e le consonanti per
indicare le quantità note)
Apollonius Gallus (1600, in cui dà una rigorosa soluzione al
famoso problema di Apollonio).
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«segue
da 1539»
1540, vengono ora incisi i corsivi di Antonio
Blado e i tondi di Claude
Garamond che
dimostrano il genio creativo dei pionieri del
disegno del carattere,
Da questo momento gli esperimenti volti a creare nuovi caratteri saranno
quasi disapprovati.
Venezia,
esce postumo De la Pirotechnia del senese Vannoccio
Biringuccio, testo fondamentale per lo sviluppo della chimica
inorganica, della mineralogia e della metallurgia.
Inghilterra
le guerre
anglo-scozzesi danno l'occasione agli stampatori di pubblicare vari
"libri di notizie".
«segue 1541»
Accademia
degli Umidi
1540, 1° novembre, alcuni giovani letterati fiorentini, radunatisi
in casa di Giovanni Mazzuoli detto lo
Stradino, per coltivare insieme lo studio della lingua e della
letteratura toscana, fondano questa "accademia";
più che altro una brigata di amici cordiali senza eccessive pretese
scientifiche, ha già nei primi mesi l'adesione di studiosi di valore
come:
. Giovanni Norchiati,
. Cosimo Bartoli e
. Pierfrancesco Giambullari;
«segue 1541»
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