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Papa
Giulio III

(1550-55)

Giovanni Maria de' Ciocchi del Monte (Roma 1487-1555)
legato di Paolo III al concilio di Trento;
1550, 8 febbraio, appena eletto indice il Giubileo tre giorni dopo con la bolla Si pastores ovium;
22 febbraio, viene incoronato;
24 febbraio, inaugura l'Anno Santo;
con un decreto del cardinale Ascanio Sforza viene proibito l'aumento dei canoni di locazione;
decreta la sacralità del Colosseo e ne proibisce l'ulteriore saccheggio.
21 luglio, con la bolla Exposcit debitum, oltre a incitare la difesa e la propagazione della fede, indica l'assistenza agli ammalati e ogni opera di carità in favore dei poveri, azione sociale ampiamente esercita a Roma da Ignazio di Loyola e dai suoi compagni prima e dopo la fondazione dell'Ordine dei gesuiti.

Concilio Ecumenico
di Trento
1545-63

1550, è ufficialmente sospeso.

Gesuiti

«segue da 1540»
generale: Ignazio di Loyola (1541-56)
1550, 21 luglio, la Compagnia di Gesù, professante la più pura ecclesiologia, è di nuovo programmaticamente approvata da papa Giulio III con la bolla Exposcit debitum.
Si tratta di una scelta coerente e determinata per la quale il papato di fronte al profilarsi della nuova organizzazione del potere si costituisce esso stesso in principato con una saldatura tra potere politico e potere religioso che non soltanto serve di modello agli altri principi ma che viene in certo modo proposta e offerta tramite i concordati, con l'obiettivo di conservare attraverso la mediazione tra gli Stati e le Chiese locali la propria funzione universalistica in un mondo politico ormai irrimediabilmente policentrico.
Viene così fondato il Collegio Romano, scuola di formazione dell'ordine gesuitico. Il Collegio è destinato a diventare un importante centro di studi teologici e scientifici.
Viene aperto anche il collegio di Palermo;
[vedi Domicilia]
«segue 1551»

Anabattisti

«segue da 1525»
1550, settembre,
Venezia, ministri e vescovi anabattisiti antitrinitari celebrano un sinodo sulla fede, cioè sulla divinità di Gesù Cristo concludendo per la pura umanità del figlio di Dio.
Il fatto dimostra la vita non troppo difficile che gli eterodossi possono condurre nella città lagunare. Questo fatto però allarma non solo l'Inquisitore ma anche il governo.
«segue 1599»

Inquisizione spagnola

«segue da 1542»
1550, Belgio, a Lovanio viene pubblicato un Indice dei libri proibiti;
«segue 1551»

 

 

ANNO 1550

La lingua
Inghilterra
Il Queen's English creato da W. Caxton e dai suoi colleghi stampatori è diventato il mezzo di espressione comune a milioni di persone in tutto il mondo. Ognuno, indipendentemente dalle variazioni intervenute nelle parlate locali, regionali o nazionali, comprende immediatamente qualsiasi libro o giornale stampato in questa lingua.
Germania
Mentre per tutto il Medioevo il basso e l'alto tedesco sono stati due lingue letterarie indipendenti, gli stampatori della traduzione luterana assicurano al tedesco - abile amalgama delle lingue parlate nella Germania settentrionale, centrale e meridionale - l'indiscussa autorità di lingua nazionale riducendo tutte le altre forme al rango di dialetti.
Svizzera
Un passo decisivo in questo senso - in quanto il libro ha goduto di vasta popolarità in tutta la Svizzera - è stata la traduzione della storia della Svizzera di Johannes Stumpf, fatta eseguire da Christoph Froschauser per la sua edizione del 1548, dall'orignaro "tedesco svizzero" nella "lingua delle cancellerie sassone e imperiale".
Italia
La lingua toscana usata nelle Lettere familiari (1572-75) di Annibal Caro e nel Vocabolario dell'Accademia della Crusca (1612) sarà adottata da tutti gli stampatori italiani e affermerà la propria superiorità sui dialetti rivali, romano, napoletano, lombardo, ecc.
 

 

Carlo V (Gand 1500-Yuste, Estremadura 1558) Albero genealogico
secondogenito di Filippo il Bello e di Giovanna la Pazza;
1506-56, principe dei Paesi Bassi;
1516-56, re di Spagna (Carlo I)
1516-56, re di Napoli (Carlo IV);
1519-56, imperatore del Sacro Romano Impero;
1550, l'inviato imperiale alla corte di Solimano il Magnifico è Ogier Ghiselin de Busbecq;

Alberto di Brandeburgo (Ansbach, Baviera 1490-Tapiau, Königsberg 1568) Albero genealogico
figlio di Federico margravio di Brandeburgo-Ansbach;
1525-68, duca di Prussia; (il primo)

Giovanni Federico il Magnanimo (Torgau 1503-Weimar 1554) Albero genealogico
figlio di Giovanni il Costante di Wettin [linea ernestina] e di Sofia di Meclemburgo;
1532-47, duca elettore di Sassonia e langravio di Turingia;
prigioniero dell'imperatore Carlo V dal 1547;

Maurizio (Freiberg 1521-Sievershausen 1553) Albero genealogico
figlio di Enrico il Pio e di Caterina di Meclemburgo;
1541-47, duca di Sassonia;
1547-53, principe elettore di Sassonia;

1550, la minaccia della politica accentratrice di Carlo V lo induce a rientrare nell'unione evangelica;

Ulrico di Württemberg (Reichenweiler, Alsazoia 1487-Tubinga 1550) Albero genealogico
figlio di Enrico e di Elisabetta di Zweibrücken;
1498-1519, duca di Württemberg;
1534-50, duca di Württemberg;
1550, nonostante dal 1547 la casa d'Austria insista per la sua destituzione, alla sua morte il ducato, grazie alla mediazione della Baviera, rimane al figlio Cristoforo.

segue

Ferdinando I (Alcalá de Henares 1503-Vienna 1564) Albero genealogico
figlio di Filippo il Bello e di Giovanna la Pazza, fratello minore di Carlo V, fu educato in Spagna;
1521-64, arciduca di Alta e Bassa Austria, Carinzia, Stiria e Carniola
1526-64, re di Boemia e d'Ungheria;
1530-64, re dei romani;
1556-64, imperatore del Sacro Romano Impero;

segue

Cristiano III (Gottorp, Schleswig-Holstein 1503-Koldinghus, Vejle 1559) Albero genealogico
figlio di Federico I e di Anna di Brandeburgo;
1534-59, re di Danimarca e di Norvegia;

Gustavo I Vasa (Lindholm 1496 ca-Stoccolma 1560) Albero genealogico
figlio di Erik Vasa;
1523-60, re di Svezia;

segue

Enrico II (Saint-Germain-en-Laye 1519-Parigi 1559) Albero genealogico
secondogenito di Francesco I;
1547-59, re di Francia;
1548-50, il breve scontro con l'Inghilterra si conclude con l'acquisto di Boulogne da parte della Francia;

Carlo III (o II) il Grande (1542-1608) Albero genealogico
figlio di Francesco I e di Cristina di Danimarca;
1545-1608, duca di Lorena e di Bar;
sotto la tutela della madre e dello zio;

segue

Edoardo VI (Hampton Court 1537-Greenwich 1553) Albero genealogico
figlio di Enrico VIII e di Jane Seymour;
1547-53, re d'Inghilterra e d'Irlanda;
salito al trono a nove anni sotto la reggenza dello zio E. Seymour, poi duca di Somerset;

Maria Stuarda (Linlithgow, Edimburgo 1542-Fotheringhay, Northamptonshire 1587) Albero genealogico
figlia di Giacomo V e di Maria di Guisa;
1542-67, regina di Scozia;
sotto la reggenza della madre;
dal 1548 vive in Francia dove viene educata;

segue

Giovanni III il Pio (Lisbona 1502-57) Albero genealogico
primogenito di Emanuele I e di Maria, figlia dei sovrani spagnoli Ferdinando e Isabella;
1521-57, re di Portogallo;

segue

Francesco Donà (?)
1545-53, doge di Venezia;
1550, 12 aprile, Venezia, viene aperto il collegio dei Gesuiti;
poiché si vuole impedire ai patrizi cosiddetti "papalisti" che hanno parenti nella curia romana (cardinali, prelati) di accedere alle alte cariche dello Stato, viene varata una norma discriminatoria nei loro riguardi; tale norma non è gradita però al doge il quale, anche su pressioni papali, ne sospende l'applicazione;
novembre, nella prima settimana il Consiglio dei Dieci con la Zonta estende il nuovo sistema dell'Inquisizione a tutto il Dominio; Giulio III vi intravede un tentativo di limitare la giurisdizione ecclesiastica e di intralciare l'opera della Inquisizione che trova difficoltà anche altrove.

Filippo II "il re prudente" (Valladolid 1527-Escorial, Madrid 1598) Albero genealogico
primogenito di Carlo V e di Isabella di Portogallo;
1540-98, duca di Milano;
1550, reggente della Castiglia e dell'Aragona fa ritorno in Spagna da Bruxelles dove si trovava dal 1548 presso il padre;
1554-98, re di Napoli e di Sicilia (Filippo I);
1556-98, re di Spagna;
1580-98, re di Portogallo;

Francesco III (1533-1550) Albero genealogico
figlio di Federico II e di Margherita Paleologo;
1540-50, duca di Mantova e marchese del Monferrato;

1550, muore annegato.

Guglielmo I (1538-1587) Albero genealogico
figlio di Federico II e di Margherita Paleologo, e fratello di Francesco III;
1550-87, duca di Mantova e marchese del Monferrato;
1574-87, 1° duca del Monferrato;

Ercole II d'Este (Ferrara 1508-59) Albero genealogico
figlio di Alfonso I e di Lucrezia Borgia;
1534-59, duca di Ferrara,
Modena e Reggio;

Cosimo I de' Medici (Firenze 1519-Villa di Castello, Firenze 1574) Albero genealogico (ramo dei "popolani")
figlio di Giovanni dalle Bande Nere e di Maria Salviati;
1537-69, duca di Firenze;
1569-74, granduca di Toscana;

Guidobaldo II (Pesaro 1514-1574) Albero genealogico
figlio di Francesco Maria I Della Rovere e di Eleonora Gonzaga;
1538-74, duca di Urbino;
1538-39, duca di Camerino;

segue

 

– Acquaviva, Rodolfo (Atri, Teramo 1550-Goa, India 1583) missionario italiano, gesuita, ucciso dalla popolazione di Goa
Interessanti le lettere inviate ai superiori.

– Browne, Robert (Tolethorpe, Rutland, 1550 ca-Northhampton 1633) riformatore inglese;
Trattato di riforma senza alcun indugio (1582).

Butter, Nathaniel (?-?) il padre del giornalismo inglese;
suo padre – e poi sua madre alla morte di lui – hanno pubblicato di tanto in tanto delle "corrispondenze" su avvenimenti del giorno;
1602, quasi 200 titoli da lui editi da questo momento;
[La metà sono libri di notizie su avvenimenti accaduti in India, Russia, Persia, Svezia, sui mari e in patria.]
1604, membro della Stationers' Company;
King Lear (1608, prima edizione)
Omero di Chapman (1616)
1621, 24 settembre, esce il suo primo «Corante, or, newes from Italy, Germany, Hungarie, Spaine and France»;
continua per vent'anni a pubblicare «at the sign of the Pied Bull at St Austin's Gate» corantos, avisos, passages, newes, relations, ecc.;
1622, 15 ottobre - 2 ottobre 1623, prima serie numerata e datata di "libri di notizie" inglesi: cinquanta numeri, stampati in massima parte da Bartholomew Downes per un sindacato i cui membri più frequentemente ricorrenti sono – come per la maggior parte delle sue pubblicazioni periodiche – Nicholas Bourne e Thomas Archer, oltre a lui stesso.

Caccini, Giulio detto Giulio Romano (Tivoli, Roma 1550-Firenze 1618) compositore, cantante e teorico musicale italiano; rimase per tutta la vita presso la corte granducale di Toscana; membro della Camerata de' Bardi; divide, col Cavalieri e il Peri, la gloria di aver creato lo stile recitativo, che sta alla base del melodramma;
Euridice (1600, opera, su testo di Rinuccini)
Nuove musiche (1601, raccolta di arie e madrigali a una voce col basso continuo)
Fuggilotio musicale (1613)
Nuove Musiche e nuova maniera di scriverle (1614).

– Cremonini, Cesare (Cento, Ferrara 1550/52-Padova 1631) filosofo e scienziato italiano;
Commenti ad alcune opere di Aristotele
Tractatus de paedia (1596)
Introductio ad naturalem Aristotelis philosophiam (1613).

– Croce, Giulio Cesare (San Giovanni in Persiceto 1550-Bologna 1609) poeta italiano
Banchetto di mal cibati (1591)
Le sottilissime astuzie di Bertoldo, Le piacevoli e ridicolose semplicità di Bertoldino, figliuolo del già astuto Bertoldo (1606, liberamente rielaborate da un'antica leggenda Dialogus Salomonis et Marcolphi).
L'abate Adriano Banchieri aggiunse in tempi successivi Cacasenno, pubblicati per la prima volta riuniti nel 1620.
[Pagnoni, Milano 1872, Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno)]

Dietterlin, Wendel (Pulendorf 1550 ca-Strasburgo 1599) architetto, pittore e incisore austriaco
Architectura (Trattato di architettura; ed. francese 1593, latina 1594, definitiva 1598, con 209 tavole ad acquaforte).

– Espinel, Vicente (Ronda 1550-Madrid 1624) narratore e poeta spagnolo
Rimas (1591)
Marcos de Obregón (1618, fonte più tardi  del Gil Blas di A.R. Lesage).

Giulio, Enrico - duca († 1613)
1609, gennaio, Augusta, comincia ad uscire uno dei due primi giornali veri e propri:
«Avisa-Relation oder Zeitung» o «L'Aviso»)
[Da lui
fondato, diretto e (almeno in parte ) scritto in appoggio alla sua politica di riconciliazione tra le fazioni protestante e cattolica; stampato a Wolfenbüttel ma compilato a Praga, dove egli trascorse i suoi ultimi anni.]
1613, dopo aver trascorso a Praga i suoi ultimi anni come consigliere dell'imperatore, muore.


Hudson, Henry (n. 1550-baia di Hudson 1611) navigatore inglese
1607-08, al servizio della Compagnia di Moscovia compie due viaggi alla ricerca del passaggio a nord-est durante i quali segnala la presenza di balene allo Spitzbergen aprendo la strada alla baleneria inglese
1609, alla ricerca del passaggio a nord-ovest esplora la costa americana dall'Acadia al Chesapeake risalendo il fiume (Hudson) e dimostrando che a quelle latitudini non esiste il supposto passaggio verso il Pacifico
1610, ritenta l'impresa esplorando in profondità la baia che oggi porta il suo nome: qui muore, abbandonato su un canotto dai marinai ammutinatisi.

– Murtola, Gaspare (Genova XVI/2-Roma 1624) poeta italiano, segretario di Carlo Emanuele di Savoia
Marineide (1619, come pure la Murtoleide di Marino; ebbe una feroce polemica con G.B. Marino, tanto da aggredirlo in una strada di Torino; condannato al patibolo, venne poi graziato per intercessione dello stesso avversario)
Creazione della perla (favola piscatoria)
Della creazione del mondo (1608, poema, smaccata esaltazione dei Savoia).

Napier, John o Nepero (Edimburgo 1550-1617) matematico scozzese, protestante
Commento all'Apocalisse di Giovanni (1594)
Mirifici logarithmorum canonis descriptis (1614, sul metodo da lui ideato dei "logaritmi") 
Rabdologiae seu numerationis per virgulas… (1617)
Constructio (1619, postumo, metodo di costruzione delle tavole dei logaritmi, edizione curata da H. Briggs).

– Sánchez, Francisco o Francisco Sanches (Túy 1550 ca-Tolosa 1623) medico e filosofo spagnolo, studiò medicina a Montpellier dove collaborò con il famoso medico Huchet;
1581, già docente, ottiene la cattedra di medicina a Tolosa;
De multum nobili et prima universali scientia: quod nihil scitur (1581)
[Dona una copia con dedica a G. Bruno, insegnante nella stessa università e che ora si trasferisce a Parigi.
Il nolano tuttavia (come appare dalle due note autografe sul frontespizio e sulla prima pagna del volume) lo definisce un asino presuntuoso, chiedendosi pure come lo si sia potuto considerare degno di insegnare.
Secondo Andrzej Nowicki che rinverrà questo volume nel 1967, il nolano non ne avrebbe letto che la prima pagina, considerandolo forse un'opera improntata a un totale scetticismo, in cui viene negata la possibilità di qualsiasi tipo di conoscenza delle cose naturali. Questa visione sarebbe basata su una cattiva interpretazione del testo dato che il nihil scitur sta per "ignoramus", non "ignorabimus".
Il medico spagnolo si rivela invece essere, in realtà, un precursore di Cartesio nel postulare l'esigenza di sgombrare il terreno da pregiudizi e false teorie per aprire la strada a una nuova forma di ricerca basata su un metodo veramente e scientifico.
Molto probabilmente allo spagnolo è stata concessa una nomina accademica che anche
G. Bruno avrebbe desiderato.]
Opera medica (1636 postuma, raccolta dei sui libri di medicina)
De longitudine et brevitate vitae
de divinatione per somnum ad Aristotelem
in Librum Aristotelis Physiognomicon commentarius

Tutti postumi.

Stern, Hans (? - 1614) stampatore tedesco;
1580, mette su bottega a Lüneburg.
[La ditta sarà l'unica a godere, dopo oltre quattrocento anni l'invidiabile primato di essere ancora proprietà dei diretti discendenti di Hans. La sua produzione di fondo consiste in Bibbia, saggi teologici, raccolte d'inni, calendari e almanacchi.
L'impresa più ambiziosa: "Bibbia Scheits" (1672), dal nome dell'incisore amburghese Matthias Scheits autore delle centocinquanta illustrazioni.
Il giro d'affari della ditta si allargherà sino ad interessare Amsterdam, Copenaghen, Stoccolma, Danzica, Königsberg, Reval, Vilna e la stessa Norimberga.]

Straub, Leonard (1550-1606) stampatore svizzero;
dopo aver appreso l'arte presso Foschauer a Zurigo e Froben a Basilea, diventa il primo stampatore di San Gallo;
1582, impianta un grande mulino da carta cacciandosi in seri guai finanziari;
1597, stampa il mensile «Historische Relation oder Erzehlung… dell'editore tedesco Samuel Dilbaum, operazione che naufragherà solo dopo un anno…
[Purtroppo non si districherà mai dai suoi guai finanziari.]

T'ang Hsien-tzu (n. 1550-m. 1616) drammaturgo cinese, vissuto all'epoca della dinastia Ming; definito lo "Shakespeare cinese";
Huan hun chi (Storia dell'anima che fa ritorno, nota anche come Padiglione delle peonie (Mu-tan t'ing).

Terzi, Lorenzo (Brescia 1550-Imola 1620) gesuita;
1568, 27 maggio, già studente di filosofia nel Collegio Romano, entra nella Compagnia di Gesù;
1569, agosto, studente di physica nel Collegio Romano;
1570-71, professore di grammatica nel Collegio ROmano;
1574, fine, studente del I anno di teologia nel Collegio Romano;
1577, professore di greco nel Collegio Romano (è già sacerdote);
1579, è [forse] nel Collegio Romano;
1581-4, rettore del collegio di Padova;
1582-94, rettore del collegio di Brescia;
1589, 15 agosto, professa i 4 voti a Venezia;
1594-5, confessore nel collegio di Brescia;
1595-6, prefetto degli studi nel collegio di Padova;
!596-7, rettore del collegio di Bologna;
1598-1601, rettore del collegio di Padova;
1602-3, rettore del collegio di Bologna;
1610-16, viceprovinciale della Provincia Veneta;
1619-20, provinciale della Provincia Veneta;
1620, 24 aprile, muore.

Waldegrave, Robert (?-?) stampatore;
è costretto ad abbandonare l'Inghilterra per aver pubblicato scritti antiepiscopali fra cui i saggi di Marprelate;
1591, diventa stampatore del re di Scozia Giacomo VI:
Poeticall Exercises (1591)
Basilicon Doron (1599, I ed., limitata a sette esemplari per uso privato)
[1603, il re di Scozia Giacomo VI, figlio di Maria Stuarda, diventa re di Gran Bretagna (Giacomo I);
esce la prima edizione per il pubblico, riveduta a fondo e un sindacato londinese lo ristampa quattro volte in un anno;
sebbene la stesura autografa sia in scozzese - il re non raggiungerà mai la completa padronanza dell'inglese - R. Waldegrave lo stampa in inglese. Per questo motivo esso diventa il primo libro originale britannico tradotto in lingua moderna:
1603, I ed. francese (1604, ristampata due volte) autorizzata da Robert Cecil e dall'ambasciatore inglese a Parigi sebbene risulti che Giacomo I non abbia mai pagato il compenso promesso al traduttore.
Contemporaneamente escono anche tre edizioni contraffatte e varie traduzioni in olandese (due, 1603), tedesco (1604), svedese (1606) e naturalmente in latino (Londra e Hanau (due), 1604).
La versione in gallese (Londra 1604) viene interrotta dallo scoppio della peste; l'editore gallese Thomas Salisbury fugge da Londra abbandonando il lavoro.
L'interesse per il Basilicon Doron, per ragioni difficili da spiegare, si ravviverà intorno al 1680: l'edizione inglese sarà ristampata nel 1682 a Londra e quella latina nel 1679 e 1682 a Francoforte sull'Oder.]


 


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«segue da 1549»
1550, l'eccellente gotico corsivo inciso in questo periodo da Joachim Louw ad Amburgo, giunge troppo tardi per essere accettato: il gotico rimarrà così con una sola serie di lettere, e ciò contribuirà a provocarne la scomparsa in favore dei caratteri «latini», che offrono la scelta tra una serie tonda e una serie corsiva.
Intanto l'importanza della Germania e dell'Italia, quali centri della stampa e dell'editoria, cessa quasi del tutto mentre entrano contemporaneamente nel periodo del loro massimo fulgore la bella stampa e l'editoria francesi, e Cristophe Plantin, francese di nascita, inaugura il secolo d'oro della produzione libraria neerlandese.
Intanto, il molino già appartenuto a Andreas Heilmann, il socio strasburghese di J. Gutenberg (dato in affitto nel 1526 allo stampatore Molf Köpfel) viene orra affittato allo stampatore Mendelin Rihel;
Francia:
Lione:
. Sebastian Greyff;
. Jean de Tournes il Vecchio;
. Jean de Tournes il Giovane;
ecc.
La stamperia lionese non si spegne lentamente per mancanza di mezzi ed incompetenza, come accade alla maggior parte delle prime stamperie italiane e tedesche, ma sarà superata dalla strapotente concorrenza parigina quando è ancora al culmine della fioritura.

I Gabiano, abilissimi finanziatori librari, a cavallo tra Italia e Francia per buona parte del XVI secolo, sono cattolici a Venezia e protestanti a Lione.
«segue 1551»

Comédie-Italienne

Dalla seconda metà del Cinquecento, prendono questo nome le numerose compagnie teatrali italiane che operano in Francia;
le più importanti compagnie sono:
Cinquecento
- Flaminio Scala
- Comici Confidenti
- Comici Gelosi

Seicento
- Tiberio Fiorilli (Scaramouche)
- Domenico Biancolelli
- Angelo Costantini
1645, il cardinale Mazarino concede alle compagnie italiane di recitare a Parigi: prima nel Teatro del Petit-Bourbon, poi al Palais-Royal, alternandosi con quelle francesi
1680, dopo la nascita della Comédie Française, rimane loro in esclusiva il teatro all'Hôtel de Bourgogne
1697, gli attori italiani vengono cacciati dalla Francia per una presunta offesa a Mme de Maintenon, favorita del re
Settecento
- Luigi Riccoboni

1716, gli attori italiani ritornano a Parigi
1762, si fonde con l'Opéra-Comique.

strel'cy

1550 ca, Ivan IV il Terribile istituisce questo corpo militare, formato da uomini liberi provenienti da tutte le classi, soldati di padre in figlio;
armati di archibugio e alabarda, i 40-50.000 strel'cy costituiscono la guardia dello zar e, in guerra, il nerbo dell'esercito; ricompensati con la concessione di terre nella regione di Mosca, in tempo di pace esercitano anche attività commerciali e artigianali;
1682, raggiungono una notevole potenza quando, morto lo zar Fëdor III, e già installato al suo posto Pietro I, si ribellano imponendo accanto a lui lo zar Ivan V e la reggenza di Sofia Alekseevna;
1696, rivoltatisi nuovamente, vengono trasferiti ad Azov e sulla frontiera sudoccidentale;
1698, estate, approfittando dell'assenza di Pietro dalla Russia, si sollevano e marciano su Mosca ma sono sconfitti; al ritorno dello zar,
da sett./ott. 1698 al gennaio 1699 vengono sterminati.

Monete

«segue da 1500»
1550, le matrici a facce curve fanno un ingresso trionfale con pubblica dimostrazione ad Ausburg; sono poi gradualmente abbandonate a favore del metodo della pressa; 
nello stesso periodo viene inventato un sistema di protezione contro limature o sbavature: oltre la Manica si sperimenta la marcatura routinaria del bordo che viene ottenuta in fase di coniazione, per mezzo di virole godronate;
«segue 1663»

 

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