Papa
Giulio III
(1550-55)
Giovanni
Maria de' Ciocchi del Monte (Roma 1487-1555)
legato di Paolo III al concilio di Trento;
1550, 8 febbraio, appena eletto indice il Giubileo tre giorni
dopo con la bolla Si pastores ovium;
22 febbraio, viene incoronato;
24 febbraio, inaugura l'Anno Santo;
con un decreto del cardinale Ascanio Sforza viene proibito l'aumento dei canoni di locazione;
decreta la sacralità del Colosseo e ne proibisce l'ulteriore saccheggio.
21 luglio, con la bolla Exposcit debitum, oltre a incitare
la difesa e la propagazione della fede, indica l'assistenza agli ammalati
e ogni opera di carità in favore dei poveri, azione sociale ampiamente
esercita a Roma da Ignazio
di Loyola e dai suoi compagni prima e dopo la fondazione
dell'Ordine dei gesuiti.
Concilio
Ecumenico
di Trento
1545-63
1550,
è ufficialmente sospeso.
Gesuiti
«segue
da 1540»
generale: Ignazio
di Loyola (1541-56)
1550, 21 luglio, la Compagnia di Gesù, professante la
più pura ecclesiologia, è di nuovo programmaticamente
approvata da papa Giulio III con la bolla
Exposcit debitum.
Si tratta di una scelta coerente e determinata per la quale il papato
di fronte al profilarsi della nuova organizzazione del potere si costituisce
esso stesso in principato con una saldatura tra potere politico e potere
religioso che non soltanto serve di modello agli altri principi ma che
viene in certo modo proposta e offerta tramite i concordati, con l'obiettivo
di conservare attraverso la mediazione tra gli Stati e le Chiese locali
la propria funzione universalistica in un mondo politico ormai irrimediabilmente
policentrico.
Viene così fondato il Collegio Romano, scuola di formazione
dell'ordine gesuitico. Il Collegio è destinato a diventare un importante
centro di studi teologici e scientifici.
Viene aperto anche il collegio di Palermo;
[vedi Domicilia]
«segue 1551»
Anabattisti
«segue
da 1525»
1550, settembre, Venezia,
ministri e vescovi anabattisiti antitrinitari celebrano un sinodo sulla
fede, cioè sulla divinità di Gesù Cristo concludendo
per la pura umanità del figlio di Dio.
Il fatto dimostra la vita non troppo difficile che gli eterodossi possono
condurre nella città lagunare. Questo fatto però allarma
non solo l'Inquisitore ma anche il governo.
«segue 1599»
Inquisizione
spagnola
«segue
da 1542»
1550, Belgio, a Lovanio viene pubblicato un Indice dei libri proibiti;
«segue 1551»
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ANNO 1550
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La
lingua
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Inghilterra
Il Queen's English creato da W.
Caxton e dai suoi colleghi stampatori è diventato
il mezzo di espressione comune a milioni di persone in tutto il
mondo. Ognuno, indipendentemente dalle variazioni intervenute nelle
parlate locali, regionali o nazionali, comprende immediatamente
qualsiasi libro o giornale stampato in questa lingua.
Germania
Mentre per tutto il Medioevo il basso e l'alto tedesco sono stati
due lingue letterarie indipendenti, gli stampatori della traduzione
luterana assicurano al tedesco - abile amalgama delle lingue parlate
nella Germania settentrionale, centrale e meridionale - l'indiscussa
autorità di lingua nazionale riducendo tutte le altre forme
al rango di dialetti.
Svizzera
Un passo decisivo in questo senso - in quanto il libro ha goduto
di vasta popolarità in tutta la Svizzera - è stata
la traduzione della storia della Svizzera di Johannes
Stumpf, fatta eseguire da Christoph
Froschauser per la sua edizione del 1548, dall'orignaro "tedesco
svizzero" nella "lingua delle cancellerie sassone e imperiale".
Italia
La lingua toscana usata nelle Lettere familiari (1572-75)
di Annibal Caro e nel Vocabolario
dell'Accademia della Crusca (1612) sarà adottata da tutti
gli stampatori italiani e affermerà la propria superiorità
sui dialetti rivali, romano, napoletano, lombardo, ecc. |
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– Acquaviva, Rodolfo (Atri, Teramo 1550-Goa, India 1583) missionario italiano, gesuita,
ucciso dalla popolazione di Goa
Interessanti le lettere inviate ai superiori.
– Browne, Robert (Tolethorpe, Rutland, 1550 ca-Northhampton 1633) riformatore
inglese;
Trattato di riforma senza alcun indugio (1582).
– Butter, Nathaniel
(?-?) il padre del giornalismo inglese;
suo padre – e poi sua madre alla morte di lui – hanno pubblicato di
tanto in tanto delle "corrispondenze" su avvenimenti del giorno;
1602, quasi 200 titoli da lui editi da questo momento;
[La metà sono libri di notizie su avvenimenti
accaduti in India, Russia, Persia, Svezia, sui mari e in patria.]
1604, membro della Stationers'
Company;
King Lear (1608, prima edizione)
Omero di Chapman (1616)
1621, 24 settembre, esce il suo primo «Corante,
or, newes from Italy, Germany, Hungarie, Spaine and France»;
continua per vent'anni a pubblicare «at the sign of the Pied Bull
at St Austin's Gate» corantos, avisos, passages,
newes, relations, ecc.;
1622, 15 ottobre - 2 ottobre 1623, prima serie numerata e datata di
"libri di notizie" inglesi: cinquanta
numeri, stampati in massima parte da Bartholomew
Downes per un sindacato i cui membri più frequentemente
ricorrenti sono – come per la maggior parte delle sue pubblicazioni
periodiche – Nicholas Bourne e Thomas
Archer, oltre a lui stesso.
– Caccini, Giulio
detto Giulio Romano (Tivoli, Roma
1550-Firenze 1618) compositore, cantante e teorico musicale italiano;
rimase per tutta la vita presso la corte granducale di Toscana; membro
della Camerata de' Bardi; divide, col Cavalieri
e il Peri, la gloria di aver creato lo
stile recitativo, che sta alla base del melodramma;
Euridice (1600, opera, su testo di Rinuccini)
Nuove musiche (1601, raccolta di arie e madrigali a una voce
col basso continuo)
Fuggilotio musicale (1613)
Nuove Musiche e nuova maniera di scriverle (1614).
– Cremonini, Cesare
(Cento, Ferrara 1550/52-Padova 1631) filosofo e scienziato italiano;
Commenti ad alcune opere di Aristotele
Tractatus de paedia (1596)
Introductio ad naturalem Aristotelis philosophiam (1613).
– Croce, Giulio Cesare (San Giovanni in Persiceto 1550-Bologna 1609) poeta italiano
Banchetto di mal cibati (1591)
Le sottilissime astuzie di Bertoldo, Le piacevoli e ridicolose
semplicità di Bertoldino, figliuolo del già astuto Bertoldo (1606,
liberamente rielaborate da un'antica leggenda Dialogus Salomonis et
Marcolphi).
L'abate Adriano Banchieri
aggiunse in tempi successivi Cacasenno, pubblicati per
la prima volta riuniti nel 1620.
[Pagnoni, Milano 1872, Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno)] 
– Dietterlin, Wendel
(Pulendorf 1550 ca-Strasburgo 1599) architetto, pittore e incisore
austriaco
Architectura (Trattato di architettura; ed. francese 1593, latina
1594, definitiva 1598, con 209 tavole ad acquaforte).
– Espinel, Vicente (Ronda 1550-Madrid 1624) narratore e poeta spagnolo
Rimas (1591)
Marcos de Obregón (1618, fonte più tardi del Gil Blas
di A.R. Lesage).
– Giulio, Enrico
- duca († 1613)
1609, gennaio, Augusta, comincia ad uscire uno dei due primi giornali
veri e propri: «Avisa-Relation
oder Zeitung»
o «L'Aviso»)
[Da lui
fondato, diretto e (almeno in parte ) scritto in appoggio alla sua politica
di riconciliazione tra le fazioni protestante e cattolica; stampato
a Wolfenbüttel ma compilato a Praga, dove egli trascorse i suoi
ultimi anni.]
1613, dopo aver trascorso a Praga i suoi ultimi anni
come consigliere dell'imperatore, muore.
– Hudson, Henry
(n. 1550-baia di Hudson 1611) navigatore inglese
1607-08, al servizio della Compagnia di Moscovia compie due viaggi alla
ricerca del passaggio a nord-est durante i quali segnala la presenza
di balene allo Spitzbergen aprendo la strada alla baleneria inglese
1609, alla ricerca del passaggio a nord-ovest esplora la costa americana
dall'Acadia al Chesapeake risalendo il fiume (Hudson) e dimostrando
che a quelle latitudini non esiste il supposto passaggio verso il Pacifico
1610, ritenta l'impresa esplorando in profondità la baia che oggi porta
il suo nome: qui muore, abbandonato su un canotto dai marinai ammutinatisi.
– Murtola, Gaspare (Genova XVI/2-Roma 1624) poeta italiano, segretario di Carlo
Emanuele di Savoia,
Marineide (1619, come pure la Murtoleide di Marino;
ebbe una feroce polemica con G.B. Marino,
tanto da aggredirlo in una strada di Torino; condannato al patibolo,
venne poi graziato per intercessione dello stesso avversario)
Creazione della perla (favola piscatoria)
Della creazione del mondo (1608, poema, smaccata esaltazione dei Savoia).
– Napier, John o
Nepero
(Edimburgo 1550-1617) matematico scozzese, protestante
Commento all'Apocalisse di Giovanni
(1594)
Mirifici logarithmorum canonis descriptis (1614, sul metodo da
lui ideato dei "logaritmi")
Rabdologiae seu numerationis per virgulas… (1617)
Constructio (1619, postumo, metodo di costruzione delle tavole
dei logaritmi, edizione curata da H. Briggs).
– Sánchez, Francisco o Francisco Sanches (Túy
1550 ca-Tolosa 1623) medico e filosofo spagnolo, studiò medicina a Montpellier
dove collaborò con il famoso medico Huchet;
1581, già docente, ottiene la cattedra di medicina a Tolosa;
De multum nobili et prima universali scientia: quod nihil
scitur (1581)
[Dona una copia con dedica a G.
Bruno, insegnante nella stessa università e che ora
si trasferisce a Parigi.
Il nolano tuttavia (come appare dalle due note autografe sul frontespizio
e sulla prima pagna del volume) lo definisce un asino presuntuoso, chiedendosi
pure come lo si sia potuto considerare degno di insegnare.
Secondo Andrzej Nowicki che rinverrà
questo volume nel 1967, il nolano non ne avrebbe letto che la prima
pagina, considerandolo forse un'opera improntata a un totale scetticismo,
in cui viene negata la possibilità di qualsiasi tipo di conoscenza
delle cose naturali. Questa visione sarebbe basata su una cattiva interpretazione
del testo dato che il nihil scitur sta per "ignoramus",
non "ignorabimus".
Il medico spagnolo si rivela invece essere, in realtà, un precursore
di Cartesio nel
postulare l'esigenza di sgombrare il terreno da pregiudizi e false teorie
per aprire la strada a una nuova forma di ricerca basata su un metodo
veramente e scientifico.
Molto probabilmente allo spagnolo è stata concessa una nomina
accademica che anche G. Bruno
avrebbe desiderato.]
Opera medica (1636 postuma, raccolta dei sui libri di
medicina)
De longitudine et brevitate vitae
de divinatione per somnum ad Aristotelem
in Librum Aristotelis Physiognomicon commentarius
Tutti postumi.
– Stern, Hans (?
- 1614) stampatore tedesco;
1580, mette su bottega a Lüneburg.
[La ditta sarà l'unica a godere, dopo oltre quattrocento
anni l'invidiabile primato di essere ancora proprietà dei diretti
discendenti di Hans. La sua produzione
di fondo consiste in Bibbia, saggi teologici, raccolte d'inni, calendari
e almanacchi.
L'impresa più ambiziosa: "Bibbia Scheits" (1672), dal
nome dell'incisore amburghese Matthias Scheits
autore delle centocinquanta illustrazioni.
Il giro d'affari della ditta si allargherà sino ad interessare
Amsterdam, Copenaghen, Stoccolma, Danzica, Königsberg, Reval, Vilna
e la stessa Norimberga.]
– Straub, Leonard
(1550-1606) stampatore svizzero;
dopo aver appreso l'arte presso Foschauer
a Zurigo e Froben a Basilea, diventa il
primo stampatore di San Gallo;
1582, impianta un grande mulino da carta cacciandosi in seri guai finanziari;
1597, stampa il mensile «Historische Relation oder Erzehlung…
dell'editore tedesco Samuel
Dilbaum, operazione che naufragherà solo dopo
un anno…
[Purtroppo non si districherà mai dai suoi guai
finanziari.]
– T'ang Hsien-tzu
(n. 1550-m. 1616) drammaturgo cinese, vissuto all'epoca della dinastia
Ming; definito lo "Shakespeare cinese";
Huan hun chi (Storia dell'anima che fa ritorno, nota anche come
Padiglione delle peonie (Mu-tan t'ing).
– Terzi, Lorenzo
(Brescia 1550-Imola 1620) gesuita;
1568, 27 maggio, già studente di filosofia nel Collegio Romano,
entra nella Compagnia di Gesù;
1569, agosto, studente di physica nel Collegio Romano;
1570-71, professore di grammatica nel Collegio ROmano;
1574, fine, studente del I anno di teologia nel Collegio Romano;
1577, professore di greco nel Collegio Romano (è già sacerdote);
1579, è [forse] nel Collegio Romano;
1581-4, rettore del collegio di Padova;
1582-94, rettore del collegio di Brescia;
1589, 15 agosto, professa i 4 voti a Venezia;
1594-5, confessore nel collegio di Brescia;
1595-6, prefetto degli studi nel collegio di Padova;
!596-7, rettore del collegio di Bologna;
1598-1601, rettore del collegio di Padova;
1602-3, rettore del collegio di Bologna;
1610-16, viceprovinciale della Provincia Veneta;
1619-20, provinciale della Provincia Veneta;
1620, 24 aprile, muore.
– Waldegrave, Robert
(?-?) stampatore;
è costretto ad abbandonare l'Inghilterra per aver pubblicato
scritti antiepiscopali fra cui i saggi di Marprelate;
1591, diventa stampatore del re di Scozia Giacomo
VI:
Poeticall Exercises (1591)
Basilicon Doron (1599, I ed., limitata a sette esemplari per
uso privato)
[1603, il re di Scozia Giacomo
VI, figlio di Maria Stuarda, diventa
re di Gran Bretagna (Giacomo I);
esce la prima edizione per il pubblico, riveduta a fondo e un sindacato
londinese lo ristampa quattro volte in un anno;
sebbene la stesura autografa sia in scozzese - il re non raggiungerà
mai la completa padronanza dell'inglese - R. Waldegrave
lo stampa in inglese. Per questo motivo esso diventa il primo libro
originale britannico tradotto in lingua moderna:
1603, I ed. francese (1604, ristampata due volte) autorizzata da Robert
Cecil e dall'ambasciatore inglese a Parigi sebbene risulti che
Giacomo I non abbia mai pagato il compenso
promesso al traduttore.
Contemporaneamente escono anche tre edizioni contraffatte e varie traduzioni
in olandese (due, 1603), tedesco (1604), svedese (1606) e naturalmente
in latino (Londra e Hanau (due), 1604).
La versione in gallese (Londra 1604) viene interrotta dallo scoppio
della peste; l'editore gallese Thomas Salisbury
fugge da Londra abbandonando il lavoro.
L'interesse per il Basilicon Doron, per ragioni difficili da
spiegare, si ravviverà intorno al 1680: l'edizione inglese sarà
ristampata nel 1682 a Londra e quella latina nel 1679 e 1682 a Francoforte
sull'Oder.]
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«segue
da 1549»
1550, l'eccellente gotico corsivo inciso in questo
periodo da Joachim Louw ad Amburgo, giunge
troppo tardi per essere accettato: il gotico rimarrà così
con una sola serie di lettere, e ciò contribuirà a provocarne
la scomparsa in favore dei caratteri «latini», che offrono
la scelta tra una serie tonda e una serie corsiva.
Intanto l'importanza della Germania e dell'Italia,
quali centri della stampa e dell'editoria, cessa quasi del tutto mentre
entrano contemporaneamente nel periodo del loro massimo fulgore la bella
stampa e l'editoria francesi, e Cristophe
Plantin, francese di nascita, inaugura il secolo d'oro della
produzione libraria neerlandese.
Intanto, il molino già appartenuto a Andreas Heilmann,
il socio strasburghese di J.
Gutenberg (dato in affitto nel 1526
allo stampatore Molf Köpfel) viene orra
affittato allo stampatore Mendelin Rihel;
Francia:
Lione:
. Sebastian
Greyff;
. Jean de Tournes il Vecchio;
. Jean de Tournes il Giovane;
ecc.
La stamperia lionese non si spegne lentamente per mancanza di mezzi
ed incompetenza, come accade alla maggior parte delle prime stamperie
italiane e tedesche, ma sarà superata dalla strapotente concorrenza
parigina quando è ancora al culmine della fioritura.
I Gabiano, abilissimi
finanziatori librari, a cavallo tra Italia e Francia per buona parte
del XVI secolo, sono cattolici a Venezia e protestanti a Lione.
«segue 1551»
Comédie-Italienne
Dalla seconda
metà del Cinquecento, prendono questo nome le numerose compagnie teatrali
italiane che operano in Francia;
le più importanti compagnie sono:
Cinquecento
- Flaminio Scala
- Comici Confidenti
- Comici Gelosi
Seicento
- Tiberio Fiorilli (Scaramouche)
- Domenico Biancolelli
- Angelo Costantini
1645, il cardinale Mazarino
concede alle compagnie italiane di recitare a Parigi: prima nel Teatro
del Petit-Bourbon, poi al Palais-Royal, alternandosi con quelle francesi
1680, dopo la nascita della Comédie
Française, rimane loro in esclusiva il teatro all'Hôtel de Bourgogne
1697, gli attori italiani vengono cacciati dalla Francia per una presunta
offesa a Mme de Maintenon, favorita del
re
Settecento
- Luigi Riccoboni
1716, gli attori italiani ritornano a Parigi
1762, si fonde con l'Opéra-Comique.
strel'cy
1550 ca,
Ivan IV il Terribile istituisce questo
corpo militare, formato da uomini liberi provenienti da tutte
le classi, soldati di padre in figlio;
armati di archibugio e alabarda, i 40-50.000 strel'cy costituiscono
la guardia dello zar e, in guerra, il nerbo dell'esercito; ricompensati
con la concessione di terre nella regione di Mosca, in tempo di pace
esercitano anche attività commerciali e artigianali;
1682, raggiungono una notevole potenza quando, morto lo zar Fëdor
III, e già installato al suo posto Pietro
I, si ribellano imponendo accanto a lui lo zar Ivan
V e la reggenza di Sofia
Alekseevna;
1696, rivoltatisi nuovamente, vengono trasferiti ad Azov e sulla frontiera
sudoccidentale;
1698, estate, approfittando dell'assenza di Pietro
dalla Russia, si sollevano e marciano su Mosca ma sono sconfitti; al
ritorno dello zar,
da sett./ott. 1698 al gennaio 1699 vengono sterminati.
Monete
«segue
da 1500»
1550, le matrici a facce curve fanno un ingresso trionfale con pubblica
dimostrazione ad Ausburg; sono poi gradualmente abbandonate a favore
del metodo della pressa;
nello stesso periodo viene inventato un sistema di protezione contro
limature o sbavature: oltre la Manica si sperimenta la marcatura routinaria
del bordo che viene ottenuta in fase di coniazione, per mezzo di virole
godronate;
«segue 1663»
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