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Papa
Sisto IV

(1471-84)

1478, viene alla luce la congiura de' Pazzi,  che egli e Riario hanno appoggiato (vedi lato);
nella guerra che segue tra Firenze e Napoli egli interviene colpendo i fiorentini di interdetto. 
Istituisce l' "Inquisizione spagnola".

Inquisizione spagnola

«segue da 1376»
1478, nasce l'inquisizione spagnola sul modello di quella medievale.
Fernando e Isabella chiedono al papa Sisto IV il ripristino del tribunale inquisitoriale, con facoltà di nominare essi stessi gli inquisitori; 
viene così costituita un'organizzazione nazionale, prima per il regno di Castiglia e poi per il regno di Aragona, a capo della quale ci sta un inquisitore generale; al suo fianco un organo collegiale, il consiglio della "Suprema";
compito principale è quello di accelerare il processo di unione nazionale con l'eliminazione delle minoranze razziali e religiose ebraiche e arabe;
«segue 1483»

 

1478, vede la luce a Firenze l'editio princeps del De medicina di Celso. Attraverso quest'opera vengono riproposte le pratiche terapeutiche e chirurgiche della cultura medica classica.

ANNO 1478

Federico III (Innsbruck 1415-Linz 1493) Albero genealogico
figlio di Ernesto duca di Stiria, appartiene al ramo leopoldino degli Asburgo;
1435-93, duca d'Austria (Federico V);
1440-93, re di Germania e dei romani (Federico IV);
1452-93, imperatore del Sacro Romano Impero (Federico III);

Alberto IV il Coraggioso (Grimma, Lipsia 1443-Emden, Bassa Sassonia 1500) Albero genealogico
figlio di Federico II elettore di Sassonia-Wittenberg;
è l'iniziatore del ramo albertino della casa di Wettin;
1464-85, duca di Sassonia;
regge il ducato con il fratello maggiore Ernesto;
1485-1500, margravio di Meissen (Alberto II)
1485-1500, duca elettore di Sassonia;

Alberto di Hohenzollern detto Achille (Tangermünde, Magdeburgo 1414-Francoforte sul Meno 1486) Albero genealogico
terzogenito di Federico I;
1440, eredita il principato di Ansbach;
1464, alla morte del fratello Giovanni eredita il principato di Bayreuth;
1470-86, elettore di Brandeburgo;

Alberto IV il Saggio (Monaco 1447-Magonza 1508) Albero genealogico
1467-1508, duca di Baviera;
con il fratello Sigismondo e poi da solo;

segue

Casimiro IV (Cracovia 1424-Grodno 1492) Albero genealogico
figlio di Ladislao II Jagellone;
1440-92, granduca di Lituania (Casimiro II);
1445-92, re di Polonia;

Ladislao VII o II Jagellone III (n. 1456-Buda 1516) Albero genealogico
figlio di Casimiro IV re di Polonia;
1471-1516, re di Boemia (Ladislao II);
elezione contrastata da Mattia Corvino, figlio di Giovanni Hunyadi;
1490-1516, re d'Ungheria (Ladislao VII);

Mattia Corvino (Kolozssvár 1440-Vienna 1490)
figlio di János Hunyadi;
1458-90, re d'Ungheria;
1478, con la pace di Olmütz il nuovo re di Boemia Ladislao II Jagellone gli conferma il possesso delle terre conquistate a Giorgio Podebrad (Moravia, Slesia e Lusazia)

segue

Cristiano I (n. 1426-Copenaghen 1481) Albero genealogico
figlio di Teodorico il Fortunato, conte di Oldenburg, e di Edvige erede di Schleswig e dell'Holstein;
1448-81, re di Danimarca;
1450-81, re di Norvegia;
1457-64, re di Svezia;

Ivan III il Grande (Mosca 1440-1505) Albero genealogico
figlio di Basilio II il Cieco;
1449, già co-reggente del padre;
1462-1505, gran principe di Mosca;
1478, prende possesso di Novgorod incorporandone i territori nello stato moscovita;

Stefano III il Grande (n. 1433 ca-m.1504)
figlio del principe Bogdan II della stirpe dei Musat;
1457-1504, voivoda di Moldavia;

segue

Luigi XI (Bourges 1423-Plessis-les-Tours 1483) Albero genealogico
figlio di Carlo VII e di Maria d'Angiò;
1461-83, re di Francia;

Renato I il Buono (Angers 1409-Aix-en-Provence 1480) Albero genealogico
secondogenito di Luigi II duca d'Angiò e di Iolanda figlia del re di Aragona;
1430-80, duca di Bar;
1431-53, duca di Lorena;
1434-80, duca d'Angiò e conte di Provenza;
1434-80, re di Sicilia (titolare);
si dedica ormai al solo governo della Provenza,

segue

Edoardo IV (Rouen 1442- Westminster 1483) Albero genealogico
figlio di Riccardo di York e di Cicely Neville;
1455-85, guerra delle due rose;
1461-83, re d'Inghilterra;

Riccardo di Gloucester (Fotheringay, Castle, Northamptonshire 1452-Bosworth 1485) Albero genealogico
undicesimo figlio di Riccardo di York;
1455-85, guerra delle due rose;
1461-83, duca di Gloucester;
1483-85, re d'Inghilterra (Riccardo III);

Giacomo III (n. 1451-Sauchieburn 1488) Albero genealogico
figlio di Giacomo II Stuart;
1460-88, re di Scozia;


segue

Giovanni II (Medina del Campo 1397-Barcellona 1479) Albero genealogico
figlio di Ferdinando I e di Eleonora di Castiglia;
1425-79, re di Navarra;
1458-79, re d'Aragona;
1478, creazione del Sant'Uffizio (Inquisizione spagnola);

Isabella I la Cattolica (Madrigal de las Altas Torres, Ávila 1451-Medina del Campo, Valladolid 1504) Albero genealogico
figlia di secondo letto di Giovanni II di Castiglia e di Isabella di Portogallo;
1474-1504, regina di Castiglia;
dopo la morte del fratello, anche se la lotta per il riconoscimento dei diritti ereditari continua;

Alfonso V l'Africano (Sintra, Lisbona 1432-1481) Albero genealogico
figlio di Edoardo I e di Eleonora di Aragona;
1438-81, re di Portogallo;

segue

Andrea Vendramin (?)
1476-78,
doge di Venezia;

Giovanni Mocenigo (?) Albero genealogico
1478-85,
doge di Venezia;
dopo aver occupato la piazza di Croja, presa per fame, Mehmet intende ora occupare quella di Scutari ed assediatala col suo esercito vi lascia per l'assalto finale il suo capitano Marbergh con 8000 soldati. Prima di partire tuttavia, fatti schiavi 500 soldati in Drevasto e 200 in Lissa, ordina a testimonianza della sua ira che questi infelici siano decapitati dinanzi alla vista degli scutarini.
Invia pure un nuovo corpo di truppe in Friuli ma questa volta iveneziani si fermano a custodire la linea di difesa, per cui iturchi alal fine sono costretti a lasciarel'Italia.
In mezzo a queste gravi turbolenze, si arriva stranamente alla pace, grazie all'azione diplomatica del segretario Giovanni Dario.
Vengono volontariamente lasciate ai turchi le città di Scutari in Albania, di Tenaro nella Morea e l'isola di Lemno nell'arcipelago, obbligandosi inoltre il senato a corrispondere alla porta 8000 ducati all'anno per aver libera la navigazione nel Mar Nero. È data la possibilità agli scutarini di uscire con i loro beni e con la vita dalla città; lo stesso viene accordato al presidio, ridotto a 450 uomini sugli iniziali 1600. Gli scutarini passano quindi nei luoghi soggetti alla Repubblica, molti dei quali nella Morea, dove vengono provvisti di terreni e assegnazioni varie.

Gian Galeazzo Sforza (Abbiategrasso 1469-PAvia 1494) Albero genealogico
figlio di Galeazzo Maria e di Bona di Savoia;
1476-94, duca di Milano;
sotto la reggenza della madre, assistita dal segretario ducale Cicco Simonetta e appoggiata dal partito guelfo;

Ludovico Sforza detto il Moro (Vigevano 1452-Loches, Turenna 1508) Albero genealogico
figlio quartogenito di Francesco Sforza e di Bianca Maria Visconti;
1478, verso la fine dell'anno si porta con i fratelli in Liguria, con l'intenzione di puntare su Milano;
1479-1500, duca di Bari;
1494-1500, duca di Milano;

Guglielmo VIII Paleologo (m. Casale Monferrato 1483) Albero genealogico
figlio del marchese Giangiacomo Paleologo e di Giovanna di Savoia;
1464-83, marchese di Monferrato;
capitano generale delle truppe lombarde, continua a garantirsi, mediante l'alleanza con il ducato di Milano, contro l'espansionismo dei Savoia;

Federico I Gonzaga (n. 1442-m. 1484) Albero genealogico
figlio di Ludovico III e di Barbara del Brandeburgo;
1463, dopo una giovinezza avvolta nella leggenda, sposa Margherita, figlia di Alberto II duca di Baviera;
1478-84, marchese di Mantova;
succeduto al padre;

Lorenzo de' Medici o Lorenzo il Magnifico (Firenze 1449-1492) Albero genealogico
figlio del banchiere fiorentino Piero e di Lucrezia Tornabuoni;
1469-92, signore di Firenze;
1478, prende corpo la "congiura dei Pazzi";
il centinaio di esecuzioni che punisce l'assassinio scatena il papa che scomunica Lorenzo e muove guerra; 
nel frattempo la strage che i Turchi fanno dei cittadini di Otranto gli consente di prendere tempo: la "Bilancia d'Italia", riesce ad evitare il peggio;
le fortune economiche dei Medici sono ormai tramontate: 
- la caduta continua del valore dell'oro svilisce il fiorino;
- Lionetto de' Rossi con il suo comportamento sconsiderato provoca il fallimento della filiale di Lione;
- Tommaso Portinari, direttore a Bruges e socio principale a Londra, non è da meno perdendo somme favolose nel finanziamento del vano tentativo di Edoardo IV di York di usurpare il trono inglese;
a catena il dissesto si propaga a tutte le proprietà dei Medici; Lorenzo si appropria di 53.643 fiorini dei nipoti, poi di 74.948 dello Stato, ma tutto è inutile;

Ferdinando I o Ferrante (1431 ca-1494) Albero genealogico
figlio naturale di Alfonso V d'Aragona;
1443-58, duca di Calabria;
1458-94, re di Napoli;
1478, l'allenaza con Sisto IV e gli interessi espansionistici versola Toscana meridionale lo fanno coinvolgere nel complotto contro i Medici e nella guerra che ne segue; nello stesso tempo, temendo il prepotere in Milano del ministro Cicco Simonetta, gli fa appoggiare il colpo di stato di Ludovico il Moro;

Alfonso II (Napoli 1448-Mazzara, Messina 1495) Albero genealogico
figlio di Ferdinando I e di Isabella di Chiaramonte;
1458-94, duca di Calabria;
1478-79, nella guerra che segue alla congiura dei Pazzi, viene inviato come gonfaloniere a combattere contro Firenze;
1494-95, re di Napoli;

segue

 

 

– Castiglione, Baldassare o Baldesar (Casatico, Mantova 1478-Toledo 1529) uomo politico e letterato;
Tirsi (1506)
Prologo alla Calandria del Bibbiena (1513)
Cortegiano o Libro del Cortegiano (iniziato nel 1513 e pubblicato nel 1528)
[Tradotto da:
- Jean Colin d'Auxerre (francese, 1527)
-
Juan Boscán Almogáver (spagnolo, 1534)
- ecc.
L'opera sarà consentita solo nella versione espurgata del 1584 nella quale verranno ritoccate le allusioni e i riferimenti scabrosi o anticuriali nei riguardi di Roma o di ecclesiastici.]

– Fracastoro, Girolamo (Verona 1478?-Incaffi, Verona 1553), letterato, medico e scienziato, precursore delle teorie metodologiche, allievo di P. Pomponazzi e compagno di studi di N. Copernico;
Syphilis sive de morbo gallico (1530, in tre libri di esametri)
Homocentrica sive de stellis (1538)
De contagione et contagiosis morbis et curatione libri tres (1546)
Naugerius, sive de poetica (1553, postumo 1555)

– More, Thomas o Tommaso Moro o William Ross o Gulielmus Rosseus (Londra 1478-1535, decapitato) letterato e filosofo inglese, contro il luteranesimo. 

Narváez, Pánfilo (Valladolid 1470 ca-golfo del Messico 1528) conquistatore spagnolo
1513-14, a fianco di D. Velázquez è tra i primi a recarsi in America, dove sottomette le tribù dell'interno di Cuba
1520, inviato con un esercito nel Messico per catturare il ribelle Cortés, è sconfitto e fatto prigioniero nella battaglia di Cempoala; tornato in Spagna ha da Carlo V l'incarico di conquistare la Florida e riceve il titolo di governatore delle eventuali terre scoperte
1528, esplora l'interno del paese, nella vana ricerca di oro; muore in un naufragio nella via del ritorno.

– Oviedo y Valdés, Gonzalo Fernández de (Madrid 1478-Santo Domingo 1557) cronista spagnolo;
Sommario della naturale storia delle Indie (1525)
Historia general y natural de las Indias (Toledo, 1526, I parte; II e III nel 1851-55, Storia generale e naturale delle Indie).

– Trissino, Gian Giorgio (Vicenza 1478-Roma 1550) letterato italiano, di famiglia patrizia, studiò greco a Milano sotto la guida di D. Calcondila;
esiliato da Vicenza come fautore del partito imperiale, si stabilisce prima a Firenze e poi a Roma;
1513-21, svolge missioni diplomatiche, in Italia e all'estero, per conto del pontefice Leone X;
1523-34, svolge missioni diplomatiche, in Italia e all'estero, per conto del pontefice Clemente VII;
è l'illustre patrono della società di stampatori Ludovico degli Arrighi e Lautizio Perugino (fondata nel 1524) che raccomanda vivamente a papa Clemente VII;
[Sarà ricordato per aver introdotto i versi sciolti nel teatro e per la sua intelligente opera di riformatore dell'ortografia (una delle sue innovazioni - la differenziazione della u e della v, della i e della j - viene adottata da Ludovico degli Arrighi e così sopravvivrà.]
Sofonisba (1524, composta nel 1514-15, prima tragedia "regolare" del Rinascimento)
Epistola intorno alle lettere nuovamente aggiunte nella lingua italiana (1524)
L'Italia liberata dai Goti (1527-47, poema in 27 libri sulla guerra tra bizantini e ostrogoti del 535-539)
Rime volgari (1529)
De vulgari eloquentia di Dante (1529, traduzione)
Il castellano (1529)
Poetica (1529-62, in 6 parti, con cui, volendo imporsi come arbitro in ogni questione letteraria, propugna un classicismo integrale conforme ai canoni aristotelici)
1534-49, svolge missioni diplomatiche, in Italia e all'estero, per conto del pontefice Paolo III;
I simillimi (1548, quasi una traduzione dei Menaechmi di Plauto).

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Impero ottomano

Mehmet II (1451-1481) figlio di Murad II.

Regina di Cipro
e di Gerusalemme

Caterina Cornaro (Venezia 1454-1510)
moglie di Giacomo di Lusignano;
1472-89,
sotto la tutela di un ammiraglio veneziano;

 

«guerra delle due rose»

Wars of the Roses
(Guerre delle rose)
1455-1485
Inghilterra:
- Lancaster (rosa rossa)
- York (rosa bianca)

«segue da 1475»
1478, annientati i rivali, Edoardo IV fa decapitare anche il fratello Giorgio di Clarence e regna indisturbato fino alla morte nel 1483;
«segue 1485»

congiura de' Pazzi

1478, a Firenze alcune grandi famiglie (principalmente i Pazzi e i Salviati) con l'appoggio di papa Sisto IV, che ha ritirato ai Medici la sua fiducia bancaria e ambisce forse a instaurare in Firenze la signoria di suo nipote Gerolamo Riario, ordiscono una congiura contro i Medici;
è già dal 1471 che Lorenzo il Magnifico, distaccandosi dalla politica di suo nonno Cosimo e di suo padre Piero, mostra apertamente di voler esercitare la signoria su Firenze; il loro stesso banco poi sta attraversando un periodo di crisi della quale i Pazzi, divenuti banchieri pontifici, intendono approfittare sfruttando il diffuso malcontento della popolazione;
a capo della congiura ci sono Iacopo di Andrea (m. 1478) e suo nipote Francesco di Antonio (1444-1478) tesoriere di Sisto IV, e l'arcivescovo di Pisa F. Salviati, che funge da tramite fra i Pazzi e il cardinal R. Riario (figlio di Gerolamo) che risiede a Pisa per studiare in quella università;
26 aprile, durante la Messa celebrata dal cardinal Riario in Santa Maria del Fiore, i congiurati assalgono Lorenzo che, ferito, riesce a scampare, e suo fratello Giuliano, che viene ucciso, ma i congiurati non riescono a sollevare il popolo e la situazione viene subito ripresa in mano da Lorenzo e dai suoi partigiani e molti dei congiurati sono letteralmente linciati; altri si salvano con la fuga, altri vengono poi messi a morte: Iacopo e Francesco sono impiccati subito;
20 giugno, l'assassinio dell'arcivescovo Salviati da parte dei fautori di Lorenzo dà a Sisto IV l'occasione per lanciare su Firenze l'interdetto e di allearsi con il re di Napoli per scatenare contro la città toscana una guerra; 
Lorenzo, grazie alla sua abilità diplomatica ne uscirà con una pace separata con Napoli (dicembre 1479).
[congiura narrata dal Poliziano: opera di propaganda.]

«segue da 1477»
1478, vengono fondate stamperie a:
-
Ginevra,
- Palermo e
- Messina.
Il tedesco Riessinger, stampa a Napoli il primo [?] libro illustrato, un Boccaccio;.
Francia
Lione, il tipografo tedesco Martin Huss] compra dallo stampatore di Basilea Bernhard Richel 259 silografie per il suo Mirouer de la Rédemption de l'humain lignaige, (1478 I ed.; 1479 II ed.; 1482 III ed. di Matthias Husz [Matthias Huss]: xilografie già usate a Colonia nel 1474 e a Basilea nel 1476; 
«segue 1479»

Accademia romana

«segue da 1471»
1478, ufficialmente riconosciuta, viene trasformata in una confraternita religiosa di laici, la Religiosa sodalitas Sancti Victoris et sociorum in Viminali ed ha precise cariche che vengono rinnovate il giorno del natale di Roma (21 aprile);
«segue 1498»

 

Monete

«segue da 1474»
1478, Nicolao Arnolfini, il nuovo concessionario in carica, rivolge una supplica al Consiglio Generale perché mitighi le condizioni del locatore "ingiustamente severe" rispetto a quelle delle altre città toscane. I membri della Commissione chiamata a decidere sulla petizione non riescono tuttavia a concludere nulla; allo scadere della sua gestione la zecca viene chiusa per sette mesi non trovandosi nessuno disponibile ad assumere il nuovo incarico.
«segue 1500»

 

 

 

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