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Papa
Paolo III

(1534-49)

- maestro del Sacro Palazzo:
. G. Muzzarelli
(?-1547);
. E. Foscarari
(1547-?)
[cioè consulente teologico del papa]

- ambasciatore spagnolo a Roma:
. Juan de Vega (1543 lug - apr 1547),
. Giacomo de Mendoza (1547 apr -?)

Concilio Ecumenico
di Trento
1545-63
primo periodo
13 dic. 1545-11 mar. 1547
sessioni I-VII

1547, è sospeso.

Gesuiti

«segue da 1546»
generale: I. de Loyola (1541-56)
1547, Francia, Guillaume Du Prat, vescovo di Clermont, offre loro 10.000 lire tornesi per la fondazione del collegio di Billom;
[vedi Domicilia]
Roma, ottobre, il p.gen. si reca a Tivoli per stabilire, con abile diplomazia, la pace tra la città e il Castel Sant'Angelo, detto anche Castel Madama, facendo cedere la duchessa Margherita d'Austria [Madama]; grazie a quest'ultima egli riesce pure a impedire l'insediamento nella sede episcopale di Trieste di p. Jay (voluto da Ferdinando I) ritenendolo nocivo per i gesuiti.
Bologna, qualche cittadino agiato, su incitamento di Margherita del Gigli, compra due piccole case presso la chiesa di Santa Lucia per farne un alloggio per la piccola comunità di gesuiti. Come a Ferrara e a Roma, anche qui il lavoro è dovuto incominciare col prendersi cura delle ragazze in pericolo, lavoro assuntosi da una società di donne, la "Congregazione di Carità".
Sicilia
luglio, p. Giacomo Lhoost viene richiamato a Roma;
«segue 1548»

ANNO 1547



1547
Unione Elvetica
Confederazione dei tredici cantoni elvetici:

CATTOLICI
- Uri (1291),
- Schwyz (1291),
- Unterwalden (1291),
- Lucerna (1332),
- Zug (1353),
- Glarus (1353) [in parte],
- Friburgo (1481),
- Soletta (1481).

PROTESTANTI
- Zurigo (1351),
- Berna (1353),
- Glarus (1353) [in parte],
- Basilea (1501),
- Sciaffusa (1501),
- Appenzell (1513).

1547
-




1547
Sacro Romano Impero
Carlo V
Albero genealogico
(Gand 1500 - Yuste, Estremadura 1558)
secondogenito di Filippo d'Absburgo [il Bello] e di Giovanna [la Pazza];
1515-56, principe dei Paesi Bassi;
1516-56, re di Spagna (Carlo I)
1516-54, re di Napoli (Carlo IV);
1519-56, imperatore del Sacro Romano Impero;
prima guerra con la Francia (1521-26);
seconda guerra con la Francia (1526-29);
nel 1526 (marzo) ha sposato a Seville l'infanta 22enne Isabella di Portogallo († 1539);
terza guerra con la Francia (1536-38);
nel 1539 (maggio) è morta la moglie Isabella di Portogallo lasciando la cura dei propri figli ad Eleonora Mascarenhas;
quarta guerra con la Francia (1542-44);



1547
Aprile
ai primi del mese, ad Eger, dove si è recato per la Pasqua, Carlo V viene a sapere della morte di Francesco I (31 marzo) e giudicando quindi di essere al riparo da un interento esterno, dà l'ordine all'esercito di marciare su due colonne verso l'Elba.
23, domenica (Misericordia Domini), egli stesso prende il comando ad attacca l'avversario presso Mühlberg in Sassonia;
alle prime ore del mattino i pontoni vengono spinti verso l'opposta riva del fiume sotto una debole luce che illumina quest'ultimo tentativo dell'imperatore per mettere fine alla rivoluzione germanica.
ore 12:00, circa, dopo un violento cannoneggiamento delle posizioni nemiche, Carlo V attraversa a cavallo il fiume e, scortato da 4000 cavalieri, appare davanti ai luterani sorpresi; già scosso dal bombardamento, il fronte viene sfondato dalla cavalleria ed al crepuscolo il vincitore può infine apprendere che i sassoni, nucleo irriducibile del germanesimo, si trovano in piena ritirata.
Costretto ad arrendersi, l'Elettore, a tu per tu con l'imperatore, si sente dire: «Vi tratterò secondo i vostri servizi».
La Lega di Smalcalda viene così sconfitta da Carlo V il quale viene però abbandonato dal papa che, timoroso di un'eccessiva crescita del potere imperiale, trasferisce da Trento a Bologna e poi sospende del tutto l'attività del "concilio di Trento"; egli non può quindi tradurre in termini politico-religiosi il successo militare conseguito.

A Wittenberg che si è rassegnata a capitolare, alcuni fanatici tentano perfino di violare la tomba di M. Lutero, che in vita aveva sempre resistito alla volontà imperiale. Ma Carlo V impedisce questa profanazione. «Io faccio la guerra ai vivi e non ai morti».
Non pensa neppure di interdire il culto evangelico, in quanto a lui basta aver piegato all'obbedienza questi stati tedeschi, aristocratici o borghesi che hanno tentato di formare una dissidenza politica e sociale per vivere isolati in margine alla civiltà d'Occidente.
Ritiene di aver raggiunto completamente il suo scopo quando vede infine il margravio di Assia inginocchiarsi avanti a lui alla presenza di una grande assemblea di nobili tenuta nel castello di Moritz di Sassonia.
La disfatta dei riformati è completa. Solo una piccola frazione del territorio tedesco non è ancora sottomessa all'imperatore: un angolo della Bassa Sassonia ove si trovano le città dell'Hansa e particolarmente Magdeburgo. Unite, queste città riescono anche a battere gli imperiali a Drackenbourg; ma tale vittoria isolata non può mutare le sorti della Germania protestante, passata ormai sotto il giogo spagnolo.

Così, invece di liberare il popolo tedesco, la grande rivoluzione finisce per porlo sotto la dominazione d'uno stato straniero situato al sud dell'Europa il quale governa la Germania vinta con gli stessi sistemi usati con le popolazioni dell'America meridionale.
Alla testa di un corteo trionfale Carlo V si dirige verso la città di Augusta donde una volta era uscito sotto una pioggia di ingiurie, accompagnato da incendi, saccheggi, massacri ed episodi d'una resistenza romantica, quanto inutile, come quella della contessa Caterina di Schwarzbourg-Rudolfstadt, che avendo ospitato il duca d'Alba nel suo castello, ve lo tenne prigioniero finché non acconsentì a rispettare i suoi privilegi.
Protetta da soldati e da cannoni, la dieta si riunisce per far conoscere ai tedesci la legge di Carlo V ed indirettamente anche quella della Santa Sede.
Duplice è il suo fine:
- ricondurre i protestanti vinti alla Chiesa cattolica e
- stabilire la Costituzione del Reich su nuove basi.
Dal punto di vista religioso si tratta prima di tutto d'applicare le decisioni del Concilio di Trento che ha apportato– è vero – sostanziali riforme al cattolicesimo, senza però intaccarne affatto i princìpi, i quali rimangono pertanto sempre agli antipodi della dottrina protestante.
Ora, per il luteranesimo, sottomettersi equivale a distruggere le numerose comunità evangeliche in cui sopravvive ancora l'idea dell'indipendenza nazionale.
Fortunatamente per i protestanti, i rapporti fra imperatore e papa si inaspriscono improvvisamente, giacché il primo si dimostra poco favorevole ad introdurre nuovamente in Germania il predominio di Roma.
La dieta finisce per accontentarsi di un progetto, detto de «l'interim d'Augusta», che ristabilisce il potere dei vescovi, il culto ed i riti cattolici, lasciando però sussistere presso i protestanti il matrimonio dei preti, l'uso del calice per la comunione ed infine – almeno inizialmente – la soppressione dei digiuni e delle astinenze.
Magre concessioni, che possono d'altronde essere anche revocate in qualsiasi momento e che in ogni modo ritardano solo la completa liquidazione dell'evangelismo.
Non è invece possibile per Carlo V imporre la riforma della costituzione allo scopo di rinforzare il potere imperiale.
Fallisce quindi anche nel tentativo per operare l'unità tedesca
.
Per un paradosso verametne singolare, la nazione che ha così vivamente aspirato ad unirsi in un unico corpo, non compie alcun sforzo per realizzare il proprio sogno quando se ne presenta la possibilità.
Politicamente, la Germania rimane ancor più divisa di prima ma conserverà, tuttavia, il ricordo della grande epoca in cui per poco non è riuscita a diventare qualche cosa di più d'una semplice denominazione geografica.
Così la dottrina luterana è salva e i risultati essenziali dell'epurazione nazionale voluta da M. Lutero e da tutti i patrioti tedeschi si trovano consolidate.
Certo più di una volta Carlo V si sforzerà di far eseguire «l'interim d'Augusta» e molto spesso le città dovranno inchinarsi e ricevere nuovamente dei vescovi cattolici; ciò che spiega il perché all'ovest e nel sud il protestantesimo scomparirà in alcune località. Ma nei principati il ritorno offensivo dell'antica Chiesa sarà spezzato quasi ovunque ed i sovrani riusciranno anche a strappare ben presto all'imperatore un nuovo «interim» che lascerà intatta l'essenza del luteranesimo.

[Pierre Lafue, Storia della Germania, Cappelli 1958.]
REGNO di SPAGNA
[vedi sotto]
REGNO di NAPOLI
[vedi sotto]

1547
REGNO di BOEMIA e d'UNGHERIA
Ferdinando I
Albero genealogico

(Alcalá de Henares 1503 - Vienna 1564)
figlio di Filippo d'Absburgo [il Bello] e di Giovanna [la Pazza], fratello minore di Carlo V, fu educato in Spagna;
1516, il nonno Massimiliano I gli procura la mano di Anna Jagellone;
1521-64, arciduca di Alta e Bassa Austria, Carinzia, Stiria e Carniola
1525-26, viene soffocata nel sangue la rivolta dei contadini nel Tirolo;
1526-64, re di Boemia e d'Ungheria;
la seconda corona gli viene disputata dal voivoda di Transilvania Giovanni Szápolyai, appoggiato dall'impero ottomano;
1530-64, re dei romani;






1556-64, imperatore del Sacro Romano Impero;

 



1547
mentre in Boemia cerca di applicare i principi spagnoli della monarchia centralizzata, limitando l'autonomia delle città e gravando la nobiltà di tasse e di obblighi militari, in Ungheria, dopo che la sovranità asburgica è rimasta limitata alla parte settentrionale e occidentale del paese, egli deve impegnarsi a pagare un tributo all'impero ottomano;
i protestanti tedeschi, riuniti nella Lega di Smalcalda, danno l'impulso alla rivolta delle città ceche contro gli Absburgo ma la vittoria di Carlo V a Mühlberg gli consente di distruggere il potere politico delle città stesse;


1547
principato di Transilvania
Isabella Jagellona

(† 1559)
vedova di Giovanni Szápolyai († 1540), voivoda di Transilvania e re d'Ungheria;
1540-59, p.ssa di Transilvania;
(per volontà del sultano Solimano [il Magnifico])


1547
-


1547
ducato di Sassonia
Giovanni Federico [il Magnanimo]
Albero genealogico

(Torgau 1503 - Weimar 1554)
figlio di Giovanni [il Costante] di Wettin e di Sofia di Meclemburgo;
1532-54, langravio di Turingia;
1532-47, duca elettore di Sassonia;
capo, assieme a Filippo d'Assia, dei protestanti tedeschi;
1547
è sconfitto a Mühlberg e fatto prigioniero da Carlo V; processato da un tribunale imperiale e condannato a morte, rifiuta fermamente ogni concessione in materia religiosa e non riconosce l'autorità del concilio; con la capitolazione di Wittenberg rinuncia alla dignità elettorale e a parte dei suoi domini che vengono concessi dall'imperatore al suo secondo cugino Maurizio di Wettin [linea albertina].






Moritz
Albero genealogico

(Freiberg 1521 - Sievershausen 1553)
figlio di Enrico [il Pio] e di Caterina di Meclemburgo;
[linea albertina]
1539, si converte al luteranesimo;
1541, sposa Agnese, figlia di Filippo d'Assia capo della Lega di Smalcalda;
1541-47, duca di Sassonia;
la sua appartenenza alla religione protestante non gli ha impedito (1541) di schierarsi al fianco di Carlo V nel tentativo di estendere il suo potere a danno del cugino Giovanni Federico [il Magnanimo] che regna sulla Sassonia elettorale;
1547-53, principe elettore di Sassonia;
dopo la sconfitta dei principi protestanti a Mühlberg realizza i suoi disegni: toglie i possessi al cugino Giovanni Federico [il Magnanimo], ottiene il titolo di elettore e riunifica gran parte dei territori sassoni;





1547
ducato di Prussia
Alberto di Brandeburgo
Albero genealogico

(Ansbach, Baviera 1490 - Tapiau, Königsberg 1568)
figlio di Federico margravio di Brandeburgo-Ansbach;
1525-68, duca di Prussia; (il primo)






1547
ducato di Württemberg
Ulrico di Württemberg
Albero genealogico

(Reichenweiler, Alsazoia 1487 - Tubinga 1550)
figlio di Enrico e di Elisabetta di Zweibrücken;
1498-1519, duca di Württemberg;
dal 1520 al 1534 rimane in esilio a Montbéliard mentre il governo del ducato viene affidato a Ferdinando I d'Austria;
1534-50, duca di Württemberg;
dal 1547 la casa d'Austria insiste per la sua destituzione;







1547
ducato di Baviera
Guglielmo IV [il Costante]
Albero genealogico

(† 1550)
figlio di Albrecht IV [il Saggio] e di Cunegonda d'Austria;
1508-50, duca di Baviera;



1547
Mainz [Magonza]







1547
REGNO di POLONIA
Sigismondo I
Albero genealogico

(† 1548)
figlio di Casimiro IV Jagellone e di Elisabetta d’Absburgo;
1506-1548, re di Polonia e granduca di Lituania;
sposa in seconde nozze Bona Sforza († 1557), figlia di Gian Galeazzo duca di Milano;





1547
-





1547
IMPERO OTTOMANO
Solimano [il Magnifico]
Albero genealogico

(1494 - 1566)
figlio di Selim I;
1520-66, sultano;
1534-35, prima campagna militare contro i Safawidi di Persia;
dal 1542 si è alleato con con Francesco I, nonostante gli accordi di pace siglati da quest'ultimo nel 1538 con Carlo V;



Gran Visir
-
1547
dal 1533 Khayr al-Din [Barbarossa] è diventato ammiraglio in capo (kapudan pasa - grande ammiraglio) della marina ottomana che si batte contro la marina imperiale spagnola.
annette Buda;
nella pace con l'Austria, impone un tributo a Ferdinando I per la parte d'Ungheria a lui rimasta;











1547
REGNO di FRANCIA
Francesco I
Albero genealogico
(Cognac 1494 - Rambouillet 1547)
figlio di Carlo di Orléans conte di Angoulême e di Luisa di Savoia;
1515-47, re di Francia;
1547
Marzo
21
, alla sua morte, il conflitto con l'impero è solo provvisoriamente sopito.
[sotto il suo regno sono stati creati solo duecento nuovi nobili, mentre sulle vecchie famiglie titolate si sono concentrate le cariche militari e diplomatiche e i benefici ecclesiastici di nomina regia.]



Enrico II
Albero genealogico
(Saint-Germain-en-Laye 1519 - Parigi 1559)
secondogenito di Francesco I;
1533, sposa Caterina de' Medici che non avrà alcuna influenza negli affari dello stato;
1536, dopo la morte del fratello Francesco diventa delfino;
1547-59, re di Francia;

Primo ministro
[Sovrintendente delle Finanze]
Claude d'Annebaut
(1546 - 1552)
Cancelliere-Guardasigilli
chev. François Olivier
pres.te del Parlamento di Parigi
(1545 18 apr - 2 gen 1551)
Segretario di stato agli Affari Esteri
-
Claude de l’Aubespine
signore d’Hauterive
(1547 1° apr - 8 lug 1567)
 
1547
all'interno dello stato si scontrano gli opposti interessi politico-religiosi della fazione dei Guisa cattolici, che fanno capo a Diana di Poitiers (sua amante anche prima che egli diventasse sovrano e a lui legata sino alla sua scomparsa), e della fazione calvinista, guidata dall'abile connestabile Anne de Montmorency;
con l'assassinio di Pier Luigi Farnese si aprono concretamente le prospettive di un intervento in Italia;
Aprile
1
°, Claude de l’Aubespine, signore d’Hauterive, è nominato segretario di stato agli Affari esteri (1547 1° apr - 8 lug 1567);

 
1547
ducato di Lorena e di Bar
Carlo III (o II) [il Grande]
Albero genealogico

(1542 - 1608)
figlio di François I e di Christine di Danimarca;
1545-1608, duca di Lorena e di Bar;
sotto la tutela della madre e dello zio;

1547
-


1547
Paesi Bassi
Carlo V
Albero genealogico

[vedi Carlo V]
1515-56, principe dei Paesi Bassi;
[Olanda, Brabante, Limbourg, Fiandre e Hainaut]


Governatrice
Maria d'Absburgo
(1530 - 25 ott 1555)

1547
-

 

 



1547
REGNO d'INGHILTERRA e d'IRLANDA
Enrico VIII
Albero genealogico

(Greenwich 1491 - Westminster 1547)
[erede delle due Rose]
secondogenito di Enrico VII Tudor e di Elisabetta di York;
1509-47, re d'Inghilterra e d'Irlanda;
1509, subito dopo l'incoronazione, sposa la vedova del fratello Arturo, Caterina d'Aragona;
1514 concede la sorella Maria Tudor in matrimonio a Louis XII;
1515-29, di fatto la politica inglese e il governo sono diretti in suo nome da Th. Wolsey nella sua triplice veste di cardinale arcivescovo di York, lord cancelliere e legato papale a latere, colui che riuscirà a restituire all'Inghilterra un certo prestigio tra le potenze europee;
1523-24, deve desistere da una richiesta di nuovi sussidi, per la forte e diffusa resistenza incontrata nel paese;
nel 1524 ha invaso la Francia settentrionale senza però ottenere risultati apprezzabili;
nel 1526, dopo che l'imperatore non ha tenuto fede all'impegno di sposare Maria sua figlia, si è schierato dalla parte della lega antimperiale di Cognac, non riuscendo pur tuttavia a svolgere nel conflitto una parte di rilievo;
nel 1529, forse spinto in parte da un'infatuazione per Anna Bolena, una damigella di corte, ha chiesto l'annullamento del matrimonio con Caterina d'Aragona rifiutato dal papa;
nel 1534, per sua volontà, il parlamento inglese ha votato l' Act of Supremacy legge con la quale si proclama il re "unico capo supremo sulla terra della chiesa d'Inghilterra detta Anglicana Ecclesia".
[Dopo il tentativo di restaurazione cattolica da parte di Maria Tudor, nel 1559 Elisabetta I ne promulgherà uno nuovo.]
nel 1537, ripudiata Caterina d'Aragona, ha sposato Anna Bolena poco dopo condannata a morte sotto l'accusa di adulterio; ha sposato quindi Jane Seymour;
nel 1537 Jane Seymour è morta dando alla luce il sospirato erede al trono, Edoardo; il successivo matrimonio con Anna di Clèves è stato preparato da Cromwell intendendo così rafforzare i legami con la Germania protestante;
dal 1540, dopo il ripudio di Anna di Clèves, la nuova regina Caterina Howard è sostenuta dai cortigiani più reazionari capeggiati da Thomas III Norfolk e S. Gardiner;
nel 1543 Caterina Howard, a sua volta decapitata, è sostituita con Caterina Parr, sesta e ultima delle sue mogli;
1547
Gennaio
27
, alla sua morte lascia al figlio Edoardo un erario sull'orlo della bancarotta e un paese travagliato dalla crisi economica e profondamente diviso tra fautori ed oppositori della Riforma.






Edoardo VI
Albero genealogico
(Hampton Court 1537 - Greenwich 1553)
figlio di Enrico VIII e di Jane Seymour;
1547-53, re d'Inghilterra e d'Irlanda;
salito al trono a nove anni sotto la reggenza dello zio E. Seymour, poi duca di Somerset;





1547
-


IRLANDA
-
-
-
-

1547
-

a


1547
REGNO di SCOZIA
Maria [Stuarda]
Albero genealogico

(Linlithgow, Edimburgo 1542 - Fotheringhay, Northamptonshire 1587)
figlia di Giacomo V e di Maria di Guisa;
1542-67, regina di Scozia;
proclamata pochi giorni dopo la nascita, alla morte del padre, sotto la reggenza della madre;



1547
-


a

1547
REGNO di DANIMARCA e di NORVEGIA
Cristiano III
Albero genealogico
(Gottorp, Schleswig-Holstein 1503 - Koldinghus, Vejle 1559)
figlio di Federico I e di Anna di Brandeburgo;
1534-59, re di Danimarca e di Norvegia;



1547
-
NORVEGIA
1547
-
ISLANDA
1547
-

1547
REGNO di SVEZIA
Gustavo I Vasa
Albero genealogico
(Lindholm 1496 ca - Stoccolma 1560)
figlio di Erik Vasa;
1523-60, re di Svezia; (convertito al luteranesimo)





1547
-






1547
REGNO di PORTOGALLO
Giovanni III [il Pio]
Albero genealogico

(Lisbona 1502 - 1557)
primogenito di Emanuele I e di Maria, figlia dei sovrani spagnoli Ferdinando e Isabella;
1521-57, re di Portogallo;
nel 1525 (febbraio), a Salamanca, ha sposato la p.ssa Catarina di Spagna, 18enne, sorella dell'imperatore Carlo V;
nel 1536 ha introdotto l'inquisizione in Portogallo;




1547
-
a

1547
REGNO di SPAGNA
Carlo I
Albero genealogico

[vedi Carlo V]
1516-56, re di Spagna; (Carlo I)



1547
-







1547
PIEMONTE
Emanuele Filiberto [Testa di Ferro]
(Chambéry 1528 - Torino 1580)
figlio di Carlo III [il Buono] e di Beatrice di Portogallo;
1536-80, principe di Piemonte;
1538-80, conte d'Asti;



1553-80, conte di Aosta, Maurienne e Nizza;
1553-80, duca di Savoia;
1553-80, re di Cipro e Gerusalemme (titolare)


 

1547
-



1547
REPUBBLICA DI GENOVA
[Denominazione ufficializzata nel 1528 per iniziativa di Andrea Doria]
Giovanni Battista de Fornari
Albero genealogico

(? - ?)
figlio di
1545 4 gen - 4 gen 1547, doge di Genova;


Benedetto Gentile Pevere
Albero genealogico

(? - ?)
figlio di
1547 4 gen - 4 gen 1549, doge di Genova;


- Inquisitore (1539-47): fra S. Usodimare, vicario generale dei domenicani.

1547
congiura dei Fieschi: Genova, Gian Luigi Fieschi [il Giovane], deciso a scalzare il potere di Andrea Doria, ordisce una congiura per eliminare lui, il nipote Giannettino e suo suocero Adamo Centurione, collocare al dogato Barnaba Adorno e porre la repubblica sotto la protezione dei francesi;
è forse ispirato anche dai progetti del duca di Parma Pier Luigi Farnese di mettere in crisi l'egemonia spagnola sulla penisola italiana;
sospetti di delazione impongono però un'azione precipitosa;

Gennaio
2-3
, scatta l'azione ma è troppo precipitosa: occupate le porte della città e la darsena, Giannettino Doria viene assassinato, ma Gian Luigi Fieschi cade in mare durante un trasbordo e annega a causa del peso dell'armatura; neppure suo fratello Gerolamo, anch'egli poi ucciso, riesce a riorganizzare i congiurati ormai sbandati;
fallita la congiura il palazzo dei Fieschi, situato in via Lata, viene abbattuto e i feudi della famiglia vengono confiscati dalla repubblica.

L'inquisitore fra S. Usodimare viene chiamato a Roma come consultore della Congregazione cardinalizia dell'inquisizione.
[Sarà presente alle riunioni per tutto il 1549 e ancora all'inizio del 1551.]



1547
ducato di Milano

dal 1535 il ducato,
come previsto dal congresso di Bologna,
è stato devoluto all'impero [in pratica agli Absburgo].



Felipe II
Albero genealogico
(Valladolid 1527 - Escorial, Madrid 1598)
primogenito di Carlo V e di Isabella di Portogallo;
1539, muore la madre;
1540-98, duca di Milano;
dal 1543 è reggente della Castiglia e dell'Aragona e dal 1545 è vedovo;




1554-98, re di Napoli e di Sicilia (Filippo I);
1556-98, re di Spagna (Filippo II);
1580-98, re di Portogallo;

Viceré
don Ferdinando I [Ferrante] Gonzaga
(1546 - 1555)

1547
-



1547
ducato di Mantova
Federico III Gonzaga
Albero genealogico
(1533 - 1550)
figlio di Federico II e di Margherita Paleologo;
1540-50, duca di Mantova e marchese del Monferrato;



1547
-
a

1547
REPUBBLICA DI VENEZIA
"La Serenissima"
Francesco Donà

(Venezia 1468 - Venezia 23 mag 1553)
figlio di Alvise e di Camilla Lion;
1545-53, doge di Venezia; [79°]


- nunzio pontificio: G. Della Casa (1544 ago - 1549)
- ambasciatore di Spagna: ? (? - ?)

1547
Gennaio
27
, muore Enrico VIII, re d'Inghilterra.
Venezia richiama il

Marzo
19
, il nunzio G. Della Casa riferisce che a Venezia ci si appresta a prendere misure energiche.
[Dato che il governo si muove in genere solo incalzato da precise circostanze, alla base di questa determinazione c'è probabilmente la notizia che un agostiniano predica l'eresia nella chiesa di San Barnaba.]
21, muore Francesco I, re di Francia.


Carlo V, già dal 1540, è riuscito a riprendere il controllo, almeno temporaneamente, dei territori tedeschi e il vantaggio di trovarsi in buoni termini con l'imperatore e il papa cresce ora ulteriormente con la morte dei due sovrani inglese e francese.



Finora la tolleranza veneziana verso la presenza protestantica nei propri territori è determinata da diversi fattori:
- dalla situazione politica italiana che spinge il governo a una politica contro gli Absburgo nell'intento di allentare la loro pressione in Italia e ai confini del proprio Dominio;
- le relazioni commerciali con i Paesi settentrionali, per cui i commercianti tedeschi sono bene accolti a Venezia anche se il loro fondaco costituisce in verità un centro d'incontro e di propaganda per i filoprotestanti;
- contemporaneamente il governo deve tenere conto degli interessi dei commercianti veneziani presenti in Inghilterra e per questo non cattura Ludovico Dall'Armi, nonostante le reiterate richieste papali;
- dalla visione di Venezia, centro internazionale aperto a tutti, anche ai greco-ortodossi, com'è ovvio, e agli ebrei e alle loro attività;
da questo momento però comincia effettivamente e con una certa decisione la vera controriforma, ossia la reazione contro il diffondersi delle idee protestantiche e i loro sostenitori, dei libri che le propagandano come pure contro gli anabattisti e i loro gruppi;

Aprile
22
, la Serenissima istituisce nuovamente (come nel 1289) una magistratura [Tre Savi sopra eresia] con giurisdizione sugli eretici.
Come da incarico avuto con promissione ducale, il doge designa, con l'ausilio del Collegio dei suoi consiglieri [Minor Consiglio], i «probi et discreti et catholici viri»:
. Nicolò Tiepolo,
. Francesco Contarini,
. Antonio Venier,
col compito di:
- inquisire diligentemente sugli eretici che si trovino in città e perseguirli di concerto col nunzio, il patriarca e l'inquisitore (francescano fino al 1560, poi domenicano);
- dare, in qualità di deputati secolari, esecuzione alle sentenze;
- informare periodicamente il governo sull'attività del tribunale.
Rappresentanti elettivi dell'autorità secolare, sono chiamati alternativamente assistenti o deputati laici o, più brevemente, assistenti o deputati.
Sono i rappresentanti presso il Sant'Uffizio dell'autorità del Consiglio dei Dieci, il principale organo giudiziario dello Stato, e, come tali:
- autorizzano a procedere agli arresti,
- presenziano ai processi esprimendo il loro parere,
ma devono sottomettersi al giudizio degli ecclesiastici, che soli hanno la facoltà di pronunciare sentenze.
Durante gli interrogatori è l'inquisitore a porre le domande agli accusati e ai testimoni, raramente intervengono il nunzio e il patriarca, quasi mai gli assistenti laici, i quali però, una volta pronunciata la sentenza, la proclamano. Il Consiglio dei Dieci deputa quindi ad eseguirla un capitano.
[Almeno uno degli "assistenti laici" presenzia ad ogni fase del procedimento, tranne che alle denucnie preliminari, mentre tutti e tre i Savi assistono i genere ai processi di qualche importanza.]
Saranno 117 i patrizi che, dal 1547 al 1605, ricopriranno tale carica.
Raramente comunque un Collegio designa alla carica anticlericali ed antipontifici notori.
[Lo storiografo pubblico Alvise Contarini († 1579) lascerà incompiuta una Delineatio Historiarum degli avvenimenti tra il 1513 a il 2570. Le linee da lui tracciate saranno riprese a breve distanza da Agostino Valier, vescovo di Verona e dal 1583 cardinale nella sua storia di Venezia dalle origini al 1581, rimasta manoscritta fino al Settecento.]
[Paul F. Grendler, L'Inquisizione Romana e l'Editoria a Venezia 1540-1605, Il Veltro Editrice, Roma 1983]

La procedura di elezione sarà in seguito gradualmente riveduta, profittando delle occasioni offerte dalle correzioni della promissione dogale:
- 1554, 5 giugno, la votazione sarà rimessa ai consiglieri, lasciando al doge il diritto di proposta;
- 1556, 7 giugno, la votazione sarà rimessa all'intero collegio;
- 1595, 8 aprile, l'elezione sarà trasferita al Senato.
La competenza del tribunale veneziano non è limitata alla diocesi, bensì esso funge, entro certi limiti, anche da organo centrale e di appello rispetto agli omologhi tribunali delle città suddite, dove i rettori parimenti affiancano i giudici ecclesiastici. Sia questi che i laici possono in taluni casi agire in proprio».

24, sconfitta della Lega di Smalcalda a Mühlberg.

Carlo V (dal 1540 fino alla sconfitta della Lega di Smalcalda) è riuscito a riprendere il controllo, almeno temporaneamente, dei territori tedeschi e il vantaggio di trovarsi in buoni termini con l'imperatore e il papa è cresciuto ulteriormente con la morte dei due sovrani inglese e francese.

Lo stesso anno il vescovo di Verona Alvise Lippomano si rivolge a M. Cervini per sollecitare energici provvedimenti repressivi, chiedendosi perché «in tutte le terre della Chiesa non si pone una severissima Inquisitione contra questi tristi lutherani et non se castigano secondo li loro demeriti».


1547
ducato di Ferrara, Modena e Reggio
Ercole II d'Este
Albero genealogico

(Ferrara 1508 - 1559)
figlio di Alfonso I e di Lucrezia Borgia;
1528, Parigi, sposa Renée d’Orléans († 1575) duchessa di Chartres, figlia di re Louis XII, di inclinazioni calviniste;
[gli porta in dote il ducato con altri domini, ricevuti in pegno nel 1528 da Philippe IV [il Bello] re di Francia]
1534-59, duca di Ferrara, Modena e Reggio;


 
1547
-


1547
ducato di Firenze
Cosimo I de' Medici
Albero genealogico

(Firenze 1519 - Villa di Castello, Firenze 1574)
figlio di Giovanni [dalle Bande Nere] (ramo dei "popolani") e di Maria Salviati;
1537-69, duca di Firenze;
nel 1539 ha sposato Eleonora Álvarez de Toledo y Zúñiga († 1562);



1569-74, granduca di Toscana;

1547
Giugno
dopo aver inviato al duca una lettera diplomatica, nella quale prendeva le difese del proprio fratello p. Giovanni Polanco, il p.gen. invia in città al suo posto p. Giacomo Laínez il quale diventando di mese in mese più indispensabile alla duchessa, comincia a spargere dolcemente l'idea di fondare un collegio: il duca non è entusiasta… «le novità sono sempre pericolose», pensa, e crede che i gesuiti mirino soprattutto ad «allontanare le spose dai loro mariti».


1547
ducato di Urbino
Guidobaldo II
Albero genealogico
(Pesaro 1514 - 1574)
figlio di Francesco Maria I Della Rovere e di Eleonora Gonzaga;
1538-74, duca di Urbino;
1538-39, duca di Camerino;





 
1547
-



1547
REGNO di NAPOLI
Carlo V
Albero genealogico

(Gand 1500 - Yuste, Estremadura 1558)
secondogenito di Filippo [il Bello] e di Giovanna [la Pazza];
1515-56, principe dei Paesi Bassi;
1516-56, re di Spagna (Carlo I)
1516-54, re di Napoli (Carlo IV);
1519-56, imperatore del Sacro Romano Impero;

– vedi sopra –

NAPOLI
Viceré
don P. Álvarez de Toledo y Zúñiga
marchese di Villafranca
(1532 - 1553)
Nunzio apostolico
-

1547
Napoli: il popolo, sollevatosi contro il viceré don P. Álvarez de Toledo y Zúñiga, riesce a strappare all'imperatore la promessa che l'Inquisizione non sarà più ristabilita nella città;


SICILIA
Viceré
-
1547
-
a





Alemán, Mateo (Siviglia 1547-Messico 1614 ca) narratore spagnolo;
Vida del picaro Guzmán de Alfarache (1599, in italiano tradotta anche con La vita del furfante))
Atalaya de la vida humana (Lisbona 1604, Vedetta della vita umana, seconda parte dell'opera precedente; edita dopo la stampa di una continuazione apocrifa dovuta a Juan Martí)
1608, dopo Siviglia e Madrid, si trasferisce in Messico;
sant'Antonio da Padova (biografia)
Fray Garcia Guerra (biografia del vescovo seguito in Messico)
Odi di Orazio.(traduzione).

Cervantes Saavedra, Miguel de (Alcalá de Henares, Madrid 1547-Madrid 1616) narratore e drammaturgo spagnolo;
Galatea (1584)
El trato de Argel (La vita ad Algeri)
Numancia (Numanzia)
La entretenida (La divertita)
Pedro de Urdemalas
Rinconete y Cortadillo (Rinconete e Cortadillo)
El celoso extremeño (Il geloso d'Estremadura)
Don Quijote (1605, I parte, Don Chisciotte)
[«En Madrid, por Iuan de la Cuesta. Véndese en casa de Francisco de Robles, librero del Rey». Nella prima edizione si citano quindi soltanto editore e libraio e non lo stampatore.]
Novelas ejemplares (1613, Novelle esemplari)
Viaje del Parnaso (1614, Viaggi del Parnaso)
Ocho comedias (1615, Otto commedie)
Entremeses (1615, Intermezzi)
Don Quijote (1615, II parte, in seguito all'apparizione di un Quijote apocrifo pubblicato da Alonso Fernández de Avellaneda)
[Nel 1622 sarà impresso a Venezia, da Andrea Baba, L'ingegnoso Cittadino Don Chisciotte della Mancia, traduzione della prima e della seconda parte (uscita pochi anni dopo) dell'editio princeps.]
Los trabajos de Persiles y Segismunda (postumo, 1617, I travagli di Persiles e Sigismonda).

Fornari M. (Brindisi 21 agosto 1547-Roma 1612) gesuita e anche poeta; introduttore a Napoli di una forma moderata di probabilismo;
1564, 6 aprile, entra nella Compagnia di Gesù;
1574-5, studente di teologia nel Collegio Romano;
1582, lettore di casi di coscienza nella casa professa di Venezia;
1583, 24 aprile, professa i 4 voti a Padova;
1585, insegna ancora casi di coscienza nel collegio di Padova;
1587, consultore nel collegio di Napoli;
1589-91, confessore e lettore di casi di coscienza nella casa professa di Napoli;
1591-97, quasi, professore di casi di coscienza nel collegio di Napoli;
1601-5, professore di casi di coscienza nel collegio di Napoli;
1605-6, nella Penitenzieria vaticana;
1606-10, professore di casi di coscienza nel Collegio Romano;
Institutio Confessariorum (?, manuale per confessori)
1612, 22 settembre, muore.

Frischlin, Nikodemus (Erzingen, Würtenberg 1547-Hohenurach, Würtenberg 1590) scrittore tedesco, "poeta laureato"
Traduttore di Aristofane
Frau Wendelgard (1579, Donna Wendelgarda)
Julius redivivus (1584, esaltazione dell'umanesimo dei paesi riformati rispetto a quello dei paesi cattolici).

Hilliard, Nicholas (Exeter 1547 ca-Londra 1619) miniatore e orafo inglese, iniziatore della tradizione pittorica inglese
Arte della Miniatura (scritto intorno al 1600 è pubblicato postumo a Londra nel 1911-12).

Lips, Joost o Iustus Lipsius (Overijse, Bruxelles 1547-Lovanio 1606) umanista e filosofo fiammingo.

Oldenbarneveldt, Johan Van o Johan Van Barneveldt (Amersfoort, 14 settembre 1547 – L'Aia, 13 maggio 1619) politico olandese.

Rossignolo, Bernardino (Ormea, Piemonte 1547-Torino 1613) gesuita;
1563, 3 maggio, entra nella Compagnia di Gesù;
1566-7, studente di metafisica nel Collegio Romano;
1567-8, professore di lettere nel collegio di Brera;
1572-3, studente del III anno di teologia nel collegio di Brera;
1574-84, professore di filosofia e teologia nel collegio di Brera;
1579, 21 dicembre, professa i 4 voti a Milano;
1584, luglio, rettore del collegio di Torino;
1589-91, rettore del Collegio Romano;
1592-96, provinciale della Provincia Veneta;
De disciplina christianae perfectionis (Ingolstadt 1600, uno dei principali testi della spiritualità gesuitica di questi anni)
1601-4, provinciale della Provincia Veneta;
1604-6, rettore del Collegio Romano;
1606-11, provinciale della Provincia di Milano;
1611-3, rettore del collegio di Torino;
1613, 5 giugno, muore.

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«segue da 1546»
1547
Germania
Königsberg, esce una traduzione lituana del catechismo di M. Lutero.
Italia
Venezia, il Consiglio dei Dieci si occupa ora anche degli importatori di libri ereticali (non sanzionati quattro anni prima) e promette loro ammende di 50 ducati, accordando al contempo giurisdizione agli Esecutori contro la bestemmia ed al Sant'Uffizio riorganizzato.
Da un punto di vista normativo dunque la Repubblica non reagisce diversamente dagli altri stati italiani alla nuova minaccia rappresentata dagli scritti degli apostati.
«segue 1548»

Congregazione cardinalizia dell'inquisizione

«segue da 1546»
1547
Aprile
26
, il vescovo Grechetto rincara la dose contro G. Grimani scrivendo ad Alessandro Farnese che quello, appena diventato patriarca di Aquileia, si comporta come se avesse già in capo la berretta rossa.
[Questa, come le precedenti accuse, per il momento non hanno seguito a Roma.]
Giugno
in estate, G.G. Morone ritiene opportuno mettere in guardia V. Soranzo da alcune «imputationi» di cui è fatto segno a Roma che egli attribuisce tuttavia solo all'avversione fratesca per i «prelati residenti che vogliano in qualche parte far il loro offitio, li quali non posson esser tolerati da' licentiosi et superstitiosi relligiosi che, come han fatto in passato, vorriano darsi buon tempo et come santi et dotti governar il vescovo et il populo»;

Ricaduto nell'eresia, dopo l'assoluzione del 1943, Giovan Battista Scotti viene arrestato;
riesce a sfuggire alla pena di morte e rientrare indenne in seno alla Chiesa solo grazie all'intervento dell'inquisitore M. Cervini legato del Concilio di Trento a Bologna a fianco del card. G.M. de' Ciocchi del Monte;
in questo frangente M. Cervini ha potuto contare sulla collaborazione di due personaggi impegnati in prima linea sul fronte della battaglia antiereticale, ma tutt'altro che arruolati nelle milizie del Sant'Uffizio romano quali:
. Alonso Salmerón, gesuita;
. Ambrogio Catarino Politi, domenicano;
è stato quest'ultimo, in effetti, a persuadere Giovan Battista Scotti a riconoscere «i suoi errori», a presentarsi ai due legati papali al concilio per rendere «una confessione piena» e denunciare i compagni di fede, ottenendo così – per l'autorità conferita ai gesuiti da un breve di Paolo III – di essere nuovamente «admesso all'abiuratione et perdonatogli la pena del relasso per la sua spontanea comparitione et per li gran segni di penitentia ch'esso diede».
«segue 1548»

 

 

Accademia fiorentina

«segue da 1541»
1547, 11 agosto, assume il suo assetto definitivo che segna la fine dell'originario spirito degli Umidi; diventa così un organismo ufficiale della cultura toscana; 
pur tuttavia, nonostante le sollecitazioni di Cosimo, non riesce a fissare le regole del toscano. 
[Dopo il Cinquecento ha funzioni di secondo piano, anche perché l'Accademia della Crusca assumerà per sé uno dei suoi più importanti scopi statutari: lo studio della lingua.]

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