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Papa
Clemente XIV
(1769-1774)
segretario di stato: cardinale Pallavicini;
21 luglio,
con il breve Dominus ac Redemptor decreta lo scioglimento
dell'Ordine dei gesuiti, senza giudicarla e senza condannarla,
per consentire il ristabilimento della «pace della Repubblica
Cristiana» che i gesuiti hanno contribuito a turbare sia con l'impiantar
conflitti con gli altri Ordini, con il clero secolare e con taluni governi,
sia con il seguitare in riti non approvati dalla Chiesa, sia con il
propagandare massime scandalose. Denuncia esplicitamente che essi hanno
fomentato disordini e sedizioni tali da ridurre i sovrani di Spagna,
Portogallo, Francia e delle Due Sicilie ad espellerli e a chieder la
soppressione dell'Ordine.
20 agosto, solo ora il generale della Compagnia di Gesù
padre Lorenzo Ricci ne viene a conoscenza;
23 settembre, Roma, il generale, il suo segretario Cornolli e
i suoi più fedeli collaboratori vengono accompagnati in Castel
Sant'Angelo dove vengono rinchiusi;
cardinali:
Guidobbono Cavalchini Carlo
Alberto (1683-1774)
(dal 1742).
Gesuiti
«segue
da 1772»
[generale: Lorenzo Ricci]
1773,
Provincia Veneta:
[p. provinciale ? (?-?)]
Dal
1703 sono in Dalmazia (con sede a Spalato dal 1740);
dal 1759 sono nell'isola ionica di Corfù.
Non tutti i prelati sembrano loro contrari; il vescovo di Bologna cui
è stato comandato di ispezionare i collegi gesuitici, cerca di
sottrarsi all'incarico; ispezioni vengono fatte a Fano e Ferrara (si
cerca probabilmente di tener calma la Spagna);
marzo-aprile, forse la stesura della bolla di soppressione è
già stata affidata a mons. Leonardo Antonelli
per riabilitarlo agli occhi dei Borbonici…
quello che è certo che intanto sono state tolte loro le missioni
presso i contadini, le confessioni delle monache, l'insegnamento del
catechismo;
una
congregazione di cinque cardinali è posta al lavoro per organizzare
la gestione della prospettata liquidazione della Compagnia; li aiuta
qualche monsignore; tutti sono devoti al papa.
21 luglio, con il breve Dominus ac Redemptor da parte di
Clemente XIV, l'Ordine viene soppresso
(gesto
ancora oggi oggetto di polemiche fra gli storici).
16 agosto, viene data esecuzione alla soppressione:
la congregazione dei cinque cardinali riunita in casa del cardinale
Francesco Carafa di Traetto viene trasformata
in quartier generale dell'operazione;
sul far della sera, corpi di truppe corse lasciano i i loro quartieri
e circondano case e collegi dei gesuiti; è mobilitata anche la
sbirraglia per dar man forte alle truppe in caso di torbidi popolari;
mons. Onofrio Alfani ed un collega entrano
nella casa professa dove c'è il padre generale Lorenzo
Ricci, lo convocano nella sala con tutti i padri, leggono il
breve di Clemente XIV e intimano che entro
tre giorni sia esibito l'elenco dei padri e che entro cinque giorni
tutti si vestano da preti secolari; terminata la lettura i soldati conducono
i padri nelle loro stanze agli arresti domicilairi; i monsignori con
i notai pongono sotto sequestro effetti e beni.
Le stesse operazioni hanno luogo contemporaneamente nelle altre case
gesuitiche di Roma.
All'alba tutto è compiuto.
Nessuna resistenza da parte dei gesuiti,nessuna opposizione popolare.
Poco dopo il padre generale Lorenzo Ricci,
viene condotto al Collegio inglese. Più tardi sarà imprigionato
a Castel Sant'Angelo con altri esponenti della Compagnia.
[La sua detenzione si farà sempre più stretta e durerà
fino alla morte nel 1775.]
La congregazione dei cinque cardinali continua intanto a gestire gli
sviluppi dell'affare. I beni e i denari della compagnia sequestrati
sembrano poca cosa. Si pensa a imboscamenti. Suppelletteli sacre sono
inviate al Monte di Pietà.
Si parla di trame di ex gesuiti per occultare documenti.
Incendi dolosi.
Si arresta ancora.
Si istruiscono processi.
«segue 1814»
cardinali:
Guidobbono Cavalchini Carlo
Alberto (1683-1774)
(dal 1742).
"giuseppinismo"
(o "giuseppismo")
«segue
da 1765»
1773, lo scioglimento della Compagnia di Gesù voluto dalle potenze
borboniche fornisce al trio "Maria Teresa,
Giuseppe II, Kaunitz"
i mezzi per potenziare l'attività caritativa e assistenziale
e per diffondere l'istruzione popolare con l'istituzione delle scuole
normali, introdotte nei domini asburgici sul modello prussiano da Ignaz
Felbiger;
un'altra serie di editti fissa e limita in questi anni gli obblighi
dei contadini verso i signori feudali nelle varie parti della monarchia;
«segue 1780»
|
ANNO 1773
DOMICILIA
o
CENTRI OPERATIVI DELLA COMPAGNIA
DI GESU'
nella Provincia* Veneta
[Esclusa
l'area emiliano-romagnola]
|
1606,
dopo l'espulsione, i beni della Compagnia, su tutto il territorio
dello Stato Veneto, vengono affidati da papa Paolo
V in amministrazione al patriarca di Venezia, Francesco
Vendramin, e dopo di lui nel 1619, disattendendo ogni diverso
parere del governo veneto, al patriarca di Aquileia, Antonio
Grimani.
1657, al rientro dei gesuiti nella Repubblica, nè è
amministratore il cardinale Pietro Ottoboni.
1773, 21 luglio, la Compagnia viene soppressa da papa Clemente
XIV.
|
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PADOVA
|
Provincia
di Lombardia |
|
1542
|
Collegio
per soli studenti gesuiti |
|
1552
|
Collegio
per studenti gesuiti ed esterni (con "scuole superiori")
1568, il Lippomano, che finora ha dotato
il collegio di Venezia della metà delle entrate del suo possedimento
di Astiano, che appartiene al priorato della Maddalena in Padova,
decide di trasferire le rendite, prima condivise, al solo collegio
di Padova; ciò avviene, previa richiesta a Pio
V, con decreto della seconda congregazione generale, con
cui si erige la casa di Venezia in casa professa. |
|
(1578)
|
Provincia
Veneta |
|
1582
|
+
Convitto dei nobili |
|
1591
|
Collegio
per soli studenti gesuiti
[dopo il 1591, a causa della controversia tra il collegio gesuitico
e l'università, e del conseguente blocco dell'insegnamento
superiore (filosofia e teologia) destinato agli studenti esterni,
decade progressivamente, escludendo anche l'insegnamento umanistico
pubblico.] |
|
1602-1606
|
+
Casa di seconda probazione (noviziato) |
|
1657-1773
|
Collegio
per studenti esterni (con sole "scuole inferiori") |
|
VENEZIA
|
Provincia
di Lombardia
Rettori:
- 1550, 27 mar - ?, p. Nicola Florenz
[Gaudano], olandese;
- 1551, 5 feb - set 1952, p. André
Des Freux [Frusio]
- 1552-57, p. Cesare Elmi,
- 1558, p. Francesco Adorno,
- 1559-70, p. Cesare Elmi,
|
|
|
Collegio
per studenti gesuiti ed esterni
1550, 27 marzo, iniziano le scuole con 11 studenti della Compagnia,
di varie nazioni; 12 aprile, vi accedono i primi venti studenti
esterni;
rettore: p. Nicola Florenz [Gaudano],
olandese;
1553, gli studenti quadruplicano;
rettore: p. Giovanni Van de Creeft
[Gambaro], fiammingo;
1557, per il numero modesto degli studenti (45-55) si pensa di
sopprimere la scuola;
1558, il patriarca progetta di affidare alla Compagnia l'educazione
dei suoi chierici: 50 o 60 allievi "ignoranti"…;
1560, si prevede il trasferimento a Padova dei pochi studenti
rimasti per poi fare di Venezia una casa professa;
[1560,
un benefattore devolve certi fondi e stabili padovani dei Gagliardi
[i gesuiti Achille e Ludovico]
dopo averli acquistati per parecchie migliaia di ducati per conto
della casa di Venezia, cui assegna anche le rendite annuali;
1562, madonna Fiorenza, morendo,
lascia al convento ogni suo avere;
1563, giungono la casa e un fondo del Lippomano,
senza pericolo di pretese ereditarie; dota inoltre il collegio
(fino al 1568) della metà delle entrate del suo possedimento
di Astiano, che appartiene al priorato della Maddalena in Padova.]
|
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1565-1568
|
Casa
di prima/seconda probazione (noviziato) |
|
1568-1606
|
Casa
professa.
[avviene il progressivo trasferimento dei novizi a Novellara dove
viene aperta la nuova casa di probazione la festa di Ognissanti
del 1571; si registrano quindi ancora novizi almeno fino al 1573]
Fino al 1600 la casa non ospita alcuna attività didattica
tranne una lettura discontinua di casi di coscienza.
1600, viene attivata una lettura di filosofia, affidata a Paolo
Valla, che la tiene fino al 1602 o 1603.
[Aperta di fatto, se non ufficialmente ai laici, la lettura è
probabilmente un ballon d'essai lanciato dalla Compagnia,
nella situazione interlocutoria esistita dal 1592 all'Interdetto,
per appurare se il divieto di tenere corsi superiori pubblici a
Padova possa essere aggirato.]
|
|
(1578)
|
Provincia
Veneta |
|
1603-1606
|
+
Convitto dei nobili [dal 1582, in altra sede, e su invito del
vescovo]
1589, il collegio, il primo nella Provincia Veneta, è in
pieno esercizio, modellato sulla Ratio studiorum anche
se ancora in fase redazionale; conta 450 scolari; nel corso teologico
vi sono 50 studenti oltre agli scholastici della Compagnia,
e il collegio dei nobili ospita ca 70 convittori;
il collegio assume la denominazione di Gymnasium Patavinum
Societatis Jesu (con aperto intento antagonistico all'altro
Gymnasium venetum, denominazione delle scuole del
Bo. In questi anni la loro sorveglianza sullo Studio di Padova
diventa costante; ma l'obiettivo non è solo l'università,
ma anche il controllo degli indirizzi politici e culturali della
Serenissima.
Frai i principali fautori dei gesuiti vi sono anche alcuni lettori
del Bo, come Giacomo
Zabarella e Girolamo Capizucchi
la cui morte (1589) indebolisce la Compagnia nei confronti dello
Studio.
[1603, per iniziativa di un gruppo di patrizi veneti, in un edificio
prossimo alla chiesa dell'Umiltà, rinascono delle scuole
per l'istruzione letteraria dei figli dei nobili… cessate nel
1606]
|
| 1606-1657 |
Con
l'espulsione dei gesuiti, casa e chiesa rimangono temporaneamente
abbandonate; poi con decreto del Senato del 27 giugno 1615 assegnate
alle monache benedettine che occupavano un più angusto convento
nell'isola di S. Servolo.
Non più rioccupate dai gesuiti al loro ritorno a Venezia
il 19 gennaio 1657, rimangono alle benedettine che le abbandoneranno
il 28 novembre 1806 quando per decreto napoleonico saranno unite
alle benedettine del convento di S. Lorenzo.
La chiesa scomparirà nel 1821, demolita insieme ad un piccolo
oratorio dedicato a san Filippo Neri.
Il convento seguirà la stessa sorte nel 1824, lasciando spazio
al cortile del seminario retrostante la chiesa della Salute. |
|
1657-1773
|
Casa
professa con collegio per esterni
[Nella nuova sede, il complesso conventuale della soppressa religione
dei Crociferi (appena acquistato per 50 mila ducati d'argento),
con annessa chiesa di S. Maria Assunta alle Fondamenta Nuove (connessa
all'uso) nel sestiere di Cannaregio.]
- 1657-?, provinciale p. Gerolamo Chiaramonti,
- 1711, provinciale Stefano M. Brameri,
- 1749, provinciale G.B. Brighenti,
- 1752, provinciale, Giuseppe Poli,
1658,
vengono acquisiti per testamento i beni di Zorzi
Cornaro, attraverso i fratelli gesuiti Nicolò
e Pietro;
1690, 14 gennaio, p. Donato Mora
rinuncia ai propri beni in favore del collegio;
1751, donazione della sig.ra Faustina Guzzoni
(genera lite);
1752, il N.H. Giovanni Dolfin lascia
un legato di lire 5336;
1754, il conte Bernardo Manini lascia
un legato annuo di 170 ducati;
[1773,
la biblioteca della Compagnia viene dispersa e… a fine '700 non
esiste più.]
|
Poco
dopo la soppressione della Compagnia, il complesso è adibito
a scuola; nel 1797 sarà trasformato in caserma e così
rimarrà anche se sotto diversa denominazione (francese, austriaca,
italiana).
La Compagnia sarà riammessa a Venezia, sotto dominazione
austriaca, con decreto imperiale del 21 novembre 1843 e tornerà
a risiedervi, nel luglio 1844, nell'immobile acquistato, a sinistra
della chiesa, verso la laguna, già sede della Scuola degli
Specchieri. Le speranze di avere l'antica casa professa e collegio
dureranno almeno fino al 1857 (è rettore di Venezia p. Giovanni
Battista Cossali).
Sempre dopo il 1773, la chiesa di S. Maria Assunta, dopo essere
passata ad altre mani, diverrà succursale della parrocchia
dei Santi Apostoli (sotto il Governo Italico, con decreto vicereale
del 7 dicembre 1807) per essere nuovamente officiata dalla Compagnia
dopo il suo rientro a Venezia, decretato nel 1843.
Con decreto del 22 giugno 1844 il cardinale Patriarca assegnerà
in perpetuo la chiesa alla Compagnia dichiarandola con altro decreto
dell'8 luglio esente da ogni giurisdizione parrocchiale. |
|
BASSANO
|
Provincia
di Lombardia |
|
1552-1568
|
Collegio
(in progetto) e poi "casa" [residenza] |
|
CIPRO
|
Provincia
di Lombardia |
| 1560-1561 |
Missione |
|
BRESCIA
|
Provincia
di Lombardia |
|
1567-69
|
Collegio
per studenti esterni (S. Antonio) |
|
1570
|
Collegio
per studenti gesuiti ed esterni |
|
(1578)
|
Provincia
Veneta |
|
1604-1606
|
Collegio
per esterni e convitto dei nobili |
|
1657
|
Collegio
per esterni e convitto dei nobili |
|
1670-1773
|
1.
Collegio per esterni (S. Maria delle Grazie)
+ Convitto dei cittadini (S. Maria delle Grazie)
2. Convitto dei nobili (S. Antonio) (con alcune "scuole inferiori") |
|
VERONA
|
Provincia
di Lombardia |
|
1576-1578
|
Missione |
|
(1578)
|
Provincia
Veneta |
|
1578-1606
|
Collegio
per esterni |
|
1657-1773
|
Collegio
per esterni |
|
CANDIA
|
Provincia
Veneta |
|
1584/1587-1606
|
Missione,
poi Residenza (dopo 1600, con alcune "scuole inferiori") |
|
VICENZA
|
Provincia
Veneta |
|
1599-1606
|
Residenza |
|
1657-1773
|
Collegio
per esterni
+ Convitto dei cittadini |
|
TINO
|
Provincia
Veneta
(arcipelago delle Cicladi, in Grecia) |
|
1661
|
Missione |
|
1679-1773
|
Residenza
[sopravvissuta alla soppressione della Compagnia; ma dopo il 1715,
l'isola di Tino, conquistata dai Turchi, non appartiene più
a Venezia] |
|
TREVISO
|
Provincia
Veneta |
|
1670-1678
|
Collegio-convitto
dei nobili |
|
BELLUNO
|
Provincia
Veneta |
|
1699/1703-1773
|
Collegio
per esterni
+ Collegio-convitto dei cittadini |
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DALMAZIA
veneta
SPALATO
|
Provincia
Veneta |
|
1702
|
Missione
(nella Dalmazia veneta, senza sede riconosciuta) |
|
1740-1773
|
Missione
(Spalato) |
|
BERGAMO
|
Provincia
Veneta |
|
1712-1729
|
Collegio-convitto
dei nobili (aperto come collegio anche agli esterni) |
|
FELTRE
|
Provincia
Veneta |
| 1711-1768 |
Missione
(in attesa di divenire collegio) |
|
CORFU'
|
Provincia
Veneta |
|
1759-1772
|
Missione |
|
|
|
*
Per "provincia" s'intende l'unità territoriale
costituita da più luoghi e dalle case ivi insediate, affidata
ad un superiore maggiore chiamato "provinciale".
La provincia non rispecchia necessariamente una sola area geograficamente
o politicamente individuata.
Un insieme di province tra loro collegate, anche se geograficamente
o politicamente distinte, costituisce l' "assistenza".
Esiste così l' "assistenza d'Italia", cui presiede
un "assistente".
Governa tutto l'Ordine il "generale" che
risiede a Roma.
Legenda
A. CASE DI FORMAZIONE PER I MEMBRI DELL'ORDINE
1. CASA DI PRIMA / SECONDA PROBAZIONE O DI NOVIZIATO
[sede stabile per l'esame degli ammittendi e per la formazione
spirituale degli ammessi nella Compagnia, con un noviziato di
durata solitamente biennale]
2. CASA DI TERZA PROBAZIONE O TERZ'ANNO
[sede stabile di formazione spirituale (di durata annuale) dei
gesuiti che hanno concluso la formazione intellettuale. Tale anno
precede, di norma, il primo esercizio dell'attività ministeriale]
3. COLLEGIO
nell'accezione a. (vedi sotto).
B.
CASE DESTINATE AL MINISTERO APOSTOLICO
1. CASA PROFESSA
[sede abitativa e operativa stabile, destinata in modo primario
ad esercitare ministeri spirituali. Vi risiedono religiosi formati,
sia professi che coadiutori spirituali e temporali. In essa deve
risplendere in modo eminente la purezza dell'Istituto della Compagnia.
È soggetta a un particolare statuto di povertà,
che la impegna a mantenersi con le sole elemosine e che, nei suoi
punti sostanziali, le interdice il possesso di beni immobili che
non siano strettamente impiegati per proprio uso e abitazione,
e di redditi di qualsiasi fine direttamente amministrati o, se
indirettamente, solo per provvedere all'edificio (casa e chiesa).
È pure interdetta ogni retribuzione per i ministeri svolti.
2. COLLEGIO
[sede abitativa e operativa stabile, dove l'esercizio dei ministeri
spirituali è "secondario" e complementare, destinata
all'insegnamento, accogliendo:
a. studenti residenti della Compagnia, anche se aperto ad altri
studenti esterni non residenti (COLLEGIO DEI NOSTRI o SEMINARIO
DEI NOSTRI);
b. studenti esterni non gesuiti (COLLEGIO DI ESTERNI: in prevalenza
nobili o cittadini (ceto medio borghese);
c. studenti residenti non gesuiti (COLLEGIO/CONVITTO o ACCADEMIA
o SEMINARIO DEI NOBILI - CONVITTO DEI CITTADINI
(si parla di Collegio/Convitto solo quando nel Convitto si tengono
anche scuole organicamente autonome)
[sorti essenzialmente come collegi per soli studenti gesuiti,
cui è lecito disporre di rendite e amministrarle, si aprono
immediatamente ad accogliere studenti non gesuiti (come accade
a Padova e inizialmente a Venezia).
I collegi, invece, per soli studenti esterni e dotati di redditi,
sono oggetto fino al 1608 di polemica perché considerati
contrari alle Costituzioni della Compagnia].
3. RESIDENZA
[sede abitativa e operativa stabile, dove si esercitano ministeri
spirituali e che attende di costituirsi in collegio. Diversa dal
COLLEGIO INCOATO che è residenza espressamente accettata
per divenire collegio, ma non ancora perfezionata come tale.
Questo genere di residenza dura fino alla soppressione del 1773.
Va tuttavia integrato con con la RESIDENZA MISSIONARIA, destinata
a divenire, eventualmente, CASA PROFESSA.
4. MISSIONE
a. condizione di vita apostolica cui corrisponde una sede abitativa
non stabile, variante con gli spostamenti dei "missionari"
operanti su un territorio;
b. sede abitativa (o anche operativa) stabile, destinata a servire
di base a poche persone per l'attività apostolica, svolta
per lo più fuori del luogo di residenza con "expeditiones"
apostoliche. Coincide con RESIDENZA MISSIONARIA di cui sopra.
5. CASA DI ESERCIZI SPIRITUALI
[casa destinata alla pratica degli Esercizi Spirituali ignaziani,
indipendente da altri edifici, in cui possono essere riservati
a questo scopo appositi locali, o da costruzioni aventi già
altre finalità (ville di campagna utilizzate, per svago
settimanale o per vacanza, dai collegi)].
1773,
al momento della sua soppressione la Compagnia può contare:
- 24.000 socii,
- 69 collegi,
- 171 convitti-seminari,
- 696 fra noviziati, case professe, residenze e missioni,
- 1542 chiese da loro officiate.
|
| Fonte:
Mario Zanardi in I Gesuiti e Venezia,
Gregoriana Editrice, 1994. |
|
ex
convittori veneti
del solo collegio bolognese
dei gesuiti
|
Vescovi
di varie diocesi: dello Stato Veneto:
- Feltre
- Belluno,
- Verona,
- Torcello,
- Ceneda |
|
|
| Patriarca
di Venezia |
Zanetto
Bragadin |
|
| cardinale
Giovanni Corner |
|
|
| cardinale
Carlo Francesco Rezzonico (Clemente XIII) (risiedette per ben 8
anni svolgendovi anche studi di diritto) |
|
|
| doge
Pietro Grimani |
|
|
| doge
Ludovico Manin |
|
|
| doge
Marco Foscarini |
|
|
| procuratore
di S. Marco Aurelio Rezzonico |
|
|
| Giorgio
Grimani |
|
|
| Galeazzo
Dondi dall'Orologio |
|
|
| f.lli
Vincenzo, Giordano e Francesco Riccati |
|
|
Zaccaria
Seriman
(autore di Viaggi di Enrico Wanton (Venezia 1749, Tagier,
2 tomi, relativi al viaggio nel Regno delle Scimmie; 1764, riedizione
con aggiunta di altri due volumetti dedicati al viaggio nel Regno
dei Cinocefali; satira della società cittadina contemporanea).
Poiché l'VIII e il IX capitolo sono violentemene critici
nei confronti della curia romana, i Riformatori ritirano la licenza
concessa, cui segue l'impressione, a Bassano presso i Remondini
e con la falsa data di Berna di una stampa praticamente clandestina. |
|
|
| Alvise
Pisani |
|
|
| Ettore
e Giammaria Mazuchelli |
|
|
| Orazio
Calini |
|
|
| Piero
Verri |
|
|
| Cesare
Beccaria |
|
|
|
|
|
|
Il
progetto educativo applicato nei seminaria nobilium mira
alla preparazione di giovani da destinare alla vita pubblica e
quindi ogni successo conseguito dai loro allievi viene registrato
come un merito dell'istituto.
I gesuiti conoscono bene l'efficacia dei mezzi di propaganda e
celebrano i successi degli ex allievi: le pareti delle porterie,
delle sale di ricevimento, dei teatrini, dei saloni di rappresentanza
sono ornate coi ritratti di quei convittori che si sono segnalati
nella vita civile, militare od ecclesiastica, un modo neppure
tanto larvato di auto-celebrazione e un espediente che dovrebbe
ravvivare la fiducia nei loro confronti e incentivare l'emulazione
dei giovani convittori.
|
– Acerbi, Giuseppe (Castelgoffredo,
Mantova 1773-1846) esploratore e letterato italiano;
Relazione del viaggio a Capo Nord (1802, in inglese, poi compendiata
in italiano)
1816-25, dirige l'austriacante «Biblioteca
Italiana», da lui fondata, organo dei classicisti che fronteggia
il movimento romantico; in essa scrive dei pregevoli Proemi,
lodati anche da Goethe, nei quali rende
conto annualmente della letteratura italiana;
1826-34, console d'Austria ad Alessandria d'Egitto.
– Brown, Robert
(Montrose, Angus 1773-Londra 1858) botanico scozzese, membro della Royal
Society di Londra e conservatore delle collezioni botaniche del British
Museum;
1801-05, partecipa come naturalista alla spedizione Flinders in Australia,
durante la quale studia e descrive la flora del continente;
1827, notando che grani di polline in sospensione nell'acqua si muovono
qua e là disordinatamente [ma anche particelle di coloranti con
dimensioni ridotte si comportao allo stesso modo], osserva per la prima
volta i movimenti incessanti delle particelle disperse nei fluidi (moto
browniano);
[Le molecole del liquido, nel loro moto incessante disordinato
di agitazione termica, urtano da ogni lato la particella e perciò,
in media, gli urti dovrebbero compensarsi; ma per il carattere statistico
del fenomeno, la compensazione in realtà non è mai perfetta,
e vista al microscopio (in opportune condizioni di illuminazione) la
particella manifesta piccoli spostamenti casuali (a zig-zag) e dimostra
così di partecipare al moto delle molecole, fornendone una prova
sia pure in scala modificata.
Nel 1863 si avanza per la prima volta l'ipotesi che il moto sia dovuto
al bombardamento irregolare delle particelle da parte delle molecole
di acqua circostanti. Oggetti di grandi dimensioni non risentirebbero
di una lieve differenza nel numero di molecole che li colpissero rispettivamente
da destra e da sinistra, mentre oggetti microscopici bombardati solo
da qualche centinaio di molecole al secondo possono esibire un moto
ondeggiante, dovuto a una piccola eccedenza di urti ora da una parte
ora dall'altra. Il moto casuale delle minuscole particelle è
una dmostrazione quasi visibile del fatto che l'acqua - e la materia
in generale - ha struttura granulare.
Nel 1905 A.
Einstein fornisce un'analisi teorica di questa spiegazione
del moto browniano, mostrando che si possono calcolare le dimensioni
delle molecole di acqua partendo dall'ampiezza dei piccoli moti disordinati
delle particelle di colorante.
Quantitativamente, il fenomeno si precisa
osservando a intervalli di tempo i successivi spostamenti di una particella
e calcolando (in funzione della temperatura, della "costante
di Boltzmann" e della viscosità del liquido) il valore
quadratico medio degli spostamenti stessi, nell'ipotesi che la particella
sia sferica.
Tale moto è servito, tra
l'altro, per la determinazione del "numero di Avogadro" (vedi
J.-B.
Perrin); ]
– Calvo, Edoardo
(Torino 1773-1804) scrittore e medico italiano, fu tra i sostenitori
dell'innesto del vaiolo; autore di versi in dialetto piemontese;
1797, è costretto ad emigrare a Parigi a causa delle sue idee
rivoluzionarie;
Passaport d'ij aristocrat (1798-99)
Diavolo in statu quo
Follie religiose
Favole morali (1802 e 1803, dodici in terza rima, in cui esprime
la sua posizione antifrancese, deluso dal successivo evolvere delle
vicende)
Poesie inedite in dialetto piemontese (1803)
An sla vita di campagna
Artaban bastona (commedia satirica).
– Csokonai,
Vitéz Mihály (Debrecen 1773-1805) poeta ungherese
Le Canzoni a Lilla (1798-99)
Odi (1794-1804)
Anacreontee (1802)
Dorotea, ossia il Trionfo delle donne su Carnevale (1804)
Versi sulla morte o Sull'immortalità dell'anima
(1804-05).
– Elmsley, Peter (Hampstead
1773-Oxford 1825) filologo inglese, esperto in codici greci fu il primo
a mettere in luce l'importanza del codice Laurenziano di Sofocle.
– Fries, Jacob Friedrich
(Barby 23.8.1773-Jena 10.8.1844) filosofo tedesco; empirismo
psicologistico contro idealismo; il suo contributo sta nella
continuazione del'opera di Kant;
Reinhold, Fichte e Schelling (1803; 1824, II ediz. col titolo Scritti
polemici)
Sistema di filosofia come scienza evidente (1804)
Rechtslehre (1804)
Wissen, Glauben und Ahnung (1805, Sapere, fede e presentimento)
Neue Kritik der Vernunft (1807, Nuova critica della ragione;
il suo contributo alla continuazione dell'opera di Kant;)
System der Logik (1811, Sistema di logica)
Manuale di filosofia pratica (1818-32)
1819, professore ad Heidelberg e poi a Jena, viene sospeso dall'insegnamento
dal governo prussiano;
Psychische Anthropologie (1820, Manuale di antropologia psichica)
1824, diventa nuovamente professore di fisica e matematica;
Sistema di metafisica (1824)
1825, può riprendere anche i suoi corsi filosofici;
Manuale di dottrina della natura (1826)
Storia della filosofia (1837-40).
– Harrison,
William Henry (Berkeley, Virginia 1773-Washington 1841)
uomo politico statunitense, repubblicano, presidente degli Stati Uniti.
– Jungmann,
Josef (Hudlice 1773-Praga 1847) filologo e scrittore ceco,
traduttore di Milton e Voltaire
Storia della letteratura ceca (1825)
Dizionario ceco-tedesco (1834-39).
– Metternich
- Winneburg, Klemens Wenzel Lothar principe di (Coblenza
1773-Vienna 1859) uomo politico austriaco.
– Mill, James (Northwater
Bridge, Forfarshire 6.4.1773-Londra 23.6.1836) filosofo inglese, discepolo
di J. Bentham; divenne
prima funzionario e poi capo della Compagnia delle Indie; padre di John
Stuart; "positivismo sociale"
Storia dell'India (1818, in 6 voll.)
Analisi dei fenomeni dello spirito umano (1829)
Scrisse alcune voci per l'Enciclopedia Britannica (in particolare
Governo, 1820).
– Mohs, Friedrich (Gerrode,
Hartz 1773-Agordo 1839) mineralogista tedesco, noto per aver fissato una
classifica dei minerali basata sulle loro proprietà fisiche, da cui
appunto la scala delle durezze (scala di Mohs) usata
esclusivamente per i minerali.
– Pareto, Agostino
(Genova 1773-1829) uomo politico ligure, di famiglia patrizia
1797-98, dopo aver appoggiato la democratizzazione della Repubblica di
Genova, alla discesa di Napoleone in
Italia, fa parte della giunta provvisoria di governo istituita da
quest'ultimo
1800-02, viene eletto fra i reggitori della Repubblica Ligure;
nonostante la sua opposizione all'annessione della Repubblica ligure
alla Francia, viene lo stesso nominato da Napoleone
gonfaloniere della città
1814, alla caduta dell'impero napoleonico è confermato nel governo
provvisorio; in seguito si reca come ambasciatore a Londra e a Parigi
nel tentativo di assicurare l'autonomia della repubblica che invece
viene annessa al Regno di Sardegna
1821, durante la rivoluzione è chiamato ancora a far parte della giunta
provvisoria di governo nominata da Carlo Alberto.
– Pixérécourt,
René-Charles Guilbert de (Nancy 1773-1844) drammaturgo
francese, autore di oltre cento opere teatrali, contribuì ad affermare
sulla scena francese il mélodrame di origine inglese
Victor, ou le fils de la forêt (1798, Victor, o il figlio della
foresta)
Coelina ou le fils du mystère (1800, Coelina o il figlio del
mistero)
Le solitaire de la Roche-Noire (1806, Il solitario della roccia
nera).
– Rolando, Luigi
(Torino 1773-1831) anatomista e fisiologo italiano, medico di Vittorio
Emanuele I, studiò in particolare il sistema nervoso; da cui
"fessura di Rolando"
1793, si laurea a Torino
1804, è nominato professore di medicina pratica nell'università di
Sassari
1814, gli è conferita la cattedra di anatomia a Torino.
– Sismondi, Jean-Charles-Léonard
Simonde de (Ginevra 1773-Chêne, Ginevra 1842) economista
e storico svizzero, fu molto influenzato dall'amicizia di Mme
de Staël che seguì nei suoi viaggi in Italia, Germania e
Austria; durante i cento giorni incontrò Napoleone
e ne appoggiò il programma costituzionale; fu contrario alla dottrina
del "laissez-faire" e favorevole all'intervento statale, raccomandò
la concessone ai lavoratori di sussidi di disoccupazione e per malattia
nonché forme di pensionamento;
1793, in seguito alle ripercussioni della rivoluzione francese, emigra
da Ginevra in Inghilterra e poi in Toscana dove dimora a lungo;
Prospetto dell'agricoltura toscana (1801, pubblicato al suo
ritorno a Ginevra)
Della ricchezza commerciale (1803)
1809, insegna storia ed economia presso l'Accademia di Ginevra;
Storia delle repubbliche italiane nel medioevo (1809-18, in 20
voll.)
Della letteratura del Mezzogiorno dell'Europa (1813)
Nuovi principi di economia politica (1819)
Storia dei francesi (1821-44, in 31 voll., di cui due postumi;
opera notevole per l'originale riconsiderazione dell'età medievale e
per il ricorso all'idea della libertà come principio della storia)
Studi sulle scienze sociali (1836-38)
Studi sull'economia politica (1837).
– Steffens, Heinrich
(Stavanger, Norvegia 1773-Berlino 1845) scrittore e naturalista tedesco,
figura chiave del romanticismo tedesco; di padre tedesco e madre danese,
studiò scienze naturali a Copenaghen, ma poi si trasferì in Germania;
1798, a Jena segue le lezioni di Schelling
e vi frequenta gli esponenti della nuova generazione romantica (F.
Schlegel, Novalis, L.
Tieck, Schleiermacher);
voltosi alla geologia sotto la guida di A.G. Werner,
è poi professore ad Halle;
Contributi alla storia naturale interna della Terra (1801)
Fondamenti di una filosofia delle scienze naturali (1806)
1811, è professore a Breslavia;
1813, ha parte attiva nel movimento antinapoleonico;
Antropologia (1822)
1832, conclude a Berlino la sua carriera accademica;
Filosofia cristiana della religione (1839).
– Tallien,
Jeanne-Marie-Ignace-Thérèse Cabarrus marchesa
di Fontenay (Carabanchel, Madrid 1773-Chimay, Hainau 1835)
nobildonna francese, di grande bellezza e di vita brillante, figlia di François
Cabarrus finanziere nominato conte da Carlo
IV di Spagna (1789);
1788, sposa, appena quindicenne, il marchese di
Fontenay;
1793, divorzia per diventare l'amante e poi la moglie (1794) di Jean-Lambert
Tallien;
1794, 31 maggio, viene fatta arrestare da M.
Robespierre che l'accusa di connivenza con i realisti e gli
emigrati; liberata solo dopo il 9 termidoro, diventa una protagonista
della vita mondana parigina, meritando l'appellativo di "Notre-Dame
de Thermidor"; attorno al suo salotto si raccoglie la nuova
aristocrazia francese di affaristi (finanzieri, appaltatori di
imposte e forniture militari ecc.); è lei a lanciare la moda del vestito
greco corto e semitrasparente;
1802, divorzia anche da Tallien;
1805, sposa il conte di Caraman.
– Tieck,
Johann Ludwig (Berlino 1773-1853) scrittore tedesco.
– Villèle, Jean-Baptiste
conte di (Tolosa 1773-1854) uomo politico francese;
aristocratico e legittimista, venne imprigionato per qualche tempo
all'epoca del terrore;
1814-15, subito dopo la restaurazione diventa sindaco di Tolosa;
1815, deputato alla camera, si dimostra particolarmente versato in
materia finanziaria; tra i capi dell'opposizione ultrarealista è uno
dei fondatori del giornale «Le Conservateur»;
1820, contribuisce alla caduta del gabinetto liberalmoderato di E.
Decazes e alla svolta a destra del governo;
1821-22, ministro delle finanze;
1822-28, presidente del consiglio, è governante abile e fortunato; si
risolve con successo anche la spedizione contro i costituzionalisti
in Spagna, impostagli dal congresso della santa alleanza a Verona, alla
quale si era inizialmente opposto; la sua politica reazionaria (leggi
che puniscono con gravi pene il sacrilegio, restaurazione della censura)
è realistica nel riconoscere situazioni di fatto (legge sull'indennità
agli immigrati, che garantisce legalmente ai nuovi proprietari il possesso
dei beni a suo tempo confiscati alla nobiltà);
1827, costretto a fronteggiare insieme la crescente opposizione degli
ultrarealisti e quella dell'opinione pubblica liberale, scioglie la
camera per cercare di rafforzare la sua posizione parlamentare;
novembre, nella nuova camera risultano però rafforzate le opposizioni;
1828, gennaio, è costretto a dimettersi; nominato pari, non prende
più parte attiva alla vita politica.
– Wackenroder, Wilhelm Heinrich
(Berlino 1773-1798) scrittore tedesco, di famiglia borghese, figlio
di un giurista, fu grande amico di L.
Tieck sin dai tempi del liceo;
1793, con questi si iscrive alla facoltà giuridica di Erlangen dedicandosi
però più allo studio della pittura e dell'architettura; terminato a
Gottinga il curriculum universitario, intraprende, sul modello paterno,
una carriera di funzionario ma morirà molto giovane;
Herzensergiessungen eines kunstliebenden Klosterbruders (1796,
Sfoghi del cuore di un monaco amante dell'arte)
Phantasien über die Kunst für Freunde der Kunst (1799, Fantasie
sull'arte per gli amici dell'arte, raccolta di
scritti suoi e di L. Tieck)
importante il carteggio con L.
Tieck, l'epistolario e le emozionanti memorie di viaggio.
– Young, Thomas
(Milverton 1773-Londra 1829) scienziato inglese, d'ingegno precoce (a
undici anni conosceva già molte lingue orientali) esercitò per gran
parte della sua vita l'attività di medico senza mai abbandonare,
tuttavia, la ricerca scientifica e l'attività di filologo; professore
di scienze naturali alla Royal Institution e membro della Royal
Society, diresse i suoi studi verso la fisiologia dell'occhio e la
propagazione della luce; in campo filologico stabilì il significato di
una serie di geroglifici egizi contenuti nella "stele di
Rosetta" contribuendo così ad avviare il complesso processo di
decifrazione.
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Guerra
d'indipendenza americana
«segue
da 1772»
1773, già risentiti per il monopolio della vendita del tè concesso alla
Compagnia inglese delle Indie (in gravi difficoltà) i commercianti del
New England insorgono quando il prezzo del tè viene improvvisamente
ridotto per frenare il contrabbando organizzato dai mercanti stessi;
Dicembre
16, appoggiati dai patrioti essi inscenano una manifestazione
provocatoria: issatisi a bordo delle navi della compagnia, travestiti
da indiani, gettano a mare il tè imbarcato (Boston tea party);
decretata l'inagibilità del porto, gli inglesi rimuovono diversi funzionari
coloniali (Repressive Acts); contro questi provvedimenti e il
contemporaneo Quebec Act (che con l'ampliamento della provincia
di Quebec e col riconoscimento dei diritti dei coloni di lingua francese
rende inattuabile l'auspicata fusione delle "tredici colonie"
col Canada) l'assemblea del Massachusetts trascinata da S.
Adams vota una dura "resolution" e propone che
tutti i rappresentanti delle colonie si riuniscano a Filadelfia;
«segue 1774»
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da 1772»
1773,
«segue 1774»
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