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Papa
Clemente XIV

(1769-1774)

segretario di stato: cardinale Pallavicini;

21 luglio, con il breve Dominus ac Redemptor decreta lo scioglimento dell'Ordine dei gesuiti, senza giudicarla e senza condannarla, per consentire il ristabilimento della «pace della Repubblica Cristiana» che i gesuiti hanno contribuito a turbare sia con l'impiantar conflitti con gli altri Ordini, con il clero secolare e con taluni governi, sia con il seguitare in riti non approvati dalla Chiesa, sia con il propagandare massime scandalose. Denuncia esplicitamente che essi hanno fomentato disordini e sedizioni tali da ridurre i sovrani di Spagna, Portogallo, Francia e delle Due Sicilie ad espellerli e a chieder la soppressione dell'Ordine.
20 agosto, solo ora il generale della Compagnia di Gesù padre Lorenzo Ricci ne viene a conoscenza;
23 settembre, Roma, il generale, il suo segretario Cornolli e i suoi più fedeli collaboratori vengono accompagnati in Castel Sant'Angelo dove vengono rinchiusi;

cardinali:
Guidobbono Cavalchini Carlo Alberto (1683-1774)
(dal 1742).

Gesuiti

«segue da 1772»
[generale: Lorenzo Ricci]
1773,
Provincia Veneta
:
[p. provinciale ? (?-?)]
Dal 1703 sono in Dalmazia (con sede a Spalato dal 1740);
dal 1759 sono nell'isola ionica di Corfù.

Non tutti i prelati sembrano loro contrari; il vescovo di Bologna cui è stato comandato di ispezionare i collegi gesuitici, cerca di sottrarsi all'incarico; ispezioni vengono fatte a Fano e Ferrara (si cerca probabilmente di tener calma la Spagna);
marzo-aprile, forse la stesura della bolla di soppressione è già stata affidata a mons. Leonardo Antonelli per riabilitarlo agli occhi dei Borbonici…
quello che è certo che intanto sono state tolte loro le missioni presso i contadini, le confessioni delle monache, l'insegnamento del catechismo;
una congregazione di cinque cardinali è posta al lavoro per organizzare la gestione della prospettata liquidazione della Compagnia; li aiuta qualche monsignore; tutti sono devoti al papa.
21 luglio
, con il breve Dominus ac Redemptor da parte di Clemente XIV, l'Ordine viene soppresso
(gesto ancora oggi oggetto di polemiche fra gli storici).
16 agosto, viene data esecuzione alla soppressione:
la congregazione dei cinque cardinali riunita in casa del cardinale Francesco Carafa di Traetto viene trasformata in quartier generale dell'operazione;
sul far della sera, corpi di truppe corse lasciano i i loro quartieri e circondano case e collegi dei gesuiti; è mobilitata anche la sbirraglia per dar man forte alle truppe in caso di torbidi popolari;
mons. Onofrio Alfani ed un collega entrano nella casa professa dove c'è il padre generale Lorenzo Ricci, lo convocano nella sala con tutti i padri, leggono il breve di Clemente XIV e intimano che entro tre giorni sia esibito l'elenco dei padri e che entro cinque giorni tutti si vestano da preti secolari; terminata la lettura i soldati conducono i padri nelle loro stanze agli arresti domicilairi; i monsignori con i notai pongono sotto sequestro effetti e beni.
Le stesse operazioni hanno luogo contemporaneamente nelle altre case gesuitiche di Roma.
All'alba tutto è compiuto.
Nessuna resistenza da parte dei gesuiti,nessuna opposizione popolare.
Poco dopo il padre generale Lorenzo Ricci, viene condotto al Collegio inglese. Più tardi sarà imprigionato a Castel Sant'Angelo con altri esponenti della Compagnia.
[La sua detenzione si farà sempre più stretta e durerà fino alla morte nel 1775.]
La congregazione dei cinque cardinali continua intanto a gestire gli sviluppi dell'affare. I beni e i denari della compagnia sequestrati sembrano poca cosa. Si pensa a imboscamenti. Suppelletteli sacre sono inviate al Monte di Pietà.
Si parla di trame di ex gesuiti per occultare documenti.
Incendi dolosi.
Si arresta ancora.
Si istruiscono processi.
«segue 1814»

cardinali:
Guidobbono Cavalchini Carlo Alberto (1683-1774)
(dal 1742).
 

"giuseppinismo"
(o "giuseppismo")

«segue da 1765»
1773, lo scioglimento della Compagnia di Gesù voluto dalle potenze borboniche fornisce al trio "Maria Teresa, Giuseppe II, Kaunitz" i mezzi per potenziare l'attività caritativa e assistenziale e per diffondere l'istruzione popolare con l'istituzione delle scuole normali, introdotte nei domini asburgici sul modello prussiano da Ignaz Felbiger;
un'altra serie di editti fissa e limita in questi anni gli obblighi dei contadini verso i signori feudali nelle varie parti della monarchia;
«segue 1780»

 

 

 

ANNO 1773

Massimiliano III Giuseppe di Wittelsbach († 1777) Albero genealogico
figlio
dell'imperatore Carlo VII e di Maria Amelia d'Austria († 1756)
1745-77, principe elettore di Baviera;

Federico II il Grande (Berlino 1712- Sans-Souci, Potsdam 1786) Albero genealogico
figlio di Federico Guglielmo I e di Sofia Dorotea di Hannover;
1740-86, re di Prussia;

Federico Augusto III il Giusto (Dresda 1750-1827) Albero genealogico
figlio di Federico Cristiano e di Antonietta di Baviera;
1763-1806, principe elettore di Sassonia;
cerca di mantenersi neutrale nei conflitti tra Austria e Prussia;
1806-27, re di Sassonia (Federico Augusto I);

Stanislao II Augusto (?-?) Albero genealogico
figlio di Stanislaw Poniatowski e di ?;
1764-95, re di Polonia;

fatto eleggere, con l'appoggio prussiano e russo, dai Czartoryski;
1773, dopo la spartizione (1771), in un colpo solo, tra Prussia, Austria e Russia del 33% del suo territorio e la perdita del 35% dei suoi sudditi, il re introduce nel paese prostrato e mutilato alcune riforme, la più importante delle quali è l'istituzione di una commissione per l'educazione nazionale, che riforma l'istruzione e riorganizza le università di Cracovia e di Vilna, aprendole alla benefica influenza della cultura illuministica;

segue

Giuseppe II (Vienna 1741-90) Albero genealogico
primogenito di Francesco Stefano di Lorena (Francesco I) e di Maria Teresa d'Austria;
1764-90, re dei romani;
1765-90, imperatore del Sacro Romano Impero;
[e coreggente di Maria Teresa per gli stati ereditari]
il conte Anton Wenzel von Kaunitz-Rietberg, dal 1753 al servizio dell'Austria, continua a dirigerne la politica estera;
1780-90, re di Boemia e d'Ungheria;

Maria Teresa d'Absburgo (Vienna 1717-1780) Albero genealogico
figlia primogenita dell'imperatore Carlo VI e della principessa Elisabetta di Brunswick-Wolfenbüttel;
1740-80, regina di Boemia e d'Ungheria;
[arciduchessa d'Austria e sovrana sotto vari titoli dei domini asburgici]
dal 1765 vedova dell'imperatore Francesco I, continua ad esercitare le sue funzioni;

segue

Caterina II la Grande (Stettino 1729-Pietroburgo 1796) Albero genealogico
(Sofia Federica Amalia) figlia del principe Cristiano Augusto di Anhalt-Zerbst, generale prussiano, e della principessa Giovanna Elisabetta di Holstein-Gottorp;
1762-96, imperatrice di Russia;
1773-74, la rivolta contadina guidata da E. Pugacëv sconvolge la Russia meridionale;

Cristiano VII (1749-1808) Albero genealogico
figlio di Federico V e di Luisa d'Inghilterra;
1766-1808, re di Danimarca e di Norvegia;

Gustavo III (Stoccolma 1746-92) Albero genealogico
figlio di Adolfo Federico e di Luisa Ulrica sorella di Federico il Grande;
1771-92, re di Svezia;

segue

Luigi XV (Versailles 1710-74) Albero genealogico
figlio di Luigi duca di Borgogna e di Maria Adelaide di Savoia;
1715-74, re di Francia;
dal 1764 madame du Barry
è la sua favorita;

segue

Giorgio III (Londra 1738-Windsor 1820) Albero genealogico
figlio di Federico Luigi principe di Galles e di Augusta di Sassonia-Gotha;
1751-60, duca di Brunswick-Lüneburg (Giorgio);
1760-1820, elettore di Hannover;
1760-1815, re di Gran Bretagna e Irlanda;

1814-20, re di Hannover;



segue

Carlo III (Madrid 1716-1788) Albero genealogico
primogenito di Filippo V re di Spagna e di Elisabetta Farnese;
1732-34, duca di Parma e Piacenza (Carlo);
1735-59, re di Napoli e di Sicilia (Carlo VII);
1759-88, re di Spagna;

Giuseppe I (Lisbona 1714-77) Albero genealogico
figlio di Giovanni V di Braganza il Magnanimo e di Marianna d'Austria;
1729, sposa Maria Vittoria, infante di Spagna;
1750-77, re di Portogallo;

capo del governo il marchese di Pombal;

segue

Alvise IV Mocenigo (?) Albero genealogico
1763-78,
doge di Venezia;
1773, 21 luglio, con il breve Dominus ac Redemptor da parte di Clemente XIV, che intende così riportare pace nella Chiesa, l'Ordine viene soppresso
. La Compagnia di Gesù viene espropriata di tutti i suoi beni e i gesuiti singolarmente rimasti nella Repubblica entrano a far parte del clero veneto.
4 settembre, sulla scorta dei dispacci e degli allegati spediti dall'ambasciatore Alvise Tiepolo, il senato veneziano, ossequiente alle decisioni papali, ne prende ufficialmente atto e si dimostra disposto a «cooperare alla soppressione della Società medesima nel più possibile miglior modo permesso dalle leggi ed antiche consuetudini» della Repubblica. Delibera quindi di rimettere l'esame del breve pontificio alla «Deputazione estraordinaria ad pias causas» cui spetta di provvedere a tutto quanto consegue a tale soppressione.
17 settembre, il consultore in iure, revisore dei brevi, Natale Dalla Laste manda alla Deputazione il suo consulto.
25 settembre, la Deputazione (Zuan Antonio Da Riva, Andrea Querini, Alvise Valaresso) manda al Senato il proprio studio basato sul consulto di Natale Dalla Laste. I deputati indirizzano al doge Alvise Mocenigo un' «informazione» in cui suggeriscono i provvedimenti da prendere e gli interventi da eseguire.
Tra i Savi grandi siede Andrea Tron il grande politico dei tentativi di riforma veneziani;
29 settembre, il Senato emana il decreto col quale Venezia dà una prima regolazione agli esiti che la soppressione dovrà avere nello stato veneto; sostanzialmente si accolgono le tesi del consultore in iure e della Deputazione ad Pias Causas (Natale Dalla Laste e i tre deputati non hanno però nascosto la loro opinione che il testo del breve possa recare dei punti equivoci dai quali si sarebbe potuta far derivare una usurpazione da parte di Roma dei poteri dello stato veneto sui propri sudditi e sui loro beni).
Il breve di Clemente XIV viene ammesso all'exequatur cioè alla promulgazione ma con l'apposizione, nella licenza, delle clausole «salva del tutto la giurisdizione dei vescovi; salvi sempre i diritti sovrani, le leggi, le consuetudini della Repubblica, ed esclusa la comminatoria di scomuniche».
[Deve essere chiaro che il papa – siccome principe straniero – non può disporre alcunché circa gli ex-gesuiti veneti, i loro istituti, i loro beni. Inammissibile è poi il divieto, contenuto nel breve, di opinare e scrivere sulla soppressione, nonché la scomunica minacciata a chi avesse ingiuriato gli ex-gesuiti.]
In base ad analoghe considerazoni il Senato non concede l'exequatur alle circolari della Congregazione romana dei cinque cardinali (14 agosto e 1° settembre 1773) negandosi che Roma possa disporre dei beni ex-gesuitici, negandosi che, una volta secolarizzati, agli ex gesuiti possano essere indirizzati comandamenti da altri che dal loro vescovo, o possano essere trattati diversamente rispetto agli altri preti; ad essi vanno riconosciute in tutto e per tutto le facoltà di predicare, confessare, dir messa, far scuola ecc.
Oltre a ritenere cosa inaudita la contraria pretesa delle carte romane, il decreto critica anche il fatto che il breve sia stato inoltrato da Roma tramite il nunzio.
Con rifermento alle denunce fiscali precedenti, le autorità veneziane valutano che le rendite dei gesuiti nello stato veneto ammontino a circa 13.000 ducati netti annui e che i confratelli siano 101.
Si decidono provvidenze:
un vestito invernale da secolari; 80 ducati a ciascun ex-gesuita sacerdote e 60 per ogni laico, più 40 ducati (a carico della Cassa Opere Pie) con rivalsa sulle congrue che saranno fissate una volta liquidati gli assi patrimoniali dell'ex Compagnia.
Si stabiliscono le modalità della soppressione:
il patriarca con l'aggiunto provveditore sopra i monasteri a Venezia, i vescovi con il rettore veneziano nelle città dello Stato, devono, in un giorno concordato, leggere il breve alle famiglie gesuitiche assieme al decreto statale (29 settembre) di ammissione di esso. All'Aggiunto provveditore sopra i monasteri viene demandato di assumere la gestione delle facoltà ex-gesuitiche e di incominciare a disporre, d'intesa con la Deputazione ad Pias Causas, misure per la loro liquidazione a favore della Cassa Opere Pie.
12 ottobre, data di intimazione del breve.

Carlo Emanuele III (Torino 1701-73) Albero genealogico
figlio di Vittorio Emanuele II di Savoia e di Anna Maria d'Orléans;
1715-30, principe di Piemonte;
1730-73,
- conte di Aosta, Maurienne, Nizza e Asti;
- marchese di Saluzzo e Monferrato;
- re di Cipro e Gerusalemme [titolare];
- re di Sardegna e duca di Savoia;

1746-73, marchese di Finale e Oneglia;

Vittorio Amedeo III (Torino 1726-Moncalieri 1796) Albero genealogico
figlio di Carlo Emanuele III di Savoia e di Polissena Cristina d'Assia-Rheinfelds;
?-1773, duca d'Aosta;
1730-73, principe di Piemonte;
1773-96
- conte di Aosta, Maurienne, Nizza e Asti;
- marchese di Saluzzo, Monferrato, Finale e Oneglia;
- duca di Savoia re di Cipro e Gerusalemme [titolare];
- re di Sardegna e duca di Savoia;
succeduto al trono senza aver avuto in precedenza alcuna esperienza politica, licenzia subito i più stretti collaboratori del padre (tra cui G.B. Bogino) e potenzia le strutture burocratiche del paese, mostrandosi contrario ad ogni progetto di riforma: mentre in tutto il Italia stanno per avere vita le più audaci riforme illuminate, egli fa letteralmente marcia indietro;

Ferdinando di Borbone (Parma 1751-Badia di Fontevivo, Parma 1802) Albero genealogico
figlio di Filippo di Borbone e di Luisa Elisabetta di Francia; 1765-1802, duca di Parma e Piacenza;

Francesco III d'Este (Modena 1698-Varese 1780) Albero genealogico
figlio di Rinaldo I e di Carlotta Felicita di Brunswick-Lüneburg;
1737-80, duca di Modena e Reggio;

Pietro Leopoldo I (Vienna 1747-92) Albero genealogico
terzogenito di Francesco Stefano di Lorena (Francesco I) e di Maria Teresa d'Austria;
1765-90, granduca di Toscana;
1790-92, imperatore del Sacro Romano Impero
e re di Boemia e d'Ungheria;

Ferdinando IV (Napoli 1751-1825) Albero genealogico
figlio di Carlo III re di Spagna e di Maria Amalia di Sassonia;
sposato dal 1768 con Maria Carolina d'Absburgo (1752-1814)
1759-99, 1799-1806, 1815-16, re di Napoli;
1759-1816, re di Sicilia (Ferdinando III);
1773, dal 1768 è primo ministro il palermitano marchese della Sambuca; viene cacciato clamorosamente dalla Sicilia il Vicerè Fogliani, capro espiatorio di uno stato di cose che ha invece lontane origini;
1816-25, re delle Due Sicilie (Ferdinando I di Borbone);

 

segue

 

DOMICILIA
o
CENTRI OPERATIVI DELLA COMPAGNIA DI GESU
'
nella Provincia* Veneta

[Esclusa l'area emiliano-romagnola]

1606, dopo l'espulsione, i beni della Compagnia, su tutto il territorio dello Stato Veneto, vengono affidati da papa Paolo V in amministrazione al patriarca di Venezia, Francesco Vendramin, e dopo di lui nel 1619, disattendendo ogni diverso parere del governo veneto, al patriarca di Aquileia, Antonio Grimani.
1657, al rientro dei gesuiti nella Repubblica, nè è amministratore il cardinale Pietro Ottoboni.
1773, 21 luglio, la Compagnia viene soppressa da papa Clemente XIV.
PADOVA
Provincia di Lombardia
1542
Collegio per soli studenti gesuiti
1552
Collegio per studenti gesuiti ed esterni (con "scuole superiori")
1568, il Lippomano, che finora ha dotato il collegio di Venezia della metà delle entrate del suo possedimento di Astiano, che appartiene al priorato della Maddalena in Padova, decide di trasferire le rendite, prima condivise, al solo collegio di Padova; ciò avviene, previa richiesta a Pio V, con decreto della seconda congregazione generale, con cui si erige la casa di Venezia in casa professa.
(1578)
Provincia Veneta
1582
+ Convitto dei nobili
1591
Collegio per soli studenti gesuiti
[dopo il 1591, a causa della controversia tra il collegio gesuitico e l'università, e del conseguente blocco dell'insegnamento superiore (filosofia e teologia) destinato agli studenti esterni, decade progressivamente, escludendo anche l'insegnamento umanistico pubblico.]
1602-1606
+ Casa di seconda probazione (noviziato)
1657-1773
Collegio per studenti esterni (con sole "scuole inferiori")
VENEZIA

Provincia di Lombardia

Rettori:
- 1550, 27 mar - ?, p. Nicola Florenz [Gaudano], olandese;
- 1551, 5 feb - set 1952, p. André Des Freux [Frusio]
- 1552-57, p. Cesare Elmi,
- 1558, p. Francesco Adorno,
- 1559-70, p. Cesare Elmi,

1550-1565

Collegio per studenti gesuiti ed esterni

1550, 27 marzo, iniziano le scuole con 11 studenti della Compagnia, di varie nazioni; 12 aprile, vi accedono i primi venti studenti esterni;
rettore: p. Nicola Florenz [Gaudano], olandese;
1553, gli studenti quadruplicano;
rettore: p. Giovanni Van de Creeft [Gambaro], fiammingo;
1557, per il numero modesto degli studenti (45-55) si pensa di sopprimere la scuola;
1558, il patriarca progetta di affidare alla Compagnia l'educazione dei suoi chierici: 50 o 60 allievi "ignoranti"…;
1560, si prevede il trasferimento a Padova dei pochi studenti rimasti per poi fare di Venezia una casa professa;

[1560, un benefattore devolve certi fondi e stabili padovani dei Gagliardi [i gesuiti Achille e Ludovico] dopo averli acquistati per parecchie migliaia di ducati per conto della casa di Venezia, cui assegna anche le rendite annuali;
1562, madonna Fiorenza, morendo, lascia al convento ogni suo avere;
1563, giungono la casa e un fondo del Lippomano, senza pericolo di pretese ereditarie; dota inoltre il collegio (fino al 1568) della metà delle entrate del suo possedimento di Astiano, che appartiene al priorato della Maddalena in Padova.]

1565-1568
Casa di prima/seconda probazione (noviziato)
1568-1606
Casa professa.
[avviene il progressivo trasferimento dei novizi a Novellara dove viene aperta la nuova casa di probazione la festa di Ognissanti del 1571; si registrano quindi ancora novizi almeno fino al 1573]
Fino al 1600 la casa non ospita alcuna attività didattica tranne una lettura discontinua di casi di coscienza.
1600, viene attivata una lettura di filosofia, affidata a Paolo Valla, che la tiene fino al 1602 o 1603.
[Aperta di fatto, se non ufficialmente ai laici, la lettura è probabilmente un ballon d'essai lanciato dalla Compagnia, nella situazione interlocutoria esistita dal 1592 all'Interdetto, per appurare se il divieto di tenere corsi superiori pubblici a Padova possa essere aggirato.]
(1578)
Provincia Veneta
1603-1606

+ Convitto dei nobili [dal 1582, in altra sede, e su invito del vescovo]
1589, il collegio, il primo nella Provincia Veneta, è in pieno esercizio, modellato sulla Ratio studiorum anche se ancora in fase redazionale; conta 450 scolari; nel corso teologico vi sono 50 studenti oltre agli scholastici della Compagnia, e il collegio dei nobili ospita ca 70 convittori;
il collegio assume la denominazione di Gymnasium Patavinum Societatis Jesu (con aperto intento antagonistico all'altro Gymnasium venetum, denominazione delle scuole del Bo. In questi anni la loro sorveglianza sullo Studio di Padova diventa costante; ma l'obiettivo non è solo l'università, ma anche il controllo degli indirizzi politici e culturali della Serenissima.

Frai i principali fautori dei gesuiti vi sono anche alcuni lettori del Bo, come Giacomo Zabarella e Girolamo Capizucchi la cui morte (1589) indebolisce la Compagnia nei confronti dello Studio.

[1603, per iniziativa di un gruppo di patrizi veneti, in un edificio prossimo alla chiesa dell'Umiltà, rinascono delle scuole per l'istruzione letteraria dei figli dei nobili… cessate nel 1606]

1606-1657 Con l'espulsione dei gesuiti, casa e chiesa rimangono temporaneamente abbandonate; poi con decreto del Senato del 27 giugno 1615 assegnate alle monache benedettine che occupavano un più angusto convento nell'isola di S. Servolo.
Non più rioccupate dai gesuiti al loro ritorno a Venezia il 19 gennaio 1657, rimangono alle benedettine che le abbandoneranno il 28 novembre 1806 quando per decreto napoleonico saranno unite alle benedettine del convento di S. Lorenzo.
La chiesa scomparirà nel 1821, demolita insieme ad un piccolo oratorio dedicato a san Filippo Neri.
Il convento seguirà la stessa sorte nel 1824, lasciando spazio al cortile del seminario retrostante la chiesa della Salute.
1657-1773

Casa professa con collegio per esterni
[Nella nuova sede, il complesso conventuale della soppressa religione dei Crociferi (appena acquistato per 50 mila ducati d'argento), con annessa chiesa di S. Maria Assunta alle Fondamenta Nuove (connessa all'uso) nel sestiere di Cannaregio.]
- 1657-?, provinciale p. Gerolamo Chiaramonti,
- 1711, provinciale Stefano M. Brameri,
- 1749, provinciale G.B. Brighenti,
- 1752, provinciale, Giuseppe Poli,

1658, vengono acquisiti per testamento i beni di Zorzi Cornaro, attraverso i fratelli gesuiti Nicolò e Pietro;
1690, 14 gennaio, p. Donato Mora rinuncia ai propri beni in favore del collegio;
1751, donazione della sig.ra Faustina Guzzoni (genera lite);
1752, il N.H. Giovanni Dolfin lascia un legato di lire 5336;
1754, il conte Bernardo Manini lascia un legato annuo di 170 ducati;

[1773, la biblioteca della Compagnia viene dispersa e… a fine '700 non esiste più.]

Poco dopo la soppressione della Compagnia, il complesso è adibito a scuola; nel 1797 sarà trasformato in caserma e così rimarrà anche se sotto diversa denominazione (francese, austriaca, italiana).
La Compagnia sarà riammessa a Venezia, sotto dominazione austriaca, con decreto imperiale del 21 novembre 1843 e tornerà a risiedervi, nel luglio 1844, nell'immobile acquistato, a sinistra della chiesa, verso la laguna, già sede della Scuola degli Specchieri. Le speranze di avere l'antica casa professa e collegio dureranno almeno fino al 1857 (è rettore di Venezia p. Giovanni Battista Cossali).
Sempre dopo il 1773, la chiesa di S. Maria Assunta, dopo essere passata ad altre mani, diverrà succursale della parrocchia dei Santi Apostoli (sotto il Governo Italico, con decreto vicereale del 7 dicembre 1807) per essere nuovamente officiata dalla Compagnia dopo il suo rientro a Venezia, decretato nel 1843.
Con decreto del 22 giugno 1844 il cardinale Patriarca assegnerà in perpetuo la chiesa alla Compagnia dichiarandola con altro decreto dell'8 luglio esente da ogni giurisdizione parrocchiale.
BASSANO
Provincia di Lombardia
1552-1568
Collegio (in progetto) e poi "casa" [residenza]
CIPRO
Provincia di Lombardia
1560-1561 Missione
BRESCIA
Provincia di Lombardia
1567-69
Collegio per studenti esterni (S. Antonio)
1570
Collegio per studenti gesuiti ed esterni
(1578)
Provincia Veneta
1604-1606
Collegio per esterni e convitto dei nobili
1657
Collegio per esterni e convitto dei nobili
1670-1773
1. Collegio per esterni (S. Maria delle Grazie)
+ Convitto dei cittadini (S. Maria delle Grazie)
2. Convitto dei nobili (S. Antonio) (con alcune "scuole inferiori")
VERONA
Provincia di Lombardia
1576-1578
Missione
(1578)
Provincia Veneta
1578-1606
Collegio per esterni
1657-1773
Collegio per esterni
CANDIA
Provincia Veneta
1584/1587-1606
Missione, poi Residenza (dopo 1600, con alcune "scuole inferiori")
VICENZA
Provincia Veneta
1599-1606
Residenza
1657-1773
Collegio per esterni
+ Convitto dei cittadini
TINO
Provincia Veneta
(arcipelago delle Cicladi, in Grecia)
1661
Missione
1679-1773
Residenza [sopravvissuta alla soppressione della Compagnia; ma dopo il 1715, l'isola di Tino, conquistata dai Turchi, non appartiene più a Venezia]
TREVISO
Provincia Veneta
1670-1678
Collegio-convitto dei nobili
BELLUNO
Provincia Veneta
1699/1703-1773
Collegio per esterni
+ Collegio-convitto dei cittadini
DALMAZIA veneta
SPALATO
Provincia Veneta
1702
Missione (nella Dalmazia veneta, senza sede riconosciuta)
1740-1773
Missione (Spalato)
BERGAMO
Provincia Veneta
1712-1729
Collegio-convitto dei nobili (aperto come collegio anche agli esterni)
FELTRE
Provincia Veneta
1711-1768 Missione (in attesa di divenire collegio)
CORFU'
Provincia Veneta
1759-1772
Missione

* Per "provincia" s'intende l'unità territoriale costituita da più luoghi e dalle case ivi insediate, affidata ad un superiore maggiore chiamato "provinciale". La provincia non rispecchia necessariamente una sola area geograficamente o politicamente individuata.
Un insieme di province tra loro collegate, anche se geograficamente o politicamente distinte, costituisce l' "assistenza". Esiste così l' "assistenza d'Italia", cui presiede un "assistente".
Governa tutto l'Ordine il "generale" che risiede a Roma.

Legenda

A. CASE DI FORMAZIONE PER I MEMBRI DELL'ORDINE
1. CASA DI PRIMA / SECONDA PROBAZIONE O DI NOVIZIATO
[sede stabile per l'esame degli ammittendi e per la formazione spirituale degli ammessi nella Compagnia, con un noviziato di durata solitamente biennale]
2. CASA DI TERZA PROBAZIONE O TERZ'ANNO
[sede stabile di formazione spirituale (di durata annuale) dei gesuiti che hanno concluso la formazione intellettuale. Tale anno precede, di norma, il primo esercizio dell'attività ministeriale]
3. COLLEGIO
nell'accezione a. (vedi sotto).

B. CASE DESTINATE AL MINISTERO APOSTOLICO
1. CASA PROFESSA
[sede abitativa e operativa stabile, destinata in modo primario ad esercitare ministeri spirituali. Vi risiedono religiosi formati, sia professi che coadiutori spirituali e temporali. In essa deve risplendere in modo eminente la purezza dell'Istituto della Compagnia. È soggetta a un particolare statuto di povertà, che la impegna a mantenersi con le sole elemosine e che, nei suoi punti sostanziali, le interdice il possesso di beni immobili che non siano strettamente impiegati per proprio uso e abitazione, e di redditi di qualsiasi fine direttamente amministrati o, se indirettamente, solo per provvedere all'edificio (casa e chiesa). È pure interdetta ogni retribuzione per i ministeri svolti.
2. COLLEGIO
[sede abitativa e operativa stabile, dove l'esercizio dei ministeri spirituali è "secondario" e complementare, destinata all'insegnamento, accogliendo:
a. studenti residenti della Compagnia, anche se aperto ad altri studenti esterni non residenti (COLLEGIO DEI NOSTRI o SEMINARIO DEI NOSTRI);
b. studenti esterni non gesuiti (COLLEGIO DI ESTERNI: in prevalenza nobili o cittadini (ceto medio borghese);
c. studenti residenti non gesuiti (COLLEGIO/CONVITTO o ACCADEMIA o SEMINARIO DEI NOBILI - CONVITTO DEI CITTADINI
(si parla di Collegio/Convitto solo quando nel Convitto si tengono anche scuole organicamente autonome)
[sorti essenzialmente come collegi per soli studenti gesuiti, cui è lecito disporre di rendite e amministrarle, si aprono immediatamente ad accogliere studenti non gesuiti (come accade a Padova e inizialmente a Venezia).
I collegi, invece, per soli studenti esterni e dotati di redditi, sono oggetto fino al 1608 di polemica perché considerati contrari alle Costituzioni della Compagnia].
3. RESIDENZA
[sede abitativa e operativa stabile, dove si esercitano ministeri spirituali e che attende di costituirsi in collegio. Diversa dal COLLEGIO INCOATO che è residenza espressamente accettata per divenire collegio, ma non ancora perfezionata come tale.
Questo genere di residenza dura fino alla soppressione del 1773. Va tuttavia integrato con con la RESIDENZA MISSIONARIA, destinata a divenire, eventualmente, CASA PROFESSA.
4. MISSIONE
a. condizione di vita apostolica cui corrisponde una sede abitativa non stabile, variante con gli spostamenti dei "missionari" operanti su un territorio;
b. sede abitativa (o anche operativa) stabile, destinata a servire di base a poche persone per l'attività apostolica, svolta per lo più fuori del luogo di residenza con "expeditiones" apostoliche. Coincide con RESIDENZA MISSIONARIA di cui sopra.
5. CASA DI ESERCIZI SPIRITUALI
[casa destinata alla pratica degli Esercizi Spirituali ignaziani, indipendente da altri edifici, in cui possono essere riservati a questo scopo appositi locali, o da costruzioni aventi già altre finalità (ville di campagna utilizzate, per svago settimanale o per vacanza, dai collegi)].

1773, al momento della sua soppressione la Compagnia può contare:
- 24.000 socii,
- 69 collegi,
- 171 convitti-seminari,
- 696 fra noviziati, case professe, residenze e missioni,
- 1542 chiese da loro officiate.

Fonte: Mario Zanardi in I Gesuiti e Venezia, Gregoriana Editrice, 1994.

 

ex convittori veneti
del solo collegio bolognese
dei gesuiti
Vescovi di varie diocesi: dello Stato Veneto:
- Feltre
- Belluno,
- Verona,
- Torcello,
- Ceneda
Patriarca di Venezia Zanetto Bragadin
cardinale Giovanni Corner
cardinale Carlo Francesco Rezzonico (Clemente XIII) (risiedette per ben 8 anni svolgendovi anche studi di diritto)
doge Pietro Grimani
doge Ludovico Manin
doge Marco Foscarini
procuratore di S. Marco Aurelio Rezzonico
Giorgio Grimani
Galeazzo Dondi dall'Orologio
f.lli Vincenzo, Giordano e Francesco Riccati
Zaccaria Seriman
(autore di Viaggi di Enrico Wanton (Venezia 1749, Tagier, 2 tomi, relativi al viaggio nel Regno delle Scimmie; 1764, riedizione con aggiunta di altri due volumetti dedicati al viaggio nel Regno dei Cinocefali; satira della società cittadina contemporanea). Poiché l'VIII e il IX capitolo sono violentemene critici nei confronti della curia romana, i Riformatori ritirano la licenza concessa, cui segue l'impressione, a Bassano presso i Remondini e con la falsa data di Berna di una stampa praticamente clandestina.
Alvise Pisani
Ettore e Giammaria Mazuchelli
Orazio Calini
Piero Verri
Cesare Beccaria

Il progetto educativo applicato nei seminaria nobilium mira alla preparazione di giovani da destinare alla vita pubblica e quindi ogni successo conseguito dai loro allievi viene registrato come un merito dell'istituto.
I gesuiti conoscono bene l'efficacia dei mezzi di propaganda e celebrano i successi degli ex allievi: le pareti delle porterie, delle sale di ricevimento, dei teatrini, dei saloni di rappresentanza sono ornate coi ritratti di quei convittori che si sono segnalati nella vita civile, militare od ecclesiastica, un modo neppure tanto larvato di auto-celebrazione e un espediente che dovrebbe ravvivare la fiducia nei loro confronti e incentivare l'emulazione dei giovani convittori.

 

 

 

 

– Acerbi, Giuseppe (Castelgoffredo, Mantova 1773-1846) esploratore e letterato italiano;
Relazione del viaggio a Capo Nord (1802, in inglese, poi compendiata in italiano)
1816-25, dirige l'austriacante «Biblioteca Italiana», da lui fondata, organo dei classicisti che fronteggia il movimento romantico; in essa scrive dei pregevoli Proemi, lodati anche da Goethe, nei quali rende conto annualmente della letteratura italiana;
1826-34, console d'Austria ad Alessandria d'Egitto.

Brown, Robert (Montrose, Angus 1773-Londra 1858) botanico scozzese, membro della Royal Society di Londra e conservatore delle collezioni botaniche del British Museum;
1801-05, partecipa come naturalista alla spedizione Flinders in Australia, durante la quale studia e descrive la flora del continente;
1827, notando che grani di polline in sospensione nell'acqua si muovono qua e là disordinatamente [ma anche particelle di coloranti con dimensioni ridotte si comportao allo stesso modo], osserva per la prima volta i movimenti incessanti delle particelle disperse nei fluidi (moto browniano);
[Le molecole del liquido, nel loro moto incessante disordinato di agitazione termica, urtano da ogni lato la particella e perciò, in media, gli urti dovrebbero compensarsi; ma per il carattere statistico del fenomeno, la compensazione in realtà non è mai perfetta, e vista al microscopio (in opportune condizioni di illuminazione) la particella manifesta piccoli spostamenti casuali (a zig-zag) e dimostra così di partecipare al moto delle molecole, fornendone una prova sia pure in scala modificata.
Nel 1863 si avanza per la prima volta l'ipotesi che il moto sia dovuto al bombardamento irregolare delle particelle da parte delle molecole di acqua circostanti. Oggetti di grandi dimensioni non risentirebbero di una lieve differenza nel numero di molecole che li colpissero rispettivamente da destra e da sinistra, mentre oggetti microscopici bombardati solo da qualche centinaio di molecole al secondo possono esibire un moto ondeggiante, dovuto a una piccola eccedenza di urti ora da una parte ora dall'altra. Il moto casuale delle minuscole particelle è una dmostrazione quasi visibile del fatto che l'acqua - e la materia in generale - ha struttura granulare.
Nel 1905 A. Einstein fornisce un'analisi teorica di questa spiegazione del moto browniano, mostrando che si possono calcolare le dimensioni delle molecole di acqua partendo dall'ampiezza dei piccoli moti disordinati delle particelle di colorante.

Quantitativamente, il fenomeno si precisa osservando a intervalli di tempo i successivi spostamenti di una particella e calcolando (in funzione della temperatura, della "costante di Boltzmann" e della viscosità del liquido) il valore quadratico medio degli spostamenti stessi, nell'ipotesi che la particella sia sferica.
Tale moto è servito, tra l'altro, per la determinazione del "numero di Avogadro" (vedi J.-B. Perrin); ]

Calvo, Edoardo (Torino 1773-1804) scrittore e medico italiano, fu tra i sostenitori dell'innesto del vaiolo; autore di versi in dialetto piemontese;
1797, è costretto ad emigrare a Parigi a causa delle sue idee rivoluzionarie;
Passaport d'ij aristocrat (1798-99)
Diavolo in statu quo
Follie religiose
Favole morali (1802 e 1803, dodici in terza rima, in cui esprime la sua posizione antifrancese, deluso dal successivo evolvere delle vicende)
Poesie inedite in dialetto piemontese (1803)
An sla vita di campagna
Artaban bastona (commedia satirica).

Csokonai, Vitéz Mihály (Debrecen 1773-1805) poeta ungherese
Le Canzoni a Lilla (1798-99)
Odi (1794-1804)
Anacreontee (1802)
Dorotea, ossia il Trionfo delle donne su Carnevale (1804)
Versi sulla morte o Sull'immortalità dell'anima (1804-05).

Elmsley, Peter (Hampstead 1773-Oxford 1825) filologo inglese, esperto in codici greci fu il primo a mettere in luce l'importanza del codice Laurenziano di Sofocle.

Fries, Jacob Friedrich (Barby 23.8.1773-Jena 10.8.1844) filosofo tedesco; empirismo psicologistico contro idealismo; il suo contributo sta nella continuazione del'opera di Kant;
Reinhold, Fichte e Schelling
(1803; 1824, II ediz. col titolo Scritti polemici)
Sistema di filosofia come scienza evidente
(1804)
Rechtslehre
(1804)
Wissen, Glauben und Ahnung
(1805, Sapere, fede e presentimento)
Neue Kritik der Vernunft (1807, Nuova critica della ragione; il suo contributo alla continuazione dell'opera di Kant;)
System der Logik (1811, Sistema di logica)
Manuale di filosofia pratica (1818-32)
1819, professore ad Heidelberg e poi a Jena, viene sospeso dall'insegnamento dal governo prussiano;
Psychische Anthropologie (1820, Manuale di antropologia psichica)
1824, diventa nuovamente professore di fisica e matematica;
Sistema di metafisica (1824)
1825, può riprendere anche i suoi corsi filosofici;
Manuale di dottrina della natura (1826)
Storia della filosofia (1837-40).

Harrison, William Henry (Berkeley, Virginia 1773-Washington 1841) uomo politico statunitense, repubblicano, presidente degli Stati Uniti.

Jungmann, Josef (Hudlice 1773-Praga 1847) filologo e scrittore ceco, traduttore di Milton e Voltaire
Storia della letteratura ceca (1825)
Dizionario ceco-tedesco (1834-39).

Metternich - Winneburg, Klemens Wenzel Lothar principe di (Coblenza 1773-Vienna 1859) uomo politico austriaco.

Mill, James (Northwater Bridge, Forfarshire 6.4.1773-Londra 23.6.1836) filosofo inglese, discepolo di J. Bentham; divenne prima funzionario e poi capo della Compagnia delle Indie; padre di John Stuart; "positivismo sociale"
Storia dell'India (1818, in 6 voll.)
Analisi dei fenomeni dello spirito umano (1829)
Scrisse alcune voci per l'Enciclopedia Britannica (in particolare Governo, 1820).

Mohs, Friedrich (Gerrode, Hartz 1773-Agordo 1839) mineralogista tedesco, noto per aver fissato una classifica dei minerali basata sulle loro proprietà fisiche, da cui appunto la scala delle durezze (scala di Mohs) usata esclusivamente per i minerali.

Pareto, Agostino (Genova 1773-1829) uomo politico ligure, di famiglia patrizia
1797-98, dopo aver appoggiato la democratizzazione della Repubblica di Genova, alla discesa di Napoleone in Italia, fa parte della giunta provvisoria di governo istituita da quest'ultimo
1800-02, viene eletto fra i reggitori della Repubblica Ligure; nonostante la sua opposizione all'annessione della Repubblica ligure alla Francia, viene lo stesso nominato da Napoleone gonfaloniere della città
1814, alla caduta dell'impero napoleonico è confermato nel governo provvisorio; in seguito si reca come ambasciatore a Londra e a Parigi nel tentativo di assicurare l'autonomia della repubblica che invece viene annessa al Regno di Sardegna
1821, durante la rivoluzione è chiamato ancora a far parte della giunta provvisoria di governo nominata da Carlo Alberto.

Pixérécourt, René-Charles Guilbert de (Nancy 1773-1844) drammaturgo francese, autore di oltre cento opere teatrali, contribuì ad affermare sulla scena francese il mélodrame di origine inglese
Victor, ou le fils de la forêt (1798, Victor, o il figlio della foresta)
Coelina ou le fils du mystère (1800, Coelina o il figlio del mistero)
Le solitaire de la Roche-Noire (1806, Il solitario della roccia nera).

Rolando, Luigi (Torino 1773-1831) anatomista e fisiologo italiano, medico di Vittorio Emanuele I, studiò in particolare il sistema nervoso; da cui "fessura di Rolando"
1793, si laurea a Torino
1804, è nominato professore di medicina pratica nell'università di Sassari
1814, gli è conferita la cattedra di anatomia a Torino.

Sismondi, Jean-Charles-Léonard Simonde de (Ginevra 1773-Chêne, Ginevra 1842) economista e storico svizzero, fu molto influenzato dall'amicizia di Mme de Staël che seguì nei suoi viaggi in Italia, Germania e Austria; durante i cento giorni incontrò Napoleone e ne appoggiò il programma costituzionale; fu contrario alla dottrina del "laissez-faire" e favorevole all'intervento statale, raccomandò la concessone ai lavoratori di sussidi di disoccupazione e per malattia nonché forme di pensionamento;
1793, in seguito alle ripercussioni della rivoluzione francese, emigra da Ginevra in Inghilterra e poi in Toscana dove dimora a lungo;
Prospetto dell'agricoltura toscana (1801, pubblicato al suo ritorno a Ginevra)
Della ricchezza commerciale (1803)
1809, insegna storia ed economia presso l'Accademia di Ginevra;
Storia delle repubbliche italiane nel medioevo (1809-18, in 20 voll.)
Della letteratura del Mezzogiorno dell'Europa (1813)
Nuovi principi di economia politica (1819)
Storia dei francesi (1821-44, in 31 voll., di cui due postumi; opera notevole per l'originale riconsiderazione dell'età medievale e per il ricorso all'idea della libertà come principio della storia)
Studi sulle scienze sociali (1836-38)
Studi sull'economia politica (1837).

Steffens, Heinrich (Stavanger, Norvegia 1773-Berlino 1845) scrittore e naturalista tedesco, figura chiave del romanticismo tedesco; di padre tedesco e madre danese, studiò scienze naturali a Copenaghen, ma poi si trasferì in Germania;
1798, a Jena segue le lezioni di Schelling e vi frequenta gli esponenti della nuova generazione romantica (F. Schlegel, Novalis, L. Tieck, Schleiermacher); voltosi alla geologia sotto la guida di A.G. Werner, è poi professore ad Halle;
Contributi alla storia naturale interna della Terra (1801)
Fondamenti di una filosofia delle scienze naturali (1806)
1811, è professore a Breslavia;
1813, ha parte attiva nel movimento antinapoleonico;
Antropologia (1822)
1832, conclude a Berlino la sua carriera accademica;
Filosofia cristiana della religione (1839).

Tallien, Jeanne-Marie-Ignace-Thérèse Cabarrus marchesa di Fontenay (Carabanchel, Madrid 1773-Chimay, Hainau 1835) nobildonna francese, di grande bellezza e di vita brillante, figlia di François Cabarrus finanziere nominato conte da Carlo IV di Spagna (1789);
1788, sposa, appena quindicenne, il marchese di Fontenay;
1793, divorzia per diventare l'amante e poi la moglie (1794) di Jean-Lambert Tallien;
1794, 31 maggio, viene fatta arrestare da M. Robespierre che l'accusa di connivenza con i realisti e gli emigrati; liberata solo dopo il 9 termidoro, diventa una protagonista della vita mondana parigina, meritando l'appellativo di "Notre-Dame de Thermidor"; attorno al suo salotto si raccoglie la nuova aristocrazia francese di affaristi (finanzieri, appaltatori di  imposte e forniture militari ecc.); è lei a lanciare la moda del vestito greco corto e semitrasparente;
1802, divorzia anche da Tallien;
1805, sposa il conte di Caraman.

Tieck, Johann Ludwig (Berlino 1773-1853) scrittore tedesco.

Villèle, Jean-Baptiste conte di (Tolosa 1773-1854) uomo politico francese; aristocratico e legittimista, venne imprigionato per qualche tempo all'epoca del terrore;
1814-15, subito dopo la restaurazione diventa sindaco di Tolosa;
1815, deputato alla camera, si dimostra particolarmente versato in materia finanziaria; tra i capi dell'opposizione ultrarealista è uno dei fondatori del giornale «Le Conservateur»;
1820, contribuisce alla caduta del gabinetto liberalmoderato di E. Decazes e alla svolta a destra del governo;
1821-22, ministro delle finanze;
1822-28, presidente del consiglio, è governante abile e fortunato; si risolve con successo anche la spedizione contro i costituzionalisti in Spagna, impostagli dal congresso della santa alleanza a Verona, alla quale si era inizialmente opposto; la sua politica reazionaria (leggi che puniscono con gravi pene il sacrilegio, restaurazione della censura) è realistica nel riconoscere situazioni di fatto (legge sull'indennità agli immigrati, che garantisce legalmente ai nuovi proprietari il possesso dei beni a suo tempo confiscati alla nobiltà);
1827, costretto a fronteggiare insieme la crescente opposizione degli ultrarealisti e quella dell'opinione pubblica liberale, scioglie la camera per cercare di rafforzare la sua posizione parlamentare; novembre, nella nuova camera risultano però rafforzate le opposizioni;
1828, gennaio, è costretto a dimettersi; nominato pari, non prende più parte attiva alla vita politica.

Wackenroder, Wilhelm Heinrich (Berlino 1773-1798) scrittore tedesco, di famiglia borghese, figlio di un giurista, fu grande amico di L. Tieck sin dai tempi del liceo;
1793, con questi si iscrive alla facoltà giuridica di Erlangen dedicandosi però più allo studio della pittura e dell'architettura; terminato a Gottinga il curriculum universitario, intraprende, sul modello paterno, una carriera di funzionario ma morirà molto giovane;
Herzensergiessungen eines kunstliebenden Klosterbruders (1796, Sfoghi del cuore di un monaco amante dell'arte)
Phantasien über die Kunst für Freunde der Kunst (1799, Fantasie sull'arte per gli amici dell'arte,
raccolta di scritti suoi e di L. Tieck)
importante il carteggio con L. Tieck, l'epistolario e le emozionanti memorie di viaggio.

Young, Thomas (Milverton 1773-Londra 1829) scienziato inglese, d'ingegno precoce (a undici anni conosceva già molte lingue orientali) esercitò per gran parte della sua vita l'attività di medico senza mai abbandonare, tuttavia, la ricerca scientifica e l'attività di filologo; professore di scienze naturali alla Royal Institution  e membro della Royal Society, diresse i suoi studi verso la fisiologia dell'occhio e la propagazione della luce; in campo filologico stabilì il significato di una serie di geroglifici egizi contenuti nella "stele di Rosetta" contribuendo così ad avviare il complesso processo di decifrazione.

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Guerra d'indipendenza americana

«segue da 1772»
1773, già risentiti per il monopolio della vendita del tè concesso alla Compagnia inglese delle Indie (in gravi difficoltà) i commercianti del New England insorgono quando il prezzo del tè viene improvvisamente ridotto per frenare il contrabbando organizzato dai mercanti stessi;
Dicembre
16
, appoggiati dai patrioti essi inscenano una manifestazione provocatoria: issatisi a bordo delle navi della compagnia, travestiti da indiani, gettano a mare il tè imbarcato (Boston tea party);
decretata l'inagibilità del porto, gli inglesi rimuovono diversi funzionari coloniali (Repressive Acts); contro questi provvedimenti e il contemporaneo Quebec Act (che con l'ampliamento della provincia di Quebec e col riconoscimento dei diritti dei coloni di lingua francese rende inattuabile l'auspicata fusione delle "tredici colonie" col Canada) l'assemblea del Massachusetts trascinata da S. Adams vota una dura "resolution" e propone che tutti i rappresentanti delle colonie si riuniscano a Filadelfia;
«segue 1774»

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«segue da 1772»
1773,

«segue 1774»

 

 

 

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