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Papa
Paolo IV

(1555-59)

1556
Gennaio
, al mattino tutta Roma è in ansia per la fuga da Roma di Giovanna d'Aragona, moglie di Ascanio Colonna.
L'intimità di Ignazio di Loyola con la duchessa è ben nota al papa, comunque l'evasione rappresenta per lui la prima battaglia perduta contro gli spagnoli.

Avversario della Spagna si lascia coinvolgere nella guerra contro Carlo V, ordita maldestramente dal suo intrigante nipote Carlo Carafa, da lui nominato segretario di stato;
destituisce e deferisce all'Inquisizione il card. R. Pole.
Marzo
4
, lancia la scomunica maggiore contro Marcantonio Colonna (che poco dopo marcerà contro Roma nella campagna del duca d'Alba) e suo padre Ascanio Colonna († 1557).
Intanto la posizione di fra G. Muzzarelli, nunzio di Bruxelles, si fa sempre più insostenibile, ridotto com'è a strumento di facciata e destituito di ogni ruolo politico, mentre i Carafa e i loro amici non esitano a gratificarlo di appellativi quali «triste palese» e «frate porco».
Agosto
10
, fra G. Muzzarelli indirizza una lettera a S. Rebiba per denunciare con parole dure una situazione divenuta intollerabile.
14, con un secco breve il papa revoca la sua nunziatura;
[Inizia così la sua decadenza.]
Settembre
14
, conclude la pace di Cave con Filippo II sacrificando freddamente, per calcolo, gli interessi della famiglia Colonna, i cui beni nella campagna romana sono in potere dei nipoti del papa.
A Roma intanto si comincia a lavorare intorno ad un nuovo Indice… ma la guerra contro la Spagna ne rimanda il compimento fino al dicembre del 1558.

Concilio Ecumenico
di Trento
1545-63.

1556, è sospeso dal 1552.

Gesuiti

«segue da 1555»
generale: I. de Loyola (1541-56)
vicario: D. Laínez (1556-58);
1556,
14 febbraio, Fiandre, fondazione di un collegio a Lovanio: il vento è cambiato e p. Ribadeneyra presenta a nome di I. de Loyola una nuova supplica a Filippo II;
giugno, dalla Spagna arriva una pressante lettera della reggente Giovanna in favore dei gesuiti;
16 luglio, Maria di Boemia, sorella di Giovanna, entra personalmente a Bruxelles per salutare il padre; p. Ribadeneyra le parla e la regina si adopera con zelo presso Filippo II e presso l'ostinato segretario del governo Viglius van Zwichem;
20 luglio, il p.gen. dà come sue ultime istruzioni per le Fiandre la richiesta presso la regina Margherita di Boemia, così favorevole ai gesuiti, di un intervento presso Filippo II;
30 luglio, p. Ribadeneyra viene invitato ad un pranzo decisivo in casa di Viglius van Zwichem insieme con il conte de Feira e col rettore dell'università di Lovanio Ruard Tapper: il successo è assicurato.
31 luglio, muore il fondatore della Compagnia di Gesù, lasciando i suoi quasi cinquemila membri sparsi per il mondo senza una guida;
15-20, agosto, Filippo II firma la carta che accorda ai gesuiti la loro ammissione nei Paesi Bassi.
Modena, dopo la morte del p.gen. Costanza Pallavicini Cortese [La Cavaliera] collabora ancora con il cardinal Morone alla sistemazione definitiva del collegio.
[vedi Domicilia]
24 ottobre, da Roma p. D. Laínez invia a Firenze a p. Giacomo de Guzmán una lettera particolareggiata sui punti essenziali della direzione spirituale da dare alla duchessa Eleonora Álvarez de Toledo y Zúñiga… preda del demone del gioco;

Bologna, Rettore: p. Francesco Palmio.
Sottoministro è il giovane Tarquinio Rainaldi che, dopo il suo ritorno dalla Spagna, continua gli studi di teologia.
Prima di morire il p.gen., sollecitato da Margherita del Gigli su chi sia di diritto il fondatore del collegio di Bologna, egli risponde: «L'intenzione della sorella di mons Giglio ci sembra santissima. Ma la questione di sapere chi è o non è fondatore si potrà decidere solo quando si sarà stabilito che nessun altro ha dato più di lei.».
Il p. rettore istituisce una commissione di dodici signore (tra cui ovviamente Margherita del Gigli) che si impegnano a provvedere alle spese necessarie; T. del Gigli fa alla casa un dono di trecento scudi e continua a mantenere con il nuovo p. gen. D. Laínez le cordiali relazioni che lo legavano a I. de Loyola. Altrettanto fa la sua cara sorella.
ottobre, all'inizio del mese muore Violante Casali Gozzadini, vedova dal 1531, una delle pie donne bolognesi legate ai gesuiti sin dal lontano 1537 (in particolare a F. Xavier), senza aver fatto testamento in favore della Compagnia di Gesù ma costituendo unico erede il figlio sacerdote. Morendo comunque gli sussurra: «Ti istituisco padre e protettore del collegio di Bologna.».
«segue 1557»

ANNO 1556



1556
Unione Elvetica
Confederazione dei tredici cantoni elvetici:

CATTOLICI
- Uri (1291),
- Schwyz (1291),
- Unterwalden (1291),
- Lucerna (1332),
- Zug (1353),
- Glarus (1353) [in parte],
- Friburgo (1481),
- Soletta (1481).

PROTESTANTI
- Zurigo (1351),
- Berna (1353),
- Glarus (1353) [in parte],
- Basilea (1501),
- Sciaffusa (1501),
- Appenzell (1513).

1556
-




1556
Sacro Romano Impero
Carlo V
Albero genealogico
(Gand 1500 - Yuste, Estremadura 1558)
secondogenito di Filippo d'Absburgo [il Bello] e di Giovanna [la Pazza];
1515-56, principe dei Paesi Bassi;
1516-56, re di Spagna (Carlo I)
1516-54, re di Napoli (Carlo IV);
1519-56, imperatore del Sacro Romano Impero;
prima guerra con la Francia (1521-26);
seconda guerra con la Francia (1526-29);
terza guerra con la Francia (1536-38);
nel 1539 (maggio) è morta la moglie Isabella di Portogallo lasciando la cura dei propri figli ad Eleonora Mascarenhas;
quarta guerra con la Francia (1542-44);
1556
Gennaio
dall'ottobre precedente e nel mese attuale ha abdicato a tutti i suoi domini designando il fratello Ferdinando a succedergli negli stati ereditari d'Austria e lasciando al figlio Filippo II la Spagna, i domini d'Italia e di Fiandra e tutte le colonie;
si ritira a trascorrere gli ultimi anni in sontuoso eremitaggio nei pressi del monastero di S. Geronimo a Yuste in Estremadura.
[dal 1517 sino alla fine del suo regno, ha impegnato un quarto del suo tempo in viaggi, cinquecento giorni nelle campagne militari, duecento navigando; diciassette anni complessivi li ha trascorsi in Spagna, dieci nei Paesi Bassi, nove nell'impero.]


Anton Fugger osa anticipare ancora 600.000 fiorini, per quanto contro minime garanzie, a Filippo II.

REGNO di SPAGNA
[vedi sotto]
REGNO di NAPOLI
[vedi sotto]
Ferdinando I
Albero genealogico
(Alcalá de Henares 1503 - Vienna 1564)
figlio di Filippo d'Absburgo [il Bello] e di Giovanna [la Pazza], fratello minore di Carlo V, fu educato in Spagna;
1521-64, arciduca di Alta e Bassa Austria, Carinzia, Stiria e Carniola
1526-64, re di Boemia e d'Ungheria;
1530-64, re dei romani;
1556-64, imperatore del Sacro Romano Impero;
1556
per rafforzare la chiesa cattolica nei suoi domini chiama i gesuiti anche a Praga;

1556
quinta guerra con la Francia (1552-59):

Febbraio
15
, tregua di Vaucelles con la Francia;




1556
principato di Transilvania
Isabella Jagellona

(† 1559)
vedova di Giovanni Szápolyai († 1540), voivoda di Transilvania e re d'Ungheria;
1540-59, p.ssa di Transilvania;
(per volontà del sultano Solimano [il Magnifico])


1556
-

1556
ducato di Sassonia
Augusto I
Albero genealogico

(Freiberg, Chemnitz 1526 - Dresda 1586)
figlio secondogenito di Enrico [il Pio] e di Caterina di Meclemburgo;
1548, sposa Anna, figlia di Cristiano III di Danimarca;
1553-86, principe elettore di Sassonia;



1556
ducato di Prussia
Alberto di Brandeburgo
Albero genealogico

(Ansbach, Baviera 1490 - Tapiau, Königsberg 1568)
figlio di Federico margravio di Brandeburgo-Ansbach;
1525-68, duca di Prussia; (il primo)


1556
ducato di Württemberg
Cristoforo (o Cristiano) di Württemberg
Albero genealogico

(† 1568)
figlio di Ulrico e di Sabina di Baviera;
1550-68, duca di Württemberg;


1556
ducato di Baviera
Albrecht V [il Magnanimo]
Albero genealogico

(Munich 1528 - Munich 1579)
figlio di Guglielmo IV [il Costante] e di Marie Jakobäa di Baden-Sponheim ;
1546, sposa l'arcid.ssa Anna d’Austria;
1550-79, duca di Baviera;

1556
Mainz [Magonza]








1556
REGNO di POLONIA
Sigismondo II Augusto
Albero genealogico

(† 1572) (s.f.)
figlio di Sigismondo I Jagellone e di Bona Sforza († 1557);
sposa in prime nozze Elisabetta d’Absburgo († 1545);
sposa in seconde nozze Barbara Radziwillówna (1520-1551)
[forse avvelenata da Bona Sforza]
sposa in terze nozze Caterina d’Absburgo († 1572)
[sorella di Elisabetta]
1548-72, re di Polonia e granduca di Lituania;
sposa in seconde nozze Bona Sforza († 1557), figlia di Gian Galeazzo duca di Milano;

 

1556
-

Nella dieta di Petrikau la nobiltà riesce a far decretare che ogni nobile abbia il diritto di accogliere nella propria casa quel culto che meglio crede.
Il re concede poi il libero esercizio della religione anche a varie città come Danzica ed Elbingen.






1556
IMPERO OTTOMANO
Solimano [il Magnifico]
Albero genealogico

(1494 - 1566)
figlio di Selim I;
1520-66, sultano;
1534-35, prima campagna militare contro i Safawidi di Persia;
1548-49, seconda campagna militare contro i Safawidi di Persia;
nel 1550 ha annesso Buda;
nel 1553, spinto da Rosselana, fa strangolare il figlio primogenito Mustafà (avuto da un'altra concubina);
1555, terza campagna militare contro i Safawidi di Persia;




Gran Visir
-
1556
dal 1533 Khayr al-Din [Barbarossa] è diventato ammiraglio in capo (kapudan pasa - grande ammiraglio) della marina ottomana che si batte contro la marina imperiale spagnola.














1556
REGNO di FRANCIA
Enrico II
Albero genealogico
(Saint-Germain-en-Laye 1519 - Parigi 1559)
secondogenito di Francesco I;
1533, sposa Caterina de' Medici che non avrà alcuna influenza negli affari dello stato;
1536, dopo la morte del fratello Francesco diventa delfino;
1547-59, re di Francia;
nel 1552 ha occupato Metz, Toul e Verdun che da tale data rimangono nell'orbita francese;

Primo ministro
[Sovrintendente delle Finanze]
André Guillart
(1552 - 1556)
Jean d'Avançon
(1556 - 1559)
Cancelliere-Guardasigilli
Jean Bertrand
signore di Frazin
(1551 22 mag - 10 lug 1559)
Segretario di stato agli Affari Esteri
Claude de l’Aubespine
signore d’Hauterive
(1547 1° apr - 8 lug 1567)
 
1556
tregua di Vaucelles, presto rotta dalle intenzioni bellicose dei Guisa e dal miraggio della conquista di Napoli;

1556
REGNO di NAVARRA
Giovanna III d'Albret
Albero genealogico

(Pau 1528 - Parigi 1572)
figlia di Enrico II d'Albret e di Margherita di Valois, sorella di Francesco I;
1541, sposa Guglielmo di Cleve (le nozze vengono poi annullate);
1548, sposa Antonio di Borbone;
1553, nasce il suo figlio Enrico (futuro Enrico IV);
1555-72, regina di Navarra;
1556
convertitasi al calvinismo lo impone nel suo regno e al figlio;

1556
-

 
1556
ducato di Lorena e di Bar
Carlo III (o II) [il Grande]
Albero genealogico

(1542 - 1608)
figlio di François I e di Christine di Danimarca;
1545-1608, duca di Lorena e di Bar;
sotto la tutela della madre e dello zio;
1548-50, il breve scontro con l'Inghilterra si conclude con l'acquisto di Boulogne da parte della Francia;

1556
-

 
1556
Paesi Bassi
Filippo II [il re prudente]
Albero genealogico

[vedi Filippo II]
1556-98, principe dei Paesi Bassi;
[Olanda, Brabante, Limbourg, Fiandre e Hainaut]


Governatrice
-

1556
-



 



1556
REGNO d'INGHILTERRA e d'IRLANDA
Maria [la Cattolica] o [la Sanguinaria]
Albero genealogico
(Greenwich 1516 - Londra 1558)
figlia di Enrico VIII e di Caterina d'Aragona;
riceve un'educazione profondamente cattolica dalla madre e viene promessa in sposa sin dalla tenera età al figlio di Francesco I di Francia e poi allo stesso imperatore Carlo V;
1536, solo ora, dopo la condanna a morte di Anna Bolena, rientra nelle grazie del padre previo atto di sottomissione (su consiglio di Thomas Cromwell) nel quale riconosce il monarca capo supremo della chiesa d'Inghilterra e ripudia l'autorità del papa;
1544, ottiene il riconoscimento dei suoi diritti di successione al trono d'Inghilterra dopo il principe Edoardo e ogni altro figlio legittimo eventualmente nato al re;
1553-58, regina d'Inghilterra;
nel 1554, quando ha annunciato il proprio matrimonio con Filippo II di Spagna, si è fatta palese la sua volontà di restaurazione cattolica;



1556
Marzo
21
, viene giustiziato:
. Th. Cranmer, ex vescovo di Canterbury [aveva pronunciato l'annullamento del matrimonio tra Enrico VIII e Caterina d'Aragona e portato a termine la rottura definitiva con il potere papale di Roma];


IRLANDA
-
-
-
-

1556
«segue da 1541» la regina inglese attua la prima plantation nel Leix e nell'Offaly dove due terzi delle terre vengono confiscate ai capi irlandesi e ridistribuite a coloni inglesi e scozzesi;

a

1556
REGNO di SCOZIA
Maria [Stuarda]
Albero genealogico

(Linlithgow, Edimburgo 1542 - Fotheringhay, Northamptonshire 1587)
figlia di Giacomo V e di Maria di Guisa;
1542-67, regina di Scozia;
sotto la reggenza della madre;
dal 1548 vive in Francia dove viene educata;.



1556
-


a


1556
REGNO di DANIMARCA e di NORVEGIA
Cristiano III
Albero genealogico
(Gottorp, Schleswig-Holstein 1503 - Koldinghus, Vejle 1559)
figlio di Federico I e di Anna di Brandeburgo;
1534-59, re di Danimarca e di Norvegia;



1556
-
NORVEGIA
1556
-
ISLANDA
1556
-

1556
REGNO di SVEZIA
Gustavo I Vasa
Albero genealogico
(Lindholm 1496 ca - Stoccolma 1560)
figlio di Erik Vasa;
1523-60, re di Svezia; (convertito al luteranesimo)





1556
-



1556
ducato di Finlandia
Giovanni III Vasa
Albero genealogico
(Stegeborg 1537 - Stoccolma 1592)
figlio di Gustavo I e di Margherita Lauenhaupt;
1556-92, duca di Finlandia;



1568-92, re di Svezia;





1556
-









1556
REGNO di PORTOGALLO
Giovanni III [il Pio]
Albero genealogico

(Lisbona 1502 - 1557)
primogenito di Emanuele I e di Maria, figlia dei sovrani spagnoli Ferdinando e Isabella;
1521-57, re di Portogallo;
nel 1525 (febbraio), a Salamanca, ha sposato la p.ssa Catarina di Spagna, 18enne, sorella dell'imperatore Carlo V;
nel 1536 ha introdotto l'inquisizione in Portogallo;




1556
-
a

1556
REGNO di SPAGNA
Filippo II [il re prudente]
Albero genealogico
(Valladolid 1527 - Escorial, Madrid 1598)
primogenito di Carlo V e di Isabella di Portogallo;
1539, muore la madre;
1540-98, duca di Milano;
dal 1543 è reggente della Castiglia e dell'Aragona, dal 1545 è vedovo e dal 1548 si trova presso il padre a Bruxelles;
nel 1550 ha fatto ritorno in Spagna;
nel 1551 ha ricevuto il giuramento del regno di Navarra;
1554-98, re di Napoli e di Sicilia (Filippo I);
dopo l'incoronazione ricevuta dal padre, ha lasciato la Spagna per sposare la regina d'Inghilterra Maria Tudor;
1556-98, re di Spagna;
con l'abdicazione del padre riceve la successione a tutti i suoi domini: Spagna, Sardegna, Napoli, Sicilia, Milano, Stato dei Presidi, Paesi Bassi, Franca Contea e le terre d'America, [tranne il titolo imperiale e i paesi austriaci lasciati invece a Ferdinando I], cominciando così la sua attività di sovrano del tutto autonomo;



1580-98, re di Portogallo;

Reggente
Giovanna di Spagna
(1554 12 lug - 1559)

1556
la reggente, assieme a sua sorella Maria, ottiene la partecipazione ai beni spirituali dell'Ordine dei gesuiti; un'altra prova del rigoroso segreto osservato sulla sua ammissione che in sé avrebbe reso superflua la comunicazione;
essa interviene con autorità sovrana e regale nella persecuzione scatenata contro i gesuiti di Saragozza dove il popolo sfila con stendardi che rappresentano i padri circonodati da demoni e va ad infrangere i vetri degli "ignaziani". Le lettere akl'arcivescovo e lal viceré di Saragozza sono tra lepiù severe dei suoi documenti politici. Con rispettosa inflessibilità sa pure difedere i gesuiti contro gli attacchi del grande domenicano Melchior Cano!
Febbraio
intanto p. Francesco Borgia, nei lunghi colloqui con l'imperatore a Jarandilla e a San Yuste, riesce ad indurre il monarca, stanco del mondo, a migliori disposizioni verso il nuovo Ordine;
da Simancas egli può ora scrivere a I. de Loyola che la reggente ha promesso che, al ritorno di suo padre e di suo fratello in Spagna, si farà "predicatrice" presso di loro al fine di ottenere il sano ristabilimento dell'ordine in certe cose [cioè lo sforzo del p.gen. di mettere piede nelle Fiandre].
La reggente, oltre a versare tremila scudi per la fondazione di un collegio a Valladolid, invia lettere all'imperatore che soggiorna ancora nelle Fiandre e a sua sorella Maria per far progredire la faccenda di Lovanio.









1556
ducato di SAVOIA
Emanuele Filiberto [Testa di Ferro]
(Chambéry 1528 - Torino 1580)
figlio di Carlo III [il Buono] e di Beatrice di Portogallo;
1536-80, principe di Piemonte;
1538-80, conte d'Asti;
1553-80, conte di Aosta, Maurienne e Nizza;
1553-80, duca di Savoia;
1553-80, re di Cipro e Gerusalemme (titolare);
nel 1553 è stato nominato luogotenente generale e comandante supremo dell'esercito spagnolo in Fiandra;
1556
governatore dei Paesi Bassi;

 

1556
-



1556
REPUBBLICA DI GENOVA
[Denominazione ufficializzata nel 1528 per iniziativa di Andrea Doria]
Agostino Pinello Ardimenti
Albero genealogico

(? - ?)
figlio di
1555 4 gen - 4 gen 1557, doge di Genova;


1556
-



1556
ducato di Milano

dal 1535 il ducato,
come previsto dal congresso di Bologna,
è stato devoluto all'impero [in pratica agli Absburgo].



Filippo II [il re prudente]
Albero genealogico

(Valladolid 1527 - Escorial, Madrid 1598)
primogenito di Carlo V e di Isabella di Portogallo;
1539, muore la madre;
1540-98, duca di Milano;
1554-98, re di Napoli e di Sicilia (Filippo I);
1556-98, re di Spagna;



1580-98, re di Portogallo;



– vedi Spagna –

 

1556
-



1556
ducato di Mantova
Guglielmo I
Albero genealogico
(1538 - 1587)
figlio di Federico II e di Margherita Paleologo, e fratello di Francesco III;
1550-87, duca di Mantova e marchese del Monferrato;



1574-87, 1° duca del Monferrato;



1556
-
a

1556
REPUBBLICA DI VENEZIA
"La Serenissima"
Francesco Venier

(Venezia 1489 - Venezia 2 giu 1556)
figlio di Giovanni e di Maria Loredan;
1554-56, doge di Venezia; [81°]


Lorenzo Priuli

(Venezia 1489 - Venezia 17 ago 1559)
figlio di Alvise e di Chiara Lion;
fratello di Girolamo, futuro doge;
sposa Zilia Dandolo che gli dà un solo figlio;
1556
Giugno
14
, viene eletto doge.
1556-59, doge di Venezia; [82°]


- nunzio pontificio:
. Filippo Archinto (1554 - 1556)
. Antonio Trivulzio (1556 - 1557)
- ambasciatore di Spagna: ? (? - ?)
1556
Giugno
7
, Il Maggior Consiglio modifica in maniera definitiva la procedura (già perfezionata due anni prima) per l'elezione dei "Tre Savi sopra eresia", attribuendo al Collegio anche la designazione di uno dei due Savi di nomina ducale.
[Questa correzione non avrà però mai attuazione pratica e la scelta rimarrà nelle mani del doge e del Collegio fino al 1595, quando passerà al Senato.]
[Paul F. Grendler, L'Inquisizione Romana e l'Editoria a Venezia 1540-1605, Il Veltro Editrice, Roma 1983]

Dicembre
Venezia, una nuova proposta di escludere i "papalisti" dalle deliberazioni del Senato in materia di rapporti con Roma passa con la quasi totalità dei consensi:
- 24 sì, 1 no e 1 astensione.
[Molto probabilmente la fama di antiveneziano di papa Paolo IV ha avuto probabilmente un peso sulla votazione.]
Da questo momento (e ancora per 45 anni) i "papalisti" devono abbandonare il Senato o il Consiglio dei Dieci quando si devono discutere argomenti di politica ecclesiastica. La Sede Apostolica è un altro Stato e i parenti degli ecclesiastici curiali non possono essere persone fidate.

Alla Giudecca, presso la chiesa di S. Maria Maddalena esiste un monastero di "convertite" (iniziato da un gruppo di prostitute convertite ospitate all'Ospedale degli Incurabili) che proprio quest'anno viene sottoposto alla giurisdizione del patriarca, anche se a farne da padrone, oltre che essere confessore è un prete della Val Camonica, Giovan Pietro Leon, che ne ha fatto il proprio harem.
I Provveditori sopra beni inculti diventano magistratura permanente.




1556
ducato di Ferrara, Modena e Reggio
Ercole II d'Este
Albero genealogico

(Ferrara 1508 - 1559)
figlio di Alfonso I e di Lucrezia Borgia;
1528, Parigi, sposa Renée d’Orléans († 1575) duchessa di Chartres, figlia di re Louis XII, di inclinazioni calviniste;
[gli porta in dote il ducato con altri domini, ricevuti in pegno nel 1528 da Philippe IV [il Bello] re di Francia]
1534-59, duca di Ferrara, Modena e Reggio;


 
1556
-

 
1556
ducato di Firenze
Cosimo I de' Medici
Albero genealogico

(Firenze 1519 - Villa di Castello, Firenze 1574)
figlio di Giovanni [dalle Bande Nere] (ramo dei "popolani") e di Maria Salviati;
1537-69, duca di Firenze;
nel 1539 ha sposato Eleonora Álvarez de Toledo y Zúñiga († 1562);



1569-74, granduca di Toscana;

1556
-

 

1556
REPUBBLICA DI S. MARINO
[Repubblica del Titano]
Il più antico Stato indipendente d'Europa
1556

«segue da 1549»

Guidobaldo II Della Rovere, duca d'Urbino, la salva dalla minacciata occupazione di Paolo IV;

«segue 1739»



1556
ducato di Urbino
Guidobaldo II
Albero genealogico
(Pesaro 1514 - 1574)
figlio di Francesco Maria I Della Rovere e di Eleonora Gonzaga;
1538-74, duca di Urbino;
1538-39, duca di Camerino;
nel 1548 ha sposato Vittoria Farnese;
dal 1553 è capitano generale della chiesa;
dal 1555 è prefetto di Roma;





 
1556
-



1556
REGNO di NAPOLI e di SICILIA
Filippo II [il re prudente]
Albero genealogico

(Valladolid 1527 - Escorial, Madrid 1598)
primogenito di Carlo V e di Isabella di Portogallo;
1539, muore la madre;
1540-98, duca di Milano;
1554-98, re di Napoli e di Sicilia (Filippo I);
dopo l'incoronazione ricevuta dal padre, ha lasciato la Spagna per sposare la regina d'Inghilterra Maria Tudor;
1556-98, re di Spagna;



1580-98, re di Portogallo;



– vedi sopra –


NAPOLI
Viceré
-
Nunzio apostolico
-

1556
-


SICILIA
Viceré
-
1556
Filippo II rimaneggia l'organizzazione amministrativa, abolendo le cariche di Gran Cancelliere, di Gran Giustiziere e Gran Cameraro, organi della costituzione normanna, e sostituendole con i presidenti della Gran Corte, del Concistooi e del Patrimonio dipendenti direttamente dal Vicerè.
Sostiene l'autorità del Vicerè limitando invece quella del Tribunale dell'Inquisizione mentre si oppone alle pretese della Curia papale che intende sopprimere la Legatia apostolica, privilegio del Regno. Migliora le disposizioni di Alfonso V circa le prerogative del Vicerè, stabilendo che:
- non possa essere un Siciliano,
- rimanga in carica tre anni assistito da un Consultore di nomina regia e da un Regio Consiglio.
Al Vicerè spetta, oltre tutte le mansioni tradizionali, anche l'emanazione delle prammatiche, sottratte defintivamente al Parlamento che viene convocato ogni quattro anni per deliberare sui donativi.
Il Parlamento sarà invece più volte riunito per chiedere ad esso sempre nuove contribuzioni indispensabili per fronteggiare le innumerevoli spese delle guerre spagnole.
La conseguenza è un sempre maggiore depauperamento della Sicilia il cui stato di grave indigenza e malessere nel popolo fa insorgere il fenomeno del banditismo.
Tra i Vicerè del periodo: Don Garzia di Toledo e Marc'Antonio Colonna.





Boccalini, Traiano (Loreto, Ancona 1556-Venezia 1613) scrittore italiano;
1584, dopo gli studi a Perugia e a Padova, si stabilisce a Roma dove gode della protezione di Gregorio XIV e dei suoi successori; funzionario pontificio, è governatore in diverse piccole città dello stato della chiesa, finché non cade in disgrazia per la sua amicizia con P. Sarpi;
1612, sia per questa amicizia, sia per l'avversione all'alleanza politico-religiosa della chiesa con la monarchia di Spagna, che egli odia, giudica prudente trasferirsi a Venezia dove però muore improvvisamente;
Ragguagli di Parnaso (1612, I centuria; 1613, II centuria; 1615, postumo, III centuria (29 ragguagli) col titolo, non suo, di Pietra del paragone politico)
[Dando fastidio ai prìncipi e alla Chiesa, l'opera viene messa all'Indice. Del resto l'autore medesimo ritiene che la censura – almeno quella di Stato – è «una saggia massima di ragion di Stato» e «ritratto e scudo d'ogni buon governo», poiché la «libertà di scrivere e di stampare» che «si trova in Francia et in Germania» ha condotto quei popoli a «travagli grandissimi e forse originati da le penne degli scrittori e dalle stampe».]
Commentarii sopra Cornelio Tacito (1669, postumo; l'opera fa di lui l'esponente più autorevole del "tacitismo").

Brouart, François o Béroalde de Verville (Parigi 1556-Tours 1629 ca) scrittore francese;
Les aventures de Floride (1594-1601, Le avventure di Floridio)
Le moyen de parvenir (1610, Il mezzo per arrivare).

Du Perron, Jacques Davy (Saint-Lô, Normandia 1556-Parigi 1618) ecclesiastico e scrittore francese;
Oraison funèbre (1586, Orazione funebre, in onore di Ronsard).

Peele, George (Londra 1556-m. 1596) poeta e drammaturgo inglese
The Arraignment of Paris (1583, Giudizio di Paride)
Edward I (1583, Edoardo I)
The Old Wives's Tale (1595, Il racconto delle comari)
David and Bethsabe (postumo 1599, Davide e Betsabea)
Raccolta di rime scherzose (postumo, 1607).

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«segue da 1555»
1556,
«segue 1557».

Congregazione cardinalizia dell'inquisizione

«segue da 1555»
1556
Luglio
13
, interrogato nelle carceri del Sant'Uffizio, don Lorenzo Davidico, inquisitore e inquisito, che nei primi anni Cinquanta ha avuto modo di frequentare la residenza romana di R. Pole, riferisce che A. Priuli, inseparabile amico dell'inglese, era solito far ricorso a «revelationi et constellationi per sapere il successo del papato circa il cardinale suo»…
31, il nunzio a Bruxelles G. Muzzarelli implora il card. S. Rebiba – che lo sostituirà tra poco – di ottenere dal papa «la liberattione da questo nunciato», da lui definito un «inferno»;
Agosto
14
, G. Muzzarelli viene richiamato ufficialmente: il suo rientro a Roma è accompagnato dalle accuse e dagli insulti di tutti i Carafa e dei loro alleati, che lo apostrofano con epiteti come «tristo palese» e «frate porco».
«segue 1557».

 

Pléiade

«segue da 1549»
1556, P. Ronsard, massimo esponente della scuola,  adotta per la prima volta il termine che deriva dalla «Pleiade  alessandrina».

 

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