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Papa
Paolo V

(1605-1621)

 

Gesuiti

«segue da 1619»
[generale:
. Muzio Vitelleschi (1615-?)]
1620, Venezia, da un'indagine fatta fare dalla curia tra i membri del senato per verificare quanti dei senatori siano favorevoli o favorevolissimi, contrari o contrarissimi al ritorno della Compagnia, risulta su 179:
- 93 favorevoli,
- 44 contrari,
- 42 incerti,
per cui il numero dei favorevoli risulta assolutamente insufficiente per la revoca del bando (è prevista la decisione del senato all'unanimità).
[Degno di nota è che i contrarissimi (tra cui Nicolò Contarini) sono più dei favorevolissimi.]
«segue 1621»

Opera delle "Cittelle"

«segue da 1588»
1620, Venezia, Giudecca, mentre si pensava di raggiungere il numero di 260 "cittelle" il loro numero invece si è ridotto a 140;

«segue 1740»

Ugonotti

«segue da 1615»
1620, la questione di Béarn (le cui autonomie politico-religiose sono state cancellate manu militari a favore ella centralizzazione monarchica), dà il via con Luigi XIII alla prima campagna del Midi contro gli ugonotti;
«segue 1621»

chiesa boema

«segue da 1609»
1620, dopo la sconfitta della Montagna Bianca (guerra dei trent'anni) il prevalere delle forze cattoliche ne compromette l'esistenza e gli adepti sono costretti ad emigrare;
«segue 1918»

America

A bordo del veliero Mayflower, centodue coloni, 35 dei quali sono i Padri Pellegrini puritani, sbarcano sulle coste della Nuova Inghilterra. Saranno poi seguiti da altri puritani, battisti, anabattisti che via via fonderanno il Delaware, il New Jersey, lo Stato di New York, il Massachusetts, il Rhode Island, il Connecticut, il New Hampshire.
L'appassionata sete di ricerca tipica del Cristianesimo delle origini sta alla base di tutte queste sette non conformiste e dei movimenti religiosi che sono protagonisti di questo nuovo capitolo della storia americana.
Il Protestantesimo nel suo insieme, infatti, appare come una incessante dialettica tra le Chiese stabilite (luterane, riformate e anglicane), sostenute dalla classe dominante e le sette spiritualiste, che trovano per lo più i propri seguaci negli strati più umili e che agitano un ideale di una ristretta società di credenti che cercano di attuare in tutto il suo rigore l'ideale della morale evangelica.
Le sette non conformiste rappresentano un ideale democratico, pacifista, anti-autoritario, nettamente autonomistico, che nel giro di 150 anni riceverà la propria consacrazione negli Stati Uniti d'America.
[Del viaggio della Mayflower ne dà conto la Mourt's Relation, scritta a più mani. E c'è un contrasto con gli anglicani di Thomas Morton accusati dai "pellegrini" di praticare "folli baccanali". Morton dà la sua versione dei fatti nel suo English Canaan (1637).]


 

 

 

ANNO 1620

Massimiliano I di Wittelsbach (Monaco di Baviera 1573-Ingolstadt 1651) Albero genealogico
figlio di Guglielmo V e di Renata di Lorena;
1597-1623, duca di Baviera;
1619-20, nelle lotte contro l'insurrezione ceca, la "Lega cattolica" fa trionfare gli interessi degli Absburgo sconfiggendo l'esercito ceco nella battaglia della Montagna Bianca, presso Praga;
1623-51, primo principe elettore di Baviera e depositario dell'Alto Palatinato;

Giovanni Giorgio I (Dresda 1585-1656) Albero genealogico
figlio di Cristiano I e di Sofia di Brandeburgo;
1611-56, principe elettore di Sassonia;
1618-23, guerra dei trent'anni (periodo boemo palatino);
1620, accordo di Mulhouse: pur essendo di religione luterana, appoggia Ferdinando II contro il calvinista Federico V del Palatinato ricevendone in cambio garanzie sull'inviolabilità dei propri territori;

Federico V (Amberg 1596-Magonza 1632) Albero genealogico
figlio di Federico IV e di Luisa d'Orange;
1610-23, elettore del Palatinato;
1619-20, re di Boemia;
1620, rimasto isolato, viene sconfitto dalle truppe imperiali alla Montagna Bianca e messo al bando dall'impero;

Repubblica delle Province Unite
[sette province settentrionali]

Maurizio (Dillenburg, Nassau 1567-L'Aia 1625) Albero genealogico
secondogenito di Guglielmo il Taciturno e di Anna di Sassonia;
1584-1625, statolder di Olanda, Zelanda e Utrecht;
[presidente del Consiglio di Stato.]
tregua di Anversa (1609-20): tra Olanda e Spagna;
1618-25, conte di Nassau;
1618-25, principe di Orange;
[alla morte del fratello maggiore Filippo Guglielmo.]
1620,

Paesi Bassi
[dieci province meridionali]

Alberto d'Absburgo († 1621) Albero genealogico
figlio dell'imperatore Massimiliano II e di Maria di Spagna († 1603), figlia di Carlo V - 15 figli;
arciduca d'Austria;
1599-1621, governatore dei Paesi Bassi;
[dopo aver sposato
Isabella Clara Eugenia figlia di Filippo II ed erede dei Paesi Bassi.]

 

segue

Ferdinando II (Graz 1578-Vienna 1637) Albero genealogico
figlio di Carlo d'Absburgo duca di Stiria e di Maria Anna di Baviera;
1596-1637, duca di Stiria e di Tirolo;
1617-37, re di Boemia;
1618-37, re d'Ungheria;
1619-37, imperatore del Sacro Romano Impero;
1620, 8 novembre, piega i ribelli boemi con la battaglia della Montagna bianca, procede ad una spietata germanizzazione e ricattolicizzazione dela Boemia, con esecuzioni capitali e confische;

Sigismondo III Vasa (Stoccolma 1566-Varsavia 1632) Albero genealogico
figlio di Giovanni III di Svezia e di Caterina Jagellona, sorella di Sigismondo II Augusto;
1587-1632, re di Polonia;
1592-1604, re di Svezia;

segue

Michele III Romanov (n. 1596-Mosca 1645) Albero genealogico
figlio del boiaro Fëdor Nikitic Romanov (futuro patriarca di Mosca col nome di Filarete) e di Maria Ivanovna della stirpe dei Rjurik;
1613-45, zar di Russia;
1619-33, il vero protagonista della politica nazionale è in realtà il padre (Patriarca Filarete) che ha riunificato nella sua persona potere temporale e potere ecclesiastico;
è in questo periodo che si vanno costituendo le grandi proprietà terriere dei nobii, fondate sul lavoro dei servi della gleba;

Cristiano IV (Frederiksborg 1577-Copenaghen 1648) Albero genealogico
figlio di Federico II e di Sofia di Mecklenburg;
1588-1648, re di Danimarca e di Norvegia;

1618-48, guerra dei trent'anni;

Gustavo II Adolfo (Stoccolma 1594-Lützen, Lipsia 1632) Albero genealogico
figlio di Carlo IX e di Cristina di Holstein-Gottorp;
1611-32, re di Svezia;

segue

Luigi XIII (Fontainebleau 1601-Saint-Germain-en-Laye 1643) Albero genealogico
figlio di Enrico IV e di Maria de' Medici;
1610-43, re di Francia e di Navarra;
- primo ministro: duca di Luynes (1617-21);
1620,

segue

Giacomo VI (Edimburgo 1566-Londra 1625) Albero genealogico
figlio di lord Henry Stuart Darnley e di Maria Stuarda;
1567-1625, re di Scozia;
1603-25, re d'Inghilterra (Giacomo I);

dal 1500 al 1620 la popolazione inglese è raddoppiata mentre gli abitanti di Londra sono saliti da 70-80.000 a 250.000;



segue

Filippo III (Madrid 1578-1621) Albero genealogico
figlio di Filippo II e della sua quarta moglie Anna d'Austria;
1598-1621, re di Spagna;
1620, guerra dei trent'anni: accanto agli Absburgo;

segue

Antonio Priuli (?)
1618-23, doge di Venezia;

Carlo Emanuele I (Rivoli 1562-Savigliano 1630) Albero genealogico
figlio di Emanuele Filiberto "Testa di Ferro" e di Margherita di Angoulême;
1580-1630, principe di Piemonte
conte di Aosta, Maurienne e Nizza
duca di Savoia
;
1580-1630, re di Cipro e Gerusalemme (titolare);
1588-1630, marchese di Saluzzo;

Ferdinando I (1587-1626) Albero genealogico
figlio di Vincenzo I e di Eleonora de' Medici († 1611), e fratello di Francesco IV;
1605-15, cardinale [rinuncia];
1612-26, duca di Mantova e del Monferrato;
1615, sposa Camilla (1589-1662), figlia di Bruno Faa; [matrimonio morganatico, segreto; ripudiata 1616]
1617, sposa Caterina de' Medici († 1629).

Cesare d'Este (Ferrara 1562-Modena 1628) Albero genealogico
figlio di don Alfonso, un bastardo di Alfonso I, legittimato dall'imperatore ma non riconosciuto dalla corte di Roma;
1597-98, duca di Ferrara;

1597-1628, duca Modena e Reggio;
dal gennaio 1598 risiede a Modena dove ha portato con sé l'archivio, il museo e la biblioteca estense;

Cosimo II de' Medici (Firenze 1590-1621) Albero genealogico
figlio del duca Ferdinando I e di Cristina di Lorena;
1608, sposa Maria Maddalena d'Austria;
1609-21, granduca di Toscana;
condizionato dalla madre e dal ministro Belisario Vinta;

Francesco Maria II della Rovere (n. 1548-Casteldurante, oggi Urbania, Urbino 1631) Albero genealogico
figlio di Guidobaldo II e di Vittoria Farnese ;
1574-1631, duca di Urbino;

 

segue

 

 

 

– Avvakum, Petrovic (Grigorovo, Niznij, Novgorod 1620/21-Archangel'sk, Pustozersk 1682) scrittore russo, il primo ad utilizzare nella letteratura russa antica il linguaggio parlato per conseguire più efficaci effetti espressivi;
umile prete di campagna, si schierò contro Nikon, patriarca della chiesa ortodossa che aveva bandito la revisione dei testi sacri e il rinnovamento del rituale in conformità ai modelli della chiesa greca, e venne così esiliato in Siberia; 
1666-67, tornato a Mosca dopo la  morte di Nikon, viene considerato eretico dal sinodo; tale decisione sancisce definitivamente lo scisma e da questo momento i suoi seguaci sono chiamati "vecchi credenti" e considerati eretici;
Vita del protopop Avvakum raccontata da lui stesso (1672-75, autobiografia)
1682, aprile, esiliato a Pustozersk, è bruciato sul rogo;
Lettere.

Cinq-Mars, Henri Coiffier de Ruzé marchese di (1620-Lione 1642) nobile francese, introdotto a corte da Richelieu e assegnato al seguito di Luigi XIII, per spiare il sovrano e allontanarlo dall'amante Marie de Hautefort;
favorito dal re, ma contrastato dallo stesso e da Richelieu nel suo amore per Maria Gonzaga-Nevers (destinata in sposa al futuro re di Polonia Ladislao IV), si lascia attrarre dall'amico François de Thou nel complotto, appoggiato dalla Spagna, di Gastone d'Orléans e del duca di Bouillon contro Richelieu; scoperta la  trama per la delazione dell'Orléans, Cinq Mars e de Thou vengono giudicati a Lione da una corte di parlamentari di Grenoble e decapitati il 12 settembre 1642.
Alla sua figura è ispirato l'omonimo romanzo storico di A. de Vigny (1826).

d'Amalfi, Tommaso Aniello detto Masaniello (Napoli 1620-1647) agitatore politico napoletano, eroe popolare; simbolo di libertà nel suo secolo e dopo, non ebbe tuttavia la consapevolezza politica attribuitagli in seguito; 
garzone di pescivendolo nel popolare quartiere del Mercato, imprigionato più volte per le sue proteste e per contrabbando di pesce, conosce in carcere M. Vitale, un seguace di G. Genoino, e poi il Genoino stesso, già protagonista dei tumulti antinobiliari napoletani del 1620 e fautore di una riforma del governo cittadino che attribuisse alla parte "popolare" peso paritetico di voti nei confronti delle "piazze nobiliari"
1647, 7 luglio, una semplice dimostrazione di protesta, da lui capitanata, contro nobili e speculatori, per una gabella da poco imposta sulla frutta sfocia in una rivolta generalizzata; 16 luglio, viene assassinato da sicari del viceré di Napoli duca d'Arcos nella chiesa del Carmine dove si è rifugiato.

– Evelyn, John (Wotton House, Surrey 1620-1706) scrittore inglese;
? di Gabriel Naudé (1661, traduzione in inglese di Advis pour dresser una bibliothèque del 1627)
Sylva (1664, sulla difesa e incremento del patrimonio)
Navigazione e commercio (1674)
Diario (postumo, 1818 che abbraccia il periodo 1640-1706) .

– Frugoni, Francesco Paolo (Genova 1620 ca-Venezia 1684 ca) scrittore italiano
La guardinfanteide (1643)
L'innocenza riconosciuta (1653)
Ritratti critici (1669)
L'eroina intrepida (1673)
L'Epulone (1675)
Il cane di Diogene (postumo, 1689).

– Lenclos, Anne de o Ninon de Lenclos (Parigi 1620-1705) gentildonna francese, colta e affascinante (tra i suoi amori: il Gran Condé), tenne a Parigi un celebre salotto, frequentato dalle maggiori personalità del tempo: Racine, Boileau, La Rochefoucauld, Fontenelle, Molière
La coquette vengée (1659, La civetta vendicata)
Epistolario (pubblicato solo nel 1881).

Mariotte, Edme (Digione 1620 ca-Parigi 1684) fisico e naturalista francese, precursore della scienza sperimentale in Francia, priore dell'abbazia di Saint-Martin-sous-Beaume presso Digione, uno dei primi membri della Académie Royale des Sciences; da cui la "legge di Boyle e Mariotte";
1668, scopre l'esistenza del punto cieco dell'occhio;
Sulla natura dell'aria (1676, discussione della legge sucitata, formulata nel 1671 da R. Boyle)
Trattato della percussione o dell'urto tra i corpi (scritti che, pur non presentando risultati originali, contengono precise dimostrazioni sperimentali dei risultati ottenuti da Galielo, E. Torricelli, Ch. Huygens)
Trattato di logica (1678).

– Morsztyn, Jan Andrzey (Chorzelow 1620-Parigi 1693) poeta polacco, gentiluomo alla corte del re Giovanni Casimiro e sostenitore della politica filofrancese, divenne segretario di Luigi XIV; fu anche autore di eleganti traduzioni di opere di Tasso, Marino e Corneille
La lira (1638-60, postumo 1875)
La canicola o Stella del cane (1647)
1683, denunciato per attività sovversiva, si rifugia in Francia.

Picard, Jean (La Flèche 1620-Parigi 1682) astronomo e geodeta francese, sacerdote, ebbe la cattedra di astronomia al Collège de France, succedendo a P. Gassendi;
1669-70, per incarico dell'Académie des Sciences di Parigi, di cui è membro, esegue la misurazione del grado di meridiano fra Amiens e Malvoisine; tale misura rimane per oltre un secolo fra le più esatte tanto da essere utilizzata anche da I. Newton per valutare la forza che trattiene la Luna nella sua orbita (e quindi per verificare la teoria della gravitazione);
1673, direttore dell'Osservatorio di Parigi di cui ha contribuito alla fondazione.

– Zrinyi, Miklôs Subic (Ozalj 1620-Csáktornya, oggi Cakovec 1664) uomo politico e poeta ungherese, discendente da una nobile famiglia croata;
1626, perde il padre, fatto avvelenre, sembra, da A. von Wallenstein; sotto la tutela del cardinale P. Pázmány, compie i primi studi alle scuole dei gesuiti, in varie città, tra cui Vienna;
1636-37, si perfeziona in Italia dove ha occasione di conoscere Urbano VIII; tornato in patria, si ritira nelle sue terre confinanti con le province in mano ai turchi contro i quali conduce una guerriglia costante e coronata da successi; il suo programma di unificazione del paese trova però l'ostilità degli Asburgo; egli offre allora i suoi servizi a Venezia e finisce con l'accostarsi al principe d Transilvania G. Rákóczy;
1647, bano di Croazia;
Trattatello militare (1647)
L'assedio di Szigeti (1651, poema epico, pubblicato assieme a liriche d'amore col titolo Sirena del mare Adriatico)
Meditazione sulla vita di re Mattia (re Mattia Corvino)
Rimedio contro il veleno turco (1660-61)
1663, viene proclamato dagli ufficiali capo delle armate imperiali al posto di R. Montecuccoli e riesce, in tale veste, ad arginare l'offensiva dei turchi;
1664, non più come capitano generale, ottiene contro i turchi una vittoria brillante; la sua fama e le sue relazioni internazionali (fra l'altro si lega a Luigi XIV) irritano la corte di Vienna; un misterioso incidente di caccia pone fine alla sua esistenza.

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«segue da 1619»
1620,
Francia
Luigi XIII (privo in ogni caso della munificenza e della curiosità intellettuale del suo antenato Francesco I) fonda al Louvre una stamperia privata;
«segue 1621»

Uscita dei giornali

«segue da 1619»
1620
Amsterdam, gli stampatori olandesi pubblicano anche corantos in francese e in inglese.
Anversa, lo stampatore belga Abraham Verhoe è il primo a introdurre illustrazioni come normale attrattiva dei "fogli di notizie". L'indice del suo «Nieuwe Tijdinghen» è adorno di semplici silografie.
«segue 1621»

Guerra dei Trent'anni
[1618-1648]
1618-23
periodo boemo palatino

1620, 
il primo passo politico della "Confederazione bohemica" è un errore: essa sceglie infatti come re Federico V uomo influenzabile ed estraneo alla realtà del paese; ciò contribuisce a trascinare nella guerra i principi dell'impero;
- Ferdinando II ottiene l'appoggio della lega cattolica, della Spagna e del papa, e anche dell'elettore protestante di Sassonia;
- Federico V rimane invece isolato in Boemia (gli viene a mancare l'appoggio sperato della Francia e dei ribelli ungheresi; i Paesi Bassi danno solo aiuti finanziari) mentre l'esercito dell'Unione evangelica non si muove dal Palatinato;
suoi alleati:
- Gabriele Bethlen Gabor principe di Transilvania (1580-1629)
- Cristiano di Braunschweig e Halberstadt (1599-1626);
generali dell'unione:
- Ernesto conte di Mansfield (1580-1626)
8 novembre, l'esercito cattolico, guidato dal generale J. Tilly (1559-1632) che discende il Danubio, e l'esercito imperiale al comando del conte di Bucquoy (1571-1621) giunti presso Praga ottengono una decisiva vittoria (battaglia della Montagna Bianca):
- Federico V, il "re d'un inverno" perde sia la corona di Boemia sia quella del Palatinato; quest'ultimo passa sotto il diretto controllo dell'esercito imperiale; 
- i nobili boemi ribelli vengono colpiti, in piccola parte con la condanna a morte, per lo più con l'esilio e la confisca dei beni, che vengono venduti con un duplice profitto per le casse regie e per personaggi cattolici dell'entourage di Ferdinando II; questi ultimi riescono a costruirsi grandi possessi e, attraverso matrimoni con donne dell'antica nobiltà protestante, a entrare stabilmente nel gruppo delle maggiori famiglie del paese;
si forma così in Boemia una nuova nobiltà non nazionale (per lo più tedesca, ma anche di origine spagnola, italiana ecc.), strettamente legata al sovrano e di confessione cattolica;
in Valtellina intanto, in seguito alla rivolta di cattolici contro le leghe dei Grigioni, intervengono gli eserciti spagnolo, francese, veneziano, per assicurarsi il diretto controllo di quella fondamentale via di passaggio tra l'Italia e la Germania: rimarrà un punto caldo nel quadro della guerra fino al 1637;
«segue»

 

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