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ANNO 1931

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Papa Pio XI
(1922-39)

1931, Vaticano, dal 1930 il cardinale E. Pacelli [futuro Pio XII] è segretario di stato.

Settembre
14
, l'art. 20 del Testo Unico per la finanza locale dispone che siano esenti dalle imposte di consumo le bevande alcooliche acquistate da istituti di carità per le distribuzioni gratuite ai ricoverati. Tale esenzione viene estesa alle associazioni religiose e ai seminari per il vino che venga bevuto dai frati e dai seminaristi.

Federal Reserve

«segue da 1929»
1931, dal "venerdì nero" dell'Ottobre 1929 sono fallite ben 4.305 banche.
Il perfetto meccanismo del "mercato" anziché riaggiustarsi da solo, è naufragato.
In Europa, dove vige il sistema "a cambio aureo vincolato al dollaro" la ripercussione negativa è inevitabile, e non solo…
La Germania, schiacciata dai debiti di guerra (nonostante pochi esperti tra cui Keynes e W. Churchill avessero messo in guardia sull'effetto boomerang dell'accanimento francese ed inglese nel trattato di Versailles), sta ancora rimborsando gli "alleati" con i soldi avuti a prestito dall'America: soldi non certo tenuti in cassaforte, bensì impiegati, sia per la ricostruzione industriale, sia per pagare i debiti suddetti.
Quindi parte dei crediti americani sono "spariti" in investimenti a lungo termine.
A fronte della richiesta di rimborso frettoloso, i tedeschi non solo devono interrompere bruscamente il processo così faticosamente intrapreso, ma si trovano a restituire meno dollari di quanti ne voglia l'America. Il panico e il crollo, che avrebbe potuto essere limitato agli Usa , sbarca così in Europa.
Non serve ad arginare il collasso nemmeno l'annuncio del presidente Hoover di una "moratoria" sui debiti tedeschi.
Il Reich per compensare il sistema vacillante decide di mantenere la conversione in oro ed emette banconote; ma di oro non ce n'è più e la massa di denaro non supportata dall'economia ormai al collasso, provoca un'inflazione estrema, portando il prezzo dei beni primari alle stelle. Se a questo si aggiunge che la sovrapproduzione degli anni precedenti è stata distrutta per non far crollare i prezzi (vedasi esperienza americana!) il marco si trova in una posizione ancora più assurda rispetto al dollaro:
- Usa, manca il denaro per acquistare i beni, e la produzione comunque si è fermata;
- Germania, mancano i beni e per di più c'è tanta moneta che non vale niente. Il Reich dovrebbe inoltre produrre per vendere e per convogliare i ricavi nelle casse degli "alleati" a saldo delle riparazioni di guerra.
Caos completo.
«segue 1932» Svizzera 1931, 3 giugno, la legge precisa lo status del franco: "L'unità monetaria è il franco, equivalente a 9/31 di grammo (0,29032 grammi) d'oro fino".
La Grande Depressione trova la Svizzera in condizioni ben migliori di altri Paesi, ma provoca effetti anche dentro i suoi confini. Il blocco dell'oro tentato da alcune nazioni occidentali per contrastare la svalutazione, regge solo poco tempo.

Mobil Oil

«segue da 1879»
1931,la Vacuum Oil si fonde con la Standard Oil Co. of New York (Socony) per integrare la produzione dei lubrificanti con quella dei carburanti, dando vita alla Socony Vacuum;
«segue 1955»



Mercato finanziario internazionale

1931


11 maggio, crolla la maggiore banca austriaca, l'Oesterreichische Credit Anstalt;
luglio, fallisce la tedesca Danat Bank e a fine mese tutte le banche germaniche, ad eccezione della Reichsbank, chiudono gli sportelli.

L'Inghilterra abbandona la parità aurea della sterlina.



Banche

Banca d'Italia
[dal maggio 1926 è l'unico istituto di emissione]

- Governatore:
. B. Stringher (1928 - dic 1930)
. V. Azzolini (1931 10 gen - 1° ago 1944)
- Direttore generale:
. V. Azzolini (1928 - gen 1931)
.

1931
-


(milioni di lire)
1931-32
Sovvenzioni elargite alle banche
2.590
Accresciuti i suoi mezzi con nuovi provvedimenti statali, l'Istituto di Liquidazione procede a una serie di interventi a favore di banche grandi, medie e piccole.
Da parte loro le grandi banche, ormai in lotta per la sopravvivenza, tentano di alleggerire la propria situazione:
- alla Società finanziaria industriale italiana (Sofindit) sono trasferite le partecipazioni industriali della Banca commerciale [gravata di circa 4 Mdi di immobilizzi, a fronte di un patrimonio di soli 1300 Mni];
- alla Società finanziaria italiana (SFI) quelle del Credito Italiano, mentre sparisce la Banca Nazionale di Credito, assorbita da quest'ultimo.
Questa politica tuttavia inaridisce le fonti di credito a cui finora hanno attinto le industrie, e specialmente quelle che dalle banche sono controllate, aggravando ulteriormente il loro stato.

[Dal 1922 al 1930, la perdita complessiva dello Stato per i salvataggi bancari è stata calcolata ufficialmente in 5 Miliardi di lire (400 Mdi del 1966). Verranno poi i crolli e gli interventi causati dal terremoto della "grande crisi".
I quattrini dei contribuenti regalati alle banche, ed indirettamente alle grandi industrie, per sollevare da ogni responsabilità penale e civile i bancarottieri, incoraggiano gli amministratori ad investire i fondi loro affidati dai depositanti e dagli azionisti in operazioni speculative sempre più azzardate; se tali operazioni:
- si concludono favorevolmente, i profitti sono in gran parte degli amministratori, perché ottenuti da imprese private;
- se vanno male, le perdite vengono distribuite su tutta la collettività, perché non è possibile non riconoscere che le grandi banche sono istituti d'interesse nazionale, né si possono lasciar fallire imprese che occupano migliaia di operai, le quali trascinerebbero nella loro rovina centinaia di aziende fornitrici.
Questa politica sarà ripresa in pieno, dopo la II guerra mondiale, dai governi democristiani… e [Ndr: anche più in là nel tempo, nel XXI secolo, dopo la crisi epocale del 2008 e ancora in atto al momento di questo scritto (dic 2013).]
Gli interventi di maggiore importanza sono gli interventi a favore del Banco di Roma e della Banca Italiana di Sconto.
Ernesto Rossi, Padroni del vapore e fascismo, G. Laterza e Figli SpA, Bari 1966.]

Altre Banche

«segue da 1930»

IMI
(Istituto mobiliare italiano)

1931, 13 novembre, viene istituito questo ente di diritto pubblico con gestione autonoma [elaborato da A. BeneDuce] per la concessione di finanziamenti a medio e lungo termine al settore industriale mediante la raccolta di risparmio anch'esso a medio e lungo termine; dopo il 1929 infatti una grave crisi di liquidità ha colpito le banche italiane impegnate in forti immobilizzazioni di finanziamenti alle imprese e in partecipazioni azionarie;
al capitale sociale dell' IMI (500 Mni) partecipano:
- Cassa depositi e prestiti,
- istituti previdenziali,
- compagnie di assicurazione,
- casse di risparmio,
- aziende di credito,
- società finanziarie;
si finanzia perlopiù con l'emissione di obbligazioni (durata massima 20 anni) collocate sia all'interno che all'estero;
Presidente: Teodoro Mayer (1931 - 14 mar 1936).
Nel discorso di insediamento, alla presenza di Benito Mussolini, il presidente triestino enuncia chiaramente l'intendimento di non impegnare l'Istituto in operazioni di finanza straordianria, quali sono quelle di salvataggio di aziende e banche, ma di intervenire solo nei confronti di imprese con situazioni patrimoniali ed economiche sostenibili.
L'Istituto nasce sano e vitale; l'organizzazione del personale è leggera, risultando i dipendenti meno di venti.
«segue 1932»

Federazione Bancaria Italiana

1931, Vicenza,

Istituto Centrale di Credito
(ICC)

1931,

Istituto di San Paolo di Torino - Beneficienza e Credito

Presidente:
. gen. Demetrio Asinari dei Marchesi di Bernezzo (1928-?), senatore del Regno.
Direttore generale:
. gr. uff. dott. Alessandro Baccaglini (1928-?)
1931,rileva dall'Istituto di Liquidazione214 filiali della fallita Banca Agricola Italiana; di queste, oltre cento sono chiuse per opportunità economiche e organizzative, le altre centosei no;
così l'Istituto, che nella sua politica di sviluppo è avvantaggiato dal fatto di non dover distribuire gli utili non avendo azionisti, si trova a disporre di dieci agenzie in Torino più centodieci filiali diffuse nel resto del Piemonte, in Liguria e nel Pavese;

Consorzio delle Banche cattoliche

1931,

Banca Cattolica del Veneto

- Presidente: prof. sen. Luigi Montresor [1930 nov-set 1945],
- Vice presidente: conte dr. comm. Enrico Matteo Passi [1930 nov-set 1945],

- Consiglieri:
. avv. cav. Clodio Beltrame Pomè,
. avv. comm. rag. Giuseppe Cavazzana [1930 giu-set 1945],
. prof. avv. Carlo Emilio Ferri,
. ing. Ettore Galuppo,
. avv. cav. uff. Guido Rogger [1930 nov-set 1945],
. cav. Pietro Rumor.

- Sindaci effettivi:
. Vincenzo Fontana,
. Giuseppe Gavazzo,
. Sergio Zanarotti.

- Sindaci supplenti:
. ?,
. ?.

- Probiviri:
. ?,
. ?,
. ?.

- Dir. gen.: Secondo Piovesan.

1931

Gennaio
5
, il sen. Stefano Cavazzoni scrive a Bonaldo Stringher chiedendo al Governo e alla Banca d'Italia un ultimo prestito per la somma di 15 Mni di lire, in modo da formare coi 50 e con i 25 precedenti consentiti una somma complessiva di 90 Mni di lire; l'ICC assume formale impegno di restituire 40 Mni di lire in 10 annualità, a scalare, dal 21 dicembre 1936 al 31 dicembre 1945; la banca dovrà restituire gli altri 50 Mni in contanti o con azioni della stessa banca;
31, si riunisce l'assemblea straordinaria della Banca Cattolica S. Liberale (Treviso) che approva la fusione con la Banca Cattolica del Veneto;

Febbraio
8
, Vicenza, via S. Corona, nella sede sociale si riunisce l'assemblea generale ordinaria e straordinaria degli azionisti della banca che sanziona la travagliata fusione e cioè l'incorporazione nella Banca Cattolica del Veneto di:
. Banca Cattolica S. Liberale (Treviso),
. Banca Provinciale di Belluno ,
. Banca Feltrina (Feltre).
Fra gli azionisti si conta il sen. Stefano Cavazzoni, presidente dell'ICC con 1.169.571 azioni, gli altri azionisti sono presenti con una media di 100 azioni a testa: tutti assieme contano 1.270.476 azioni.
E muta nuovamente il Consiglio di amministrazione:
- Presidente: prof. sen. Luigi Montresor,
- Vice presidente: conte dr. comm. Enrico Matteo Passi,

- 9 Consiglieri:
. conte dr. comm. Francesco Agosti,
. ing. cav. Raffaello Bettazzi,
. avv. prof. comm. Giovanni Battista Biavaschi,
. cav. Ernesto Cappelletti,
. avv. comm. rag. Giuseppe Cavazzana,
. conte avv. Giustino Di Valmarana,
. ing. Ettore Galuppo,
. dr. Enzo Guarnieri,
. avv. Guido Rogger.

- Sindaci effettivi:
. avv. cav. Amedeo Gallina,
. avv. Gaetano Martelletto,
. rag. cav. Cesare Orsenigo.

- Sindaci supplenti:
. ing. Sergio Zanarotti,
. rag. Ezio Zanghellini.

L'art. 39 dello Statuto sociale prevede che il Consiglio di Amministrazione nomini annualmente dopo l'assemblea generale un Comitato Direttivo composto da tre a cinque membri scelti nel proprio seno determinandone la facoltà e il funzionamento.

- Dir. gen.: Secondo Piovesan [1930 nov-set 1945]

Marzo
30
, il Consiglio direttivo, data la gravità delle responsabilità di N. Bevilacqua nella caduta del Credito Veneto, ritiene necessaria la liquidazione di ogni e qualunque rapporto con lui e prende le seguenti decisioni nei suo confronti:
- nessuna indennità di liquidazione,
- pagamento della Cassa di Previdenza al Credito Veneto (come contributo alle perdite di quell'Istituto),
- abbandono da parte della banca della causa civile riguardante le responsabilità per le note partite di consolidato per Lire 500.000 nominali,
- rinuncia da parte sua di ogni suo credito verso l'Unione Economica delle Tre Venezie,
- rinuncia da parte della banca del rimborso del sospeso di cassa di lire 35.000 giacente a suo nome,
- immediato sgombero dell'appartamento da lui tuttora occupato nello stabile di proprietà della banca.

Giugno
Milano, nello studio dell'avv. Luigi Colombo si tiene una riunione fra il Vice presidente dell'ICC, Francesco Mauro, il conte Passi, l'avv. Rogger e Secondo Piovesan, nonché separatamente con:
. avv. Dante Baldo, commissario giudiziale del Credito Polesano,
. avv. G. Stoppato, commissario giudiziale del Credito Veneto,
. avv. Asquino, commissario giudiziale della Banca della Venezia Giulia,
i quali raggiungono una serie di accordi, poi approvati dalla Banca d'Italia:
- Credito Veneto: è accettata la proposta di garantire il concordato sulla base del 40% dei crediti chirografari da effettuarsi in contanti nella misura del 25%, ed in azioni della Banca Cattolica del Veneto postergate quanto al capitale e quanto al dividendo sino al 5% nella misura del residuo 15%.
Naturalmente tutto non sarebbe possibile prima che dalla Banca d'Italia o da altro ente a ciò debitamente autorizzato non si sia proceduto all'acquisto delle azioni dell'ICC di proprietà della Banca Cattolica del Veneto.

ASSS
(Amministrazione Speciale della Santa Sede)

1931, assieme allo IOR è l'altra grande cassaforte delle partecipazioni azionarie vaticane.

IOR
(Istituto Opere di Religione)

1931, assieme all'ASSS è l'altra grande cassaforte delle partecipazioni azionarie vaticane.

Banco Ambrosiano

1931,

Banco di Roma per la Svizzera

1931,controllato dallo IOR;


Banca Unione

1931,controllata dallo IOR;

Credito Nazionale

1931, in liquidazione da ottobre 1926;

Banca Romana

1931,
[nel 1894 le passività della banca sono state assunte dalla Banca d'Italia; vedi salvataggio nel 1914]

Banco di Sicilia

1931,

Banco di Napoli

1931,diventato istituto di credito di diritto pubblico, è in possesso di valuta aurea per una cifra enorme, mai posseduta finora da alcuna banca nazionale;
presidio di stabilità, nonostante la crisi;

Banca Agricola Commerciale del Mezzogiorno

1931, creata dal Banco di Napoli, vi confluiranno tutte o quasi le piccole banche dell'area a seguito del riassetto in atto quando Napoli contenderà a Milano il primato di città più popolosa del paese;

Comit
(Banca commerciale italiana)

- Presidente: Ettore Conti (1930 dic - ?)
-
Vicepresidente: Bernardino Nogara (?-?);

1931
al vicepresidente è stata affidata, nel 1929, la gestione dell'ASSS;
Comofin
(Consorzio Mobiliare Finanziario)
Gradualmente, a partire dal 1920, la Comofin ha aumentato il suo capitale fino a raggiungere i 630 Mni di lire, ma le "azioni Comit" che tiene nel suo portafoglio sommano a circa 1.000.000 sul 1.400.000 che costituiscono il capitale sociale della Comit.
Comofin è dunque il vero padrone della stessa Comit, mentre, purtroppo, anche buona parte delle azioni della Comofin sono possedute da Enti finanziati ancora dalla Comit.
Con questo sistema è la Comit che è la proprietaria di se stessa e il suo capitale diventa fittizio.
Situazione, oltre che equivoca sul piano economico, addirittura illegale, in quanto contraria al divieto che l'art. 144 Codice di Commercio pone all'acquisto di azioni proprie da parte delle anonime.

 



Banca Toscana di Anticipazione e Sconto

1931,

Banco di Roma

- Presidente: ? (1924-?)
- Vice-Presidente: Francesco Boncompagni Ludovisi (9 feb 1923-?)
[ex deputato del Ppi passato al fascismo]
- Amm.re Del.: ? (1924-?)
Il capitale sociale è costituito da 1.500.000 azioni:
- 425.000 presso il Credito Nazionale,
- 475.000, già del Credito Nazionale, passate da poco nelle mani delle banche cattoliche federate;
[in pratica 900.000 azioni controllate direttamente o indirettamente dal Credito Nazionale.]
- 400.000 in circolazione,
- 200.000 presso il Banco di S. Giorgio.
1931,

Banca italiana di Sconto

1931, in liquidazione.

Credito Italiano

1931
entrato in crisi in seguito alla "grande depressione";

Scalata al Credito Italiano

Un gruppo finanziario formato da Giovanni Agnelli, esponente della FIAT, e da Riccardo Gualino, che accentra una estesa attività speculativa e borsistica e già sta facendo i primi passi nell'industria delle sete artificiali, tentano la scalata alla banca.
Il tentativo fallisce e le azioni acquistate dal gruppo Agnelli-Gualino vengono cedute ad una Compagnia Nazionale Finanziaria, costituita dal Credito Italiano con capitali da esso controllati.
[Vicende analoghe a quelle [vedi sopra] tra Comofin e Comit che creano una situazione contraria al divieto che l'art. 144 Codice di Commercio pone all'acquisto di azioni proprie da parte delle anonime.]

 

Banco Lariano

1931, Como,

BNL
(Banca nazionale del lavoro)

1931, dal 1924 lo Stato detiene il 90% del suo capitale azionario; in seguito alla crisi [perdite per circa 200 Mni] dovuta allo smantellamento delle cooperative, operato dal fascismo, si ridimensiona sino a diventare semplice istituto di credito di diritto pubblico, di proprietà statale;

Banca Provinciale Lombarda

1931, Bergamo,

Banca del Friuli

1931, Udine, nel dicembre scorso è stato arrestato l'avv. Mario Petoello direttore della banca;

Casse di Risparmio

«segue da 1930»

Cassa di Risparmio di Venezia

1931,

Cassa di Risparmio di Verona e Vicenza

1931,

Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo

1931,

Cassa di Risparmio di Milano

1931, oltre all'esercizio del credito fondiario (dal 1866), dal 1924 ha istituito anche il credito agrario;

Cassa di Risparmio delle Province Lombarde

1931,

Monte dei Paschi
(Cassa di Risparmio)

1931,

Cassa di Risparmio di Gorizia

1931, nel 1929 ha incorporato il Monte di Pietà che ne e diventato la sezione dei pegni;


«segue 1932»

Banche Popolari

1931

Banca Popolare di Vicenza

- Presidente: Paolo Sartori ,
- vicepresidente: ?,
- Consiglieri:
. ?,
. ?,
. ?,
. ?,
. ?,
. ?,
. ?,
. ?,
. ?,
. ?,
. ?,

- Collegio Sindacale:
. ?, [effettivo]
. ?, [effettivo]
. ?, [effettivo]
. ?, [supplente]
. ?, [supplente]

Direttore: ? (?-?)

Filiale
Vicenza, Borgo S. Felice (dal 1920).

Banca Popolare Agricola di Cerea

1924,

1931,

«segue 1932»

Casse Rurali

1931

Federazione Italiana delle Casse Rurali

1931,

«segue 1932»

 

La Lockheed e il supermercato delle armi

1931

Nel 1929 la Lockheed Aircraft Corporation si è fusa con la Detroit Aircraft Corporation.

Dopo la Grande Crisi, la società Detroit Aircraft Corporation fallisce e con essa la Lockheed Aircraft Corporation.
Allan Lockheed, dopo essersi impegnato in altre avventure con società di costruzioni aeronautiche, decide di vendere una parte dei terreni attorno a Burbank.

La Grumman, fondata da Le Roy Grumman, costruisce il suo primo aereo navale, un piccolo caccia biplano. Da questo momento si svilupperà mantenendo stretti rapporti con la marina militare degli Stati Unti, non orientandosi molto verso il mercato estero.


«segue 1932»

Fonti:
- Anthony Sampson, The arms bazaar/Il supermercato delle armi - Arnoldo Mondadori Editore 1977.



La Lockheed e il supermercato delle armi

1931


1931, dopo la grande crisi la società di Detroit fallisce e con essa la Lockheed.
Allan Lockheed, dopo essersi mpegnato in altre avventure con società di costruzioni aeronautiche, decide di vendere una parte dei terreni attorno a Burbank;

La Grumman, fondata da Le Roy Grumman, costruisce il suo primo aereo navale, un piccolo caccia biplano. Da questo momento si svilupperà mantenendo stretti rapporti con la marina militare degli Stati Unti, non orientandosi molto verso il mercato estero.



Fonti:
- Anthony Sampson, The arms bazaar/Il supermercato delle armi - Arnoldo Mondadori Editore 1977.



Amin, Samir (Il Cairo 1931) economista egiziano, di ispirazione marxista
L'accumulazione su scala mondiale (1970)
Lo sviluppo ineguale (1973)
Classe e nazione (1980).

Debreu, Gerard (Calais 1931) economista francese, premio Nobel per l'economia nel 1983.

Pesenti, Giampiero (Milano 1931) industriale itlaiano;
[Figlio di Carlo.]
amministratore delegato della Italcementi e amministratore delegato e presidente dell'Italmobiliare;
vicepresidente della Italcalcestruzzi e vicepresidente della Franco Tosi;
1990-95, presidente della Gemina;
1992-95, vicepresidente della Confindustria.

Rossi, Guido (Milano 1931) studioso italiano di diritto commerciale e fallimentare; dopo gli studi a Pavia e alla Harvard University, ha insegnato diritto commerciale nelle università di Trieste, Venezia, Pavia e Milano; presiede a Milano la "Società del quartetto";
Utile di bilancio, riserve e dividendi (1957)
Persona giuridica, proprietà e rischi d'impresa (1967)
1981-82, presidente della CONSOB, predica sempre la "trasparenza" nelle operazioni borsistiche; direttore di «Banca, borsa e titoli di credito» e di «Rivista delle società»; dopo le sue dimissioni gli subentra Vincenzo Milazzo;
Trasparenza e vergogna, le società e la Borsa (1982)
La scalata del mercato. La Borsa e i valori mobiliari (1986)
1987-92, senatore nelle liste del PCI, passa poi al PDS;
1993-95, si occupa della Montedison e del risanamento del gruppo Ferfin dopo la morte di R. Gardini;
1997, presidente della STET che ha incorporato la Telecom Italia.

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Italia

Popolazione

40.931.000

Attiva

44,4%

Agricoltura

51,7%

Industria 26,3%
Servizi 22,0%
Analfabeti
(oltre i 6 anni)
20,9%


Confederazione Fascista dell'Industria Italiana (ex Confindustria):
- presidente: A.S. Benni.

Gennaio
-

Febbraio
-

Marzo
8
, Francia, Italia e Cecoslovacchia protestano duramente contro l'accordo doganale austro-tedesco. La questione viene demandata alla corte internazionale dell'Aia;
10, il re, motu proprio, nomina commendatore dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro Carlo Feltrinelli, presidente del Consigilio di amministrazione del Credito Italiano e della Federazione Nazionale Fascista delle industrie del legno.

Aprile
6
, il ministro delle corporazioni Giuseppe Bottai, compie la riforma dei Consigli provinciali dell'economia che si chiameranno d'ora in poi Consigli provinciali dell'economia corporativa con diversa composizione e nuove attribuzioni, assicurando in tal modo la rappresentanza dei lavoratori intellettuali e manuali in numero uguale a quello dei datori di lavoro. Viene pertanto soppressa la "sezione del lavoro".
18, Milano, l'on. Giovanni Giuriati accusa Pio XI di ingratitudine ricordandogli che «il Concordato era stato stipulato dalla Santa Sede col regime totalitario fascista e con lo Stato corporativo fascista».

Maggio
-

Giugno
-

Luglio
-

Agosto
-

Settembre
2
, a soli due mesi e mezzo dalla clamorosa dichiarazione di guerra aperta dall'enciclica Non abbiamo bisogno, il contrasto tra il governo fascista e la Santa Sede viene composto col reciproco riconoscimento dell'interesse a riprendere l'alleanza del manganello con l'aspersorio;
24, con D.L. 24 settembre 1931, n. 1187, i prodotti esteri, per i quali non è stabilito un trattamento di favore nei trattati internazionali, sono assoggettati ad un dazio supplementare ad valorem del 15%.

Ottobre
-

Novembre
-

Dicembre
-
«segue 1932»

Agip
(Azienda generale italiana petroli)

«segue da 1928»
1931
- presidente: Ettore Conti (1926-?).
Novembre
6
, un'informativa segreta redatta da un ufficiale dell'intelligence dell'Aeronautica militare britannica in Iraq è inviata a Londra: «Non vi è alcun dubbio che il governo italiano sta dimostrando un forte interesse non solo verso le risorse petrolifere di Sulaimani e di Mossul, ma anche verso alcuni siti in Turchia e in Persia».
Così prosegue il documento:
«Dal momento che gli italiani provano invidia nei confronti dei francesi – i quali, secondo Daoud Beg [al] Haidari, hanno incrementato la loro partecipazione al BODC fino al 18% –, essi sono ora ansiosi di ottenere dal loro consolato a Baghdad tutte le informazioni in merito alla possibilità di assistere un gruppo industriale italiano (il suo nome non è ancora stato divulgato, ma il signor Pirelli, il noto industriale degli pneumnatici, sembra essere molto interessato alle attività di questo gruppo).
L'obiettivo degli italiani consiste nel concludere un accordo con Naftadij Zadas, con Shaikh Mahmoud e con i loro fratelli e sorelle, nel caso questi ultimi decidano di concedere al gruppo industriale italiano le loro "proprietà petrolifere". Secondo il governo italiano, "non verrà mai meno" il diritto dei sopra menzionati signori di concedere le loro "proprietà petrolifere" alle imprese di loro scelta.
»
L'ufficiale avverte inoltre Londra che le autorità di Roma sono molto ben informate sui siti ricchi di petrolio in Iraq (in modo particolare nella regione settentrionale) e in Persia, dove stanno già brigando per ottenere l'autorizzazione a sondare alcune zone lungo la costa; e che molte delle loro informazioni provengono direttamente dai "rapporti dell'Ammiragliato britannico".
L'inquietudine britannica è rafforzata dalle nuove trattative avviate proprio quest'anno tra Roma e Mosca per ua maxifornitura di petrolio sovietico, a prezzi assai più vantaggiosi di quelli imposti dalle compagnie angloamericane, che consentirebbe all'Italia una minor dipendenza, oltre a un indubbio vantaggio economico.
«segue 1932»

 

SIP
(Società Idroelettrica Piemonte)

«segue 1929»
1931, si stacca dal gruppo Italgas, nel tentativo di sottrarsi al disastro che ha travolto il gruppo stesso (insieme con la collegata Acna);
«segue 1933»

Acna

«segue da 1929»
1931, viene ricostituita come Azienda colori nazionali e affini dopo che una buona parte della sua eredità è stata raccolta dalla Montecatini.

SNIA Viscosa
(Società nazionale industrie applicazioni viscosa)

«segue da 1930»
1931, la presidenza della società viene assunta da Franco Marinotti;
«segue 1934»

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