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Alfried Felix Alwyn KRUPP von BOHLEN und HALBACH

 

(Essen 13 agosto 1907 – 30 luglio 1967)

industriale tedesco, unico proprietario, per decreto imperiale, dei beni materni; accrebbe ulteriormente l'impero dei Krupp;

[Figlio di Gustav Krupp von Bohlen und Halbach e di Bertha Krupp).]

1928
13 agosto, diventa maggiorenne;


1931
studente in ingegneria ad Aquisgrana, si arruola tra le SS divenendone uno dei membri sostenitori – per la patria e per il Führer;
[In cambio riceve un abbonamento alla rivista della Schutzstaffel, un bracciale con svastica numerato, con l'iscrizione «Dank der SS für treue Hilfe in der Kampfzeit» (grazie alle SS per il fedele aiuto nei momenti della lotta); e un libretto di iscrizione contenente un ispirato poemetto di H. Himmler, capo della gang.]

1934
si laurea a pieni voti in ingegneria all’Università di Aquisgrana;
fa quindi l'impiegato senza stipendio per sei mesi nella Dresdner Bank di Berlino, istruendosi nell'alta finanza;

1935
novembre, lascia Berlino per un corso di orientamento di undici mesi alla Hauptverwaltunggsgebäude;

1936
1° ottobre, è nominato vicedirettore; Carlo Görens lo presenta a tutti i dirigenti riuniti;

1938
solo ora si unisce al corpo centrale nazista, quando il Führer ha ormai consolidato il suo potere;
[La sua tessera del partito porta infatti un numero molto alto, il 6.989.627.
Pur tuttavia, passerà in sei anni da NSFK-Sturmführer (una specie di sottotenente) al grado di NSFK-Standartenführer (colonnello); anche se non possiede – diranno gli storici – le "physique du rôle".]

1939
15 marzo, l'ingresso delle truppe tedesche in Cecoslovacchia cancella ogni residua parvenza di legalitŕ: per la prima volta la Germania sottomette un paese non tedesco;
[Il contegno degli inglesi verso i tedeschi si raggela molto.]
18 marzo, E. Müller [Kanonen-Müller] ha un fitto scambio di incontri con A. Hitler e gli parla anche dei progressi di Alfried;


20 aprile, Gustav e Alfried consegnano ad A. Hitler un tavolo, come regalo per il suo compleanno, che gli consegnano nella sua villa bavarese di Berchtesgaden;
[Scomparirà sotto i bombardamenti ma rimarranno le fotografie e il «Krupp Nachrichten» del 15 maggio 1939 lo ha descritto in tutti i particolari: è un tavolo di noce scuro, bordato di svastiche e croci di ferro fatte di "acciaio Krupp Enduro KA-2" e con una frase Mein Kampf incisa al centro.]


17 maggio, E. Müller [Kanonen-Müller] avverte il Konzern di interrompere le spedizioni di armi a Varsavia; Alfried obbedisce;
[Da un resoconto di un colloquio telefonico trovato nei suoi dossiers:
«Oggetto. Esportazioni in Polonia. Istruzioni per l'immediato futuro. Ogni esportazione in Polonia dev'essere interrotta immediatamente, senza però annullare i contratti. Se i clienti polacchi ci sollecitassero, dare delle risposte evasive (le consegne sono complete, i vagoni merci non sono disponibili etc).»]

 

1939 settembre – aprile 1945 - II Guerra Mondiale

1° settembre, A. Hitler attacca la Polonia;

1° ottobre, nel vergare il primo rapporto annuale sull'intero Konzern, Alfried dichiara:
«Siamo molto orgogliosi del fatto che la nostra produzione si è mostrata all'altezza delle necessità belliche, e ci siamo ripromessi di continuare a fare del nostro meglio perché la superiorità tecnica delle armi tedesche rimanga tale, così da ridurre al minimo le perdite della Wehrmacht»;
annuncia pure che i profitti dell'ultimo anno ammontano a 12 Mni di marchi circa e che in previsione di un prossimo anno altrettanto proficuo ha deciso di dare ai Kruppianer un premio natalizio in denaro;
10 ottobre, A. Hitler emana le sue direttive di guerra ordinando di prepararsi ad attaccare nelle zone del Lussemburgo, Belgio e Olanda;
16 ottobre, Alfried riceve dall'Olanda una richiesta di howitzer e batterie antiaeree; la mette da parte con l'annotazione «non rispondere»;
nell'autunno le importazioni dai paesi oltremare vengono interrotte;

il cugino Kurt von Wilmowsky muore affondando con la nave che lo sta trasportando prigioniero in Canada;

1940
gennaio, in un incidente di volo muore il fratello Claus;
febbraio, l'agente della Krupp a Copenhagen invia all'OKW (Oberkommando der Wehrmacht) un'informazione in codice che riguarda il potenziale degli armamenti danesi;
tre settimane dopo A. Hitler manda le sue direttive per la conquista della Scandinavia;

primavera, Alfried esamina le possibilità offerte dai giacimenti balcanici;
[La Jugoslavia lo interessa in modo particolare per i suoi preziosi depostiti di minerale di cromo, essenziale per la produzione di buoni cannoni d'acciaio.]

9 aprile, quando la flotta tedesca salpa in direzione nord, l'agente in Norvegia viene preso alla sprovvista;
[Nella fretta si è dimenticato di avvertire i suoi compatrioti che a Oslo c'è l'ottantacinquenne fortezza di Oscarborg, munita di vecchi "cannoni Krupp"; a dispetto dell'età queste armi sono in ottime condizioni e quando cominciano a sparare mutilano un incrociatore pesante, il Lützow, e ne affondano un altro, il Blücher, con una perdita di 1600 marinai e diversi funzionari della Germania che stavano per andare a proclamare Vidkun Quisling dittatore della Norvegia. Oskar Kummetz, l'ammiraglio che comanda lo squadrone, è costretto ad approdare a nuoto. Le altre navi sono costrette a tornare indietro e rimandare di 24 ore lo sbarco.]

1° maggio, Rudolf Hess accompagna il ministro degli Armamenti e Munizioni Fritz Todt e A. Hitler ad Essen per dare alla ditta il titolo di "Industria-modello nazionalsocialista";
10 maggio, la Wehrmacht spezza le frontiere del Belgio dell'Olanda e del Lussemburgo;

maggio-giugno, campagna di Francia

maggio, Alfried dice a un ingegnere minerario della Krupp, certo George Ufer, che d'ora in poi dovrà servire tre padroni: il Konzern, le "Officine Hermann Göring" e il Führer;
[In veste di direttore di una ditta paravento, George Ufer varca la frontiera e inizia una prospezione geologica della Jugoslavia, riportando ogni scoperta al più vicino console generale tedesco.]

7 agosto, Gustav compie 70 anni; A. Hitler arriva ad Essen;
[Il Führer annuncia che «a nome del popolo tedesco conferisco a sua Exzellenz Gustav Krupp von Bohlen und Halbach l'onorificenza dell'Aquila del Reich germanico con l'iscrizione: "Führer tedesco dell'Economia"». Decreta che l'onorificenza debba essere appesa al centro dell'ala nord dell'edificio amministrativo per tutta la durata del Reich dei mille anni. Inoltre gli conferisce il titolo di «pioniere del lavoro" (Pionier der Arbeit) e gli dà la croce di Guerra al merito (Kriegswerdienstkreuz).
Quest'ultima è di due categorie: quella regolare e quella da comandante. Egli le ottiene entrambe.]

Alfried partecipa a due organizzazioni ufficiali fondate per coordinare il saccheggio:
- RVE (Reichsvereinigung Eisen - Associazione nazionale del ferro);
- RVK (Reichsvereinigung Hohle - Associazione nazionale del carbone);
[È membro di entrambe, ma in quella del ferro è vicepresidente; lo affiancano Hermann Röchling, il re dell'acciaio della Saar, e Walther [Panzer] Rohland, della Deutsche Edelstahlwerke.]

Tra le sue più astute creazioni c'è anche il "Rijksbureau voor Ijzer en Staal", un ufficio tedesco che ordina sistematicamente alle ditte olandesi di consegnare ai depositi di confisca determinati quantitativi di ferro, acciaio e leghe.
Berlino ricava dalla sola Francia occupata qualcosa come 7 Mdi di dollari all'anno, quattro volte di più delle riparazioni che la Repubblica di Weimar dovette pagare a suo tempo, e che A. Hitler ha definito «criminalmente ingiuste».
[Egli continua ad escogitare nuovi sistemi per impinguare il bottino. Scrive a un membro del Vorstand per domandargli che passi siano stati fatti per l'eventuale confisca di beni americani in Europa in caso di rappresaglia contro gli Stati Uniti. «Per esempio mi consta che la Singer Sewing Machines è di proprietà americana, e presto cominceremo le rappresaglie, perciò vale la pena di metterci come fiduciario un dirigente della Krupp». Ha dimenticato, naturalmente, quanto previsto dalla "conferenza della pace dell'Aja" del 1899.]

Nella Parigi occupata i tedeschi vittoriosi tendono a raggrupparsi intorno all'arco di Trionfo, nell'avenue Kléber, l'avenue Foch (dove ci sono gli uffici della Gestapo), e nelle case di lusso dei milionari francesi.
L'ufficio di Alfried è sul boulevard Haussmann, al n. 141, a nove isolati dall'arco.
[Prima della caduta della Francia era stato della Société Bacri Frères, una ditta ebrea. L'agente parigino della Krupp, Walter Stein, ci ha messo sopra l'occhio durante la crisi di Monaco.
Quando arriva il commissario nazista per le questioni ebraiche, Walter Stein lo convince a confiscare questa casa e destinarla alla Société Anonyme Française Krupp. Il suo direttore è un kruppiano di nome Leon Schmitt, in ottimi rapporti con Richard Sandre, amministratore dei beni dei Rothschild.
Alfried non va molto spesso a Parigi. Viaggia di continuo nei territori occupati nella sua veste di membro del triumvirato direttivo della ditta.
Gustav fa intanto pubblicare ad Essen una comunicazione che fissa in futuro le competenze specifiche dei direttori responsabili:
- parte tecnica: Carl Görens,
- parte commerciale e amministrativa: Finanzdirektor E. Löser,
- miniere e armamenti Alfried.

giugno, nella prima settimana, Robert Rothschild è costretto ad abbandonare la Société Anonyme Austin di Liancourt sull'Oise;
[Durante l'ultima primavera di pace aveva comprato il 91% delle azioni per 4 Mni di franchi e ci è molto attaccato. Su consiglio delle autorità francesi lascia la sua casa in rue Victor Hugo sei giorni prima che le truppe tedesche arrivino a Parigi e si trasferisce a Lione.
ottobre, quando Vichy si accorda con il Fuhrer a Montoire, l'industriale si prepara a ritornare al nord. Si occupa della produzione di trattori e adesso che le ostilità sono cessate non vede perché non dovrebbe continuare la sua attività. La camera di commercio di Lione lo sconsiglia e gli dice che la sua partenza non sarebbe prudente, Lui non capisce perché, dal momento che non è neppure francese, ma cittadino jugoslavo e in questo momento il suo paese è neutrale. Ci sarebbe una via d'uscita, almeno in apparenza. Sua moglie Vera Celap non è ebrea e ha un fratello di trent'anni, Milos Celap, che potrebbe occuparsi degli affari perché è un ragazzo in gamba e di tutta fiducia.
In autunno Milos Celap si reca a Liancourt e trova la fabbrica occupata dalle truppe tedesche. Il loro comandate, ten. Bröckler, gli spiega che Robert Rothschild non può rientrare in possesso del suo stabilimento e che sarebbe assai pericoloso per lui rientrare nella Francia occupata. Se però trasferisse le azioni a un ariano potrebbe darsi che…
Robert Rothschild si rassegna. Intesta al cognato tutte le sue proprietà e a Liancourt il ten. Bröckler accetta Milos Celap come proprietario. Le truppe se ne vanno e gli operai si mettono al lavoro.
A Essen però il Konzern è vessato dalle continue richieste di autocarri che servono per la campagna russa e che è difficile soddisfare.
Dieci settimane dopo che Milos Celap ha ripreso la produzione, un francese di Vichy si presenta in fabbrica e dichiara che lo deve rimpiazzare come «commissaire gérant». Gli spiega che il trasferimento delle azioni di Robert Rothschild al cognato non è legale. Tutte le transazioni di questo genere fatte dagli ebrei dopo il 23 maggio 1940 non sono valide. Questo lascia le cose al punto di prima: Robert Rothschild è sempre il proprietario della fabbrica. Dato che come ebreo non ha il diritto di tenersela, il governo tedesco pensa di favorire la Krupp.
1941, 6 aprile, quando la Germania invade la Jugoslavia, anche Milos Celap deve fuggire;
1942, 20 agosto, con una comunicazione, Alfried ribattezza formalmente la ditta e la chiama Krupp S.A. Industrielle et Commerce, Paris.
In seguito trasferisce a Liancourt le attrezzature della Krawa per la produzione degli autocarri.
Legalmente, comunque, la ditta appartiene ancora a un ebreo…
settembre, Robert Rothschild tenta di raggiungere il Portogallo via Spagna, ma la polizia francese lo arresta alla frontiera e lo spedisce al campo di concentramento di Saint Privat sul fiume Ardèche; Milos Celap convince o compra il prefetto, che lo lascia in libertà; Robert Rothschild si rifugia quindi in una villa a Cleon d'Andran, nella zona occupata dagli italiani che pare molto più tranquilla;
quando i reggenti della Krupp in Francia scoprono il suo nascondiglio si mettono subito in moto;
1943, 25 novembre, Walter Stein pensa di aver trovato una soluzione. Il «commissaire gérant» è Richard Sandre, persona "grata" ad Alfried. Inoltre Walter Stein dichiara di aver allacciato dei contatti più stretti con il governo francese. «Ho conosciuto il conte de Janchais che è l'ufficiale di collegamento del mar.llo Pétain… È un tipo in gamba ed è stato incaricato di agevolare la collaborazione proprio dal maresciallo»;
1944, febbraio, in un colloquio avuto con Robert Rothschild, durante il quale è presente anche il cognato, Richard Sandre cerca di fargli capire che è inutile continuare a resistere. Gli converrebbe invece, come ex proprietario, firmare certi documenti e consegnare i registri della ditta che si è portato via, facilitando così il lavoro ad Alfried che deve fare una valutazione esatta della proprietà. Robert Rothschild si rifiuta di collaborare;
21 febbraio, una banda del Parti populaire français antisemita di Vichy invade la villa, rapisce Robert Rothschild sottraendolo agli italiani e lo porta a Montluc, il carcere di Lione; di qui egli riesce a spedire di nascosto un messaggio a suo cognato per il traite di maître Levigne, notaio e amico di entrambi:
«Mi rincresce di darti tante preoccupazioni. Grazie di tutto, e con sincera amicizia, Robert
Questo colpo lo debbo a Damour e Sandre. Informazione esatta
».
Alla fine di febbraio Robert Rothschild viene spedito nel grosso campo di concentramento nazista di Drancy, a nord-est di Parigi. Il vice Eichmann di Drancy ordina di mettere insieme adulti e bambini. «Gli ebrei che arriveranno dalla zona occupata si uniranno a Drancy con i bambini ebrei che ora si trovano a Pithiviers e a Beaune-la-Rolande». Egli viene messo sul primo di questi treni. Ci sono 50.000 ebrei ed egli si trova in mezzo a loro…
(In base alla testimonianza di Milos Celap resa a Norimberga si saprà soltanto che «il 7 marzo 1944 venne mandato al campo di Auschwitz e non tornò né diede segno di vita». Suo cognato sarà costretto a limitarsi a questa dichiarazione vaga perché i trentasette avvocati di Alfried continueranno a insistere sul fatto che lui non può sapere con certezza se suo cognato è morto o no!)
Intanto, grazie a Damour e a Richard Sandre, le ultime vestigia della Société Anonyme Austin passano così alla Krupp S.A. Industrielle et Commerce, Paris.]


settembre, stipula un accordo segreto con F. Neuhausen, il console generale tedesco a Belgrado;
[1941, 6 aprile, la Wehrmacht occupa la Jugoslavia.
Tutto lo stock della Chromasseo Mining Co. viene requisito al suo proprietario Moses Asseo, e diviso in parti uguali tra la Krupp e la Göring. Un giovane dirigente di Essen viene nominato Kriegsverwaltungsrat (consigliere amministrativo di guerra).
H. Göring insiste per un rimborso di 400.000 dinari, ma il suo socio Alfried osserva che proprio non capisce perché si debbano versare questi quattrini a beneficio della proprietà ebraica…
Viene comunque rispettata una parvenza di legalità.]

Intanto il famoso cannone, è finalmente pronto.
[La sua costruzione era stata proposta da A. Hitler già nel 1936 durante una sua visita ad Essen; Alfried ha investito una decina di milioni di marchi ma nel 1939 non era ancora pronto.
Ha una portata di 40 km e pesa 1465 tonnellate e si può trasportare solo su doppie rotaie, tanto è largo.
Delle prove di tiro vengono fatte ad Hillersleben. Nella primavera del 1942 partirà per il fronte su un treno merci barcollante sotto il suo peso. Viene battezzato "Grosso Gustav" ma per gli artiglieri diventerà "Dora".]

18 ottore, da questo momento – come annota nel suo diario il gen. Franz Halder – gli ebrei polacchi sono «schiavi che vengono via per poco»;
[Tuttavia, i pezzi grossi delle SS si oppongono sempre all'uso di Judenmaterial; dal loro punto di vista, è una questione di prinicpo: il nazionalsocialismo si è impegnato a far scomparire fino all'ultimo Jude e fino all'ultima Jüdin… ]

i profitti di Bertha, pagate le tasse, i vari regali e accumulate le solite riserve, ammontano a 111 Mni di marchi;

1941
i suoi genitori convengono che l'impero industriale passi a lui, purché egli divorzi dalla giovane moglie poco gradita; cosa che egli si affretta a fare;

alla Krupp la posizione di E. Löser è diventata fortissima ed è considerato il vero rappresentante della ditta;

maggio, di tutti gli obiettivi sulla carta geografica russa, il più ambito è la fertile Ucraina – definita «piuma di fagiano dorato» da F. Sauckel, l'uomo di A. Hitler che dirigerà la razzia civile dei territori occupati;
[L'Ucraina è il granaio di Stalin e con le sue miniere di ferro e carbone e le sue acciaierieè pure la Ruhr russa. Lo stesso mese Alfred Rosenberg spiega agli industriali del Reich che dopo la guerra i suoi quaranta milioni di abitanti diventeranno sudditi tedeschi o perlomeno di uno stato indipendente alleato della Germania. Una colonia insomma. Perciò bisogna fare le cose per bene in forma ufficiale.
Le attrezzature verranno affidate all'amministrazione fiduciaria della BHO (Berg-und-Hüttenwerksgesellschaft Ost G.m.b.H.), alla lettera la Compagnia orientale delle officine, miniere e fonderie. Alfried è naturalmente il capo del Consiglio di amministrazione (Verwaltungsrat).
Grazie a questa posizione-chiave e a un complesso di eventi fortunati, sarà l'unico a ricavare quattrini dall'Operazione Barbarossa" (Fall Barbarossa).]

invasione dell'Unione Sovietica

22 giugno, inizia la campagna di Russia;
quando il mar.llo Walther von Brauchitsch piomba con le sue legioni su una frontiera di tremila km, i marescialli di Stalin vengono colti alla sprovvista da tutte le parti;
[I comunisti, che conoscono bene l'esistenza della ditta Krupp, sanno anche qual è lo scopo dei tedeschi in Ucraina, e cercano di ostacolarli in tutti i modi trasferendo l'industria pesante negli Urali, nei paesi del Volga, nell'Asia centrale e nella Siberia occidentale, fuori portata della Luftwaffe e della Krupp.]
2 luglio, il governo ucraino decide di smantellare il laminatoio di Mariupol, quantunque la battaglia sia ancora a centinaia di km di distanza. La rimettono insieme in tutta fretta con le attrezzature che hanno dislocato da Dnepropetrovsk;
2 agosto, il complesso rabberciato si trova a Pervouralsk negli Urali. (Riprenderà a produrre il 24 dicembre).
Queste evacuazioni vengono dirette da L.R. Korniec del governo ucraino.
Tra giugno e ottobre, 243 delle industrie più importanti vengono evacuate dall'Ucraina, oltre a 136 fabbriche minori. Ovviamente, parecchi macchinari grossi e pesanti devono restare dove sono.]


nella stessa estate, l'Unione Sovietica inizia un eroico sforzo nazionale, guidato dal generale d'artiglieria N.N. Voronov;
[Nel 1943 l'Armata Rossa raggiungerà la supremazia sul campo. Inoltre, nella crisi che sta per sopraggiungere, il materiale belllico dei sovietici si dimostrerà più efficiente di quello della Krupp.
Gli americani ameranno affermare che i russi hanno raggiunto la vittoria marciando sui carri armati USA. Non è vero. Il solo carro occidentale usato dai sovietici è lo Sherman. Esso è molto buono, ma prima che raggiunga Vladivostok nell'autunno del 1942, il T-34 russo, superiore sotto ogni aspetto, è in lavorazione già da un anno e mezzo.
E. Müller [Kanonen-Müller] e i suoi colleghi, invece, pretendono di sfornare un'intera famiglia di tank.
E. Müller [Kanonen-Müller] è coadiuvato da un trust di cervelli composto di due uomini:
. dr. Ferdinand Porsche (vent'anni prima raggiunse fama internazionale come inventore delle auto sportive: Mercedes S e Mercedes SS); quando il Führer gli chiede di produrre un'imbattibile macchina da Gran premio, lui obbedisce sfornando l'Auto Union da sei litri;
. Ferry Porsche, 34enne, suo figlio (in seguito figurerà come costruttore della Volkswagen e di altri prodotti);
entrambi sono stati da poco assunti alla Krupp. Sono loro i creatori artistici delle Pantere da 45 tonnnellate, degli inutili Leopardi da ricognizione e delle Tigri. Tra gli altri loro prodotti figurano un pazzesco supertank dal peso di 180 tonnellate, e un "incrociatore terrestre" (per fortuna mai usato in battaglia) di mille tonnellate.
1942, novembre, alcuni esperti tedeschi, che sono riusciti ad impossessarsi dei progetti sovietici, suggeriscono alla Krupp di produrre qualcosa di simile. Alfried va ad ispezionare il bottino di Belgrado.
E. Müller [Kanonen-Müller], offesissimo, respinge il suggerimento giudicandolo un insulto all'ingegno kruppiano.
H. Guderian decide di improvvisare e ordina di costruire dei semoventi anticarro (Jagdpanzer) e dei cannoncini di appoggio per la fanteria (Sturmgeschütze). Entrambi vengono creati per rimediare alla cospicua impotenza dei cannoni tedeschi da 37 e da 50 mm contro i T-34. Costruire i Jagdpanzer risulta rapido, semplice ed economico.
A questo punto E. Müller [Kanonen-Müller] e Porsche costruiscono un Jagdpanzer mostruoso che le truppe al fronte battezzano "Elefante" del tutto inadeguato ai suoi compiti.
1943, primavera, mentre i carri della Krupp si impantanano e sono costretti a fermarsi, i T-34 russi si muovono benissimo.
luglio, nella decisiva battaglia di Kursk Alfried registra i suoi peggiori insuccessi. Preso dalla Berthawerk, dalla Elmag, dalla fabbrica di Auschwitz, dalla caccia all'uomo nei Paesi Bassi e dall'imminenza dell'incoronazione a proprietario del Konzern, non si è più preoccupato della qualità delle sue forniture militari.
Nell'estate avanzata in Russia sono già morti 700.000 soldati tedeschi.
1944, 31 agosto, le truppe sovietiche occupano la città di Ploesti grazie all'inefficienza delle armi della Krupp.]

verso la metà dell'anno, secondo un operaio della Krupp, cominciano ad arrivare ad Essen i primi lavoratori provenienti dalla Polonia, dalla Galizia e dall'Ucraina polacca;
[…viaggiano ammassati su carri merci; i capi-operai della Krupp li spingono giù dai vagoni, bastonandoli e prendendoli a calci
ogni gruppo etnico, razziale e nazionale ha il suo posto, nel programma organizzativo nazista; ai nuovi arrivati vengono distribuiti zoccoli di legno, coperte della Krupp con impresso il simbolo dei tre anelli e uniformi da prigioneiri – azzurre con una larga striscia gialla – poi l'Oberlagerführung (amministrazione del campo dei lavoratori stranieri) consegna i lavoratori alla Werkschutz (polizia di sicurezza delle officine), alle guardie dell'azienda (Werkschar) o alla polizia di sicurezza ausiliaria (Erweiterter Werkschutz).
Comincia la segregazione:
- ebrei – stanno in fondo alla scala dei valori – portano una stella gialla di stoffa e tutte le volte che è possibile le teste delle ragazze ebree vengono rasate in modo da formare disegni grotteschi;
(ma non sempre è attuabile, perché contrasta con un altro principio del Rassenhass (odio razziale): imporre ai barbieri di Krupp di toccare le teste delle ebree viene considerato un reato contro camerati tedeschi dela stessa razza (Volksgenossen) e come tale proibito. Quindi se non ci sono barbieri stranieri niente rasature).
- russi, portano sulla schiena la sigla SR, per Sowjetrussland (Russia sovietica).
- polacchi, hanno una grande P dipinta sulle casacche.
Gli altri lavoratori dei paesi dell'Est sono contraddistinti da un rettangolo azzurro con la sigla OST, cucito sulla parte destra del petto.
Agli occidentali invece vengono forniti bracciali bianchi, azzurri, rossi o verdi.
(Quest'ultima regola ha alcune eccezioni: i prigionieri alle dipendenze delle SS, ad esempio, hanno una O sulla manica (per Ostarbeiter, lavoratore orientale). Ma solo fino al 1944, quando H. Himmler, chissà per quale ragione, ordinerà che la sigla venga sostituita da un girasole).
I nomi sono proibiti. Gli individui sono contraddistinti solo dai numeri che sono cuciti sulle casacche.
La disumanizzazione è ormai completa.
Per i cittadini di Essen le fasce che i prigionieri portano al braccio sono tutte molto simili. E una volta scomparsa la curiosità iniziale, i Kruppianer, come tutti i guardiani di schiavi, perderanno qualunque interesse in quegli uomini. L'unica cosa importante è far procedere il lavoro.]

2 luglio, grazie al cannone "Grosso Gustav", Sebastopoli cade dopo 250 giorni di assedio;
[Il primo "cannone "Grosso Gustav" viene regalato al Führer dai coniugi Krupp. In seguito però Alfried farà pagare al governo 7 Mni di marchi l'uno i successivi.
In realtà si dimostrerà una frode grottesca, infatti:
- solo un proiettile su cinque ha raggiunto il nemico, mentre il danno più grosso lo ha fatto la Luftwaffe;
- i veri conquistatori di Sebastopoli sono stati i soldati di fanteria che hanno combattuto per le strade con le maschere antigas per non essere asfissiati dal puzzo dei cadaveri in decomposizione durante il caldo estivo. Il "Grosso Gustav" non ha in pratica contribuito affatto alla vittoria.
E questo grazie ad un errore tecnico di E. Müller [Kanonen-Müller].]

31 luglio, H. Göring scrive a R. Heydrich: «Con la presente la incarico di approntare i preparativi… per una soluzione totale (Gesamtlösung) del problema degli ebrei nella sfera d'influenza tedesca in Europa… Esigo che venga attuataŹŹ… l'auspicata soluzione finale (Endlösung) della questione ebraica».

2 settembre, la lista dei caduti porta anche il nome del caporale Hanno Raitz von Frenz (ucciso in combattimento);
11 settembre, con l'Ucraina ormai perduta, un decreto governativo stabilisce che l'acciaio e il cemento armato si dovranno usare solo dove sarà impossibile servirsi di altri materiali; anche le nuove officine negli Urali vengono costruite in legno;
Alfried invece è in grado di armare una dozzina di eserciti. La capitolazione di Dnepropetrovsk fa di lui il solo proprietario del gigantesco stabilimento Molotov, circa 200 km a sud-ovest di Kharkov.
La caduta di Kramatorsk nell'Ucraina centrorientale, gli permette di prendere possesso, risolta qualche incomprensione, di due dei più belli e moderni stabilimenti d'Europa, l'Ilytic e l'Azov A.
La conquista di Debaltsevo è meno esilarante. Si riesce comunque a salvare parecchia roba e portarla in Germania.
7 ottobre, le truppe tedesche raggiungono il Mar d'Azov;
[La Krupp si impossessa di una fabbrica di macchinario agricolo a Berdwansk e di due laminatoi a Mariupol, senza contare le miniere nei pressi di Stalino. Dato cle la maggior parte di minerale di cromo europeo si trova nell'URSS, egli è in grado di riparare i Panzer danneggiati. Il suo successo è sbalorditivo.
Mentre gli altri baroni delle ciminiere ricavano dalla Russia solo un settimo dei beneifci che hanno tratto dalla Francia, Alfried incamera:
- tonn. 6906 di minerale di cromo,
- tonn. 52.156 di rottami di ferro,
- tonn. 325.000 di minerali ferrosi,
- tonn. 438.000 di minerale di managnese.
Inoltre la Krupp è in grado di esportare dall'Ucraina prodotti finiti in Bulgaria, Turchia e Romania.
In Ucraina però la gente si mostra ospitale verso l'invasore perché non ha ricordi sgradevoli del 1918, quando aveva "ospitato" i soldati austro-tedeschi. Non sono entusiasti della dittatura comunista e si considerano una nazione separata.
Stanchi della tirannia del dittatore e sognando l'indipendenza, gli "ucraini" (in lingua slava "piccoli russi") quasi festeggiano i tedeschi come liberatori. I preti ortodossi si inchinano e si mettono a disposizione delle legioni teutoniche, e i nazionalisti fondano un giornale. «Nuova Ukraina».
Per tutta risposta i nazisti mettono i preti in galera, sopprimono il giornale e razziano la terra. Dichiarano brutalmente che intendono impossessarsi di tutto e utilizzare l apopolazione per il lavoro tedesco. Infatti ogni persona in grado di reggersi piedi viene spedita verso occidene nei carri bestiame per collaborare con l'industria germanica.
E. Kock, un protetto di H. Göring, viene nominato Reich Kommissar dell'Ucraina.]

7 dicembre, attacco nipponico a Pearl Harbor;
Lo stesso giorno il Führer promulga den Nacht und Nebel Erlass, il Decreto Notte e Nebbia;
[Lo scopo originale di questo decreto è l'individuazione di tutti coloro che «rappresentano un pericolo per la sicurezza tedesca»; due mesi dopo il feldmar.llo W. Keite lo estenderà a tutte le persone dei paesi occupati che sono state arrestate e che, otto giorni dopo l'arresto, sono ancora vive…]

Alfried
fonda la Krupp-Brussels S.A. per smantellare le fabbriche del Belgio e trasferirne il macchinario nella Ruhr;

1942
5 febbraio, propone di far costruire la Berthawerk in Slesia dagli ebrei di Auschwitz;
[Secondo la testimonianza di Karl Otto Saur, capo dell'ufficio tecnico del "Ministero Speer", gli ingegneri del governo sarebbero contro questa proposta. Lo stesso Karl Otto Saur in giugno cerca di boicottarlo.
Per aggirare la sua opposizione Alfried va direttamente da A. Hitler che approva.
Alfried ammetterà di aver consigliato il 16 novembre 1943 a uno dei suoi capo-fabbrica l'impiego di tre o quattrocento internati.
Ha cominciato comunque già nel 1941 a servirsi degli internati. A Berlino l'amm. W. Canaris protesta perché viola i patti dell'Aja e la convenzione di Ginevra nonché i principi militari e dichiara:
«Dal diciottesimo secolo in poi questi principi si basano sul fatto che la cattività del tempo di guerra non è né vendetta né castigo, ma solo custodia protettiva, il cui solo scopo è di impedire ai prigionieri di continuare a combattere. Questo principio è stato sviluppato in pieno accordo con il punto di vista di tutti gli eserciti, secondo il quale l'uccisione o i maltrattamenti degli inermi sono in contrasto con la tradizione militare».
Lo stesso anno Albert Schrödter, che da quindici anni dirige il cantiere di Kiel, si vede arrivare orde di lavoratori olandesi, belgi, francesi e si rivolge a Essen per domandare spiegazioni perché sa che è illegale utilizzare i prigionieri per il lavoro nelle fabbriche. Alfried gli risponde che anche a Essen si utilizzano gli internati e gli ordina di non discutere la legittimità della cosa.
Il feldmar.llo W. Keitel controbatte le argomentazioni dell'amm. W. Canaris affermando che «le obiezioni sorgono dal concetto militare di una guerra cavalleresca. Questa è una guerra di distruzione di un'ideologia, perciò approvo e sottoscrivo le misure suddette». (Per questa approvazione egli sarà impiccato anche se non si serve mai del lavoro dei prigionieri).]

febbraio, il feldmar.llo W. Keitel estende il decreto del Führer den Nacht und Nebel Erlass, del 7 dicembre scorso, a tutte le persone dei paesi occupati che sono state arrestate e che, otto giorni dopo l'arresto, sono ancora vive. In questo caso:
[… i prigionieri devono essere inviati segretamente in Germania… tale misura avrà un effetto deterrente perché a) i prigionieri scompariranno senza lasciar traccia; b) nessuno potrà dare informazioni sui loro spostamenti e sul loro destino.
L'atrocità di questo decreto è che nel caos postbellico non verrà mai conosciuto il destino di molti.]

marzo, i cospiratori del Kleine Kreis (Piccolo Circolo), cui fa parte anche E. Löser, formano un vero e proprio comitato;
lo stesso mese H. Himmler ordina a un medico tedesco di nome Beckar di sperimentare dei camion a gas;
[Questi velivoli vengono però scartati sia perché hanno una capacità limitata, sia perché consumano troppo carburane. Al loro posto sono preferiti i Vernichtungslager (campi di sterminio), il più famosoi dei quali diviene ben presto quello di Oswiecim, una ex caserma di cavalleria austriaca che sorge nelle paludi della Polonia meridionale e che in seguito sarà immortalata dalla sua versione tedesca: Auschwitz.]

21-22 marzo, nel suo rapporto sui desiderata del Führer A. Speer annota:
- Punto 20. «Il Führer ha dichiarato in modo inequivocabile che non è d'accordo che i russi debbano essere malnutriti».
- Punto 21. «Il Führer è rimasto sorpreso nel constatare che i prigionieri civili russi sono dietro al filo spinato come prigionieri di guerra».
A. Speer e F. Sauckel promettono che non si userà più filo spinato.

 

31 marzo, diviene Vorsitzender des Vorstandes, direttore dei direttori della ditta;
[Secondo i suoi dossier egli:
- disloca prigionieri ebrei dai campi di concentramento in posti diversi inclusi gli stabilimenti Friedrich Krupp Bertha A.G. di Markstädt, presso Breslavia, prelevandoli da Auschwitz, da Wüstegiersdorf, Riespot, Geisenheim, Elmag e dallo stesso campo di Essen;
in quest'ultimo campo – secondo la testimonianza di un suo operaio, che salirà sul banco di Norimberga – questo sistema inconcepibile continua anche quando raggiunge la certezza che il Reich ha perso la guerra;
egli giudica doveroso costringere 520 ragazzine ebree, alcune delle quali poco più che bambine, a lavorare in condizioni penosissime nella Casa Madre di Essen;
egli stesso rivelerà con parole sue di aver sfruttato i suoi rapporti speciali con Berlino, prima per ottenere gli ebrei, poi, ottenutili, per assicurarsi quei contratti che può eseguire solo una ditta con riserve illimitate di mano d'opera;
il 7 settembre 1943, egli scriverà infatti al ten.col. Wedel:
«Per quanto riguarda la collaborazione del nostro ufficio tecnico di Breslavia, posso dire soltanto che tra esso e Auschwitz c'è un'intesa perfetta, e che è garanita anche per il futuro».
In realtà non c'è nulla che eli non sia in grado di intraprendere. La sua riserva di manodopera è inesauribile. E i prigionieri di Auschwitz ne rappresentanto solo una parte. Dai suo registi risulta che, oltre gli operai tedeschi, ha raccolto 69.898 lavoratori civili stranieri, 23.076 prigionieri di guerra, 4978 internati (quasi esclusivamente ebrei).
Con 97.952 schiavi, è il re della Ruhr.]

Lo stesso mese in Ucraina i nazisti creano il Generalbevollmächtiger für den Arbeitseinsatz (Ufficio speciale per la distribuzione del lavoro);
[Sarebbe più consigliabile tenerla in Ucraina quella gente. C'è moltissimo da fara anche lì. Invece vengono mandati in Germania. In un solo mese la popolazione di Kharkov si riduce da 700.000 abitanti a 350.000.
In tutto circa 4 milioni di ucraini vengono spediti in occidente come Ostarbeiter (lavoratori orientali).
Poiché le evasioni dall'arruolamento diventano un grosso problema, un rapporto del 13 luglio 1943 parlerà di «un'intensificazione delle contromisure: tra le altre la confisca del grano e delle proprietà, gli incendi di case, i maltrattamenti delle persone che si raggruppano in più di tre, aborto forzato delle donne incinte». Inevitabilmente questi problemi aumentano anche le diffficiltà dei dirigenti della Krupp che si trovano sul posto: uno viene trovato impiccato, un altro viene avvelenato con il cianuro, un terzo viene fatto saltare in aria…]


22 aprile
, l'ordine del Führer del mese precedente viene confermato da un decreto delle SS che proibisce l'uso di quel tipo di recinto intorno ai campi di lavoratori stranieri, aggiungendo che «il filo spinato già usato per quello scopo deve essere rimosso».
Ma Alfried ignora sia l'ordne del Führer che quello della SS.


25 aprile, un promemoria della Hauptverwaltungsgebäude dichiara che «per produrre 80 SIG (Schwere Infanterie Geschütze - armi pesanti per fanteria) è necessaria una nuova espansione» e Alfried raccomanda di produrre nel campo di concentramento nel Sudetenland;

maggio, Alfried propone al Führer lo «sterminio mediante il lavoro»;
[Egli dice che ogni membro del partito è favorevole alla eliminazione (Beseitigung) di «ebrei, sabotatori stranieri, tedeschi antinazisti, zingari, criminali ed elementi antisocaili» (Verbrecher und Asoziale), ma che per quanto lo riguarda non capisce perché gli uomini da sterminare non possano fare qualcosa per la patria, prima di essere uccisi.
A. Hitler
esita, ma H. Himmler non decampa dalle sue posizioni, anche se non certo per fedeltà all'Endlösung. H. Himmler, infatti, ha deciso di costruirsi un impero industriale e ha già iniziato a impiegare i prigionieri nelle sue iniziative private. Bisogna quindi convincerlo che per lui sarebbe consigliabile collaborare con gli Schlotbarone.
La soluzione presto si trova ed è una soluzione «economica», per non dire che si basa sulla corruzione vera e propria: Alfried si offre di versare alle SS 4 marchi al giorno per prigioniero, dai quali dovranno essere dedotti 7/10 di marco per l'alimentazione. Inoltre, le SS «riceveranno una percentuale sulla vendita delle armi, per compensare la perdita provocata dal non poter usare i suoi prigionieri».
Nel giro di 24 ore l'opposizione scompare!]

11 giugno, vedendo che un armatore olandese si rifiuta di venire estromesso dai suoi cantieri, afferma:
«Herr Wortelboor è olandese e non ha il minimo interesse a rafforzare la marina tedesca. Il dottor Knobloch informerà la marina del nostro punto di vista in merito e spronerà la marina a esercitare la debita pressione su Wortelboor».

22 luglio, interviene, come rappresentante della RVE (Reichsvereinigung Eisen), a una seduta della Direz. Centrale Progetti con A. Speer;
[Da un rapporto della seduta si legge: «… è stato deciso di piazzare 45.000 civili russi nella Gusstahlfabrik, 120.000 prigionieri di guerra e 6000 civili russi nelle miniere di carbone, e di abbassare per il reclutamento dei prigioneiri di guerra il solito standard medico richiesto per i minatori tedeschi».]

agosto, durante le sue missioni per la RVE e la RVK egli requisisce "senza preavviso" le miniere di tungsteno a Montbelleux, nel nord della Francia;
Ormai la commedia dell'acquisto o dell'affittanza nei paesi occupati è finita.

tuttavia è illegale lasciare tutto a un figlio e diseredare gli altri, occorrono delle misure straordinarie;
10 agosto, egli (nel fisico assomiglia moltissimo alla madre) si presenta ad A. Hitler nel suo rifugio nella Prussia orientale, il suo quartier generale per sistemare la faccenda;
[Dopo un lungo scambio di corrispondenza con M. Bormann, il delegato del Führer, e H.H. Lammers, l'oracolo costituzionale nazista, tutto va a posto.
«La ditta Friedrich Krupp Bertha A.G., un'impresa a conduzione familiare da 132 anni, merita il più alto riconoscimento per le sue prestazioni incomparabili che hanno contribuito alla potenza militare della Germania. Desidero perciò che essa mantenga il suo carattere familiare».
Con questa firma il decreto diviene legge assoluta. la «Lex Krupp».
Adesso egli l'unico erede di sua madre.]

settembre, A. Hitler autorizza la nuova politica proposta da Alfried (lo «sterminio mediante il lavoro») e ordina ai capi dei campi di concentramento di determinare quanti prigionieri sono in grado di lavorare; la risposta è il 25%, di cui il 40% circa è adatto al lavoro in una fabbrica di munizioni;
le direttive del Führer sono già state anticipate da Alfried;
18 settembre, Alfried invia un telegramma all'ufficio berlinese di F. Sauckel, al 65 di Mohrenstrasse;
[Comincia con queste parole: «Soggetto: Impiego degli ebrei. Invece di fare un rapporto ai comitati del lavoro individuale, vi chiediamo di prendere nota che la Krupp è pronta ad assumere da 1050 a 1100 lavoratori ebrei».
La domanda fornisce anche una lista di lavoratori specializzati richiesti, tornisti, meccanici, molitori, arrotatori, falegnami, piallatori, eccetera. Termina con l'ammonimento: «È necessario che i lavoratori siano esaminati per determinare l'abilità prima di assegnarli a noi».
Alfried ha inoltre un obiettivo immediato la Zünderanfertigung (fabbricazione di razzi) e il campo di concentramento della regione dei Sudeti è troppo piccolo per la produzione di massa e così punta la sua attenzione su Auschwitz.
Quando risulta che i lavoratori specializzati presenti ad Auschwitz sono numerosi, Alfried aggiunge ai suoi progetti anche la fabbricazione di armi automatiche.]

ottobre, alla fine del mese i dirigenti della Krupp si riuniscono nella sala del consiglio della Hauptverwaltungsgebäude per discutere su un unico argomento: costruzione ad Auschwitz di una fabbrica di parti di armi automatiche;
[Ricevuta l'assicurazione che «il campo di concentramento di Auschwitz è in grado di fornire la manodopera sufficiente», i dirigenti della Krupp stanziano 2 Mni di marchi per il progetto, che viene approvato con la seguente frase: «Approvato (genehmigt) dal Direktorium il 31 ottobre 1942».
Mentre altre industrie stanno già complottando per ottenere lo stesso tipo di manodopera, nonostante le ripetute assicurazioni delle SS l'inverno passerà senza che accada niente…]

novembre, i cospiratori del Kleine Kreis (Piccolo Circolo), cui fa parte anche E. Löser e che a marzo hanno formato un vero e proprio comitato, stabiliscono dei contatti radio con Allen Dulles in Svizzera;

1943
13 gennaio, dalle annotazioni di un dipendente della Krupp circa il sombardamento subito ad Essen si legge «… il magazzino Altnessen è stato parzialmente distrutto. Però si salvò la maggior parte della roba»; fino a questo momento quindi le incursioni sono ancora insignificanti;
22 gennaio, si da ora si tengono delle regolari riunioni clandestine tra il comitato creato dal Kleine Kreis e Allen Dulles;

2 febbraio
, resa di Stalingrado;
8 febbraio
, i russi riprendono il saliente di Kursk, considerato il trampolino per la riconquista dell'Ucraina;
16 febbraio, i russi riprendono Kharkov;

5-6 marzo, Essen e le officine Krupp subiscono il primo grosso bombardamento;
[I Lancaster della RAF sganciano 908 tonnellate di bombe, provocando una temporanea sospensione dell'energia elettrica.
Il complesso dei campi della Hafenstrasse – con i suoi 1400 polacchi, cecoslovacchi e russi – viene annientato. I campi saranno poi interamente ricostruiti e del bestiame umano fresco verrà importato per abitarli.
Anche Herderstrasse viene rasa al suolo e muoiono 600 prigionieri di guerra sovietici.]

13 marzo, attentato ad A. Hitler;
Lo stesso giorno, dai diari di J.P. Goebbels: «altra grossa incursione su Essen, soltanto nell'area delle officine Krupp si sono scatenati venticinque incendi»;
15 marzo, i tedeschi ritornano a Kharkov;
[Per prima cosa le SS macellano duecento feriti russi in un ospedale, poi danno fuoco all'edificio, tanto per vendicarsi di Stalingrado.
Durante questa campagna gli stabilimenti di Ilytc e Azov A sono restituiti ad Alfried e i lavori vengono avviati di nuovo. E. Müller [Kanonen-Müller] fa i progetti per un'espansione consigliata dai direttori di fabbrica, ma Alfried prima di buttar via i quattrini vuole essere messo al corrente della situazione militare. Gli rispondono che «se la Wermacht riuscirà a tenere Kramatorsk, in primavera la proprietà di quelle officine sarebbe assicurata per sempre».
La spesa viene fatta nella certezza che Manstein conquisterà Kursk. La sconfitta cambierà ogni cosa.
1943, agosto, il gen. Konev riprenderà Kharkov, e Rokossvskij penetrerà in profondità nell'Ucraina settentrionale;
10 settembre, i marescialli Malinovskij e Tolbuchin, appoggiati da uno sbarco ad ovest della città rioccupano Mariupol. Nello stesso mese la fanteria russa entra a Kramatorsk;
25 ottobre, Malinovskij prende Dnepropetrovsk con un attacco-lampo.
I soldati tedeschi che si ritirano a piedi cominciano a farsi cinici e a chiamare la campagna russa «Kaukasus - hin und zurück» (l'avanti e indietro del Caucaso).
Panzerdivisionen importanti come la "Leibstandarte", la "Das Reich" e la "Totenkopf" vengono decimate.
La linea del Führer sul Dnieper viene spezzata.
Alfried
perde le sue officine russe. Soltanto gli edifici, perché anche lui sa essere veloce a smantellare gli impianti. Quello di Mariupol finisce alla Berthawerk in Slesia, insieme a una turbina gigantesca (russa), una quantità enorme di munizioni, macchine, 10.000 tonnellate di lega d'acciaio e 8000 di acciaio al cromo. I dirigenti della Krupp reclamano ben 280 vagoni-merci per evacuare le attrezzature di Kramatorsk. L'esercito può metterne solo cento a disposizione, ma li fanno bastare e si portano via tutto quel che conta.]

16 marzo, Alfried decide di trasferire quel che rimane delle attrezzature della Krawa (spazzata via in due notti di bombardamento) lontano dalla Ruhr; ci sono due possibilità: la Tatra cecoslovacca e la Elmag;
le ispeziona entrambe ed opta per la seconda; come al solito, i proprietari non vengono consultati;
[La SACM (Corporazione alsaziana delle costruzioni meccaniche) – della quale La Société Alsthom di Belfort è sussidiaria – viene ribattezzata dai tedeschi Elmag (Elsässische Mascinenbau, A.G.). Produce macchinario tessile sin dal 1816 e ha una fama internazionale.
Per quasi trentasei mesi dopo la caduta della Francia del 1940 la ditta è rimasta tranquilla e indisturbata. Poi Essen comincia a sentire il peso dei bombardamenti della RAF.]
21 marzo, "Operazione Flash": per oggi è stato organizzato un colpo ben studiato alla Zeughaus, dove A. Hitler deve assistere alla commemorazione dei caduti; il Führer si salva per una variazione dell'orario all'ultimo momento ed il comitato deve disperdersi;
31 marzo, a Essen, parlando a nome della ditta, il dr. Friedrich Wilhelm Janssen comunica alla stampa che Herr E. Löser, stanco e sofferente per il troppo lavoro, ha lasciato il complesso ed è andato in convalescenza in Svizzera;
[Ci è andato infatti ma poi è tornato. Nei sei mesi successivi alle sue dimissioni egli parteciperà ad almeno sei attentati ad A. Hitler.]
dopo le dimissioni del Finanzdirektor E. Löser, Allen Dulles viene informato che se la rivolta riuscirà il futuro ministro delle finanze sarà un conservatore di nome E. Löser;
Lo stesso giorno Alfried tratta con il governo militare alsaziano l'esproprio (Betriebsüberlassungsvetrag). Questo informa l'acquirente che «trattadosi di un'impresa con la predominante partecipazione degli interessi nemici, la Elmag è soggetta alle leggi che riguardano le proprietà nemiche».
[Sinora la ditta è stata controllata da una kommissarische Verwaltung (amministrazione provvisoria). Adesso la Krupp la prenderebbe in affitto. Gli azionisti della SACM si oppongono al cambiamento con tutte le loro forze. Alla fine la SACM-Elmag viene riattrezzata in fretta per l'industria bellica.]

Lo stesso mese, un'ispezione alla Krupp rivela che intorno ai campi di concentramento di Essen la cinta è stata rafforzata ed è stato piazzato dell'altro filo spinato.
[Drexel A. Sprecher, un eminente avvocato di Washington che seguirà tutto il processo di Norimberga raccogliendo poi l'enorme quantità di testimonianze e di deposizioni, confesserà di aver trovato il caso di Alfried il più incomprensibile di tutti. Egli concluderà dicendo che «lo sfruttameto degli schiavi da parte di Alfried Krupp è stato peggiore di qualunque altro industriale, compreso I.G. Farben.
Da nessun'altra parte si sono verificati tanto sadismo, tanta barbarie insensata, tale capacità di trattare gli uomini come se fossero stati materiale disumanizzato
».


i premurosi funzionari della Krupp che quattro anni prima avevano accolto i cecoslovacchi hanno ormai abbandonato qualunque idea di trattamento separato ma equo;

primavera, Alfried riceve la Croce al Merito di Guerra;

cominciano anche i bombardamenti seri;
[W. Churchill ha mantenuto la sua promessa…
«… la Germania sarà sottoposta a un martellamento continuo, severo e massiccio che mai un paese ha esperimentato prima».
E in una nota a Stalin specifica: «Sabato abbiamo mandato 348 bombardieri pesanti su Essen. Novecento tonnellate di bombe hanno aumentato i danni alla Krupp e distrutto una parte della città che ancora non era stata colpita. E la notte scorsa altri 507 bombardieri hanno sganciato 1400 tonnellate di esplosivo sui cantieri di Kiel».
L'Inghilterra – come ammetterà dopo la guerra anche sir Arthur Harris – ha infatti deciso di concentrarsi soprattutto sulla Ruhr, specie sulle quattro città principali. Essen e Dortmund saranno le più danneggiate: Bochum, Duisburg, Düsseldorf e Hamm un po' meno. Secondo l'United States Strategic Bombing Survey, il 24% delle bombe cade in città, e i danni fatti da questi raids superano tutti gli altri attacchi.
Secondo i calcoli inglesi, nel 1944 la produzione di carbone della Ruhr calerà da 31,1 milioni di tonnellate a 17,8; e quella dell'acciaio da 3,4 a 1,5.
È chiaro che le officine Krupp sentono ll peso di questi bombardamenti. D'altra parte molti vecchi muri crollano, ma gran parte degli edifici moderno hanno solo il tetto danneggiato.]

[Quando cominciano a fioccare i bombardamenti pesanti i Kruppianer di Essen si trovano nei guai.
I dirigenti riescono a mandare moglie e bambini altrove, disobbedendo a un decreto del Führer che probisce di abbandonare la Ruhr:
. Hardach spedisce i suoi nel nord della Westfalia;
. Paul Hansen, la cui casa è stata distrutta nel 1943, trova un rifugio pep sua moglie a 250 km dalla Ruhr;
. ?, riesce per due volte a salvare la sua abitazione colpita da bombe incendiarie; la terza dirompente gliela fa a pezzi e lui si precipita alla stazione con tutti i suoi;
. dr. Hermann Hobrecker porta moglie e figli in casa del suocero a Wiesbaden dove rimangono uccisi in seguito a un'inciursione, mentre la sua casa ad Essen rimane intatta.
Delle 32.000 case operaie che appartengono ai Krupp quasi 14.000 sono distrutte e 16.000 seriamente danneggiate. Non è facile avere il permesso di ricostruire o di far riparazioni. Il padrone dell'albergo Essener Hof riesce dopo tre bombardamenti a ottenere l'autorizzazione a rabberciare il tetto e proprio perché A. Speer e Robert Ley ci alloggiano sovente.]

marzo, con i bombardamenti su Essen gli inglesi uccidono un centinaio di polacchi nella Hafenstrasse dove sorge un complesso di campi d'internamento;
[In effetti, mentre il bunker dei Krupp non viene mai colpito e le abitazioni dei dirigenti, a Bredeney, se la cavano senza gravi danni, i prigionieri di guerra, i lavoratori stranieri e gli internati dei campi se ne stanno accucciati allo scoperto.]

Alfried manda un suo emissario nella Polonia meridionale, con l'ordine di scoprire che cosa sta succedendo; con grande sorpresa del suo inviato, un ufficiale del campo di concentramento esprime l'opinione che «bisogna usare manodopera tedesca, se appena possibile»;
5 aprile, Alfried risponde personalmente:
«Lo scopo principale del trasferimento ad Auschwitz consiste nell'uso della manodopera disponibile in quel campo di concentramento…
La ragione per la quale è stato deciso di superare tutte le difficoltà presentate da Auschwitz mira, appunto, a sfruttare la disponibilità di manodopera di quel campo. Ma ora questa ragione non sussiste più, dato che la migliore manodopera
(die besten Arbeitskräffe) non è più là».
In realtà i lavoratori più qualificati sono ancora nel campo di concentramento di Auschwitz e Alfried sa con esattezza, grazie a un elenco fornitogli da un emissario della Krupp, che può usare 500 prigionieri;
[A fornire questo elenco il 16 marzo scorso all'emissario della Krupp è stato l'Obersturmführer Sommer, un ufficiale delle SS di stanza a Berlino e assegnato al Comitato Speciale M3 del "Ministero Speer".
Individuato attraverso una diligente ricerca negli archivi del partito, è stato poi contattato dall'agente della Krupp.]

A questo punto Alfried chiede che le SS intervengano immediatamente e ottiene ciò che vuole;
[L'assassino Rudolf Franz Höss, 43enne, che ora regna ad Auschwitz come Kommandant des KZL (Konzentrationlager, una variante del KZ) capitola.
Dopo aver organizzato la distruzione di 3 milioni di persone, – come dichiarerà a Norimberga – seleziona e usa gli altri come schiavi nelle fabbriche del campo di concentramento…]

Rapporti preoccupati cominciano a piovere sulla scrivania di A. Speer.
C'è costantemente bisogno di lavoratori, di qualunque tipo.
[A. Speer avrebbe una soluzione, peraltro già messa in atto a suo tempo dal gen. E. Ludendorff, fare lavorare le donne tedesche. Per questo sollecita A. Hitler a seguire il suo esempio ma il Führer non ammette repliche: «Il sacrificio dei nostri più preziosi ideali è un prezzo troppo alto».
La donna tedesca deve rimanere a casa.
Per quanto riguarda l'impiego di donne tedesche nelle fabbriche, ne vengono impiegate non più di 180.000 – circa il numero di cuoche e cameriere dell'intero paese. Persino quelle che vanno a fare quel lavoro di loro volontà non sono apprezzate.]



10 aprile, dai diari di J.P. Goebbels, «Arrivammo ad Essen prima delle sette del mattino. Il Gauleiter Schlessmann ci aspettava alla stazione con un gruppo di dipendenti. Andammo all'albergo a piedi perché non sarebbe stato possibile guidare una macchina per le strade della città. Quella passeggiata ci ha permesso di valutare i danni inflitti dagli ultimi bombardamenti. Secondo gli esperti ci vorranno almeno dodici anni per riparare tutto»;

22 aprile, appare chiaro – da un'annotazione nell'archivio Krupp – che le SS guardano con «grande sfiducia» quelle donne della Ruhr che addestrano le prigioniere ebree a produrre proiettili ad Auschwitz.
E così la Germania ricorre all'unica alternativa possibile: gli stranieri.
[Alla fine A. Speer vincerà la sua battaglia… anche se sarà troppo tardi.]
Lo stesso giorno ad Auschwitz inizia la selezione operata da Rudolf Franz Höss; [Studiando la mappa del campo egli assegna ad Alfried la zona numero 6; immediatamente nella zona si trasferiscono intere squadre di Kruppianer che, lavorando 24 ore su 24, approntano per il 28 maggio successivo un nodo ferroviario, un'immensa baracca suddivisa in due e un capanno munito di servizi igienici.
Accanto alla baracca, nel frattempo, ne viene costruita un'altra, mentre le SS cedono in affito le loro caserme ad Alfried.
I suoi resoconti amministrativi cominceranno a giugno, quando i primi internati ebrei saranno ammassati nella baracca già costruita e cominceranno a lavorare…
In giugno, 25 Kruppianer saranno trasferiti da Essen ad Auschwitz ove rimarranno cinque mesi ad addestrare i prigionieri.]



maggio
, dai diari di J.P. Goebbels: «è la cinquantesima volta che le officine Krupp vengono bombardate»;

giugno, Auschwitz;
[Come confermeranno a Norimberga Erich Lutat e Paul Ortmann, due operai specializzati tra i 25 tedeschi inviati ad Auschwitz:
«I prigionieri vengono scortati fino alla fabbrica dalle SS alle 6 di mattina. In seguito alle 7. Qui restano sotto il controllo delle guardie della fabbrica… Gli operai sono polacchi, olandesi, cechi, francesi e moltissimi ebrei… Le loro condizioni fisiche sono pietose».
Fino al crollo del 1945, Alfried userà il lavoro forzato in circa cento fabbriche sparse per tutta la Germania, la Polonia, l'Austria, la Francia e la Cecoslovacchia.
La cifra non può essere esatta al millesimo perché tutti i documenti del Konzern riguardanti i lavoratori stranieri, i prigionieri di guerra e gli internati dei campi di concentramento – documenti contraddistinti dalla parola Geheim (segreto) e custoditi dall'Oberlagerführung di Alfried – saranno dati alle fiamme.
Sarà altrettanto impossible stabilire quanti campi di concentramento sono stati costruiti da Alfried e quanti dalle SS, o il numero di Stücke che vi ha lavorato.
Esiste comunque una supposizione attendibile: Hans Schade, un esperto assunto dagli americani a Norimberga, studierà attentamente tutti i documenti rimasti, e i suoi calcoli [fino al 1965 ca ] saranno i più validi.]

inizia l'operazione tedesca chiamata "Zitadelle"; avviene una concentrazione enorme di truppe tra Orel a nord e Belgorod a sud;
dal canto suo A. Hitler ha la fiducia più assoluta nelle Pantere, Elefanti, Jagdpanzer e Tigerpanzer della Krupp e dichiara che il prossimo trionfo tedesco «infiammerà l'immaginazione del mondo intero»;

 

5 luglio, in serata un comunicato della «Stavska» annuncia che dai rapporti preliminari risulta che solo nel primo giorno le truppe sovietiche hanno distrutto o danneggiato 586 carri armati tedeschi;
[Gli Jagdpanzer si sono disintegrati subito alla prima ondata; anche gli Elefanti sono durati poco e Alfried ne ha prodotti 90 e li ha mandati tutti al fronte.]
6 luglio, i russi mettono in azione per la prima volta uno sbalorditivo carro con cannoni da 122 e collimatori a raggi infrarossi;
[Nei giorni seguenti i russi distruggono 433 "carri armati Krupp", poi 520, poi 304.]
22 luglio, al termine delle battaglie, il Führer ha perduto 70.000 uomini e 2900 carri armati;
24 luglio, Stalin comuica che le conquiste tedesche sono state liquidate e che i contrattacchi sovietici hanno permesso di avanzare di circa 40 km;
28 luglio, dai diari di J.P. Goebbels: «l'ultima incursione aerea ha fermato completamente il lavoro alla Krupp»

Lo stesso mese C.F. Goerdeler visita la Ruhr, osserva ovunque lo scempio fatto dai bombardamenti e scrive a E. Löser che «il lavoro di tante centinaia d'anni è ridotto a un ammasso di macerie» e che bisogna far qualcosa per interrompere questa follia nazista;
[Riprendere il suo posto alla Krupp è troppo umiliante per E. Löser, e forse impossibile. Ma non è necessario. Alla Krupp c'è sempre il dr. Hans Beusch che fa parte del comitato clandestino. Si preoccuperà lui di tenere d'occhio le mosse di Alfried e di tenersi al corrente di tutti i progetti del governo nei riguradi della Ruhr.
E. Löser accetta una sinecura e diventa fiduciario di una fabbrica confiscata di radio a Eindhoven, in Olanda. Per colmo d'ironia il personale scrive il suo nome sulla lista alleata dei criminali di guerra, mentre lui studia il modo di governare le finanze di una Germania senza Führer.]

agosto, Aushwitz;
[In base alla conferma degli ordini 1/43 e 2/43 del 3 luglio 1943, la ditta Krupp ha versato alle SS la somma di franchi tedeschi 28.973 per lavoro svolto dai prigionieri durante il periodo 3 luglio-3 agosto 1943. Il salario quotidiano di ogni lavoratore ammonta a 4 marchi, e quello dei lavoratori non specializzati a 3 marchi.
Ne Rudolf Franz HössAlfried annotano le condizioni in cui questa gente lavora!]

7 settembre, così scrive al ten.col. Wedel:
«Per quanto riguarda la collaborazione del nostro ufficio tecnico di Breslavia, posso dire soltanto che tra esso e Auschwitz c'è un'intesa perfetta, e che è garantita anche per il futuro».
[In realtà non c'è nulla che egli non sia in grado di intraprendere. La sua riserva di manodopera è inesauribile. E i prigionieri di Auschwitz ne rappresentano solo una parte.
Dai suoi registi risulta che, oltre gli operai tedeschi, ha raccolto:
- 69.898 lavoratori civili stranieri,
- 23.076 prigionieri di guerra,
- 4978 internati (quasi esclusivamente ebrei).
Con 97.952 schiavi, è il re della Ruhr.]

21 settembre, da un memorabile scambio di corrispondenza:

21-9-1944

Fried. Krupp, Essen
Al signor von Bülow

Abbiamo bisogno di altri dieci frustini di cuoio, o armi simili, da dare in dotazione alle nostre guardie . Poiché siamo venuti a conoscenza che avete ancora in magazzino tali articoli, vi preghiamo di consegnare al latore della presente i dieci frustini richiesti.
[Lederknüppel, oder ähnliche Waffen, die unsere Stossmannschaften zum Verprügeln gebrauchen könnten.]

Linder

All'attenzione di H. Wilshaus

Abbiamo ancora dei frustini di cuoio?
[Waffen ähnklich wie Knüppel?]

von Bülow

Al signor von Bülow

Sono in grado di fornire i frustini di cuoio, oppure verghe di ferro.
[Lederknüppel oder Stahlstäbe.]

Wilshaus

 

[Da: William Manchester, I cannoni dei Krupp, Arnoldo Mondadori Editore 1969]

 

ottobre, quando Hermann Brombach, un agente della Krupp di stanza in Olanda, avverte di aver notato «un sensibile aumento» nel numero dei lavoratori olandesi che prolungano la licenza «senza giustificazione», e Bruxelles e Parigi riferiscono di essere alle prese con lo stesso problema, Fritz von Bülow progetta «un campo di pena (Strafanstalt) da costruire vicino alla Gusstahlfabrik».
[Da questo momento le atrocità inflitte agli ebrei e agli uomini di razza slava diventano note a tutti i prigioneri europei.
Infatti, almeno sulla carta, i lavoratori provenienti dalla Francia e dai Paesi Bassi sono venuti di loro spontanea volontà, e i Freiwillige, secondo le parole di un ordine messo in circolazione nelle industrie Krupp durante il terzo mese durante il quale Alfied è l'unico proprietario, devono «essere congedati il giorno stesso in cui scadono i loro contratti di lavoro».
Invece, «I lavoratori polacchi e dei paesi dell'Est sono tenuti a prestare servizio a tempo indefinito».
Un ordine della Werkshutz dichiara: «I russi devono vivere severamente segregati dalla popolazione tedesca, dagli altri lavoratori stranieri e dai prigionieri di guerra. Verrano rinchiusi in campi cintati, che potranno lasciare solo per andare al lavoro, sotto scorta».
Ma in pratica, la diversità di trattamento tra i cittadini dei paesi dell'Est e quelli dell'Ovest non esiste: non appena i "volontari" decidono di esercitare i loro diritti, li perdono.
Da una lettera di Alfried indirizzata alla direzione del personale di Essen: «I contrati annuali di un gran numero di lavoratori francesi, belgi e olandesi della Gusstahlfabrik scadranno tra due mesi. Poiché tali lavoratori non sono disposti a rinnovare i contratti, intendiamo costringerli a restare».
Nel giro di poche settimane la detenzione diverrà uguale per tutti.]

Il primo Strafanstalt è quello di Dechenschule.
[Il Kriminalrat Peter Nohles, capo della Gestapo locale – si ucciderà in carcere durante il processo contro Alfried a Norimberga – dichiarerà di essere stato soltanto una figura di paglia contrariamente a quanto affermato dalla Werkschutz che descriverà invece Dechenshule «un campo di disciplina controllato dalla Gestapo e sorvegliato dalla polizia delle industrie Krupp».
Prove di questo "controllo" non saranno mai trovate. Al contrario, gli internati sanno benissimo che le guardie che li frustano con le verghe di cuoio portano il nome Krupp sui distintivi, sui berretti e sui bracciali. Fritz Führer, il Lagerführer della Dechenschule riceve lo stipendio dalle fabbriche Krupp…ecc.
Le misure di sicurezza del resto sono già rigide, tanto da rendere inutile un pur eventuale e possibile controllo da parte di Peter Nohles.
Le finestre sono difese da pesanti sbarre di ferro, il campo è circondato da un doppio recinto di filo spinato, e le guardie sono informate che «al minimo segno di disordine o disubbidienza bisogna agire spietatamente» e inoltre «qualunque forma di resistenza dev'essere stroncata con le armi. Agli internati che tentano di fuggire bisogna sparare addosso con la ferma intenzione di ucciderli».
I prigionieri lavorano dodici ore al giorno per sette gioni alla settimana, non hanno riposo e, naturalmente, non sono pagati un centesimo.]

14 ottobre, un colonnello dell'OKW di Berlino con una telefonata così protesta:
«L'Oberkommando della Wehrmacht ha ricevuto da parte dei suoi stessi uffici e, di recente, anche da parte della popolazione civile tedesca, un consideraevole numero di reclami per come vengono trattatti i prigionieri di guerra presso la ditta Krupp (si sottolinea in particolar modo che vengono bastonati, che non ricevono cibo a sufficeinza, che non usufruiscono del tempo libero al quale hanno diritto. Tra le altre cose si affermna che i prigionieri di guerra non mangiano patate da sei mesi). Tali soprusi non hanno luogo in nessun'altra parte della Germania».

autunno, si decide per l' "operazione Valchiria" culminata nell'attentato ad A. Hitler;

ora che Alfried sospende le operazioni ad Auschwitz, Essen è ormai invasa da una marea di Ausländer emaciati e coperti di stracci, provenienti da ogni parte dell'Europa: polacchi, francesi, belgi, danesi, lussemburghesi, cechi, ungheresi, russi, ucraini, jugoslavi, greci e italiani intrappolati dopo la resa dei loro governi; ci sono anche degli algerini e dei cinesi;
[Di anno in anno l'età minima – inizialmente 17 anni – per il lavoro nelle fabbriche è scesa paurosamente. Prima dai 14 anni in su… ora perfino i bambini di sei anni hanno un loro posto nelle fabbriche…
Ad Essen ci sono 55 campi di concentramento della Krupp. Si trovano un po' ovunque, mescolati agli abitanti del luogo.
Come risulterà dalle testimonianze di Fritz Führer, un ex guardiano della Krupp, i lavoratori stranieri vivono in due fabbricati in muratura, ex edifici scolastici. Dall'alto si vedrebbe:
- il campo della Dechenschule…
- a 5 km a nord, la staccionata sulla Seumannstrasse dove 3000 russi, alcuni operai dell'Europa orientale, dei criminali tedeschi sono rinchiusi dietro cortine di filo spinato, attorniati di torrette equipaggiate di fari e di mitragliatrici;
- muovendo di 180 gradi lo sguardo si vede la zona est della città di Essen, densamente popolata, prima di fermarsi sulla…
- Schlageterschule che contiene 160 prigionieri, e passare poi direttamente…
- oltre la Ruhr sino a Villa Hügel.
Qui come in quasi tutti gli altri campi non vi sono armi; infatti i guardiani hanno in dotazione dei Mannlicher obsoleti, reliquie della guerra franco-prussiana.
- muovendo verso occidente si potrebbe vedere Krämerplatz in cui si trovano accatastati 2000 uomini, in maggioranza slavi e francesi; venti isolati più a sud-ovest;
- poi Raumerstrasse che alloggia 1500 prigionieri di guerra russi e verso ovest la Dechenschule di Fritz Führer da cui sono partiti quei 300 schiavi orientali per far posto, la primavera precedente, ad alcuni "occidentali";
in direzione ovest-nord-ovest si estenodno altri tre campi:
- Hafenstrasse III (1000 cecoslovacchi),
- Nöggerathstrasse (1100 francesi del POW),
- Spenlestrasse (2500 russi).
Il medico della Krupp responsabile dei campi è il dott. Wilhelm Jäger.
La zona in cui si trova il maggior numero di campi di concentramento si estende a nord-ovest della Hauptverwaltungsgebäude. Qui, tra gli altri campi, vi sono:
- Frintoperstrasse (1000 slavi),
- Rabenhorst (1000 orientali),
- Bottroperstrasse (2200 italiani e francesi).
Nessun campo dispone di rifugio antiaereo.]

12 novembre, A. Hitler mette la sua firma sulla "Lex Krupp", elaborata da H.H. Lammers, decretando:
«Il proprietario delle ricchezze della famiglia Krupp è autorizzato a usare la sua fortuna a beneficio dl un'impresa famigliare con una speciale legge di successione». Decreta inoltre:
«Chiunque sia il proprietario dell'impresa, porterà il cognome "Krupp" anteposto a quello di famiglia».]
[Il testamento del bisnonno nel 1882 aveva stabilito una linea di successione per tre eredi che sarebbero entrati in possesso della ditta uno dopo l'altro: Friedrich Alfred Krupp, Berha Krupp e il figlio primogenito di quest'ultima. Tutto è andato bene fino all'inizio del 1900 quando la proprietà è passata da Friedrich Alfred Krupp a sua figlia Berha Krupp. Poi è arrivata per i capitalisti la tassa di successione, e gli statuti tedeschi che regolano i trasferimenti di proprietà si fanno molto intricati.
Una legge del 1920 vieta la nomina di un erede solo, a meno che non sia figlio unico.
Non è il caso di Alfried. Inoltre, trovandosi la Krupp all'apogeo, le tasse stabilite sulle sue condizioni attuali sarebbero così forti da portarla alla rovina. Urge fare qualcosa!
1941, un mese dopo il divorzo di Alfried, Gustav già comincia ad escogitare una soluzione: fare pressione in modo che sia emanata una legge in base alla quale i proprietari delle grandi ditte sarebbero autorizzati a nominare i loro eredi e questi avrebbero poi pagato una tassa minima al Reich;
Gustav comincia una corrispondenza con M. Bormann.
1942, 11 novembre, Gustav ritorna all'attacco con M. Bormann per quell'abbozzo di legge…
1943, 12 novembre, il Führer dà il suo consenso alla fondazione dell'impresa di famiglia Krupp in base ad un principio speciale sulla successione.]

15 novembre, a Villa Hügel, dinanzia a Gauleiter nazisti, funzionari della Gestapo, militi delle SS, generali, ammiragli e soprattutto i legali della Krupp, si incontrano Gustav, Bertha e Alfried;
Bertha annuncia con fermezza:
«Rinuncio al possesso della ditta di famiglia a favore di mio figlio Alfried che perciò, in base al decreto del Führer, diventa il proprietario dell'impresa».
Diseredando con una sola frase Berthold, Harald, Eckbert, Irmgard, Waldraut e la vedova di Claus con rispettivo bambino, continua:
«Sempre in base al decreto del Führer, mio figlio d'ora in poi si chiamerà Alfried KRUPP von Bohken und Halbach».
In seguito si alza Alfried e dice:
«Sono d'accordo con la dichiarazione di mia madre e accetto di diventare proprietario dell'impresa di famiglia».
[1943, 20 novembre, la "Lex Krupp" viene pubblicata sul «Reichgesetzblatt» (Gazzetta legale del Reich);
15 dicembre, per decisione dell'assemblea generale, la Fried. Krupp Aktiengesellschaft (società per azioni) viene convertita nell'impresa individuale Fried. Krupp, con sede centrale ad Essen; a partire dalla stessa data, con le dimissioni di tutti i dirigenti responsabili, la ditta diviene proprietà unica del signor Alfried von Bohlen und Halbach che da questo momento assume il nome di Alfried KRUPP von Bohlen und Halbach.
Il proprietario, che assume pure la responsabilità di dirigere l'intero complesso aziendale, nomina ad assisterlo una direzione d'affari che verrà chiamata Direktorium (Consiglio);
21 dicembre, il Führer approva il nuovo statuto della Krupp passando i pieni poteri ad Alfried.]

29 dicembre, da quando A. Hitler è salito al potere nel 1933, il capitale della Krupp è salito da 72.962.000 marchi a 237.316.093 marchi.
[E tale valutazione non comprende le ditte confiscate nei paesi occupati.]

Alla fine dell'anno la Germania produce mille carri armati al mese.

Fino al 1943 – secondo lo studio effettuato da Hans Schade– il numero di schiavi usati dalla Krupp resta relativamente limitato. Gli arrivi dalla Francia sono sporadici e quasi tutti gli olandesi vengono inviati a Kiel.
Le 81 fabbriche del complesso della Gusstahlfabrik di Essen hanno arruolato solo 11.557 civili stranieri e 2413 prigionieri di guerra… e nessun internato KZ.]

1944
11 gennaio, Alfried decreta:
«Il proprietario dell'impresa individuale porta da solo tutte le responsabilità, ed è il capo, dell'intera ditta…
Tutte le questioni importanti debbono venir sottoposte a me e ai componenti del Direktorium per le opportune decisioni
».


12 gennaio, da un promemoria di Alfried:
«Qualunque richiesta di licenza speciale da parte di civili italiani va considerata prima facie (auf den ersten Blick) con sospetto». E prosegue lamentandosi che «i francesi si rifiutano di rinnovare i contratti di lavoro» dichiarando: «Berlino… deve capire che bisogna prendere provvedimenti ancor più seri contro il personale [francese] di ritorno dalla licenza. Malgrado l'intervento di Sauckel, è difficile costringere i lavoratori a rientrare, soprattutto dalla Francia, dove non esiste controllo da parte della polizia».

Anche Alfried, come il Führer, si è fatto costruire un bunker nel terreno della villa.
[In un anno i Lancaster della RAF hanno sganciato su Essen quasi settemila tonnellate di bombe. Ormai Bertha e il suo principe consorte se ne stanno quasi sempre a Blünbach.]

primavera, Gustav si ritira a Blühnbach con la moglie Bertha;
estate, alla Gusstahlfabrik gli slavi assommano già a circa 7000 e ne stanno per arrivare altri 9000;
ora sui cartelli sta scritto «SLAWEN SIND SKLAVEN - gli slavi sono schiavi»;
[Durante la primavera cominciano a giungere alla Dechenshule, situata vicino al limite occidentale della città di Essen, dei prigionieri belgi…
Il nome ufficiale del campo è "Sonderlager der Geheimstaatspolizei", Dechenshule è cioè un campo di concetramento della Gestapo. Ma questa organizzazione esercita il suo controllo solo a livello amministirativo, il campo è in realtà… controllato dalla Werkschutz, o polizia privata della ditta Krupp.]

15 marzo, Essen, Fritz von Bülow è così orgoglioso del campo di disciplina installato nell'autunno scorso che sollecita la ditta «ad aprire un altro campo speciale nella Kapitän-Lehmann Strasse».
[Ma il campo non sarà mai costruito. Anche quello di Dechenshule viene distrutto durante un bombardamento, e i suoi prigionieri devono essere trasferiti entro la nottata in un campo improvvisato, a Oberhausen.]

24 marzo, Essen, da un rapporto finanziario:
"Le baracche, che sono attualmente usate per alloggiare gli ebrei e i vari prigionieri di guerra (Juden und KZ-Häftlinge) devono essere considerate senza valore in tempo di pace poiché è impensabile poterle usare per alloggiare il personale".

6 giugno, D-Day, inizio dell'invasione finale ad ovest;
[I lavoratori alsaziani cominciano a sparire su per le colline a velocità allarmante, ma Essen ha previsto anche questa penuria di manodopera;

5 luglio, un messaggio telegrafico informa i dirigenti della Krupp d Mulhouse che il KZ (Konzentrationslager) di Oranienburg, campo di concentramento a nord-ovest di Berlino, invierà un massimo di 1250 prigionieri per il lavoro forzato;
[Alla fine della guerra il guardiano del campo, Ernst Wirtz, sarà condannato a 8 anni di lavori forzati a titolo di ritorsione. Così le testimonianze a Norimberga:
«Un gruppo di prigionieri arrivò alle officne Elmag allo scopo di costruire una campo di concentramento sul posto che avrebbe ospitato circa mille persone. Gli operai alsaziani indignati dal trattamento protestarono e minacciarono di scioperare sino a quando i prigionieri venivano trattati così male».]


20 luglio
, l'attentato ad A. Hitler fallisce;
accusati di essere a conoscenza del complotto, vengono arrestati sua sorella Barbara e il marito, barone Tilo von Wilmowsky;
[Mentre la donna viene poi liberata, il marito viene spedito a Sachsenhausen da cui sarà liberato nel 1945 con l'arrivo degli americani.]


25 luglio, il Führer decreta che tutte le donne tedesche dai 17 ai 50 anni devono presentarsi per assumere il lavoro. Ma è ormai troppo tardi.
[Milioni di schiavi si trovano sul suolo del Terzo Reich e i bombardamenti alleati hanno ormai distrutto il morale delle donne tedesche. A Berlino – noterà sardonicamente J.P. Goebbels – solo 200 delle 5000 donne abili al lavoro si sono presentate.]

13 agosto, Essen, Alfried riceve una telefonata che lo consiglia di usare una strada secondaria per recarsi in ufficio; la casa di uno dei vicini è stata circondata dalla polizia: sta per essere arrestato un pericoloso criminale nemico del Reich. Il suo nome è E. Löser, l'uomo che avrebbe dovuto essere il Finanzdirektor del nuovo governo;
[Alfried non sa che il suo vecchio rivale è entrato nella Ruhr. Nonostante che E. Löser abbia conservato la sua appartenenza a moltissimi consigli in numerose industrie Krupp, dovrebbe trovarsi in Olanda a dirigere la Philips Radio come uomo di fiducia di A. Hitler; contrariamente a C.F. Goerdeler non è fuggito perché le uniche prove scritte della sua colpevolezza si trovano nell sua casa di Essen e negli uffici di Allen Dulles. Quando E. Löser ha appreso che K. von Stauffenberg ha fallito il colpo, è corso a casa e, aiutato dalla moglie, ha bruciato tutti i documenti che possono incriminarlo. Da quel momento, insieme al dottor Hans Beusch – il medico che in pubblico è direttore del programma sanitario di Alfried e, in privato, aiutante di E. Löser – è rimasto a casa in attesa.
E. Löser e Hans Beusch vengono arrestati e portati nella prigione di Berlino, nel quartier generale di H. Himmler, sulla Prinz-Albrecht-Strasse.
Il dott. Hans Beusch non resisterà all'inverno mentre E. Löser riuscirà a sopravvivere fino alla primavera quando terminerà la guerra. Su di loro non viene trovata nessuna prova.]

agosto, un altro memorandum di Alfried:
«per motivi di sicurezza il primo contingente di prigionieri KZ che ci era stato assegnato è stato allontanato dalla fabbrica. L'operazione internati è sospesa».
Infatti Alfried si limita a portar via tutte le attrezzature della Elmag e a trasferirle in Baviera.

Gira l'Europa su un apparecchio della Luftwaffe dal motore trucccato.
[Non lo guida lui, troppo intento a guardare le sue scartoffie, anche se il suo grado di Standartenführer dell'aviazione nazista gli darebbe il diritto.]

10 agosto, lo Schlotbaron forma un'alleanza per garantirsi l'attività industriale nel dopoguerra;
[La notizia viene data al Servizio Segreto americano da un agente doppio francese, il quale affermerà che rappresentanti della Krupp, della Röchlin, della Messerschmitt, della Rheinmetall-Borsig e della Volkswagenwerk si sono riuniti questo giovedì nell'Hotel Rotes Haus di Strasburgo per studiare il futuro delle loro industrie.
I rappresentanti delle varie industrie tedesche – come dichiarerà il francese, presente alla riunione – hanno progettato una campagna commerciale per il periodo immediatamente postbellico. Il punto chiave del progetto prevede «di assicurare alla Germania crediti stranieri».
Ma anche se Alfried intendesse unire le forze a quelle dei suoi colleghi industriali, il Konzern ha già analizzato la situazione e preparato un piano indipendente. Un piano molto più audace di quello dei crediti straneri e di gran lunga più illegale.
Se il Führer ne venisse a conoscenza, colpirebbe spietatamente. Ma l'alternativa è la bancarotta.
1942, Alfried ha accumulato più di 200 Mni di marchi in buoni del tesoro del Reich. Quest'enorme quantitativo di carta stampata rappresenta il nucleo dell'eredità di Alfried, che ora deve liberarsene.
1943, verso la fine dell'anno, durante i primi giorni del suo nuovo regno, Alfried inizio la liquidazione dei buoni del tesoro del Reich.
Piuttosto che investire capitali nella produzione bellica e perderli – come testimonierà a Norimberga nel 1948 Johannes Schröder, uno dei suoi consiglieri – la ditta approva una nuova politica strettamente segreta, in base alla quale si tenta di tenere i capitali il più possibile liquidi.
La ditta si libera dei buoni del tesoro, elenca i danni di guerra, ne presenta richiesta e contrae enormi crediti con il Reich. Alla fine la liquidazione completa risulterà negativa.
Accumulando grandi riserve bancarie però la Krupp rimane solvibile. Nel contempo si libera di 162 Mni di marchi di carta completamente priva di valore. Dopo la guerra resteranno infatti solo 68 Mni di marchi in buoni del Tesoro.
Da aggiungere c'è solo che sono morti in guerra 3,5 milioni di tedeschi e, secondo i calcoli postbellici, le vittime civili sono doppie di quelle militari.


25 agosto
, in Romania, tra gli ufficiali costretti ad arrendersi c'è anche il fratello Harald;

1° settembre, Essen, all'alba 520 ebree ungheresi sono schierate, tra la Helenstrasse e la Bottroperstrasse, davanti alle guardie della Dechenshule in attesa di essere inviate a lavorare nella Walzwerk II della Krupp;
[1943, il Lagerführer di Auschwitz, avendo scelto i cristalli di Zyklon-B come il mezzo più spedito per annientare gli esseri umani, prende a studiare il problema della cremazione e sollecita i fabbricanti di forni a inviargli delle offerte.
Rispondono in molti perché la concorrenza in questo campo è molta intensa.
Un'industra arriva ad affermare che i forni forniti a Dachau sono risultati di provata efficienza; un'altra ditta scende in particolari… La gara per la conquista commerciale di Auschwitz viene vinta dalla ditta I.A. Topf und Söhne;
12 febbraio, in una lettera la ditta vincitrice della gara riscontra l'approvazione di Höss con una risposta succinta:
«An die Zentralverwaltung der SS un Polizei, Auschwitz

Oggetto: forni cramatori per i campi due e tre.
«La presente come riscontro al vostro ordine per cinque forni tripli, completi di montacarichi elettrici per il sollevamento dei cadaveri e di un ascensore d'emergenza.
Nello stesso ordine, sono comprese due installazioni, una per l'immissione del carbone e l'altra per l'asportazione delle ceneri
».
1944, inizio, queste donne fanno parte di una comunità di 300.000 ebrei residenti in Ungheria o nei territori adiacenti, annessi all'Ungheria dopo Monaco;
maggio, cominciano ad arrivare puntualmente i convogli dall'Ungheria;
giugno o luglio, a Budapest si incontrano Eichmann con Höss per la definizione di un piano particolare.
luglio, le donne arrivano ad Essen, ne vengono scelte 520 per le officine Krupp. Alloggiano in Humboldtstrasse. Testimone oculare è padre Alphonse Charles Gyseline Come. (particolari pp. 582-615]

30 settembre, Alfried dà lavoro a 277.966 lavoratori e impiegati (Arbeiter und Angestellte);
[L'amministrazione di Alfried è molto simile a quella del Führer:
- agli ordini di A. Hitler, F. Sauckel porta nel Reich la manodopera forzata, che A. Speer distribuisce;
- agli ordini di Alfried, l'Arbeitseinsatz A di Werner Lehmann lavora all'estero reclutando stranieri, mentre gli uomini dell'Arbeitseinsatz I distribuiscono gli Stücke, attraverso l'Oberlagerführung, alle varie fabbriche.
Il suo viceré è Fritz von Bülow, 50enne, nominato da Berlino sia militarmente sia politicamente Hauptabwehrbeauftragter (capo del controspionaggio dell'industria privata). Ex consulente privato di Gustav, è sato insignito della Kriegsverdienstkreuz di seconda classe e nominato capo della polizia del complesso industriale.
Uomo colto e sensibile, è però anche l'unico anello debole della catena di comando di Alfried.]

23-24 ottobre, l'ingegnere civile Gross, di Essen, conta 820 persone uccise e 643 ferite;
[Il rapporto non è chiaro, può darsi che tra le vittime ci siano anche dei tedeschi. Comunque sia, da un rapporto inviato ad Alfried durante l'ultimo periodo di guerra, i campi di concentramento di Essen risultano:
- 3 "parzialmente distrutti",
- 32 "distrutti",
- 22 "distrutti due volte".
Nessun campo rimane intatto.
Da notare poi che anche per la morte vige una scala di valori discriminata:
- un Jude ha minori probabilità di salvezza di un Ostarbeiter, le cui probabilità sono minori di quelle di un Freiwillige, che a sua volta corre più rischi di un Herrenvolk.
Finita la guerra, un gruppo di laici tedeschi metterà nella Dechenschule una piccola pietra grigia, sulla quale sarà infissa una targa d'ottone:

Am 23.10.1944
Starben Hier
Für die Freiheit
61 Europäer

[Il 23 ottobre 1944
qui perirono
per la libertà
61 europei]


[Anche padre Alphonse Charles Gyseline Come, è stato internato nel KZ della Dechenschule col numero 137, dividendo lo stesso destino di altri due sacerdoti cattolici dei Paeisi Bassi e che tornerà spesso nel luogo in cui sorgeva il campo.]

novembre, la Germania produce ancora 1800 carri armati e 3750 apparecchi al mese; un ritmo di lavoro impressionante;
alla fine dell'anno la Ruhr è strangolata dalla propria produzione, perché i vagoni merci non possono uscire, bloccati dalle macerie e dai relitti che ingombrano le rotaie. [Più che crollare sotto le bombe, quindi, la Krupp è impossibilitata a mandar fuori la roba!]

dicembre, i Kruppianer arrivano nella città olandese di Dordrecht, a circa 20 km da Rotterdam, per confiscare le attrezzature della ditta Lips;
[Due ufficiali d'occupazione tedeschi assistono all'operazione e li chiamano "ladri".]

1945
11 marzo, contro Essen e le officine Krupp viene sferrato il colpo definitivo;

Alfried ha ordinato nel frattempo ordina una massiccia deportazione di carte fuori dalla Ruhr e conservate in 150 nascondigli dei quali è stato pure preparato un elenco.
[I nascondigli principali si trovano nelle miniere di minerale ferroso sulle montagne di Hartz, nella Germania centrale; poi ce ne sono altri nelle proprietà terriere in Sassonia del barone Tilo von Wilmowsky, nel vecchio capanno da caccia di Alfried, vicino a un castello Bohlen disabitato, e nelle montagne di Blühnbach.
(Il piano di Alfried però fallirà: i soldati alleati scopriranno tutti i 150 nascondigli).
I documenti più delicati vengono lasciati per ultimi. Ed è un errore, perché sono ancora nelle casseforti, in attesa di essere trasferiti, quando la notizia della catastrofe raggiunge Villa Hügel.

Alla fine del marzo del 1945, A. Hitler ha dato ordine ad A. Speer di distruggere:
- tutti gli impianti industriali,
- i generatori di energia elettrica,
- gli impianti idrici,
- gli impianti di gas,
- i magazzini di alimentari e di vestiario…
- tutti i ponti…
- tutte le ferorvie e le installazioni di comunicazione…
- tutti i porti, tutte le navi,
- tutti i vagoni merci e tutte le locomotive.
Disobbedendo all'ordine del Führer per la parte che riguarda la Germania, A. Speer spera di rendere possibile la ricostruzione nazionale.

11 aprile, la IX Armata statunitense occupa Essen; Alfried cade nelle mani degli americani;
[Lo stesso giorno Tubbesing ha riparato i generatori di corrente più importanti e ora i Kruppianer cominciano a fabbricare lamiere ondulate per riparare i tetti. In altre officine già si istruiscono i giovani apprendisti e si inizia la costruzione di un raccordo per locomotive. In ogni punto della Ruhr, gli specialisti fanno tutto il possibile per ricominciare. A Bochum – come scoprirà Theodore H. White – la Bochumer Verein «ha assunto due musicisti e ha imparato a costruire enormi campane di una speciale lega d'acciaio…
Campane protestanti, dal suono particolarmente acuto, e campane cattoliche, dal suono completamente diiverso. Attorno alle campane, viene incisa la frase: " Dio è Amore"
».]

A Vienna, lo stesso giorno, Otto Skorzeny corre all'impazzata lungo il ponte di Floridsdorf per recarsi al più vicino quartier generale della Gestapo e comunicare via radio al Führer che la città è perduta;
[L'Austria è diventata inaspettatamente uno dei più importanti teatri di guerra. Il NKVD (Narodnyi Komissariat Vnutrennic Del = Commissariato del popolo per gli affari interni) ha installato un suo governo nella capitale; gli americani (al contrario di W. Churchill) non si preoccupano per le ambizioni territoriali di Stalin, ma sono ossessionati dal mito dell'Alpenfestung, la Ridotta Nazionale del sud, nel quale il Führer si sarebbe ritirato per l'ultima resistenza.
Nessuno sa con esattezza dove si trovi questa fortezza, ma lo SHAEF ha circondato il Berghof, il famoso ritiro di A. Hitler a Berchtesgaden, che è a pochi km da Salisburgo (così con lo è Blühnbach).
Le origini della leggenda dell'Alpenfestung sono oscure.
Nel 1944, la notizia dell'esistenza di un formidabile sistema difensivo sulle Alpi Austriache raggiunge Allen Dulles, che invia un messaggio a Washington dalla Svizzera. Qualcuno, in Massachusetts Avenue, parla un po' troppo durante un ricevimento in un'ambasciata neutrale; subito dopo parte un messaggio in codice per Berlino, e J.P. Goebbels, soddisfatto, sfrutta la favola. A Natale, tutti i comandanti americani, incluso il gen. George Mashall, ci credono. «Dopo aver preso la Ruhr – scriverà il capo di S.M. di Eisenhower, gen. Walter Bedell Smith, un anno dopo la fine della guerra – eravamo ancora convinti che non poteva esistere resa di sorta finché Hitler era vivo. Pensavamo di dover annientare uomo per uomo tutte le forze armate tedesche, con la prospettiva finale di una prolungata campagna nella zona alpina dell'Austria occidentale e della Baviera meridionale, conosciuta come Ridotta Nazionale».
Una volta sgominato Model, quindi, il comandante supremo concentra il grosso delle sue forze al comando di Omar Bradley nella zona di Kassel. Omar Bradley fa irruzione nella Germania centrale, devia l'ala destra delle sue forze verso la Valle del Danubio, a ovest di Vienna, e comunica via radio ai russi che collegherà a loro solo dopo aver conquistato la Ridotta.
Gli ufficiali superiori tedeschi sanno benissimo che l'Alpenfestung è solo un sogno del Führer, tanto che il Feldmaresciallo che in seguito dichiarerà di esser corso là per organizzare l'ultima resistenza sarà considerato dai suoi colleghi il simbolo della vigliaccheria.
Ma per Omar Bradley è sufficiente che Eisenhower creda nell'esistenza della Ridotta ed è così che Blühnbach, trovandosi tra Vienna e Monaco, resta intrappolata tra russi e americani.
Quindi, mentre un terzo delle forze anglo-americane si dirigono verso l'Austria agli ordini del gen. Jacob L. Devers, un quarto delle forze sovietiche – due gruppi d'armata guidati dal mar.llo Rodjon Y. Malinovskij e dal mar.llo Fëdor Tolbuchin – si spingono a nord di Vienna.
25 aprile, ore 10:00, sulla vetta dello Hoher Göll appaiono due ondate di bombardieri pesanti americani che fanno saltare in aria l'amato Berghof del Führer. I fanti del 6° gruppo d'armata del gen. Jacob L. Devers superando le montagne, hanno investito Berchtesgaden da poche ore, quando il gen. Alfred Jodl e l'ammiraglio Hans von Friedeburg firmano la resa.]

12 aprile, alla morte di F.D. Roosevelt, assume la presidenza degli Stati Uniti il vicepresidente democratico H.S. Truman;
[Prima di morire, riferendosi alla Krupp, F.D. Roosevelt ha detto: «Una volta sconfitte le forze armate naziste, sarà indispensabile sradicare tutte quelle industrie che basano la loro economia sulle armi».
E l'Attoney General (ministro della Giustizia) Francis Biddle propone a un comitato del Congresso: «Dobbiamo stroncare il potere delle industrie monopolistiche tedesche».
Fino al mese di Ottobre il Dipartimento di Stato americano prenderà in seria considerazione la possibilità di creare un nuovo stato nella regione della Ruhr e del Reno, con l'allontanamento forzato dellla popolazione tedesca. Londra si oppone al progetto, ma Parigi lo giudica degno di essere messo allo studio.
Le proposte più stravaganti vengono bocciate ancor prima di raggiungere il tavolo delle conferenze.
1946, aprile, il rinato SED (Sozialistische Einheitspartei Deutschlands - Partito socialista unificato di Germania o Partito di unità socialista della Germania) propone la nazionalizzazione delle industrie Krupp, ma non riesce a ottenere neppure l'appoggio del nuovo governo laburista inglese.
L'Inghilterra, sfibrata dalle ostilità, ha bisogno dell'aiuto degli Stati Uniti, e gli industriali americani non sono disposti a tollerare un precedente tanto pericoloso.
Tuttavia, il progetto alleato per la Germania, redatto a Potsdam (luglio 1945) da Truman, Stalin e Attlee, è estremamente rigido nei confronti dei magnati sconfitti: tutte le fabbriche di armi devono essere smantellate e i macchinari ancora intatti esportati come riparazione per i danni di guerra; il resto sarà distrutto. La produzione di acciaio del paese dovrà essere limitata. Alla fine, i firmatari di Potsdam si impegnano a eliminare «l'eccessiva concentrazione di potere economico che scaturisce dall'alleanza tra industriali, dal protezionismo economico e dagl accordi monopolistici».]


15 aprile, Matthew Bunker Ridgway, 56enne, comandante del 18° corpo aerotrasportato, manda un aiutante al quartiere generale di Model per sottolineare che la situazione dei nazisti è senza speranza; un membro dello S.M. di Model risponde oralmente che l'Offizierskorps, vincolato da un giuramento al Führer, non prenderà mai in considerazione un suggerimnto così disonorevole;
17 aprile, Villa Hügel riceve la prima visita di un generale americano: Matthew Bunker Ridgway; ad accoglierlo è Fritz Hardach, rimasto nella sua stanza per gli ospiti, al quarto piano della villa;

30 aprile, A. Hitler si toglie la vita insieme alla sua amante Eva Braun (ufficialmente sposata il giorno precedente);

1° maggio, le stazioni radio di Essen e di Werden raccolgono un segnale di radio Ambugo: «Il nostro Führer, combattendo fino all'ultimo respiro contro il bolscevismo, è morto questo pomeriggio per la Germania, nella cancelleria del Reich. Il 30 aprile, il Führer aveva nominato suo successore l'ammiraglio Dönitz. L'ammiraglio successore del Führer, parla ora al popolo tedesco
Invece di seguire la via della capitolazione immediata, l'ammiraglio K. Dönitz afferma che intende continuare a combattere contro i russi: «E finché saremo costretti a difenderci anche dagli americani, significherà che gli Stati Uniti non lottano per loro stessi, ma per la diffusione del bolscevismo in Europa».
Sull'altra riva della Ruhr gli estremisti, inorgogliti, combattono fino alla morte.
6-7 maggio, nella notte, la notizia della vicina resa del Reich raggiunge i Werwölfe, i Volksstürmer e i paracadutisti riuniti lungo il fiume: meno di tre ore dopo il gen. Alfred Jodl e l'ammiraglio Hans von Friedeburg firmano la resa in una piccola scuola di Rheims;
8 maggio, viene proclamata la giornata della vittoria;
9 maggio, ore 12:01, solo ora, dopo aver conquistato Dresda, l'Armata Rossa cessa di combattere contro il popolo tedesco;
il gen. Ernest N. Harmon, col suo 22° corpo statunitense, sceglie come sede Villa Hügel;

20 maggio, sin da ora (20 maggio-12 agosto 1946) il giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti, Robert H. Jackson, è capo della commissione d'accusa americana per i crimini di guerra; i suoi colleghi sono:
. sir Hartley Shawcross, inglese,
. gen. R.A. Rudenko, sovietico,
. François de Menthon, francese,
. Auguste Champetier de Ribes, francese.

21 maggio, Alfried viene trasferito da Villa Hügel sotto scorta;

giugno, il «Times» rivela che Alfried si trova nelle mani degli inglesi;

23 agosto, in serata la BBC (British Broadcasting Corporation) annuncia che Alfried è stato condotto verso «ignota destinazione»;
[La destinazione è Recklinghausen, dove gli Schlotbarone minori lo eleggono comandante di campo.]
In un comunicato susseguente, Alfried risulta «prigioniero dell'armata inglese del Reno»;
In realtà è in stato di arresto come criminale di guerra fin dalla prima comunicazione della BBC.]

30 agosto, solo ora viene incriminato Gustav; la pubblica accusa ancora non sa del suo stato di senilità;

settembre, Bertha, pure lei allontanata da Blühnbach, viene trasferita con il marito Gustav, incapace di movimento, in un alberghetto vicino a Blühnbach, davanti al quale si fermano le corriere;

6 ottobre, il giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti, Robert H. Jackson firma i capi d'accusa contro i primi 22 criminali di guerra da processare di fronte a un tribunale internazionale: Gustav è al tredicesimo;
[La Commissione delle Nazioni Unite per i Crimini di Guerra è già stata creata fin dal 7 ottobre 1942; ogni governo ha la sua lista di criminali e Gustav è già considerato uno dei più importanti.]

 

10 novembre, le bare di Friedrich Krupp, Alfred Krupp, Fritz Krupp e Claus von Bohlen cominciano i loro vagabondaggi;
[Il Ministero degli Interni degli Stati Uniti ha deciso che la Ruhr debba consegnare 25 milioni di tonnellate di carbone alla Francia e al Belgio; i pozzi però sono stati allagati per cui la produzione della Ruhr è scesa a 3 milioni di tonnellate al mese.
Dopo la sua convalescenza in seguito al suo imprigionamento per opera della Gestapo, il Finanzdirektor E. Löser presenta un progetto di lavori pubblici. Le ultime pene di Essen, sotto l'infuriare dei bombardamenti, hanno allargato Baldenet See, migliorando la vista che si può ammirare dalle finestre di Villa Hügel, ma hanno anche permesso di costruire una più grande ed efficiente stazione centrale. Bisogna però sacrificare al progresso il vecchio cimitero della Kettwig Gate, poiché non vi un'altra direzione in cui si possa espandere il parco ferroviario.
Le forze di occupazione non vogliono tuttavia che i funzionari della Krupp prendano parte alle nuove attività: è arrivato il momento di attuare le decisioni prese a Potsdam.]

16 novembre, il governo militare inglese annuncia di aver requisito la ditta Krupp, insieme a tutte le filiali e ai macchinari, e di aver nominato "controllore" il col. E.L. Douglas Fowles;
[Quando entra in servizio, il col. E.L. Douglas Fowlesriceve un gruppo di funzionai minori, assolti dai tribunali di denazificazione, guidati dal dr. Hermann Hobrecker e da Paul Hansen. Quando i Kruppianer vengono a sapere ch devono spedire all'estero i macchinari ancora intatti e smantellare quello che resta, vi un accenno di ammutinamento.
Viene riunito il nuovo Direktorium a Düsseldorf:
. Paul Hansen,
. dr. Hermann Hobrecker,
. Fritz Hardach,
. Johannes Schröder;
[Johannes Schröder, laureato alle università di Friburgo, Vienna e Berlino; nel 1929 la Repubblica di Weimar l'ha insignito del rarissimo Diplom-Volkswirt (diploma di stato di economia nazionale) e per quindici anni prima del 1938 quando si è impiegato al Konzern come vice di E. Löser era stato accettato come membro del ristrettissimo circolo finanziario della Ruhrgebiet].
Dinanzi a questi quattro funzionari, l'intera catena di comando del col. E.L. Douglas Fowles risulta insignificante; anche se egli ha nominato curatore Paul Hansen, il vero capo si dimostra Johannes Schröder.
I quattro vengono introdotti nell'ufficio del gen. Noel che dichiara di non essere disposto a sopportare altri scioperi, né interferenze da parte della Chiesa, né disubbidienze, né sabotaggi. Se i loro uomini non sono disposti a smantellare le officine, lo faranno gli stessi inglesi.
Subito dopo il compito di smantellare le officine si rivela enorme. I registri trovati ne vari nascondigli sparsi per la Ruhr dimostrano infatti l'esistenza di tutte le industrie di cui Alfried si è impossessato nei territori occupati dalla Wehrmacht.
Per chiarire la situazione arrivano delegazioni da Mosca, Varsavia, Roma, Atene, Oslo, Copenhagen, Belgrado, Parigi, Londra e Washington. Ogni delegazione viene alloggiata nella Hauptverwaltungsgebäude e Paul Hansen comincia a correre di piano in piano coi documenti necessari, o almeno con quei docuemtni che non sono stati confiscati dal pubblico ministero di Norimberga.
Alcuni problemi importanti vengono risolti in breve tempo:
- la Berndorferwerk viene restituita ai suoi azionisti austriaci e ai loro eredi, che effettuano una fusione con la Ransdorfer Metallwerke, sottraendosi così al secolare dominio dei Krupp;
- Meppen, il favoloso campo di tiro della Krupp, viene affidato all'amministrazione dello Stato;
[Nel 1957 ne farà dono al nuovo esercito della Germania Occidentale;
- Grusonwerk, essendo a Magdeburgo, nella zona controllata dai russi, si può fare ben poco; l'URSS la considera ormai un risarcimento per i danni di guerra;
[Ha un valore incalcolabile. Nelle sue casseforti sono custodite le formule segrete di Alfried per l'acciaio al tungsteno, una lega che i 12.000 Kruppianer della Germania Orientale – ora compagni-operai del Sowjetische Maschinenbau AG – usano per la costruzione dei primi MIG sovietici.]
- Kiel, agli ordini dei tecnici di Clyde, gli arsenali sono costretti a distruggere tutti i macchinari per la costruzione di sommergibili e a smantellare l'intera Germaniawerft.
[I tedeschi lo considerano un atto di deliberato cinismo, teso unicamente a bloccare la concorrenza navale del dopoguerra. La distruzione continuerà per i prossimi cinque anni.
- Borberck, molto più grave di conseguenze sarà aver dato all'Unione Sovietica un'industria pesante.
Una partecipazione al governo della Ruhr può valere qualunque prezzo per Mosca. Invece, rinnegando l'accordo preso di controllare la zona russa in quanto parte della Germania unita, i russi irritano gli americani e provocano una reazione; il 3 maggio 1946, il gen. Clay annuncia che, «eccetto che per alcuni impianti già avviati, viene sospesa la consegna di tutto il materiale in conto della riparazione destinato alla Russia». Sfortunatamente il gen. Clay non ha poteri sugli inglesi che hanno già deciso di consegnare all'Unione Sovietica la fonderia e l'impianto di laminazione dell'acciaio di Borbeck.
[Inaugurato nel 1929 Borberck è l'acciaieria più moderna della Ruhr, quella che produce più acciaio in tutta l'area di Essen ed è virtualmente intatta. La fabbrica è costato ad Alfried 28 Mni di dollari.]
Mosca ci tiene molto ad averla e Londra l'accontenta.
Alla fine del 1950 – anche se non esisterà [1965 ca] ancora un elenco delle fabbriche tedesche smantellate – risulteranno:
- più di 130.000 tonnellate di macchinari finiti, spedite in Russia;
- più di 150.000 tonnellate di residuati, spedite in Inghilterra;
- dieci edifici su dieci, di quelli ereditati da Alfried nel 1943 scompariranno;
- dell'acciaieria rimarrà solo un cumulo di resti contorti;
- tutto il resto sarà stato fatto saltare in aria, o portato via su vagoni merci.

La legge 27 dell'Alta Commissione Alleata, studiata appositamente per bloccare gli undici più potenti baroni dell'industria tedesca, e in particolar modo Alfried, che è sato proprietario del 55% dell'acciaio afferma:
«allo scopo di decentralizzare l'economia tedesca», eliminare «l'eccessiva concentrazione del potere economico», e prevenire «lo sviluppo del potenziale bellico», la commissione non permetterà «il ritorno in posizione di predominio e di controllo a persone che sono state giudicate colpevoli o possono essere giudicate colpevoli di aver potenziato i piani aggressivi del partito nazionalsocialista».

Alla fine dell'autunno i Krupp – tranne Alfried, Bertha e Gustav – sono in movimento;
[Berthold «vaga per la Germania come un vagabondo»;
. Harald si nasconde sotto falso nome in un cmapo di prigionieri di guerra in Romania;
. Waldraut e Irmgard, nessuno sa dove si trovino;
. Ursula von Wilmowsky e suo marito Rolf von Waldhausen abitano in una casa di Essen;
. Barbara e Tilo von Wilmowsky, genitori di Ursula von Wilmowsky, vagano per le strade, affamati come l'orda di fuggiaschi dai quali sono circondati; la loro proprietà è stata confiscata dai sovietici; il loro castello a quattro piani sarà trasformato in asilo e la proprietà convertita in una fattoria collettiva. Subito dopo il confine della Germania Occidentale, vicinoa Kassel, Barbara ha una casa e qui i due coniugi rimarranno tutto l'inverno barattando con i vicini preziose bottiglie di vini pregiati e legna provenientie dai boschi delle proprietà Krupp in cambio di generi alimentari.
. Bertha e Gustav, allontanati dal castello di Blühnbach, alloggiano da settembre in un alberghetto dove sono sorvegliati dalle forze armate americane.

Berthold e Tilo von Wilmowsky , assieme, si nascondono per giorni nell'attico della casa di Ursula ad Essen; più tardi Berthold incontra un vecchio amico, Jean Sprenger (anche lui figlio di uno Schlotbaron e futuro scultore) che si è installato nella casa deserta di uno dei direttori della Krupp imprigionati a Vehlen, e che ora gli offre di dividere con lui l'abitazione (per i prossimi dieci anni i due vivranno molto vicini per fare quanto in loro potere per la difesa di Alfried).]

17 novembre, i giudici annunciano che pospongono indefinitamente il processo contro Gustav, aggiungendo che sarà portato sino al banco degli accusati appena la salute lo consentirà;
alla sera i due principali accusatori, Robert H. Jackson e Charles Dubost, il legale francese, propongono di elevare l'accusa contro Alfried:
. sir Hartley Shawcross è d'accordo;
. gen. R.A. Rudenko è pronto a condannare entrambi, Gustav e Alfried, immediatamente.
[Tra una cosa e l'altra passeranno invece ben due anni prima che Alfried entri nell'aula del Palazzo di Giustizia.]

Berthold, l'unico uomo di famiglia libero di andare e venire, mentre raccoglie fondi per la difesa (in pratica non sa praticamente niente di cosa sia successo a Essen negli ultimi dieci anni) sente dire che Carl Görens è morto;
[La morte sul campo di battaglia dell'unico figlio lo ha portato alla disperazione, tanto che un giorno si è gettato dalla torre di Schloss Vehlen, il castello in Westfalia in cui sono tenuti prigionieri Alfried e i suoi funzionari.
Sarà Berthold, il più debole dei quattro fratelli, a sopportare tutto il peso del processo di Norimberga.
Riuscirà comunque a sconfiggere il giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti, Robert H. Jackson, e a salvare la vita di suo fratello.
Naturalmente lo stesso giudice contribuirà alla propria sconfitta: se non dichiarasse con tanta insistenza che il Krupp colpevole è Gustav e se evitasse l'enorme errore legale nel quale incorrerà, forse Alfried sarebbe condannato a morte. O forse no.
Se gli accusatori di Norimberga non riusciranno a portare sul banco degli accusati del "primo processo" il Krupp giusto, Alfried, la responsabilità sarà in gran parte della disorganizzazione dei mezzi di comunicazione. La Germania si trova in un tale stato di anarchia che perfino i conquistatoti trovano difficoltà nel raggiungersi tra loro.
I medici americani consegnano la loro diagnosi sullo stato di salute di Gustav, ma queste diagnosi non arrivano mai al giudice Robert H. Jackson.
Thomas Harris, un brillante avvocato di New York è il primo a dichiarare che – stando ai documenti ritrovati – bisogna incriminare il quarto Kanonenkönig non suo padre. Ma il rapporto di Thomas Harris non arriva sulla scrivania di Robert H. Jackson.
Se tutt'e due queste informazioni d'importanza vitale arrivassero nelle mani del giudice o in quelle dei suoi colleghi, molto probabilmente Alfried non lascerebbe vivo Norimberga.]

1946
Nel frattempo Berthold ha assunto i più importanti difensori del fratello.
[La difesa condotta da Otto Kranzbühler (ex capitano di marina) a favore di K. Dönitz di fronte al Tribunale Militare Internazionale ha dimostrato senza ombra di dubbio che Otto Kranzbühler è il più preparato e il più autorevole avvocato tedesco.
I suoi collaboratori sono innumerevoli e, per far fronte alle spese, l'avv. Otto Kranzbühler ha bisogno intanto di 100.000 sterline; viene quindi ordinato ad Anderson di «liquidare alcuni degli investimenti di A. Krupp in Svezia, Spagna, Francia, Belgio e Stati Uniti».
In seguito liquiderà proprietà per 1.700.000 dollari per finanziare le pensioni dei Kruppianer, incamerando da altri investimenti qualcosa come 20 Mni di dollari. Anche la vendita e il susseguente investimento dei buoni de tesoro nazisti – condotti, pare attraverso la Svezia e la Svizzera – avrebbero contribuito a finanziare questa difesa titanica: per ogni americano impegnato nel processo, ci sono tre tedeschi pronti a contrattaccare. E il fatto che Alfried venga difeso da 24 avvocati tutti in possesso del prestigioso titolo di Doktor der Rechte è una prova che egli gode ancora di immenso prestigio.
Al suo fianco Alfried ha anche un costoso avvocato americano, l'ex col. Joseph S. Robinson.
I suoi difensori raccolgono ben 1309 deposizioni a favore del loro assistito (contro le 380 raccolte dagli americani), e due testimoni in difesa contro ogni testimone d'accusa.]

agosto, Alfried si incontra per la prima volta con gli avvocati della Krupp;

1947
estate, solo ora Alfried si incontra con l'avv. Otto Kranzbühler il quale subito gli predice: «Sarà come il primo processo: non un'azione legale, ma politica»; aggiunge che «malgrado sia ridicolo accomunare il nazismo e l'industria tedesca, il paragone sarà fatto ugualmente»
[Durante gli ultimi sedici mesi Alfried è passato da un campo di concentramento all'altro: Recklinghausen, Schloss Vehlen, Bielefeld e, alla fine, nel centro raccolta degli imputati di Norimberga chiamato dagli inglesi "pattumiera" e dagli americani "cenerario".
Poco prima del processo, nel centro raccolta arriva anche il Finanzdirektor E. Löser.]

luglio, Alfried si prepara a salire sul banco degli imputati a Norimberga; affronta il processo di fronte a tre giudici della Corte Suprema statunitense, accusato di:
- aver pianificato la guerra di aggressione,
- appropriazione di beni nei paesi occupati,
- crimini contro l'umanità in quanto ha tratto vantaggio dal lavoro forzato degli schiavi;

Il presidente della Corte è H. Russell Thayer.

 

Berthold si reca nel centro raccolta quattro volte, due delle quali in compagnia di Fritz Hardach e di Jean Sprengher;
[Infatti, malgrado i numerosi collaboratori dell'avv. Otto Kranzbühler, certi compiti possono essere svolti solo da un membro della famiglia. I vecchi Kruppianer non sono disposti a fidarsi di nessun altro.
Per quanto riguarda Bertha, nonostante l'avv. Otto Kranzbühler gli abbia mandato interi gruppi di avvocati per interrogarla, lei non ha mai ammesso niente, dichiarando di essere all'oscuro di tutto e rifiutandosi alla fine di rendere una deposizione.]

15 agosto, trascinato dinanzi al giudice H.C. Anderson, Alfried dichiara, un po' troppo prematuramente, «Hier. Unschuldig» (presente e non colpevole), quando viene fatto il suo nome;

settembre, nella seconda settimana sul banco degli imputati siedono, accanto a lui:
. Eduard Houdremont (partito nazista n. 8301922),
. Karl Eberhardt (n. 4038202),
. Werner Lehmann (8303913),
. Friedrich Wilhelm Janssen (3421734),
. E. Müller [Kanonen-Müller] (2637734),
. Max Ihn (3421752),
. Hans Kupke (1988328),
. Karl Pfirsch (5608734),
. Heinrich Korschan (3419293),
. E. Löser (non iscritto al partito per principio),
. Fritz von Bülow (coinvolto troppo).

I difensori affermano che:
1911-13, solo l'8% della produzione del Konzern è riservato alla fabbricazione bellica;
1914, 1° aprile, il Konzern ha fornito al mondo 2.750.000 ruote d'acciaio per vagoni ferroviari e si impegna nella fabbricazione di un quarto del fabbisogno delle ferrovie tedesche «rotaie, ruote, assali, chassis di locomotive, caldaie, fornaci e pezzi forgiati».
All'epoca solo il 5% dell' "acciaio Krupp" è destinato alla fabbricazione d'armi (un altro calcolo molto più attendibile afferma che la percentuale è del 39%, ma gli accusatori sfiniti lascinao correre).
1919-35, «quando il Führer ha ordinato il riarmo» la produzione del Konzern riservata alla fabbricazione bellica è del 7%.
Di media tra le due guerre, solo il 14% della produzione può considerarsi militare.
1939, solo il 26% degli operai sono assegnati alla fabbricazione di munizioni.
1940, la percentuale scende al 25% e poi, quando il Führer dichaira la guerra toatle, la produzione sale al 42%.
È impossibile valutare le cifre.

______________________________

8 dicembre, Il processo Krupp (ufficialmente The United States of America vs Alfried Krupp, et al.) è il decimo processo secondario allestito dagli alleati, tra l'8 dicembre 1947 e il 31 luglio 1948, a causa del collaborazionismo tra la ditta Krupp e l'ex Partito nazista.



Capo d'accusa 1
Crimini contro la pace, poiché la società prese parte alla pianificazione e alla conduzione di guerre di aggressione in violazione dei trattati internazionali.
Capo d'accusa 2
Crimini di guerra e crimini contro l'umanità, partecipando al saccheggio e alla spoliazione dei beni pubblici e privati, alla devastazione e allo sfruttamento nei confronti dei paesi sotto occupazione tedesca, causando così sofferenza a milioni di persone.
Capo d'accusa 3
Crimini di guerra e crimini contro l'umanità, partecipando all'omicidio, allo sterminio, alla riduzione in schiavitù, alla deportazione, alla prigionia, alla tortura e all'uso della schiavitù nei confronti dei civili sotto il controllo tedesco, di cittadini tedeschi stessi e dei prigionieri di guerra.
Capo d'accusa 4
Partecipazione a un piano comune, o ad una cospirazione, al fine di commettere crimini contro la pace.


Coinvolgimento della Krupp

Giudici del processo
Alfried Krupp fu l'imputato principale poiché fu l'unico proprietario della società, sin dalla fine del 1943, considerando che la Krupp fu una delle società principali che rifornì le armate tedesche per tutta la durata del conflitto. Nel 1944, la società aveva in assunzione circa 100 000 lavoratori forzati e internati in campi di concentramento, come per esempio nella filiale di Marktstaedt, vicino a Breslavia, dove alcuni degli internati ad Auschwitz erano obbligati a lavorare. Oltre a tutto ciò, l'accusa afferma che la Krupp giocò un ruolo fondamentale nel programma segreto e illegale di riarmo dell'esercito tedesco durante la Repubblica di Weimar, nell'ascesa di Hitler, nell'organizzazione dell'industria tedesca, in accordo con il partito nazista, e nella deliberata collaborazione al completo riarmo tedesco, al fine della conquista.
« [La Krupp] ha saccheggiato e sfruttato le proprietà e le risorse dei paesi occupati e i cittadini di questi territori, resi schiavi, come parte integrante degli atti di aggressione »
(Giudice Telford Taylor)

10° Processo
secondario
[1947 8 dic - 31 lug 1948]
The United States of America vs Alfried Krupp, et al.)
[a causa del collaborazionismo tra la ditta Krupp e l'ex Partito nazista.]
Imputato
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Capo d'accusa
Condanna

01. Alfried Krupp

proprietario
e amministratore delegato
3+2
12 anni di reclusione
+ confisca dei beni
02. E. Löser
ex-direttore finanziario
3
7 anni
03. Eduard Houdremont
direttore,
capo delle opere in acciaio
3+2
10 anni

04. E. Müller [Kanonen-Müller]
direttore,
capo della fabbricazione di armi
3+2
12 anni
05. Friedrich Wilhelm Janssen
direttore finanziario,
successore di E. Löser
3+2
10 anni
06. Karl Heinrich Pfirsch
ex-capo del reparto vendite
non colpevole
07. Max Otto Ihn
assistente personale di E. Löser e di Friedrich Wilhelm Janssen e responsabile dello spionaggio industriale
3
9 anni
08. Karl Eberhardt
capo del reparto vendite,
successore di Karl Heinrich Pfirsch
3
9 anni
09. Heinrich Leo Korschan
assistente capo degli impianti per le opere in acciaio
3
6 anni
10. Friedrich von Bülow
responsabile del controspionaggio industriale, responsabile delle pubbliche relazioni e capo del reparto di sicurezza (Werkschutz)
3+2
12 anni
11. Werner Lehmann
"procacciatore di lavoratori", assistente di Max Otto Ihn
3
6 anni
12. Hans Kupke
capo dei campi dei lavoratori
3
2 anni e 10 mesi
Tutti e undici gli imputati trovati colpevoli furono perseguiti per il "capo d'accusa 3" mentre sei di loro furono ritenuti colpevoli anche del "capo d'accusa 2".
Il 31 gennaio 1951, coloro tra gli imputati ancora in prigione furono rilasciati e, poiché non furono trovati degli acquirenti per la società, Alfried Krupp riprese in mano l'azienda, nel 1953. 

 


______________________________

 

1948



14 marzo, il card. Josef Frings, sessuagenario arcivescovo di Colonia, pronuncia un discorso infuocato dichiarando:
«Quando mi riferisco a Krupp e alla famiglia Krupp intendo parlare di tutte quelle cose che hanno reso Essen grande come lo è oggi. Posso affermare tranquillamente che le officine Krupp e la famiglia hanno sempre dato prova di grande comprensione sociale e si sono sempre presi a cuore il benessere dei loro operai e dei loro impiegati. So che tutti i cittadini di Essen sono orgogliosi di essere stati operai, impiegati o funzionari della Krupp. E se a Essen esiste un uomo che abbia il diritto di essere considerato un cittadino che onora la città, quest'uomo è il capo della famiglia Krupp»;

il capo della Gestapo di Essen, Peter Nohles, si suicida.

8 giugno, il gen. Telford Taylor presenta il suo ultimo testimone; si tratta di Otto Saur;
[La sua imprevista comparsa sbalordisce i trentatré avvocati tedeschi seduti davanti ad Alfried.
Contro di lui non possono niente, è stato troppo vicino al Führer, sa troppe cose e dichiara sotto giuramento che era stato per l'intervento personale di Alfried che A. Hitler aveva permesso alla Berthawerk di reclutare gli schiavi tra gli ebrei di Auschwitz.]

30 giugno, E. Löser racconta il ruolo svolto nell'attentato del 20 luglio al Führer e conclude: «Finii di fronte al Tribunale del Popolo e fu un miracolo se la sentenza non venne eseguita e se sono ancora vivo»;
dopo di lui, Alfried rende finalmente la sua deposizione personale;
[Dal termine dell'inverno 1947 all'estate 1948, quando si ascoltano le ultime testimonianze, il «Times» ha pubblicato quattro dei resoconti del processo (i cui verbali consistono in più di quattro milioni di parole) scritti da Kathleen McLaughlin, per un totale di 47 paragrafi, meno di due colonne, e in genere senza dar loro rilievo.]

31 luglio, il giudice H.C. Anderson dichiara che la Corte è pronta a emettere il verdetto; il giudice Edward J. Daly dice:
«In base alle prove per le quali è stato processato, questa Corte la condanna alla detenzione per dodici anni e ordina la confisca di tutti i suoi beni»;
[Aggiunge che il periodo già trascorso in prigione sarà sottratto alla pena globale, a cominciare dall'11 aprile 1945.]

assolto dall'accusa di complicità nell'aggressione – secondo il tribunale era già iniziata nel periodo della gestione di Gustav, suo padre – ma giudicato colpevole delle altre imputazioni, viene condannato a dodici anni di galera e alla confisca di tutti i suoi beni;
[Con decreto 5.4.1948 [sic] di Norimberga firmato dal giudice H.C. Anderson.]
[Altre fonti]
mentre egli entra nel carcere di Landsberg (dove vent'anni fa A. Hitler scrisse Mein Kampf), le proprietà della dinastia vengono smembrate, i demolitori cominciano a segnare col gesso sui pavimenti delle varie fabbriche le sezioni, allo scopo di dividere impianti e macchinari da assegnare a titolo di risarcimento a quei paesi che hanno sofferto di più per l'occupazione nazista;
[Dopo il verdetto di Norimberga, Fritz von Bülow, un compagno di prigione che aveva diretto i programmi di lavori forzati della Krupp, pensa a un piano di fuga, egli stesso lo dissuade, dicendo con calma: «Il tempo sistemerà tutto».]
[Fonte: William Manchester, I cannoni dei Krupp, Arnoldo Mondadori Editore 1969]

 

agosto, nella prima settimana Alfried e il suo Direktorium vengono trasferiti a Landsberg, una delle più belle città della Baviera meridionale;
[Vi trascorrerà trenta mesi.]

21 agosto, tre settimane dopo il verdetto, egli scrive al gen. Lucius Clay, governatore militare del settore americano nella Germania Occidentale, pregandolo di intervenire; non riceve risposta;

[In seguito, la revisione di tutti i processi di Norimberga sarà effettuata dal giudice Madden, da Rockwell e dal col. Raymond.
il gen. Lucius Clay apporrà la sua firma alle conclusioni del comitato di revisione del processo, riunitosi in Germania, che confermerà la sentenza di Norimberga;
la Corte Suprema statunitense respingerà l'appello;
La Corte d'Appello dell'alto commissario John J. McCloy si riunirà a Washington tre mesi prima dello scoppio della guerra di Corea (giugno 1950).
Ben di rado viene nominata una Corte di Appello per rivedere le decisioni di un'altra Corte d'Appello.
Non si può fare: è illegale. Eppure è ciò che farà John J. McCloy .]

1949
-
,

1950
20 marzo
, vengono nominati i membri della Corte d'Appello;
[Secondo l'alto commissario John J. McCloy questa data dimostrerebbe che la decisione di rivedere i verdetti dei processi di Norimberga non ha niente a che fare con la nuova guerra di Corea.
Ma non dimostra che le decisioni dei suoi membri non siano influenzate dalla guerra e dalle sue catastrofi così come non dimostra che alcuni casi non vengono assolutamente rivisti, mentre altri – del tutto estranei ai detenuti di Landsberg – sono invece vagliati attentamente.
Ma tutto in questa seconda revisione dei processi è irregolare.
L'alto commissario sceglie tre uomini dal passato impeccabile:
. David W. Peck, presidente della Sezione d'Appello della Corte Suprema di New York;
. Frederick A. Moran, presidente della Commissione per la Libertà vigilata di New York;
. gen. Conrad E. Snow, vice consigliere legale del Dipartimento di Stato.

Ai tre giuristi John J. McCloy concede cinque mesi per la revisione di tutti e dodici i processi di Norimberga, esclusi quelli tenuti dall'IMT (International Military Tribunal - Tribunale militare Internazionale; e cioè cinque mesi per lo studio approfondito dei casi di 104 imputati, casi che a suo tempo avevano richiesto l'equivalente di cinque anni e le cui trascrizioni, esclusi i documenti e le deposizioni, avrebbero formato un volume di 330.000 pagine, per un cumulo di carta alto una trentina di metri.
A Monaco David W. Peck, Frederick A. Moran e il gen. Conrad E. Snow studiano per quaranta giorni, e dopo aver letto i dodici verdetti (più di 3000 pagine complessive) prendono contatto con gli avvocati tedeschi.
La nuova commissione prende il nome di "Commissione di Clemenza per i crimini di guerra". Ma ben presto la denominazione viene mutata in Peck Panel e sotto questo nome il triumvirato apre le udienze.

20 agosto, i tre membri del Peck Panel riferiscono all'alto commissario John J. McCloy sul loro operato; dichiarano che dopo aver esaminato i verdetti, Frederick A. Moran è andato personalmente a interrogare i detenuti a Landsberg e che cinquanta avvocati, in rappresentanza di novanta imputati, hanno discusso i ricorsi di fronte alla Commissione;
[Sembra tutto estremamente responsabile, serio e ragionevole. Ma non lo è.
Nessuna Corte d'Appello si permetterebbe mai di alterare le decisioni di un giudice – e non bisogna domenticare che Alfried è stato giudicato colpevole da tre eminenti magistrati anche in seguito al processo d'appello – senza aver prima ascoltato tanto la difesa quanto l'accusa.
Durante le udienze del Peck Panel gli avvocati difensori hanno potuto non solo discutere, ma anche mettere agli atti tutti i commenti che hanno voluto. La Commissione non ha mai rifiutato, a nessuno, di presentare argomentazioni in difesa degli imputati. Ma mentre si dovrebbe chiedere e prendere in considerazione il punto di vista della pubblica accusa e del giudice che ha emesso il precedente verdetto, nessuna di queste regole elementari quanto legittime è stata rispettata da John J. McCloy.
I giuristi che hanno condannato Alfried sono ormai tornati alle loro occupazioni abituali.
Il gen. Telford Taylor si sta preparando ad unirsi alla guerra in Corea. La maggior parte di coloro che ha avuto al suo fianco si sono ritirati a vita privatta.
Il Peck Panel potrebbe averli interpellati per lettera ma non l'ha fatto. Potrebbe aver sollecitato anche un parere della Corte ma non l'ha fatto. I giudici non sanno nemmeno che il loro verdetto viene messo in discussione.
Addirittura anche Benjamin B. Ferencz, che si trova ancora in Germania – ex ufficiale dell'esercito entrato nei campi di concetramento nazisti quando i forni erano ancora caldi, poi accusatore di Norimberga e infine divenuto uno dei primi membri della Commissione per i crimini di guerra – non viene ascoltato, pur avendo egli offerto i suoi servizi essendo stato consigliere esecutivo dello stesso gen. Telford Taylor.]

1951
31 gennaio
, a «Radio Francoforte» l'alto commissario John J. McCloy comunica l'amnistia per i crimini di guerra;
con uno storico atto di clemenza, firmando due documenti, uno riguardante la scarcerazione e l'altro la restituzione dei beni, egli restituisce ad Alfried i suoi beni rimettendolo in libertà;
[Egli dichiara: «Non ho travato l'imputato Krupp colpevole di alcun crimine personale che possa distinguerlo dagli altri criminali di guerra condannati dal tribunale di Norimberga».
Naturalmente il caso di Alfried rimarrà sottoposto alla legge 27 dell'Alta Commissione alleata («Riorganizzazione delle industrie tedesche del carbone, dell'acciaio e del ferro»). Ma tutti i beni gli saranno restituiti, perché l'alto commissario è del parere che la confisca dei beni privati è «contraria al concetto americano di giustizia».
Non appena il gen. Telford Taylor, comandante supremo delle truppe europee in Germania controfirma i documenti necessari, i 101 prigionieri vengono liberati dalla fortezza di Landsberg.
Quando ad Essen, al numero 16 di Wallotstrasse, Frau Ewald Löser ascolta attentamente l'elenco dei nomi dei nomi dei graziaiti, piange scoprendo che suo marito non è nella lista.
Il condono è stato negato proprio all'unico antinazista del Konzern.
Per ragioni che nessuno riesce a spiegare – John J. McCloy lo definisce «un terribile errore» – il superstite delle galere della Gestapo rimarrà per altri cinque mesi nella cella di Landsberg.
Ammalato, E. Löser sarà liberato il 12 giugno e affidato alle cure della moglie, che lo ricovererà all'ospedale di Recklinghausen.
In agosto sarà sospeso anche il verdetto di confisca dei beni del 78enne Hermann Röchling, e il "Krupp della Saar" potrà morire nel suo letto.
All'epoca della scarcerazione da Landsberg, Alfried ha 120 Mni di dollari (Flick, con 200 Mni di dollari, è l'indusriale più ricco della Germania).]

La legge 27 dell'Alta Commissione Alleata è stata creata con l'intenzione di bloccare i grandi monopoli tedeschi che hanno dominato l'industria europea, alimentando tre guerre in tre generazioni, e di dare alla Germania industrie più agili e in grado di farsi concorrenzza.
Alfried
, con i suoi colleghi baroni, vede in questa legge il tentativo d ridurre la forza economica della Germania ed è convinto che prima o poi questa legge trasformerà i mercati del vecchio Reich in sfere di influenza inglesi e francesi. Ad esempio:
- Flick è costretto a vendere le sue industrie e a entrare a far parte della Mercedes Benz;
- la Vereinigte Stahlwerke viene suddivisa i tredici compagnie indipendenti;
- la I.G. Farben è ormai un nome del passato.
Ben presto il 90% dell'industria del Terzo Reich verrà completamente smembrata.

[In carcere ha avuto una corrispondenza con Fräulein Vera Hossenfeldt.
Le sue origini sono oscure. Suo padre sembra facesse l'assicuratore. Non si sa come la ragazza aveva conosciuto alcuni scapoli dell'alta società, incluso il barone Langer, col quale si era sposata. Poco dopo le nozze, aveva abbandonato il barone per un certo Frank Wisbar. Questi non era titolato ma si occupava di cinema e la cosa aveva affascinato la giovane donna soprattutto quando lui le aveva proposto di andare a far fortuna a Hollywood. Sfortunatamente per loro però in California i tedeschi erano ancora considerati con odio, e i due avevano trovato sbarrate tutte le porte degli studios. Lei si era ridotta a fare la commessa di un grande magazzino. Ma le belle ragazze astute sono destinate a comprare, non a vendere.
Ben presto, lei aveva cambiato posto ed era diventata segretaria di un medico espatriato. Il dottor Knauer era ricco, aveva clienti importanti e aveva ottenuto la naturalizzazione americana. Frank Wisbar continuava ancora a vagare inutilmente per gli studios. In breve tempo lei aveva divorziato da Frank Wisbar a Las Vegas, sposato il medico e divorziato anche da lui, per poi tornare in patria con un pingue assegno mensile, una nuova pettinatura, un baule zeppo di modelli esclusivi e un plico di lettere di un detenuto di Landsberg…
Alfried, dopo aver trascorso cinque anni in carcere, aver assistito alla confisca dei suoi beni e alla decimazione della sua famiglia ed essere stato costretto a pagare una penale di mezzo miliardo di dollari, è logico che senta il bisogno di ricominciare a vivere.
Altrettanto dicasi della donna, che è sopravvissuta alla sconfitta del Reich, alla vita in comune con un barone tedesco, all'umiliazione di un lavoro presso un grande magazzino di Los Angeles e al matrimonio con un anziano medico.
Ben presto i due si innamorano follemente.]

settembre, a Mehlem hanno inizio i negoziati tra i tre alti commissari e Alfried per la divisione o la riunione delle industrie Krupp;
[Un economista di Düsseldorf spiega perché la decentralizzazione non può funzionare ad Essen: «La maggior parte dei tedeschi sono del parere che Krupp ha il diritto di restare proprietario dei suoi averi. E la pensano così a causa del ruolo precedente svolto da Krupp. L'opinione pubblica si schiererebbe contro chiunque comprasse le industrie che Krupp fosse costretto a vendere. Soprattutto se si trattasse di un americano: il nuovo venuto avrebbe grattacapi seri, nella Ruhr».
A questo proposito, la rivista «Capital» commenta: «La Ruhr resterà unita. È impossibile trovare un solo compratore».
Heine Kranzbühler, dirigente del comitato esecutivo dell'SPD ha proposto di nazionalizzare la Krupp ma la sua mozione è stata respinta a Londra.]

1952
19 maggio
, Alfried e Vera Hossenfeldt si sposano in fretta nel municipio di Berchtesgaden;
[Al pranzo di nozze, tenuto nella sala da pranzo dell'albergo di Stöll (decorato squallidamente con fiaschi vuoti di Chianti), lo sposo offre alla moglie quindici tulipani, una dozzina di rose e la più lussuosa Porsche mai immessa sul mercato.
La sposa, che indossa un abito di seta, una sciarpa a righe e un cappellino stravagante, afferma che, malgrado le apparenze, Alfried è l'unico uomo che abbia mai amato.
Il nome della sposa è ora un po' complicato: Vera Hossenfeldt von Langer Wisbar Knauer Krupp von Bohlen und Halbach.
Mentre gli inglesi continuano a rimandare la partenza da Villa Hügel, i due sposi continuano a spostarsi tra Mehlem e cinque dimore diverse. Come base fissa, la casa di Berthold e di Jean Sprenger sarebbe l'ideale ma ormai è troppo affollata. Jean Sprenger ha ampliato lo studio e Berthold vi si è trasferito con la nuova moglie. Di conseguenza gli sposi di Berchtesgaden continuano a vagare di là a Blühnbach, a Walsertal, al vecchio casino da caccia vicino a Coblenza e alla villa che Alfried ha acquistato a Hösel, un paesino tra Kettwig e Ratingen a una ventina di minuti da Essen.]

19 giugno, Irmgard si risposa a Dortmund con un proprietario terriero bavarese divenendo Frau von Bohlen und Halbach Raitz von Frenz Eilenstein;
4 luglio, per tradizione il maestoso consolato americano di Düsseldorf apre le porte a tutti gli americani residenti nella Ruhr;
[Come ex moglie del dottor Knauer, Vera chiede di essere invitata. Ottenuto l'invito, arriva al consolato portandosi dietro Alfried. L'opinione pubblica resta entusiasta della presenza di Alfried nel consolato. Da parte sua, il consolato resta gradevolmente sorpreso per l'entusiasmo dei tedeschi.
Da questo momento i negoziati di Mehlem proseguono in un clima di maggiore cordialità.
Quando Alfried chiede a sir Brian di restituire i 370 tesori d'arte trafugati da Villa Hüghel, le autorità britanniche danno immediatamente ordine a una squadra di esperti di rintracciare le opere d'arte che vengono trovate e restituite quasi al completo.]


estate, una sera all'Essener Hof Alfried incontra il 38enne Berthold Beitz;
[Nato in Pomerania, figlio di un cassiere di banca di Greifswald, all'inizio della guerra aveva lavorato a fianco del padre. Poi, trasferitosi presso la Compagnia Shell tedesca, aveva evitato il servizio militare facendosi inviare in Polonia come direttore dei campi di petrolio di Boryslav.
Dopo la guerra, grazie al fatto che non era mai stato iscritto al Partito nazionalsocialista, ha ottenuto un impiego presso una compagnia d'assicurazioni della zona controllata dagl inglesi. Egli non ha aveva mai visto un contatto assicurativo in tutta la sua vita, ma ha lavorato sul bluff, assumendo ex nazisti con esperienza nel campo.
Quando a Berlino viene tolto il blocco, è ormai direttore generale della Compagnia d'Assicurazioni Germania-Iduna, e in quattro anni la sua azienda è salita dal sesto al terzo posto nell'industria assicurativa della Bundesrepublick.]

Intanto Alfried e Berthold Beitz, diventati ottimi amici, vanno spesso a sciare assieme a Saint Moritz;
[Un pomeriggio accanto ai due si siede Bertha Krupp; Alfried si alza e se ne va mentre lei si ferma a parlare con Berthold Beitz; dopo questo colloquio Bertha fa visita a Erna Stuth, madre di Berthold Beitz.]

settembre, i termini del trattato sono ormai concordati;
- I fratelli, le sorelle e il nipote di Alfried riceveranno 10 Mni di marchi a testa in contanti o in azioni di due delle "compagnie Krupp", la Capito und Klein (acciaio laminato) di Düsseldorf e la Westfälische Drahtindustrie (cavi) di Hamm.
- Tutti i figli di Bertha, fatta eccezione per Alfried, saranno comproprietari della Klausheide, una piccola industria che sorge vicino al confine con il Belgio, nella località in cui Gustav aveva fallito il suo tentativo agricolo. L'altro proprietario è il giovane Arnold.
[La fabbrica era stata chiamata con quel nome in ricordo dell'eroismo dimostrato dal padre di Arnold come pilota della Luftwaffe.]
- I beni di Harald saranno affidati a un amministratore finché Harald non sarà rilasciato dai sovietici.
- Secondo la legge 27 dell'Alta Commissione Alleata, tutte le compagnie di carbone dell'acciaio dovranno essere sottratte al controllo di Alfried, che manterrà invece i suoi interessi nelle fabbriche di locomotive e veicoli, e nei cantieri navali;
- Come compenso per le perdite subite, Alfried riceverà 25 Mni di sterline.

25 settembre, mentre i negoziati di Mehlem proseguono ancora, Alfried e Vera cenano in compagnia di Berthold Beitz, di sua moglie Else Beitz e di Jean Sprenger, lo scultore, nel ricostruito Hotel Vier Jahreszeiten di Amburgo;
[Quando i due amici escono sotto la pioggia per una passeggiata Alfried dice a Berthold Beitz: «Sono convinto che noi due possiamo fare molto, insieme. Sei disposto a trasferirti ad Essen ed aiutarmi a ricostruire la mia azienda?».
In seguito, dopo aver chiesto informazioni su Alfried e dopo la scadenza del suo contratto con la Compagnia d'Assicurazioni Germania-Iduna, accetterà la carica offertagli… nel novembre 1953.]


ottobre, quando viene reso pubblico l'annuncio di questo tentativo d'accordo, la sua eco fa tremare il Parlamento;
alla Camera dei Comuni Clement Davies si oppone al risarcimento per la confisca;
La restituzione di una così enorme somma di denaro alla famigla che fu al fianco di Hitler ha sconvolto il popolo inglese. Visto che Krupp è stato trovato colpevole di aver usato il lavoro degli schaivi e di essersi impossessato di beni altrui, perché parte della sua ricchezza non viene distribuita alle persone che hanno sofferto per causa sua?».
[La richiesta di Clement Davies è più che giustificata, – peraltro, la Control Council Law n. 10 del 20 dicembre 1945 specificava "confisca dei beni", senza prevedere alcun risarcimento – e poiché anche molte delle persone che avevano sofferto sono ora protette da ottimi avvocati, la questione ossessionerà Alfried fino alla fine dei suoi giorni.]

Ma sfortunatamente per queste persone, in questi giorni la "Guerra Fredda" ha bisogno più di Alfried che di loro.

1953
dopo una tregua di quattro mesi il "Trattato Krupp" viene redatto nella forma definitiva;
[La Definitionsbrief stipula che Alfried è escluso da «…la fabbricazione di acciaio sotto qualunque forma, fatta eccezione per i piccoli quantitativi necessari alle industrie che saranno rimaste di proprietà di Alfried Krupp».
Quando sopra va applicato anche alla «laminazione a caldo dell'acciaio».
Tuttavia, la lettera di specificazione dichiara: «… la fabbrica di Widia non dev'essere considerata parte delle acciaierie».
a) Le miniere di carbone Hannover-Hannibal e Constantin der Grosse, di Bochum devono essere trasferite nelle mani di curatori che, sotto certe circostazne, possono venderle a compratori stranieri.
b) Tutte le industrie di Alfried saranno raccolte sotto un'unica denominazione: Hütten-und-Bergwerke Rheinhausen Dachgesellschaft. Questa società per azioni comprenderà le acciaierie del Konzern, tutte le miniere di carbone e i depositi di minerale ferroso, e cioè:
- la fabbrica di Rheinhausen,
- le officine d Essen della Bergwerke,
- i depositi di Sieg-Lahn Bergbau,
- le miniere di carbone di Rossenray, Rheinberg e Alfred,
- le miniere del Gewerkschaft Emschere-Lippe.
La società per azioni avrà un capitale di 12.792.000 dollari come fondo comune, e 7.466.000 dollari in azioni convertibili, da porre sotto il controllo di tre rispettabili deutsche Treuhänder:
. Hans Lutther, ex cancelliere,
. Herbet Lubowski, banchiere,
. Carl Goetz, banchiere;
[Questi ultimi due non sono stati compromessi con il nazismo.]
Per una commissione dello 0,5%, i tre curatori si impegnano a vendere le azioni della società a "persone indipendenti" nel giro di cinque anni a partire dal seguente 31 gennaio 1953.
Se a quell'epoca non si troverà ancora un compratore, le industrie saranno cedute al primo offerente.
È esclusa la possibilità che i compratori possano essere «lo stesso Krupp, i membri della sua famiglia o persone che agiscono per loro conto».
I Kruppianer che lavorano per le "proprietà segregate" – come ben presto vengono battezzate – possono acquistare fino al 10% delle azioni e delle obbligazioni delle varie compagnie.

Stranamente, l'accordo che Alfried sarà costretto a firmare non alluderà minimamente a qualunque impegno da parte sua di astenersi in futuro dalla fabbricazione di armi!]

4 marzo, viene firmato l'accordo di Mehlem che reintegra Alfried nelle sue proprietŕ;
[Incredibile, il giorno della firma Alfried non è a Mehlem; la data è stata scelta dai tre alti commissari ma egli ha preferito portare la sua bella moglie a sciare in una remota zona della Svizzera.
Per il Konzernherr ha firmato qualcun altro.]

Alfried resta multimilionario.
[Tra le sue risorse economiche, ha una perentuale del 24% sul carbone dei pozzi Rossenray e Rheinberg che, sotto amministrazione inglese, hanno una produzione annuale di 830.000 sterline.
Per quanto escluso dai proventi dei giacimenti di materiale grezzo, egli resta unico proprietario di tutti i laminatoi, di tutte le officine, di tutte le fabbriche, di tutti i cantieri navali e di tutti i profitti della Krupp.
In pratica egli resta proprietario di un patrimonio valutato 140 Mni di dollari.]
[Padroni assoluti della Ruhr (ca 500 kmq, una quindicina di città), sono poco meno di una dozzina di Schlotbarone (baroni delle ciminiere).
Nel XIX secolo le loro famiglie rimpiazzarono infatti l'aristocrazia feudale in declino.]

12 marzo, giovedì, Alfried, 41enne, rientra ufficialmente ad Essen;
[Un secolo prima Federico Guglielmo IV di Prussia concesse ad Alfred Krupp il brevetto per la costruzione di rotaie d'acciaio.
Davanti all'Hauptverwaltungsgebäude, l'Oberbürgermeister di Essen – un fabbro in pensione che amministra i 695.000 cittadini della città – esprime rispettosamente la gratitudine e la gioia dei suoi assistiti per il ritorno del più famoso cittadino di Essen.
A questo punto, rivolgendosi al suo Direktorium Alfried mormora: «Pensavo che potesse passare mezzo secolo e anche più, prima di rimetterci in piedi, ma non ho mai dubitato che arrivasse il giorno della nuova rinascita».
Il dr. Friedrich Wilhelm Janssen (da 35 anni al servizio della ditta) fa un lunghissimo rapporto sulla situazione, concludendo che solo un investimento di 2 Mni di marchi potrebbe riportare la Fried. Krupp di Essen allo splendore del 1943.
E la cosa è fuori discussione.
Alfried
(da 17 anni si occupa della ditta) non è d'accordo: «In vita mia, non ho mai accettato il concetto dell'impossibilità…».]

26 marzo, Alfried e la famiglia fanno ritorno a Villa Hügel;
29 marzo, viene celebrata la cresima del 15enne Arndt von Bohlen nella Chiesa Evangelica di Bredeney;
[Il rito non ha alcun reale significato religioso: l'ultima Krupp che abbia pregato Dio era stata Margarethe, la quale aveva donato alla chiesa tutte le sue proprietà.
Ora il dono di Alfried è un organo.]

novembre, Berthold Beitz, telefona ad Alfried per dirgli che si presenterà alla Hauptverwaltungsgebäude;
[Il suo stipendio: 1Mne di marchi l'anno. Infatti lui lavorerà per Alfried non per la Krupp.]

Lo stesso anno Bonn, per dar prova di sovranitŕ, riconosce i crimini tedeschi contro il popolo ebraico e di fronte alla Corte Internazionale di Giustizia dell'Aja si impegna a versare a Israle 6 Mni di marchi l'anno per un periodo di dodici anni.
[Nel frattempo, mentre il «Time» pubblica la notizia che la Friend. Krupp di Essen è diventata una delle dodici più grandi industrie del mondo e ricorda che è di proprietà di un unico individuo, ha tra i suoi lettori anche l'avvocato americano Benjamim B. Ferencz, l'accusatore di Norimberga che non ha mai smesso di dare la caccia ai nazisti.
Paracadutato dietro le linee nemiche durante la guerra, subito dopo si era messo a lavorare ininterrottamente per trascinare in tribunale i criminali nazisti. Dopo il matrimonio con un'ebra ungherese (non una delle schiave di Humboldtstrasse) ha tenuto una documentazione impressionante su Alfried finendo col rendersi conto che il Konzern è in realtà un regno indipendente.
Specialista di leggi internazionali, fin dall'epoca di Norimberga si è messo a disposizione della piccola comunità di superstiti di Auschwitz che ora vive a Brooklyn.
1949, sapendo che nessun barone della Ruhr dichiarerà di essere direttamente coinvolto da un possibile verdetto a sfavore, si accorda in segreto con le numerose compagnie che hanno fatto parte della I.G. Farben e varie compagnie acconsentono a versare 5.000 marchi a ogni Sklavenarbeiter ebreo.
Gli altri Schlotbarone non versano per il momento neppure un centesimo.
Solo il gen. Taylor e la signora Ferencz sanno che anche in questa occasione l'avvocato, così come ha fatto all'Aja, durante le trattative con la I.G. Farben e in tutti i procedimenti a favore delle vittime ebree del Terzo Reich avrebbe lavorato gratuitamnente.
1950, durante i primi mesi, come legale della Conferenza per le rivendicazioni dei danni di guerra istituita dagli ebrei contro la Germania, rappresenta Israele di fronte alla Corte Mondiale riuscendo a far condannare Bonn a un risarcmento di 1.500.000.000 dollari;
Ora fa questo ragionamento: dal momento che la Bundesrepublik versa enormi cifre di denaro come riparazione, malgrado le proteste del blocco arabo, anche il Konzern che condusse i suoi affari come stato indipendente già cento anni prima della creazione della Germania Occidentale dovrebbe assumersi un impegno simile.]

L'avv. Benjamim B. Ferencz, arrivato all'Hauptverwaltungsgebäude presenta a Berthold Beitz, un estratto intitolato Die Zwangsarbeit jüdischer Kz-Lagerinsassen im Krupp Konzern (il lavoro forzao degl ebrei internati nei cambi di concentramneto dell'azienda Krupp).
[Alcune clausole zeppe di citazioni da documenti, si riferiscono alla fabbrica di Auschwitz, alla Berthawerk, a Wüstegiersdorf, a Mulhouse, a Fünfteichen, alla Humboldstrasse, al comportamento delle SS e del Ministero Speer, e alla requisizione di prigionieri ebrei voluta da Alfried. Il dispaccio così conclude:
«La ditta Krupp sfruttò il lavoro dei priogionieri senza mai versare un solo salario. Né tentò mai neppure minimamente di ricompensare i suoi schiavi per la perdita della libertà, della salute e della stessa dignità uomana. È una richiesta di elementare giustizia che Krupp assolva, sia pure in ritardo, le sue responsabilità di fronte alla legge, risarcendo i danni apportati, per sua colpa, nelle sue officine».
L'avv. Benjamim B. Ferencz sa bene che il 5% degli schiavi della Waffenschmiede erano ebrei, secondo i registri della ditta, e la maggior parte di loro non possono essere rintracciati o sono morti senza lasciare parenti. Un accordo privato tra lui e Alfried verrebbe a costare non più di 10 Mni di marchi, mentre invece qualunque processo legale contro di lui potrebbe incoraggiare altre vittime a sporgere denuncia e così la questione verrebbe a costare più di 50 Mni di dollari senza contare le orribili ripercussioni morali.]

Il Generalbevollmächtinger Berthold Beitz, impallidito, si reca nello studio del Konzernherr. Poi non si fa più vedere e l'avv. Benjamim B. Ferencz incontrerà solo gli avvocati della ditta.
[La trattativa va avanti fino a due giorni prima del Natale del 1959…]

1954
ottobre,

1955
11 ottobre, una telefonata alla madre Bertha fa sapere che nel Friedland Stalag, vicino a Göttingen dove sta un gruppo di 800 soldati della Wehrmacht di ritorno dalla Siberia, c’è anche Harald;
[Da tempo era ormai considerato ucciso in azione o giustiziato.
Povero in canna, ora sa che Alfried, in base al trattato firmato a Mehlem, gli deve 2,5 Mni di dollari.]

1956
ottobre, Vera decide che anche per lei è arrivato il momento di indire un'azione legale contro il marito: vuole il divorzio;
[In autunno Annabel, moglie di Louis Manchon, ha denunciato il marito per averla tradita «apertamente e pubblicamente» e ha fatto il nome dell'adultera: Vera…;
Vera aveva ereditato un'impresa di costruzioni da uno dei tanti mariti; il presidente dell'impresa era certo Louis Manchon. La maggior parte dei giornali ignora la storia.
Ottobre, Vera redige un elenco completo di tutte le proprietà, dei depositi bancari e delle cassette segrete di suo marito Alfried
(o almeno, di tutto quello di cui è a conoscenza, che praticamente rappresenta la quasi totalità dei suoi beni).
Per la prima volta l'opinione pubblica si rende conto di quanto lontano si spingano i tentacoli di Alfried attraverso tutti i continenti, grazie ad accordi commerciali, complicati scambi finanziari, comproprietà in varie industrie e perfino legami coniugali.
Dopo aver specificato al millesimo qual è il capitale del marito, Vera spiega ciò che vuole: un versamento immediato di 5 Mni di dollari e un assegno annuale di 250.000 dollari.
Accusa inoltre il marito di averle chiesto di rinunciare alla cittadinanza americana… di essersi rifiutato insistentemente di avere rapporti coniugali con lei… ecc.
Alfried passa la pratica ai suoi legali e da questo momento non pronuncia più il nome della sua seconda moglie.
Tre mesi dopo la causa viene risolta quietamente… Ma, secondo la legge di Bonn sul divorzio, risolta illegalmente: la legge di Bonn infatti non ammette i procedimenti in camera. Ma per il momento nessuno osa sollevare la questione. L'incidente ha messo in imbarazzo un'intera nazione, e la Bundesrepublik è ben lieta, quando viene chiuso.
Per tenerla buona, Alfried le acquista un ranch a 40 km da Las Vegas spendendo oltre 1 Mne di dollari.
1959, tre uomini fanno irruzione nella casa di Las Vegas, legano Vera e il custode, e se ne vanno con un brillante di 33 carati per un valore di 250.000 dollari che Alfried le aveva regalato ai tempi del loro amore. Perché abbia tenuto un brillante simile in casa o come abbiano fatto i ladri a saperlo resterà sempre un mistero. Comunque il gioiello viene poi recuperato nel New Jersey dagli agenti federali. Sette uomini finiscono in carcere e non si sente più parlare del ranch fino a…
1967, primavera, stanca del ranch, Vera offre la proprietà al governo statunitense per 1.110.000 dollari.
Il prezzo sembra troppo alto per un privato.
20 luglio, Howard Hughes, altrettanto ricco e altrettanto misterioso, acquista la proprietà.
I giornali definiscono la venditrice come «un'ex attrice cinematografica ed ex moglie del magnate tedesco dell'industria bellica, Alfried Krupp».
autunno, Vera muore.
]

 

1957
21 settembre, a Villa Hügel muore la madre Bertha: ha 72 anni;
[Ora Berthold e Harald rinunciano agli incarichi formali loro affidati nel Konzern, decidendo che un solo membro della famiglia debba avere l'ufficio all'Hauptverwaltungsgebäude e, contrariamente a quanto ha fatto finora la madre, si rifiutano di condividere con Berthold Beitz la responsabilità dei loro affari personali. Invece pregano Otto Kranzbühler di assumere la presidenza del consiglio direttivo delle loro industrie.]

1958
Essen diventa diocesi;
[Nel frattempo Alfried, dopo la sua scarcerazione:
- ha fatto dono della più grande vetrata della cattedrale d Essen;
- è stato il più grande sovvenzionatore della ricostruzione della vicina chiesa di Münster-in-Westfalen rimasta gravemente danneggiata durante le incursioni aeree dei Lancaster;
- ha contribuito largamente alla costituzione di un ospedale cattolico e dell'Università di Tokio;
- ha sovvenzionato una mostra della prima arte cristiana a Villa Hügel dove il papa ha inviato un suo rappresentante.]

febbraio, direttore generale della Bochumer Verein viene nominato Carl Hundhausen;
l' «Handelsblatt» sottolinea immediatamente che Carl Hundhausen resta membro del Direktorium della Krupp;
nel giro di pochi giorni la stampa economica apprende che Axel Wenner-Gren, la cui parte della Bochumer Verein è stata calcolata a meno del 25%, controlla ora più della metà delle azioni e che, insieme ad Alfried, ne possiede il 75%;

marzo, la Wenner-Gren trasferisce ad Alfried le sue azioni nella Bochumer Verein ma Alfried non si muove fino alla fine dell'anno…

aprile, Alfried dichiara che l'insistenza degli Alleati per spingerlo a vendere è «assurda» e che la Bundesrepublik è un paese indipendente e non deve permettere che i tedeschi siano trattati come «subumani»;
[Visto, tuttavia, che il cancelliere K. Adenauer si trova in una posizione migliore della sua per trattare con gli Alleati, decide di cambiare tattica… Decide quindi di rivolgersi direttamente all'Alta Autorità della nuova CECA (Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio) le cui decisioni non possono essere messe in discussione da nessun governo e la cui recente politica – soprattutto in campo finanziario – tende decisamente verso la riconcentrazione.
In effetti, in una recente dichiarazione, la CECA ha detto di essere contraria «non alla grandezza», ma agli «abusi della grandezza».
Alfried chiede quindi l'approvazione per il suo acquisto della Bochumer Verein.]

novembre, Alfried liquida due sole miniere:
- Emscher-Lippe, ceduta alla Hiberner Combine, nella quale la Bundesrepublik, sotto la strana struttura finanziaria di L. Erhard, ha una parte di controllo;
- Constantin der Grosse, di Bochum, – una miniera capace di produrre diecimila tonnellate di carbone al giorno – ceduta alla Bochumer Verein di Jacob Mayer;
[1830, Mayer, che finora ha fatto l'orologiaio nel Württemberg, scopre un nuovo metodo per produrre l'acciaio di prima qualità;
1842, 6 dicembre, si trasferisce da Lendensdorf a Bochum e costruisce la sua Gusstahlfabrik a una trentina di km da Altendorferstrasse;
segue poi la guerra delle materie grezze; la Gutehoffnungshütte diventa la prima fabbrica della Ruhr a esplorare le possibilità dell'integrazione verticale (con l'acquisto di una piccola miniera perfezionato nel 1854);
1854, 1° settembre, Mayer tiene la prima riunone degli azionisti; debole, generoso e profondamente pio, ha infatti trasformato la sua ditta in società per azioni, Bochumer Verein für Bergbau und Gusstahlfabrikation;
1855, all'Esposizione di Parigi, Mayer dimostra che ora il miglior acciaio della Prussia non è quello prodotto dalla Krupp;
1868, ora che sia la Krupp Werke sia la Bochumer Verein hanno cominciato ad acquistare decine di giacimenti carboniferi, comincia la vera battaglia; la concorrenza tra le due industri si inasprisce finché un quinto dell'intera produzione di carbone tedesco scaturisce dalle loro miniere "unite";
1875, 31 luglio, Mayer muore giovane, senza eredi, lasciando tutto alla Chiesa Luterana;
1933-45, in seguito al Vereinigte Stahlwerk di A. Hitler, la Bochumer Verein perde qualunque identità.
1946, gli inglesi ne ordinano lo smantellamento, poi annullato dopo che il membro più anziano della direzione, Wolfgang Schleicher, ha spiegato loro che le enormi campane costruite da Mayer nel XIX secolo meritano qualcosa di meglio.
Deconcentrata dalla
Vereinigte Stahlwerk l'industria è poi divenuta nuovamente una società per azioni, si è sviluppata rapidamente e ora è prospera.
E proprio ora Alfried, spiega all'ancora incredulo Berthold Beitz che in tutto il Reich ci sono state solo due industrie, oltre alla Krupp, capaci di fabbricare acciaio di prima qualità:
- Ruhrstahl A.G., poi smantellata;
- Bochum Werke, appena sfiorata dalle bombe della RAF (una sola incursione il 4 novembre 1944).
Alfried spiega a Berthold Beitz il metodo usato da suo nonno per impossessarsi, nel 1892, della Grusonwerk… Ora egli intende acquistare la Bochum Werke riacquistando così automaticamente la sua più grande miniera. Mentre il suo jet si avvicina a Nassau, spiega all'amico chi è Axel Wenner-Gren e i servizi da lui resi al Reich.
[Questo finanziere svedese:
- a 30 anni, copre le proprietà all'estero di Alfred Krupp dal 1914 al 1918;
- a 40 anni, collabora con l'illegale armamento di Gustav a Aktienbolaget Bofors;
- a 50 anni, applaude mentre Alfried forgia la nuova spada tedesca, si definisce orgogliosamente un ariano e accoglie il Führer con l'Hitlergruss;
- a 60 anni, lavora quanto Alfried o A. Speer perché il miglior minerale ferroso svedese si incanali verso la Ruhr;
- a 70 anni, il giorno del suo compleanno, riceve la visita di Alfried e Vera;
1954, si limita a promettere di appoggiare qualunque impresa ideata da Alfried.
Ora Alfried dice a Berthold Beitz che il progetto di questa impresa è pronto.
La Hütten-und-Bergwerke Rheinhausen Dachgewsellschaft, attraverso i suoi direttori amministrativi, acquisterà a piccoli blocchi le azioni della Bochumer Verein…: il 27% del totale per un periodo di quattro anni. Lo stock sarà depositato fino al 1958 nelle casseforti della Vermögensverwaltung (Vigau), una compangia di copertura che amministra le proprietà tedesche in Svezia. Poi rivenderà ad Alfried.
Nell'annunciare l'acquisto, Alfried chiederà formalmente agli Alleati di annullare l'accordo di Mehlem.
[La Fried. Krupp Gusstahlfabrik è una delle sette industrie europee con un giro d'affari di 4 Mdi di marchi, e l'unica di proprietà di un solo uomo.
A Mehlem però egli aveva promesso che entro il 31 gennaio 1959 avrebbe completato il suo ritiro dalle miniere di carbone e dalle acciaierie. Per cinque anni ha invece progettato esattamente il contrario.] ]

24 dicembre, la CECA (Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio) concede ad Alfried l'approvazione per il suo acquisto della Bochumer Verein ed egli riunisce ufficialmente le officine di Bochum con quelle di Rheinhausen, sotto la presidenza di Berthold Beitz;
[Gli ultimi documenti saranno firmati in gennaio, tre settimane prima della scadenza fissata a Mehlem.]

Lo stesso anno Berthold Beitz, porta il giro d'affari del Konzern con l'Ostblock a 10 Mni di dollari;
[Mosca è il cliente più assiduo; Anastas Mikoyan riappare sull'orizzone di Alfried per la prima volta dopo il suo addio al barone Tilo von Wilmowsky, avvenuto trent'anni prima sulle steppe ucraine…]

1959
gennaio, ora la Bochumer Verein für Bergbau und Gusstahlfabrikation ha preso il posto della vecchia Fried. Krupp Gusstahlfabrik, Alfried entra nella CEE (Comunitŕ economica europea) o  MEC (Mercato comune europeo) come il più ricco individuo e il più potente industriale;
febbraio, il cancelliere K. Adenauer suggerisce che il presidente D.D. Eisenhower, il primo ministro H. Macmillan e il neo eletto presidente Ch. De Gaulle concedano ad Alfried una proroga di dodici mesi sulla data fissata dal "trattato di Mehlem", aggiungendo che gli illustri colleghi «si rendono indubbiamente conto che il lavoro di ricostruzione di Alfried Krupp è stato di grande utilità al boom economico della Germania postbellica»;
[La rivista americana «Newsweek» – l'unica ad intuire le dimensioni del colpo di Alfried – sottolinea che la fusione «non solo farà di Alfried Krupp il più grande produttore d'acciaio di tutta l'Europa… ma riporterà altresì l'enorme miniera "Costantin der Grosse" sotto il suo controllo, permettendo al Konzernherr di estrarvi gran parte del suo fabbisogo di carbone. La nuova azienda che ha un valore di un miliardo di dollari, impiegherà 120.000 operai e supererà le vendite d'anteguerra di Alfried Krupp, che si erano aggirate sul miliardo e mezzo di dollari».
In realtà Alfried raddoppierà la produzione dell'acciaio a confronto con quello dell'anteguerra.
La Rheinhausen è la più grande acciaieria del continente. La Bochumer Verein copre quasi cinque milioni di metri quadrati, consuma quaranta milioni di metri cubici di gas per alimentare quotidianamente i forni ed è in grado di fondere lingotti di 380 tonnellate l'uno… Settantasei volte più grandi del "lingotto Krupp" che era stato ammirato all'Esposione di Parigi del 1855 e che aveva sbalordito il contintente.]

13 marzo, assieme al figlio Arndt (su due reattori diversi) parte per il Giappone;

3 giugno, a Bonn, in base ai termini dell'accordo con gli Alleati, si riunisce per la prima volta la "commissione mista" per lo studio del "caso Krupp"; partecipano:
. giudice Spencer Phenix per gli Stati Uniti,
. sir Edward Jackson per l'Inghilterra,
. François Leduc per la Francia,
e tre tedeschi.
Il dr. E. Reinhardt, il più eminente banchiere svizzero, direttore tra l'altro del Crédit Suisse, è nominato presidente.
[Dopo sei mesi di inattività, i sette membri annunceranno solennemente che ad Alfried è stata concessa una proroga di dodici mesi.
La stampa ignorerà la decisione… Si tratterà infatti di un pro-forma che si ripeterà ogni anno fino alla morte di Alfried. Il 26 febbraio 1968, il Konzern emetterà una dichiarazione ufficiale che definirà il "trattato di Mehlem" illegale, inattuabile, «relitto anacronistco dell'occupazione alleata».]

23 dicembre, dopo una prima offerta di 6 Mni di marchi, gli avvocati di Alfried accettano di versare altri 5 Mni di marchi;
[Stranamente, molte fonti restano convinte che gli avvocati abbiano versato alle vittime di Alfried cifre superiori a quelle previste. Ma in realtà mentre era stato promesso un assegno di 5000 marchi a testa, gli ebrei superstiti se ne sono visti arrivare uno di 2500.
La ragione sta nel fatto che la Conferenza per le rivendicazioni dei danni di guerra non ha potuto calcolare neppure lontanamente il numero dello Judenmaterial sopravvissuto ai lavori forzati nei campi di Alfried: per il momento, dunque, ha versato solo la metà della somma, poi, quando tutti saranno stati soddisfatti sarà distribuito quello che resta. Ma non è rimasto niente.
Per coloro che presentano in ritardo le loro richieste non rimane nulla.
Il fiducioso calcolo fatto da Alfried dunque è sbagliato.
Nel 1945 la sua Werkschutz e la Werkschar avevano spedito vagoni pieni di Stücke nei campi della morte, ma a quanto pare, almeno negli ultimi quattro mesi di guerra, lo sterminio non era stato tale da rispettare gli ordini del Führer.
Ben presto si scopre la ragione dell'errore di calcolo: tutti sono convinti che, fatta eccezione per il gruppo di Roth, gli internati di Humboldsrasse siano stati gassati e cremati a Buchenwald. La verità è, invece, che delle 2000 ebree ne sono rimaste vive 384… ecc.
(Venuto a sapere il numero delle sopravvissute, Otto Kranzbühler esclama: «Al Justiplatz ci hanno ingannati! Secondo l'accusa, si erano salvate solo sei persone! Gli americani ci hanno mentito!».
E così nessuno riceve i 5000 marchi previsti. La somma versata da Alfried viene suddivisa in somme sempre più piccole. Gli amministratori riducono i 2500 marchi a 1500, poi restano senza fondi.]

1960
gennaio, Alfried è tra i cinque uomini del mondo che possono calcolare il loro patrimonio in dieci cifre;

intanto, con l'incoraggiamento di K. Adenauer, la Bundesrepublik segue la stella di Berthold Beitz e le correnti del commercio mutano rotta;

24 maggio, gli inglesi e i russi firmano a Mosca un accordo commerciale per la durata di cinque anni: sir David Eccles, presidente del Consiglio di Commercio inglese, dichiara che solo nel primo anno il commercio anglo-sovietico supererà i 50 Mni di dollari; la cifra totale degli affari di Alfried con l'Ostblock;

agosto, gli Alleati acconsentono a congelare per altri cinque anni la spartizione della Germania e lo fanno durante una conferenza alla quale i tedeschi non sono stati invitati;

19 dicembre, K. Adenauer e Berthold Beitz conferiscono 45 minuti sul viaggio da compiersi in Russia…
[La Germania prende così la più disastrosa decisione della storia: fissa lo sguardo sulle immense distese della Russia.
Mentre sotto l'imperialismo della Germania guglielmina il commecio aveva seguito la bandiera, ora la bandiera segue il commercio…]

 

1961
il barone Tilo von Wilmowsky dà alle stampe le sue memorie;

Rückblickend möchte ich sagen… (1961, Guardando al passato, vorrei dire…, Oldenburg e Hamburg)
[Dedicate a Barbara e alla memoria di Bertha, sono più che altro la storia di tre secoli di sovranità dei Wilmowsky su Marinethal,la sua casa perduta.]

20 novembre, vengono celebrati i 150 anni dalla fondazione della Krupp;
[Guidati da Axel Springer, il più grande editore della Germania Occidentale, la maggior parte dei giornalisti del Reich sconfitto fanno di tutto per dimenticare i fantasmi del passato. F. Sauckel era stato impiccato quindici anni prima e A. Speer condannato a 20 anni, languisce nel carcere di Spandau.
Ma nessuno si permette neppure di mormorare che Alfried aveva lavorato fianco a fianco coi due uomini e che era stato giudicato colpevole degli stessi crimini dallo stesso tribunale.
Le copie dei documenti in tedesco usati contro Alfried – o, secondo le affermazioni di alcuni giornalisti, usati contro Alfried per fargli pagare le colpe del padre – diventano sempre più difficili da trovare:
- il giudice Wilkins ha conservato la sua documentazione;
- il giudice Daly ha depositato la sua presso una biblioteca di Hartford, ma sono in Inghilterra;
- Washington si è affrettata a restituire a Bonn le trascrizioni del processo e le copie dei documenti affermando che erano di proprietà della Bundesrepublik;
- Cecilia Goetz, che aveva fatto parte dell'accusa, ha perso tutte le sue annotazioni in un incendio scoppiato nella sua cantina «per ragioni non accertate»;
- Rawlings Ragland, vice del gen. Taylor, ha mandato un'intera trascrizione del processo a sua sorella a Lexington, nel Kentucky, pensando che poteva avere un interesse storico. Era ancora là ammassata in un fienile quando William Manchester l'autore di I cannoni dei Krupp – da cui sono tratte queste note – ha iniziato le sue ricerche dieci anni fa;
- l'alto commissario americano ha distrutto la versione in tedesco di tutti i procedimenti e di conseguenza i cittadini della Bundesrepublik sono completamente all'oscuro di quanto avvenne nel Palazzo di Giustizia;
- l'ignoranza dei cittadini di Essen riguardo alla loro storia passara è addirittura sconvolgente…
]

il presidente della Bundesrepublik ricorda ai suoi connazionali la crocifissione di Alfried nel dopoguerra: «Fu costretto a cedere e smantellare le sue fabbriche, a sentire la notizia che tutto era finito, la catastrofe…»;

1962
primavera, Alfried, su consiglio di Berthold Beitz, licenzia Johannes Schröder – tra i cinque economisti più rispettati della Ruhr;
i fratelli Berthold e Harald lo riassumono alle loro dipendenze;
settembre
, il card. Gustavo Testa, 76enne, delegato papale, si reca a Villa Hügel per conferire ad Alfried una Gedenkmedaille d'oro, o medaglia commemorativa, a nome del pontefice;
ottobre, sulle cronache dei giornali appaiono due importanti rampolli dell'Europa occidentale: Winston Churchill II (22enne) e Arnold von Bohlen (23enne), diventati amici tre anni prima a Oxford; si preparano ad un viaggio che li terrà via nove mesi…

1963
primavera, cominciano a circolare le prime notizie sulla crisi di Alfried;

Essen, quando William Manchester – autore de I cannoni dei Krupp , da cui sono tratte gran parte di queste note – viene invitato a prendere il tè nel palazzo del dottor Franz Hengbach, il vigoroso giovane arcivescovo cattolico di Essen;
[Ricordando i doni del Konzernherr, Sua Eminenza dice all'ospite: «Il vescovo di Essen può provare solo gratitudine per Alfried Krupp». E, in realtà, discutendo il controverso Der Stellvertreter (Il Vicario) di Rolf Hochhuth, egli si dimostra indignato per come lo scrittore ha trattato Alfried, quasi quanto è indignato per come ha trattato Pio XII.
Quando gli viene ricordato che l'opera è dedicata alla memoria di padre Maximilian Kolbe, internato numero 16670 di Auschwitz, il prelato risponde che non ha nessuna importanza. E quando gli viene detto che Alfried ha avuto i suoi campi di concetramento personali in questa stessa città, Seine Exzellenz scuote la testa e risponde duramente: «Lo schiavismo è stato un crimine nazista. Non ha avuto niente a che fare con Krupp».
L'abisso che divide i membri della Chiesa cattolica romana sono testimoniati dal citato padre Alphonse Charles Gyseline Come, autore di Témoignage sur les Camps de Dechenshule et Neerfeld, il diario clandestino zeppo di grafici e statistiche, da lui scritto di notte durante la prigionia. Ex parroco di Smuid nel 1944 a una cinquantina di km a est di Bastogne, è ora parroco di Leignon in Belgio.]

1964
Essen, viene rappresentato Il Vicario ma tutte le scene che si riferiscono ad Alfried sono soppresse;

1965
Essen

 

1966
L'inverno, particolarmente gelido, stringe in una morsa l'Europa centrale imponendo la necessità di consumare ogni tonnellata di carbone estratto dai Kumpel.

[1966 o 1967?] primavera, il suo reddito è sceso da 70 a 15 milioni di dollari;
i suoi impegni ammontano ora a più di 50 Mni di dollari;
[Poiché due dei suoi clienti l'hanno informato confidenzialmente che intendono ritirarsi, egli si mette disperatamente alla ricercha di un'alternativa. Vincola alle banche il 24,9% del reddito della Fried. Krupp Hüttenwerk, circa 35 Mni di dollari. E, sapendo che le banche considerano allarmantne il suo deficit, prepara i piani per una nuova filiale, da chiamare Fried. Krupp Export A.G., che le banche controllerebbero in cambio di 100 Mni di dollari in crediti per esportazione. A New York il suo agente americano riesce ad ottenere 15 Mni di dollari da Roger M. Blough, della United States Steel Corporation.
La situazione continua a peggiorare: con l'aumentare dela depressione, il denaro liquido si fa praticamente inesistente. La Bayerische Motorenwerke, la Borgward, Hugo Stinnes e la grande Haenschel Lokomotivenwerke di Kassel seguono nell'oblio Willi Schlieker.
Con una sola firma Alfried licenzia 8800 minatori, attribuendo la decisone a Berthold Beitz, il quale arriva addirittura a farsi diminuire del 5% lo stipendio annuale di 250.000 dollari e a invitare gli altri Kruppianer a seguire il suo esempio.
Con altre sei firme Alfried chiude:
- quattro miniere di carbone di Essen,
- i cantieri di Bremerhaven,
- il giacimento di Dortmund della fabbrica Krupp-Dolberg.
La decisione è stata presa per risparmiare 20 Mni di dollari l'anno. Ma con gli interessi dei prestiti che superano il profitto egli è ormai preso in una morsa…
La crisi economica è molto grave, ma ce ne sono state altre: il governo tedesco salvò Alfred nel 1870, Gustav nel 1920 ed Alfried quindici anni prima.
Berthold Beitz lo consiglia di trasfomare la Fried. Krupp in una Kapitalgesellschaft ma egli si rifuta di farlo. ]

verso la metà dell'anno per Alfried – secondo un banchiere tedesco – comincia a girare la ruota della sfortuna;
[«I Bilanci del 1965, approntati appunto per la metà del 1966, dimostrano che la situazione è allarmante. Le ragioni? Il deterioramento del prezzo dell'acciaio, la crisi del carbone, la diminuzione delle vendite, l'aumento dei costi».
Durante la grande crisi del 1966-67, Hermann Josef Abs, il più eminente banchiere tedesco – e grande amico di Alfried – , supplica gli industriali della Vaterland di limitare il numero di dipendenti, restringendo al massimo le assunzioni. Come presidente del consiglio direttivo della Deutsch-Asiatische Bank di Amburgo e della Kreditanstalt für Wiederaufbau di Francoforte, è al centro della Bundesrepublik e ha più influenza suglli Schlotbarone di quanta non ne abbiano i membri del governo, incluso L. Erhard. Malgrado questo però Alfried respinge i suoi consigli.
Anche se un dirigente del Konzern gli fa presente che i pesanti impegni assunti nel campo dell'acciaio e del carbone cominciano a farsi epricolosi. NEgli ultimi quattro anni la ditta ha investito 300 Mni di dollari in questo settore, inclusi 88.750.000 dollari per un nuovo laminatoio che riversa sui mercati della Germania Occidentale immensi quantitativi di acciaio, in un cmmomento inc ui i concorrenti stranieri preaticano prezzi enormemnte inferiori. Ben presto, al pari del Galles industrializzato, le distse di terra si coprono di 23 milioni di dollari di carbone Krupp, che nessuno vuole…
Berthold Beitz consiglia di chiudere la Lokomotiven aller Art, ma Alfried scuote la testa.]

luglio, il presidente della Bundesbank Karl Blessing (con il passato di nazista) concede ad Alfried un prestito di 20 Mni di dollari sottratti al" Programma per la ripresa europea";

Secondo la costituzione della Bundesrepublik, approvata da Lucius Clay il 12 maggio 1949, in Germania esiste una Corte Suprema Fiscale che ha sede a Monaco. Poiché la Corte attira molto raramente l'attenzione degli Schlotbarone, questi ultimi agiscono come se non esistesse. Malgrado questo però i suoi poteri sono assoluti e le sue decisioni inappellabili…

17 novembre, la Corte Suprema Fiscale decreta che mentre le consociate delle varie industrie rimangono esentate dall'Umsatzsteuer (tassa sulla vendita per le transazioni tra una ditta e l'altra), l'esenzione non riguarderà più le aziende con un unico proprietario;
[Il provvedimento che entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio prossimo, significa per Alfried 15 Mni di dollari l'anno.
Colpo di grazia: mentre a fino a questo momento grazie a un decreto di esenzione emesso dal Kaiser, e poi confermato da A. Hilter, Alfried è rimasto intoccato dalla legge fiscale del 1919, ora i giudici capovolgono le decisioni dei loro predecessori ed egli si trova senza immunità.]

26 novembre, l' «Economist» di Londra riporta cautamente: «Fuori dalla Germania raccoglie sempre maggior credito l'ipotesi che una delle più importanti aziende tedesche presto non potrà più far fronte ai suoi impegni».
Non vengono fatti nomi.
[Da notare che ora il Konzern, per quanto enorme, non è più l'unica azienda di queste proporzioni sul continente. Con le avventure a Est di Berthold Beitz ha avuto inizio una nuova era. Alfried non è più neppure il più grandie magnate dell'acciaio, in Europa.
La Phoenix-Rheinrohr e la August Thyssen-Hütte si sono fuse e l'anno superato. Inoltre la depressione ha colpito anche i cantieri navali di Bremen, malgrado la produzione di circa un milione di tonnellate. E le fabbriche di locomotive e di camion lavorano in passivo. La Rheinhausen poi perde 4 Mni di marchi l'anno. E la Flugzeugbau e la Flugtechnik sono un peso morto.]

 

1967
gennaio, nei primi giorni dell'anno i maggiori creditori – incluse la Dresdner Bank e la Deutsche Bank – chiedono ad Arno Seegar di presentare in via del tutto confidenziale un bilancio aggiornato:
[La ditta Fried. Krupp ha impegni con 263 creditori per 2,5 Mdi di marchi. Se si aggiungono i debiti di consegna e i crediti a mercato aperto, il deficit totale della ditta assomma a 5,2 Mdi di marchi.
Lo scorso anno il Konzern ha dovuto pagare circa 300 Mni di marchi d'interessi e ha accumulato un deficit netto di 50 Mni di marchi, malgrado che nel 1965 avesse guadagnato 60 Mni di marchi.
Calcolato in marchi si tratterebbe del più grande fallimento della storia economica europea…
Le banche non promuovno alcuna azione… Del resto sono coinvolte 250 banche, 54 delle quali membri dell'Ausfuhrkredit della Bundesrepublik, il consorzio che ha appoggiato i prestiti stranieri delle ditte tedesche.
Alfried
deve già 90 Mni di dollari all'Ausfuhrkredit, il cui comitato di controllo sorveglia attentamente la Ruhr fin dall'inizio della crisi economica nazionale.]

Durante questo inverno il clima è eccezionalmente mite e il 40% della produzione resta inutilizzato.

[Il «Newsweek» identifica Alfried come «l'uomo più ricco d'Europa, unico proprietario di 150 fabbriche e miniere, capaci di produrre 3573 articoli diversi».
Paradossalmente, nello stesso tempo, è il più grande debitore di tutta la Bundesrepublik. Malgrado le raffinerie, le acciaierie, gli impianti chimici, i cantieri navali, le fabbriche di locomotive, di camion e di ponti d'acciaio, e le officine – per non parlare dei magazzini di qualunque tipo di articoli sparsi in tutto il mondo – malgrado tutto questo, Alfried ha debiti per circa 700 Mni di dollari con 263 banche tedesche e compagnie assicurative.
Il vento contrario ora spira a forza dodici. L'undicesima generazione della dinastia è di fronte alla rovina totale.
(Riferendosi alle aziende famigliari, Johannes Schröder commentava che chi confonde il capitale con il denaro, il giorno in cui malgrado i suoi straordinari successi si troverà sull'orlo del disastro, resterà sbalordito e non riuscirà a capirne la ragione.
Una cosa è evidente: se la disponibilità di liquidi è costosa, l'indisponibilità di liquidi lo è ancor di più, perché distrugge la stessa esistenza di un'industria.)
La mimetizzazione usata da Johannes Schröder fu molto astuta. Poiché sarebbe stato impossibile attaccare direttamente Alfried, egli aveva sostituito il nome del Konzerherr con quello di Willi Schlieker.
Come ex protetto di A. Speer, Willi Schlieker aveva tentato di tramutare in un patrimonio i suoi proventi del periodo bellico. Gli Schlobarone della Ruhr avevano assistito con Schadenfreude (maligna soddisfazione) e con impassibile ironia agli errori di Willi Schlieker, che alla fine era stato schiacciato da una montagna di debiti.
La vittima aveva poco più di trent'anni e d era uno di quegl individui che gli Schlotbarone avevano chiamato «allievi del giardino d'infanzia di Speer».
Johannes Schröder era liberissimo di attaccarlo pubblicamente, anche se , naturalmente i lettori più attenti del «Handelsblatt» capirono che sotto il nome di Willi Schlieker se ne nascondeva uno più importante.]

2 marzo, crea un gruppo G.m.b.H. per il controllo dei capitali che il governo e le banche metteranno a sua disposizione dopo il suo ritorno dal safari; il nuovo gruppo assumerà la responsabilità delle esportazioni a lungo termine;


6 marzo
, ore 16:00, presso la sede dell Dresdner Bank di Düsseldorf ha inizio la riunione decisiva; sono presenti Berthold Beitz, il ministro dell'Economia Karl Schiller e ventotto personalità dell'alta finanza tedesca;
[In teoria avrebbero diritto alla discussione e al voto ben 235 presidenti di compagnie d'assicurazione e di istituti bancari ma nella sala non c'è posto per tutti i creditori…
ore 17,30, si giunge a un primo accordo;
7 marzo, ore 01:35 viene sciolto il nodo principale;
Karl Schiller invita i presenti a una nuova riunione l'indomani…
1) Karl Schiller accetta di garantire al Konzern 75 Mni di dollari in nuovo Exportkredit;
2) i banchieri votano all'unanimità per rimandare alla fine del 1968 tutte le scadenze più importanti dei debiti delal Krupp e – basandosi sulla garanzia di Karl Schiller – per concedere 100 Mni di dollari di nuovi crediti.
Se il bilancio del 13 dicembre 1968 risulterà pari le banche riprenderanno i normali finanziamenti d'esportazione…
3) Kühn, al telefono, promette che la sua banca concederà prestiti a lunga scadenza per pareggiare i 37.500.000 Eurodollari a breve scadenza (Verbindlichkeit) dovuti dal Konzern.
Così Alfried riceverebbe ben 150 Mni di dollari – 600 Mni di marchi – all'apice di una debilitante recessione nazionale che costringe i vecchi Schlotbarone al fallimento, uno dopo l'altro.
In cambio, Alfried dovrà trasformare la Fried. Krupp di Essen in società per azioni…
- entro il 15 aprile dovrebbe nominare un consiglio di controllo formato da sei persone che hanno il compito di riorganizzare il Konzern;
- il 31 gennaio 1968 finirebbe il controllo della famiglia.]

Alfried riceve i finanziamenti e la ditta si salva;

1° aprile, a Villa Hügel si tiene la cerimonia ufficiale; egli dichiara: «Ho deciso di trasformare il Konzern in una società per azioni, basata su una fondazione»;
esprime gratitudine, tra gli altri, «A mio figlio Arndt, la cui rinuncia all'eredità ha reso possibile tutto questo, ponendo atresì fine alla successione dinastica della nsotra famiglia. Desidero quindi ringraziarlo pubblicamente per l'alto senso di responsabilità che ha dimostrato»;
lo stesso giorno egli assicura a Bonn che i profitti della Krupp saranno devoluti per il progresso della scineza;

13 aprile, Alfried stila un altro documento che prevede che la rendita attuale di Arndt, di 250.000 dollari debba essere detratta dalle industrie dell'azienda e che alla sua morte la somma, raddoppiata, dovrà essere versata ad Arndt dall'ufficio di Augsburg del Nationale Registrier-Kassen G.m.b.H. di Krupp;

come previsto, nomina un consiglio di amministrazione (Verwaltungsrat) del quale fanno parte:
. Hermann Josef Abs,
. Werner Krueger della Dresdner Bank,
. prof.dr. Ludwig Raiser, dell'università di Tübingen,
. prof.dr. Berhard Timm, direttore della società chimica meglio amministrata del Mercato Comune,
. prof.dr. Hans Leussink, consigliere di Bonn nel campo delle ricerche e dello sviluppo,
. Otto Brenner, presidente del sindacato metallurgici della Germania Occidentale,
. Berthold Beitz (privato del titolo di Generalbevollmächtigter) in rappresentanza di Alfried;
direttore generale è nominato Günter Vogelsang, 47enne, ex Kruppianer, figlio di un Schlotbaron di Krefeld;
[Quando Willi Schlieker fallì per mancanza di capitale, Berthold Beit aveva assunto Günter Vogelsang con l'incarico di riorganizzare l'Hauptverwaltungsgebäude e, una volta assolto questo compito, di riorganizzare anche la Bochumer Verein. Nel 1960, Mannesmann lo ha portato via alla Krupp offrendogli un contratto più favorevole; ora è nominato primo consigliere della Verwaltungsrat della nuova società per azioni.]

All'improvviso Essen annuncia che Arno Seegar ha dato le dimissioni senza preavviso.

 

30 luglio, ore 22:00, muore.
[Qualcuno parla di morte «improvvisa e inaspettata» un altro che soffriva di una malattia incurabile… alla fine tutti accetteranno la versione di un medico che lo ha trovato affetto da «un cancro ai polmoni» causato dalle troppe sigarette americane…

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16 ottobre, al Mount Sinai Hospital di Los Angeles muore anche la sua seconda consorte Anneliese;

26 novembre, l'Hauptverwaltungsgebäude annuncia di aver istituito una Fondazione (Stiftung) Alfried Krupp von Bohlen und Halbach;

1968
2 gennaio , viene fondata la compagnia a capitale riunito con l'assorbimento di tutti i beni di Alfried;
Günter Vogelsang è nominato Generaldirektor;
Hermann Josef Abs diviene presidente di un Aufsichtsrat formato da 15 membri;
[Il consiglio studia per mesi i libri contabili, con la speranza di trovare gli stessi risultati di altre due fondazioni, la Thyssen-Stiftung e la Volkswagen-Stiftung, che insieme rendono più di 40 Mni di dollari l'anno, ma alal fine le loro speranze sono deluse.
La Fried.Krupp G.m.b.H. è in condizioni tali da non riuscire a pagare le proprie tasse per almeno quattro anni.
Arndt, tuttavia, grazie al documento redatto e firmato dal padre, continuerà a riscuotere i suoi 500.000 dollari l'anno…]



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Tra il 1939 e il 1945 sono stati richiamati sotto le armi tutti gli uomini abili, tra i sedici e i sessant'anni. All'epoca Essen ospitava 48.970 stranieri. Non tutte le donne della Ruhr consideravano i Fremdarbeiter esseri subumani o, anche se li consideravano tali, erano disposte a dimenticarlo. Per quanto cenciosi e devastati, quegli stranieri erano pur sempre virili. Erano i tempi in cui le ragazze di Essen – e anche le anziane, Hausfrauen – di notte misuravano le strade a due a due.
I dirigenti della Krupp preoccupati per i poveri tedeschi che soffrivano al fronte, consideravano molto reale il pericolo della promiscuità, e i rapporti provenienti dalla città confermano le loro apprensioni.
1942, 20 febbraio, Reinhard Heydrich proibisce l'invio di asiatici in Germania e diffida la popolazione tedesca ad avere contatti con i prigionieri di guerra sovietici.
13 marzo, sui muri della città di Essen vengono affissi dei manifesti, con la firma dell'Hauptverwaltungsgebäue, diretti non ai prigionieri ma al Volk che dichiarano:
«Malgrado le ripetute istruzioni e i ripetuti ammonimenti, molti cittadini continuano a violare i regolamenti riguardanti i rapporti con i prigionieri di guerra.
Di recente… è stato scoperto che esistono legami tra uomini e donne tedesche, o lavoratori civili stranieri da una parte, e prigionieri di guerra dall'altra. Bisogna rendersi conto che tutti i prigionieri di guerra, inclusi i francesi, appartengono a nazioni ostili.
I lavoratori civili sovietici devono essere trattati allo stesso modo dei prigionieri di guerra.
Qualunque forma di solidarietà è falsa pietà, e il tribunale non l'accetterà come attenuante.
Le donne dei paesi dell'Est rimaste incinte non dovranno più essere denunciate alle SS…»
Prenderanno provvedimenti gli stessi funzionari delle officine Krupp
.
Il timore di una Rassenschande diffusa spinge i " supervisori" della Werkschutz ad adottare una forma di sorveglianza eccezionale rigorosa. Fritz von Bülow proibisce agli internati di andare in chiesa e di scrivere a casa. Non solo: prevede pene severe contro coloro che non portano bene in mostra i distintivi del loro gruppo etnico soprattutto, contro chi fraternizza con la popolazione locale.
I contatti tra popolazione civile e internati sono praticamente impossibili, e il fatto che tante donne rimangano incinte è un miracolo dell'istinto della riproduzione.

 

 

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