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ANNO 1973

STORIA e POLITICA RELIGIONE e FILOSOFIA ARTE

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SCIENZE ECONOMIA LETTERE e TEATRO CINEMA
Radio-TV

Papa Paolo VI
(1963-78)

MEC
(Mercato comune europeo)

«segue da 1972»
1973
ottobre, sulla base della pre-convenzione di Lomé firmata a Bruxelles, i "Nove" da una parte e 46 paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (gli ACP) dall'altra, danno l'avvio ai negoziati allo scopo di raggiungere un accordo che allarghi e rinnovi la convenzione di Yaondé;
«segue 1975»

USA

1973, 10 febbraio, il dollaro viene svalutato del 10%.

GATT
(General Agreement
on Tariffs and Trade
)

«segue da 1966»
1973-80, settima conferenza, al Tokyo Round si avviano nuovi negoziati commerciali, aperti anche ai paesi non membri; nel 1977, raggruppa 83 paesi contraenti e 19 paesi associati, regolando più dell'80% del commercio mondiale
«segue 1986»

OPEC
(Organization of the Petroleum Exporting Countries

«segue da 1960»
1973, la produzione di petrolio costituisce il 55% del totale mondiale; avendo la capacità di fissarne il prezzo l'OPEC origina facilmente la prima crisi petrolifera mondiale;
«segue 1976»

Warburg
(banchieri)

«segue da 1970»
1973, Siegmund decide di lasciare ormai anche fisicamente l'azienda; 
venduta la sua proprietà a Grosseto, in Italia, si rifugia a Blonay, in Svizzera, dove ha appena acquistato un terreno confinante con i Thalberg, gli amici che lo avevano un tempo ospitato; continua a viaggiare per sei mesi l'anno, si dedica alla lettura e la sua casa ha una biblioteca immensa dove finalmente può riunire tutte le sue opere predilette; non prende la cittadinanza svizzera; 
«segue da 1978»

Banque de France

«segue da 1946»
1973, le riserve auree ammontano a 2556 miliardi di lire, quelle in valuta estera a 2031 miliardi.

Domecq

«segue da 1914»
1973, la Pedro Domecq SpA, oltre alle famose vigne di Jerez, proprio perché non lavora l'uva prodotta da altri ma compera le vigne e le coltiva sul luogo di produzione, possiede anche fertili terre della Rioja nel nord della Spagna; il luogo è stato accuratamente scelto nella zona dell'Alavese lungo la riva sinistra dell'Ebro, dove i monti Cantabrici proteggono la terra dai venti freddi del Nord; qui i Domecq, fondano una cantina a Eiciego dove hanno comperato 500 ettari di vigneti della qualità Tempranillo e Viura che danno i famosi Domecq Domain e Vina Eguia;
«segue 1992»

Philips

«segue da 1946»
1973, con la Siemense la CII(Compagnie Internationale pour l'informatique) costituisce il gruppo Unidata;
«segue 1975»

VolksWagen

«segue da 1960»
1973, in seguito alla crisi petrolifera realizza una radicale ristrutturazione dei modelli nella seconda metà degli anni settanta confermandosi tra le prime tre società europee del settore;
«segue 1979»

Danone

«segue da 1967»
1973, si fonde con il gruppo alimentare francese BSN.
Diventa un gruppo multinazionale alimentare, leader mondiale nel settore dei prodotti lattieri freschi e primo produttore europeo di acque minerali:
- Evian,
- Badoit,
- Ferrarelle,
- Boario;
in Italia controlla:
- Galbani,
- Saiwa,
- Italaquae,
- Agnesi;
negli USA:
- lancia l'acqua minerale Dannon,
- acquisisce i biscottifici Bagley in Argentina e Bolshevik in Russia, il 70% nella cinese Haomen una delle principali aziende produttrici di birra nella zona di Pechino.


Prezzo OPEC del petrolio: 2-3- dollari il barile.
Prezzo dell'ORO: (febbraio) 42,22 dollari per oncia di fino.

Banca d'Italia: 1960-75
- Governatore: Guido Carli
- Direttore generale: Paolo Baffi




 

IRI
(Istituto per la Ricostruzione Industriale)

- Presidente: G. Petrilli (Dc) (1960 ott - 1979)
- Direttore generale: L. Medugno (1968 - ?)
- Direttore centrale: F. Calabria (Dc) (1970 - 1979)

ENI:
- Presidente: ? Girotti (Dc) (?-?)
EFIM:
- Presidente: ? Sette (Dc) (?-?)
EGAM:
- Presidente: ? Einaudi (Dc) (?-?)
Montedison:
- Presidente: E. Cefis (Dc) (1971-77)
Assobancaria:
- Presidente: ? Arcaini (Dc) (?-?)
Casse di Risparmio:
- Presidente: ? Callegari (Dc) (?-?)
RAI-TV:
- ?: ? Delle Fave (Dc) (?-?)
- Direttore generale: E. Bernabei (Dc) (1961-74)

1973

Gennaio
-



 




Banche

1973

Mediobanca

- Presidente: A. Tino (1958 - 1977)
- Amministratore delegato (dal 1949) e Direttore generale: E. Cuccia (1946 giu - 1988)

1973
XXVI esercizio (1973 giu - giu 1974)

la sua attività viene estesa al credito a lungo termine; sotto la guida di E. Cuccia, difensore di un capitalismo di élite, svolge un ruolo chiave nelle più importanti strategie finanziarie e imprenditoriali del capitalismo italiano;

«segue 1974»

Banco Lariano

«segue da 1972»

«segue 1974»

Banco Ambrosiano

«segue da 1972»
- Direttore generale e Amm.re delegato: Roberto Calvi (1971-?)
1973
il Banco, tramite la Centrale finanziaria rileva la maggioranza della Toro. Cominciano le ispezioni Bankitalia.

Lo Ior sottoscrive obbligazioni a favore della Compendium per 85 Mni di franchi svizzeri garantite da Radowall attraverso cui sono transitati i fondi.
[Fonti:
- «Il Sole 24 Ore» Aldo Bernacchi e Mara Monti.
- http://fraudauting.blogspot.it/…]
«segue 1974»

Cassa di Risparmi e Depositi di Prato

«segue da 1972»
- Presidente (1971-87): Silvano Bambagioni, (1971-87)
1973,
Fonti: Giampaolo Pansa, Il Malloppo, Rizzoli 1989.
«segue 1974»



«Corriere della Sera»
CRESPI

Giulia Maria Tonino Leonardi Mariolino
la "contessa rossa" (per i suoi inviti a borghesi intellettuali di sinistra) vive alla "Zelata" villa di campagna sul Ticino;
figlia di Giuseppina Fossati Bellani (ind. tessile della Brianza) e di Aldo;
vedova in giovane età (il conte era morto in un incidente d'auto) si è risposata con l'architetto e cacciatore Guglielmo Mozzoni.
sessantenne, figlio di Fosca, figliastra di Puccini, che sposò in seconde nozze Mario, il "senatore", il più vecchio dei Crespi;
con la moglie Bianca abita a Roma in un appartamento a Trinità dei Monti.
con la moglie Anna e tre figli, vive in via dei Giardini a Milano, palazzo ereditato dal padre Vittorio.

Il «Corriere dell'Informazione» diventa una palla al piede; anche se in utile il «Corriere della Sera» non riesce ad assorbire le perdite delle altre testate e va in passivo.
Tonino Leonardi e Mariolino decidono di vendere, ma chi compra? Forse Attilio Monti, petroliere che si muove nell'orbita della Montedison, vicino a E. Cefis?
Giulia Maria, assistita dall'avv. Alberto Predieri, dopo aver trovato i nuovi soci in: 
- Gianni Agnelli
(più che altro un favore ad una vecchia amica d'infanzia; l'IFI, gestita da Gianluigi Gabetti, non è molto favorevole; la «Stampa» è gestita da Lorenzo Jorio e Giovanni Giovannini);
- Angelo Moratti (di origini modeste, diventato ricchissimo; figli Gianmarco e Massimo; vicino all'ENI di Raffaele Girotti); all'inizio vorrebbe il 66,66%)
entrambi avversari di E. Cefis, chiede i pieni poteri editoriali.

Con un editoriale "Liberi come prima" il «Corriere della Sera» cambia editori:
Giulia Maria CrespiGianni AgnelliAngelo Moratti
(quote paritarie)



Michele Sindona

1973

Gennaio
17
, Carlo Bordoni dà il primo ordine ai suoi cambisti della Moneyrex di acquistare dollari contro la lira, cioè al ribasso della lira. Lo stesso giorno egli tratta l'acquisto a termine di:
- 125 Mni di dollari (per scadenze che vanno dal 19.7 al 31.7.1973), al cambio di 601,80 lire per dollaro, con la International Westminster Bank di Francoforte, filiale della Westminster di Londra;
- 13 Mni di dollari, allo stesso cambio, con la filiale parigina della First National Bank di Boston;
- 10 Mni di dollari (valuta 1.8.1973) [contratto fasullo], al cambio di 601,90 lire per dollaro, con la Banque de Financement S.A. di Ginevra [Finabank];
- 4 Mni di dollari, al cambio di 630,10 lire per dollaro, [sempre in modo truffaldino], con la Banque Saradar S.A.L. di Beirut. A Beyrut cioè sparisce una provvigione di 180 Mni di lire [fondi segreti], la prima di una lunga serie.
In un solo giorno quindi le banche di M. Sindona acquistano a termine ben 152 Mni di dollari impegnadosi a pagarli, circa 6 mesi dopo, quasi 602 lire a dollaro. Le banche estere aderiscono all'operazione ad una condizione: le partite di acquisto e quelle di vendita del colossale gioco dovranno transitare, per reciproca sicurezza, attraverso banche di primaria importanza.
Si comprano dollari, si vendono lire. Un'operazione speculativa contro la lira assolutamente sproporzionata rispetto alle dimensioni delle due aziende di credito sindoniane.
20, il governo Andreotti è "costretto" dall'incalzare della crisi valutaria a varare il doppio mercato dei cambi.
[Tre settimane più tardi sarà pure costretto, per gli stessi motivi, a introdurre la flessibilità della lira e con essa la possibilità di svalutare automaticamente la nostra moneta con conseguenze inflazionistiche.
Si osservi che queste misure vengono adottate non perché la nostra bilancia vada male (gli aumenti del prezzo del petrolio devono ancora venire) ma perché la lira è sotto il tiro della speculazione. Uno dei franchi tiratori risulta quindi M. Sindona, colui che G. Andreotti ha battezzato ufficialmente il «salvatore della lira».]

In Via Nazionale 91, sede della Banca d'Italia, gli addetti mostrano di essere al corrente di tutta l'operazione [forse una talpa all'interno del Credit e della Comit!?] e G. Carli lancia un monito a M. Sindona di piantarla con la speculazione contro la lira, dando nello stesso tempo ordine ai suoi capi servizio della vigilanza di rispolverare il vecchio rapporto [circolazione dei "fondi neri" delle industrie del miracolo economico, evasione dell'IGE, corruzione e imbrogli vari] sulla Banca Privata Finanziaria giacente sin dal marzo 1972 "in attesa di giudizio" [tra l'archiviazione e la denuncia si era preferito scegliere la terza via del ritardo burocratico; se la Banca d'Italia ne avesse fatto solo cenno alla magistratura di Milano sarebbero stati infangati nomi e personaggi d'alto rango].
Alla fine al magistrato penale di Milano vengono denunciate modeste violazioni dell'art. 38 della Legge bancaria: reati di competenza del pretore. Il pretore Di Palma, anziché estendere le indagini e passare la palla ai colleghi superiori del Tribunale, trattiene per sé il processo, si fa decifrare l'arcano gergo degli ispettori della Banca d'Italia dal prof. Torneo (l'uomo che ha liquidato l'Interfinanza, la "banca di fatto" inventata dai boiardi siciliani di Donat Cattin per sperperare le rimesse degli emigranti) [aspetterà un triennio prima di infliggere a M. Sindona una "punizione esemplare"].
Intanto però M. Sindona, messo sull'avviso, impone l'alt al suo luogotenente Carlo Bordoni.

Febbraio
7
, quello che Carlo Bordoni non può più fare con la lira, inizia a farlo con le altre valute, fatti salvi gli impegni presi con gli americani di difendere ad oltranza l'eurodollaro. Dalla Moneyrex parte un'offerta libera di dollari contro marchi (consegna a maggio, luglio e settembre); prezzo trattabile. Due banche di Francoforte (la Hessische Landesbank Girozentrale e la Investitions und Hessische-Bank) abboccano. Vengono acquistati per l'8 maggio successivo 23 Mni di dollari al cambio di 3,09 marchi, con il benestare della Deutsche Bank A.G., senza accorgersi di andare incontro ad una perdita di 5,9 Mni di marchi tedeschi (ca 3 Mdi di lire).
[Nasce il dubbio che dietro i burattini abbiano manovrato le banche centrali… e sospettata è la banca centrale tedesca].
Lo stesso giorno Carlo Bordoni offre per il successivo agosto 50 Mni di dollari (la partita di valuta americana rimasta dell'acquisto a termine di dollari contro lire) che vengono acquistati da 11 banche tedesche:
- Francoforte: Commerzbank, Continental, Mantrust, I.H.B., Deutsche, B.O.A., F.N.C.B., Hessische;
- Colonia: Oppenheimer e J.D. Herstatt;
- Monaco: Bayerische.
Trattasi di marchi che vanno a finire in tasca a Carlo Bordoni, nella Moneyrex o nelle banche sindoniane… o in tasca a ignoti.
L'indomani Carlo Bordoni mette in vendita (per maggio e agosto) 90 Mni di dollari che non ha. A comprarli sono banche sospette come la Westminster e la Banque Saradar. Lo scambio avviene col marco a un cambio favorevole a Carlo Bordoni. Si prevedono utili per svariati miliardi… anche se per il momento i dollari non ci sono e bisogna procurarseli. Impossibili da ottenere sul mercato del marco possono essere cercati su quello del marco svizzero. M. Sindona e il suo broker sono costretti a speculare contro voglia e devono rispettare i patti con gli americani. Il gioco loro imposto è quello del rialzo del dollaro contro il franco svizzero. Ad aspettarli al varco c'è però la Westminster che ha fatto finta di abboccare ma intende prendersi una rivincita sul duo milanese.
15, Carlo Bordoni fa acquistare a termine dalla sua Moneyrex 105 Mni di dollari contro franchi svizzeri dalla Westminster (perdita futura assicurata). L'indomani riprova con l'acquisto a termine di 30 Mni di dollari contro franchi (altra perdita assicurata). Il calvario si ripete per tutto febbraio. La conclusione è una perdita di 100 Mdi di lire (del 1979)
[forse mitigata dalla vincita di 44 Mdi di lire per una speculazone marco/dollaro avviata il giorno 7 febbraio con la International Westminster Bank il cui esito è un mistero].

? febbraio, la SEC (Securities and Exchange Commission), l'organo di controllo sull'attività delle borse negli USA individua una irregolarità nella trattazione di titoli della Vetco Offshore Industries e blocca l'operazione.
Acquirente risulta un'anonima finanziaria del Liechtenstein facente capo a M. Sindona, alla quale la SEC ingiunge di rivendere le azioni delle Vetco Offshore Industries irregolarmente acquistate. Non appena le azioni contestate sono ricollocate sul mercato, succede però un fatto imprevisto: la finanziaria di M. Sindona non è la protagonista dell'operazione ma una semplice prestanome. Al riparo di questa "ragione sociale" di scarsa consistenza patrimoniale e dalle oscure origini, agisce in realtà una potenza finanziaria di primordine per patrimonio e tradizioni: il Vaticano.
Intanto M. Sindona può vantare vari punti d'appoggio nei vari paradisi fiscali (Svizzera, Lussemburgo, Liechtenstein, Liberia, Bahamas, isole Cayman, Panama) del tipo:
- Fasco AG,
- Fasco International,
- Fasco Europe,
- Monrovia Financial Corporation,
- Generale Immobiliare,
- International Company,
- Società Generale Immobiliare,
- Banking Corporation,
- Edilcentro International,
- Edilcentro Sviluppo International,
- Arana,
- Comarsec,
- Capisec

spesso niente altro che semplici sigle sociali alle quali non corrisponde che una semplice casella postale oppure non regolarmente costituite (General Banking delle isole Cayman).

28, febbraio, in base a foglio contabile n. … emesso dal dr. Carlo Bordoni e su mandato n. […] a firma contraffatta "Isacchi-Olivieri" il rag. Isacchi presenta alle "casse" una richiesta di assegni circolari trasferibili all'ordine di tale Paolo Rossi (nome di fantasia) per complessivi 125 Mni di lire a fronte della quale risultano emessi n. 25 titoli, di L. 5 Mni cadauno, tratti sul Credito Italiano di Milano, di cui la Banca Unione è mandataria all'emissione.
[Dei suddetti assegni, n. 10 per complessivi 50 Mni risulteranno ritirati da un certo Onorio Cengarle come da ricevuta rilasciata il 9.3.73 e incassati da tale Anna Maria D'Amico presso la Banca Commerciale Italiana di Roma eccezione fatta per quello contraddistinto dal n. […] monetizzato da persona non identificata presso la Banca Cattolica del Veneto di Vicenza. Gli altri 15 assegni risulteranno incassati il 2 marzo presso la Banca Privata Finanziaria di Roma dalla signora Maria Luisa Ruggiero consulente esterna della Banca Unione.
[vedi anche 4 gennaio 1974]

Marzo
, la Gescal - Gestione Case Lavoratori (Presidente dr. Franco Briatico e direttore generale dr. Cesare Chilosi) costituisce un conto, mediante versamento di 10 Mdi di lire, presso la Banca Unione.

marzo, Carlo Bordoni continua con le sue speculazioni giungendo ad acquistare ben 1,3 Mdi di dollari al cambio di 3,14-3,17 franchi per dollaro; solo con la caduta del dollaro la perdita stimata sarà di ca 138 Mni di franchi svizzeri (oltre 70 Mdi di lire) [del 1979].
Con l'acqua alla gola il Carlo Bordoni broker propone al Carlo Bordoni amministratore della Franklin National Bank di New York una compravendita di 60 Mni di franchi svizzeri per dollari 19.047.619,05 al cambio di 3,1500;
7, con tanto di "authorized signature" arriva l'assenso dalla banca americana. La bilancia valutaria dell'Italia ci rimette, a fondo perduto, quasi 2,5 Mni di franchi svizzeri.

primavera, dopo un anno e mezzo di quasi totale assenza, l'immagine di Michele Sindona si riaffaccia in piazza Affari;

Aprile
un po' di ossigeno al gruppo sindoniano arriva da alcune speculazioni, andate a buon fine, effettuate da corrieri dell'Est e paludate da banche svizzere (la Migros Bank di Basilea e la Wozchod Commercial Bank di Zurigo). Buone notizie anche da Francoforte dove la International Westminster gli vende uno stock di marchi (consegna dal 2 al 20 agosto 1973) dandogli così una mancia di 2,5 Mdi di lire [del 1979]).

La Banca Unione acquista, senza la prescritta autorizzazione e mediante un'illegale esportazione di capitali, il 70% del pacchetto della Banca Generale di Credito [sede Milano, unico sportello: Trezzano sul Naviglio; piccola azienda con un patrimonio valutato in 6,5 Mdi, con 50 Mdi di depositi e con il 70% del capitale composto da azioni circolanti all'estero] .
L'operazione avviene con il solito sistema del deposito fiduciario presso la Amincor Bank: 44 Mni di franchi svizzeri. La banca di Zurigo a sua volta utilizza la somma per comprare, per conto della Banca Unione l'INFI, una società finanziaria il cui unico scopo, la cui unica attività e il cui unico cespite patrimoniale sono le azioni della Banca Generale di Credito circolanti all'estero. La Banca Unione diventa così proprietaria dell'INFI e proprietaria in "secondo grado" della banchetta di Trezzano sul Naviglio. Ben presto l'INFI cede le azioni della Banca Generale del Credito alla Transmanagement SA, società del gruppo M. Sindona, che a sua volta le cede alla Idera Business AG, anch'essa dell'avvocato di Patti.
Per ciascuno di questi passaggi si fanno contratti posticci [stilati il più delle volte a prezzi sei volte inferiori a quello pagato dalla Banca Unione] che simulano la vendita. In realtà non un soldo viene pagato dalla Transmanagement all'INFI e dall'Idera Business AG alla Transmanagement SA.
24, M. Sindona fonda un'altra scatola vuota, la Capisec International Holding di Lussemburgo, avente come unico scopo quello di figurare come finanziatrice estera della Finambro.
26, Carlo Bordoni fa capire alla International Westminster che è giunto il momento di ricomprarsi per il giugno/luglio i dollari di gennaio, punto di partenza di tutta l'operazione. La banca tedesca acconsente e compra a termine 112 Mni di dollari (dei 125 Mni) al cambio strozzato di 586,15 lire. Un'ulteriore mazzata per Carlo Bordoni, dunque, di 1,7 Mdi di lire.

La Società Generale Immobiliare, di cui M. Sindona ha acquisito il controllo nel 1969, decide di acquistare il pacchetto azionario della Edilcentro sviluppo per poi incorporare tale società.
M. Sindona
comincia a rastrellare azioni della Edilcentro sviluppo tramite una sua finanziaria lussemburghese, che le rivende alla Società Generale Immobiliare ai più alti prezzi che sono determinati in Borsa proprio a seguito di questa corsa all'acquisto di azioni organizzata dal finanziere.
[Una società di M. Sindona (Società Generale Immobiliare) acquista pagandola profumatamente un'altra società di M. Sindona (Edilcentro Sviluppo). Tutto rimane in famiglia, a rimetterci sono i soliti risparmiatori che sottoscriveranno i due aumenti di capitale della Società Generale Immobiliare autorizzati dal ministro del Tesoro G. Malagodi nel luglio 1973 e da U. La Malfa nel novembre del 1973.]

maggio giugno: due mesi di fuoco.

Maggio
15-16
, Carlo Bordoni ripete l'operazione di marzo con i soliti 60 Mni di franchi svizzeri contro dollari al cambio di 3,1575; vi provvede la Moneyrex tramite la Banca Privata Finanziaria di Milano; la firma indecifrabile del broker stavolta è di un certo signor Bonan. L'impegno è per il successivo 19 settembre. Altri 2 Mni di franchi svizzeri sarà la perdità per la bilancia valutaria.
18, la Wozchod di Zurigo viene ancora in soccorso comprando dalla Moneyrex a buoni prezzi 27 Mni di dollari, da scambiare a novembre 1973 e a maggio del 1974;
21, il salvataggio para-sovietico si ripete con altri 10 Mni di dollari.
30, colpo di scena: fervono già i preparativi per il dicembre successivo della grande fusione tra Banca Unione e Banca Privata Finanziaria da cui nascerà la Banca Privata Italiana con 1000 Mdi di massa fiduciaria ed un good-will di 250 Mdi (secondo M. Sindona). La miracolosa fusione è resa possibile dalla International Westminter Bank la quale decide di perdere marchi a valanghe. Per il 21 dicembre si mette in "posizione ribassista" del marco [posizione irragionevole]. Carlo Bordoni e compagni ne approfittano e per il 3 e il 4 dicembre si fanno promettere dalla Westminter di Francoforte uno scambio di 767,2 Mni di marchi tedeschi contro franchi svizzeri, al cambio di 1,1380. Utile futuro assicurato per gli speculatori milanesi: 33 Mdi di lire [del 1979].

Alcune banche, infischiandosene della mancanza delle preventive autorizzazioni agli aumenti di capitale della Finambro SpA cominciano sin d'ora a raccogliere le relative sottoscrizioni. Tra queste non solo, come è ovvio, Banca Unione e Banca Privata Finanziaria, ma anche la Banca Generale di Credito che la Finambro SpA ha da poco acquistato dall'industriale Renzo Zincone utilizzando i soldi delle sottoscrizioni; ma c'è, stranamente, anche il Credito Italiano.
Le azioni Finambro sono negoziate al Borsino [luogo dove sono trattati i titoli non ancora ammessi alla Borsa] a prezzi notevolmente più alti di quelli di emissione con contratti almeno formalmente in tutto e per tutto regolari: con tanto di fissato bollato, stabilito il termine del regolamento ("contanti a giorni" o "contanti alla consegna"), accese, in alcuni casi, operazioni di riporto [finanziamento dietro pegno di questi titoli] fiscalmente, tuttavia, sotto il profilo del bollo tutti i contratti devono ritenersi irregolari.
Piccolo particolare: le azioni oggetto di queste sottoscrizioni e di queste compravendite non esistono… né esisteranno mai.
Quattro banche quindi hanno dato l'assistenza della loro organizzazione per il collocamento di emissioni azionarie non autorizzate, in palese violazione della legge bancaria.
Il governatore della Banca d'Italia G. Carli, presidente di diritto dell'Ufficio Italiano Cambi, deve per forza essere al corrente di ciò che sta avvenendo in quanto a detto ufficio pervengono le dichiarazioni delle banche per rimesse di valuta in conto aumento di capitale Finambro effettuate dalla Capisec, finanziaria estera di M. Sindona (sempre con soldi giunti dall'Italia col metodo dei "depositi fiduciari". Non interviene neppure il CICR cui spetta per la legge la vigilanza in materia della tutela del risparmio e di esercizio del credito. Né il ministro del Tesoro, che del CICR è presidente.
Quali sono le ragioni di questa generale omissione di doveri d'ufficio? … … …
[Fatto sta che l'operazione Finambro, autorizzazione o non, scatta puntuale e durerà più di un anno fino cioè all'agosto 1974. momento del crollo di tutto l'impero di M. Sindona].

Giugno
6
, una prima assemblea straordinaria della Finambro SpA decide due separati aumenti di capitale:
- 1°, da 1 a 500 Mni [livello massimo fino al quale non è richiesta l'autorizzazione del ministero del Tesoro],
- 2°, da 500 Mni a 20 Mdi.
Quando, alla stessa data, l'assemblea della Finambro SpA vara l'aumento di capitale di 20 Mdi, esso risulta già completamente sottoscritto. A sottoscriverlo sono soprattutto gli amministratori delle banche di M. Sindona e quindi il codazzo di palazzinari, generali, figli di presidenti della repubblica. Le azioni acquistate dai primi sottoscrittori, per il valore nominale di 1000 lire l'una, nel vortice delle contrattazioni che seguono vengono riacquistate dalle banche di M. Sindona intorno alle 1.700 lire e poi rivendute ad altri clienti, attirati dalla lievitazione della quotazione e dalla prospettiva di quadagni, a prezzo doppio del valore nominale con un guadagno del 100%. È solo un primo assaggio a cui fa seguito il colpo grosso.
9, altra cuccagna; compravendita per dicembre di altri 780 Mni di marchi contro franchi svizzeri al cambio di 1,1160. Vincita futura assicurata: 25,5 Mdi di lire [del 1979].
19, colpo mozzafiato; il 12 dicembre si sarebbero scambiati 1,03 Mdi di marchi tedeschi contro franchi svizzeri (al cambio di 1,1160). Vincita assicurata: 33 Mdi di lire [del 1979].
A questo punto sembra che con un sol colpo il duo Carlo Bordoni-M. Sindona si sia rifatto. Quasi 140 Mni di dollari di vincita, soldi che non sono certo finiti né nelle casse, né nei conti economici (fossero anche occulti) delle banche milanesi di M. Sindona.

l'ambasciatore americano Graham Martin finanzia con 800 mila dollari la campagna elettorale del siciliano, capo del Sid, gen. Vito Miceli;

Luglio
il giornalista Jack L. Begon, direttore dello strano quotidiano-Cia romano «Rome Daily American» sparisce dalla circolazione mentre sta indagando sul traffico di droga fra Sicilia e America.
[Del suo rapimento incolperà mafia e M. Sindona.]


Cade il governo Andreotti, nasce il governo Rumor con la troika economica formata da E. Colombo (Dc), U. La Malfa (Pri) e A. Giolitti (Psi) decisa, almeno nelle intenzioni, a porre un freno alla spirale inflazionistica ma anche di conseguenza alla politica del denaro facile del precedente governo.
Intanto in un buon 25% di tutti gli affari trattati alla Borsa di Milano figurano come intermediarie Banca Unione e Banca Privata Finanziaria.

18, Operazione Bordoni: alla scadenza del grande gioco di gennaio egli ha già risolto il problema delle banche primarie:
- per i 125 Mni di dollari, la partner estera è la Continental Bank International di New York. In Italia non pone difficoltà la banca dell'IRI, il Credito Italiano. Nell'intreccio speculativo con la First National Bank di Boston, a garantire l'affiliata di Parigi giunge l'assenso della Banca Nazionale del Lavoro di Roma.
La Banca Commerciale Italiana di Milano è intanto impegnata nello stesso giorno a fare da sponda alla Finabank per un giro di 6,8 Mdi di lire commerciali di conto estero. La sponda estera per i 10 Mni di dollari da negoziare rimane la Continental Bank.
La truffaldina operazione di 4 Mni di dollari con Beyrut subisce un depistaggio più discreto: i dollari a New York presso la Continental, mentre le lire di conto estero da pagare (2,520 Mni) attraverso giri viziosi passano dalla Banca Unione all'Amincor di Zurigo, dall'Amincor al Banco Ambrosiano (il banco d'affari di R. Calvi, della Curia milanese e dell'IOR vaticano) e da qui alla Banque Saradar di Beyrut.
2,5 Mdi di lire, in piena tempesta valutaria, si sono diretti, con la benedizione di R. Calvi, verso il paradiso fiscale libanese.

I dirigenti della Westminster si precipitano a Milano preoccupati per come si sta chiudendo la grossa speculazione (125 Mni di dollari) di M. Sindona contro la lira. Le perdite sono rilevanti e si teme che lo stesso non possa farvi fronte.
Il contraccolpo è notevole. Sulla piazza di Milano vi sono momenti di panico. La Banca d'Italia dispone una ispezione specifica per il settore valutario; ispezione che accerta gravissime infrazioni valutarie ma che non sarà neppure citata nella relazione del ministro del Tesoro E. Colombo.

Agosto
, La Banca Commerciale Italiana di Milano è impegnata a fare da sponda alla Finabank per un giro di 6,8 Mdi di lire commerciali di conto estero.

Operazione Finambro
Cosimo Viscuso
affida le sorti finanziarie della Finambro Spa a M. Sindona che farà della società il cuore del suo impero, destinandola nelle sue intenzioni ad assorbire la Società Generale Immobiliare che ha da poco incorporato un'altra sua società la Sviluppo.
Identico mandato M. Sindona lo ottiene dalla Democrazia Cristiana [Dc] che diventa beneficiaria di un terzo del pacchetto azionario. Nella Finambro SpA entrano gli uomini di A. Fanfani, il prof. Orio Giacchi e l'avv. Pedroni, e in meno di un mese la società diventa lo strumento finanziario per risucchiare sul mercato dapprima 500 Mil, poi 20 Mdi, poi 160 Mdi.
Parallelamente all'esplosione della società, iniziano i finanziamenti selvaggi alla Dc, iniziano le operazioni sull'estero della misteriosa società Roselyn Shipping [dietro cui la stampa individua ancora la Dc], iniziano i depositi domestici dal sett-ott 1973 all'aprile 1974.
15-18 Mdi [secondo Carlo Bordoni] affluiscono nelle mani dell'on. Filippo Micheli, segretario amministrativo della Dc, e di questi solo due sono documentati dai giudici che provano pure l'incasso da parte del mediatore dr. proc. Raffaello Scarpitti della somma di 15 Mil. mensili.

Per l'acquisto della Società Generale Immobiliare la Finambro SpA chiede un aumento di capitale di 160 Mdi, ossia l'autorizzazione a raccogliere pubblicamente tale rilevante ammontare di risparmio. Per mantenere il controllo della società a M. Sindona è sufficiente un apporto di 40 Mdi, pari al 25% del capitale sottoscritto dato che metà delle azioni emesse sono senza diritto di voto. Grazie a questo contenitore più grande, egli, senza pedere il controllo delle sue società, può mettere le mani su 120 Mdi. Né lo preoccupa l'esborso dei suoi 40 Mdi di quota; pagheranno Banca Unione e Banca Privata Finanziaria con i soldi dei depositanti, rivalendosi poi ampiamente con i miliardi che l'operazione frutterà.
chiarimento o detto in un altro modo:
L'obiettivo è in pratica quello di ritrasferire in Italia, mantenendone il controllo, il pacchetto azionario della Società Generale Immobiliare in cambio di 200 Mni di dollari (ca 120 Mdi di lire] ossia la quota dell'aumento di capitale della Finambro SpA da far sottoscrivere al pubblico [il 25% pari al 50% delle azioni con diritto di voto dovrà invece essere sottoscritto dal gruppo M. Sindona per mantenere il controllo della Finambro SpA e quindi della Società Generale Immobiliare].
L'operazione non va in porto.
L'aumento di capitale della Finambro SpA non viene autorizzato dalle autorità competenti, la Banca d'Italia e il ministero del Tesoro. Non perché rappresenti una truffa colossale [nello stesso periodo sono autorizzati aumenti di capitale dello stesso tipo, come quello della Società Generale Immobiliare (che assorbe la Sviluppo) o quello della Banca Unione (in vista della fusione con la Privata Finanziaria)]. L'opposizione ha a che fare soltanto con scelte di convenienza. Una finanziaria di tali dimensioni è troppo ingombrante e troppo pericolosa per gli equilibri esistenti: in pratica, finché si tratta di saccheggiare le borse dei risparmiatori va tutto bene, ma quando si invadono spazi già occupati da altri più radicati potentati nascono insormontabili ostacoli.

3, la Finambro SpA delibera l'aumento di capitale fino a 160 Mdi: per una metà rappresentato da azioni ordinarie e per l'altra da azioni privilegiate [dividendo garantito ma senza diritto di voto]; lo stesso giorno M. Sindona si reca alla Banca d'Italia ad illustrare il progetto di aumento di capitale e le sue finalità. Intanto sono già piovuti 91 Mni di dollari in conto sottoscrizione; altri 5,250 Mni arriveranno prima della fine di agosto.
M. Sindona a questo punto può sbandierare di fronte alle autorità che si ostinano a negargli l'autorizzazione che non solo il mercato è in grado e ben disposto ad assorbire le azioni della sua Finambro SpA, ma che capitali arrivano dall'estero con vantaggio della bilancia valutaria italiana [ricatto usato più volte dal banchiere].
In effetti si verifica l'esatto contrario. I dollari con cui la Capisec sottoscrive le emittende azioni Finambro gli vengono rimessi con il solito sistema dei depositi fiduciari da Banca Unione e da Banca Privata Finanziaria. Quindi non di investimenti esteri si tratta, ma di rientro di capitali appena usciti. Ma c'è di più.
La Finambro SpA utilizza i dollari ricevuti per acquistare il pacchetto di controllo della Società Generale Immobiliare  posseduto dalla Distributor Holding, di proprietà della Fasco AG e quindi di M. Sindona.
In definitiva i soldi delle banche milanesi, inviati all'estero presso la Capisec e da questa società rispediti in Italia alla Finambro SpA  se ne vanno definitivamente all'estero per infilarsi nelle tasche di M. Sindona.

Settembre
17
, alla notizia, falsa, delle dimissioni del ministro del Tesoro U. La Malfa (che ha bloccato, per ragioni di ordine generale, tutte le operazioni di aumento di capitale per le società quotate in borsa, aumenti che devono essere ora approvati dal ministro del Tesoro) la Borsa ha un'impennata. Sono bloccati infatti gli aumenti di capitale deliberati dalla Finambro SpA (da 1 Mne a 160 Mdi) e dalla Invest del gruppo Bonomi-Bolchini (aumento di 100 Mdi).
[Quest'ultima ha necessità di recuperare su mercato i 30 Mdi necessari per il progettato acquisto della Subalpina Investimenti. Obiettivo non solo parziale, rispetto all'autorizzazione di 100 Mdi complessivamente richiesta, ma anche molto discutibile. La Subalpina Investimenti infatti, anch'essa appartenente al gruppo Bonomi-Bolchini, controlla a sua volta la Invest. Il gruppo Bonomi-Bolchini perciò si propone di intascare da questa operazione 30 Mdi senza perdere il controllo delle due società di cui realizza una partecipazione incrociata.
Più o meno uguale l'operazione di M. Sindona che ripete su scala ampliata l'operazione da poco realizzata con la incorporazione della Edilcentro Sviluppo nella Società Generale Immobiliare.

Ottobre

Novembre
19
, il governatore della Banca d'Italia G. Carli sottopone al ministro del Tesoro U. La Malfa un progetto di riforma della Borsa.
27, l'Amincor, per conto della Romitex, rimborsa 2.100.000 franchi svizzeri.
[pagamento avvenuto per estinguere perdite su una vecchia speculazione in cambi illustrata all'inizio.]
29, le tre banche di New York:
- Bankers Trust,
- United California International,
- Republic National of California,
devono consegnare a Milano 45 Mni di marchi ed in cambio devono ricevere 73.396.500 di franchi svizzeri; Milano lucra 6 Mni di franchi svizzeri; New York li perde; sulla carta, però. Nell'operazione si insinuano la Wozchod Comm. Bank di Zurigo e la First National di Chicago di Ginevra che esigono l'esecuzione di contratti risalenti al settembre e all'ottobre del 1973. Acquistano per solli 77 Mni di franchi svizzeri ben 36 Mni di dollari.
Il dr. Carlo Bordoni esegue e perde 7 Mni di franchi.

Dicembre
3
, la International Westminster tedesca liquida i contratti stipulati a giugno e ad ottobre. Il dr. Carlo Bordoni, tramite la Banca Privata Finanziaria, incassa 267 Mni di marchi, pagandoli 304 Mni di franchi svizzeri. Restituisce i 267 Mni di marchi e, in cambio, riceve 102 Mni di dollari. Manda i dollari alla Moscow Narodny Bank (banca russa) per un parziale importo di 50 Mni, alla Finabank (31 Mni) e (sortita improvvisa mai finora conosciuta) al Banco di Roma di Bruxelles (20 Mni di dollari).
I franchi svizzeri per comprare i marchi sono stati forniti dalla Banca Unione (180 Mni), dalla Finabank (94,3 Mni) e dal Banco di Roma di Bruxelles (29,7 Mni). La provvigione a M. Sindona di 267.250 franchi svizzeri, scappata dall'operazione, sparisce in Svizzera tra i segreti bancari della Privat Kredit Bank.
Che fine ha fatto allora l'utile sicuro di 25 Mni di franchi svizzeri che il contratto a termine di acquisto di marchi contro franchi testimoniava? Domanda che rimarrà forse senza risposta.
4, la storia si ripete per l'altra partita di 500 Mni di marchi. Stavolta interviene la Banca Svizzera di R. Calvi, la Banca del Gottardo, insieme alla non omogenea Moscow Narodny Bank. Si accodano la Firestone Bank, la Swiss Bank e la Chase Manhattan. Partono franchi e arrivano marchi. Il dollaro diventa franco e il franco riparte per Londra nelle casse della National Westminster Bank. Il tutto per centinaia di milioni di valuta pregiata. Un milione di franchi svizzeri per M. Sindona per le piccole spese… via Svizzera naturalmente. E ancora il pingue utile sperato di altri 25 Mni di franchi svizzeri volatilizzati.
6, stessa identica musica. Un intreccio per 700 Mni di marchi. Un massiccio intervento della Moscow Narodny Bank ed ecco sparito l'utile in franchi svizzeri.
7, ultimo guizzo e poi l'ordinaria piccola speculazione.

Lo IOR rifila a M. Sindona la quota di Banca Unione, appartenente alla famiglia Feltrinelli.

19, M. Sindona acquista dalla Continental Finance Corporation di Chicago, per 4,5 Mni di dollari, la quota della Banca Privata Finanziaria non ancora in suo possesso agendo come segue:
- la Fasco AG, la società del Liechtenstein di sua proprietà, acquirente delle azioni, paga alla Continental Finance Corporation con dollari fornitigli da una banca svizzera collegata a M. Sindona, la Privat Kredit Bank, che a sua volta li ha ricevuti dalla Banca Privata Finanziaria. A pagare sono quindi ancora gli ignari risparmiatori che hanno depositato i loro soldi presso la Banca Privata Finanziaria.
21, presso la Banca Privata Finanziaria viene creato il libretto di risparmio al portatore intestato al nome "Semeria". Il versamento iniziale con cui viene creato il deposito è di L. 1.282.639.000 derivanti da uno svincolo di un deposito intestato alla Fasco AG, la società di Vaduz di M. Sindona, e vincolato a garanzia di un finanziamento per una operazione collegata alla Rossari e Varzi, la società in liquidazione appartenente a M. Sindona, alla Banca Commerciale e agli Hambro.

Acquisto della Edilcentro Sviluppo da parte della Società Generale Immobiliare.
M. Sindona rifila a quest'ultima un bidone che le comporterà l'anno successivo una perdita di svariati miliardi. Dopo aver fatto deliberare alle assemblee della Società Generale Immobiliare l'acquisto della Edilcentro Sviluppo, comincia a rastrellare le azioni di quest'ultima società tramite una sua fiduciaria lussemburghese. Raggiunge in tal modo l'obiettivo che si era prefisso: far lievitare le quotazioni delle azioni Edilcentro Sviluppo in maniera da far pagare alla Società Generale Immobiliare un premio più alto. Che, superfluo aggiungere, è lui a incassare.

24, la Banca d'Italia rilascia l'autorizzazione per l'aumento di capitale di Banca Unione.
27, [data sospetta] l'Amincor, per conto della Romitex, rimborsa 2.707.200 franchi svizzeri;
[pagamento avvenuto per estinguere perdite su una vecchia speculazione in cambi illustrata all'inizio.]
29, con procedura d'urgenza il ministro del Tesoro U. La Malfa autorizza l'aumento di capitale della Banca Unione da 2,520 Mdi a 15,120 Mdi.
Con i 12 Mdi e passa ricavati dall'operazione, la Banca Unione può acquistare la Banca Privata Finanziaria e formare un'unica grande azienda.
La Banca Privata Finanziaria è posseduta al 100% da M. Sindona. La Banca Unione lo è al 51% e altre quote sono in mano ad altri buoni soci come IOR (Istituto Opere di Religione) e Interbanca.
La soluzione della fusione (più naturale e ovvia) viene scartata […la necessità di una valutazione di periti nominati dal Tribunale potrebbe ingenerare nei depositanti il timore di una fuga di notizie ecc…; per evitare che gli azionisti di Banca Unione siano danneggiati nel cambio azionario e che venga quindi favorita la "speculazione" ecc.] in favore dell'aumento di capitale e acquisto di Banca Privata Finanziaria. Anche il prezzo di acquisto viene deciso a tavolino e deve essere il più alto possibile. Alla fine M. Sindona vende per 12 Mdi un'azienda che ha un valore patrimoniale nullo potendo così intascare, dato che una metà del prezzo dovrà pagarla lui stesso come azionista di Banca Unione, 6 Mdi puliti.
In realtà tuttavia lui arraffa ma la tasca dove finisce il denaro non è soltanto la sua. Una percentuale consistente del ricavato della vendita della Banca Privata Finanziaria consente alla Continental International Finance Corporation di Chicago di prendere il largo prima che la nave affondi.

L'importo delle operazioni effettuate da M. Sindona con la tecnica dei "depositi fiduciari" tocca i 428 Mni di dollari.

1973, vita e morte dei "depositi fiduciari" di M. Sindona costituiti a copertura di "perdite in cambi":
- in dollari: importo minimo;
- in marchi: 35,8 Mni;
- franchi svizzeri: 25.881.000 (alla Romitex).


Arcipelago delle Bahamas.
Nell'isola di New Providence sorge Nassau, capitale e unica città dello Stato di Bahama. Vi hanno sede:
- Banco di Roma Finance Nassau, affiliata del Banco di Roma;
- Ambrosiano Group Limited del Gruppo Ambrosiano;
- Edilcentro Nassau, collegato della Società Generale Immobiliare;
- Tradinvest, dell'ENI;
- Cisalpina Overseas Bank Limited del chairman R. Calvi, del director P. Marcinkus e del president Siegenthaler.


[segue]

 


Fonti:
- Lombard, Soldi truccati - Feltrinelli 1980, I ed.,
- Gianluigi Nuzzi, Vaticano SpA, chiarelettere 2009, I ed..



I compari di San Gennaro.
La Lockheed Corporation e il supermercato delle armi.
- Presidente: Dan Haughton (1967-?)
. Direttore generale: A.C. Kotchian (1967-?)

1973

Gennaio
19
, l'Amias Sas, rappresentata dall'avv. Nicola Ercole dello Studio Lefèbvre, presenta al Comune di Roma il progetto di demolizione della villa sulla via Cassia per costruirvi un residence di 24.700 metri cubi, sei piani, cento miniappartamenti.
Accende un secondo mutuo di 200 Mni di lire [il primo di 65 Mni lo accese nel 1959] presso la Banca Nazionale del Lavoro.

Febbraio

Maggio
19
, l'assemblea dei soci della Com.El. Spa decide di trasferire la sede legale della società a Larino, via Olmo n. 2. Nello stesso stabile hanno sede anche altre società:
- Starna,
- Portuense,
- So.di.co.,
- Ircocir,
- Icres-Av.
Al n. 4 invece ha sede la Artemisia Immobiliare (legata alla Com.El. Spa) il cui liquidatore è Enrico De Vercelli che risulta liquidatore anche della Icres-Av.
Amm.re unico di quest'ultima è il prof. Guglielmo Ferretti, l'ultimo presidente del consiglio di amministrazione della Com.El. Spa.
In seguito la Icres-Av perde la sigla "Av" ed amministratore unico diventa Vittorio Crociani (stesso cognome di Camillo).
[Si scoprirà che era il prof. Guglielmo Ferretti che prelevava i prestanome negli ospizi: tra gli altri, l'ottantenne Eduardo Ingrosso (titolare di una decina di società come Edilizia Rubera, Immobiliare Simone Grancho Alegre, soc. Via Vessella, Edilgioia srl, Cicchedil srl (le ultime tre con sede a Teramo) e il settantenne Pietro Cividenga (deceduto nel 1974); tariffa: 10.000 lire a firma per ogni atto sociale registrato al notaio.]

Agosto

Ottobre

Dicembre
l'avvocato napoletano Gabriele Benincasa, sta trascorrendo le vacanze di Natale all'Hotel Bagni di Bormio.
Presidente della società farmaceutica Pierrel [acquirente per 650 Mni di lire del complesso termale di Bormio in Valtellina dalla Società bagni (cui è collegato anche Albino Bacci, consigliere delegato dell'Ifim)] nonché amministratore delegato della Società "bagni vecchi" e "bagni nuovi" sta mettendo in piedi un progetto disastroso: rinnovare l'impianto termale, corredandolo intorno di un numero imprecisato di condomini, centri residenziali e villette per circa 60.000 metri cubi: utile previsto 3 Mdi di lire.
La notizia si diffonde… per la valle.

«segue 1974»

 

Fonti:
- Camilla Cederna, Giovanni Leone - Feltrinelli 1978, I ed..
- Nino Piccione, Uragano Lockheed - E.L.V. Roma 1977, I ed..



Parco di Talon-Sempieri a Casalecchio di Reno (Emilia Romagna), uno dei giardini più belli d'Italia, opera di André Lenôtre .

segue da Anni '60:

Anni '70
la proprietà passa alla società svizzera Saitu che presenta un progetto di massiccia urbanizzazione del parco, con condomini alveari e un grattacielo di diciotto piani alto circa 80 metri, progetto redatto dall'arch. Leone Pancaldi e dall'ing. Giampaolo Gandolfi; in cambio verrebbe regalata al comune l'attigua collina per costruirci un nuovo parco; l'amministrazione comunale accetta il baratto;

1973

Dicembre
29 dicembre, «Il Manifesto» pubblica un duro attacco contro la politica della casa; nel frattempo vengono abbattuti numerosi alberi di alto fusto che il sindaco comunista Franco Ballotta informa trattarsi di "lavori di pulitura" che servono per "preservare" il parco; annuncia lo stesso sindaco l'imminente costruzione di abitazioni nei pressi delle altre già esistenti, al di fuori del parco, come una vittoria dell'amministrazione; "Italia Nostra" non è d'accordo e l'ing. Pierluigi Chierici, presidente dell'Associazione ambiente e natura di Casalecchio, avanza le sue critiche; 
nonostante le proteste il comune, con 19 voti a favore, 3 astenuti e 3 contrari, arriva alla convenzione con la Saitu mediante la quale il parco passa di proprietà del comune stesso e nel contempo si approva la variante del paino regolatore che dà alla stessa società carta bianca per costruire all'interno del parco; il sindaco, pur approvando il baratto, depreca fermamente i fini speculativi della Saitu; il segretario regionale del Psdi Giovanni Fiorentini non riesce a capire come mai il Pci preferisca far pagare alla comunità una cifra di gran lunga superiore a quella dell'esproprio; secondo calcoli prudenziali secondo la legge 865 il parco Talon, integro, sarebbe costato un miliardo; con la soluzione del Pci la cifra si aggira sui tredici miliardi per solo una parte del parco; a questo costo deve aggiungersi la prospettiva di ulteriori permessi per nuove lottizzazioni difficilmente negabili con questo precedente; anche per Colombari del Psi, assessore all'urbanistica del comune di Bologna, si dovrebbe far ricorso alla legge 865 ritenendo inammissibile che il verde pubblico diventi edificabile anche se ci fosse qualche convenienza economica per farlo;
secondo alcuni l'operazione di Talon porterebbe alla società svizzera un utile netto di oltre dieci miliardi;

ð 1975


[da Mani pulite di Claudio Castellacci, 1977]





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Confindustria

. presidente: R. Lombardi (1970-74)

"Coldiretti"
(Confederazione nazionale dei coltivatori diretti)

«segue da 1964»
1973, con circa un milione di iscritti, rappresenta larga parte della piccola proprietà contadina.

Gennaio
1°, entra in vigore l'IVA (Imposta sul valore aggiunto). 
E. Scalfari da «l'Espresso» attacca E. Cefis che perde la battaglia per l'acquisto del «Corriere della Sera»;
La «Gazzetta del popolo» di Torino sta per chiudere quando E. Cefis, sollecitato dai democristiani torinesi, corre in suo aiuto, finanziando un nuovo editore (di scarsa reputazione).

Febbraio

Marzo 
la Cee attua il "serpente valutario" (che consente un'oscillazione del 2,25%) fra le monete di Francia, Germania occidentale, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo.
Libertà di fluttuare per Inghilterra, Irlanda e Italia, più fragili economicamente, che hanno bisogno di svalutare la propria moneta per dar fiato alle esportazioni.

Aprile

Maggio

Giugno

Luglio

Agosto

Settembre
La Banca d'Italia alza il costo del denaro dal 4 al 6,5%.

Ottobre
6, Egitto e Siria attaccano contemporaneamente Israele. È guerra in Medio Oriente nel giorno in cui gli ebrei festeggiano il Kippur. In seguito, i Paesi dell'Opec stringeranno i rubinetti del petrolio per indurre l'Occidente a schierarsi con i Paesi arabi, determinando il primo, grave shock petrolifero.
I. Montanelli abbandona il «Corriere della Sera» (che ha criticato auspicando la nascita di un altro giornale) e viene invitato alla «Stampa»; Giulia Maria Crespi pensa al doppio gioco di G. Agnelli;
Nino Rovelli, industriale della chimica, sostenuto dall'IMI di Cappon, si fa avanti e offre a I. Montanelli 12 miliardi per fare un nuovo quotidiano, E. Cefis invece, sapendo cosa sta a cuore a I. Montanelli (garanzia di libertà e indipendenza), è d'accordo che il nuovo giornale appartenga ad una cooperativa di giornalisti: nascerà così il «Giornale Nuovo» con il denaro che verrà da Montedison; E. Cefis sa bene di non poter dare ordini a I. Montanelli ma quello che più gli interessa è varare un nuovo quotidiano a Milano per indebolire il «Corriere della Sera» e indurre i suoi proprietari a venderlo;

Novembre

Dicembre
2
, anche l'Italia, seguendo l'esempio dell'Olanda (4 novembre) vieta la circolazione delle automobili la domenica.

Agusta

«segue da 1969»
1973, controllata dall'EFIM si afferma tra i maggiori costruttori mondiali di elicotteri;
«segue 1983»


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