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Papa
Paolo V

(1605-1621)

Gesuiti

«segue da 1609»
[col generale C. Acquaviva (1581-1615) si potenzia la compagnia]
1610, Francia, p. Coton (confessore di Enrico IV), dopo la morte del re compone una Lettre déclaratoire de la doctrine des pères jésuites conforme aux décrets du Concile de Constance, dedicata alla reggente Maria de' Medici, dove tenta una difficile conciliazone tra la dottrina del potere indiretto dei papi e i principi della sovranità francese;
fa seguire, a breve distanza di tempo, la Consolation envoyée à la Reine… sur la mort déplorable du feu Roy très chrétien de France et de Navarre, son très honorés Seigneur et mari, che suscita la sensazione di un'intollerabile ipocrisia.
Esce pertanto l'anonimo Anticoton ou réfutation de la Lettre déclaratoire… livre ou est prouvé que les jésuites sont coupables et autheurs du parricide… enla personne de Henry IV, nonché il libro di Duplessis Mornay Remonstrance sur le parricide commis en la personne de Henry le Grand.
Italia, sorge il collegio di Faenza.
Paraguay, danno vita ad una originale esperienza missionaria: "sistema delle riduzioni".
Chio: p. François Canillac, superiore della missione francese a Istanbul, informa che a Chio ci sono ca 250 studenti fra i quali una dozzina sono chierici minori preposti al servizio della chiesa, ecc.;
[vedi Domicilia]
«segue 1611»

Ugonotti

«segue da 1598»
1610-43, durante il regno di Luigi XIII, il cardinale Richelieu riesce ad ottenere la capitolazione de La Rochelle infliggendo un duro colpo al calvinismo francese;
14 maggio, Enrico IV viene ucciso da un certo F. Ravaillac;
«segue 1685»

Arminiani

seguaci di Jacobus Arminius, avversari del calvinismo (in particolare del predestinazionismo).
1610, con una rimostranza (detti pure « rimostranti ») propongono agli stati generali il riconoscimento della legittimità della loro dottrina. 
Vengono combattuti dai «gomaristi» che, con l'appoggio di Maurizio di Orange-Nassau e altri teologi calvinisti, li fanno condannare nel sinodo di Dordrecht (1618-19).
Dispersi e perseguitati:
- G. Oldenbarneveldt, decapitato,
- U. Grozio incarcerato.
Rientrati nei Paesi Bassi dopo il 1625, ottengono nel 1630 la libertà di culto ancor oggi esistente.

 


 

 

ANNO 1610

Federico IV il Giusto (Amberg 1574-Heidelberg 1610) Albero genealogico
figlio di Ludovico VI e di Elisabetta di Assia-Kassel;
1583-1610, elettore del Palatinato;

Massimiliano I di Wittelsbach (Monaco di Baviera 1573-Ingolstadt 1651) Albero genealogico
figlio di Guglielmo V e di Renata di Lorena;
1597-1623, duca di Baviera;
1623-51, primo principe elettore di Baviera e depositario dell'Alto Palatinato;

Repubblica delle Province Unite
[sette province settentrionali]

Maurizio (Dillenburg, Nassau 1567-L'Aia 1625) Albero genealogico
secondogenito di Guglielmo il Taciturno e di Anna di Sassonia;
1584-1625, statolder di Olanda, Zelanda e Utrecht;
[presidente del Consiglio di Stato.]
tregua di Anversa (1609-20): tra Olanda e Spagna;
1610,

1618-25, conte di Nassau;
1618-25, principe di Orange;

Paesi Bassi
[dieci province meridionali]

Alberto d'Absburgo († 1621) Albero genealogico
figlio dell'imperatore Massimiliano II e di Maria di Spagna († 1603), figlia di Carlo V - 15 figli;
arciduca d'Austria;
1599-1621, governatore dei Paesi Bassi;
[dopo aver sposato
Isabella Clara Eugenia figlia di Filippo II ed erede dei Paesi Bassi.]

segue

Rodolfo II (Vienna 1552-Praga 1612) Albero genealogico
primogenito di Massimiliano II e di Maria d'Absburgo figlia di Carlo V;
1572-1608, re d'Ungheria;
1575-1611, re dei romani e di Boemia;
1576-1608, arciduca di Alta e Bassa Austria, Carinzia, Stiria e Carniola; 
1576-1612, imperatore del Sacro Romano Impero;

Mattia (Vienna 1557-1619) Albero genealogico
figlio terzogenito di Massimiliano II e di Maria d'Absburgo figlia di Carlo V;
1608-18, re d'Ungheria (Mattia II);
1611-17, re di Boemia;
1612-19, imperatore del Sacro Romano Impero;

Sigismondo III Vasa (Stoccolma 1566-Varsavia 1632) Albero genealogico
figlio di Giovanni III di Svezia e di Caterina Jagellona, sorella di Sigismondo II Augusto;
1587-1632, re di Polonia;
1592-1604, re di Svezia;

1600-11, prima guerra svedese;
1610-12, il tentativo di intervenire nella crisi russa del "periodo dei torbidi" facendo nominare zar suo figlio Ladislao, fallisce;

Ferdinando II (Graz 1578-Vienna 1637) Albero genealogico
figlio di Carlo d'Absburgo duca di Stiria e di Maria Anna di Baviera;
1596-1637, duca di Stiria e di Tirolo;
1617-37, re di Boemia;
1618-37, re d'Ungheria;
1619-37, imperatore del Sacro Romano Impero;

segue

Russia
1598-1613
"periodo dei torbidi"

Cristiano IV (Frederiksborg 1577-Copenaghen 1648) Albero genealogico
figlio di Federico II e di Sofia di Mecklenburg;
1588-1648, re di Danimarca e di Norvegia;

Carlo IX Vasa (Stoccolma 1550-Nyköping 1611) Albero genealogico
figlio cadetto di Gustavo I e di Margherita Lauenhaupt;
1604-11, re di Svezia;

segue

Enrico di Navarra (Pau 1553-Parigi 1610) Albero genealogico
figlio di Antonio di Borbone re di Navarra e di Giovanna d'Albret regina di Navarra, fu da quest'ultima educato alla fede calvinista;
1572-1610, re di Navarra;
1589-1610, re di Francia (Enrico IV);
1610, febbraio, Istanbul: i gesuiti, finalmente, dopo la competizione tra il bailo Simone Contarini e l'ambasciatore M. de Salignac ottengono l'appoggio decisivo di Alì Pascià che convince il Grand Visir [88enne, morirà due anni dopo], di cui è genero, a non espellerli.
[La lettera di ringraziamento sarà inviata, su richiesta dell'ambasciatore M. de Salignac, da Luigi XIII.]
L'ambasciatore non riesce tuttavia a far sloggiare i domenicani da S. Pietro, mentre l'alloggio di S. Sebastiano si dimostra inadeguato; s'impegna quindi ad ottenere per loro S. Benedetto (luogo della loro prima missione nel 1582).
Nonostante il rifiuto del visitare apostolico di cedere S. Benedetto ai gesuiti, alla fine giunge l'ordine perentorio del papa che, in aggiunta, richiama lo stesso visitatore apostolico a Roma.
Il Grand Visir, che su continue pressioni del bailo tenta ancora di espellerli da Istanbul, accortosi ormai dell'importanza che la missione ha per i francesi, cessa ogni opposizione nei confronti dei gesuiti dopo tuttavia essersi assicurato che l'ambasciatore francese garantirà per la loro condotta.
aprile, il bailo Simone Contarini, dal canto suo, perso l'appoggio del visitatore apostolico e ritenute ulteriori pressioni sul Grand Visir inopportune e a questo punto pericolose, chiede alSenato di poter considerare chiusa la faccenda.
Una lettera di Enrico IV, ferma e decisa, al Senato veneziano in cui si lamenta delle calunnie del bailo veneziano a Istanbul contro i gesuiti, influisce sulla decisione della Repubblica a non insistere oltre sull'espulsione.
Parigi, il periodo di pace sta per finire; in effetti la successione di Cleve e di Jülich si presenta come l'occasione per un nuovo grande conflitto con gli Absburgo per il quale sono già pronte le forze e le alleanze: l'Unione evangelica tedesca è già stata guadagnata alla ripresa delle ostilità contro le potenze cattoliche, e Carlo Emanuele I di Savoia si è già impegnato a intervenire a fianco della Francia col trattato di Bruzolo (25 aprile);
a spingerlo alla guerra contribuisce anche la passione senile per Charlotte di Montmorency, fuggita col giovane marito a Bruxelles in terra spagnola, per sottrarsi alle sue brame;
14 maggio, Parigi, rue de la Ferronerie, mentre sta dirigendosi verso il cimitero degli Innocenti [in carrozza assieme a lui ci sono il duca D'Epernon, Montalban, Laforce, Mirabeau e Llancourt; la stessa è seguita da un gruppo di scorta a cavallo e da alcuni domestici a piedi], un frate fanatico, Jean-François Ravaillac, 32enne, lo colpisce a morte con una pugnalata.

[Quando il duca D'Epernon era governatore dell'Angoulême, il reicida gli era stato mandato dal padre gesuita D'Aubigny che voleva farlo entrare al servizio del governatore come guardia del corpo e farlo agire come spia dell'Entità. Tuttavia, durante il processo condotto dai signori De Jeannin, Buillon e Loménie, il confronto tra il reicida e D'Aubigny, non è di nessun aiuto alle indagini. Dopo la condanna a morte e l'esecuzione del reicida, appariranno nuove piste sul complotto: una domestica della marchesa di Verneuil accuserà la padrona, il duca D'Epernon e il duca di Guisa, di essere, insieme ai gesuiti, i mandanti dell'assassinio del re.
Anni dopo si saprà che Jean-François Ravaillac faceva parte di un gruppo mistico cattolico chiamato Circolo Octagonus (o degli "otto") i cui membri, fanatici cattolici, avevano giurato cieca obbedienza al papa di Roma, una preparazione militare, in particolare nell'uso di armi speciali, ed erano disposti a dare la vita in nome della "vera religione". Il simbolo dell'organizzazione era un ottagono con il nome di Gesù scritto su ogni lato e il motto era «Disposto al dolore del tormento, in nome di Dio»… stesso simbolo e stessa scritta riportati sulla pergamena trovata nelle tasche di Jean-François Ravaillac.
Nonostante i vari documenti e libri sull'argomento la relazione tra l'Entità e il Circolo Octagonus resterà comunque un mistero.
Eric Frattini
, L'Entità, 2008 Fazi Editore.]

 

Luigi XIII (Fontainebleau 1601-Saint-Germain-en-Laye 1643) Albero genealogico
figlio di Enrico IV e di Maria de' Medici;
1610-43, re di Francia e di Navarra;
a 9 anni sotto la reggenza della madre, la quale decide di sostituire il primo ministro, il duca di Sully, con l'avventuriero fiorentino C. Concini (non un membro dell'Entità, ma una delle spie papali più importanti del XVII secolo).
Con ciò si ribaltano i rapporti di forze interni al regno: in senso sfavorevole al ceto parlamentare gallicano e favorevole invece alla Compagnia di Gesù. I membri del Parlamento di Parigi tentano ovviamente di mantenere il timone della situazione cercando di ripetere quanto già accaduto nel 1594 (attentato di Jean Chastel), cioè cercando di scoprire un qualche coinvolgimento del reicida con i gesuiti.
17 maggio,
Jean-François Ravaillac dichiara di aver cercato di parlare con il re per convincerlo di non assumere la guida del fronte antiasburgico (grave minaccia per la politica romana) e, per essere introdotto presso di lui, di aver parlato con numerose persone tra le quali il padre D'Aubigny, gesuita, curato di San Séverin.
Si tratta di una leggera traccia che porta ai gesuiti ma ormai il danno è irreversibile.
L'ambasciatore francese a Istanbul, M. de Salignac, il cui mandato sta anche per scadere, si ammala (morirà in ottobre, lasciando la sua biblioteca ai gesuiti e chiedendo di essere sepolto nella chiesa di S. Benedetto). Sarà sostituito l'anno successivo da de Sancy, 25enne, con forti e personali amicizie con i gesuiti di Francia.
20 agosto,
la reggenza emette lettere patenti che permettono ai gesuiti di leggere pubblicamente nei loro collegi ogni tipo di scienza: in sostanza autorizza la pubblica riapertura del collegio di Clermont, vale a dire l'insegnamento entro la città di Parigi (vietato dal 1603);
la decisione viene immediatamente osteggiata dalla Sorbona e dal Parlamento di Parigi;
23 agosto, la facoltà di teologia presenta atto di opposizione a questo editto – seguita poi dalla nazione di Francia, di Piccardia, di Normandia e dalla facoltà di medicina – difeso da un Plaidoyer di Servin.
Il bailo Simone Contarini, prima di terminare il suo mandato a Istanbul ed essre richiamato a Venezia, invia il suo ultimo dispaccio in cui riferisce dei funerali tenuti dai gesuiti per il re francese. Viene sostituito da Cristoforo Valier il quale sembra non essere proprio interessato al problema dei gesuiti.
26 novembre, il sindaco della Sorbona Edmond Richer vieta con un Arrêt il De potestate Summi pontificis del R. Bellarmino (scritto prima dell'assasino del re, e per tutt'altri fini) sotto pena del crimine di lesa maestà. Proibisce inoltre a dottori e professori di insegnare, direttamente o indirettamente la dottrina del potere indiretto dei papi assieme a quella di Juan de Mariana sul tirannicidio;

segue

Giacomo VI (Edimburgo 1566-Londra 1625) Albero genealogico
figlio di lord Henry Stuart Darnley e di Maria Stuarda;
1567-1625, re di Scozia;
1603-25, re d'Inghilterra (Giacomo I);



segue

Filippo III (Madrid 1578-1621) Albero genealogico
figlio di Filippo II e della sua quarta moglie Anna d'Austria;
1598-1621, re di Spagna;
1610, sono costretti a partire i musulmani di Aragona e di Andalusia;

segue

Leonardo Donà (?)
1606-12, doge di Venezia;
1610,

Carlo Emanuele I (Rivoli 1562-Savigliano 1630) Albero genealogico
figlio di Emanuele Filiberto "Testa di Ferro" e di Margherita di Angoulême;
1580-1630, principe di Piemonte
conte di Aosta, Maurienne e Nizza
duca di Savoia
;
1580-1630, re di Cipro e Gerusalemme (titolare);
1588-1630, marchese di Saluzzo;

1610, il duca si dà da fare (1607-1610), nel cercare l'appoggio e l'aiuto del papa e della Spagna per un eventuale invasione delle province ottomane della Macedonia che si potrebbe coordinare con una rivolta dei cristiani serbi e albanesi ma nonostante i piani accurati e la fervente attività diplomatica , non se ne fa niente;
firma improvvisamente con Enrico IV il trattato segreto di alleanza di Bruzolo che dovrebbe portare a lui il milanese e alla Francia la Savoia (in una guerra che si propongono di condurre insieme con la Spagna): trattato che sarà costretto a sconfessare dopo l'assassinio del monarca francese;

Vincenzo I (1562-1612) Albero genealogico
figlio di Guglielmo I e di Eleonora von Habsburg;
1581, sposa Margherita Farnese († 1643) [annullato 1583];
1584, sposa Eleonora de' Medici († 1611).
1587-1612, duca di Mantova e del Monferrato;

Cesare d'Este (Ferrara 1562-Modena 1628) Albero genealogico
figlio di don Alfonso, un bastardo di Alfonso I, legittimato dall'imperatore ma non riconosciuto dalla corte di Roma;
1597-98, duca di Ferrara;

1597-1628, duca Modena e Reggio;
dal gennaio 1598 risiede a Modena dove ha portato con sé l'archivio, il museo e la biblioteca estense;

Cosimo II de' Medici (Firenze 1590-1621) Albero genealogico
figlio del duca Ferdinando I e di Cristina di Lorena;
1608, sposa Maria Maddalena d'Austria;
1609-21, granduca di Toscana;
condizionato dalla madre e dal ministro Belisario Vinta;

Francesco Maria II della Rovere (n. 1548-Casteldurante, oggi Urbania, Urbino 1631) Albero genealogico
figlio di Guidobaldo II e di Vittoria Farnese ;
1574-1631, duca di Urbino;

 

segue

 

– Battista, Giuseppe (Grottaglie, Taranto 1610-Napoli 1675) scrittore italiano;
Epigrammata (1653)
Poesie meliche (1659)
Epicedi eroici (1667 e 1670)
Poetica (1676, postumo, prosa in cui tratta principalmente del poema epico).

Bragadin, Girolamo (1610-1669) podestà, capitano, avogadore, veneziano;
savio del Consiglio;
1652, con Andrea Capello e Giovan Battista Nani è uno dei tre inquisitori incaricati dal Senato veneziano di indagare sugli abusi di guerra e viene inviato a Candia.

– Della Bella, Stefano (Firenze 1610-64) incisore italiano; più di mille acqueforti tra motivi decorativi e fantastici, scene di genere, paesaggi e vedute di città.

Du Cange, Charles Du Fresne (Amiens 1610-Parigi 1688) erudito francese
Glossario della media e infima latinità (1678, in seguito più volte ripubblicato e accresciuto da vari studiosi)
Glossario della media e infima grecità (1688)
Tuttora insuperati per la conoscenza del greco e latino medievale.

Duquesne, Abraham-Henry (Dieppe 1610-Parigi 1688) ammiraglio francese, uno dei pilastri della politica assolutistica ed espansionistica francese nel XVII secolo; la fede calvinista gli precluse la nomina a maresciallo di Francia ma, alla revoca dell'editto di Nantes, egli solo fra gli ugonotti fu esente da proscrizione;
1637-43, si distignue nella guerra contro gli spagnoli;
1643-44, è al comando della flotta svedese nella guerra contro la Danimarca;
1647, prende parte alla spedizione di sostegno militare al duca  Enrico II di Guisa aspirante al trono di Napoli;
1661, è chiamato da J.-B. Colbert a compiti di responsabilità nella flotta francese;
1669, luogotenente generale al tempo di Luigi XIV ;
1676, sconfigge la flotta olandese venuta in soccorso della Spagna nelle acque di Lipari e di Augusta;
1682, comanda una spedizione contro i barbareschi di Algeri;
1684, bombarda Genova alleata della Spagna.

Felice da Bergamo (1610-1702) frate cappuccino, laico, della famiglia Passera;
1630, di professione infermiere, si fa cappuccino;
Il nuovo tesoro degli arcani Farmacologici, Galenici e Chimici (Venezia 1688, volume in folio)
La pratica universale nella medicina, ovvero annotazioni sopra tutte le infermità più particolari che sogliono avvenire ne' corpi umani (Milano 1693, vol. in folio, diviso in quattro libri)
1702, 22 maggio, muore a Bergamo.

– Labadie, Jean (Bourg-en-Guyenne 1610-Altona 1674) ecclesiastico francese, gesuita, il primo a iniziare gruppi pietisti riformati alle forme cattoliche dell' "ascesi" e nell'aver mirato a ricreare nelle sue comunità lo stile della chiesa primitiva; i suoi discepoli sono detti: "labadisti"
1625, entra nella Compagnia di Gesù e viene ordinato prete
1639, esce dalla Compagnia e si dedica alla cura delle anime
1650, si converte al protestantesimo ed esercita la sua attività di "risvegliatore" in Francia, Ginevra, Olanda; le sue posizioni teologiche adogmatiche gli alienano la chiesa riformata dei Paesi Bassi e viene espulso come anabattista; viene allora accolto dalla comunità francese di Altona
Breve dichiarazione dei nostri sentimenti sulla chiesa in generale e in particolare (1670).

Malatesti, Antonio (Firenze 1610-1672) poeta italiano
Gli enigmi (1640)
La sfinge (1640-43)
I brindisi dei Ciclopi (1673, postumo)
La Tina (raccolta di cinquanta sonetti rusticali che, dedicata e consegnata in manoscritto a J. Milton, sarà pubblicata da editori moderni).

Ormonde, James Butler duca d' (Londra 1610-Kingston Lacy, Dorset 1688) uomo politico irlandese, figlio di Thomas Butler (1532-1614), luogotenente generale di Elisabetta I durante la rivolta irlandese di O'Neill (1598-99), ne eredita la fede protestante e il lealismo verso la corona inglese;
1633-40, appoggia l'azione di Th. Wentworth (poi conte di Strafford), e quando questi parte per l'Inghilterra gli succede come rappresentante dell'autorità regia nell'isola col titolo di luogotenente generale;
1641, scoppia la rivolta cattolica ed egli alterna l'azione militare alle trattative;
1644, ha il titolo di lord luogotenente;
1647, deve riparare a Londra e di qui a Parigi, in seguito alla sconfitta delle forze monarchiche;
1648, settembre, torna in Inghilterra con la speranza di fondare un partito favorevole al re;
1650, viene nuovamente cacciato dalla conquista di O. Cromwell e resta quindi consigliere di Carlo II in esilio;
1662-69, dopo la restaurazione riveste ancora la carica di lord luogotenente d'Irlanda; anche se dispoticamente, governa cercando di dare impulso all'economia irlandese e si oppone ad esempio energicamente alla proibizione di esportare  bestiame dall'isola in Gran Bretagna;
1677-84, ancora lord luogotenente d'Irlanda, durante il presunto complotto di Titus Oates tenta di mantenere tranquilla l'isola; destituito per intrighi di corte, si ritira a vita privata.

– Passeri, Giovan Battista (Roma 1610-1679) pittore e scrittore d'arte italiano
Vite de' pittori, scultori ed architetti (pubblicate solo nel 1772 e in ediz. critica nel 1934).

– Scarron, Paul (Parigi 1610-1660) scrittore francese
Apologia di J. Mairet (contro P. Corneille nella querelle du Cid)
Recueil de quelques vers burlesques (1643, Raccolta di alcuni versi burleschi)
Typhon ou la Gigantomachie (1644, Typhon o la Gigantomachia)
Jodelet  ou le maître valet (1645, Jodelet o il valletto padrone)
Virgile travesti (1644-48) Virgilio travestito, traduzione dell'«Eneide» in versi burleschi)
Don Japhet d'Arménie (1652, Don Japhet d'Armenia)
Roman comique (1651-57, Romanzo comico)
Mazarinades (1649-52, Mazarinate)
Les boutades du Capitan Matamore (1647, Le battute del capitan Matamore).

 

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«segue da 1609»
1610
Italia
12 marzo, Galileo Galilei pubblica il Sidereus Nuncius, dove presenta le scoperte realizzate con il cannocchiale: la morfologia della Luna, simile a quella della Terra, la Via Lattea come ammasso di stelle, l'esistenza dei satelliti di Giove (scoperti fra il 7 e il 13 gennaio) e di stelle invisibili a occhio nudo. [Successivamente, egli scoprirà anche le macchie solari e le fasi di Venere.]
Germania
Colonia,
maggio, esce «Gedenckwürdige Zeitung» il terzo fra i più antichi giornali veri e propri.

«segue 1611»

Uscita dei giornali

«segue da 1609»
1610,
Germania
Colonia, maggio, esce «Gedenckwürdige Zeitung» il terzo fra i più antichi giornali veri e propri.
Basilea, appare un foglio dello stesso tipo della "gazzetta" uscita ad Augusta nel 1609.
Inghilterra
Tra il 1590 e il1610 sono stati pubblicati circa 450 "libri di notizie" diversi [di oltre 250 di essi ci è giunta per lo meno una copia].
«segue 1615»

Compagnia Unita delle Indie Orientali
(Vereenigde Oost-Indische Compagnie)
[Olanda]

1610, le quote, dette azioni, hanno la caratteristica decennale della durata; le azioni sono nominative in connessione con la mancanza del concetto di responsabilità limitata dei soci.
[Questa non sarà ammessa fino al 1800 né da olandesi né da inglesi, mentre lo sarà nella Francia di
J.-B. Colbert.]

 

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