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Papa
Sisto V

(1585-90)

1588
Gennaio
22
, prima ristrutturazione generale della curia romana: con la costituzione Aeterni Dei pone fine al potere reale del sacro collegio cardinalizio; fissa il numero di cardinali a 70 (limite che sarà superato solo nel 1958 da Giovanni XXIII) e stabilisce che i cardinali dei tre ordini (diaconi, preti e vescovi) debbano avere l'ordinazione episcopale.
Corregge gli errori del Martirologio romano, ordina una nuova edizione delle Decretali
Mantiene una posizione indipendente rispetto a Filippo II di Spagna: appoggia la sfortunata impresa della "Invencible Armada" contro Elisabetta d'Inghilterra, ma non la politica di intervento nelle guerre di religione in Francia.
Il papa designa alcuni soprintendenti alla Typographia Apostolica Vaticana e mette al servizio di quest'ultima e della Biblioteca Vaticana alcuni correttori.

Francescani

«segue da 1582»
1588, Bonaventura da Bagnoregio, fatto ora santo, continua ad essere postillato non solo come mistico, ma come filosofo.
Un focolare di studi bonaventuriani è il Collegio dei Dodici Apostoli dei Conventuali a Roma da cui escono opere di:
. Pietro Capuleio,
. Felice Gabrielli,
. Bonifacio Augustinus;
tra i cappuccini, mantenutisi in massima parte bonaventuriani, abbiamo:
. Pietro Trigoso, spagnolo, che tenta una sintesi della Teologia dogmatica del filosofo;
. Marcantonio Galizio da Carpenedo che cerca di darle una struttura sistematica;
. Valeriano Magno;
. Bartolomeo Barberis, studioso fin da giovane del filosofo, e autore del Cursus Philosophiae ad mentem Sancti Bonaventurae e della Tabula Generalis di tutti gli scritti bonaventuriani.
«segue 1596»

Gesuiti

«segue da 1587»
[col generale C. Acquaviva (1581-1615) si potenzia la compagnia]
1588,
[vedi Domicilia]
«segue 1589»

Agostiniani

«segue da 1256»
1588, dalla riforma dell'osservanza spagnola nascono i recolletti di sant'Agostino o agostiniani eremitani scalzi.
Ad essi si sono poi affiancati un ordine di religiose di clausura e un terz'ordine di laici.
- Egidio Romano, teologo;
- Badoer da Praga, cardinale;
- Ambrogio Calepino, lessicografo;
Tommaso da Villanova, mistico
Gregorio Mendel, fondatore della genetica;
- M. Lutero, degli agostiniani-sassoni.

moriscos
(musulmani della Spagna cristiana)

«segue 1570»
1588, si hanno sollevazioni in Aragona, analoghe alle precedenti, in Castiglia; una seconda campagna di cristianizzazione promossa dal beato Juan de Ribera fallisce in parte, ma la crisi della società spagnola di fine secolo genera ormai un vero odio razziale verso di loro;
«segue 1609»

Ugonotti

«segue dal 1587»
1588, il consiglio dei Sedici dopo aver assunto la direzione della guerra, contrappone il duca di Mayenne a Enrico III, il quale, ripetutamente sconfitto, cerca più volte di riconciliarsi con la lega ma, vista l'inutilità dei suoi sforzi, fa assassinare il Guisa e suo fratello Luigi II, cardinale di Lorena;
questo crimine solleva Parigi e quasi tutta la Francia è contro di lui;
«segue 1588»

Inquisizione spagnola

«segue da 1555»
1588, l'inquisizione spagnola non ha perso niente del suo mordente;
«segue 1600»

Congregazione cardinalizia dell'inquisizione

«segue da 1572»
1588, Sisto V denomina la congregazione: congregatio sanctae inquisitionis haereticae pravitatis;
«segue »

Opera delle "Cittelle"

«segue da 1582»
1588, 7 maggio, Venezia, Giudecca, il patriarca eletto di Aquileia Andrea Barbaro consacra la magnifica chiesa dedicata alla Presentazione della Vergine Maria al Tempio, costruitia da Andrea Palladio, accanto all'edificio dell'Opera;
«segue 1620»

ANNO 1588



1589
Unione Elvetica
Confederazione dei tredici cantoni elvetici:

CATTOLICI
- Uri (1291),
- Schwyz (1291),
- Unterwalden (1291),
- Lucerna (1332),
- Zug (1353),
- Glarus (1353) [in parte],
- Friburgo (1481),
- Soletta (1481).

PROTESTANTI
- Zurigo (1351),
- Berna (1353),
- Glarus (1353) [in parte],
- Basilea (1501),
- Sciaffusa (1501),
- Appenzell (1513).

1589
-

 




1588
Sacro Romano Impero
Rodolfo II
Albero genealogico

(Vienna 1552 - Praga 1612)
primogenito di Massimiliano II e di Maria d'Absburgo figlia di Carlo V;
1572-1608, re d'Ungheria;
1575-1611, re dei romani e di Boemia;
1576-1608, arciduca di Alta e Bassa Austria, Carinzia, Stiria e Carniola
1576-1612, imperatore del Sacro Romano Impero;



1588
-



1588
ducato di Sassonia
Cristiano I
Albero genealogico

(† 1591)
figlio di Augusto I e di Anna di Danimarca;
1586-91, principe elettore di Sassonia;
si fa calvinista




1588
ducato di Prussia
Alberto II
Albero genealogico

(† 1618)
figlio di Alberto I e di ?;
1568-1618, duca di Prussia;
caduto in demenza, i suoi stati sono governati dal parente, l’elettore di Brandeburgo


1588
ducato di Württemberg




1588
ducato di Baviera
Guglielmo V
Albero genealogico

(† 1626)
figlio di Albrecht V [il Magnanimo] e di Anna d'Austria;
1579-97, duca di Baviera;


1588
Palatinato
Federico IV [il Giusto]
Albero genealogico
(Amberg 1574 - Heidelberg 1610)
figlio di Ludovico VI e di Elisabetta di Assia-Kassel;
1583-1610, elettore del Palatinato;
alla morte del padre, sotto la tutela dello zio Giovanni Casimiro il quale restaura il calvinismo come religione di stato nel Palatinato;







1588
Mainz [Magonza]








1588
REGNO di POLONIA
Sigismondo III Vasa
Albero genealogico

(Stoccolma 156 6- Varsavia 1632)
figlio di Giovanni III di Svezia e di Caterina Jagellona, sorella di Sigismondo II Augusto;
1587-1632, re di Polonia;
grazie alla vittoria dell'atamano J. Zamoyski e della piccola nobiltà cattolica sugli Zborowski filoasburgici (Bycziyna 1588);




1592-1604, re di Svezia;




1588
Maggio
arriva Ippolito Aldobrandini legato pontificio in Polonia e cardinale con il compito di mediare tra le fazioni dei due pretendenti che si contendono il trono dopo la morte del re Stefano I Báthory [vuole che i due eredi Sigismondo di Vasa e Massimiliano d'Absburgo, raggiungano un accordo pacifico e si impegnino a mantenere la Polonia una nazione cattolica, giurando obbedienza al papa];









1588
IMPERO OTTOMANO
Murad III
Albero genealogico
(1546-1595)
figlio di Selim II e di Afife Nur-Banu (la veneziana Rachel o Cecilia Baffo);
1574-95, sultano;


Gran Visir
Sokollu Mehmet Pascià
(1566 - ?)
1588
-












1588
RUSSIA
Fëdor I [Teodoro I] Ivanovic Rjurik
Albero genealogico

(1557 - 1598)
figlio di Ivan IV [il Terribile] e di Anastasia Romanova;
1580, sposa Irene, sorella del boiaro Boris Godunov;
1584-98, zar di Russia;
debole di mente, affida il governo dapprima allo zio materno Nikita Romanov, poi al boiaro Boris Godunov;

 
-
1588





1588
REGNO di FRANCIA
Enrico III
Albero genealogico
(1551 - 1589)
figlio di Enrico II e di Caterina de' Medici;
[ultimo dei Valois-Orléans]
1574-89, re di Francia;
nel 1584, morto suo fratello Francesco duca d'Alençon, suo cognato Enrico di Navarra rimane l'unico erede al trono [in quanto marito di Margherita di Valois, sua sorella];
la lega allora si accorda con Filippo II di Spagna (accordo segreto di Joinville) per sostenere la candidatura alla successione di un anziano zio del re, il cardinale Carlo di Borbone;




Primo ministro
[Sovrintendente delle Finanze]
Pomponne de Bellièvre 
(1574 - 1588)
François d'O
(1588 - 1594)
Cancelliere-Guardasigilli
Philippe Hurault
conte di Cheverny
(1578 set - 31 ago 1588)
François II de Montholon
(1588 6 set - 1° ago 1589)
Segretari di stato agli Affari Esteri
Claude Pinard
signore di Comblisy e di Cramailles
(1570 13 set - 1588)
[ha lasciato un Trattato della caccia reale.]
-
-
-
Nicolas de Neufville
signore di Villeroy
(1567 28 ott - 1588) 
-
 
1588
[dal 1585 è in atto la "guerra dei tre Enrichi".]
dopo un nuovo contrasto con gli stati generali a Blois, che gli rifiutano ogni aiuto, fa assassinare il duca di Guisa e suo fratello il cardinale Luigi di Lorena, nell'intenzione di privare la lega dei suoi capi più prestigiosi;

 
1588
REGNO di NAVARRA
Enrico di Navarra
Albero genealogico

(Pau 1553 - Parigi 1610)
figlio di Antonio di Borbone re di Navarra e di Giovanna d'Albret regina di Navarra, fu da quest'ultima educato alla fede calvinista;
1572-1610, re di Navarra;
nel 1577, fuggito dalla corte dove era tenuto in condizioni di semiprigionia, torna alla sua fede e alla vita delle armi;
nel 1585, alla morte di Francesco duca d'Alençon, ultimo dei figli di Enrico II, diventa l'erede presuntivo al trono di Francia;



1589-1610, re di Francia (Enrico IV);

1588
[dal 1585 è in atto la "guerra dei tre Enrichi".]



1588
ducato di Lorena e di Bar
Carlo III (o II) [il Grande]
Albero genealogico

(1542 - 1608)
figlio di François I e di Christine di Danimarca;
1545-1608, duca di Lorena e di Bar;
sotto la tutela della madre e dello zio;
1548-50, il breve scontro con l'Inghilterra si conclude con l'acquisto di Boulogne da parte della Francia;
nel 1557 è entrato nella maggiore età;

1588
-



1588
Repubblica delle Province Unite
[sette province settentrionali]
Maurizio
Albero genealogico

(Dillenburg, Nassau 1567 - L'Aia 1625)
secondogenito di Guglielmo I [il Taciturno] e di Anna di Sassonia;
1584-1625, statolder di Olanda, Zelanda e Utrecht;
[presidente del Consiglio di Stato.]




1618-25, conte di Nassau;
1618-25, principe di Orange;


1588
quando gli inglesi, inviati a presidiare il paese su richiesta degli stati generali, consegnano alcune fortificazioni olandesi ad Alessandro Farnese, generale degli spagnoli, egli viene nominato comandante in capo dell'esercito del gran pensionario [cioè responsabile della politica estera] J. Oldenbarneveldt; da questo momento acquista fama di grande condottiero soprattutto per la tecnica degli assedi;



1588
Paesi Bassi
[dieci province meridionali]

-

governatore
[inviato da Filippo II]
Alessandro Farnese
duca di Parma
(1578 - ?)

1588
Unione di Arras: le province meridionali (Belgio) sono sottomesse a Filippo II.
Aprile
Geertruidenberg (sponda meridionale del fiume Mosa), mentre sono in corso trattative per un accordo di pace tra Spagna e Inghilterra, gli agenti dell'Entità fomentano una sommossa tra i mercenari (non ricevono la paga da quattro mesi) che custodiscono la piazzaforte:
[1ª linea di difesa - mercenari tedeschi;
2ª linea di difesa - mercenari olandesi,
3ª linea di difesa (la più importante) mercenari inglesi e irlandesi protestanti;]
L'Inghilterra si rifiuta di pagare i 210.000 fiorini [ca 22.000 sterline] dovuti ai mercenari sostenendo che è responsabilità degli Stati Generali saldare il debito ma l'assemblea risponde che i mercenari reclutati dall'Inghilterra difendono la causa di Elisabetta I piuttosto che il protestantesimo dei Paesi Bassi.
Poco prima che scada l'ultimatum dei mercenari, che minacciano di consegnare la piazza agli spagnoli, gli Stati Generali inviano un messaggio comunicando che si impegnano a farsi carico del debito.


 

segue



1588
REGNO d'INGHILTERRA e d'IRLANDA
Elisabetta I
Albero genealogico
(Greenwich 1533 - Richmond, Surrey 1603)
figlia di Enrico VIII e di Anna Bolena;
1558-1603, regina d'Inghilterra;
dal 1559 è in vigore l' Uniformity Act;
nell'estate del 1579 il duca d'Alençon, erede al trono di Francia, si reca di persona in Inghilterra per corteggiarla;
1577-80, Francis Drake rinnova l'impresa compiuta da Magellano circumnavigando il globo (e saccheggiando al suo passaggio le coste occidentali dell'America spagnola);
[Medico personale: dottor Rodrigo López, un portoghese di origine ebrea convertito al cristianesimo, a Londra dal 1558]



1588
l' "Invencible Armada" (130 navi con 50.000 uomini) è pronta ad invadere l'Inghilterra [vedi Spagna]
La regina nomina ammiraglio lord Charles Howard conte di Nottingham suo fedele servitore, fratello minore del duca di Norfolk, giustiziato nel 1572; la flotta inglese ancorata a Plymouth è guidata da F. Drake e deve sbarrare l'ingresso dei galeoni spagnoli nel canale della Manica mentre a lord Charles Howard spetta il compito di bloccare le navi spagnole lungo la rotta per il mare del Nord;
il genovese Marco Antonio Masia informa il papa che gli inglesi hanno predisposto lungo la costa dei falò da accendere quando l'Armada sarà avvistata; nel frattempo le truppe del duca di Parma sono trattenute dalla flotta olandese, composta da una trentina di navi al comando dell'ammiraglio Giustino di Nassau; l'Entità informa anche di un continuo movimento di truppe e di galeoni nei diversi porti delle Fiandre e della Zelanda;

Luglio
agli inizi del mese alla corte di Londra arriva la notizia della partenza della "Invencible Armada" ["invincibile" sarà aggiunto più tardi sarcasticamente dagli inglesi]; gli uomini di F. Walsingham hanno comunque già catturato le spie del papa e molti di loro sono già rinchiusi nel castello di Wisbech, presso le paludi di Cambridgeshire.
La regina, già informata che Enrico III ha fatto sapere a Madrid che non può partecipare all'azione, nutre sospetti su Giacomo VI e quindi fa schierare delle truppe lungo la frontiera con la Scozia comunicando al re che si tratta solo di una manovra difensiva nel caso gli spagnoli intendessero invadere l'Inghilterra da nord.

Agosto
dopo la vittoria inglese sugli spagnoli, per ordine della regina viene battura una moneta in cui appare un galeone spagnolo tra le onde sotto la scritta «venit,vidit, fugit»;
Pedro de Valdés, uno dei luogotenenti del duca di Medina-Sidonia, fatto prigioniero da F. Drake, vivrà nella casa del pirata per cinque anni;

Settembre
4
, per le complicazioni di un raffreddore, muore il conte di Leicester;



IRLANDA
-
-
-
-
1588
dal 1560 è in vigore l' Uniformity Act;




a

1588
REGNO di SCOZIA
Giacomo VI
Albero genealogico

(Edimburgo 1566 - Londra 1625)
figlio di lord Henry Stuart Darnley e di Maria [Stuarda];
1567-1625, re di Scozia;
incoronato a un anno, dopo la deposizione della madre, ha come reggenti vari nobili scozzesi protestanti e come precettore G. Buchanan;
nel 1587 non si è opposto all'esecuzione della madre;





1603-25, re d'Inghilterra (Giacomo I);



1588
-


a


1588
REGNO di DANIMARCA e di NORVEGIA
Federico II
Albero genealogico
(Haderslev 1534 - Antvorskov 1588)
figlio di Cristiano III e di Dorotea di Sassonia-Lauenburg;
1559-88, re di Danimarca e di Norvegia;
1563-70, "guerra dei sette anni": la pace di Stettino sancisce lo status quo;
il suo regno annovera i più floridi anni nella storia della Danimarca;




Cristiano IV
Albero genealogico
(Frederiksborg 1577 - Copenaghen 1648)
figlio di Federico II e di Sofia di Mecklenburg;
1588-1648, re di Danimarca e di Norvegia;
[sarà incoronato solo nel 1595 al raggiungimento della maggiore età]

1588
-
NORVEGIA
1588
-
ISLANDA
1588
-

1588
REGNO di SVEZIA
Giovanni III Vasa
Albero genealogico
(Stegeborg 1537 - Stoccolma 1592)
figlio di Gustavo I e di Margherita Lauenhaupt;
1556-92, duca di Finlandia;
dal 1563 è tenuto in prigione dal fratello Erik XIV, re di Svezia;
1563-70, "guerra dei sette anni";
1568-92, re di Svezia;
1572-83, guerra contro la Russia;
nel 1585, dopo la morte della prima moglie e dopo aver troncato le trattative con la Santa Sede, sposa una luterana;.




1588
-







1587
REGNO di SPAGNA e REGNO di PORTOGALLO
Filippo II [il re prudente]
Albero genealogico
(Valladolid 1527 - Escorial, Madrid 1598)
primogenito di Carlo V e di Isabella di Portogallo;
1539, muore la madre;
1540-98, duca di Milano;
1554-98, re di Napoli e di Sicilia (Filippo I);
1556-98, re di Spagna;
1580-98, re di Portogallo;
nel 1587 la decapitazione di Maria [Stuarda] gli offre il pretesto per rompere con l'Inghilterra che ha sostenuto i ribelli fiamminghi e le cui navi minacciano con la loro pirateria le rotte atlantiche e le colonie spagnole;


SPAGNA
1588
invia l' "Invencible Armada" ["invincibile" sarà aggiunto più tardi sarcasticamente dagli inglesi] contro l'Inghilterra per punirla dell'appoggio dato ai Paesi Bassi in rivolta e dei continui attacchi pirateschi contro il naviglio spagnolo e le coste d'America latina;

Marzo
9
, l'ammiraglio Álvaro de Bazán [nel 1582 ha sconfitto la flotta francese nella battaglia delle Azzorre], nominato al comando dell'Armada, muore lasciando il posto al duca di Medina-Sidonia;

Maggio
30
, [a.f.ti 7 giugno], la flotta, che trasporta 50.000 [a.f.ti 30.000] uomini ed è forte di 130 navi (divise in otto flotte) e 2400 pezzi d'artiglieria, salpa da Lisbona al comando del duca di Medina-Sidonia, un nobile scelto solo per il suo rango ma privo d'esperienza marinara [sarà diretto in pratica da Filippo II], e si dirige verso le coste dei Paesi Bassi nell'intento d'imbarcare truppe [a.f.ti 15.000 uomini] comandate dal duca di Parma Alessandro Farnese.
La flotta difensiva inglese è composta da 34 navi e 6.700 uomini.
Una forte tormenta nell'Atlantico disperde buona parte delle flotte spagnole che tornano a riunirsi, piuttosto malridotte, a La Coruña; molti uomini malati vengono fatti sbarcare;

Luglio
22
, le imbarcazioni spagnole ripartono dalla costa galiziana muovendosi in direzione nord;
appena entrate nella Manica sono attaccate e scompigliate dalle più agili e maneggevoli navi inglesi guidate dal contrammiraglio lord Hawkins e F. Drake;
29-30, nei pressi di Calais, dove il duca di Medina-Sidonia ha ordinato a tutta l'Armada di rifugiarsi, avviene lo scontro decisivo;

Agosto
4
, uno dei galeoni spagnoli naufraga sulla costa francese con un carico di importanti documenti;
8, l'ammiraglio lord Charles Howard lancia l'ultimo grande assalto all'Armada che, ulteriormente danneggiata da una tempesta, è costretta per salvarsi a circumnavigare l'Inghilterra e l'Irlanda e tornare poi in Spagna con appena metà delle navi [a.f.ti appena 27 navi]: gli equipaggi naufragati in Scozia vengono soccorsi e successivamente rimpatriati per ordine di Giacomo VI mentre quelli che hanno rqggiunto l'Irlanda vengono massacrati;
il fallimento dell'impresa sanziona il tramonto dei sogni di Filippo II e delle aspirazioni controriformistiche dello stesso  papa Sisto V, segnando invece la nascita della potenza navale e commerciale inglese.

PORTOGALLO
1588
-






1588
ducato di SAVOIA
Carlo Emanuele I
Albero genealogico
(Rivoli 1562 - Savigliano 1630)
figlio di Emanuele Filiberto [Testa di Ferro] e di Margherita di Angoulême;
1580-1630, principe di Piemonte;
conte di Aosta, Maurienne e Nizza
;
duca di Savoia
;
1580-1630, re di Cipro e Gerusalemme (titolare);
1585 sposa Caterina (Catalina Michaella) d'Absburgo-Spagna († 1597), figlia di Filippo II;
1588-1630, marchese di Saluzzo;
1588
occupa il marchesato di Saluzzo e subito dopo invade la Provenza che riesce a tenere però solo per pochi mesi;

 
1588
-



1588
REPUBBLICA DI GENOVA
[Denominazione ufficializzata nel 1528 per iniziativa di Andrea Doria]
Davide Vacca (o Vaccari)
Albero genealogico

(? - ?)
figlio di
1587 14 nov - 14 nov 1589, doge di Genova;


1588
-


1588
ducato di Milano

dal 1535 il ducato,
come previsto dal congresso di Bologna,
è stato devoluto all'impero [in pratica agli Absburgo].



Filippo II [il re prudente]
Albero genealogico

(Valladolid 1527 - Escorial, Madrid 1598)
primogenito di Carlo V e di Isabella di Portogallo;
1539, muore la madre;
1540-98, duca di Milano;
1554-98, re di Napoli e di Sicilia (Filippo I);
1556-98, re di Spagna;
1580-98, re di Portogallo;



– vedi Spagna –

 

1588
-



1588
ducato di Mantova e di Monferrato
Vincenzo I
Albero genealogico
(1562 - 1612)
figlio di Guglielmo I e di Eleonora von Habsburg;
1581, sposa Margherita Farnese († 1643) [annullato 1583];
1584, sposa Eleonora de' Medici († 1611).
1587-1612, duca di Mantova e del Monferrato;



1588
-
a

1588
REPUBBLICA DI VENEZIA
"La Serenissima"
Pasquale Cicogna
(Venezia 27 mag 1509 - Venezia 2 apr 1595)
figlio di Gabriele e di Marina Manolesso;
1585-95, doge di Venezia; [88°]

- nunzio pontificio: Girolamo Matteucci (1587 dic- gen 1590)
- ambasciatore di Spagna: ? (? - ?)

1588
Gennaio
26
, Inquisizione: Venezia, viene giustiziato Pietro Longo.
[La data non è precisa.]

iniziano i lavori per la costruzione in pietra del Ponte di Rialto (termineranno nel 1591).

All'inizio dell'anno il nunzio chiede al Senato un privilegio che garantisca che un libro pubblicato a Roma non possa essere ristampato a Venezia senza il permesso dell'autore.
I Pregadi rispondono negativamente, facendo presente che il numero dei "torchi" veneziani è sceso da 120 a a 70 e che concessioni del genere a tipografi forestieri recherebbero ulteriore danno alla stampa.
[Per torcolano o torcolo s'intende un torchio, una macchina da stampa, non già una casa, una stamperia.]

Febbraio
il Sant'Uffizio riprende gli interrogatori (sospesi ad agosto) dei vicini di casa di Giorgio Valgrisi, libraio all'insegna del Serpente in Merceria, accusato di eresia in seguito alla denuncia di un prete, padre Alvise Ferro, peraltro suo amico.
I vicini di casa confermano i discorsi provocatori, i rapporti con Claudio Textor e Girolamo Donzellini, giustiziati nella primavera precedente, il soggiorno in Germania, ma sostengono anche che è un buon uomo, che qualche volta va in chiesa e partecipa ai sacramenti.
Per il parroco di San Zulian, invece, che lo conosce da venticinque anni, egli si tiene lontano dai sacramenti perché ha con una donna una relazione che non può – o non vuole – regolarizzare col matrimonio.
Al Sant'Uffizio basta sapere che egli non è protestante e qui abbandona le indagini, a quanto pare senza sentire il libraio.

Maggio
15
, deposizione di Urbano di Steffano Mandolini da Ferrara che possedeva l'Agrippa ed altri testi;

Giugno
9
, deposizione del libraio Giovanni Battista Capponi;
[ha appena venduto:
- (occulto) Physionomia di Michael Scott, a 1 ducato,
- (occulto) De chiromantia di Andreas Corvus, a 40 soldi,
- (giuridico) un'opera di Hegendorff a 30 soldi.]
14, deposizione del libraio Evangelista Deluchino;
30, deposizione di Giovanni Battista Milledonne;

Nel penultimo decennio del Cinquecento i libri proibiti più richiesti, provenienti soprattutto da Basilea, ma anche da Ginevra, Strasburgo e Zurigo e rispondenti a precise esigenze dei lettori, sono quelli di occultismo.
Molti lettori, soprattutto quelli formatisi in tempi di maggior libertà alla scuola dell'umanesimo erasmiano, nell'impossibilità di ottenere un permesso di leggere libri proibiti, preferiscono aggirare le proibizioni cercando di non farsi scoprire. Tra di loro:
. Ippolito da Bagno (1581),
. Tommaso Cazzola (1583),
. Domenico Canal (1589),
. Bernardo Morosini (1589),
. Giulio Ricci (1591).

Ottobre
8
, Il Sant'Uffizio interroga Osvaldo (o Ubaldo) Venzoni, un tipografo che ha stampato solo qualche titolo e tiene bottega all'insegna del Castello [in futuro a San Moisé] chiedendogli spiegazioni su tre scritti proibiti rinvenuti nella sua libreria:
- Responsio ad Balduini di J. Cauvin (1562),
- De corrupti sermonis emendatione di Mathurian Cordier ,
- Paraphrasis in epistolas Pauli di E. da Rotterdam (uno scritto permesso purché espurgato).
Osvaldo Venzoni dichiara di averli acquisiti tutti con la dote della moglie dal suocero Francesco Rocca, morto durante la grande peste del 1575-77.
Interrogato lo stesso giorno, Giulio Rizzo, libraio all'insegna della Donzella a San Salvatore, ammette di aver comprato il commento scritturale di G. Ecolampadio scoperto nella sua bottega, da un prete forestiero;
Girolamo Zennaro, operante all'insegna dell'Aquila a San Moisé, pure interrogato, a differenza dei membri della sua famiglia, non è editore;
11, viene emanata la sentenza: tenuto in carcere per tre giorni, Osvaldo (o Ubaldo) Venzoni viene rilasciato con un'ammonizione.

Novembre
17
, (e in precedenza il 20 e 25 ottorbre) Orazio Bozzuola, pure interrogato, è il custode del deposito dell'arte;

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Altri titoli proibiti oltremontani, quali.
- Harmoniae evangelicae di Andreas Osiander,
- Loci communes theologici di Erasmus Sarcerius,
- scritti giuridici di Charles Du Moulin,
- opere di Christoph Hegenforff,
- manuali di scienze occulte, onnipresenti,
sono in vendita in ogni negozio e vengono alla luce in occasione delle ispezioni del Sant'Uffizio o in seguito a qualche denuncia.
L'Inquisizione infligge in genere ai librai:
- penitenze,
- qualche giorno di prigione,
- un anno di arresti domiciliari,
sempre e comunque la distruzione dei libri.

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Dicembre
L'atteggiamento nei confronti delle alte cariche ecclesiastiche non è unico a Venezia, né sempre agevole la distinzione tra Chiesa di Roma e Chiesa veneta.
Verso i primi del mese, avviene un dibattito al Senato cui prendono parte tre patrizi, tutti Savi grandi facenti parte della trentina di uomini che dominano la politica veneziana:
. Leonardo Donà (1536-1612), leader del gruppo dei "giovani";
. Gabriel Cornaro († 1589 ca), annoverato fra i "vecchi", i filopontifici;
. Alvise Zorzi († 1593), alernativamente sostenitore ed oppositore dei diritti della Sede Apostolica.
[Probabimente per "spirito di contraddizione" come vorrebbe un suo contemporaneo. Da non confondersi con l'omonimo  Alvise Zorzi († ?) fervente avversario di Roma durante l'interdetto del 1606-7.]
Poiché corre voce che Sisto V mediti di creare a Natale, nuovi cardinali ed i Pregadi hanno considerato l'opportunità di chiedere al pontefice di tener presenti alcuni veneziani, in questo dibattito al Senato Leonardo Donà si oppone con tutte le sue forze ad una mossa del genere, convinto, tradizionalmente, della totale estraneità della Repubblica e della Sede Apostolica, due stati temporali, in diritto, entrambi, di pretendere dai propri sudditi fedeltà esclusiva. Non è solo l'onore ad obbligare un prelato a sottomettersi alla volontà del papa: il vantaggio economico rappresentato dai benefici è già in grado di piegarlo.
Se il patriziato continuerà ad immischiarsi nelle cose di Roma, – continua Leonardo Donà – la Serenissima diventerà una dipendenza dello Stato papale. Venezia non può permettersi di perdere i suoi figli migliori, perciò, dato che nessuno può farsi servitore di due padroni, i patrizi sono tenuti a rinunciare alla carriera ecclesiastica per mettersi al servizio della Repubblica.
I papa Medici hanno segnato il tragico destino della Repubblica fiorentina, i cui primi cittadini si sono troppo strettamente legati a Roma. Così – conclude Leonardo Donà – dopo i cardinali veneziani verrà un papa veneziano e, da ultimo, la rovina della Repubblica.
[Secondo l'autore (Paul F. Grendler), l'ultimo argomento è decisamente antistorico: i tre papi veneziani del Quattrocento, Gregorio XII, Eugenio IV e Paolo II non hanno certo ucciso la libertà di Venezia e se Leone X e Clemente VII hanno abbattuto, con l'aiuto fondamentale delle truppe imperiali, la repubblica di Firenze, è anche vero che hanno ottenuto il cardinalato, trampolino di lancio verso il soglio pontifcio, in seguito all'ascesa politica dei Medici a Firenze.]
Gli altri due membri influenti del Senato, Gabriel Cornaro e
Alvise Zorzi, ribattono a questo punto che il patriziato può servire insieme la Sede Apostolica e lo Stato a tutto vantaggio di quest'ultimo e, stupiti dalla requisitoria di Leonardo Donà lo tacciano di volersi allontanare dalla tradizione. Alla fine lo apostrofano: «O clarissimo Donà, perché quest'odio contro i prelati?».
Al termine del dibattito la commissione all'ambasciatore a Roma di premere presso il pontefice per l'elezione di nuovi cardinali veneziani, viene approvata: 101 sì, 43 no e 33 astenuti.
14, prima ancora che l'ambasciatore a Roma perori la causa fino in fondo, il papa fa cardinali un fiorentino e un milanese.

Gli oratori, Leonardo Donà più brutalmente, Gabriel Cornaro e Alvise Zorzi con maggiore delicatezza, hanno toccato una questione vitale per molte famiglie patrizie: l'acquisizione dei benefici ecclesiastici, fattore importante, a sua volta, del mantenimento di una chiesa di fatto territoriale.
Il governo veneziano, insomma, tiene a bada il pontefice per poter conferire le principali sedi episcopali del Dominio ai vescovi di suo gradimento.
Formalmente il Senato ha il "diritto di presentazione" al solo patriarcato di Venezia e può proporre alla scelta del papa quattro candidati all'arcivescovato di Creta.
Con l'espediente della "rinuncia con regresso" da parte di un anziano titolare a favore di un più giovane parente che poi ottiene la conferma pontificia, alcune sedi episcopali finiscono tuttavia per diventare appannaggio di una famiglia.
In questo modo i Grimani hanno monopolizzato, nel corso del Cinquecento, il patriarcato di Aquileia.
Non c'è però tra il patriziato una distribuzione omogenea dei vescovi.
Alcuni gruppi familiari quali i Barbaro, i Grimani, i Cornaro, i Pisani hanno molti vescovi tra i loro membri, altri, i Da Ponte, i Donà, pochi o nessuno.
L'interesse del patriziato ad una sede varia a seconda della ricchezza della mensa vescovile.
Le famiglie più prestigiose aspirano agli opulenti vescovati di Terraferma – Aquileia, Padova, Verona, Vicenza, Bergamo e Brescia – che solo circostanze politiche eccezionali possono comunque impedire al patriziato di accedervi.
[La rendita della sede padovana è di 15.000 ducati, mentre le altre rendono somme aggirantesi tra i 5 e i 10.000 ducati.]
A sedi meno importanti e meno ricche, quali quelle della Dalmazia, possono aspirare anche i non nobili sudditi veneziani.
Tuttavia, non tutti i pontefici accettano di buon grado il controllo della Repubblica sulla chiesa veneta e alcuni si sono serviti e si servono dei mezzi a loro disposizione per contrastarlo.
Ma il patriziato veneziano continua, con poche eccezioni, a raccogliere i frutti delle più ricche mense vescovili del Dominio, assolvendo, di quando in quando, all'obbligo della residenza.
La complessità delle controversie veneto-pontifice, come si nota, è dunque accentuata da interessi individuali e familiari.
[Paul F. Grendler, L'Inquisizione Romana e l'Editoria a Venezia 1540-1605, Il Veltro Editrice, Roma 1983]


1588
ducato di Ferrara, Modena e Reggio
Alfonso II d'Este
Albero genealogico

(Ferrara 1533 - 1597)
figlio di Ercole II e di Renata di Francia;
1552-54, in contrasto col padre, fugge e combatte nelle Fiandre;
1557-58, combatte contro gli spagnoli in Italia;
1559-97, duca di Ferrara, Modena e Reggio;
nel 1560 ha allontanato da corte la madre, per le sue tendenze protestanti, che fa ritorno in Francia ritirandosi nel proprio feudo di Montargis;
nel 1567 è morta la prima moglie Lucrezia de' Medici;


 
1588
-


1588
Granducato di Toscana
Ferdinando I
Albero genealogico

(Firenze 1549 - 1609)
figlio minore di Cosimo I;
1587-1609, granduca di Toscana;
interrompendo una fortunata carriera ecclesiastica, iniziata a Roma come cardinale a soli quattordici anni;
continua l'indirizzo del padre, favorendo in particolare l'ascesa della città di Livorno sviluppandone gli impianti portuali;

1588
-


1588
ducato di Urbino
Francesco Maria II della Rovere
Albero genealogico
(n. 1548 - Casteldurante, oggi Urbania, Urbino 1631)
figlio di Guidobaldo II e di Vittoria Farnese ;
1565-68, compie un soggiorno presso la corte spagnola;
1570, sposa Lucrezia d'Este che non gli darà figli;
1571, combatte eroicamente a Lepanto;
1574-1631, duca di Urbino;
scaccia i ministri del padre e sopprime molte tasse;
geloso della sua autonomia, non vuole nel suo ducato né l'inquisizione, né i gesuiti e protegge gli ebrei;
si separa da Lucrezia d'Este;





 
1588
-



1588
REGNO di NAPOLI e di SICILIA
Filippo II [il re prudente]
Albero genealogico

(Valladolid 1527 - Escorial, Madrid 1598)
primogenito di Carlo V e di Isabella di Portogallo;
1539, muore la madre;
1540-98, duca di Milano;
1554-98, re di Napoli e di Sicilia (Filippo I);
dopo l'incoronazione ricevuta dal padre, ha lasciato la Spagna per sposare la regina d'Inghilterra Maria Tudor;
1556-98, re di Spagna;
1580-98, re di Portogallo;



– vedi sopra –


NAPOLI
Viceré
-
Nunzio apostolico
-

1588
-


SICILIA
Viceré
-
1588
-




Bonarelli, Prospero (Novellara [Novilara], Reggio Emilia 1588-Ancona 1659) tragediografo italiano, fondatore ad Ancona dell'Accademia dei Caliginosi;
[Fratello di Guidobaldo]
Medoro innamorato
Solimano (1619)
Lettere in vari generi a principi ed altri (1641).

Hobbes, Thomas (Malmesbury 1588- Hardwick, Derbyshire 1679), filosofo materialista inglese;
[Giustificazione teorica dell'assolutismo degli Stuart, che non viene fondato sul diritto divino, ma su di un contratto stipulato col sovrano dal singolo e dettato dalla paura, e soltanto dalla paura.]
Briefe of the Art of Rhetorique (1637)
[«Printed by Tho. Cotes, for Andrew Crook, and are to be sold at the black Bare in Pauls Church-yard».
Ciò dimostra il tipo di combinazione con cui, alla fine del Seicento, sono ancora uniti stampatore, editore e libraio
.]
De cive (1642)
[- 1654, viene messo al bando dalla Chiesa romana (ne sono già uscite quattro edizioni);
- 1683, l'università di Oxford ne ordina il rogo (ne sono già uscite sei edizioni.]

De corpore (1655)
De homine (1658)
Leviathan
(1661, il Leviatano, dove si rivela fautore della monarchia assoluta)
[Probabilmente stampato dagli Elzevir, anche se reca la soscrizione "Londra, per Andrew Crooke".]
? (1662)
[«Printed for Andrew Crook, and are to be sold at his shop, at the Sign of the Green-Dragon in St Paul's Church-yard, 1662».
La scomparsa del nome del tipografo è indice della crescente importanza dell'editore rispetto allo stampatore.
Tradotto in olandese nel 1667 e in latino nel 1668.]

Terze Obiezioni (critiche a R. Descartes)
Iliade e Odissea di Omero (traduzione in versi).

Mersenne, Marin (Oizé, Maine 1588-Parigi 1648) filosofo e religioso francese, studiò con R. Descartes al collegio di La Flèche, tradusse in francese alcune opere di G. Galilei e fu amico e corrispondente dei più noti scienziati del tempo: T. Hobbes, P. Gassendi, E. Torricelli, Ch. Huygens;
1611, entra nell'ordine dei "minimi";
Questions théologiques (1623, Questioni celeberrime sul Genesi)
[Ne pubblica due versioni, una con riferimenti al pensiero di G. Galilei e un'altra più innocua destinata alle autorità.]
L'empietà dei deisti (1624)
La verità delle scienze contro gli scettici o pirroniani (1625)
1634, attende all'elaborazione delle regole del nuovo metodo scientifico:
- abbandono del principio d'autorità,
- ricorso all'esperimento,
- matematizzazione della natura)
L'armonia universale (1636-37, in 2 voll., in cui concepisce la religione come organismo sopratutto istituzionale, garanzia di ordine civile).

Vivonne, Catherine de – marchesa di Rambouillet (Roma 1588-Parigi 1665) nobildonna francese;
[Figlia di Giulia Savelli e di Jean de Vivonne ambasciatore di Francia a Roma.]
1600, sposa Charles d'Angennes, marchese di Rambouillet; diviene famosa per aver fatto del suo palazzo parigino, l'Hôtel de Rambouillet, il centro di raccolta di poeti, letterati e della nobiltà colta della società parigina del tempo, che contrappone alla corte regale un'aristocrazia brillante e intellettuale, cultrice della purezza ed eleganza del linguaggio; tra i frequentatori: P. Corneille, J. Chapelain, J.-L. de Balzac, il cardinale de La Valette, il Gran Condé, V. Voiture, Mme de Sévigné, J.-B. Bossuet ecc.;
1645, l'Hôtel de Rambouillet comincia a declinare e la moda del "preziosismo" da esso lanciata viene aspramente criticata da Molière e da Boileau.
[vedi Tallemant des Réaux].

Saumaise, Claude o Salmasius o Salmasio (Semur, Borgogna 1588-Spa, Liegi 1653) filologo ed erudito francese
Commento a Solino
Scoprì, senza pubblicare, il manoscritto dell'Antologia Palatina (la più insigne raccolta di epigrammi greci) e fu il primo a studiare, senza pubblicarla, una raccolta di epigrammi latini tardi, contenuta in un codice che prese il nome di «Salmasiano».

Séguier, Pierre – conte di Gien e duca di Villemor (Parigi 1588-Saint-Germain-en-Laye 1672) politico francese, fondatore con Richelieu dell'Académie Française;
[Si costituì una biblioteca ricchissima di manoscritti contemporanei, latini e greci e di libri a stampa, patrimonio acquisito, dopo varie peripezie, dalla Biblioteca Nazionale di Parigi.]
1621, intendente nella Guyenne;
1624, presidente del parlamento di Parigi;
1633, guardasigilli, grazie a Richelieu;
1635, cancelliere di Francia fino alla sua morte;
1639, inviato con poteri straordinari in Normandia, reprime con durezza la rivolta dei va-nu-pieds e analoga fermezza dimostra nel dirigere e controllare la repressione di altri moti popolari svolta negli anni successivi dagli intendenti; con questi tiene una fitta corrispondenza che rappresenta una fonte preziosissima per la storia della Francia nel sec. XVII;
1650-51, durante la "fronda" è fedele a Mazarino e deve lasciare momentaneamente la Francia.

Winthrop, John (1588-1649) scrittore inglese; avvocato e giurista;
1630, leader dei puritani imbarcatisi per l'America, diventa poi governatore dela colonia del Massachusetts;
History of New England
[Voluminosi diari pubblicati solo nel 1825-26, costituiranno i cinque volumi delle Winthrop Papers (1929-47)].

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«segue da 1587»
1588,
Galles, il vescovo William Morgan esegue una magnifica traduzione della Bibbia in gallese.
«segue 1589»

Congregazione
dell'Indice dei libri proibiti

«segue da 1584»
1588, autonoma rispetto a quella dell'inquisizione, ma in realtà ad essa strettamente legata e quasi subordinata, è la prima di tutte le congregazioni, dopo la riorganizzazione della curia romana operata da Sisto V;
«segue 1590»

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