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Papa
Alessandro VII

(1655-67)

suo consigliere è il cardinale Corrado pure alla guida dell'Entità;

1656-64, è intransigente contro i "giansenisti" contro i quali promulga diverse costituzioni.

Gesuiti

«segue da 1655»
[generale: Francesco Piccolomini (?-?]
1656, febbraio, l'arcivescovo di Mlano mon. Alfonso Litta scrive a Carafa, nunzio a Venezia, che Giacomo Filippo Casolo è «huomo di santa vita…» aggiungendo che Alessandro VII (quando era cardinale), nonché il cardinale Francesco Barberini e il cardinale Pietro Ottoboni hanno cercato di chiamarlo a sé, ma il personaggio è troppo importante a Milano;
giugno, in seguito alla lettera del nunzio Carafa all'Inquisizione romana e alla Segreteria di Stato ci si preoccupa di Giacomo Filippo Casolo, fondatore degli oratori pelagini, le famigerate congregazioni.
[vedi Domicilia]
«segue 1657»

Port Royal

«segue da 1646»
1656, le "petites écoles" vengono soppresse ma la contemporanea minacciata dispersione di novizie e pensionanti del monastero non ha luogo per il "miracolo della santa spina" che coinvolge la nipote di B. Pascal, Marguerite Périer e soprattutto per il grande sviluppo assunto, dopo il 1651, dal giansenismo;
«segue 1661»

Giansenismo  

«segue da 1653»
1656, Alessandro VII, con la bolla Cum ad sacram Petri sedem, precisa che le cinque proposizioni si trovano nell'Augustinus e che vengono condannate nel senso dato loro dall'autore;
intanto la pubblicazione delle Lettere Provinciali di B. Pascal ridà spazio alle tesi antigesuitiche e alle correnti filogianseniste;
«segue a 1662»

 

 

 

ANNO 1656

Ferdinando Maria di Wittelsbach († 1679) Albero genealogico
figlio di Massimiliano I e di Maria Anna d'Austria († 1665);
1651-79, principe elettore di Baviera
;

Giovanni Giorgio II (Dresda 1613- Freiberg 1680) Albero genealogico
figlio di Giovanni Giorgio I e di Maddalena di Brandeburgo;
1656-80, principe elettore di Sassonia;

1654-60, prima guerra del Nord: alleato con Luigi XIV aderisce alla "lega del Reno";

Ernesto il Pio (Altenburg 1601-Gotha 1675) Albero genealogico
figlio di Giovanni duca di Sassonia-Weimar e di Dorotea d'Anhalt;
principe luterano
1640-75, duca di Sassonia-Gotha;

Federico Guglielmo il Grande Elettore (Berlino 1620-Potsdam 1688) Albero genealogico
figlio dell'elettore Giorgio Guglielmo e di Elisabetta Carlotta del Palatinato, fu educato nei Paesi Bassi presso Federico Enrico d'Orange;
1640-88, elettore di Brandeburgo;
1654-60, prima guerra del nord: interviene prima accanto della Svezia e poi della Polonia;
1660-88, duca indipendente di Prussia;

Repubblica delle Province Unite
[sette province settentrionali]

[Lo statolderato è stato eliminato nel 1650 e sarà ristabilito solo nel 1672.]
Gran pensionario: Jan de Witt (1652-68), borgomastro di Dordrecht (fino al 1666);
[Responsabile della politica estera.]
1656
-

Paesi Bassi
[dieci province meridionali]

Leopoldo Guglielmo d'Absburgo († 1662) Albero genealogico
figlio dell'imperatore Ferdinando II e di Maria Anna di Baviera († 1616);
arciduca d'Austria;
1621-62, governatore dei Paesi Bassi;

 

segue

Ferdinando III (Graz 1608-Vienna 1657) Albero genealogico
figlio primogenito di Ferdinando II e di Maria Anna di Baviera;
1625-46, re d'Ungheria;
1627-46, re di Boemia;
1637-57, duca di Stiria e di Tirolo;
1637-57, imperatore del Sacro Romano Impero;
1656, luglio, riapre il conflitto con la Francia, preparando una spedizione in Italia;

Leopoldo I (Vienna 1640-1705) Albero genealogico
figlio di Ferdinando III e di Maria Anna d'Absburgo-Spagna;
1655-1705, arciduca d'Austria;
1655-1705, re d'Ungheria;
1655-1705, re di Boemia;
1658-1705, imperatore del Sacro Romano Impero;

Giovanni II Casimiro Vasa o Casimiro V (Cracovia 1609-Nevers 1672) Albero genealogico
figlio di Sigismondo III e di Costanza d'Absburgo;
1648-68, re di Polonia;

segue

Federico III (Haderslev 1609-Copenaghen 1670) Albero genealogico
figlio di Cristiano IV e di Anna Caterina di Brandeburgo;
1648-70, re di Danimarca e di Norvegia;

Cristina (Stoccolma 1625-Roma 1689) Albero genealogico
figlia di Gustavo II Adolfo e di Maria di Brandeburgo;
1632-54, regina di Svezia;
dal 1656 si è stabilita a Roma non rinunciando alle sue ambizioni politiche;
1656-57, intrigo con il cardinale Mazarino per ottenere la corona di Napoli;

Carlo X Gustavo (Nyköping 1622-Göteborg 1660) Albero genealogico
figlio del conte palatino Giovanni Casimiro di Zweibrücken e di Caterina Vasa;
1654-60, re di Svezia;
1656, guerre del nord;

Alessio Michajlovic (Mosca 1629-1676) Albero genealogico
figlio di Michele Fëdorovic;
1645-76, zar di Russia;
1653-67, conflitto con la Polonia;

segue

Luigi XIV il "Re Sole" (Saint-Germain-en-Laye-1638-Versailles 1715) Albero genealogico
figlio di Luigi XIII e di Anna d'Austria;
1643-1715, re di Francia e di Navarra;
. primo ministro: cardinale Giulio Mazarino (1642-61)
[chiamato dai nemici: il "vile di Sicilia" da quando, appena nunzio a Parigi, ha smesso di servire il papa.]
. sovrintendente generale delle finanze: N. Fouquet (1653-61);
1653-61, la sua formazione politica è opera di Mazarino;


segue

dal 1649 non c'è più la monarchia in Inghilterra.

1656, Rivoluzione inglese [1640-60];



segue

Filippo IV (Valladolid 1605-Madrid 1665) Albero genealogico
figlio di Filippo III e di Margherita d'Austria;
1621-65, re di Spagna;
1656, in seguito agli scandali che hanno coinvolto i gesuiti a Siviglia e a Saragozza, il re ordina a don Juan José, destinato al governo della Fiandra, di non tollerare l'intromissione di gesuiti in questioni politiche.

segue

Carlo Contarini (?) Albero genealogico
1655-56,
doge di Venezia;
1656, guerra di Candia (1645-69);

18 marzo, il sig. Alvise da Molino, padre dell'abate Vincenzo, pagherebbe uno dei suoi figli per la causa dei gesuiti;
29 aprile, Alessandro VII emana il breve che stabilisce la soppressione di 75 conventini (poi ridotti a 59); contemporaneamente vengono abolite anche le due pingui congregazioni dei:
- Crociferi (con sede a Venezia, alle Fondamenta Nuove)
[Dei 25 monasteri un tempo posseduti ne restano solo quattro.];
- Canonici regolari di Santo Spirito, ospitati nell'isola omonima.
[Un unico monastero posseduto.]
Ai loro membri viene concessa la facoltà di passare ad altro ordine o di restare per sempre come chierici secolari sotto la giurisdizione e obbedienza di altri Ordini con una provvigione annua di 40 scudi romani ai primi e di 100 ducati veneziani ai secondi, a titolo di alimenti.]

Francesco Corner (?)
1656,
doge di Venezia;
1656, guerra di Candia (1645-69)
maggio, devoto alla Santa Sede, viene eletto doge;
20 maggio
, Andrea Dolfin viene letto patriarca di Aquileia;
26 giugno
, splendida impresa di Lorenzo Marcello sui Dardanelli.
La flotta veneziana sconfigge quella nemica e blocca le forze assedianti, ma non per molto; la guarnigione comandata da F. Morosini tiene duro per ventitré anni nella speranza di soccorsi che non arriveranno mai (tranne lo sbarco di un contingente francese nel 1668).
 
15 luglio, mons. Priuli, con i suoi amici e parenti, può giovare molto alla causa dei gesuiti;
luglio, verso la fine del mese, l'ambasciatore presso la Santa Sede Girolamo Giustinian, pur «inclinatissimo ai gesuiti» scrive che nel corso di un'udienza privata il papa gli ha accennato al suo desiderio di vedere tornare nei domini della Serenissima la Compagnia di Gesù, la cui opera è preziosa soprattutto nel settore educativo; al che egli risponde che non è questo il momento di distogliere con un così grave problema l'attenzione del Senato veneziano, tutta assorbita dalle vicende di un conflitto entrato forse nella sua fase risolutiva.
Poiché Alessandro VII non insiste, a Venezia se ne deduce che in fondo la questione non sta troppo a cuore alla Santa Sede.
Giovanni Pesaro, che vede così sfumare il premio promessogli, consistente nella sistemazione dei suoi protetti, mons. Civran e p. Columera, va su tutte le furie… ma pochi giorni dopo giunge la notizia che Girolamo Giustinian è morto di peste all'improvviso.
A questo punto il cardinale Marcantonio Bragadin, intepretando malamente il vuoto diplomatico verificatosi a Roma (a suo giudizio non adeguatamente colmato dal segretario Francesco Bianchi) prende su di sé l'impegno a proseguire la trattativa e, non richiesto, spedisce al Senato veneziano una lettera vibrante di patriottismo e di fede, che non ottiene risposta. Il nunzio Carlo Carafa allora scrive al segretario di Stato Rospigliosi affinché blocchi ogni iniziativa personale del cardinale Marcantonio Bragadin.
14 agosto, iniziano le aste. Il nunzio Carlo Carafa, che conduce l'operazione con la massima trasparenza, inizia per prima cosa a vendere i beni delle due congregazioni, le più ricche (solo da queste otterrà il 92% degli introiti dell'intera liquidazione, che frutterà alla Repubblica circa un milione di ducati). È assistito dal cavaliere e procuratore Andrea Contarini, da Alvise Foscarini e dal procuratore Andrea Pisani.
11 novembre, di ritorno a Venezia, Giovanni Pesaro pone la questione in termini perentori: di fronte all'atteggiamento del papa è giunto il momento di prendere una decisione chiara, accogleindo cioè il suo invito insieme alla sua benevolenza, oppure chiudendo definitivamente il discorso.
Non si tratta più questa volta di accettare del denaro da personaggi in precedenza banditi dallo Stato, ma di aderire al desiderio del pontefice concedendo una grazia: il lungo mercanteggiamento appartiene ormai al passato.


 

Bertucci Valier (?)
1656-58,
doge di Venezia;

Carlo Emanuele II (Torino 1634-75) Albero genealogico
figlio di Vittorio Amedeo I e di Maria Cristina di Borbone-Francia;
1638-75, principe di Piemonte
conte di Aosta, Maurienne, Nizza e Asti
marchese di Saluzzo
duca di Savoia
;
1638-75, re di Cipro e Gerusalemme (titolare);
ancora soggetto alla madre (Madama Reale) e lo sarà fino alla morte di lei nel 1663;

Carlo II (1629-1665) Albero genealogico
figlio di Carlo II e di Maria Gonzaga († 1660);
1631-54,
duca di Mayenne;
1637-59, duca di Nevers e di Rethel;
1637-65, duca di Mantova e del Monferrato;
[Dal 1649 è sposato con Isabella Klara d'Habsburg, figlia di Leopoldo del Tirolo.]

Francesco I d'Este (Modena 1610-Santhià 1658) Albero genealogico
figlio di Alfonso III e di Isabella di Savoia;
1629-58, duca di Modena e Reggio;

Ferdinando II de' Medici (Firenze 1610-70) Albero genealogico
figlio del granduca Cosimo II e della granduchessa Maria Maddalena d'Austria;
1621-70, granduca di Toscana;

 

segue

 

 

 

– Antuf'ev, Nikita (1656-1725) maestro ferraio russo, figlio di Demid il capostipite della famiglia Demidoff, andò presto a bottega presso un fabbro che gli insegnò i più gelosi segreti del mestiere, dove rimase sette anni; 
1695, si mette in proprio fondando una piccola fabbrica e divenendo un armaiolo celebrato in tutti i dintorni; storico e leggendario il suo incontro con Pietro il Grande a Tula;
1696, dona al sovrano sei pistole di rara perfezione tecnica, dal quale riceve una ricompensa di 100 rubli e il dono di numerosi acri di terra vicino a Tula; incoraggiato inoltre a costruire una grande fonderia per la produzione di ghisa, dotata di macchinari idraulici, egli fonda in questo modo le basi del suo futuro regno di miniere e ciminiere;
1697, le sue due manifatture, costituenti una sorta di ciclo continuo, riescono a produrre equipaggiamenti militari a costi inferiori del 50% a quello degli altri concorrenti;
1700-1721, l'inizio della lunga grande Guerra Nordica vede così instaurarsi un forte legame tra i due personaggi; da semplice armaiolo egli diventa imprenditore, ottenendo il permesso di cambiare il suo cognome da Antuf'ev in Demidoff;
1701, 2 gennaio, il sovrano emana un editto col quale gli dà la facoltà di aumentare il numero delle fabbriche, di abbattere alberi ed estrarre carbone, di sfruttare le miniere metallifere dell'intera regione di Shcheglovskij; lo ricompensa inoltre con altro terreno vicino a Tula; tutto questo in via del tutto eccezionale se si pensa che in Russia ai privati non è possibile l'accesso alle risorse economiche, tutte di proprietà dello zar;
lo zar proibisce però anche il taglio delle grandi querce, preziose per la costruzione della flotta, e questo mette in difficoltà la fabbrica, in crisi energetica; ma un blocco di materiale ferroso, di un'eccezionale qualità, proveniente dal fiume Nieva, in Siberia, nella regione degli Urali, gli permette di lavorare il prezioso materiale in esclusiva: inizia così l'avventura siberiana; 
1702, 4 marzo, un primo editto gli consente di comperare manodopera rurale [il lavoro servile, pressoché gratuito, durerà in Russia fino al 1762] da adoperare nelle fabbriche e nelle miniere [permesso concesso ai suoi concorrenti solo nel 1721]; 8 marzo, un altro editto gli assegna in concessione la fabbrica di stato Nevjanovskij, negli Urali, una pietra miliare di sperimentazione tecnologica, poi soprannominata Stonina, l'antica;
1704, richiama il figlio Akinfij, all'estero per impratichirsi nelle tecniche in voga nel settore minerario e metallurgico, per associarlo a sé nell'impresa degli Urali, che si rivelerà di proporzioni titaniche;
per tutto il Settecento la Russia è esportatrice incontrastata di verghe e lingotti di ferro; la produzione di ferro in Occidente infatti, pur aiutato dalle grandi esportazioni di carbone di legna da parte di Svezia e Russia, deve autolimitarsi [nell'Ottocento la produzione sarà ripresa grazie all'impiego del carbon fossile];
1720, riceve il titolo nobiliare, tramandabile ai suoi discendenti
1725, Nikita muore e muore anche Pietro il Grande; oltre al titolo di nobiltà, lascia ai tre figli una fabbrica a Tula, sei negli Urali, oltre a svariate miniere di rame e di ferro, grandi estensioni di terreno e un numero ragguardevole di servi-operai; la costruzione del settimo stabilimento, l'enorme fonderia di ferro e ghisa situata a Nizhnij-Tagil, negli Urali, che si rivelerà essere l'impresa maggiore, sarà terminata dopo la sua morte.
Cooperò alla costruzione di Pietroburgo; i nipoti Prokofis (1710-1786) e Nikita (1724-1789) diedero impulso alle scienze e alla tecnica inaugurando un'attività filantropica proseguita poi da Pavel Grigor'evic (1738-1821). 

Dubois, Guillaume (Brive, Limosino 1656-Versailles 1723) ecclesiastico e uomo politico francese; mantenne la Francia fedele all'alleanza con l'Inghilterra, l'Olanda e poi l'Austria (quadruplice alleanza del 1718)
1683, sottoprecettore del futuro reggente duca di Orléans, accumula vari benefici ecclesiastici
1714, morto Luigi XIV, diventa consigliere del reggente Filippo d'Orléans
1716, consigliere di stato
1717, membro del consiglio per gli affari esteri
1722, primo ministro
1720, presi finalmente gli ordini sacri, è nominato arcivescovo-duca di Cambrai
1721, cardinale e presidente dell'assemblea generale del clero di Francia.

– Halley, Edmund (Londra 1656-Greenwich 1742) astronomo inglese, amico di I. Newton;
Finanziò la stampa dei Principia Mathematica
Fu il primo ad eseguire osservazioni sistematiche del cielo australe, nell'isola di Sant'Elena. Scopritore della famosa cometa che porta il suo nome (ultime apparizioni: 1910-1986??). 

– Harrington, James (Upton 1656-Londra 1677) scrittore politico inglese
Oceana (1656) opera utopistica.

Le Comte, Louis (1656-1729) gesuita, fu inviato da Luigi XIV a compiere una missione scientifica in Cina; con l'intento di convertire più facilmente i cinesi adattò, insieme con gli altri gesuiti che lo accompagnarono, agli usi e ai riti locali la liturgia cattolica attirando su queste pratiche la condanna di tre pontefici, ultima, perentoria, quella di Benedetto XIV (con due bolle del 1742 e del 1744)
Nouveaux Mémoires sur l'état présent de la Chine (Parigi 1696, in 3 voll.)
Lettre à M. le duc du Maine sur les Cérémonies de la Chine (Liegi 1700).

Tindal, Matthew (Beer Ferrers, Devon 1656-Oxford 1733) filosofo inglese, deista di particolare importanza.
La libertà di stampa
(1698)
I diritti della chiesa cristiana
(1706)
Cristianesimo antico quanto la creazione, ossia il Vangelo come una riedizione della legge di natura
(1730, tradotto in tedesco nel 1741).

Tonson, Jacob (1656-1736) editore inglese, il primo a dare alla sua ditta una "linea" particolare;
ex libraio in Chancery Lane;
Paradise Lost di J. Milton (1688)
[Dopo aver acquistato il copyright dall'editore originale Peter Parker, vende le 1300 copie della prima edizione fra l'agosto 1667 e l'aprile 1669, ma attende poi fino al 1674 prima di pubblicarne una nuova edizione.
Diventa l'editore di J. Dryden, T. Otway, J. Addison, R. Steele, A. Pope, Rowe, e con le loro opere e la famosa Miscellany rappresenta per l'età della ragione inglese quello che un secolo più tardi sarà Cotta per il classicismo tedesco.]

Tournefort, Joseph Pitton de (Aix-en-Provence 1656-Parigi 1708) botanico e medico francese; abbandonata la carriera ecclesiastica, studiò botanica, medicina e chimica all'università di Montpellier;
1683, è chiamato al Jardin du Roi come supplente di G.-C. Fagon;
1691, entra all'Académie Royale des Sciences;
Institutiones rei herbariae (1700, Eléments de botanique)
1700-02, compie un viaggio nel Levante;
1706, è nominato professore di medicina al Collège Royal;
Relation d'un voyage du Levant (1717, postumo, in 2 voll, sul viaggio di cui sopra).

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Impero Ottomano

sultano Maometto IV
1656, sale al potere il Gran Visir (primo ministro) Mehemet Koprülü che, per l'avvio ad una politica di riordino finanziario e politico, propone un'espansione verso la Transilvania;

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1656,

«segue 1657»

 

 

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