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Papa
Innocenzo X

(1644-55)

sua consigliera, tramite il figlio Camillo Pamphili, è una donna: Olimpia Maidalchini (1594-1657) vedova di suo fratello;
gennaio, Camillo Pamphili rinuncia al cardinalato per sposare Olimpia Aldobrandini vedova di Paolo Borghese († 1646) ;

al suo posto, sempre per far da tramite con la vedova, egli nomina cardinali Francesco Maidalchini e Camillo Astalli che diventano così semplici marionette del duo Pamphili-Maidalchini; sempre consigliato da lei, egli nomina il cardinale Panciroli segretario di stato e responsabile dell'Entità;

Guerra di Castro

«segue da 1646»
1647,
«segue 1648»

Francescani

«segue da 1634»
1647,
il Ministro Generale Giovanni da Napoli emana tre circolari per promuovere le Missioni estere in obbedienza ai desideri della Sacra Congregatio di Propaganda Fide e allo spirito francescano:
- I, si rivolge ai Ministri provinciali raccomandando un reclutamento selettivo, oculato, tra i migliori religiosi di ogni provincia;
- II, si rivolge a tutto l'Ordine, invitando i frati all'apostolato nelle regioni asiatiche, specialmente tra i Saraceni e i Tartari;
- III, sollecita caldamente le Missioni della custodia di Terra Santa.
«segue 1649»

 

Gesuiti

«segue da 1646»
1647,
[vedi Domicilia]
«segue 1648»

 

 


ANNO 1647

Massimiliano I di Wittelsbach (Monaco di Baviera 1573-Ingolstadt 1651) Albero genealogico
figlio di Guglielmo V e di Renata di Lorena;
1597-1623, duca di Baviera;
1623-51, primo principe elettore di Baviera e depositario dell'Alto Palatinato;

Giovanni Giorgio II (Dresda 1613- Freiberg 1680) Albero genealogico
figlio di Giovanni Giorgio I e di Maddalena di Brandeburgo;
1656-80, principe elettore di Sassonia;

Ernesto il Pio (Altenburg 1601-Gotha 1675) Albero genealogico
figlio di Giovanni duca di Sassonia-Weimar e di Dorotea d'Anhalt;
principe luterano
1640-75, duca di Sassonia-Gotha;

Federico Guglielmo il Grande Elettore (Berlino 1620-Potsdam 1688) Albero genealogico
figlio dell'elettore Giorgio Guglielmo e di Elisabetta Carlotta del Palatinato, fu educato nei Paesi Bassi presso Federico Enrico d'Orange;
1640-88, elettore di Brandeburgo;
1660-88, duca indipendente di Prussia;

Repubblica delle Province Unite
[sette province settentrionali]

Federico Enrico († 1647) Albero genealogico
figlio di Guglielmo I il Taciturno e di Luisa di Coligny;
conte di Nassau
principe di Orange

1625-47,
statolder di Olanda, Zelanda e Utrecht;
[presidente del Consiglio di Stato.]

Guglielmo II († 1650) Albero genealogico
figlio di Federico Enrico e di Amalia di Solms-Braunsfeld;
conte di Nassau
principe di Orange

1647-50,
statolder di Olanda, Zelanda e Utrecht;
[presidente del Consiglio di Stato.]

Paesi Bassi
[dieci province meridionali]

Leopoldo Guglielmo d'Absburgo († 1662) Albero genealogico
figlio dell'imperatore Ferdinando II e di Maria Anna di Baviera († 1616);
arciduca d'Austria;
1621-62, governatore dei Paesi Bassi;

 

segue

Ferdinando III (Graz 1608-Vienna 1657) Albero genealogico
figlio primogenito di Ferdinando II e di Maria Anna di Baviera;
1625-46, re d'Ungheria;
1627-46, re di Boemia;
1637-57, duca di Stiria e di Tirolo;
1637-57, imperatore del Sacro Romano Impero;

Ferdinando IV († 1654) Albero genealogico
figlio primogenito di Ferdinando III e di Maria Anna d'Absburgo-Spagna († 1646)
1646-54, re d'Ungheria;
1646-54, re di Boemia;

Ladislao IV Vasa (Cracovia 1595-1648) Albero genealogico
figlio di Sigismondo III e di Anna d'Austria;
1632-48, re di Polonia;

segue

Alessio Michajlovic (Mosca 1629-1676) Albero genealogico
figlio di Michele Fëdorovic;
1645-76, zar di Russia;

Cristiano IV (Frederiksborg 1577-Copenaghen 1648) Albero genealogico
figlio di Federico II e di Sofia di Mecklenburg;
1588-1648, re di Danimarca e di Norvegia;
1618-48, guerra dei trent'anni;

Cristina (Stoccolma 1625-Roma 1689) Albero genealogico
figlia di Gustavo II Adolfo e di Maria di Brandeburgo;
1632-54, regina di Svezia;
dal 1644 direttamente al potere;

1635-48, guerra dei trent'anni: periodo franco-svedese;

segue

Luigi XIV il "Re Sole" (Saint-Germain-en-Laye-1638-Versailles 1715) Albero genealogico
figlio di Luigi XIII e di Anna d'Austria;
1643-1715, re di Francia e di Navarra;
a 5 anni sotto la reggenza della madre;
primo ministro: cardinale Giulio Mazarino (1642-61)
[chiamato dai nemici: il "vile di Sicilia" da quando, appena nunzio a Parigi, ha smesso di servire il papa.]
1647,


segue

Carlo I (Dunfermline 1600-Londra 1649) Albero genealogico
figlio di Giacomo I e di Anna di Danimarca;
1625-49, re d'Inghilterra e Scozia;
1647, Rivoluzione inglese [1640-60];
ottobre
, a Putney, nei sobborghi di Londra, si riunisce il consiglio generale dell'esercito per discutere le richieste dei soldati;
i levellers riassumono il loro programma in un documento steso collettivamente, An Agreement of the People for a firm Peace (Accordo del popolo per una pace stabile); in pratica un nuovo contratto sociale in cui tra l'altro sono previsti:
- elezioni biennali,
- tolleranza religiosa,
- uguaglianza di tutti i cittadini dinanzi alla legge,
- libertà dall'arruolamento forzato;
il contrasto principale verte sulla questione del suffragio:
- i levellers chiedono il diritto di voto per tutti i maschi, eccettuati i servitori e i mendicanti;
- gli indipendenti intendono limitarlo ai proprietari terrieri e ai membri delle corporazioni;
novembre, la fuga del re dalla sua prigionia nell'isola di Wight riporta l'unità nell'esercito sotto T. Fairfax e O. Cromwell
sia un'invasione scozzese, sia le rivolte dei realisti nel Galles del sud e nel Kent vengono represse (seconda guerra civile); persino i generali si rendono adesso conto che è impossibile qualsiasi compromesso con Carlo I;



segue

Filippo IV (Valladolid 1605-Madrid 1665) Albero genealogico
figlio di Filippo III e di Margherita d'Austria;
1621-65, re di Spagna;
1647-48, rivolte a Napoli e in Sicilia scuotono il prestigio della Spagna;

segue

Francesco da Molin (?)
1646-55,
doge di Venezia;
1647, guerra di Candia (1645-69)

Carlo Emanuele II (Torino 1634-75) Albero genealogico
figlio di Vittorio Amedeo I e di Maria Cristina di Borbone-Francia;
1638-75, principe di Piemonte
conte di Aosta, Maurienne, Nizza e Asti
marchese di Saluzzo
duca di Savoia
;
1638-75, re di Cipro e Gerusalemme (titolare);
sotto la reggenza della madre (Madama Reale) fino al 1648 e poi ancora a lei soggetto fino alla sua morte nel 1663;

Carlo II (1629-1665) Albero genealogico
figlio di Carlo II e di Maria Gonzaga († 1660);
1631-54,
duca di Mayenne;
1637-59, duca di Nevers e di Rethel;
1637-65, duca di Mantova e del Monferrato;

Francesco I d'Este (Modena 1610-Santhià 1658) Albero genealogico
figlio di Alfonso III e di Isabella di Savoia;
1629-58, duca di Modena e Reggio;

Ferdinando II de' Medici (Firenze 1610-70) Albero genealogico
figlio del granduca Cosimo II e della granduchessa Maria Maddalena d'Austria;
1621-70, granduca di Toscana;

 

SICILIA: si sta affacciando alla vita politica la piccola borghesia artigianale e quella professionale. Questi ceti possono considerarsi gli interpreti dei bisogni popolari e da loro nascono i nebulosi teorici di una diversa giustizia sociale e gli agitatori. Essi si distaccano dalla nobiltà, che hanno fedelmente servito per lunghi secoli, per opporsi ad essa a favore del popolo, chiedendo di partecipare al governo.
Essi rappresentanto, nel violento contrasto fra la fame dei poveri e la superba opulenza dei padroni, la classe mediatrice che si avvale dell'occasione per far senitre il proprio peso e inserirsi nella vita pubblica.
La rivolta capeggiata da Francesco Vairo trae origine da questa evoluzione politica e da confuse idee intorno alla instaurazione in Sicilia di una repubblica democratica, a capo della quale ci dovrebbe essere Francesco Baronio, prigioniero del Tribunale dell'Inquisizione.
La nuova classe politica, attratta dalle notizie provenienti da Napoli dove l'agitatore Giulio Genoino ha preparato e diretto la rivolta scoppiata contro gli spagnoli [con la scusa delle nuove gabelle applicate ai generi di prima necessità, ma, in realtà, che mirava ad ottenere una partecipazione borghese all'amministrazione della città].
Il Genoino si era servito di un uomo di paglia, il pescatore Tommaso Aniello, detto Masaniello, ch'ebbe per l'agitazione degli animi un immediato successo. Spettatore degli avvenimenti era stato un battiloro da Polizzi, Giuseppe d'Alessi, evaso dalle carceri di Palermo e ardente sostenitorie della causa poplare.
Rientrato di nascosto a Palermo si mette in rapporto con i colleghi artigiani e con alcuni Consoli delle Corporazioni cui racconta gli avveniment napoletani e la vittoira del popolo sulle milizie spagnole. In una riunione segreta viene decisa la rivoluzione e estratti a sorte i nomi dei capi; uno dei designati è il d'Alessi che ne assume la direzione.
Palermo, Ferragosto: scoppia la rivolta. Il Vicerè, marchese Los Velez, si rifugia su una nave ancorata nel porto mentre la città rimane in potere del popolo guidato dal d'Alessi, eletto Capitano generale. Al suo fianco:
Giuseppe la Montagna, Pietro Milano, Antonino Lo Giudice, il "Tullio siciliano", il sacerdote Gabriele Platinella che danno un senso e una direzione al convulso moto plebeo e artigianale.
Governo e nobili, fatta causa comune, circondano il d'Alessi di esagerati onori; egli è nominato sindaco perpetuo di Palermo, protetto da una fastosa scorta di nobili armati, mentre i forati del Sant'Uffizio diffondono tra i popolani la falsa voce di prossimi atti di tirannia del loro capo montato in superbia. Dopo soltanto sette giorni dal trionfo del tumulto il popolo, sobillato dagli inquisitori, assalta la casa del d'Alessi lo fa prigioniero e lo lascia decapitare dinanzi al sagrato della Chiesa della Volta. Con la sua fine, finisce anche la rivoluzione.
Seguono feroci repressioni dei suoi sostenitori e la distruzione di quel quartiere della Conceria ch'era stato il centro del sommovimento.
Il moto paelermitano si diffonde nei Valli della Sicilia con orribili stragi di nobili a Girgenti, a S. Angelo, a Cammarata, a Caccamo, a Catania e altrove. Presi dal panico di fronte a tato sconvolgimento, gli stessi che desideravano una riforma dello stato politico, si affiancano alla nobiltà con ferventi dichiarazioni di fedeltà al regime assolutistico. Vengono pertanto armate dai nobili, dalle maestranze, da procuratori, avvocati, dottori, ecc. delle compagnie per riportare l'ordine nelle campoagne e frenare i tumulti in città.
Ciò nonostante non poche sono le congiure tramate tra il 1647 e il 1649.

 

segue

 

 

 

– Bayle, Pierre (Carlat, Foix, 1647-Rotterdam 1706) filosofo e scrittore francese;
figlio di un pastore calvinista, compì gli studi a Tolosa, nel collegio dei gesuiti, dei quali per molti anni subì l'influenza;
1669, si converte al cattolicesimo, ma prima di due anni torna al protestantesimo e abbandona la Francia per sottrarsi alle conseguenze della sua decisione;
1675, professore di filosofia e storia all'accademia protestante di Sedan;
1681, deve abbandonare la cattedra per rifugiarsi in Olanda;
Pensées diverses écrites à un docteur de Sorbonne à l'occasion de la Comete qui parut au mois de Decembre 1680 (1682, anonimo)
1684-87, dirige «Nouvelles de la république des lettres», periodico letterario e scientifico con la caratteristica di essere insieme commento all'attualità politica internazionale e rassegna letteraria;
Saggio contro la Storia del protestantesimo di Louis Maimbourg (1682, anonimo)
Che cos'è la Francia tutta cattolica (1686, anonimo)
Avviso ai rifugiati sul loro prossimo ritorno in Francia (1690, anonimo, attaccato da Jurieu)
Dictionnaire historique et critique (Rotterdam, L. Reinier, 1695-97, in 4 voll.; l'unica opera pubblicata a suo nome).
[Feltrinelli, Milano 1957, Pensieri sulla cometa e Dizionario storico critico a cura di Gian Piero Brega]

– Brousson, Claude (Nîmes 1647-Montpellier 1698) pastore calvinista francese, a capo della resistenza ugonotta alla politica religiosa di Luigi XIV
1683, riunisce nella sua casa i membri dell'opposizione nelle "assemblee del deserto";
1684, costretto dalle persecuzioni a rifugiarsi in Svizzera viene condannato a morte in contumacia
1685, dopo la revoca dell'editto di Nantes, tenta di organizzare l'insurrezione armata delle Cevenne, ma due tentativi successivi del 1691 e del 1695 falliscono
1695, arrestato a Oléron, muore in seguito sotto tortura.

Papin, Denis (Blois, Loir-et-Cher 1647-Londra 1714) scienziato francese, dopo aver studiato medicina all'università di Angers, visse a Parigi dove lavorò con Christiaan Huygens;
1675, su incarico di questi (e per evitare persecuzioni religiose: è infatti protestante) si reca a Londra dove inizia una fruttuosa collaborazione con R. Boyle anche lui interessato allo studio dei gas e delle macchine pneumatiche per il vuoto;
1680, diventa socio della Royal Society nelle cui «Transactions» pubblica vari articoli; primo risultato: pentola a pressione (descritta in inglese e nel 1683 in francese);
1690, dopo il trasferimento a Marburgo, su invito di Carlo Augusto langravio di Cassel, descrive negli «Acta Eruditorum» di Lipsia la prima macchina a vapore a pistone, con caldaia, cilindro e condensatore riuniti in un unico recipiente; i tentativi di applicare questa macchina al movimento-sollevamento dell'acqua e alla propulsione navale falliscono anche per le ostilità dell'ambiente accademico, cui non sono estranee motivazioni religiose; il suo prototipo viene distrutto dai battellieri prima che abbia la possibilità di dimostrarsi superiore alle imbarcazioni normali; [nel 1698 l'ingegnere militare Th. Savery ottiene il brevetto per una pompa idraulica; vedi Th. Newcomen];
1708, ritorna in Inghilterra dove vive gli ultimi anni della sua vita, dimenticato.

– Wilmot, John - conte di Rochester (1647-1680) il « Petronio » dell'Inghilterra di Carlo II
Memoires du Comte de Grammont
Sodom (Anversa 1684,  A play by the E. of R. (Earl of Rochester), Mentula cum Vulva saepissime jungitur una Dulcius est Melle, Vulvam tractare Puellae, con riferimento alla pederastia che dominava la corte di Carlo II)
conosciuto pure come Sodom or the quintessence of debauchery (by E. of R. written for the Royal Compan of Whoremasters).

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1647, in Francia 43 città hanno regolari collegamenti con Parigi, quotidiani e settimanali.

Guerra dei Trent'anni
[1618-1648]
1635-48
guerra franco-svedese

1647
7 luglio, l'impegno finanziario che la Spagna sta affrontando è superiore alle sue forze e provoca violente reazioni a Napoli dove una semplice dimostrazione di protesta, capitanata da Masaniello (1620-47) contro nobili e speculatori, per una gabella da poco imposta sulla frutta, sfocia in una rivolta generalizzata;
la sommossa induce alla fuga il viceré duca d'Arcos e provoca sommari giudizi popolari contro appaltatori e incettatori, ponendo di fatto la città sotto il controllo della plebe napoletana e di Masaniello cui si unisce, nella prima fase, lo stesso popolo "civile" guidato da G. Genoino;
sono elaborate nuove tabelle dei prezzi e varata una riforma amministrativa e militare con la costituzione di compagnie di popolani per "ottine";
- la mediazione dell'arcivescovo di Napoli, cardinale Filomarino
- la risoluzione del viceré nel cercare un accordo, e 
- la stessa tendenza dei "civili" a consolidare i risultati della ribellione senza porre in discussione il dominio spagnolo, spianano la via ad una serie di "capitoli" accettati dal viceré che accolgono le tradizionali richieste "popolari" sul governo cittadino e sanciscono l'abolizione delle gabelle, di fatto cadute nei giorni delle sommosse (13 luglio);
Masaniello, sfuggito a un attentato da parte dei sicari di uno dei più potenti feudatari del regno, il duca di Maddaloni, e nominato "capitano generale del fedelissimo popolo di Napoli", tiene viva tuttavia l'agitazione della plebe in attesa dell'approvazione dei capitoli da parte di Madrid, divenendo così un ostacolo obiettivo 
- sia alla politica del duca d'Arcos , di Genoino e del ceto "civile", 
- sia al al desiderio di pacificazione di artigiani e piccoli commercianti, preoccupati per le loro attività; 
16 luglio, abbandonato dai suoi fautori, resosi colpevole di stravaganze ed eccessi, viene assassinato nella Chiesa del Carmine, dove si e rifugiato, da sicari del duca d'Arcos.
Svizzera, la Defensionale di Will stabilisce la creazione di un esercito comune di 36.000 uomini destinato a impedire che i confini della Confederazione elvetica siano violati;
«segue»

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