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I Patiti del Giallo
Scrittori italiani
Pseudonimo di Abraham Stoker (1847-1912),
scrittore irlandese, di Dublino.
* Pietra miliare del giallo secondo Howard Haycraft ed Ellery Queen.
[Comunque non è il primo vampiro della letteratura britannica; già nel XII secolo William di Newbury riportava parecchi racconti sulla sua triste figura; inoltre nel 1819, sul «New Monthly Magazine» esce Il vampiro, firmato da John William Polidori, che ne attribuisce la paternità a Byron il quale però la rifiuta sdegnato].
Personaggio: Dracula; fu pubblicato dall'editore londinese Constant nel marzo 1897.
Chi è Dracula? O, se è lecito, chi è stato?
[…] Quale Dracula è più vero? Quello imprigionato nelle pagine dell'omonimo romanzo oppure il suo lontano referente storico, il voivoda o principe valacco Vlad Tepes detto anche (pare, già ai suoi tempi) "Dracula"?
Il fatto che "Dracula" e "Tepes" siano entrambi soprannomi, da un lato complica la questione, dall'altro la illumina meglio. Del resto, in simili personaggi qual è il confine tra il nome e il soprannome? I nomi cosiddetti autentici, quelli che si ereditano quando si nasce nell'ambito di una famiglia o di un clan, sono sempre, in origine, nomi attribuiti da qualcuno a qualcun altro a causa di una certa impresa compiuta o di un modo di essere. Nomi per eccellenza, come "Buddha" o "Cristo", nomi che ci rendono tesi e adoranti poiché sembrano esprimere l'unicità essenziale e personale del loro sublime portatore, sono in origine attributi o apposizioni: "L'Illuminato", "L' Unto dal Signore". Non paia troppo irriverente, questo accostamento tra il Verbo divino redentore della tradizione cristiana e il tenebroso mostro danubiano. Qualcuno, anzi, ha individuato in Dracula l'esatta antitesi di Cristo, in quanto minuzioso rovesciamento di tutti i caratteri che definiscono l'essere e l'operare di Gesù di Nazareth, sicché il Dracula di Stoker (o il Vlad Tepes dei documenti storici) sarebbe il più demoniaco dei demoni, il più compiutamente diabolico dei diavoli, più satanico dello stesso Lucifero. Tale è, per esempio, l'opinione di Domenico Cammarota (I vampiri, Fanucci, Roma 1984).
Chi è nato prima, il Dracula di Stoker o il malfamato e misterioso Vlad Tepes? […]
Fra le prospettive ipotizzate in uno dei libri più intelligenti sull'argomento, quello di Marinella Lorinczi (Nel dedalo del drago: introduzione a Dracula, Bulzoni, Roma 1992), c'è anche questa: Bram Stoker (1847-1912) visse più di quattro secoli dopo Vlad Tepes (1431-1476 o 1477), ma il suo romanzo del 1897 è il vero punto di partenza nella storia di Dracula, poiché è dopo Dracula di Stoker che Vlad Tepes comincia a esistere "come Dracula".
Vlad Tepes, principe valacco, regnò sulla sua terra in fasi alterne e tormentate, e il suo regno si frantumò in tre periodi, 1448, 1456-1462, 1476, dei quali ha importanza storica soltanto quello centrale. Il voivoda Vlad, con coraggio indomabile e sovente feroce e sanguinario, difese la cristianità contro i turchi, dei quali fu il terrore. Un secolo fa, insigni studiosi come G. Nandris e I. Bogdan trassero alla luce molti documenti da cui risultano l'audacia e la crudeltà di Vlad in guerra e negli atti di governo. Con i turchi fu spietato: quelli catturati, li faceva per lo più impalare. Tanta efferatezza era stimolata dal grave pericolo che correva il mondo cristiano nell'area danubiana: Maometto II aveva conquistato Costantinopoli e distrutto quel che restava di Bisanzio nel 1453, e l'Islam dilagava in Europa con furia aggressiva. Poiché Vlad era divenuto voivoda di Valacchia con l'aiuto dei sassoni di Transilvania, e avendogli costoro, in seguito, opposto un contropretendente, il nostro li colpì con rappresaglie d'inaudito sadismo, abusando dell'orrendo supplizio dell'impalamento. Perciò gli fu dato il soprannome di Tepes, "quello con il palo", "l'impalatore".
Analoga crudeltà fu attribuita al padre di lui, Vlad [il Vecchio] soprannominato "Dracul" già quando il figlio era ancora bambino: questa onomastica complica ulteriormente il quadro.
Drac-ul (-ul è la forma enclitica o suffissoidale dell'articolo determinativo maschile) ci permette d'isolare il sostantivo dracu, la cui u finale si fonde con la u iniziale di -ul: dracu è "drago", e nelle Sacre Scritture della tradizione ebraico-cristiana il drago per eccellenza è il Diavolo. E Dracula fu un demonio sanguinario e dissanguante: quindi, un "vampiro". Non stupisce che sia stato Stoker, scrittore in lingua inglese ma celto-irlandese d'origine, a riprendere in mano la storia-leggenda di Vlad Tepes detto anche Dracula.

I fantasmi celto-britannici (con la loro appendice nordamericana, gli incubi di Poe e di Lovercraft) e i mostri carpatico-danubiani, da Dracula al Golem praghese immaginato da Gustav Meyrink, sono i due più rinomati serbatoi dell'orrore in Occidente. Stoker, equivocando sul citato dettaglio dell'alleanza di Vlad Tepes con i sassoni, trapiantò il nostro voivoda-vampiro (da principe trasformato in "conte") dalla Valacchia in Transilvania, con il risultato di dar vita alla diceria, diffusa già intorno al 1900, secondo cui la Transilvania sarebbe terra fertile di vampiri, di "non morti". "Non morto", o meglio "non soggetto a decomposizione", sarebbe nella parlata transilvana il significato di Nosferatu, il nome dato dal regista Friedrich Wilhelm Murnau al protagonista del suo omonimo film (1922).

Il vero fascino delle credenze popolari nasce in gran parte dalla loro palese infondatezza, e dall'atto con cui la fantasia creativa aggiunge "realtà" a "realtà" (qual è la realtà "reale"?).
Dal vescovo Niccolò Modrussiense allo storico bizantino Ducas al monaco Giovanni di Transilvania al cantastorie austriaco Michael Beheim, è tutto un fiorire di racconti tra cronaca e fantasia, tra i resoconti della crudeltà di Vlad Tepes detto Dracula (o Dragula, o Dragoulios, e altre varianti) e le leggende sulla presenza dei vampiri, prima nell'area danubiana, poi in tutta l'Europa.
Non mancano racconti in russo ebraico, già verso il 1480-90.
La tradizione non soltanto non si estinse nel secolo dei lumi, ma anzi si rafforzò. A parte gli editti contro i vampiri, è nota l'inchiesta ufficiale svolta dalle autorità in Moravia nel secolo XVIII e narrata da Gerhard Van Swieten. Un'aura particolarmente sinistra grava sui Balcani.
Nel 1732, ufficiali e medici militari austriaci, persone veritiere e di specchiata scrupolosità, dichiarano per iscritto di avere accertato in alcuni villaggi serbi casi di morte apparente dovuta all'aggressione di non-morti, vulgo detti vampiri. Fra i villaggi sono nominati Medvegia sul fiume Resava in Serbia e Gradisca (?) in Schiavonia.
Nel 1756, il francese A. Calmet riferì che nella zona rurale del Tokai, in Ungheria, un contadino, Antonio Polo (?), divenne un vampiro dopo essere rimasto schiacciato da un carro di fieno, e provocò la vampirizzazione di molti compaesani. L'orrore ebbe fine quando il governatore del luogo fece configgere un palo acuto nel cuore di Antonio.
L'ultrailluminista Leibniz, concorde con i funzionari musulmani della Sublime Porta, fu fermamente convinto che l'Impero Ottomano fosse devastato dal vampirismo, piaga sociale. All'altro capo d'Europa, funzionari borbonici ancora al principio dell'Ottocento testimoniavano in accurate relazioni vari casi di vampirismo in Sicilia: questa volta, sembra proprio che fossero casi reali, e che veri assassini depravati succhiassero davvero il sangue delle vittime.
L'esistenza dei vampiri potrebbe essere dimostrata da una prova ontologica analoga a quella usata da Anselmo d'Aosta per dimostrare l'esistenza di Dio. Immaginiamo un essere, per esempio un vampiro, che fra le sue qualità necessarie possegga quella, necessaria per definizione, di esistere. Di conseguenza, quell'essere esiste di necessità. Non è facile (pur se possibile) confutare con la logica questa argomentazione.
[da Quirino Principe 1.6.1997 «Il Sole24Ore»]
Filmografia:

(01) - Nosferatu, Eine Symphonie des Grauens (1922, muto, Nosferatu il vampiro, di Friedrich Wilhelm Murnau); altri:
- Dracula, 1931, Dracula, di Tod Browning, dalla pice del 1931 di Hamilton Dean e John Balderston 
- Dracula, 1958, Dracula il vampiro, di Terence Fisher; titolo USA Horror of Dracula
- El conte Dracula, 1970, Il conte Dracula, di Jess Franco
- Dracula, 1973, TV, Il demone nero, di Dan Curtis
- Nosferatu, Phantom der Nacht (1978, Nosferatu il principe della notte, di Werner Herzog)
- Dracula, 1979, Dracula, di John Badham
- 1985, Fracchia contro Dracula, di Neri Parenti
- Bram Stoker's Dracula, 1992, Dracula di Bram Stoker, di Francis Ford Coppola

(02) - Blood from the Mummy's Tomb (1971, Exorcismus - Cleo la dea dell'amore, di Seth Holt e Michael Carreras; rifatto nel 1980, The Awakening, Alla trentanovesima eclisse, di Mike Newell)

(03) - The Lair of the White Worm (1988, La tana del serpente bianco, di Ken Russel
Data Titolo
Italiano
Titolo Originale Libri
Gialli
Nuova Serie Gialli Mondadori Edizioni
varie
I Classici
del Giallo
Oscar
Mondadori
Collezione
1897*
(01)
Dracula Dracula - - - Club Ed.
Il Laccio nero
1962
- - CE/1962
19-
(02)
- Jewel of the Seven Stars - - - - - - -
19-
(03)
- The Lair of the White Worm - - - - - - -
Stoker Bram

Ultimo aggiornamento: 31 ottobre 2011
by Renato Frasson

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