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ATENE

260-255, Antioco II, re di Siria, e Antigono Gonata contro Tolomeo II (secondo guerra siriaca);
255, pace tra Tolomeo II e Antigono Gonata;
251, Arato di Sicione, liberata la sua città dal tiranno Nicocle, la fa entrare nella lega achea;

259-250 a.C.

Tra il 301 a.C. (data alla quale si interrompe la parte che ci rimarrà dell'opera di Diodoro Siculo) e il 221 a.C. (inizio delle storie di Polibio) non ci rimarrà alcun resoconto storico continuato.

[Lucio Russo, La rivoluzione dimenticata, Feltrinelli 1996.]

EGITTO
305-30 a.C.: Epoca tolemaica.
- Tolomeo II [Filadelfo] 285-246 a.C.
- Arsinoe II (coreggente) 285-246 a.C.

 

CINA

Periodo dei Regni combattenti
(529-222 a.C.)

Nan-wang
?-249 a.C., Ton Chou-klun [duca dei Chou orientali]
? successore di Wen Wang.

Nel conglomerato di piccoli stati si distinguono tre stelle di prima grandezza, i regni di:
- Ts'i;
- Ch'u (di derivazione militare);
- Ts'in (di derivazione aristocratica o feudale).
Seguono numerosi principati di minore importanza ma che svolgono tutavia un ruolo politico e militare non trascurabile: Wei, Chao, Han, Lu, Song, Yen, Ch'in.


256 a.C., Nan-wang, re dei Chou, viene sconfitto dal Ts'in;

255 a.C., nasce Shih figlio della regina del Ts'in e di un ministro di stirpe nobile, Lu.



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Aristofane di Bisanzio (Bisanzio 257 ca-180 a.C.) filologo greco, visse ad Alessandria, dove fu allievo di Callimaco e tenne poi una scuola di grammatica; in età avanzata succedette ad Eratostene nell'incarico di dirigere la Biblioteca; il suo lavoro principale fu l'edizione critica di Omero e fu autore, tra l'altro, della prima edizione completa di Euripide e Pindaro; è considerato dai moderni il più geniale filologo dell'antichità.

Ippocrate di Siracusa (Sec. III a.C.) generale cartaginese;
[Da non confondere con Ippocrate di Gela, tiranno, con Ippocrate di Chio, matematico greco, con Ippocrate di Coo, fondatore della medicina, e con Ippocrate di Atene, generale.]
215-212, viene mandato da Annibale presso Geronimo, re di Siracusa, per costringerlo ad allearsi con i Cartaginesi;
ucciso il re, l'alleanza fallisce, ma egli tenta ugualmente con parte dei siracusani di combattere Roma ma viene sconfitto;
muore in seguito, durante un'epidemia che distrugge l'esercito cartaginese.

Plauto, Tito Maccio (Sarsina, Forlì 250 ca-Roma 184 a.C.) commediografo latino; poco si sa della sua vita e tutto è affidato ad aneddoti leggendari;
21 commedie (secondo la distinzione di Marco Terenzio Varrone), rappresentate tutte tra il 212 e il 186 a.C.:
- Amphitruo (Anfitrione),
- Asinaria (La commedia degli asini)
- Aulularia (La commedia della pentola),
- Bacchides (Le Bacchidi),
- Captivi (I prigionieri),
- Casina (La fanciulla del caso),
- Cistellaria (La commedia della cassetta),
- Curculio (Il verme del grano),
- Epidicus (Epidico),
- Menaechmi (I Menecmi)
- Mercator (Il mercante),
- Miles gloriosus (Il soldato spaccone),
- Mostellaria (La commedia degli spiriti),
- Persa (Il persiano),
- Poenulus (Il giovane cartaginese),
- Pseudolus (Pseudolo, rappresentata di sicuro nel 191 a.C.),
- Rudens (Il canapo),
- Stichus (Stico, rappresentata di sicuro nel 200 a.C.),
- Trinummus (Le tre monete),
- Truculentus (Lo scorbutico)
- Vidularia (La commedia del baule; gravemente mutilata).
Questo gruppo di commedie sicuramente genuine, è stato distinto da altri due gruppi in cui comparivano, rispettivamente commedie certo autentiche (per lo stile) ma solitamente attribuite ad autori diversi, e commedie sicuramente spurie.
[Il suo teatro implica una morale: i personaggi che ci presenta conducono una vita "alla greca", e il poeta li condanna perché questo è contrario ai doveri di un buon cittadino, perché questo genere di vita trascina chi lo pratica a spese tali da intaccare il patrimonio.
Il suo ideale è quello di tutti i romani dei suoi tempi: farsi una posizione onorevole nella città, avere dei figli per assicurare un avvenire alla repubblica, accrescere la propria fortuna, rispettare i costumi, temere gli dèi.
La società è lo scopo dell'uomo.
Verso lo scorcio del sec. II a.C. la sua arte apparirà posposta a quella di Cecilio Stazio (secondo il canone di Volcacio Sedigito sui migliori poeti comici romani: il giudizio sarà ripreso anche da Cicerone); Orazio, poi, svaluterà recisamente la sua poesia.
La tarda antichità tramanderà un Querolus sive Aulularia, rifacimento della commedia omonima, ma il medioevo non mostrerà di aver conosciuto gran che il Sarsinate.
La vera rinascita si avrà con l'Umanesimo, quando N. Cusano diffonderà un manoscritto contenente 16 commedie plautine (la Chrysis di E.S. Piccolomini sarà uno dei primi testi in cui si coglierà l'influsso dell'autore latino).
In blocco con Terenzio, il nostro commediografo svolgerà poi un ruolo determinante nella nascita della commedia detta "regolare" del Cinquecento (la Cassaria di L. Ariosto, la Calandria del Bibbiena ecc.).
La Francia mostrerà i migliori frutti del teatro plautino nel Seicento con Jean de Rotrou, e ai primi del Settecento con J.-F. Regnard (più "terenziano" in genere il teatro di Molière).
Ma certo sarà l'Inghilterra il paese che assorbirà più largamente la lezione plautina: con Shakespeare (la Commedia degli errori ricalca Menecmi e Anfitrione, mentre l'atmosfera marina del Canapo pervade spesso la Tempesta ecc.), e con Ben Jonson (specie in Volpone). Maurizio Bettini.]


Varrone, Gaio Terenzio (sec. III a.C.) uomo politico romano;
fondatore della fortuna politica dei Varroni, dall'avversa tradizione aristocratica venne presentato di umile origine; in realtà suo padre, benché non senatore, fu probabilmente un ricco mercante, ed egli compì un regolare cursus honorum godendo della fiducia del senato;
218, pretore;
216, console, comanda l'ala sinistra dell'esercito romano alla battaglia di Canne e, dopo la morte del collega Lucio Emilio Paolo, riorganizza i superstiti cercando di resistere ad Annibale;
215-213, proconsole nel Piceno;
208-207, tiene l'Etruria contro l'avanzata di Asdrubale;
200 a.C. , ambasciatore in Africa.
Non si conosce la data della sua morte.

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ROMA

264-241, prima guerra punica;
259, sbarco romano in Corsica; l'isola viene strappata a Cartagine e ad Aleria Roma fonda una propria stazione marittima;
255, sconfitta di Attilio Regolo in Africa;

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