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ANNO 1891

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Leone XIII
(1878-1903)



Banting, Frederick Grant (Alliston, Ontario 1891-Acque di Terranova 1941) endocrinologo canadese, scopritore dell'insulina, premio Nobel per la medicina e la fisiologia nel 1923.

Bothe, Walter Wilhelm (Oranienburg, Postdam 1891-Heidelberg 1957) fisico tedesco, premio Nobel per la fisica nel 1954.

Chadwick, James (Manchester 1891-?) fisico inglese, laureatosi all'università di Manchester, trascorse un periodo in Germania con H. Geiger; tornato in Inghilterra, lavorò al Cavendish Laboratory con E. Rutherford;
1932, riprendendo e perfezionando i primi esperimenti di W.W Bothe e H. Becker in Germania e di Frédéric e I. Joliot-Curie in Francia, riesce a mettere in evidenza per la prima volta l'esistenza del neutrone; (n), particella priva di carica e dotata di una massa circa uguale a quella del protone;
1935, premio Nobel per la fisica; 
1940-45, durante la seconda guerra mondiale, comanda la missione inglese che collabora negli USA alla realizzazione della bomba atomica.

Fraenkel, Abraham (Monaco di Baviera 1891-Gerusalemme 1965) matematico tedesco, da cui la teoria di Zermelo-Fraenkel.

Günther, Hans Friedrich Karl (Friburgo in Brisgovia, 16 febbraio 1891 – Friburgo in Brisgovia, 25 settembre 1968) antropologo tedesco, esponente della teoria della razza e sostenitore dell'eugenetica.

Jeffreys, Harold (Fatfield, Durham 1891-1989) astronomo e geofisico inglese, contribuì alla nascita della geofisica in senso moderno.

Northrop, John Howard (Yonkers, New York 1891-Wickenberg, Arizona 1987) biochimico statunitense, 
dopo aver studiato botanica si laurea in biologia alla Columbia University entrando poi al Rockefeller Institute;
1930-35, riprendendo gli esperimenti di J.B. Sumner che nel 1926 ha annunciato la natura proteica degli enzimi, riesce a cristalizzare la pepsina e il suo precursore, oltre ad altri enzimi dello stesso gruppo, confermandone la natura proteica; il suo metodo viene poi applicato anche ai virus;
1946, premio Nobel per la chimica assieme a J.B. Sumner;
1949-59, professore di biochimica all'università della California a Berkeley;
1960-61, ancora al Rockefeller Institute sino alla pensione.

Róheim, Géza (Budapest 1891-New York 1953) antropologo e psicoanalista ungherese, nato in una ricca famiglia ebraica, dopo gli studi di antropologia a Lipsia e a Berlino, entrò in contatto con la psicoanalisi (legato a S. Ferenczi e a VIlma Kovács);
Draghi e uccisori di draghi (1911)
1928, intraprende una spedizione, finanziata da Marie Bonaparte in Somalia, Australia, Melanesia e tra gli indiani yuma dell'America settentrionale;
Psicoanalisi dei tipi culturali primitivi (1932, basata sulle ricerche in Oceania)
1938, di fronte all'avanzare del nazismo, si rifugia negli Stati Unitie dove rimane sino alla morte;
Gli eterni del sogno (1945, pure basata sulle ricerche in Oceania)
1947, fonda la rivista «La psicoanalisi e le scienze sociali»;
Psicoanalisi e antropologia (1950)
Le porte del sogno (1953).

Vavilov, Sergej IvaNovic (Mosca 1891-1951) fisico sovietico; dopo aver studiato alla facoltà di fisica e matematica dell'università di Mosca, durante la prima guerra mondiale si occupò di radiofisica e radiotecnica; 1918-30, dopo la rivoluzione, è direttore del reparto di ottica fisica dell'Istituto di biofisica del Commissariato popolare per la sanità 
1934-51, membro dell'Accademia delle Scienze dell'URSS (di cui è anche presidente), direttore dell'Istituto statale di ottica di Leningrado e direttore dell'Istituto di fisica P.N. Lebedev;
1946-50, deputato del soviet supremo e membro del presidium del Comitato sovietico per la difesa della pace.


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La rivoluzione industriale

1891, trasmissione a distanza dell'energia elettrica;

1891, 17 marzo, Siberia, un rescritto imperiale ordina la costruzione della Transiberiana; già agli inizi del XX secolo si possono  percorrere in dieci giorni i suoi 7426 km;
prima dell'apparizione della ferrovia, la sola via di penetrazione era la pista (trakt) unita da tratti di navigazione fluviale sull'Irtys, sull'Ob e più a E sull'Angara e sul lago Bajkal: i viaggi duravano mesi, a volte più di un anno; alla fine del sec. XIX la via più celere per recarsi da Pietroburgo a Vladivostok era quella marittima (Atlantico, canale di Suez-oceano Indiano-oceano Pacifico).

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