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Papa
Gregorio XI

(Avignone 1370-78)

ANNO 1372





1372
ducato d'Austria e di Stiria
Albrecht III [dalla Treccia/l’Astrologo]
Albero genealogico
(Wien 1348 - Laxenburg 1395)
figlio di Albrecht II [il Saggio] e della c.ssa Johanna von Pfirth;
1365-79, duca d’Austria e Stiria;
succeduto al fratello Rudolf IV [l'Ingegnoso], regge il ducato (fino al 1379) con l'altro Leopold III [il Valoroso];
nel 1366 sposa Elisabeth di Bohemia (o di Lussemburgo) († 1373);


1374-95, duca in Inner-Istria e Windische Mark;
1379-95, duca d’Austria;


Leopold III [il Valoroso]
Albero genealogico
(Wien 1351 - Sempach 1386)
figlio di Albrecht II [il Saggio] e della c.ssa Johanna von Pfirth;
1365-79, duca d’Austria e Stiria;
succeduto al fratello Rudolf IV [l'Ingegnoso], regge il ducato (fino al 1379) con l'altro Albrecht III [dalla Treccia];
nel 1365 sposa Viridis Visconti († 1414);



1379-86, duca di Stiria, Carinzia, Carniola e Istria,
conte del Tirolo ecc.;
1382-86, signore di Terst;


1372
-


1372
REGNO d'UNGHERIA e REGNO di POLONIA
Luigi I [il Grande]
Albero genealogico

(Višegrad 1326 - Trnava 1382)
figlio di Charles I Robert d'Angiò, re d'Ungheria, e di Elisabetta di Polonia (sorella di re Kazimierz III [il Grande])
1342-82, re d'Ungheria (Lajos I);
succeduto al padre, eredita uno stato solido e finanziariamente fiorente che gli fornisce le basi per un'ambiziosa politica estera;
nel 1343, seguendo i suggerimenti di frate Roberto, invia i propri ministri a Clemente VI per far valere i diritti di suo fratello Andrea sul regno di Napoli non in quanto marito di Giovanna ma come erede dell'avo Charles Martell; per sedare la controversia ed essendo Andrea e Giovanna ancora minorenni il papa pensa di inviare un legato a Napoli (Bolla del 18 novembre);
nel 1344 combatte al fianco dello zio Kazimierz III [il Grande] di Polonia contro lituani e tatari;
nel 1345 suo fratello Andrea, marito della regina Giovanna I di Napoli, viene assassinato;
nel 1347, a inizio dicembre, dopo aver minacciato di invadere il Regno di Napoli, il re arriva a Verona dove si assicura l'approvazione e l'appoggio di Mastino della Scala, signore della città;
nel 1348, invaso il Regno di Napoli e costretto alla fuga la regina, accetta cordialmente Carlo di Durazzo e gli altri reali che ad Aversa gli presentano il figlioletto di Giovanna; dopo aver chiesto al duca dove fosse la finestra da cui era stato gettato il corpo del fratello Andrea d'Ungheria e sentendosi rispondere che non lo sapeva, gli fa di brutto tagliare la testa, fa prendere molti nobili che ritiene colpevoli e li manda in Ungheria assieme al figlioletto [vi morirà poco dopo]; si avvia verso Napoli con le sue truppe che avanzano con davanti lo stendardo in cui è raffigurato il dipinto di Andrea strangolato; arrivato nel castello nuovo, senza udir nessuno, toglie a molti e dà ad altri onori e incarichi, ma li pone tutti sotto l'autorità del vescovo ungherese Varadino;
mentre sono già trascorsi quattro mesi dal suo ingresso a Napoli, scoppia a causa del sudiciume la peste tra le sue truppe; non riuscendo inoltre ad ottenere l'appoggio di papa Clemente VI, è costretto ad abbandonare l'impresa nel Regno di Napoli; nomina prima il barone tedesco Corrado Lupo suo vicario e Gilforte Lupo castellano di Napoli;
nel 1349, chiamato da Corrado Lupo in aiuto degli ungheresi a Napoli, giunge con nuove armate in Puglia, prende Trani e Aversa costringendo Giovanna alla fuga a Gaeta;
nel 1350 da Napoli si reca a Roma dove, rifiutato il titolo di re che gli è offerto, fa le sue devozioni nel Giubileo;
nel 1352, avvisato dal legato pontificio quanto fosse pericoloso continuare la guerra contro il volere del papa, firma un accordo in base al quale la regina ha di nuovo il regno e la pace;
[alcuni scrittori parlano di 300 mila fiorini versati al re ungherese dalla regina per le spese della guerra e da questi poi donati alla chiesa romana]
certo è che il pontefice invia il vescovo di Bracara a incoronare Giovanna e Luigi di Taranto re di Napoli;
nel 1358 combatte una guerra contro Venezia riuscendo, grazie all'aiuto di Genova e di Francesco da Carrara, ad impadronirsi della Dalmazia fino a Durazzo: si assicura così il controllo dell'Adriatico;
1370-82, re di Polonia;
succeduto alla morte di Kazimierz III [il Grande] in base ad un accordo precedentemente stipulato tra suo padre ed il sovrano polacco; invia a rappresentarlo la madre Elisabetta;








1372
-


1372
SACRO ROMANO IMPERO
Charles IV
Albero genealogico

(Praga 1316 - 1378)
figlio di Jan [il Cieco], re di Boemia, e di Eliska Premyslide, erede del regno di Boemia;
nel 1329 sposa Blanche de Valois († 1348);
1334-46, margravio di Moravia (Wenceslas Charles);
1346-53, duca di Lussemburgo (Wenceslas Charles);
1346-78, re di Boemia (Karel IV)
1346-76, re di Germania (Karl I)
nel 1348 muore la moglie Blanche de Valois;
fonda a Praga la prima Università dell'Europa nordoccidentale;
nel 1349 sposa Anna von Rheinpfalz († 1353);
nel 1353, rimasto vedovo, sposa Anna di Schweidnitz-Jauer († 1362);
nel 1354 (ottobre) scende in Italia (solo allo scopo di trarne ricche regalie e non perché invitato da Cola di Rienzo e da F. Petrarca a rinnovare l'impero romano) e si stabilisce a Mantova dove rimane fino alla fine dell'anno;
1355-78, imperatore del Sacro Romano Impero (Charles IV);
1355-78, re di Lombardia-Milano;
[incoronato a Milano]
nel 1356, riconoscendo una situazione di fatto ormai consolidata, promulga a Norimberga la costituzione detta "carolina" (la Bolla d'oro per antonomasia);
nel 1362 muore Anna di Schweidnitz-Jauer (terza moglie);
1365-78, re di Arelat-Arles;
nel 1365 vuole visitare Urbano V ad Avignone;
1368-69, scende in Italia, solo allo scopo di trarne ricche regalie;
nel 1368 (aprile) fa il suo ingresso in Italia con un grosso esercito, d'accordo con i nemici dei Visconti;

 







Wenceslas II
Albero genealogico
(Norimberga 1361 - Praga, Schloß Kunratitz, 1419)
figlio dell'imperatore Carlo IV e di Anna di Schweidnitz-Jauer;
nel 1363 viene associato dal padre al trono boemo;
nel 1370 sposa Johanna di Baviera († 1386);



1373-78, elettore di Brandeburgo;
1376-1400, re di Germania [Wenzel I];
1378-1419, re di Boemia [Václav IV];
1383-1419, duca di Lussemburgo;





1372
-

 

 

1372
IMPERO BIZANTINO
Giovanni V Paleologo
Albero genealogico

(n. 1331 - † 1391)
[Calojanni]
figlio di Andronico III e di Anna di Savoia;
1341-47, 1354-91, imperatore;
con l'aiuto di Genova e dopo aver costretto Giovanni VI Cantacuzeno ad abdicare;
nel 1361, minacciato dall'avanzata turca, si rivolge a Innocenzo VI per proporre l'unione delle due chiese;
nel 1362, sempre minacciato dall'avanzata turca, si rivolge ora anche a Urbano V per proporre l'unione delle due chiese, sperando di ottenere un aiuto militare;
nel 1365 la crociata bandita da Urbano V si dirige verso l'Egitto ed egli viene aiutato solo dal cugino Amedeo VI di Savoia [il Conte Verde];
1369-71, si reca a Roma per abiurare pubblicamente [reggente è il figlio Andronico IV Paleologo], ma la sua conversione rimane un atto meramente individuale, per il rifuto del papa di convocare il concilio richiesto dalla chiesa greca;
spostatosi a Venezia, conclude un trattato che impegna la città (dietro la cessione dell'isola di Tenedo) ad aiuti finanziari, che però non gli vengono concessi perché il figlio Andronico IV rifiuta di consegnare l'isola;
nel 1371, tornato a Costantinopoli, preferisce farsi vassallo del sultano Murad I che nel frattempo, con la vittoria sui macedoni a Cernomen, sulla Marica, ha sottomesso i territori dei Balcani;



1372
-

1372
IMPERO di TREBISONDA
[impero trapesuntino]
Alessio III
Albero genealogico

(? - ?)
figlio di ;
1349 (dal 22 dic) - (al 20 mar) 1390, gran comneno di Trebisonda - autokrátor dei romani;


Bailo veneziano
Marco Bassano
(1371-72)
Francesco Giustinian
(1372/73-74)
1372
Alessio III richiede che lo stendardo trapesutino sventoli sulla fattoria veneziana accanto a quello di San Marco.
Novembre
in risposta alle rapine di mercanti veneziani in Persia nel dicembre del 1371, i veneziani, non avendo ricevuto il risarcimento promesso, ricorrono al sequestro delle merci di mercanti di Tabriz a Trebisonda avendo deciso di compensare a questo modo il danno; cosa che i veneziani possono permettersi solo perché dispongono di una forza considerevole a Trebisonda.
Tuttavia il nuovo bailo Francesco Giustinian, non essendo riuscito ad ottenre dal Senato una disposizione di ripartire i beni confiscati tra i mercanti veneziani danneggiati, li restituisce ai mercanti di Tabriz. Il risarcimento dei danni si protrarrà per diversi anni (dal 1377 al 1396, tra Venezia e Trebisonda non ci sono rapporti commerciali regolari).
Per conservare l'abitudine dei regali annuali all'imperatore in occasione dell'arrivo delle galee viene introdotta una colletta fissa dei mercanti, fino a 20 sommi.


1372
Osmanli od Ottomani
Murad I
(? - ?)
figlio di Osman I (fondatore degli Osmanli od Ottomani) di una schiava greca;
1359-89, "capo" degli Ottomani;
indirizza risolutamente verso i Balcani l'espansione ottomana.
nel 1361 conquista Adrianopoli (Edirne dal 1365), poi tutta la Tracia, la Macedonia, Salonicco e la Bulgaria;
nel 1365 sposta la capitale da Bursa ad Adrianopoli [che ora diventa Edirne].
[- Amasya, vicino al Mar Nero (I capitale ottomana);
- Bursa ( II capitale ottomana);
- Edirne (III capitale ottomana e la prima sul suolo europeo).]






1372
Nell'esercito, a fianco dei due gruppi già creati (1334) dal padre,
- sipahi (cavalleria)
- piyade (fanteria), ha inserito i
- yeni-ceri (truppa nuova) "giannizzeri";

1372
REGNO di CIPRO e di GERUSALEMME
Pietro II di Lusignano
Albero genealogico

(1357 - 1382)
figlio di Pietro I e di Leonora di Aragona († 1416);
conte di Tripoli
1369-82, re di Cipro e d’Armenia;
1369-82, re di Gerusalemme (titolare);





1372
-


1372
IMPERO di SERBIA
Stefano X Uroš V Decanski
(? - ?)
figlio di Stefano IX Decanski;
1355-?, imperatore di Serbia;


 
-
1372
-

 


1372
RUSSIA
Demetrio IV [Donskoj = vincitore del Don]
Albero genealogico
(n. 1350 - †1389)
figlio del principe Demetrio III di Suzdal';
1359, alla morte del padre il principe Demetrio III di Suzdal' tenta di farsi concedere dai khan dell'Orda d'Oro il titolo di gran principe di Danimarca, Svezia e Norvegia - Russia; poiché l'Orda d'Oro è in piena guerra civile, entrambi i principi, quello di Suzdal' e quello di Mosca riescono ad ottenere l'ambito titolo;
1362-89, gran principe di Mosca e di Vladimir;
succeduto al padre sotto la tutela del metropolita Alessio;
solo nel 1363 gli viene confermato il titolo grazie all'azione di Alessio e la fedeltà dei moscoviti; inzia subito la sua politica tendente ad affermare la sua egemonia sugli altri principi russi;


 
-
1372


 


1372
REGNO di FRANCIA
Charles V [il Saggio]
Albero genealogico
(Vincennes 1338 - castello di Beauté-sur-Marne 1380)
figlio di Jean II [il Buono] e di Judith [Bonne] de Luxembourg
1349, è il primo degli eredi al trono di Francia a portare il titolo di "delfino";
1356-60, regge il trono finché il padre è prigioniero a Londra;
nel 1357 negozia la tregua di Bordeaux e cerca di mettere insieme l'esorbitante somma richiesta dagli inglesi per il riscatto paterno, tre milioni di scudi d'oro; a tale scopo è costretto a riunire gli stati generali che gli strappano una serie di concessioni [incorporate poi nella Grande ordinanza dello stesso anno], tali da limitare gravemente i poteri della monarchia;
nel 1358, febbraio-luglio, jacquerie (rivolta dei contadini);
nel 1359, posto fine con la forza alla jacquerie e al movimento di Etienne Marcel, cerca di concludere le trattative con Edward III d'Inghilterra;
- 1360: (maggio) trattato di Brétigny; (ottobre) pace di Calais;
nel 1364, non riuscendo a pagare il riscatto, re Jean II [il Buono] si dà nuovamente prigioniero agli inglesi ed egli torna così al governo come reggente;
1364-80, re di Francia;
[incoronato a maggio]
nel 1365 Jean IV duca di Bretagna fa atto di sottomissione alla corona francese;
suo fratello Philippe, duca di Borgogna, sposa Margherita, erede di Fiandra, Artois e Franca Contea;
la guerra castigliana gli serve per liberare la Francia dal flagello delle grandes compagnies di mercenari che, sempre guidate da B. du Guesclin e rimaste disoccupate dopo la pace di Calais, hanno tormentato per anni il suolo francese;
nel 1370 (novembre) Edward III d'Inghilterra denunzia gli accordi di Calais e si proclama re di Francia facendo così riprendere la "guerra dei cent'anni";
egli ora può contare sull'alleanza del re di Castiglia e del re di Scozia;







 
1372



1372
Fiandra
Louis II [de Mâle]
Albero genealogico
(Mâle, vicino Bruges 1330 - Lille 1383/1384)
figlio di Louis I [de Crécy] e di Marguerite di Francia;
1346-48, conte di Fiandra;
1346-84, conte di Nevers e conte di Rethel;
[confermato nel 1347 da Philippe de Valois]
nel 1347 sposa Margaret di Brabante († 1368)



1382-84, conte di Borgogna e conte d'Artois; signore di Salins;









 
-
1372
-


1372
ducato di Borgogna
Philippe II [l'Ardito]
Albero genealogico
(Pontoise, Parigi 1342 - Hal, Brabante 1404)
quartogenito di Jean II [il Buono] e di Judith [Bonne] de Luxembourg;
1356, combatte assieme al padre nella battaglia di Poitiers, meritiando il soprannome; ferito, segue il padre nella prigionia di Londra;
1360, al suo ritorno ottiene in appannaggio la Turenna;
1364-1404, duca di Borgogna;
ottenuto in appannaggio il ducato, diventa il capostipite della terza dinastia dei duchi di Borgogna che si estinguerà con Charles [il Temerario];
nel 1370 sposa la c.ssa Margueritte III di Fiandra († 1405);

 
-
1372



1372
SAVOIA
Amedeo VI [il Conte Verde]
Albero genealogico

(Chambéry 1334 - Castropignano, Campobasso 1383)
figlio di Aimone [il Pacifico] e di Iolanda del Monferrato;
1343-83, conte di Savoia, Aosta e Maurienne;
nel 1347, impossessatosi già di vari domini, genera la gelosia dei Visconti, dei marchesi del Monferrato e dei marchesi del Monferrato i quali impugnano le armi lasciandogli solo Chieri; segue la pace con i Visconti, con cui la casa Savoia stringe anche parentela, a danno dei marchesi di Saluzzo;
nel 1348, malgrado l'umanità che ha sempre inteso introdurre nelle leggi, in occasione della pestilenza il popolo fa scempio degli ebrei;
nel 1349 i Visconti si fanno mediatori della pace con i marchesi del Monferrato il che accresce le sue giurisdizioni nel Canavese; finisce qui infatti la discendenza dei Delfini di Vienna, sin dagli antichi tempi rivale della casa Savoia: erede è il primogenito del re di Francia;
nel 1350, terminata la tutela, assume il governo proseguendo nella politica filofrancese dei suoi tutori;
nel 1354 venuto alle armi con i francesi, vince la battaglia di Arbrette;
nel 1355 (maggio), con il trattato di Parigi, conclude la pace con i francesi; cedendo alla Francia quanto possiede nel Delfinato al di là del Rodano e del Guier, diventa padrone della provincia di Fossignì e della signoria di Gex [il peso di un omaggio alla Francia cesserà nel 1588];
sposa Bona di Borbone e, appoggiandosi anche all'impero, riesce a stabilire il dominio sabaudo sui feudi poco fedeli del Vallese, di Ginevra e di Sion, e acquisisce il Vaud; in Italia cerca di impadronirsi della marca di Torino, feudo del ramo collaterale dei Savoia-Acaia; da Karel IV riceve il privilegio delle appellazioni con gran vantaggio dei suoi popoli che sono in tal modo esonerati dall'obbligo di rivolgersi alla Camera imperiale;
nel 1356 cominciano i guai con i cugini principi di Acaia che dominano in Piemonte dipendenti dai conti di Savoia [vedi ingiustizia del 1285];
egli risolve il problema in maniera violenta, richiamando a sé il dominio del Piemonte, emanandovi nuove leggi, con qualche lagnanza da parte di Torino che si sente spogliata di alcuni diritti [poco tempo dopo il Piemonte sarà restituito ai cugini];
nel 1359 dichiara guerra al marchese Federico di Saluzzo che nega gli omaggi che già prestava ai principi di Acaia ora spogliati;
oltre Chieri, il Fossignì, Gex e il Canavese, ottiene in parte per eredità e in parte acquistata la baronia di Vaud;
anch'egli, come altri del suo tempo, fa uso di truppe mercenarie;
nel 1360 (aprile) mentre si trova nel castello di Rivoli, gli si presentano davanti i soldati Guido e Jacopo Provenza nonché Jacopo di Luserna, Jacopo Piossasco dei signori di None e Jacopo Provana di Piossasco, i quali a nome di tutti i gentiluomini e banderesi del Piemonte gli chiedono di rinnovare a favore della nobiltà piemontese i privilegi e le immunità ricevute a suo tempo dai principi di Acaia; egli acconsente concedendo loro determinate franchigie;
nel 1361 da Innocenzo VI riceve il patronato della celebre abbazia di San Michele della Chiusa, cosicché i monaci, privati di ogni giurisdizione, cessano di essere sovrani;
nel 1362, nel Canavese, le due potenti famiglie ghibelline dei conti di San Martino e dei conti di Valperga, avvilite da molte sciagure, si affidano a lui che riesce a liberare la zona dalle compagnie inglesi di ventura; non sono certo contenti i marchesi del Monferrato;
egli riceve da Charles IV l'investitura dei suoi stati ma rispetto ai domini originari della sua casa tale investitura deve intendersi di semplice protezione;
nel 1363 il marchese Federico di Saluzzo, che non gli ha reso omaggio, si dichiara vassallo di Bernabò Visconti;
nel 1364 la regina Giovanna gli cede la superiorità territoriale del contado di Ventimiglia; s'intromette nella successione in casa dei principi di Acaia di Filippo, figlio di Giacomo, favorendo le tresche della matrigna Margherita di Beaujeu;
nel 1365 l'imperatore Charles IV, diretto ad Avignone, passa per Chambéry dove lo elegge vicario imperiale in Italia, carica già avuta a suo tempo da due Tommasi e da Lodovico d'Acaia perpetuata per sé e i suoi discendenti con ampie giurisdizioni sopra molti principati ecclesiastici e sull'università di Ginevra;
nel 1366, raccolti molti denari per privilegio pontificio e con la vendita di preziose suppellettili, oltre le oblazioni dei peccatori che confidano nell'acquisto di beni spirituali promessi dal papa, alla guida di un drappello scelto di guerrieri si imbarca a Venezia per l'Oriente; presa Gallipoli per avere il passaggio dell'Ellesponto, giunge a Costantinopoli dove sente che l'imperatore bizantino recandosi ad abiurare come aveva promesso nelle mani di Ludovico re d'Ungheria, attraversando la Bulgaria era stato fatto prigioniero del re Stratimiro a Vidino; si impegna con la regina Elena di Cantacu zeno a liberarlo;
nel 1367 libera Giovanni V Paleologo, prigioniero a Vidino, che può così ritornare a Costantinopoli, ma di più non può fare: i musulmani hanno già sede a Adrianopoli [Edirne dal 1365] e si stanno espandendo, e i greci, oppressi dai turchi, odiano i latini e persistono nello scisma; tornato a Venezia, si reca a Viterbo in visita al papa Urbano V (ha appena trasferito la sede pontificia da Avignone a Roma) tornando poi nei suoi domini;
nel 1368 fa processare e uccidere Filippo d'Acaia assicurandosi la reggenza dello stato per il giovane Amedeo;
fonda la confraternita d'armi che poi diventerà l' "ordine del collare dell'Annunziata";
si reca quindi a Costantinopoli per combattere contro i turchi in difesa del cugino Giovanni V Paleologo e, occupate alcune fortezze in Bulgaria, inizia le trattative per il riavvicinamento delle chiese orientale e occidentale;
1372
il marchese Federico di Saluzzo, che non gli ha reso omaggio e che nel 1363 si era dichiarato vassallo di Bernabò Visconti, si dichiara ora vassallo del nuovo Delfino di Vienna [alla fine di questa storia la casa di Saluzzo avrà in ogni caso la peggio];
muore intanto Giovanni,marchese del Monferrato, che ha affidato i figli alla tutela di Ottone di Brunswick; poiché gli viene chiesto di entrare nella lega antiviscontea cui partecipa anche il papa Gregorio XI, non dice di no, anche se si tratta di andare contro ad un proprio parente;
intanto la concessione del vicariato imperiale, avuta nel 1365, si restringe perché in alcuni stati d'Italia non viene riconosciuta la sua autorità; egli allora si vendica e così, sia in Savoia che in Piemonte, le famiglie che ricevono le investiture dall'imperatore sono sempre di meno;
mormora e strepita anche il clero ma alla fine anch'esso viene ristretto in più angusti confini;
crede di essere padrone anche di Ginevra, ma si sbaglia: il vescovo vi è principe e intende esserlo ancora;








 
-
1372
-

 

 


1372
REGNO d'INGHILTERRA
Edward III
Albero genealogico

(Windsor 1312 - Sheen, Richmond 1377)
figlio di Edward II e di Isabella di Francia, sorella di Charles IV [il Bello];
1327-77, re d'Inghilterra;
Il Model Parliament, finora monocamerale, viene diviso in due camere: i cavalieri e i borghesi formano la Camera dei Comuni (House of Commons), mentre i rappresentanti di nobiltà e clero entrano a far parte della Camera dei Lord (House of Lords).]
nel 1330 riesce ad assumere direttamente il potere dopo aver costretto all'esilio la madre e fatto giustiziare R. Mortimer;
nel 1337, all'inizio della "guerra dei cent'anni" tra Francia e Inghilterra, si trasferisce nei Paesi Bassi dove viene proclamato re di Francia;
presto gli alti costi della guerra lo inducono a prendere a prestito ingenti somme di denaro dai suoi banchieri fiorentini (Bardi e Peruzzi);
nel 1345, a causa di un malcontento generale di cui si fa portavoce l'arcivescovo di Canterbury J. Stratford, deve cedere alle richieste dei sudditi e sospende le rimesse in danaro ai suoi creditori fiorentini, causando di conseguenza il fallimento dei Bardi e dei Peruzzi;
nel 1347 fonda l'ordine della Giarrettiera;
nel 1369 la guerra comincia ad essere disastrosa per gli inglesi attanagliati da una grave crisi economica che mina il prestigio del re; egli, in realtà ormai vecchio, si trova alle prese con i dissidi continui dei suoi due figli Giovanni di Gaunt ed Edward [il Principe Nero]; dopo la morte della moglie Filippa di Hainaut dipende pure dalla favorita Alice Perrers;



Camera dei Lord
(House of Lords)
 
Camera dei Comuni
(House of Commons)
 

1372
-


a

1372
ducato di Lancaster
Giovanni di Gaunt
Albero genealogico
(Gand 1340 - Londra 1399)
quarto figlio di Edward III;
1359, sposa la cugina Bianca, ultima erede dei duchi di Lancaster;
1362-99, duca di Lancaster;
assunto il titolo, diviene il capostipite del ramo dei Lancaster della dinastia degli Angiò-Plantageneti;
1372
rimasto vedovo, sposa Costanza, figlia di Pedro [il Crudele], e in virtù di ciò si proclama re di Castiglia pur non riuscendo mai ad impossessarsi del trono;



1372
-


a


1372
REGNO di SCOZIA
Robert II
Albero genealogico
(Paisley, Renfrewshire, Scotland 1316 - Dundonald Castle, Ayrshire 1390)
figlio di sir Walter Stewart e della p.ssa Marjory Bruce († 1316), figlia di Robert I (Bruce), re di Scozia;
7° Alto Maggiordomo di Scozia (dal 1326),
1371-90, re di Scozia;





1372
-


a

1372
REGNO di DANIMARCA
Valdemaro IV Atterdag
Albero genealogico
(n. 1320 ca - † 1375)
figlio di Cristoforo II;
visse gli anni della giovinezza in Germania dove il padre si era rifugiato in seguito agli scontri fra la corona e la grande nobiltà;
1340, alla morte di Gert, conte di Holstein e di fatto signore di gran parte della Danimarca, conclude con gli eredi di quest'ultimo un trattato grazie al quale ottiene la corona;
1340-75, re di Danimarca;
riconosciuto re da tutta la popolazione, dà inizio ad una restaurazione del potere monarchico servendosi sia di mezzi diplomatici che della forza;
nel 1341 ca sposa Helvig, dei duchi di Schleswig, avendone in dote lo Jutland settentrionale;
nel 1360 conquista alla Svezia la Scania e lo Halland;
nel 1361 attacca Gotland saccheggiandone la capitale, Visby, importante base della lega anseatica; ciò gli procura ovviamente l'ostilità delle città anseatiche che gli muovono guerra;
nel 1362 a Helsingborg consegue una grande vittoria sulle navi della Hansa;
nel 1363 dà in moglie sua figlia Margherita al re di Norvegia (ed erede al trono di Svezia) Haakon VI;
grazie alla pace stipulata con la lega anseatica, può ripristinare il suo dominio sulle regioni baltiche;
ne 1364 rinnova la pace stipulata con la lega anseatica due anni prima;
nel 1370 necessità finanziarie gli hanno fatto imporre nuovi tributi sulla pesca e sul commercio nei mari settentrionali;
la Hansa, ribellatasi, forma contro la Danimarca una nuova coalizione cui aderisce anche la Svezia;
sconfitto in questa seconda guerra con le città anseatiche, deve riparare in Germania, mentre parte dell'aristocrazia dello Holstein, dello Schleswig e dello stesso Jutland lo abbandona; il trattato di pace di Stralsunda comporta per la Danimarca una serie di gravi rinunzie;


1372
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1372
REGNO di NORVEGIA e REGNO di SVEZIA e d'ISLANDA
Magnus VII Eriksson
Albero genealogico
(n. 1316 - † 1374)
figlio del duca Erik, della casa dei Folkung, e di Ingeborg unica figlia di re Haakon V di Norvegia;
1319-55, re di Norvegia;
[in seguito alla morte del nonno materno.]
1319-62, re di Svezia (Magnus II Eriksson);
[in seguito alla deposizione dello zio Birger.]
nel 1330, divenuto maggiorenne, conquista lo Halland e la Scania;
nel 1343 gli viene riconosciuta la conquista (1331) dello Halland e della Scania da Valdemaro IV re di Danimarca;
nel 1344 è costretto dalle pressioni dell'aristocrazia a nominare il figlio maggiore Erik erede al trono svedese e il cadetto Haakon VI erede al trono di Norvegia;
nel 1355, poiché l'unione dei due regni compiuta dal padre è puramente personale, lascia ad Haakon la corona norvegese e divide quella di Svezia e d'Islanda con Erik;
nel 1359, alla morte del figlio Erik, associa alla corona il figlio Haakon VI;
è costretto a concedere la convocazione del Riksdag;
nel 1361 viene sconfitto da Valdemaro IV di Danimarca che gli toglie i territori della Svezia meridionale conquistati trent'anni prima;
nel 1362, deposto dalla nobiltà svedese, viene tenuto come coreggente dal figlio;
nel 1363 viene deposto dalla nobiltà svedese che elegge re al suo posto Alberto di Meclemburgo, figlio di una sua sorella;
aiutato dal figlio Haakon VI tenta invano di contrapporsi al rivale che lo sconfigge ripetutamente e lo prende prigioniero;


Haakon VI
Albero genealogico
(n. 1340 - † 1380)
figlio di Magnus VII re di Norvegia e di Svezia;
1355-80, re di Norvegia;
nel 1359, alla morte del fratello Erik, viene associato al trono di Svezia dal padre;
1362-71, re di Svezia;
mantiene il padre Magnus VII come coreggente;
nel 1363 rafforza la sua posizione sposando Margherita la figlia di Valdemaro IV di Danimarca;
nel 1364 viene ripetutamente battuto da Alberto di Meclemburgo, già riconosciuto re dai nobili svedesi;


Alberto di Meclemburgo
Albero genealogico
(Kloster, Falun 1340 ca - Bad Doberan, Rostock 1412)
figlio di Alberto II di Meclemburgo e di Eufemia, sorella di Magnus VII;
1363-89, re di Svezia;
eletto con l'appoggio di un gruppo di nobili ribelli a Magnus VII e con il riconoscimento solenne del popolo;




1388-1412, duca di Meclemburgo (Alberto III);


1372
-

 

 

segue


1372
REGNO di PORTOGALLO
Ferdinando I [il Bello/l'Incostante]
Albero genealogico
(Santarem 1345 - Lisbona 1383)
figlio di Pedro I [il Giustiziere] e di Costanza di Castiglia-Villena;
1367-83, re di Portogallo;
salito al trono durante un periodo di floridezza economica, è portato alle avventure galanti; superficiale e volubile mette spesso a repentaglio il favore e la buona disposizione dei sudditi;
nel 1369, dopo l'assassinio di Pedro I [il Crudele], avanza pretese sul trono di Castiglia e si impegna in una sfortunata guerra con Enrico II nuovo re di Castiglia e di León;
nel 1370 viene respinto nella sfortunata guerra mossa contro Enrico II;
1372
sposa Leonor Telles de Menezes († 1386);



1372
-

a


1372
REGNO di CASTIGLIA e di LÉON
Enrique II
Albero genealogico

(Siviglia 1333 ca - Santo Domingo de la Calzada 1379)
figlio naturale di Alfonso XI [il Giusto] e di Leonor di Guzmán;
1350-69, conte di Trastamara;
alla morte del padre sale al trono di Castiglia e León il fratellastro Pedro I [il Crudele] a cui egli si oppone ben presto apertamente, avvalendosi in particolare delle risorse offertegli dalle sue terre nelle Asturie;
nel 1356, affiancatosi a Juan Alfonso de Albuquerque ex favorito del fratellastro, tenta una rivolta ma il tentativo fallisce; la lotta tra i due prosegue nell'ambito della "guerra dei cent'anni" in corso tra Francia e Inghilterra;
nel 1365 conquista quasi tutta la Castiglia, grazie all'appoggio dell'Aragona e anche delle grandes compagnies di mercenari, al comando di B. du Guesclin, inviate in suo aiuto dal re di Francia Carlo V;
nel 1366 (marzo) , riesce ad occupare quasi tutta la Castiglia ed essere eletto sovrano a Calahorra;
nel 1367, nella battaglia di Nájera contro Pedro I [il Crudele] a favore del quale si è schierata l'Inghilterra con il principe di Galles Edward [il Principe Nero], viene gravemente sconfitto ed è costretto a fuggire;
1369-79, re di Castiglia e di León;
salito al trono deve affrontare il re di Aragona, divenuto suo nemico, il Portogallo e la Navarra;
1372
essendosi nel frattempo il principe Giovanni di Gand, duca di Lancaster e genero di Pedro I [il Crudele], proclamato re di Castiglia e di León, egli lo sconfigge nella battaglia navale a La Rochelle;
con azioni rapide ed efficaci induce poi alla pace o alla tregua gli altri suoi nemici;


1372
-
a


1372
REGNO di NAVARRA
Carlos II [il Malvagio] 
Albero genealogico
(n. 1332 - † 1387)
figlio di Philippe III, conte d’Evreux, e di Juana II, regina di Navarra;
discende per parte di madre da Philippe IV [il Bello] e per parte di padre dal fratello di quest'ultimo Louis d'Evreux;
1343, conte d'Evreux;
1349-87, re di Navarra;
[incoronato re (ottobre) svolge la sua attività soprattutto con la Francia.]
nel 1351 sposa Jeanne, figlia di Jean II [il Buono] re di Francia, tentando invano di accattivarsi il cugino;
1353-87, conte di Beaumont;
nel 1355, con il trattato di Valogne, cede il Cotentina al cugino Jean II [il Buono];
nel 1356 (aprile) viene fatto imprigionare da Jean II [il Buono], esasperato perché egli ha cercato di coinvolgere nei suoi intrighi lo stesso delfino di Francia;
1356-58, rivolta di Etienne Marcel;
nel 1358, liberato, reprime nel sangue la jacquerie che devasta le campagne francesi, a fianco del cognato Charles (futuro Charles V [il Saggio]), reggente di Francia per il padre Jean II [il Buono], prigioniero degli inglesi;
nel 1364 (maggio), dopo aver ripreso le ostilità, le sue truppe vengono sconfitte a Cocherel dalle truppe regie, guidate da Bertrand du Guesclin;


 
1372
-

1372
REGNO di ARAGONA e di CATALOGNA
Pedro IV [il Cerimonioso]
Albero genealogico
(Balaguer, Lérida 1319 - Barcelona 1387)
figlio di Alfonso IV [il Bonario] e della c.ssa Teresa de Urgel;
1336-45, re d'Aragona;
succeduto al padre, si dedica subito al consolidamento della sua sovranità; stipula subito un trattato con il re di Granada, mantenendo d'ora in poi rapporti generalmente buoni con i musulmani;
nel 1338, luglio, sposa Maria d’Evreux [o Marie di Navarra] († 1347);
nel 1339 pretende un giuramento di vassallagio da Giacomo II re di Maiorca;
1345-87, re d'Aragona e di Catalogna (Pedro III);
in seguito alla ribellione di Giacomo II, re di Maiorca, occupa l'isola;
nel 1347 nelle cortes di Saragozza è costretto a confermare alla unión aragonesa il privilegio già concesso da Alfonso II, cercando quindi rifugio in Catalogna;
morta (aprile) la prima moglie Maria d’Evreux, si risposa (novembre) con Leonor di Portogallo († ott 1348);
nel 1348 sconfigge la unión di Valenza e la unión di Aragona;
muore (ottobre) anche la seconda moglie, Leonor di Portogallo;
nel 1349 Giacomo II, re di Maiorca, cade nella battaglia di Lluchmayor nel tentativo di riconquistare l'isola;
sempre aspri sono intanto i suoi rapporti con la nobiltà aragonese che gli rimprovera di aver infranto consuetudini radicate (anteponendo ad es. nella successione al trono la figlia Costanza a suo fratello Giacomo); ma morto il fratello (forse avvelenato) si calmano le lotte per la successione;
(agosto) sposa (sua terza moglie) Leonor di Sicilia († apr 1375);
nel 1350 mentre continua nel suo progetto di ricomporre l'unità di tutti i territori già pertinenti alla casa aragonese, fallisce ora il suo proposito sul regno di Murcia;
in Sardegna, la ribellione di Mariano IV d'Arborea, sostenuto da Genova, mette a dura prova le truppe aragonesi;
nel 1352 alleatosi con Pisa e Venezia, sconfigge la flotta genovese a Costantinopoli;
nel 1353 alleato ancora con Pisa e Venezia, sconfigge ad Alghero la flotta genovese, andata in aiuto in Sardegna a Mariano IV d'Arborea;
nel 1354 neppure il suo intervento personale in Sardegna né la conquista di Alghero riescono però a ristabilire decisamente l'autorità aragonese sull'isola;
nel 1356 a seguito di alcuni incidenti sul mare divampa una lunga e incerta guerra tra Aragona e Castiglia;
nel 1358 fa uccidere il nipote Giovanni (figlio del marchese di Tolosa, suo fratello).
nel 1363 neppure l'accordo di Murviedro riesce a por fine alla guerra in atto dal 1356 tra Aragona e Castiglia; egli allora passa a sostenere, contro Pedro I [il Crudele], l'azione del fratellastro Enrico di Trastamara;
nel 1366 il fratellastro Enrico di Trastamara, grazie all'intervento in suo favore delle grandes compagnies comandate da B. du Guesclin, riesce a prevalere contro Pedro I [il Crudele];
nel 1369 il fratellastro Enrico di Trastamara sale sul trono di Castiglia col nome di Enrico II;


1372
-
a

1372
REGNO di MAIORCA
Giacomo III
Albero genealogico
(† 1375)
figlio di Giacomo II, re di Maiorca, e di Costanza († 1346), sorella di Pedro IV [il Cerimonioso] re d'Aragona;
1349-75, re di Maiorca [titolare];
nel 1349 viene fatto prigioniero da Pedro IV [il Cerimonioso] re d'Aragona;
infruttuosi saranno pure i suoi sforzi di riconquistare l'isola.
[ultimo re titolare di Maiorca.]
1372
-
a

 

 



1372
PIEMONTE
Amedeo di Savoia-Acaia
Albero genealogico
(1362-1402)
figlio di Giacomo e fratello di Filippo II;
1368-1402, signore di Piemonte;
1368-1402, principe di Acaia [titolare];
sotto la tutela di Amedeo VI [il Conte Verde]




 
1372
-


1372
Monferrato
Giovanni II Paleologo
Albero genealogico
(? - ?)
figlio del marchese Teodoro I e di Argentina Spinola;
1338-72, marchese di Monferrato;
1355-?, vicario imperiale di Pavia;
nel 1356 (dicembre) conquista la città di Novara;
nel 1357, nei primi mesi dell'anno, ottiene anche il possesso della città di Pavia e ne affida il governo al monaco Jacopo Bussolari;


Secondotto (Secondo Ottone)
Albero genealogico
(† ?)
figlio del marchese Giovanni II Paleologo e di Isabella di Maiorca;
1372-78, marchese di Monferrato;



1372
-

1372
MILANO
Galeazzo II Visconti
Albero genealogico
(1320 - 1378)
figlio di Stefano (fratello di Giovanni) e di Valentina Doria;
1343, pellegrino in Terrasanta;
1346, viene allontanato da Milano;
- sposa Bianca di Savoia († ?)
1350, occupa Bologna e viene scomunicato; la revoca gli costa 100.000 fiorini;
1354-78, signore di Milano;
(con la corte a Pavia, in comune Milano e Genova, e i domini occidentali: Como, Novara, Vercelli, Asti, Alba, Alessandria e Tortona)


Bernabò Visconti
Albero genealogico
(1323 - 1385)
figlio di Stefano (fratello di Giovanni) e di Valentina Doria;
1346, viene allontanato da Milano;
- sposa Regina della Scala († 1384);
1354-85, signore di Milano;
(con i domini orientali: Bergamo, Brescia, Cremona e Crema)


1372
Pavia,


1372
signorie di Verona e Vicenza
Cansignorio I della Scala
Albero genealogico
(1340 - 1375, avvelenato)
figlio di Mastino II e di Taddea da Carrara;
1351-59; 1359-75, signore di Verona e Vicenza;
[associato con il fratello minore Paolo Alboino I, dopo aver assassinato il fratello maggiore Cangrande II]
dal 1363 è sposato con Agnese d'Angiò-Durazzo († 1388);
dal 1365, il fratello Paolo Alboino I è in prigione, gettatovi dal medesimo fratello;

 


 

 

1372
nel 1362 gli scaligeri hanno siglato un patto d'alleanza antivisconteo con il cardinal legato Egidio Albornoz e con Estensi e Carraresi, ma si sono messi in contesa con i Gonzaga di Mantova.


1372
signoria di Padova
Francesco Novello I da Carrara [il Vecchio]
Albero genealogico

(† Monza 6 ott 1393, prigioniero)
figlio di Jacopo II e di Lieta Forzaté;
- 1345, sposa Fina Buzzaccarini († 1378);
19 dic 1350 - 17 dic 1355, 7° signore di Padova;
[assieme allo zio Jacopino)
17 dic 1355 - 29 giu 1388, 7° signore di Padova;
[da solo]


rompe la pace con i Veneziani, si allea con il re d'Ungheria e vanta diritti sul Polesine veneziano;






 

1372
Ottobre
3
, scoppia la guerra tra la signoria di Padova e Venezia;
un grosso corpo di spedizione veneziano conquista un forte e una città sul confine con la signoria di Padova;

Novembre
nei primi giorni Rainiero Vasco, il condottiero delle forze veneziane, penetra così profondamente nel territorio padovano, che tutti i cittadini maschi di Padova sono chiamati alle armi e messi in guardia alle porte della città e sulla piazza. Rainiero Vasco non porta però il suo attacco contro la signoria di Padova, ma continua ad invadere il territorio;
la guerra continua per parecchi mesi e anche se la città di Padova non correrà mai serio pericolo, il territorio circostante subirà diversi danni;



1372
REPUBBLICA DI VENEZIA
"La Serenissima"
Andrea Contarini
Albero genealogico
(Venezia 1300/1302 - Venezia 5 giu 1382)
figlio di Nicolò e di ?; ha cinque fratelli;
1368-82, doge di Venezia; [60°]
- nunzio pontificio: ? (? - ?)
- ambasciatore di Spagna: ? (? - ?)
1372
un giorno in cui il comando spetta al provveditore in campo Pietro Fontana, i veneziani riescono a metter in fuga il nemico carrarese e a far prigioniero pure il voivoda di Transilvania che, condotto a Venezia, accresce così il piacere della vittoria;
spogliato il carrarese delle forze proprie e degli aiuti degli ungari, si affatica invano nell'ammassare nuove milizie cercando pure di corrompere senza esito i soldati del campo veneziano; il fratello Marsilio da Carrara, timoroso per la propria vita in quanto anela la pace, passa in campo avversario, e gli aiuti ungheresi cessano poichè il re desidera ad ogni costo la libertà del nipote.



1372
signorie di Ferrara, Modena, Rovigo
Niccolò II [lo Zoppo]
Albero genealogico

(1338 - 1388)
figlio di Obizzo III d'Este e di Lippa Ariosti;
1352-88, signore di Modena;
1361-88, signore di Ferrara e Rovigo;
nel 1363 sposa Verde (Viridis) della Scala († 1395)



1376-77, signore di Faenza;

Alberto I
Albero genealogico

(1347 - luglio 1393)
figlio di Obizzo III d'Este e di Lippa Ariosti;
1361/88-93, signore di Ferrara, Modena e Reggio;
si annette nuove terre tra cui Lugo, Bagnacavallo e Cotignola;
crea la cancelleria, la magistratura dei Dodici Savi;



1372
-



1372
REGNO di NAPOLI
Giovanna I
Albero genealogico

(Napoli 1326 - Aversa 1382)
figlia di Carlo d'Angiò duca di Calabria e di Margherita di Valois;
sposata ancora bambina ad Andrea d'Ungheria, fratello di Luigi I il Grande;
1343-81, regina di Napoli;
succeduta a soli 17 anni al nonno Roberto, ha escluso il marito dal governo;
nel 1345 (settembre) il marito Andrea d'Ungheria, viene fatto assassinare ad Aversa, per iniziativa, sembra, di Luigi di Taranto dei reali di Napoli, innamorato della regina;
avuta la notizia ella si reca subito a Napoli dove, ricevute le debite condoglianze dei nobili, dà ordine al conte Ugo Balzo di trovare e punire i mandanti e gli esecutori del delitto; individuati e processati, i colpevoli (due gentiluomini calabresi, Filippa Catanesi con il figlio e con la nipote) vengono messi a morte in carcere; ma le facili o corrotte guardie lasciano fuggire Carlo Artus e Bertrando suo figlio, Corrado di Catanzaro e Corrado Umfredo, gli strangolatori di Andrea, che trovano rifugio presso l'imperatrice di Costantinopoli; sui muri di tutta Napoli vengono affissi gli atti del Consiglio riunitosi subito dopo la fuga degli assassini ed in particolare quanto ha detto Giovanna stessa: «Io stessa mi recherei a fare incatenare quegli assassini, se il mio sesso e la mia dignità me 'l concedessero; ma scriverò all'imperatrice, e gli Artus e i Corradi morranno».
Ciò nonostante viene sospettata d'intesa con gli assassini del marito [anche se i giureconsulti contemporanei Baldo e Angelo da Perugia la ritengono innocente] e viene quindi attaccata dal cognato Luigi I d'Ungheria;
nel 1348, passata frattanto a nuove nozze con Luigi di Taranto, fatto Carlo duca di Durazzo, viceré di Napoli e consegnato a lui e agli altri reali il figlioletto affinché lo presentino al re d'Ungheria, fugge nel feudo di Provenza dove ottiene da papa Clemente VI la dispensa per la consanguineità nonché l'assoluzione dall'accusa di uxoricidio;
un legato apostolico viene inviato in Ungheria per trattare la pace;
subito dopo tuttavia, "venduta" la città di Avignone al papato per soli ottantamila fiorini d'oro di Firenze, torna con il marito a Napoli dove i sudditi, malmenati da Gilforte Lupo, si sono ribellati, e con l'aiuto di Niccolò Acciaiuoli, gran siniscalco del regno, tenta di ristablire l'autorità regia sul paese ancora corso dalle milizie ungheresi e dilaniato dai contrasti della grande feudalità;
nel 1362, alla morte del secondo marito Luigi di Taranto, passa a nuove nozze con Giacomo III di Maiorca, dal quale tuttavia viene abbandonata poco dopo;
nel 1365, dopo la morte di Acciaiuoli, gran siniscalco del regno, la situazione si aggrava;

 


1372
-

1372
REGNO di SICILIA
Federico III [lo Scemo]
Albero genealogico

(† 1377)
figlio di Pietro II d'Aragona e di Elisabeth di Carinzia († 1349);
1355-77, re di Sicilia;
inizialmente sotto la reggenza della sorella Eufemia;
1372
pace di Catania: papa Gregorio XI, al fine di porre termine a una lotta durata quasi un secolo, riesce a far stipulare a Catania una pace tra la Sicilia e Napoli, nella quale vengono confermati i patti del 1347 e, derogando dalla legge salica, si riconosce a Maria d'Aragona, alla morte del padre, il diritto di successione al Regno di Trinacria;



1372
-

 





Beatrice o Beatrice di Tenda (n. 1372 ca-Binasco, Milano 1418) duchessa di Milano;
figlia (forse) di Ruggero Cane;
1395 ca, sposa il condottiero Facino Cane;
1412, rimasta vedova, sposa il duca di Milano, Filippo Maria Visconti (vent'anni più giovane di lei);
1418, geloso dei suoi interventi nella politica del ducato il duca la fa arrestare e poi decapitare sotto l'accusa di adulterio.
[Beatrice di Tenda di Vincenzo Bellini, su libretto di Felice Romani].

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