©

Il Viandante

in rete dal 1996


Se ti siamo stati utili effettua una

Nuova Ricerca

Papi

795-816, Leone III [santo];

816-817, Stefano IV (V);

817-824, Pasquale I [santo];

 

Il crollo dell'impero romano e il conseguente cedimento di legge e ordine conducono a un'era di barbarie e violenza senza precedenti «…un'età di spada, un'età di vento, un'età di lupi». La popolazione europea è quasi dimezzata da una disastrosa serie di carestie, pesti, guerre civili, invasioni "barbare". La durata media della vita è piuttosto breve: meno di un quarto della popolazione raggiunge i cinquant'anni. Non esistono più città vere, gli agglomerati più grandi non contano più di due o tremila abitanti. Le strade romane sono cadute in rovina, i ponti dai quali dipendevano non esistono più. L'ordine sociale ed economico, definito in seguito "feudalesimo", non ha ancora inizio.
L'Europa è un grande paese: la Germania non esiste in quanto nazione separata, né la Francia o la Spagna, o l'Italia. Le lingue romanze non si sono ancora evolute dall'origine latina; non c'è la lingua francese, la lingua spagnola e la lingua italiana, ma solo una varietà di forme latine degenerate e una miriade di dialetti locali.
Il IX secolo segna insomma una società in transizione da una forma di civiltà, morta da tempo, a un'altra non ancora nata… con tutti i fermenti e le inquietudini che implica tale passaggio.

ANNI 810-819 d.C.

810-819
REGNO di GERMANIA
Ludovico I [il Germanico]
Albero genealogico
[o Ludovico II] (804 - Francoforte sul Meno 876)
figlio di Ludovico [il Pio] e di Ermengarda d’Angiò;
817-843, re dei franchi orientali;
ottiene la Baviera e i territori limitrofi a sud-est di essa;



843-876, re di Germania;

810-819
-

 

810-819
IMPERO ROMANO-ORIENTALE
Niceforo I
802-811, basileios (imperatore)
la politica di distensione fra i due imperi fallisce e si aprono così contrasti non solo politici e militari, ma anche religiosi;
nell'806-810 la guerra contro Carlo [Magno] viene combattuta soprattutto nel Veneto;

Staurakios
811, basileios (imperatore)
Michele I
811-813, basileios (imperatore)
812
riconosce Carlo [Magno] come imperatore, venendo a sua volta riconosciuta la sua dignità di imperatore romano;

Leone V [l'Armeno]
813-820, basileios (imperatore)
nuova riunione a Costantinopoli degli iconoclasti i quali tornano a dettar legge;
le orde bulgare si spingono fin sotto le mura di Costantinopoli, devastano il terremo circostante, tentando invano di scalare i bastioni della città imperiale;

810-819
-

810-809
Baghdad
Abbasidi
(Banu 'Abbas)
[37 califfi; ultimo della dinastia: al-Mustasim (1258)]
Harun al-Rashid

(? - ?)
figlio di
786-809, califfo di Baghdad;
nell'807, noto per le sue lunghe guerre contro i bizantini, invia a Carlo [Magno] un'ambasceria con ricchi regali destinati all'imperatore, tra cui uno particolarissimo "compositum mirifice arte mechanica", un orologio ad acqua che indica le ore suonate da palline di bronzo che cadono in un bacile di ottone; a mezzogiorno dodici cavalieri si affacciano da dodici finestre che poi si chiudono dietro di loro: in Occidente non è ancora possibile vedere simili meraviglie.
[Annales di Eginardo]

al-Ma'mun

(? - ?)
figlio di
813-833, califfo di Baghdad;


810-809
-

 


segue

810-819
SACRO ROMANO IMPERO
Carlo [Magno]
Albero genealogico
[Carlomagno o Carlo I [il Grande]]
(742 - Aquisgrana 814)
figlio primogenito del "maggiordomo" Pipino III [il Breve] e di Berta (o Bertranda), figlia di Cariberto di Laon;
749, viene legittimato all'atto del matrimonio fra Pipino III [il Breve] e Berta;
754, viene insignito a Saint-Denis, assieme al padre e al fratello minore Carlomanno, del titolo di Patricius romanorum da papa Stefano II;
758-814, re di Neustria;
768-814, re di Borgogna;
771-814, re dei franchi;
774-814, re dei longobardi;
nell'800, la vigilia di Natale, a Roma, nella basilica di San Pietro, viene incoronato per acclamazione [secondo il rito bizantino] da papa Leone III, con il titolo di Karolus Augustus, magnus et pacificus imperator, a Deo coronatus, romanum gubernans imperium et rex francorum et langobardorum;
Irene, la sovrana di Costantinopoli, che non chiama se stessa basilissa (imperatrice) bensì basileios (imperatore) deve assistere impotente all'incoronazione che non accetterà mai;
egli stesso non è molto sicuro del titolo che porta e non chiama se stesso romanorum imperator (imperatore dei romani) bensì romanorum gubernans imperium (colui che governa l'impero romano);
anche questo colpo di stato è un atto politico diretto soprattutto contro Bisanzio;
800-814, imperatore del Sacro Romano Impero;
nell'801 riceve dal califfo abbaside Harun al-Rashid un'ambasceria con ricchi doni; da ambo le parti c'è il desiderio di accordarsi contro i comuni nemici: Bisanzio e l'emirato di Córdoba: si tratta del primo reale incontro fra cristianità occidentale e Islam;
il figlio Ludovico, assieme a Guglielmo di Tolosa, prende Barcellona; le conquiste successive verso la costa catalana, contrastate dall'emiro al-Hakam, gli assicureranno il controllo della zona a nord dell'Ebro, dove sarà organizzato militarmente il limes hispanicus o "marca ispanica";
nell'804, l'assimilazione dei sassoni all'impero franco sembra compiuta, mentre verso l'Holstein, il Brandeburgo, il Meclemburgo anche alcune tribù slave cominciano a entrare nell'area d'influenza carolingia;
nell'806-810 la guerra con Bisanzio viene combattuta soprattutto nel Veneto;
con la Divisio regni promulgata (806) alla dieta di Diedenhofen egli risolve le sue tante preoccupazioni di carattere ereditario [diciannove si calcolano i figli fra legittimi e illegittimi], destinando ai figli avuti con la sveva Ildegarda:
- Carlo: Austrasia, Neustria, Sassonia, parte della Borgogna e dell'Alemannia;
- Pipino: Italia longobarda, parte dell'Alemannia, Baviera e Marca orientale;
- Ludovico: parte della Borgogna, Aquitania e Marca ispanica;
ma essendo morti i primi due prima del padre, tocca a Ludovico raccogliere il tutto;
812
accordo con Bisanzio:
- a Carlo [Magno] si riconosce la dignità imperiale;
- a Michele I resta la dignità di imperatore romano (basiléus ton rhomâion);
intanto alla corte di Aquisgrana, centro propulsore di una rinascita culturale, egli ha raccolto le migliori intelligenze del tempo, con le quali ama disputare: il longobardo Paolo Diacono, il visigoto Teodolfo d'Orléans, il sassone Alcuino di York ecc..


810-819
-


810-819
REGNO di AQUITANIA
Ludovico [il Pio]
Albero genealogico

(Casseneuil, Aquitania 778 - presso Ingelheim 840)
figlio di Carlo [Magno] e della seconda moglie Ildegarda;
781-814, re di Aquitania;
813
unico erede legittimo rimasto, per la morte dei fratelli Carlo e Pipino, viene dal padre associato all'impero, cui succede l'anno seguente;
814-840, imperatore del Sacro Romano Impero;
fin dall'inizio, profondamente religioso, è influenzato dalle idee riformatrici del suo consigliere Benedetto di Aniane;
817
con l'ordinatio imperii mitiga il principio della divisione ereditaria, già seguito da Carlo [Magno] (806), nominando coreggente e futuro erede della corona imperiale il figlio maggiore Lotario; i cadetti Pipino e Ludovico avrebbero ereditato rispettivamnte la parte occidentale e quella orientale dell'impero, con il titolo di re ma in posizione subordinata rispetto a Lotario;
Bernardo, figlio del defunto fratello di Pipino e re d'Italia fin dal 813, non vedendosi menzionato nell'ordinatio, occupa militarmente i valichi alpini;
818
interpretando questa mossa come una ribellione, egli interviene e lo costringe alla resa; lo fa accecare (muore sotto il supplizio) insieme ai suoi sostenitori; approfitta della situazione e costringe i i fratellastri Drogone, Ugo e Teodorico (del tutto estranei alla rivolta) a ritirarsi in convento, mentre la corona d'Italia viene assegnata al suo primogenito Lotario;
muore la prima moglie Ermengarda;






Pipino I
Albero genealogico

(803 ca - Poitiers 838)
figlio di Ludovico [il Pio] e di Ermengarda d’Angiò; fratello di Ludovico [il Germanico] e di Lotario;
817-838, re di Aquitania;
ottiene anche la Guascogna e diverse province del sud, che è tuttavia obbligato a sottomettere con le armi;

 
-
810-819




810-819
contea di Tolosa
Guillaume d'Orange
Albero genealogico

(sec. VIII - IX) santo
figlio di Amerigo di Narbonne;
790 ca-810 ca, conte di Tolosa;
nell'803 combatte contro i saraceni uscendone vittorioso quando i franchi conquistano Barcellona;
fattosi monaco, risiede prima ad Aniane, poi a Gellona dove muore in odor di santità.

sotto il regno di Ludovico [il Pio], Tolosa è la capitale del regno di Aquitania


810-819
-
a

 



810-819
REGNO di DANIMARCA
Aroldo I [il Loquace]
[Klatz] († 852)
812-814, 820-827, 829-839, re di Danimarca;
tiene il dominio dello Jutland (ancora distinto dall'arcipelago) e come feudatario dei carolingi esercita il suo potere su parte del paese dei grisoni (Riustringen);






810-819
-


 

810-819
REGNO delle ASTURIE
Alfonso II [il Casto]
Albero genealogico
(Oviedo 759 - 842)
figlio di Fruela I, assassinato nel 768;
783, 791-835, re delle Asturie;
raccoglie la successione solo dopo molti anni;
nel 797 combatte contro gli arabi conquistando Lisbona; fonda il santuario di Compostella, meta di pellegrinaggi durante tutto il medioevo, in seguito alla scoperta, avvenuta durante il suo regno, del supposto sepolcro di Giacomo, l'apostolo della Galizia; 


 
810-819
-

810-819
contea di ARAGONA
Aznar Galindez I
Albero genealogico
(? - ?) di origine basca;
figlio di
809 ca-838 ca, conte di Aragona;

 
810-819
-

810-819
MARCA ISPANICA
 
conquistata nell'801 da Ludovico [il Pio], Barcellona diviene la capitale della Marca ispanica;


810-819
-

a

810-819
EMIRATO di CÓRDOBA
[ANDALUSIA – al-Andalus]
Omayyadi (banu Umayya=figli o discendenti di Umayya)
Una delle principali famiglie dei Coreisciti, l'aristocrazia della Mecca.
661-750, governatori dell'impero islamico;
756-929, governatori dell'emirato di Córdoba;
929-1031, governatori del califfato di Córdoba;
al-Hakam

(? - ?)
788-822, emiro di Córdoba;






810-819
-

a



810-819
REGNO d'ITALIA
Pipino
Albero genealogico
Carlomanno (n. 777 - Milano 810)
secondogenito di Carlo [Magno] e della seconda moglie Ildegarda;
781-810, re d'Italia; (Pipino)
(riceve dal padre il regno longobardo a soli 4 anni, consacrato da papa Adriano I)
sposa Adelaide di Spoleto;
810
muore lasciando suo successore il figlio Bernardo; viene sepolto nella basilica di Sant'Ambrogio a Milano.
Bernardo
Albero genealogico
(797 ca - Aquisgrana 818)
unico figlio maschio di Pipino e nipote di Carlo [Magno];
813-817, re d'Italia;
lo diventa in primavera dopo essere già stato designato l'anno precedente da Carlo [Magno];
817
temendo di perdere il regno per non essere stato nominato nell'ordinatio imperii, si ribella e tenta di rendersi indipendente occupando militarmente i valichi alpini; spaventato dalle difficoltà dell'impresa, decide poi di affidarsi alla clemenza dell'imperatore;
818
Pasqua, al posto della pena capitale viene fatto accecare (muore sotto il supplizio) insieme ai suoi sostenitori.
Lotario I
Albero genealogico
(795 - Prümm, Renania-Palatinato 855)
primogenito dell'imperatore Ludovico [il Pio] e di Ermengarda d’Angiò;
811
coreggente e successore grazie all'ordinatio imperii;
818-855, re d'Italia;
ha il governo della penisola dopo la morte del ribelle Bernardo;



840-855, imperatore del Sacro Romano Impero;
 
810-819
-


810-819
REPUBBLICA DI VENEZIA
"La Serenissima"
Obelerio degli Antenori 
(? - ?)
804-810, doge di Venezia;
Pipino ha offerto a Venezia di unirsi a lui in confederazione e la sua richiesta viene dal doge, appoggiato da Fortunato, proposta ai veneziani che non intendono però staccarsi dai greci; sdegnatosi per il diniego ricevuto, anche se esposto con molta diplomazia dagli ambasciatori veneziani inviati in Germania, Pipino si appresta ad occupare Venezia che già si prepara alla difesa, ma anche i bizantini inviano due armate in aiuto dei veneziani il che rallenta l'operato dei francesi ora riuniti a Ravenna per dar corso alle ostilità;
il doge, ritenendosi in pericolo (di sicuro non è stimato dal popolo che lo ritiene responsabile, assieme al fratello, dell'attacco francese) e spinto dalla moglie francese, fugge da Venezia e si ritira presso l'imperatore;
810
i francesi occupano il castello di Brondolo (opera del doge Teodato), Chioggia, Palestrina ed Albiola provocando negli abitanti delle isole un ripensamento per quanto riguarda l'offerta di Pipino mentre invece Angelo Patriziaco (o Parteciaco o Agnello Partecipazio), nobile di Eraclea, li incita a resistere confidando anche nell'arrivo dell'aiuto bizantino;
battaglia di Malamocco: tutti gli abitanti, abbandonata anche l'isola di Malamocco, si ritirano uniti nelle isole di Rialto con l'intento di difenderle fino alla morte.
L'armata francese viene tenuta a bada dai legni veneziani fermi in ordinanza fintanto che le acque cominciano a decrescere poi per i francesi è l'inferno;
dal sanguinoso conflitto pochi di loro si salvano [il luogo della battaglia sarà denominato Canale Orfano] e la netta vittoria di Venezia costringe Pipino a lasciare le isole dopo tuttavia aver devastato per vendetta le terre già occupate; l'arrivo dell'armata dei greci al comando di Cesserano induce alla fine l'imperatore a concludere la pace tra i due imperi e con Venezia.
Quelle che finora sono state dell tribù lagunari in perpetua rissa, diventano un solo popolo e uno stato unitario.


A. Angelo Parteciaco
(o Patriziaco) (? - ?)
810-827, doge di Venezia;
eletto dal popolo, dopo averlo consigliato con fermezza di non staccarsi dall'amicizia dei greci, fissa la sede ducale in Rialto; gli sono destinati due tribuni col titolo di consiglieri per giudicare con lui le cause civili e criminali; nobile di Eraclea, non può dimenticare la sua isola che fa ricostruire [totalmente distrutta dagli Unni nel 911, sarà chiamata poi Città Nova];
assume come collega il figlio minore Giovanni, mentre il maggiore Giustiniano si trova a Costantinopoli; le querele di quest'ultimo fanno sì che il popolo sollevi lui alla dignità dogale mentre invia il minore in oriente;

811, nello stesso tempo, sia i franchi di Carlo [Magno] che i bizantini di Niceforo scoprono la coesistenza e firmano un trattato di pace. È un documento che assegna Venezia alla sfera d'influenza bizantina, ma l'affranca da ogni sudditanza, e la separa dal resto d'Italia e d'Europa. Non solo, ma la mette al riparo dalle infinite, snervanti guerre tra guelfi e ghibellini, tra bianchi e neri.
Il destino di Venezia è altrove
.


810-819
I tre costruttori che gettano le basi della Venezia futura sono:
. Nicolò Ardisonio, con l'incarico di fortificare le difese a mare dei "lidi";
. Lorenzo Alimpato con il compito di scavare i canali (dragaggio), il puntellamento delle isole e l'approntamento dei siti edificabili;
[Tanto per fare un esempio della complessità dei lavori, la Chiesa della Salute, progettata dal Longhena nel XVII secolo, poggerà su 1.156.627 tronchi d'albero.]
. Pietro Tradonico che traccia il primo piano regoaltore di Rialto e dintorni.




810-819
Toscana
Bonifacio II
Albero genealogico

(? - ?)
figlio di
?-?, conte di Lucca;




810-819
-



810-819
ducato di Spoleto
[chiamato anche marchesato o marca, per i suoi compiti militari contro i saraceni e i bizantini]
Guinigiso
Albero genealogico

(? - ?) (nobile franco)
figlio di
789-822, duca di Spoleto;







810-819
-





CINA

Tai-Tsung [Dinastia T'ang]
762-?, imperatore della Cina;

Hien-Tsung [Dinastia T'ang]
?-?, imperatore della Cina;
819, riceve in pompa magna alcune reliquie buddiste;



GIAPPONE

Fujiwara

«segue da 800»
810,
«segue 820»



Torna su

 

Nuova Ricerca