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Papa
Pio V

(1566-1572).

1571

Marzo
11
, con una bolla bandisce il vecchio testo dell «Officiuolo»; richiamato l'uso degli stampatori di includervi materiale superfluo e superstizioso, condanna specificamente l'edizione stampata l'anno prima a Venezia da Giunti che falsamente si professa riveduta in osservanza dei decreti tridentini.
Egli accorda alla Stamperia del Popolo Romano, diretta da Fabrizio Galletti, un privilegio della durata di sei anni per la stampa dell «Officiuolo» con le sanzioni consuete per i violatori, scomunica e multa, questa volta di 500 ducati.

Maggio
20
, conclude una triplice alleanza tra la Santa Sede, Filippo II e la repubblica di Venezia;
Ottobre
7
, battaglia di Lepanto;
21, la notizia della vittoria giunge a Roma;
la lega antiturca non riesce ad approfittare della clamorosa vittoria riportata a Lepanto;

cardinali:
Paleotti, Gabriele (1522-1597) (dal 1565);
Della Chiesa Gian Paolo (1521-1575) (dal 1566).

Todi (Perugia), secondo il censimento fatto da Angelo Cesi, in città gli abitanti sono:
- in città 4.500,
- nel contado 27.000.
Tutta la popolazione gode [secondo il censimento] di un discreto benessere, nonostante le gravose imposte in natura annualmente devolute alla Curia di Roma.

Sovrano Militare Ordine Gerosolimitano di Malta.

«segue da 1566»
Gran maestro: ? (?-?);
1571, i cavalieri partecipano con proprie navi alla battaglia di Lepanto;
«segue 1623».

Anabattisti

«segue da 1570»
1571
i pastori di Chiavenna trovano il modo di riproporre la questione al sinodo di quest'anno dove fanno intervenire oltre il Camulio, Bartolomeo Silvio, C. Sozzini, Girolamo Turriani e un Sadoleto non meglio conosciuto.
Tutti gli italiani vengono scomuncati e Girolamo Turriani viene sospeso per un anno dal suo ufficio, senza tener conto di nessuna intercessione e preghiera. Ma poco dopo gli altri scomunicati sono raccolti nelle comunità e sottoposti a severa sorveglianza, specie ad opera di Scipione Lentulo, cessano la loro inquietante attività, limitandosi a mantenere qualche rapporto con la Transilvania e la Polonia, e con Basilea.
Dopo il 1571 e l'intervento di Scipione Lentulo, il movimento eretico dei Grigioni perde ogni energia attiva.
Ormai le speranze di rimanere in Svizzera, vicino alla patria, svaniscono, perfino la "rhaetica libertas" diventa illusoria.
Da Basilea e dalla Valtellina partono italiani per l'Inghilterra (come J. Aconcio), per la Polonia (come G.G. Biandrata e G.P. Alciati della Motta); e quando il gruppo eretico è ridotto alle persone di G.G. Biandrata e di F. Sozzini, in Transilvania e in Polonia, i rapporti con Basilea e con la Valtellina sono rotti solo dalla fine naturale degli uomini rimasti a Basilea e dalla vittoria cattolica in Valtellina (narrata da C. Cantù nel suo Sacro Macello);
«segue 1599»

 

Gesuiti

«segue da 1570»
generale: Francesco Borgia (1565-72);
1571, agosto,
- Provincia di Lombardia: sorge il noviziato di Novellara che diventa funzionante dal 1° novembre;
[vedi Domicilia]
Il p.gen., trovandosi a passare, in compagnia di p. Polanco dinanzi alla casa di Maddalena Gallaíztegui (sulla strada da Pamplona a Loyola), scende dalla mula e si inginocchia a baciare i muri della casa in cui il suo maestro I. de Loyola 50 anni prima era stato curato dalla sorella.
«segue 1572»

Cappuccini
[Frati Minori della vita eremitica]

«segue da 1542»
1571, i cappuccini e i loro conventi del bergamasco, bresciano e cremasco, fanno parte (fino al 1587) della religiosa Provincia di Milano;
ora anche la comunità di Sovere richiede i cappuccini;
sarà quindi la volta di:
1576, Vertova;
1577, Romano,
1580, Trescore;
1585, Treviglio;
1586, inizia la costruzione del convento di Breno in Val Camune e di Almenno S. Salvatore;
«segue 1587»

Ugonotti

«segue da 1570»
1571, nel VII sinodo di La Rochelle, la chiesa riformata francese adotta la Confessione in modo definitivo e condanna le «heresies et blasphemies horribles» diffuse «es Pays circonvoisins» dal Gentile, dal Dávid, dal Biandrata, insieme alle proposte di riforma della disciplina della chiesa, e di abolizione del termine di presenza sostanziale;
«segue 1572»

Congregazione cardinalizia dell'inquisizione

«segue da 1566»
1571,
«segue 1572»

1571, Andrea Cesalpino studia per la prima volta la circolazione del sangue e pone il cuore al centro del sistema ematico. Nel 1583 descriverà nel De plantis oltre 1.300 piante, proponendo un nuovo criterio tassonomico fondato sulla struttura degli organi di fruttificazione.

ANNO 1571

Battaglia di Lepanto

1571

Agosto
23
, le navi spagnole arrivano a Messina;

Settembre
16
, Messina, don Giovanni d'Austria, dopo aver inviato un avamposto a Corfù, salpa con la flotta verso Lepanto;

Ottobre
7
,
nelle acque di Lepanto (nel golfo di Patrasso, in Grecia), la flotta navale dei collegati cristiani (Spagna, Venezia, il Duca di Savoia, Firenze, Genova, Malta e il papa), al comando di don Giovanni d'Austria, figlio naturale di Carlo V, sconfigge i turchi di Alì Pascià.
[Manca, come si è visto, la Francia che ha promosso un patto di «non aggressione» con l'Impero Ottomano per controbilanciare il potere asburgico in Spagna e Austria.]

LEGA SANTA:
- 207 gale[r]e,
- 30 navi,
- 6 galeazze,
- 20 vascelli e
- 32 imbarcazioni più piccole (con 1815 cannoni e 84.420 uomini);
cte: don Giovanni d'Austria,
sull'ammiraglia Real: 60 m. di lunghezza (cso il rostro), 59 remi azionati da 236 rematori;

Punto d'incontro: Messina.

Spagna
- 90 galee,
- 50 tra fregate e brigantini e
- 24 navi di servizio;
[partenza da Barcellona; rotta: Nizza Genova-Civitavecchia-Napoli-Messina]
assistenza spirituale: gesuiti;
. don Giovanni d'Austria
[sull'ammiraglia Real, comanda il centro: 62 galee e 2 galeazze.]
. don Juan de Cardona
[cte dell'avanguardia: 8 galee],
. don Álvaro de Bazán, marchese di Santa Cruz
[cte della retroguardia: 30 galee],
. Luis de Requesens,
. monsignor di Ligny,
. marchese di Priego,
. Pedro de Padilla,
. Suarez di Figueroa,
. Lope di Figueroa,
. duchi d Feria,
. col. Alberico di Londrone,
. col. Vinciguerra d'Arcos,
. Andrea Calergi, nobile cretese
. Muzio Alticozzi di Cortona (impiccato per rissa, prima della battaglia),
. conte Ferrante Caracciolo,
. Maria la Baildaora,
. Ottaviano Moretto (†), Piemontese,
. don Bernardino de Cardenas (†),
. ecc.

Genova
assistenza spirituale: domenicani e francescani;
. Gianandrea Doria
[cte del corno destro: 53 galee e 2 galeazze],
. ecc.

Venezia
- 106 galee e galeotte;
- 6 galeazze
[inabbordabili, fanno il loro debutto proprio in questa battaglia],
- 20 fregate.

assistenza spirituale: domenicani e francescani;

. Nicolò Avonal,
. Agostino Barbarigo (†), provveditore generale
[cte del corno sinistro: 53 galee e 2 galeazze],
. Andrea Barbarigo (†), Fortuna di Venezia,
. Giorgio Barbarigo, Tre Mani di Venezia,
. Giovanni Battista Benedetti (†),
. Francesco Bono (†),
. Ambrogio Bragadin,
. Antonio Bragadin,
. Piero Bua (†),
. Andrea Calergi, nobile cretese, (Uomo armato di Rethymno),
. sopracomito Marco Cicogna (†),
. Giovanni Contarini del Zaffo, Dio Padre e la Trinità,
. Girolamo Contarini (†),
. Marino Contarini (†), Santa Maria Maddalena,
. Giovanni Corner (†), Cristo di Candia,
. Antonio da Canal,
. Francesco del Bon, Piramide di Candia,
. Domenico del Tacco, Leone di Capo d'Istria,
. Giacomo di Mezzo (†),
. Francesco Duodo
[cte della galeazza capitana, in prima linea],
. Marco Antonio Lando (†),
. sopracomito Giovanni Loredan (†),
. Cristoforo Lucich,
. Catarino Malipiero (†),
. sopracomito Pier Francesco Malipiero (†),
. cap. da mar Nicolò Mondin, Signora di Zante,
. Federico Nani,
. col. Paolo Orsini,
. Paolo Giordano Orsini,
. Virginio Orsini (†),
. Antonio Pasqualigo (†),
. Filippo Polani, Cristo risorto di Candia,
. Marco Antonio Querini,
. Vincenzo Querini (†), Sole,
. Benedetto Soranzo (†), (corno di sinistra),
. Andrea Suriano,
. Giacomo Trissino (†),
. Girolamo Venier (†),
. Sebastiano Venier
[cte la nave capitana che fiancheggia la Real.],
. ecc.

Savoia
assistenza spirituale: domenicani e francescani;
. amm. Provana,
. ecc.
Malta
. fra Pietro Giustiniani, priore di Messina e capitano generale delle galere dei cavalieri di S. Giovanni (cte di 6 galere e 2 galeotte, davanti al grosso della flotta), Capitana,
. Gil de Adrada,
. Pagano Doria,
. Luigi Mazzinghi,
. ecc.
. Fiorenza, Donzella, San Giovanni,

Stato pontificio
- 12 galee,
- 6 fregate;
assistenza spirituale: cappuccini;
. don Marcantonio II Colonna
[cte della Fausta, la nave capitana che fiancheggia la Real.],
. Andrea da Pesaro
[cte di una delle 6 galeazze in prima linea]
. Romegas,
. Giulio Maria Odescalchi, nunzo apostolico,
. Alessandro Farnese,
. Ettore Spinola,
. principe di Parma,
. duca di Urbino,
. Francesco Maria della Rovere,
. Onorato Caetani,
. Alessandro Negroni, Grifona, messa a disposizione da Cosimo I de' Medici,
. ecc.

Volontari
. Crillon,
. sir Thomas Stuckeley,
. Giacomo IV (cacciato da Selim dal ducato di Naxos),
. Miguel de Cervantes (a bordo della Marquisa),
. ecc.

Perdite: 7500 caduti e altrettanti feriti.
[a.f.: 15 galee e 7650 uomini, tra cui Agostino Barbarigo, 778 feriti, tra cui Miguel de Cervantes.]

TURCHI di Selim II [Mast-l'Ubriaco]:
208 galee e 66 fuste.
[a.f.: 245 galee e 70 galeotte]
Tra i musulmani:
. Mehmet Alì Pascià (†), Sultana, (91 galere e 5 galeotte, al centro),
. Amurat Dragut (8 galere, 5 galeotte, 18 fuste, al centro)
. Mehmet Shoraq [Scirocco] (†),, bey (signore) di Alessandria, (55 galere e 1 galeotta, ala destra),
. capo corsaro Uluc Alì [Occhiali] (Giovanni Dionigi Galeni, un apostata di origini calabresi convertito all'Islam] bey di Algeri, (61 galee [a.f.: 67 galere e 27 galeotte] ala sinistra;
. ?, 70 navi nella retroguardia;
. Sokolli,
. Mehmet Bey, dell'Eubea
. bey di Rodi,
. bey di Tripoli,
. bey di Gallipoli,
. bey di Chio,
. corsaro Murad Reis,
. corsaro Karadja Alì,
. corsaro Caracogia,
. corsaro Mehmet Pascià, figlio di Barbarossa,
. corsaro Hasan Pascià, figlio di Barbarossa,
. Esdey Mustafa (tesoriere della flotta),
. Kara Reis, rinnegato genovese,
. Kara Deli,
. ecc.
Perdite: metà navi distrutte e metà catturate, 20.000 caduti.

[a.f.: 80 galee sono andate in fiamme e 117 catturate. Delle 60 galeotte turche, 27 sono andate perdute e 13 catturate.
Sono morti 50.000 soldati e marinai ottomani, e tra essi Mehmet Alì Pascià e tutti gli altri capi tranne Uluc Alì [Occhiali]. 8000 tra soldati e marinai sono presi mentre 10.000 prigionieri cristiani vengono liberati dalle catene.]

Sebbene gli storici tenderanno a considerare la vittoria di Lepanto come l'inizio del declino della potenza ottomana, ben più rovinoso per gli ottomani sarà il mezzo secolo di guerra contro l'Iran.










1571
Unione Elvetica
Confederazione dei tredici cantoni elvetici:

CATTOLICI
- Uri (1291),
- Schwyz (1291),
- Unterwalden (1291),
- Lucerna (1332),
- Zug (1353),
- Glarus (1353) [in parte],
- Friburgo (1481),
- Soletta (1481).

PROTESTANTI
- Zurigo (1351),
- Berna (1353),
- Glarus (1353) [in parte],
- Basilea (1501),
- Sciaffusa (1501),
- Appenzell (1513).

1571
-

 




1571
Sacro Romano Impero
Massimiliano II
Albero genealogico

(Vienna 1527 - Ratisbona 1576)
figlio di Ferdinando I e di Anna Jagellone, fu educato in Spagna;
1544, partecipa alla campagna di Carlo V contro la Francia;
1547, partecipa alla campagna di Carlo V contro la Lega di Smalcalda;
1548, sposa Maria, figlia di Carlo V;
1548-50, luogotenente in Spagna;
1562-75, re dei romani e di Boemia;
1563-72, re di Ungheria;
1564-76, arciduca di Alta e Bassa Austria, Carinzia, Stiria e Carniola
1564-76, imperatore del Sacro Romano Impero;
cerca di assicurare la libertà religiosa ai luterani con un compromesso che scontenta sia i cattolici sia i protestanti;

1571
-
Massimiliano II rinnova verbalmente la concessione, fatta tre anni prima alla sua nobiltà, del libero esercizio del culto luterano.

In Transilvania Stefano Báthory rispetta la libertà religiosa decretata dal suo predecessore.


1571
ducato di Sassonia
Augusto I
Albero genealogico

(Freiberg, Chemnitz 1526 - Dresda 1586)
figlio secondogenito di Enrico [il Pio] e di Caterina di Meclemburgo;
1548, sposa Anna, figlia di Cristiano III di Danimarca;
1553-86, principe elettore di Sassonia;



1571
ducato di Prussia
Alberto II
Albero genealogico

(† 1618)
figlio di Alberto I e di ?;
1568-1618, duca di Prussia;
caduto in demenza, i suoi stati sono governati dal parente, l’elettore di Brandeburgo


1571
ducato di Württemberg




1571
ducato di Baviera
Albrecht V [il Magnanimo]
Albero genealogico

(Munich 1528 - Munich 1579)
figlio di Guglielmo IV [il Costante] e di Marie Jakobäa di Baden-Sponheim ;
1546, sposa l'arcid.ssa Anna d’Austria;
1550-79, duca di Baviera;

1571
Palatinato
Federico III [il Pio]
Albero genealogico

(Simmern 1515 - Heidelberg 1576)
figlio di Giovanni II di Simmern;
1557-76, conte di Simmern;
1559-76, elettore del Palatinato;
nel 1561 si è convertito dal luteranesimo al calvinismo ed è il primo principe dell'impero ad adottare il credo ginevrino, ponendosi così in contrasto con le clausole della pace di Augusta [unica scelta concessa tra luteranesimo e cattolicesimo];
nei suoi domini perseguita luterani e cattolici, favorisce con sovvenzioni economiche gli ugonotti francesi;







1571
Mainz [Magonza]







 
1571
REGNO di POLONIA
[nel 1569 è avvenuta l'unione di Lublino (unificazione della Polonia e della Lituania)]
Sigismondo II Augusto
Albero genealogico

(† 1572) (s.f.)
figlio di Sigismondo I Jagellone e di Bona Sforza († 1557);
sposa in prime nozze Elisabetta d’Absburgo († 1545);
sposa in seconde nozze Barbara Radziwillówna (1520-1551)
[forse avvelenata da Bona Sforza]
sposa in terze nozze Caterina d’Absburgo († 1572)
[sorella di Elisabetta]
1548-72, re di Polonia e granduca di Lituania;
sposa in seconde nozze Bona Sforza († 1557), figlia di Gian Galeazzo duca di Milano;
nel 1561 acquista la Livonia;


1571
-

 




1571
IMPERO OTTOMANO
Selim II [Mast-l'Ubriaco]
Albero genealogico
(1524 - 1574)
figlio di Solimano [il Magnifico];
sultano: 1566-74;
succeduto al padre, tralascia per l'Harem ogni cura di governo; preferisce infatti i piaceri del vino agli affari dello stato (controllati dal gran visir Sokollu Mehmet Pascià) ed inoltre è debole e poco determinato;
1568-70, annessione dello Yemen; conquista Cipro;


Gran Visir
Sokollu Mehmet Pascià
(1566 - ?)
1571
Ottobre
7
, subisce la disfatta navale di Lepanto.










 




1571
REGNO di FRANCIA
Carlo IX
Albero genealogico
(Saint-Germain en Laye 1550 - Vincennes 1574)
quartogenito di Enrico II e di Caterina de' Medici;
1560-74, re di Francia;
nel 1570 sposa Elisabetta d'Austria, da cui non avrà eredi;



Primo ministro
[Sovrintendente delle Finanze]
René de Birague
(1568 - 1571)
 
Cancelliere-Guardasigilli
Jean de Morvilliers
vescovo di Orléans
(1568 24 mag - apr 1571)
 
Segretari di stato agli Affari Esteri
Claude Pinard
signore di Comblisy e di Cramailles
(1570 13 set - 1588)
Simon Fizes
barone di Sauves
(1567 22 ott - 1579)
Nicolas de Neufville
signore di Villeroy
(1567 28 ott - 1588) 
 
1571
-

 
1571
REGNO di NAVARRA
Giovanna III d'Albret
Albero genealogico

(Pau 1528 - Parigi 1572)
figlia di Enrico II d'Albret e di Margherita di Valois, sorella di Francesco I;
1541, sposa Guglielmo di Cleve (le nozze vengono poi annullate);
1548, sposa Antonio di Borbone;
1553, nasce il suo figlio Enrico (futuro Enrico IV);
1555-72, regina di Navarra;
nel 1556 si è convertita al calvinismo imponendolo nel suo regno e al figlio;
nel 1568, assieme al figlio, ha difeso il caposaldo ugonotto di La Rochelle;

1571
-



1571
ducato di Lorena e di Bar
Carlo III (o II) [il Grande]
Albero genealogico

(1542 - 1608)
figlio di François I e di Christine di Danimarca;
1545-1608, duca di Lorena e di Bar;
sotto la tutela della madre e dello zio;
1548-50, il breve scontro con l'Inghilterra si conclude con l'acquisto di Boulogne da parte della Francia;
nel 1557 è entrato nella maggiore età;

1571
-


1571
Olanda, Zelanda e Utrecht
Guglielmo I [il Taciturno]
Albero genealogico

(Dillenburg, Nassau 1533 - Delft 1584)
figlio di Guglielmo VIII di Nassau-Dillenburg;
1559-84, statolder di Olanda, Zelanda e Utrecht;
nominato statolder (governatore) da Filippo II;
nel 1564 ha allontanato il cardinale Granvelle cui era affidata l'organizzazione ecclesiastica dei Paesi Bassi;



governatore
[inviato da Filippo II]
duca d'Alba
(1565 - 1573)

1571
rivolta dei gueux: i gueux de la mer stanno conducendo sotto la guida di Guglielmo I [il Taciturno] e con il tacito consenso inglese, un'aspra guerra di corsa contro la Spagna;






1571
REGNO d'INGHILTERRA e d'IRLANDA
Elisabetta I
Albero genealogico
(Greenwich 1533 - Richmond, Surrey 1603)
figlia di Enrico VIII e di Anna Bolena;
1558-1603, regina d'Inghilterra;
dal 1559 è in vigore l' Uniformity Act;



1571
Aprile
11
, a Dover viene arrestato un'agente dell'Entità che porta con sé delle lettere cifrate, mentre in Scozia dopo la resa dei cattolici che occupano il castello di Dumbarton vengono trovati dei documenti che incastranio i cospiratori;
altre lettere e rapporti sono sequestrati a un messaggero del duca d'Alba e inviati ad Elisabetta dalla regina di Navarra Giovanna d'Albret che risiede in Francia sotto la protezione della Corona;

Agosto
lo spionaggio inglese conosce ormai i nomi e la funzione di tutti i partecipanti alla "cospirazione Ridolfi" il che aggrava la posizione di Maria Stuarda; a stringere il cerchio ci pensa il pirata John Hawkins che, dopo aver convinto Roberto Ridolfi di essere disposto a guidare una flotta cattolica inglese schierata con Filippo II e Maria Stuarda, sta lavorando invece per lo spionaggio inglese agli ordini di W. Cecil, il favorito della regina;

Settembre
4
, John Hawkins invia il suo rapporto alla regina;
7, viene arrestato il duca di Norfolk e rinchiuso nella Torre di Londra;
9, viene arrestato il vescovo di Ross il quale, sotto tortura, confessa che la regina di Scozia ha avvelenato il suo primo marito, Francesco II di Francia, permesso l'omicidio del secondo, lord H.S. Darnley, sposato l'istigatore del regicidio lord Bothwell e cercato di unirsi in matrimonio con un traditore, il duca di Norfolk;

Dicembre
l'unica misura adottata contro la Spagna è l'espulsione del suo ambasciatore a Londra, Guerau de Spes; intanto Norfolk, Arundel, Southampton, Cobham e Lumley sono rinchiusi nella Torre di Londra in attesa di processo;


IRLANDA
-
-
-
-

1571
dal 1560 è in vigore l' Uniformity Act;

a

1571
REGNO di SCOZIA
Maria [Stuarda]
Albero genealogico

(Linlithgow, Edimburgo 1542 - Fotheringhay, Northamptonshire 1587)
figlia di Giacomo V e di Maria di Guisa;
1542-67, regina di Scozia;
sotto la reggenza della madre;
dal 1548 vive in Francia dove viene educata;
nel 1558 ha sposato il delfino Francesco (ora Francesco II);
nel 1560, dicembre, è morto il marito;
dal 1561 si trova in Scozia;
nel 1566 ha sposato il giovane lord Henry Stuart Darnley, cattolico e imparentato con le famiglie reali d'Inghilterra e di Scozia;
dal 1568 è mantenuta sotto vari pretesti in una prigionia appena mascherata in Inghilterra da Elisabetta I;
1571
Settembre
10
, viene rinchiusa in una lugubre prigione nel castello di Sheffield;



Giacomo VI
Albero genealogico

(Edimburgo 1566 - Londra 1625)
figlio di lord Henry Stuart Darnley e di Maria [Stuarda];
1567-1625, re di Scozia;
incoronato a un anno, dopo la deposizione della madre;
Reggente (1570-80): J. D. Morton;
Precettore: G. Buchanan;




1603-25, re d'Inghilterra (Giacomo I);



1571
-


a

1571
REGNO di DANIMARCA e di NORVEGIA
Federico II
Albero genealogico
(Haderslev 1534 - Antvorskov 1588)
figlio di Cristiano III e di Dorotea di Sassonia-Lauenburg;
1559-88, re di Danimarca e di Norvegia;
1563-70, "guerra dei sette anni": la pace di Stettino sancisce lo status quo;




1571
tra i più floridi anni nella storia della Danimarca;.
NORVEGIA
1571
-
ISLANDA
1571
-

1571
REGNO di SVEZIA
Giovanni III Vasa
Albero genealogico
(Stegeborg 1537 - Stoccolma 1592)
figlio di Gustavo I e di Margherita Lauenhaupt;
1556-92, duca di Finlandia;
dal 1563 è tenuto in prigione dal fratello Erik XIV, re di Svezia;
1563-70, "guerra dei sette anni";
1568-92, re di Svezia;



1571
-






1571
REGNO di PORTOGALLO
Sebastiano
Albero genealogico

(Lisbona 1554 - Alcázarquivir, odierna Ksar el-Kebir, Marocco 1578)
figlio postumo dell'erede al trono Giovanni di Braganza;
1557-78, re di Portogallo;
[1557-68, sotto la reggenza del prozio cardinale Enrico.]




1571
-
a

1571
REGNO di SPAGNA
Filippo II [il re prudente]
Albero genealogico
(Valladolid 1527 - Escorial, Madrid 1598)
primogenito di Carlo V e di Isabella di Portogallo;
1539, muore la madre;
1540-98, duca di Milano;
dal 1543 è reggente della Castiglia e dell'Aragona, dal 1545 è vedovo e dal 1548 si trova presso il padre a Bruxelles;
nel 1550 ha fatto ritorno in Spagna;
nel 1551 ha ricevuto il giuramento del regno di Navarra;
1554-98, re di Napoli e di Sicilia (Filippo I);
dopo l'incoronazione ricevuta dal padre, ha lasciato la Spagna per sposare la regina d'Inghilterra Maria Tudor;
1556-98, re di Spagna;
nel 1559 è morta la seconda moglie Maria Tudor;
1559-60, agisce contro il protestantesimo in Spagna e contro ogni supposto eretico assicurato dall'ortodossia tridentina;
nel 1561 Madrid è stata elevata al rango di residenza reale;
nel 1567 ha attuato l'assimilazione religiosa forzata dei mori dell'Andalusia e di Granada;
nel 1568 la morte della terza moglie Elisabetta di Valois ha allentato i rapporti con la corte francese; si è pure aggiunta la tragedia domestica che lo ha costretto ad imprigionare il figlio primogenito don Carlos (Carlo d'Austria);
nel 1570 sposa (quarto matrimonio) la nipote Anna d'Austria che gli darà cinque figli [tra cui l'erede al trono Filippo III];






1580-98, re di Portogallo;

 
1571
1568-71, conduce contro i mori insorti dell'Andalusia e di Granada una vera e propria guerra che don Giovanni d'Austria conclude con il consueto rigore;
alla fine solo una minoranza dei mori è lasciata nelle sue sedi, la maggior parte viene invece trasferita in Castiglia e nelle province settentrionali;
Ottobe
7
, la lega antiturca, al comando del suo fratellastro don Giovanni d'Austria, riporta la vittoria di Lepanto che arresta definitivamente l'avanzata ottomana verso il Mediterraneo occidentale;







1571
ducato di SAVOIA
Emanuele Filiberto [Testa di Ferro]
(Chambéry 1528 - Torino 1580)
figlio di Carlo III [il Buono] e di Beatrice di Portogallo;
1536-80, principe di Piemonte;
1538-80, conte d'Asti;
1553-80, conte di Aosta, Maurienne e Nizza;
1553-80, duca di Savoia;
1553-80, re di Cipro e Gerusalemme (titolare);
nel 1553 è stato nominato luogotenente generale e comandante supremo dell'esercito spagnolo in Fiandra;
1556, governatore dei Paesi Bassi;
nel 1560 la pace di Cateau-Cambrésis gli ha restituito i suoi stati (ad eccezione di alcune fortezze, rimaste ancora in mano francese e spagnola, e del territorio ginevrino a cui è riconosciuta l'indipendenza); la pacificazione è stata sancita dal suo matrimonio con Margherita d'Angoulême, duchessa di Berry, figlia di Francesco I, re di Francia. 
nel 1560 ha trasferito la capitale da Chambéry a Torino;
nel 1562 ha recuperato Torino;
il 7 febbraio 1563 è entrato ufficialmente a Torino;

 
1571
-



1571
REPUBBLICA DI GENOVA
[Denominazione ufficializzata nel 1528 per iniziativa di Andrea Doria]
Paolo Giustiniani Moneglia
Albero genealogico

(? - ?)
figlio di
1569 6 ott - 6 ott 1571, doge di Genova;


Gianotto Lomellini
Albero genealogico

(? - ?)
figlio di
1571 10 ott - 10 ott 1573, doge di Genova;


1571
-


1571
ducato di Milano

dal 1535 il ducato,
come previsto dal congresso di Bologna,
è stato devoluto all'impero [in pratica agli Absburgo].



Filippo II [il re prudente]
Albero genealogico

(Valladolid 1527 - Escorial, Madrid 1598)
primogenito di Carlo V e di Isabella di Portogallo;
1539, muore la madre;
1540-98, duca di Milano;
1554-98, re di Napoli e di Sicilia (Filippo I);
1556-98, re di Spagna;



1580-98, re di Portogallo;



– vedi Spagna –

 

1571
-



1571
ducato di Mantova
Guglielmo I
Albero genealogico
(1538 - 1587)
figlio di Federico II e di Margherita Paleologo, e fratello di Francesco III;
1550-87, duca di Mantova e marchese del Monferrato;
[dal 1561 è sposato con Eleonora von Habsburg.]



1574-87, 1° duca del Monferrato;



1571
-
a

1571
REPUBBLICA DI VENEZIA
"La Serenissima"
Alvise I Mocenigo
Albero genealogico

(Venezia 26 ott 1507 - Venezia 4 giu 1577)
figlio di Tommaso e di Lucrezia Marcello;
1570-77, doge di Venezia; [85°]

- nunzio pontificio: Giovanni Antonio Facchinetti (1566 6 mag - 15 giu 1573)
- ambasciatore di Spagna: ? (? - ?)

1571
Gennaio
il durante la guerra di Cipro, altri 6 patrizi diventano procuratori in cambio di prestiti di 20.000 ducati alla Repubblica.
[Una prima occasione, nel Cinquecento, si è già presentata nel 1537.]
30, Girolamo Torresano, a capo della tipografia aldina, e il fratello Bernardino Torresano ottengono un privilegio ventennale dal Senato per la stampa dell' «Officiuolo»; stipulato un accordo con la Stamperia del Popolo Romano, diretta da Fabrizio Galletti, per dividere il lavoro i due fratelli si accingono a sfruttarlo.
Grazie a qualche appoggio in Curia si assicurano dagli arcivescovi di Milano e Napoli il permesso di vendere l'«Officiuolo» riformato i quelle diocesi.
[Nel giro dei sette-otto mesi a cavallo tra il 1571 e la prima metà del 1572, eseguiranno ben sei tirature da tremila esemplari ciascuna per un totale di 19.800 copie.]
Lo scontento degli altri librai veneziani, lascisati fuori da questi monopoli, cresce.
Emarginati dalla stampa di catechismi, breviari e messali, vedono ora la tipografia aldina accaparrarsi anche la produzione dell' «Officiuolo» riformato.
L'arte, a questo punto autorizza un gruppo di dieci-dodici dei suoi membri a stamparlo.

Febbraio
3
, il Consiglio dei Dieci chiede ai rettori di Bergamo di scovare chi ha stampato un pamphlet che attacca un cardinale.
[Non è chiaro se abbia agito su espressa richiesta di Roma.]
6, (e poi il 13) deposizione di Gilio Bonfadio;

Aprile
2
, sentenza contro Gilio Bonfadio;

Maggio
19
, il nunzio Giovanni Antonio Facchinetti scrive: «Ma le cause nelle quali i gentilhuomini venetiani hanno interesse sono piene di molto maggior difficultà che le publiche, perché queste le trattano senza particolar passione, ma le proprie, se ben private, le fanno in questi casi pubbliche, et ciascuno poi tanto broglio, che se ne vede con incredibile difficultà il fine».
[Paul F. Grendler, L'Inquisizione Romana e l'Editoria a Venezia 1540-1605, Il Veltro Editrice, Roma 1983]
25, viene formalmente conclusa la Sacra Lega;

Agosto
,
Famagosta, ormai stremata dopo un anno di assedio, si arrende ai turchi;
Mustafà Pascià ha promesso agli sconfitti condizioni di pace generose: tutti i soldati italiani riveveranno l'onore delle armi e saranno condotti nell'isola di Creta, su navi veneziane, insieme ai soldati greci e albanesi che hanno combattuto con loro.
Ma il loro destino sarà diverso…
Mustafà Pascià insulta pesantemente i due comandanti veneziani condotti nella sua tenda e li incolpa di aver ucciso «un gran numero di valorosi soldati ottomani». La risposta non è cortese!
Il gen. Achille Baglioni viene subito decapitato con una scimitarra.
L'ammiraglio Marcantonio Bragadin, dopo che gli è stato subito amputato un orecchio, poi il naso e l'altro orecchio, viene legato a una colonna e scorticato vivo sulla piazza principale di Famagosta.
Mozzatagli quindi la testa, la sua pelle viene calata su un manichino di paglia e portata in lugubre trionfo in mezzo alle truppe turche che applaudono.
[Nove anni più tardi, un soldato veneziano di nome Girolamo Polidoro, miracolosamente sopravvissuto alla strage, riuscirà a recuperare la pelle dell'ammiraglio che è finita tra macabri cimeli in uno stanzone dell'Arsenale di Costantinopoli. Le spoglie saranno conservate in un sarcofago della chiesa dei Santi Giovanni e Paolo a Venezia.]

Nantas Salvalaggio, Signora dell'acqua, Piemme, Casale Monferrato 1997.]

Agosto
Tra il 9 agosto e il 24 ottobre vengono interrogati altri dei ventotto librai «fuorilegge»:
. Pietro da Fino, stampatore in piccolo all'insegna del Gallo, confessa, dopo qualche esitazione di aver deliberatamente trasgredito la legge, dato che vive «più de lavorar che de' libri».
Il Sant'Uffizio gli commina una multa di 2 ducati per ostilità.
. Alvise Valvassori [Guadagnino] deve pagare 10 ducati;
[Egli non è editore e dirige una bottega per conto di Giovanni Andrea Valvassori, attivo come tipografo tra il 1541 e il 1572, e che paga l'ammenda.]
. Gabriel Giolito deve pagare 10 ducati;
. Francesco Ziletti (entrato in possesso meno di un anno prima, quando ha rilevato la libreria all'insegna del Pozzo che era stata di Andrea Arrivabene) non si sa se sia stato punito;
altri venti librai sono ammoniti e presto rilasciati;
. Gilio Bonfadio (o Bonfadino), libraio all'insegna del "Diamante" a San Mosé, deve fare penitenza.
Tutti sono andati comunque incontro al sequestro dei libri di cui sono stati scoperti in possesso.
I tipografi ammoniti e rilasciati:
. Giovanni Bariletto all'insegna della Prudenza,
. Giovanni Francesco Camocio (o Camozza) all'insegna della Piramide,
. Francesco dei Franceschi all'insegna della Pace,
. Francesco Rocca all'insegna del Castello,
. Giovanni Battista Somasco all'insegna del Centauro,
. Bolognino Zaltieri e Giordano Ziletti all'insegna della Stella,
. Damiano Zenaro all'insegna della Salamandra,
. Fabio Zoppini all'insegna del Zotto.

Semplici rivenditori sono invece:
. Gasparo Albara e Domenico Fossani all'insegna della Speranza, che hanno da poco ereditato la bottega da Giovanni della Speranza,
. Giacomo de Berechi (o Berichia), impiegato nella libreria all'insegna della Gatta, di proprietà degli eredi di Melchiorre Sessa,
. Marco Bindoni all'insegna della Giustizia,
. Bernardino del Bo' all'insegna dello Zio, Matteo de Bo' nipote di Bernardino,
. Carlo Bombello che ha una bancarella dalle pparti di San Moisé;
. Piero de Nicolò all'insegna del Gesù, che soprattutto dipinge e vende immaginette di soggetto sacro ad uso delle scuole,
. Giulio Rizzo (o Rizzio) all'insegna della Donzella,
. Domenico Splendor all'insegna della Madonna,
. Giacomo da Trin che vende libri sul ponte del Rialto,
. Zacaria Zenaro all'insegna della Fontana.
I processi menzionano una notevole varietà di libri proibiti «nazionali» e stranieri, tra i quali, oltre a quelli citati:
- Dialoghi di B. Ochino;
- alcuni scritti di Guillaume Postel, Olimpo di Sassoferrato, Giovanni Sleidano.

Lo stesso mese di agosto il Sant'Uffizio viene a conoscenza (senza dubbio da Girolamo Torresano o dalle sue aderenze romane) di quanto deciso dagli stampatori veneziani e comincia ad interrogare i librai protagnisti della protesta i quali, convinti di non aver più nulla da perdere, non mostrano alcun timore della scomunica.
[La proibizione rivolta loro formalmente, di stampare o vendere l' «Officiuolo» riformato non ha comunque grandi effetti se nel gennaio del 1572 l'Inquisizione verrà a sapere che i Giunti producono e smerciano ancora la vecchia versione!]

Novembre
19
, deposizione di Teofilo Panarelli davanti all'Inquisizione veneziana;
23, un altro libraio depone davanti all'Iquisizione veneziana;
«Quando la corte venne a prendermi, io havevo ascoso i libri miei proibiti in una botte vacua in cantina et per far danari questo Gio. Stella me menò un libraro a casa, acciò che quel libraro me le vendesse, dicendo che quel libraro era heretico anco lui, io non sol il suo nome, ma fu bottega de libraro a San Polo, et era questo libraro amico anco di Ludovico Abioso».
[Trattasi molto probabilmente della deposizione di un certo Francesco Rocca operante all'insegna del Castello, nella parrocchia di S. Polo.
Tra il 1550 e il 1576 pubblicò 17 titoli tra cui una traduzione italiana dell'Institutio Christiani matrimonii (1550) di E. da Rotterdam (figurante nell'edizione veneziana dell'Indice del 1554, nell'Indice paolino e nel tridentino) ed un Nuovo Testamento volgare stampato nel 1551 e ricalcato sulla versione protestante del Brucioli.]

Dicembre
, l'Inquisizione convoca tutti i membri dell'arte della stampa per dar loro lettura del testo della parte (legge 28 giugno 1569) ma a presentarsi sono solo 29 malcapitati;
6, deposizione di Teofilo Panarelli davanti all'Inquisizione veneziana;
18, il Senato, rendendo grazie a Dio per la vittoria di Lepanto e giurando vendetta del tradimento degli ebrei, ne decide l'espulsione.
Nel giro di pochi giorni torna a valutare gli effetti della perdita del pagamento delle condotte e lo sconvolgimento degli scambi monetari provocato dalla deliberazione e la revoca, senza però rinnovare agli ebrei il permesso di dimorare e svolgere attività in città.
Sospesi tra accoglimento ed esilio, mentre proseguono segretamente le trattative con i turchi, gli ebrei attendono (fino all'estate del 1573) la nuova condotta.
Questa è, con ogni probabilità, una delle condizioni della pace con la Porta e prescrive che gli ebrei tengano banchi di prestito per i poveri del tipo Monti di Pietà.
[In seguito il numero degli ebrei a Venezia aumenterà di molto e sarà definitivamente riconosciuto il loro ruolo nella vita economica e sociale della repubblica.]





[Paul F. Grendler, L'Inquisizione Romana e l'Editoria a Venezia 1540-1605, Il Veltro Editrice, Roma 1983.]


1571
ducato di Ferrara, Modena e Reggio
Alfonso II d'Este
Albero genealogico

(Ferrara 1533 - 1597)
figlio di Ercole II e di Renata di Francia;
1552-54, in contrasto col padre, fugge e combatte nelle Fiandre;
1557-58, combatte contro gli spagnoli in Italia;
1559-97, duca di Ferrara, Modena e Reggio;
nel 1560 ha allontanato da corte la madre, per le sue tendenze protestanti, che fa ritorno in Francia ritirandosi nel proprio feudo di Montargis;
nel 1567 è morta la prima moglie Lucrezia de' Medici;


 
1571
-


1571
Granducato di Toscana
Cosimo I de' Medici
Albero genealogico

(Firenze 1519 - Villa di Castello, Firenze 1574)
figlio di Giovanni [dalle Bande Nere] (ramo dei "popolani") e di Maria Salviati;
1537-69, duca di Firenze;
nel 1539 ha sposato Eleonora Álvarez de Toledo y Zúñiga († 1562);
nel 1562 ha istituito l'Ordine militare religioso di Santo Stefano;
1569-74, granduca di Toscana;

1571
il granduca nomina Egnazio Danti "Cosmografo del Granduca di Toscana" e gli assegna una cattedra di matematica all'università di Pisa;



1571
ducato di Urbino
Guidobaldo II
Albero genealogico
(Pesaro 1514 - 1574)
figlio di Francesco Maria I Della Rovere e di Eleonora Gonzaga;
1538-74, duca di Urbino;
1538-39, duca di Camerino;
nel 1548 ha sposato Vittoria Farnese;
dal 1553 è capitano generale della chiesa;
dal 1555 è prefetto di Roma;
dal 1558 è passato al servizio di Filippo II di Spagna;





 
1571
-



1571
REGNO di NAPOLI e di SICILIA
Filippo II [il re prudente]
Albero genealogico

(Valladolid 1527 - Escorial, Madrid 1598)
primogenito di Carlo V e di Isabella di Portogallo;
1539, muore la madre;
1540-98, duca di Milano;
1554-98, re di Napoli e di Sicilia (Filippo I);
dopo l'incoronazione ricevuta dal padre, ha lasciato la Spagna per sposare la regina d'Inghilterra Maria Tudor;
1556-98, re di Spagna;



1580-98, re di Portogallo;



– vedi sopra –


NAPOLI
Viceré
-
Nunzio apostolico
-

1571
-


SICILIA
Viceré
G. Toledo
(1564 - 1577)
1571
-

 





'Abbas I [il Grande] (n. 1571-Mazandaran 1629) scià di Persia (1587-1629);
1587, discendente della dinastia dei Safawidi, eredita dal padre Muhammad Khundabarida lo stato persiano in crisi;
1599, riprende diversi territori agli uzbeki;
1602, riesce a spodestare i portoghesi dalla loro base persiana, a nord dell'isola di Hormuz;
1621, riprende diversi territori al gran mogol;
1606, riconquista i vasti territori del Caucaso, in precedenza tolti dai turchi ai persiani;
1622, con l'aiuto inglese elimina pure l'infuenza dei portoghesi ai quali strappa l'isola di Hormuz;
1623-24, riconquista i vasti territori della Mesopotamia, in precedenza tolti dai turchi ai persiani. .

Blaeu, Willem Janszoon o Blavius (Alkmaar 1571-Amsterdam 1638) geografo e editore olandese, discepolo di T. Brahe;
Nova universi terrarum orbis mappa (1605)
Theatrum orbis terrarum (1635)
Theatrum urbium et munimentorum.
Atlas Novus (1634-62, in 6 voll., portato a termine dai figli Jan e Cornelis)
Atlas Major (1650-62, in 11 voll.)
[Questi due ultimi apparsi anche in edizione tedesca, francese e spagnola.]
A Jan si deve l'Atlas major sive cosmographia blaviana (Amsterdam 1596-73, in 14 volumi).

Branca, Giovanni (Sant'Angelo in Lizzola, Pesaro 1571-Loreto, Ancona 1645) ingegnere italiano
Manuale di architettura (1629)
Le machine, volume nuovo e di molto artificio da fare effetti meravigliosi (1629).

Kepler, Johannes o Giovanni Keplero (Weil 1571-Ratisbona 1630) astronomo tedesco.
[Sempre considerato il figlio di una strega, la mamma da lui salvata dal rogo.].

Longueval, Carlo Bonaventura de – conte di Bucquoy e barone di Vuax (1571-1621) generale imperiale nella guerra dei trent'anni.

Mun, Sir Thomas (1571-1641) mercantilista inglese; "mercantilismo"; direttore della Compagnia delle Indie Orientali;
Discourse of Trade from England into East Indies (1621)
England's Treasure by Foreign Trade (1664).

Orsini, Cesare o Magister Stopinus (Ponzano Magra, La Spezia 1571 ca-m. 1638) poeta italiano, segretario a Roma del cardinale Bevilacqua, dimorò poi nelle corti di Mantova, Ferrara e Venezia;
Giasone (1612, teatro)
Epistole amorose con otto idilli (1619)
Selve poetiche (1635)
Capriccia macaronica (raccolta di elegie, egloghe ed epigrammi, pubblicata con lo pseudonimo di Magister Stopinus, molto popolari nel Sei Settecento; il «latino del Maestro Stoppino» diventò una locuzione proverbiale e scherzosa per indicare il latino maccheronico dei non dotti).

Praetorius, Michael (Creuzburg, Turingia 1571-Wolfenbüttel, Bassa Sassonia 1621) compositore e teorico tedesco, figlio di un pastore luterano, studiò filosofia e teologia all'università di Francoforte sull'Oder; svolse attività di organista e maestro di cappella a Wolfenbüttel, Dresda e in altre città tedesche
Syntagma musicum (1615-19, in tre parti: 
- I, in latino, trattazione storica
- II, in tedesco, descrizione degli strumenti musicali accompagnata da chiare e utilissime xilografie
- III, in latino, notizie su forme e tecniche).

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«segue da 1570»
1571
Irlanda
la regina Elisabetta I ha già fatto incidere (forse già prima del 1567) una speciale serie di caratteri irlandesi per pubblicare le edizioni in irlandese del Nuovo Testamento e del catechismo anglicani ma essi ora vengono impiegati per stampare una "irische balade" sul giorno del Giudizio composta da un bardo irlandese contemporaneo di fede romana. In Irlanda i caratteri gaelici diventano un'arma potente contro lo stato e la Chiesa d'Inghilterra.
«segue 1572».

Index librorum proibitorum

«segue da 1570»
1571, 5 marzo, Pio V affida a una congregazione appositamente costituita la preparazione di un nuovo indice con il proposito di sostituire definitivamente il catalogo uscito da Trento; la nuova Congregazione dell'Indice dei libri proibiti è autonoma rispetto a quella dell'inquisizione ma in realtà ad essa strettamente legata e quasi subordinata.
Nei Paesi Bassi spagnoli viene invece creato il primo "Indice espurgatorio" con la revisione di oltre duecento opere divise in sei sezioni: teologia, diritto, medicina, filosofia, matematica e umanità.
«segue 1572»

Consejo real y supremo de las Indias

«segue da 1542»
1571, è ristrutturato da Filippo II;
«segue 1636»

 

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