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Pietro ARETINO

(Arezzo 1492 – Venezia 1556)

scrittore italiano, figlio di un calzolaio, tale Luca del Tura, e di Tita Bonci;

condannato come autore osceno fino all'Ottocento, fu costretto a una circolazione clandestina e a una valutazione riduttiva;

1506-07
abbandona la famiglia per l'apprendistato di pittore a Perugia;

1512

Opera nova (1512)

1517
si trasferisce a Roma dove vive protetto da Agostino Chigi;

1521
per le sferzanti pasquinate seguite alla morte di Leone X durante il conclave, all'elezione di Adriano VI deve abbandonare la città; ritorna dopo l'elezione di Clemente VII;

1525

Forza (1525)

La cortigiana (1525; 1534, II redaz.)

1526

Sonetti lussuriosi (1526, in cui illustra le incisioni erotiche di M. Raimondi)

fatto segno di un attentato (ispirato dal datario pontificio G.M. Giberti), si allontana definitivamente da Roma  divenendo amico di Giovanni dalle Bande Nere al quale si accompagna fino alla sua morte (novembre 1526);


1527,
dopo un breve soggiorno alla corte di Mantova prende stabile dimora a Venezia dove è protetto dal doge Andrea Gritti;
amico di P. Bembo e di Tiziano, gode persino della protezione di Francesco I e di Carlo V;

Il Marescalco (1527-30)

1533

I tre primi canti di Marfisa (1533)

1534

Sette salmi della penitenza di David (1534)

La passione di Gesù (1534)

Ragionamenti (o Dialoghi delle prostitute o Sei giornate) (1534-36):
- Ragionamento della Nanna e dell'Antonia (1534)
- Dialogo nel quale la Nanna insegna a la Pippa (1536)
[Un Capricciosi e piacevoli ragionamenti (1660) uscirà a "Cosmopoli" senza indicazione dello stampatore… gli Elzevir.]

1535

Humanità di Cristo (1535)

1538

Genesi (1538)

Le lagrime di Angelica (1538)

1539

Vita di Maria Vergine (1539)

1540

L'Orlandino (1540, parodia di poema)

Vita di Caterina vergine e martire (1540)

1542

Ipocrito (1542)

Talanta (1542)

1543

Le carte parlanti (1543)

Vita di san Tomaso (1543)

1545

Orazia (1545, tragedia in versi)

1546

Il Filosofo (1546)

1547

Dubbi e Sonetti (1547)

Dialoghi delle corti

Astolfeida (parodia di poema)

1556
muore a Venezia.

Lettere (1538-57, in sei libri).

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