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Martin BORMANN

(Halberstadt o Wegeleben 17 giugno 1900 – Berlino 2 maggio 1945)

politico tedesco, capo della cancelleria del partito e segretario ufficiale di A. Hitler;

[Padre di Albert e di Martin Adolf.
Genero di Walter Buch.]

1914

1914 luglio - novembre 1918I Guerra Mondiale

1919
dopo aver servito nella guerra mondiale, entra nei Freikorps;
durante questo periodo viene arrestato e imprigionato per il suo coinvolgimento nell'assassinio di uno dei suoi ex insegnanti;

1927
entra nel NSDAP (Nationalsozialistische deutsche Arbeiterpartei – Partito nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi) dove fa grandi progressi grazie alle sue capacità organizzative;
He served as a regional press manager, Gauleiter, and chief business manager in Thuringia.
La sua attività attrae l'attenzione del Führer che lo mette a capo dello staff di R. Hess, leader dei deputati del partito;
diventa presto deputato del partito e sovrintendente agli affari finanziari di A. Hitler;

1933
30 gennaio, A. Hitler è nominato cancelliere dal presidente del Reich P.L. von Hindenburg;
27 febbraio, incendio del Reichstag;
[I nazisti accusano immediatamente il partito comunista di aver preparato e commesso il crimine. L'incendio è l'inizio della rivoluzione… nasce una nuova era nella storia della Germania.]

1934
30 giugno, "notte dei lunghi coltelli";

1938
gennaio, scoppia lo "scandalo Blomberg-Fritsch";
marzo, A. Hitler procede all'annessione al Reich dell'Austria;
29 settembre, viene firmato il patto di Monaco;
9-10 novembre, Kristallnacht "notte dei cristalli", progrom antisemita;
[Si dice che questa improvvisa violenza contro le proprietà degli ebrei sia stata causata dall'assassinio di Ernst von Rath, terzo segretario presso l'Ambasciata tedesca a Parigi.]

1939

1939 settembre – aprile 1945 - II Guerra Mondiale

1° settembre, A. Hitler attacca la Polonia;

1940

maggio-giugno, campagna di Francia

1941

fronte balcanico

10 maggio, dopo la fuga di R. Hess, gli succede a capo della cancelleria tedesca;

invasione dell'Unione Sovietica

22 giugno, inizia la campagna di Russia;

1942

1943
diventa segretario ufficiale del Führer;

1944
6 giugno, D-Day, inizio dell'invasione finale ad ovest;
20 luglio, Rastenburg, fallisce il colpo di stato tentato contro A. Hitler;

1945
30 aprile, A. Hitler si toglie la vita insieme alla sua amante Eva Braun (ufficialmente sposata il giorno precedente);
lo stesso mese, anche se designato da questi a succedergli alla guida del partito, muore anche lui sotto i bombardamenti di Berlino.

1946
dichiarato disperso nella battaglia di Berlino, viene processato in contumacia dal tribunale di Norimberga e condannato a morte.

_______________

Illazioni o certezze sulla sua sopravvivenza in Sud America continueranno ancora per molti anni:

1958
suo figlio Martin Adolf, rimasto fedele al cattolicesimo, viene ordinato sacerdote;

1972
dicembre, una squadra di operai che lavora nella zona della stazione di Lehrter scopre due scheletri perfettamente conservati nel sottosuolo: uno dei due appartiene a lui;

1973
solo ora viene dichiarato morto dal governo della DDR (Repubblica Democratica Tedesca), sulla base di uno scheletro rinvenuto a Berlino non lontano dal bunker di A. Hitler;

1974
il giornalista di origine ungherese Ladislas Farago pubblica negli Stati Uniti un volume intitolato Aftermath, in cui spiega di aver addirittura incontrato il gerarca l'anno precedente in Bolivia; la leggenda della sua fuga sarà quindi ancora lontana dall'essere dissipata;

1998
solo ora un test del DNA conferma che i resti appartenevano a lui.
[In realtà quindi, per quanto sia stato segnalato nel dopoguerra di volta in volta in Medio Oriente e nei Paesi del Sudamerica, dove si dice sia arrivato a bordo di un sottomarino e gli siano stati attribuiti almeno una mezza dozzina di diversi decessi, nei luoghi e con le modalità più bizzarre, egli morì realmente a Berlino non lontano dal bunker di A. Hitler già nell'aprile del 1945.]

 

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