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Il Viandante - Politici - Luce Henry Robinson

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- Henry Robinson LUCE

(3 aprile 1898 – 28 febbraio 1967)

giornalista statunitense, creatore del giornalismo illustrato moderno;
si definiva repubblicano, protestante e fautore dell'iniziativa privata, posizioni che difese per tutta la vita;

[Figlio di missionari americani, amava attingere agli insegnamenti divini.]

 

1923
assieme a Briton Hadden fonda la rivista «TIME»;

1930
segue la rivista «Fortune», elegantissimo mensile di economia e finanza;

1935
sposa Clare Boothe, nata Ann Boothe;

1936
segue la rivista «Life», che fonda il suo richiamo sui grandi servizi fotografici e che sarà un modello per tutte le riviste analoghe nel mondo;

1945
dopo la seconda guerra mondiale, segue la rivista «Sports Illustrated»;

Tutte queste pubblicazioni hanno tirature milionarie e molte riviste in giro per il mondo ne hanno adottato lo stile.

1950

Uno dei suoi teologi preferiti è Reinhold Niebuhr, uno dei presidenti onorari del "Congresso per la libertà della cultura".

Durante la guerra fredda egli sostiene:
«La capacità americana di aver successo nella cooperazione è direttamente correlata alla dipendenza da Dio, sancita dalla nostra costituzione».
Inoltre ritiene:
«Nessuna nazione nella storia, eccettuato l'antico popolo di Israele, è stata tanto chiaramente destinata da Dio alla realizzazione di una fase speciale del suo grande disegno».
Per lui la guerra fredda è una guerra santa in cui la sua società, la Time Inc. ha «come impegno principale e fine» quello di spazzare via il comunismo da ogni parte del mondo.

1956

1967
28 febbraio, muore.

Ha dato alla stampa periodica un'autorevolezza e una diffusione impensabili prima di lui, e ha rinnovato la tecnica giornalistica in ogni settore dell'informazione.
[Il carattere narrativo, tutto fatti, degli articoli; la ricchezza di aneddoti e di particolari coloriti; i brevi ritratti psicologici dei personaggi; le didascalie rapide e provocanti sotto le illustrazioni; sono tecniche usate per la prima vota da TIME, ed entrate da allora nell'uso comune dei periodici, dei quotidiani, delle agenzie di stampa.
Adottò per la prima volta con «TIME» anche una tecnica organizzativa, il giornalismo di gruppo, per dare il massimo di informazione nel minimo di spazio.
Corrispondenti ed inviati facevano monumentali ricerche e mandavano lunghi reportage per veder pubblicate 50 o 100 righe riscritte, anzi distillate, dai loro colleghi in sede. Un metodo a cui era penoso abituarsi, ma che diede risultati straordinari.
Infine, lo stile di «TIME», soprattutto quello dei primi tempi, suscitò un enorme scalpore e le critiche indignate dei puristi, ma stimolò il piacere di leggere, incuriosì e divertì il pubblico. Era uno stile pieno di neologismi, che con snob univa lo slang col più improbabile linguaggio letterario, e faceva uso di una sintassi classicheggiante, eterodossa e volutamente impropria.]
[Fonte: Wikipédia]

 

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