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Leone XIII
(1878-1903)

 

 

 

Papa Pio X
(1903-14)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Papa
Benedetto XV

(1914-22)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Papa Pio XI
(1922-39)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Papa Pio XII
(1939-58)

 


– Luigi COLOMBO

(Milano 15 aprile 1886 – Milano 22 agosto 1973)

uomo politico italiano;

 

[Figlio di Francesco e di Maria Leveni.]

__________________

 

1904

è chiamato a far parte, in qualità di segretario, della giunta diocesana di Azione cattolica e della Federazione diocesana delle opere economico-sociali, che raggruppa numerose leghe del lavoro, cooperative, mutue di soccorso e casse rurali;
è in questo periodo che, a contatto con la ricca realtà sociale del movimento cattolico, nasce in lui vivo interesse per la azione sindacale;

6 novembre, (XXII Legislatura – 1904 30 nov - 8 feb 1909)

1905
12 - 28 mar, ("governo Tittoni");
28 mar - 24 dic, (I "governo Fortis")
24 dic - 8 feb 1906, (II "governo Fortis")

1906
8 feb - 29 mag, (I "governo Sonnino")
29 mag - 11 dic 1909, (III "governo Giolitti")

1907

1908

agosto, insieme con don Benedetto Galbiati dell'Unione popolare e don Achille Ballini di Bergamo, si reca a Zurigo, dove partecipa, in rappresentanza dei cattolici italiani, al 1° Congresso internazionale dei sindacati cristiani;

1909

7 marzo, (XXIII Legislatura – (1909 24 mar - 29 set 1913)

per sua iniziativa, si costituisce a Milano il S.I.T. (Sindacato italiano tessile), primo fra i sindacati cattolici ad assumere carattere nazionale, di cui egli viene eletto presidente e G. Levati segretario generale;
[Grazie all'opera di questi due dirigenti il nuovo sindacato – il cui organo ufficiale è il settimanale «L'Organizzazione tessile» – cresce così rapidamente da divenire modello di organizzazione e di azione per le nuove strutture sindacali nazionali che i cattolici italiani vanno in questi anni costituendo.]
fin dalla fondazione, il S.I.T. aderisce sia al "Segretariato internazionale tra i sindacati cristiani", istituito a Zurigo, sia alla "Federazione internazionale tra i sindacati cristiani tessili", con sede a Düsseldorf;

11 dic - 31 mar 1910) (II "governo Sonnino") [dei "cento giorni"]

1910
31 mar - 30 mar 1911, (I "governo Luzzatti")

novembre, partecipa al congresso cattolico di Modena, presentando insieme con Mario Chiri, Luigi Sturzo e Guido Miglioli un o.d.g. nel quale si auspica la costituzione di organizzazioni professionali dei lavoratori sulla base di "leghe locali, federate nazionalmente con sistema accentrato", con a capo segretariati nazionali con funzioni di coordinamento, propaganda, consulenza e rappresentanza presso gli organi centrali dello Stato;

1911
30 mar - 21 mar 1914, (IV "governo Giolitti")

guerra italo-turca o guerra di Libia (1911-12)

24-30 settembre, intervenendo come relatore alla "Settimana sociale di Assisi" sul tema L'organizzazione professionale nell'industria, ribadisce la necessità di costituire sindacati nazionali di mestiere centralizzati, affermando allo stesso tempo l'esigenza di sviluppare sempre più intensi rapporti con le organizzazioni sindacali estere di ispirazione affine nell'ambito di apposite strutture internazionali, anche come risposta alla politica di internazionalizzazione delle relazioni industriali perseguita dal padronato;

lo stesso anno, si laurea in giurisprudenza presso l'Università di Pavia e incomincia l'attività di avvocato a Milano;

1912

maggio, la nuova legge elettorale, appena approvata, estende il diritto di voto a tutti i cittadini maschi, anche se analfabeti (purchι abbiano compiuto 30 anni).
[Con la nuova legge gli elettori passano da gli elettori passano da 3.329.147 a 8.672.249.]

1913

26 ottobre, (XXIV Legislatura – 1913 27 nov - 29 set 1919)

1914
21 mar - 5 nov 1914, (I "governo Salandra")
5 nov - 18 giu 1916, (II "governo Salandra")

1915

I guerra mondiale
(1915-18)

parte per il fronte come ufficiale degli alpini, ma viene ben presto fatto prigioniero e internato nel campo di Mauthausen;

1916
18 giugno-29 ottobre 1917, ("governo Boselli"), governo di coalizione nazionale;

alla guida della S.I.T. (Sindacato italiano tessile) gli succede il vicepresidente Achille Grandi;

1917
29 ottobre-23 giugno 1919, ("governo Orlando");

1918

tornato in patria alla cessazione delle ostilità, riprende a Milano il suo impegno nella S.I.T. (Sindacato italiano tessile);

dopo la nascita delle tre confederazioni bianche:
- C.I.L. (Confederazione italiana dei lavoratori),
- Confederazione cooperativa italiana,
- Confederazione della mutualità delle assicurazioni sociali,
svolge anche un ruolo di primo piano nell'organizzazione e nello sviluppo delle cooperative bianche;

1919
23 giugno-21 maggio 1920, (I "governo Nitti");

grazie all'apporto finanziario del Credito nazionale, emanazione della Federazione bancaria italiana, l'associazione fra gli istituti di credito cattolici, insieme con:
. S. Cavazzoni,
. P. Campilli,
. A. Pennati,
. G.M. Longinotti,
dà vita alla Banca del lavoro e della cooperazione, destinata a fornire finanziamenti e assistenza tecnica alle cooperative cattoliche;

16 novembre, (XXV Legislatura – 1919 1° dic - 7 apr 1921)

1920
22 maggio- 15 giugno (II "governo Nitti");
16 giugno-4 luglio 1921, (V "governo Giolitti");

presidente della giunta diocesana dell'Azione cattolica milanese, nominato dal card. Ferrari;
alla morte di questi, egli viene confermato nell'incarico dal nuovo arcivescovo, Achille Ratti, col quale è legato da antica devota amicizia;

 


1921
15 maggio, (XXVI Legislatura – (1921 11 giu - 25 gen 1924)

4 luglio-26 febbraio 1922, (I "governo Bonomi");

1922
Achille Ratti diviene papa Pio XI;

dic-15 ott 1929, primo presidente generale dell'A.C.I. (Azione cattolica italiana), nominato da Pio XI;
[Obbedendo alle direttive del pontefice, egli modifica gli statuti della Gioventù cattolica italiana e della F.U.C.I. (Federazione uiversitaria cattolica italiana), sostituendo il sistema democratico dell'elezione dei dirigenti con quello della designazione da parte delle gerarchie superiori o dello stesso pontefice, e trasformando alcuni organi collegiali in monocratici (settembre-novembre 1925).
Tali criteri vengono altresì estesi a tutti gli altri organismi associativi di nuova istituzione, quali la "Federazione italiana uomini cattolici" e la "Unione femminile cattolica italiana".]

 

Queste riforme statutarie, però, oltre all'innegabile aspetto organizzativo, si inquadrano in un disegno di più ampio significato: si vuole con esse disporre di organismi associativi che prontamente e senza dispersioni rispondano alla linea politica di incontro con il regime fascista, linea che è sempre più chiaramente perseguita dal nuovo pontefice: occupare tutti gli spazi della vita sociale e, per questa via, procedere alla progressiva riconquista della società italiana e al raggiungimento del traguardo finale: la cristianizzazione dello Stato, o meglio la sua trasformazione in quello Stato organico da tempo sognato da certo integralismo cattolico, da erigere sulle rovine delle morenti istituzioni liberal-democratiche.

L'attuazione di questo disegno, però, contrasta con tutte quelle forme di autonoma presenza nel civile, nel culturale, nel politico che i cattolici italiani, attraverso lotte protrattesi per lunghi decenni, si sono conquistate; soprattutto viene inevitabilmente a contrapporsi all'impegno di quanti, militando nelle file del PPI (Partito popolare italiano) e della C.I.L., credono non solo compatibile ma unica forma utile di testimonianza politica e sociale del laicato cattolico italiano la civile competizione all'interno di istituzioni libere e democratiche, quali i partiti politici e i sindacati, e si oppongono, pertanto, al progressivo affermarsi della dittatura mussoliniana.

Durante questi anni, numerosi sono i suoi interventi, puntualmente ripresi e divulgati da gran parte della stampa cattolica, nei quali viene sottolineato il doveroso ossequio che i cattolici italiani devono verso il potere costituito e, al tempo stesso, l'assoluto disimpegno da ogni forma di attività politica da parte di quanti sono iscritti alle associazioni facenti capo all'A.C.I..

In nome del principio della "apoliticità" delle organizzazioni confessionali, l'A.C.I. di fatto prende le distanze dal PPI, invitando al tempo stesso, quanti, in posti di responsabilità, appartengono ad entrambe le organizzazioni ad esprimere un'opzione. In una situazione di progressiva perdita delle pubbliche gar anzie di libertà e democrazia, insistere con tanta intransigenza sul tema dell'"apoliticità" equivale a perseguire l'obiettivo di isolare il PPI dal suo retroterra naturale, la grande massa del mondo cattolico italiano, e a favorire perciò il rafforzarsi della dittatura fascista.

 

 

26 feb-1º ago, (I "governo Facta");


1º ago-31 ott
, (II "governo Facta");

28 ottobre, "marcia su Roma";

1922 31 ottobre-25 lug 1943, ("governo Mussolini");

B. Mussolini

1923

dopo una prima fase di rapida espansione, prevalentemente a favore delle cooperative agricole della pianura padana, ora la Banca del lavoro e della cooperazione non riesce a reggere la forte domanda di finanziamenti ed è costretta a chiudere gli sportelli, lasciando le sue funzioni a istituti di credito cattolici di maggiore solidità finanziaria;

1924

6 aprile, (XXVII Legislatura – 1924 24 mag - 21 gen 1929) nel collegio unico nazionale (?), listone fascista;

10 giugno, il deputato socialista G. Matteotti viene rapito e ucciso;
[Lo si scoprirà il 16 agosto.]

1925

31 luglio, viene concessa l'amnistia a tutti i colpevoli di reati "per fini nazionali";

1926

Quanto sia pretestuosa la difesa dei principio della "apoliticità" e reale invece l'obiettivo di ampliare per quanto possibile il campo d'azione dell'A.C.I., anche a discapito di altre legittime forme di impegno civile dei cattolici italiani, si vede anche su un altro fronte, quello dei sindacalismo cattolico.
15 febbraio, per estendere, infatti, l'influenza dell'A.C.I. anche in tale campo, egli dà vita all'I.C.A.S. (Istituto cattolico di attività sociale), con il compito di "formare accurati centri di studio, di consulenza e di assistenza su tutti gli svariati problemi sociali". [Invano A. Grandi, segretario generale della C.I.L., protesta con lui per quella che giustamente considera un'indebita invadenza dell'Azione cattolica sul terreno sindacale, in palese contrasto con il riconoscimento dell'autonomia del movimento economico-sociale cattolico pubblicamente affermata nel 1919 da Benedetto XV, poiché la stessa istituzione dell'I.C.A.S. avviene con la "sovrana approvazione del S. Padre".]

Tuttavia, a causa del profondo mutamento prodotto nella legislazione sindacale dall'introduzione dell'organizzazione corporativa dei lavoro, egli ècostretto a ridimensionare i programmi che si è prefisso di realizzare col nuovo istituto, limitando così l'intervento dell'A.C.I. nel mondo del lavoro solo ai problemi religiosi.

Tale forzato mutamento nei programmi dell'Azione cattolica non produce, però, un riavvicinamento fra A.C.I. e C.I.L., ché anzi, mentre A. Grandi sostiene la necessità di una ferma opposizione dei lavoratori cattolici di fronte alla nuova legislazione fascista dei lavoro, egli esprime la sua convinzione che non convenga "rifiutarsi di fare l'esperimento del nuovo corporazionismo giuridico e riconosciuto, facendo pesare le forze lavoratrici riunite nelle associazioni cattoliche e debitamente numerizzate, all'infuori di quelle scarse che rimangono nelle nostre organizzazioni professionali", e cioè che i cattolici dovrebbero fare, "se saranno date alcune garanzie, l'esperimento in buona fede e non assumersi la responsabilità di contraddirlo" (G. Pastore, pp. 123 s. n. 21, 127 s. n. 29).

In tale clima di progressivo accordo fra S. Sede e regime fascista cresce evidentemente il ruolo di quanti, come lui e i suoi amici del Centro nazionale facenti capo al Cavazzoni, auspicano la realizzazione di vecchi sogni teocratici; al tempo stesso, a mano a mano si restringono i già esigui spazi di libero dibattito culturale, sociale, politico e religioso, che avevano consentito, soprattutto durante i pontificati di Leone XIII e Benedetto XV, interessanti momenti di riflessione e di crescita del laicato cattolico italiano.

Attuata, però, la riforma statutaria e rimessa in moto la macchina dell'apparato organizzativo dopo la parziale forzata inazione del periodo bellico, la sua presidenza vede esaurirsi la ragione stessa della sua esistenza. Anzi, l'atteggiamento di aperta e leale collaborazione, se non, in certi casi, di indubbia adesione, che egli ha assunto verso il fascismo, andando spesso ben oltre le direttive stesse del pontefice, diventa, verso la fine degli anni Venti, di oggettivo imbarazzo per la S. Sede.

1929

24 marzo, (XXVIII Legislatura – 1929 20 apr - 19 gen 1934) collegio unico nazionale;

15 ottobre, "ritenendo di non potere autorevolmente interpretare correnti che miravano a trascinare l'Azione cattolica nella lotta politica contro il governo fascista" (S. Cavazzoni, p. 232) si dimette dalla carica di presidente generale dell'A.C.I. (Azione cattolica italiana), continuando, purtuttavia a far parte della giunta centrale e a presiedere l'I.C.A.S.;
le dimissioni vengono subito accolte da Pio XI che nomina al suo posto A. Ciriaci, presidente centrale della "Federazione italiana degli uomini cattolici", al quale concede di mantenere entrambi gli incarichi;
[Il pronto accoglimento delle dimissioni e la nomina di A. Ciriaci, un dirigente che più volte negli ultimi anni in seno alla giunta centrale gli ha apertamente rimproverato di avere assunto atteggiamenti eccessivamente condiscendenti verso il regime, sono segno evidente che la S. Sede ritiene necessario che l'Azione cattolica adotti per l'innanzi una linea di condotta ispirata ad un senso di maggiore indipendenza nei confronti del fascismo.]

Per la sua precedente vasta esperienza acquisita come amministratore nel settore bancario e nella cooperazione, egli viene ora chiamato da S. Cavazzoni a collaborare all'opera di risanamento di alcuni istituti di credito cattolici in grave dissesto a causa dei fallimento del Credito nazionale;

 

1930

1931

1932

19 apr-9 apr 1973, presidente della Banca provinciale lombarda;
[Già membro del collegio sindacale dello stesso Istituto centrale di credito (l'organismo finanziario autonomo a tale scopo creato dal governo italiano in accordo con la S. Sede), dirige questa nuova banca nata dalla fusione dei:
- Banco lodigiano di Codogno,
- Banco S. Alberto di Lodi,
- Credito pavese di Pavia e
- Banco S. Siro di Cremona.
Durante la sua gestione, non solo saranno sanate le passività ereditate dai precedenti istituti di credito, ma la Banca provinciale lombarda conoscerà un intenso sviluppo testimoniato dal sempre più alto livello dei depositi.]

1933

1934
18 gennaio, viene sciolta alla Camera la XXVIII Legislatura;
23 gennaio, altra "infornata" di senatori;
24 febbraio, altra "infornata" di senatori;

25 marzo, è convocato il collegio unico nazionale per l'approvazione della lista dei deputati designati, formata dal Gran Consiglio del Fascismo;
25 marzo, eletto deputato/senatore (XXIX Legislatura – (1934 28 apr - 2 mar 1939) nel collegio unico nazionale;
6 aprile, altra "infornata" di senatori;
27 aprile, altra "infornata" di senatori;
28 aprile, sono convocati il Senato e la nuova Camera;

1935

guerra di Etiopia (1935-36);

1936

guerra civile spagnola (1936 18 lug-1° apr 1939);

1939

marzo, (XXX Legislatura – (1939 23 mar - 2 ago 1943 - I della Camera dei fasci e delle corporazioni)

1940

17 maggio, data dell'ultima seduta pubblica del Senato del Regno;

II guerra mondiale
(1940-45)

1941

 

1942

 

1943


24/25 luglio
, seduta del Gran consiglio del Fascismo: "Ordine del giorno Grandi";

25 luglio 1943 - 23 maggio 1948, Ordinamento provvisorio;

25 lug-17 apr 1944, (I "governo Badoglio");

– 1943 23 set - 25 apr 1945 –
RSI (Repubblica Sociale Italiana)
[o Repubblica di Salς]

1944
22 apr-5 giu, (II "governo Badoglio");

18 giugno-12 dicembre, (II "governo Bonomi");
12 dicembre-21 giugno 1945, (III " governo Bonomi");

1945
27 aprile, B. Mussolini viene "passato per le armi" a Giulino di Mezzegra (Como);

21 giugno-10 dicembre, ("governo Parri);

22 set-2 giu 1946, Consulta nazionale;
[Organismo a carattere consultivo istituito dal (III "governo Bonomi") con decreto luogotenenziale n. 146 del 5 aprile 1945 – composta da membri designati dai partiti del Cln o da altri partiti o scelti, sempre attraverso nomina governativa, tra personalità del periodo prefascista; egli ricopre la carica di Presidente fino al termine dei lavori nel giugno 1946.
Presidente della Consulta: conte Carlo Sforza.]

10 dicembre-13 luglio 1946 (I "governo De Gasperi);

1946

2 giugno, Proclamazione della Repubblica;

22 giugno, entra in vigore la cosiddetta "amnistia Togliatti";
25 giugno-31 gennaio 1948, Assemblea costituente;

13 luglio-2 febbraio 1947, (II "governo De Gasperi);
[I governo della Repubblica.]

Nel secondo dopoguerra svolge anche un importante ruolo nella ricostruzione e riorganizzazione dei servizi ospedalieri milanesi, e nella politica sanitaria nazionale;

presidente del CdA dell'Ospedale Maggiore di Milano [la "Ca' Granda"] (1946-56);

fonda la F.I.A.R.O. (Federazione italiana delle associazioni regionali ospedaliere);


1947
2 febbraio-31 maggio, (III "governo De Gasperi)

31 maggio-23 maggio 1948, (IV "governo De Gasperi);

1948
18 aprile, (I Legislatura – 1948 8 mag - 24 giu 1953);


23 maggio-27 gennaio 1950 (V "governo De Gasperi);

1950
27 gennaio-26 luglio 1951, (VI "governo De Gasperi);

1951
26 luglio-16 luglio 1953 (VII "governo De Gasperi);

1953
7 giugno, (II Legislatura – 1953 25 giu - 11 giu 1958);
16 luglio-17 agosto, (VIII "governo De Gasperi);
17 agosto-18 gennaio 1954, ("governo Pella);

1954
18 gennaio-10 febbraio, (I "governo Fanfani);
10 febbraio-6 luglio 1955, ("governo Scelba);

1955
6 luglio-19 maggio 1957 (I "governo Segni");

direttore della F.I.H. (Fédération internationale des hôpitaux) (1955-58), organismo affiliato all'O.N.U.;
[Per tale attività gli sarà assegnata la medaglia d'oro del ministero della Sanità e la decorazione internazionale di Commander of Public Health.]

 

1957
19 maggio-1° luglio 1958, ("governo Zoli");

1958
25 maggio, (III Legislatura – 1958 12 giug - 15 mag 1963);
1° luglio-15 febbraio 1959 (II "governo Fanfani);

1959
15 febbraio-25 marzo 1960, (II "governo Segni");

1960
25 marzo-26 luglio, ("governo Tambroni);
26 luglio-21 febbraio 1962, (III "governo Fanfani);

1962
21 febbraio-21 giugno 1963, (IV "governo Fanfani);

1963
28 aprile, (IV Legislatura – 1963 16 mag - 4 giu 1968);
21 giugno-4 dicembre, (I "governo Leone");
4 dicembre-22 luglio 1964, (I "governo Moro");

1964
22 luglio-23 febbraio 1966, (II "governo Moro");

1966
23 febbraio-24 giugno 1968 (III "governo Moro");

1968
19 maggio, (V Legislatura – 1968 5 giu-24 mag 1972);
24 giugno-12 dicembre 1968, (II "governo Leone");
12 dicembre-5 agosto 1969, (I "governo Rumor");

1969
5 agosto-27 marzo 1970, (II "governo Rumor");

1970
27 marzo-6 agosto, (III "governo Rumor");
6 agosto-17 febbraio 1972, ("governo Colombo");

1972
17 febbraio-26 giugno, (I "governo Andreotti");
7-8 maggio, (VI Legislatura – 1972 25 mag - 4 lug 1976);
26 giugno-7 luglio 1973 (II "governo Andreotti");

1973
7 luglio-14 marzo 1974, (IV "governo Rumor");

22 agosto, muore a Milano.

__________________

Documenti e lettere del C. sono custoditi a Milano presso la famiglia. Altro materiale, per lo più inedito, è a Roma nell'arch. della presidenza generale dell'Azione cattolica italiana; nell'archivio Achille Grandi, presso l'università cattolica dei Sacro Cuore a Milano; nell'Arch. Segr. Vaticano; nell'archivio Stefano Cavazzoni, presso la famiglia a Milano.

Scritti. Molteplice e varia fu l'attività pubblicistica del C.; fra le collaborazioni più assidue segnaliamo quelle a: L'Organizzazione, L'Organizzazione tessile, Il Lavoro, L'Unione (dal 1912 L'Italia), Il Lavoro italiano, La Cooperazione milanese, tutti editi a Milano; L'Azione sociale, di Faenza; Il Domani sociale e il suo supplementoCooperazione popolare, di Milano-Roma; L'Avvenire d'Italia, di Bologna; L'Osservatore romano; il Boll. uffic. dell'Azione cattolica italiana, di Roma. Vedi anche il testo di due conferenze del C.: L'organizzazione professionale dell'industria, in L'Organizzazione professionale, Settimana sociale di Assisi (24-30 sett. 1911), Firenze 1912, pp. 127- 151 e La Democrazia cristiana nelle encicliche di Leone XIII, prefaz. di F. Meda, Milano 1924. Interessanti, infine, le pagine di ricordi dedicate dal C. a due amici: in S. Cavazzoni, a cura di L. Cavazzoni, Milano 1955, pp. 224-239 e Mons. Olgiati e l'azione dei cattolici, in Mons. F. Olgiati, Milano 1962, pp. 99-105.

 

Fonti
- Altre

 

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