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Galeazzo CIANO

(Livorno 18 marzo 1903 – Verona 11 gennaio 1944, fucilato)

diplomatico e politico italiano;
[Figlio di Costanzo (1876-1939).]


Conte; Laurea in Giurisprudenza; Diplomatico, Pubblicista / Giornalista

 

1925

laureato in giurisprudenza, entra nella carriera diplomatica ed è addetto alle ambasciate di Rio de Janeiro, Pechino e Buenos Aires;

1926

 

1929

dopo la Conciliazione è segretario della prima ambasciata d'Italia presso la Santa Sede;

24 marzo, (XXVIII Legislatura 1929 20 apr - 19 gen 1934) collegio unico nazionale;

1930

sposa Edda, figlia di B. Mussolini e torna in Cina quale ministro plenipotenziario;

1931

1932

sempre in Cina è delegato italiano alla conferenza cino-giapponese;

1933

1934
18 gennaio, viene sciolta alla Camera la XXVIII Legislatura;
23 gennaio, altra "infornata" di senatori;
24 febbraio, altra "infornata" di senatori;

25 marzo
, è convocato il collegio unico nazionale per l'approvazione della lista dei deputati designati, formata dal Gran Consiglio del Fascismo;

25 marzo, (XXIX Legislatura (1934 28 apr - 2 mar 1939) collegio unico nazionale;

6 aprile, altra "infornata" di senatori;
27 aprile, altra "infornata" di senatori;
28 aprile, sono convocati il Senato e la nuova Camera;

6 set-26 giu 1935, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio,
[Per la Stampa e la Propaganda];

1935

guerra di Etiopia (1935-36), vi partecipa in qualità di pilota di aerei da bombardamento;

26 giu-11 giu 1936, ministro per la Stampa e la Propaganda;
[Ministero istituito con Regio Decreto n. 1009 del 26 giugno 1935.]

1936

11 giu-5 feb 1943, ministro degli Affari Esteri;

guerra civile spagnola (1936 18 lug-1° apr 1939);

1939

marzo, membro (XXX Legislatura – (1939 23 mar - 2 ago 1943 - I della Camera dei fasci e delle corporazioni);

dopo la conquista dell'Albania si lega a potenti gruppi finanziari, favorendo le loro speculazioni;

1940

alla vigilia dell'entrata in guerra diviene, per le sue velleità antitedesche, il punto di riferimento dei sostenitori della neutralità;

17 maggio, data dell'ultima seduta pubblica del Senato del Regno;

II guerra mondiale
(1940-45)

1941

 

1942

nonostante i suoi sentimenti antitedeschi, continua ad eseguire le direttive del suocero;

1943

febbraio, viene esonerato dalla carica di ministro degli Esteri e diviene ambasciatore presso la Santa Sede;
si avvicina al gruppo di D. Grandi, favorevole al distacco dalla Germania;


24/25 luglio
, seduta del Gran consiglio del Fascismo: "Ordine del giorno Grandi": vota contro B. Mussolini ma, dopo l'arresto di questi, si rifugia in Germania per timore di rappresaglie;

25 luglio 1943 - 23 maggio 1948, Ordinamento provvisorio;

25 lug-17 apr 1944, (I "governo Badoglio");

27 agosto, il magg. SS Wilhelm Höttl, capo del controspionaggio politico tedesco in Italia fino al 25 luglio, lo aiuta a scappare in Germania, con moglie, figli e gioielli;

– 1943 23 set - 25 apr 1945 –
RSI (Repubblica Sociale Italiana)
[o Repubblica di Salò]

dopo la liberazione di B. Mussolini e il suo arrivo a Monaco di Baviera, Edda riesce a conciliare padre e marito;

diffidando dei tedeschi, egli chiede l'autorizzazione a raggiungere la Spagna;

17 ottobre, il magg. SS Wilhelm Höttl lo avvisa che il giorno 19 sarà trasferito a Verona per essere processato;

19 ottobre, ore 13:00, dopo un rapido abbraccio ai figli rimasti a Hirschberg, parte dall'aeroporto di Monaco-Riem; sull'aereo ci sono poliziotti tedeschi della Sicherheitsdienst, il servizio di spionaggio del Partito Nazista, e frau Beetz;
[Quando nel 1943 arriva in Italia si chiama Alice von Wedel, ma poi il suo nome cambia e diventa Felicitas Beetz. In realtà la ragazza, che ha 22 anni, nasce Hildegard Burkhardt, è di Weimar, conosce bene l'italiano e fa parte della RSHA (Reichssicherheitsauptant - Ufficio per la sicurezza del Reich), a cui presiede H. Himmler. È assegnata al VI dipartimento "servizio segreto informativo per l'estero" con un grado corrispondente nell'esercito a quello di maggiore.
Una spia: e di elevata posizione.
Nel luglio 1943 è stata mandata Roma con l'incarico apparente di segretaria del capo del Servizio Segreto delle SS per l'Ialia, Wilhelm Höttl. Qui non solo conosce molta gente del "giro" tedesco, tra cui Kappler, Dollmann e altri, ma anche numerosi italiani importanti e forse anche il nostro. Trova il tempo di sposare un giovane maggiore dell'aeronautica, Gerhard Beetz, e diventa frau Beetz. Il nome Felicitas glielo regalano i suoi colleghi perché – dicono – ha un carattere allegro e mette di buon umore.
È probabile che si sia subito innamorata del conte, essendo quest'ultimo un "femminiere", affascinante con le aristocratiche della nobiltà nera italiana.
I due si incontrano a Oberallmannshausen, residenza tedesca del conte, dove Felicitas è stata fatta prontamente accorrere dall'Italia.
La storia tra i due, rimasta per molto tempo in bilico tra l'affare di spionaggio e il nobile sacrificio della donna, sarà chiarita dopo che lo storico Duilio Susmel rintraccerà frau Beetz a Bad Godesberg in Germania, dove vive con il suo terzo marito (il secondo sarà un agente dello spionaggio americano, dopo la guerra) e ne raccoglierà le confessioni. Si apprenderà quindi che tutto si riduce a un aromantica love story. Felic rmarrà fno alal fine accanto al conte.]


28 dicembre, frau Beetz tenta di barattare la sua vita con i famosi diari del conte; per sua iniziativa se ne occupano il gen. Harster e Kaltenbrunner, al quale l'offerta sembra accettabile;

1944
6 gennaio, la sera stessa, quando Edda spera ancora, egli conosce la sua sorte;
8 gennaio, ore 09:00, a Castelvecchio inizia il processo;

11 gennaio, processato a Verona e condannato a morte, viene fucilato.

________________

Diario 1939-43 (sempre rimasto nelle mani di Edda e pubblicato nel 1946-48).

[. don Giusto Pancino (1907-1981), (chiamato da molti "padre" per il suo breve passato di frate francescano), "crociato" di «Civiltà cattolica» (1944-45) di don T. Calcagno;
Vedi anche: Dino Barattin, Il segreto di Don Pancino. Mussolini, Edda e i diari di Ciano (2016, Libraria).

Edda, in cambio della vita del marito, offre ai gerarchi di Salò le agende che l’ex ministro ha scritto dal 1937 al 1943: in tutto sette agende ritenute importantissime dai gerarchi di A. Hitler, desiderosi di conoscere intrighi e retroscena consumatisi nei palazzi del potere specialmente quelli inerenti i rapporti internazionali.
Edda – non sarà mai chiarito perché la trattativa non andò a buon fine – riesce a fuggire in Svizzera con i figli Fabrizio, Dindina e Marzio, si dice grazie all’aiuto di don Giusto Pancino.
Alla fine di febbraio B. Mussolini lo convoca a Villa Feltrinelli, pochi chilometri a nord di Salò, chiedendogli di recarsi dalla figlia, confinata dalle autorità elvetiche in una casa delle suore di Santa Croce, per una missione di pace familiare. Egli si reca quindi a Roma a chiedere il beneplacito della Santa Sede ed una lettera di presentazione al Nunzio apostolico a Berna, mons. Bernardini. L’ottiene, dopo aver dato assicurazione alla Segreteria di Stato che sotto il pretesto della sua visita ad Edda non si nasconde alcun fine politico, ma è motivata solo da carità cristiana. Il Santo Padre si dimostra disposto a far intervenire i buoni uffici della diplomazia della Chiesa.
Munito di passaporto tedesco – indispensabile per varcare il valico di Chiasso – dopo un rinvio, lunghe attese, vari incontri diplomatici tra la nunziatura e il governo svizzero, egli riesce a incontrare Edda e a consegnarle una lettera del padre. La fiera contessa non accetta però di perdonare il genitore, anzi continua ad affermare che non smetterà mai di maledirlo. L’incontro avviene il 25 marzo del 1944: in un clima di tensione la donna accusa il padre di debolezza, di menzogna, di partecipazione all’uccisione del marito.
Al ritorno il sacerdote si ferma a Milano per consigliarsi con il card. Ildefonso Schuster su come proseguire i contatti con il duce e su cosa riferire al padre: l’indicazione è di affermare la verità, cercando di giustificare il comportamento della figlia e lasciando aperta la speranza nella comprensione.
Sarà lui stesso a comunicare a B. Mussolini «reso imbelle da avvenimenti più forti di lui» che i condannati a morte del processo di Verona avevano inoltrato domanda di grazia, al duce mai pervenuta, in quanto fermata dai tedeschi.
Il sacerdote, alcuni giorni dopo, rivede un B. Mussolini affranto, pronto a partire per la Germania per un incontro con A. Hitler, e che gli chiede di aiutarlo a riconciliarsi con Dio, ma la cosa non è possibile: egli ritiene necessaria un’apposita dispensa del Papa, data la natura delle mancanze e la conoscenza di altri fatti a lui ben noti.
Quando, mesi dopo, arriverà l’autorizzazione del Papa un altro sacerdote avrà già impartito l’assoluzione al capo del fascismo.
Durante il periodo successivo, egli continua ad andare in Svizzera a trovare la contessa e, dopo ogni viaggio, a incontrarsi con il padre. Un giorno trova Edda più sollevata e meglio disposta ad iniziare un lento e difficile cammino che la porti al perdono. È in questa occasione che ella vuole affidargli le agende del marito, autorizzandolo a pubblicarle, a favore dei figli, qualora fosse morta prematuramente. Avuti i diari in consegna, dopo non poche traversie, il sacerdote riesce a depositarli in una cassetta di sicurezza del Credit Suissse di Berna, vincolandoli a proprio nome e a quello della signora Emilia Conti Marchi: un nome di fantasia con le iniziali di Edda Ciano Mussolini, e il numero in chiave 1-10-1910, data di nascita di Edda.
Quando i tedeschi vengono a conoscenza del fatto arrivano a offrirgli cento milioni di lire per la consegna dei diari, una somma astronomica per quei tempi.
Intanto siamo ai giorni in cui il duce sente che ormai non ci sono ulteriori speranze: lo richiama e lo invia ancora una volta a Berna, per conoscere – tramite il nunzio mons. Bernardini – se esistono margini di trattativa con gli alleati in merito alla pretesa "resa incondizionata", oppure se esiste una certa elasticità, che gli permetta di salvarsi.
Edda si trova ricoverata in clinica a Montreux (cantone di Vaud) e le autorità gli vietano d’incontrarla. Il dinamico sacerdote riesce egualmente – non rivelerà come – a stare con lei per quattro ore e a comunicarle che il padre desidera arrivare a una resa onorevole, vedendo il suo volto illuminarsi, convinta che egli riuscirà a salvarsi.
17 marzo 1945, è l’ultima volta che i due s’incontrano; egli si rivede per l’ultima volta anche con B. Mussolini, un uomo finito, allucinato, che insiste nel ripetergli che «finirò ucciso», e gli comunica che non ha ancora una risposta in merito alla possibilità di rinegoziare i termini della resa. Il gen. Karl Wolff – all’insaputa di A. Hitler – sta negli stessi giorni negoziando la resa agli Alleati di tutte le forze tedesche operanti in Italia e quelli stanno prendendo tempo.
aprile 1945, ai primi del mese, il card. Ildefonso Schuster informa B. Mussolini che gli Alleati hanno fatto sapere che la resa potrà essere solo incondizionata.

Nel dopoguerra egli si recherà più volte in Svizzera, ma non rivelerà mai i veri motivi dei suoi viaggi. A Vivaro circolerà anche questa leggenda: durante la guerra fredda è stato inviato in Russia per qualche missione segreta del Vaticano – esisterebbe anche una cartolina – ma non si troverà alcuna traccia documentaria: se la missione è segreta potrà emergere solo tra un bel po’ di anni.
I diari di Galeazzo Ciano saranno microfilmati da Allen Dulles, capo del servizio segreto statunitense e più tardi pubblicati in Italia a cura dello storico Renzo De Felice. Qualcuno affermerà che anche questi sono dei falsi, a causa di correzioni e qualche rara inesattezza nelle date, ma i più considerano le prime apportate dallo stesso Ciano e le seconde dovute a qualche comprensibile confusione.]

 

Fonti
- Altre

 

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