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Camillo BENSO – conte di Cavour

(Torino 10 agosto 1810 – 6 giugno 1861)

uomo politico italiano:
[Secondogenito del marchese Michele Antonio Giuseppe Francesco (di antica famiglia patrizia di Chieri, vicario della città di Torino e capo della polizia di Torino nel 1835) e della ginevrina Adèle (Adelaide) Sellon d'Alleman]

1820
educato alla Regia Accademia Militare di Torino;

1824
viene nominato paggio di corte, incarico che gli viene presto tolto dallo stesso re Carlo Felice per cui rientra in accademia;

1828
esce dall'accademia con il grado di luogotenente del Genio;

1831
per aver parlato liberamente in pubblico viene imprigionato nel castello di Bard; egli quindi si dimette dal servizio per dedicarsi alla propria azienda familiare e ai viaggi;
dimora a lungo in Inghilterra dove compie studi importanti, contrae amicizie potenti e scrive su vari giornali francesi;
ritornato in Piemonte fonda degli asili infantili ma viene subito allontanato per le sue ideee di liberalismo avanzato che potrebbero danneggiare la stessa istituzione;
calcolatore anche nei rapporti umani, seduce e abbandona la bella Anna Schiaffino [la "povera Nina" o l' "Incognita", così nei salotti torinesi], donna colta e raffinata, moglie del marchese Stefano Giustiniani, morta volando giù dalla finestra della propria camera, dopo ben tre tentativi di suicidio;

1840
subisce una perdita rovinosa giocando in Borsa (salvato dal padre);

1842
è tra i promotori dell'«Associazione agraria» dove viene nominato consigliere;

1847
15 novembre, esce a Torino il primo numero de «Il Risorgimento» da lui fondato con C. Balbo, M. Castelli, Galvagno, P. de Rossi di Santarosa, e altri moderati; dalle colonne del giornale egli chiede la Costituzione, le riforme, l'allargamento dei diritti civili e politici;
21 dicembre, firma una supplica al re di Napoli con cui lo si consiglia a liberali riforme;

1848
7 gennaio
, in una riunione di liberali e democratici all'albergo Europa una sua proposta di chiedere al re la costituzione viene respinta (anche da L. Valerio);
[Solo M. Brofferio lo sostiene risolutamente.]
23 marzo, incita il re a varcare il Ticino;
aprile
, nelle prime elezioni politiche non viene eletto;
giugno, solo ora, nelle elezioni suppletive, viene eletto;

1849
gennaio
, non viene eletto ma si impone come uno dei capi autorevoli della destra moderata;
dicembre
, è tenuto all'oscuro del proclama di Moncalieri emanato da Vittorio Emanule II e scritto da M. d'Azeglio;

1850
7 marzo
, in occasione delle "leggi Siccardi" [G. Siccardi] che pongono fine ai privilegi ecclesiastici, fa il suo primo grande discorso in parlamento;
[In base alle leggi Siccardi:
- sono soppressi il foro ecclesiastico e il diritto d'asilo;
- sono limitate a 6 le festività religiose (oltre alle domeniche);
- viene resa obbligatoria l'approvazione del governo per gli acquisti e le accettazioni di donazioni di beni stabili da parte delle manimorte laicali ed ecclesiastiche.]

ottobre, alla morte di P. de Rossi di Santarosa viene proposto da M. d'Azeglio come ministro dell'agricoltura e commercio e ministro della marina;

1851
aprile
, dopo le dimissioni di C. Nigra assume anche il portafoglio delle finanze;


1852
maggio, non è più ministro delle finanze;
si arriva al "connubio", accordo cioè tra lui, capo del centrodestra, e U. Rattazzi, capo del centrosinistra;
ottobre
, tornato al governo compone un ministero di cui egli è presidente e ministro delle finanze; ha inizio il grande "ministero Cavour";

1853
suggella il patto con il centrosinistra (gli oppositori) proponendo al ministero di Grazia e Giustizia U. Rattazzi;

1854
febbraio, inaugura la sua strategia degli incontri segreti: una vera e propria diplomazia parallela e sotterranea che caratterizzerà tutte le fasi dell'annessione di Stati e staterelli al Regno piemontese;
[vedi Memorie storico-politiche dal 1820 al 1876 di G. La Cecilia.]

1° progetto [febbraio 1854]: dopo aver smobilitato ca cinquecento bersaglieri e cento ufficiali sardi, egli li avrebbe dotati di nascosto di cinquemila fucili e di un fondo spese di 2 Mni; sbarco di finti volontari a Reggio Calabria, aiutati poi da altri volontari italiani e ungheresi; tutto è pronto, i fucili sono già stati spediti in Sardegna ma il piano non va a buon fine per l'intromissione di Napoleone III;
2° progetto [aprile 1855]: cerca di sfruttare la mobilitazione sarda per la Crimea per tentare una significativa deviazione su Napoli; a farlo desistere ci pensa il generale G. Durando confidandogli le forze della marina napoletana...
3° progetto [primavera 1856]: occupare Palermo, dichiarare l'indipendenza dell'isola e successiva unione al Piemonte coinvolgendo direttamente lord Palmerston; viene sconsigliato da Emanuele d'Azeglio, ambasciatore sardo a Londra;
[da: Giovanni Fasanella e Antonella Grippo, 1861, Sperling & Kupfer 2010]

1855-56 
guerra di Crimea
;

1856
al congresso di Parigi ottiene che nella famosa seduta dell'8 aprile sia discussa la situazione italiana;

1857
si acuisce la tensione con l'Austria;

1858
luglio
, al convegno di Plombières fissa con Napoleone III un'alleanza militare contro l'Austria; si arriva alla II guerra d'indipendenza;

1859
11 luglio
, dopo l'armistizio di Villafranca si dimette ed il suo posto è preso da U. Rattazzi;

1860
gennaio, torna al potere;
maggio
, avviene la spedizione dei Mille che non approva e tenta di scongiurare, ma una volta avvenuta non l'ostacola;

1861
6 giugno
, dopo una breve ma violenta malattia muore.


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