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Aimone di SAVOIA-AOSTAduca di Spoleto


(Torino, 9 marzo 1900 – Buenos Aires, 29 gennaio 1948)

membro di Casa Savoia, appartenente al ramo Savoia Aosta, e ammiraglio italiano;

[Figlio di Emanuele Filiberto, secondo duca d'Aosta, e di Elena di Borbone-Orléans. Fratello minore di Amedeo di Savoia-Aosta, terzo duca d'Aosta.
Suoi nonni erano il re di Spagna Amedeo I e la p.ssa Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna, mentre suo bisnonno era il re d'Italia Vittorio Emanuele II.
Aimone Roberto Margherita Maria Giuseppe Torino di Savoia Aosta:
- 1904, 22 settembre, riceve il titolo di duca di Spoleto;
- 1941, riceve il titolo di Tomislav II (1941-43), re di Croazia;
- 1942, 3 marzo, diviene 4° duca d'Aosta.] ]

 

1916
esce dall'Accademia Navale di Livorno con il grado di guardiamarina;

18 giugno-29 ottobre 1917, ("governo Boselli");

1917
diviene sottotenente di vascello;
[Secondo il privilegio tradizionale dei principi di casa Savoia, egli farà la sua carriera occupando automaticamente il primo posto in annuario a ogni promozione.]

29 ottobre-23 giugno 1919, ("governo Orlando");

1918
impiegato in una squadriglia di idrovolanti negli ultimi mesi della prima guerra mondiale, viene decorato con una croce di guerra, due medaglie di bronzo ed una d'argento;
diviene tenente di vascello;

 

1919
23 giugno-21 maggio 1920, (I "governo Nitti");

16 novembre, (XXV Legislatura 1919 1° dic - 7 apr 1921)

1920
22 maggio- 15 giugno (II "governo Nitti");
16 giugno-4 luglio 1921, (V "governo Giolitti");


1921

15 maggio, (XXVI Legislatura (1921 11 giu - 25 gen 1924)

 

4 luglio-26 febbraio 1922, (I "governo Bonomi"),

 

1922
26 febbraio-1º agosto, (I "governo Facta");
1º agosto-31 ottobre (II "governo Facta");

1922 31 ottobre-25 lug 1943, ("governo Mussolini");

1924

6 aprile, (XXVII Legislatura 1924 24 mag - 21 gen 1929)

1929
aprile, (XXVIII Legislatura 1929 20 apr - 19 gen 1934)

vent'anni dopo suo zio Luigi di Savoia, duca degli Abruzzi, egli organizza una spedizione italiana sul Karakorum tentando di scalare il K2 insieme ad Ardito Desio;
[Dopo il fallimento della scalata a causa delle proibitive condizioni del tempo, egli si concentra su studi scientifici.]

1933
promosso capitano di corvetta, viene trasferito al comando militare delle Isole Brioni;

1934
18 gennaio, viene sciolta alla Camera la XXVIII Legislatura;
23 gennaio, altra "infornata" di senatori;
24 febbraio, altra "infornata" di senatori;

1° marzo, è promosso capitano di vascello;

aprile, (XXIX Legislatura (1934 28 apr - 2 mar 1939)

1935
24 dicembre, promosso ammiraglio, sbarca a Massaua ed assume il comando delle siluranti nel Mar Rosso;

1939

marzo, (XXX Legislatura (1934 23 mar - 2 ago 1943)

9 marzo, nasce l'idea di un italiano sul trono di Croazia;
[Galeazzo Ciano riceve Giuseppe de Bombelles, un agente segreto informatore al servizio di Ante Pavelic. Dopo aver lamentato lo stato pietoso nel quale i serbi tengono i croati nell'ambito del Regno di Jugoslavia dei Karadordevic, Giuseppe de Bombelles suggerisce come "ideale per la Croazia: un regno autonomo, con un principe italiano, o, meglio ancora, con un'unione personale con il Re d'Italia".]

aprile, si verifica un'altra unione personale: Vittorio Emanuele III, oltre che re d'Italia ed imperatore d'Etiopia, diviene anche re d'Albania;

[Intanto si parla anche di proposte ed intese fra alti esponenti politici ungheresi ed italiani affinché Amedeo, suo fratello, cinga la corona d'Ungheria, rimasta vacante dopo la sconfitta degli Asburgo al termine della prima guerra mondiale (volendo mantenere la monarchia, dato che la corona rappresenta l'unità e l'indipendenza dello stato, al termine della prima guerra mondiale gli ungheresi trovano una soluzione di compromesso eleggendo un reggente nella persona dell'ammiraglio Miklós Horthy, in attesa della futura salita al trono di qualche re che non sia un Asburgo, dinastia contro la quale le potenze vincitrici della guerra hanno posto il veto. La morte di Amedeo nel 1942, però, farà sfumare il piano di mettere un Savoia sul trono di Budapest).]

 

Successivamente Galeazzo Ciano stende un verbale composto da sei punti circa i piani riguardanti la Croazia:
- l'Italia finanzia con venti milioni di dinari il movimento indipendentista croato;
- questo movimento si impegna a preparare la rivoluzione entro quattro o cinque mesi;
- chiamerà subito le truppe italiane per assicurare l'ordine e la pace;
- la Croazia si proclamerà uno stato indipendente federato con Roma;
- l'Italia potrà tenere forze armate in Croazia e vi terrà un suo luogotenente generale come in Albania;
- dopo qualche tempo si deciderà circa la possibilità di un'unione personale delle corone italiana e croata.
Nonostante la fretta italiana, il progetto si arena e infine sfuma.

1940

ritorna a La Spezia come comandante del dipartimento, ricevendo le consegne dall'ammiraglio Ildebrando Goiran;

[Per esigenze belliche, la sede del comando del dipartimento viene trasferita, dal palazzotto giallo prossimo all'entrata principale dell'arsenale marittimo alla "Villa Rezzola", di proprietà della bella contessa Mara Carnevale, poco lontano da Lerici.
La villa, per occultare l'ubicazione del comando nei documenti ufficiali, viene ribattezzata "Villa X". Il commissario col. Begliocchi, suo amico, s'incarica di curarne la sistemazione.
Da qui partirà per Roma quando sarà chiamato da re Vittorio Emanuele III.]


1941
26 marzo, il Regno di Jugoslavia aderisce al patto tripartito, divenendo di fatto una nazione amica (e quindi non attaccabile) dell'Italia;
27 marzo, il gen. Dušan Simovic realizza a Belgrado un colpo di Stato che capovolge completamente la situazione: rinnega l'alleanza con Italia e Germania, costituisce un governo favorevole agli angloamericani e dichiara maggiorenne il re Pietro II, sovrano sostenuto dai britannici.

6 aprile, per tutta risposta l'aviazione tedesca effettua un pesantissimo bombardamento su Belgrado, cui fa seguito l'invasione del Regno di Jugoslavia, il cui crollo e smembramento sono immediati;
il re Pietro II ed il governo sono costretti a lasciare il paese, costituendo a Londra un governo in esilio;
10 aprile, viene proclamata l'indipendenza della Croazia;
il nuovo stato, però, non è altro che una nazione fantoccio controllata dall'asse italo-tedesco che comprende gran parte della Croazia e della Bosnia ed Erzegovina;

I progetti italiani, dunque, si realizzano, anche se la loro realizzazione segue un iter del tutto diverso da quello che Galeazzo Ciano ha programmato a tavolino due anni prima.

Poiché la Croazia è priva di una propria dinastia, in quanto l'antico Regno di Croazia era stato incorporato nel Regno d'Ungheria fin dal 1097, e, successivamente, era stato incluso nel nesso dell'Impero Austro-Ungarico, Ante Pavelic, capo del governo del nuovo Stato Indipendente di Croazia, rispolvera l'idea di un sovrano italiano e si reca in Italia per offrire ufficialmente la corona di capo dello stato ad un principe di Casa Savoia.


NOTA
Le motivazioni di questa offerta non sono mai state completamente chiarite: forse Pavelic voleva mostrare gratitudine a Benito Mussolini, che lo aveva aiutato ed ospitato fra le due guerre mondiali; forse voleva sfruttare il fatto che un sovrano italiano, proveniente da una casata antichissima come Casa Savoia, avrebbe giovato al prestigio dei rapporti internazionali del nuovo stato balcanico; o forse voleva prendere le distanze in maniera visibile dalla Germania nazista, che cercava di impadronirsi materialmente del nuovo stato.

Secondo altri storici, invece, la decisione di nominare un principe italiano per il trono di Croazia partì dallo stesso Mussolini, che successivamente convinse Ante Pavelic ad accettare, in modo da dimostrare alla Germania che l'Italia contava ancora qualcosa.

Vittorio Emanuele III viene preso alla sprovvista, in quanto l'offerta della corona di Croazia è generica e spetterebbe a lui stesso, secondo Ante Pavelic, individuare chi dovrebbe portarla.
In questo periodo sono parecchi i principi maschi in Casa Savoia: escluso ovviamente il principe ereditario Umberto, rimangono tutti i membri dei rami collaterali Savoia-Aosta e Savoia-Genova.

Fra gli Aosta viene scartato il conte di Torino Vittorio Emanuele, scapolo ed ormai troppo anziano, mentre fra i Genova viene scartato il duca Ferdinando per gli stessi motivi.

Rimasto incerto fra lui e Filiberto, duca di Pistoia, Vittorio Emanuele III opta per lui. Sempre secondo i diari di Galeazzo Ciano, tale nomina costituisce una vera e propria tegola in testa per Aimone, che deve congedarsi dalla Regia Marina, la sua vera passione, in quanto tale servizio non è conciliabile con la sua nuova funzione.
Egli, tra l'altro, dichiara:

« Non ne voglio sapere. Non ho ambizioni politiche. Non voglio lasciare l'Italia, i miei interessi, le mie passioni. Non so nulla dei croati e della Croazia. Non desidero neppure conoscerli. »
[senza fonte]

18 maggio, dopo aver fermamente rifiutato il nome di Zvonimiro II, che assolutamente non gli piace, egli vince la riluttanza iniziale, assume il nome di Tomislavo II e viene designato re dello Stato Indipendente di Croazia;
[Come ufficiale che possa organizzare una segreteria generale per la raccolta di informazioni storiche politiche ed etniche sulla Croazia e per gettare le basi della futura costituzione del regno, egli si rivolge, anche per consiglio del col. Begliocchi, al ten.col. commissario Romerio che dirige l'ufficio giustizia e disciplina del dipartimento.
A Roma viene presa in affitto una villa di via Mercati, della quale è proprietaria una distinta signora imparentata con lo scrittore Lucio d'Ambra. Dovrà servire da Ministero degli Esteri e dell'Interno.
Il ten.col. Romerio inizia il suo lavoro coadiuvato da un tenente dei carabinieri di origine dalmata, esperto in lingue slave, e da un capitano addetto alle informazioni.]

[Gian Carlo Fusco, Le rose del ventennio, 1974, Rizzoli Editore.]

Egli crea nel suo studio di Firenze un "ufficio per gli affari croati" allo scopo di conoscere il paese sul quale dovrà regnare.

Del suo predecessore, Tomislavo I, egli sa soltanto che era vissuto oltre mille anni prima, che si era proclamato re di quelle terre, che aveva combattuto contro i bulgari e che poi era misteriosamente scomparso senza lasciare successori.

Le notizie che pervengono da varie fonti (ambasciata italiana a Zagabria, servizi segreti, rapporti confidenziali e informatori fidati) descrivono lo Stato Indipendente di Croazia come una realtà incompiuta non soltanto a livello istituzionale, ma anche sociale e culturale, e descrivono come spaventosa la situazione interna dello stato, caratterizzata da continue persecuzioni ed eccidi da parte degli ustascia di Ante Pavelic, che hanno avviato una vera e propria pulizia etnica contro minoranze nazionali (serbi), avversari politici (comunisti) e minoranze religiose (ortodossi, ebrei e musulmani).

Per questi motivi e per il fatto che Ante Pavelic intende servirsi di Tomislavo II come di una semplice marionetta, egli non prenderà mai possesso del trono di Zagabria venendo così a trovarsi in una posizione assurda nell'ordinamento giuridico dello stato croato, di fatto controllato totalmente dagli ustascia di Ante Pavelic.
Egli è sovrano solo titolarmente e non metterà mai piede in Croazia.
[Abdicherà al titolo il 12 ottobre 1943.]


1942
risalgono a quest'anno i sondaggi da lui effettuati riguardanti la possibilità di una pace separata con gli alleati per rompere l'alleanza con A. Hitler;

3 marzo, a seguito della morte del fratello Amedeo in un campo di prigionia inglese a Nairobi, in Kenya, egli diviene duca d'Aosta;

primavera, riceve Alessandro Marieni, viceconsole a Ginevra.
[A questi egli manifesta l'idea che l'Italia debba uscire dalla guerra trattando con gli anglo-americani. Alessandro Marieni si impegna a tenerlo informato degli eventuali sviluppi. A Ginevra, Alessandro Marieni entra in contatto con Victor Farrel, un colonnello che opera sotto la copertura di console per la Gran Bretagna. Mediante lui le trattative entrano nel dettaglio e ne sono informati anche statunitensi e russi.]

2 luglio, Firenze, in Santa Maria del Fiore sposa la p.ssa Irene di Grecia, figlia del re Costantino I e della regina Sofia di Prussia;
[Da questo matrimonio nascerà un solo figlio, Amedeo, nato a Firenze il 27 settembre 1943.]

Agenti in incognito che hanno visitato la Croazia per suo conto riferiscono nel loro rapporto che le cose vanno male. I partigiani controllano gran parte del territorio croato, la politica di Ante Pavelic è infida, il generale tedesco Von Keitel manovra per indebolire l'influenza italiana nei territori occupati.
Tutto sommato è meglio che la visita di Tomislav II venga rimandata di qualche tempo.

settembre, verso la metà del mese, incontra il col. Romerio al quale dice: «Vede, secondo me abbiamo perso la guerra. Non c'è più niente da fare. In Croazia, naturalmente, non ci andremo mai più. Dunque se la prenda comoda, caro amico. Faccia il minimo indispensabile per arrivare in fondo a questa storia».
[Nei mesi successivi la casa di via Mercati si trasformerà radicalmente.]
[Gian Carlo Fusco, Le rose del ventennio, 1974, Rizzoli Editore.]

18 dicembre, il ministro degli esteri inglese, Anthony Eden, informa ufficialmente gli ambasciatori americano e russo a Londra che Aimone è pronto, in cambio di determinate garanzie, a guidare una rivolta per spodestare B. Mussolini.
[Le garanzie richieste da Aimone sono:
- Appoggio dell'aviazione inglese.
- Sbarco concordato di truppe anglo-americane.
- Nessuna richiesta di consegna della flotta italiana.
- Mantenimento della monarchia in Italia.
Le trattative, però, si protraggono più a lungo del previsto, fin quasi alle soglie del 25 luglio 1943, senza giungere mai a conclusione poiché il governo britannico non vuole assumersi impegni precisi.]

1943

25 luglio 1943 - 23 maggio 1948, Ordinamento provvisorio;

– 1943 23 set - 25 apr 1945 –
RSI (Repubblica Sociale Italiana)
[o Repubblica di Salò]

settembre, ammiraglio della Regia Marina, segue Vittorio Emanuele III a Brindisi perdendo i contatti con la moglie;
[Pochi giorni dopo, la moglie partorirà l'unico figlio, Amedeo.]

8-9 settembre, il col. Romerio trascorre i giorni in casa di via Mercati a stracciare carte e a bruciare i frammenti nella stufa aiutato dall'attendente;
[Il tenente dalmata, che si è sposato, non si è fatto più vivo. Il capitano addetto alle informazioni resterà in famiglia. Il col. Romerio sarà collocato in pensione nel 1948.
Il gen. Begliocchi, benché sia uno dei pochi ufficiali di Marina col brevetto di squadrista, rimane fedele alla monarchia e vivrà in un piccolo alloggio fuori mano.]

12 ottobre, abdica al titolo di re [Tomislavo II] dello Stato Indipendente di Croazia;

1944
18 giugno-12 dicembre, (II "governo Bonomi");
12 dicembre-21 giugno 1945, (III " governo Bonomi");

1945
21 giugno-10 dicembre, ("governo Parri);

negli ultimi mesi della seconda guerra mondiale diviene comandante della base navale di Taranto e riceve il grado militare di ammiraglio di squadra;

10 dicembre-13 luglio 1946 (I "governo De Gasperi);

1946
2 giugno, proclamazione della Repubblica Italiana;
25 giugno-31 gennaio 1948, Assemblea costituente;

dopo il referendum istituzionale, abbandona l'Italia e si trasferisce in Sudamerica;

13 luglio-2 febbraio 1947, (II "governo De Gasperi);
[I governo della Repubblica.]

1947
2 febbraio-31 maggio, (III "governo De Gasperi)

31 maggio-23 maggio 1948, (IV "governo De Gasperi);

1948
29 gennaio, muore a Buenos Aires colpito da un infarto.

[La sua salma è riportata in Italia su interessamento del figlio Amedeo. Inizialmente inumato presso Arezzo, in seguito egli viene definitivamente traslato insieme alla moglie Irene († 1974) nella cripta reale della basilica di Superga, a Torino.]

 

 

Fonti
- Altre

 

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