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Michel DE L'HÔPITAL

(Aigueperse, Puis-de-Dôme 1505 ca – Bellebat, Parigi 1573)

uomo politico francese;

studente di diritto a Tolosa e per sei anni di letteratura e di diritto all'Università di Padova dove insegna;
[Non è avventato quindi dire che quella filosofia umanistica italiana spassionata e pacifica, la quale eserciterà una così decisiva influenza mediante il Socinianismo sull'indirizzo della Riforma, abbia posto per prima in lui i pensieri ed i propositi della tolleranza.
Peraltro va notato che lui – come pure S. Castellion – saprà aggiungere all'interna persuasione un elemento che a quegli italiani fa troppo spesso difetto, cioè la piena corrispondenza delle azioni, ed i coraggio di affermarla e di propugnarla con dispregio di qualunque danno.
In lui, a differenza di S. Castellion, questo apostolato della tolleranza si esplica più coi fatti che non con le parole, siccome la diversa loro condizione sociale vuole.]
[Francesco Ruffini, La libertà religiosa, F.lli Bocca, Torino 1901.]

consigliere del parlamento di Parigi;

1540
l'amicizia con il futuro cancelliere Olivier gli vale la designazione come delegato del re ai "Grands jours de justice" di Moulins;

1542
delegato del re ai "Grands jours de justice" di Riom;

1546
delegato del re ai "Grands jours de justice" di Tours;

Epistole (ispirate all'evangelismo erasmiano, alla corte di Margherita di Valois raccolgono l'ammirazione dei poeti della Pléiade)

1550
cancelliere del Berry;

1553
referendario del re e membro del consiglio privato;

1554
primo presidente della camera dei conti;

1560
è chiamato da Caterina de' Medici a succedere a Olivier come cancelliere del regno: la sua politica tende a ridare prestigio e forza accentratrice alla monarchia, contro l'azione disgregatrice delle fazioni religiose;
maggio, l'editto di Romorantin, attribuendo ai vescovi la cognizione dei delitti di eresia, annulla la compromissione del potere politico nelle questioni religiose, risalente a Enrico II;
alla fine dell'anno egli pronuncia un discorso contro le divisioni religiose ed ottiene la promulgazione di editti che garantiscono protezione ai riformati;

1561
settembre, fallisce il colloquio interconfessionale di Poissy;

1562
il massacro di ugonotti a Vassy dà però il via alle guerre di religione in Francia;

1563
marzo, l'editto di pacificazione di Amboise gli permette di riprendere la sua azione;

1566
febbraio, con l' "ordinanza di Moulins" riesce a varare una grande riforma della giustizia;

1568
maggio, la ripresa dei conflitti religiosi lo costringe a dimettersi dal cancellierato;
[Si è opposto infatti a che si accettasse la bolla con cui Pio V concedeva a Carlo IX di alienare dei beni ecclesiastici a patto che il denaro ricavato si impiegasse nello sterminare gli eretici.]

1572
23/24 agosto, strage di San Bartolomeo;
[Fra le vittime del massacro, allargatosi da Parigi alla provincia, dove conduce ormai vita ritirata nelle sue terre, poco manca che egl stesso venga ucciso.]

1573
muore a Bellebat, Parigi.
[Prostrato dal dolore nel vedere in tanta rovina quell'opera di pacificazione a cui ha consacrato tutte le sue forze.]

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I suoi ideali di tolleranza religiosa e di concordia politica sotto una monarchia forte e rispettata appaiono per il momento sconfitti, ma vivranno nel partito dei politiques e troveranno presto una formulazione teorica di grande rilievo nei Sei libri della repubblica di J. Bodin del 1576.

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Se il carattere, necessariamente molto misurato ed opportunistico, dei suoi scritti non ci impedisse di accertare – come è possibile per esempio per J. Bodin – ch'egli vagheggiasse una vera libertà religiosa universale, e non soltanto una tolleranza degli Ugonotti per amore verso la patria, egli , che è già tra le figure politiche più alte della storia di Francia, potrebbe a buon diritto anche esaltarsi come il maggiore degli antesignani della libertà di religione.
[Francesco Ruffini, La libertà religiosa, F.lli Bocca, Torino 1901.]

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