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Jean-Jacques DUVAL d’EPRÉMESNIL anche «du Val»

(Pondichéry 5 dicembre 1745 – Parigi 22 aprile 1794, ghigliottinato)

magistrato e politico francese;

[Proveniente da un'antica famiglia di Havre, discende da Alain du Val de Coupeauville, padre di Jacques, che aveva acquistato nel 1645 la terra d’Eprémesnil, baliato di Montivilliers nel paese di Caux.
. Jacques II (1672-1748), suo nonno, fa fortuna come agente di Law au Havre poi come direttore di una delle prime compagnie di commercio incoraggiate da Colbert, la "Compagnie del Sénégal". Aveva sposato Marie de Réauté poi Catherine-Elisabeth Boullincq (1688-1743) che ebbe una grande reputazione di umanesimo e di carità nelle Indie.
Nel 1719 egli ottiene la qualifica di signore d’Eprémesnil – che pertanto non gli conferisce la nobiltà – «pour service rendu en sa charge de président au grenier à sel et premier échevin du Havre». Dal suo matrimonio ebbe sette figli.
. Jacques III Duval d’Eprémesnil (1714-1764), il maggiore, fu armatore, amministratore della "Compagnie des Indes à Lorient" e viaggio attraverso il mondo; scrisse un Traité sur le commerce du Nord. Proprietario nelle Indie alla vigilia della presa di Pondichéry da parte degli inglesi, membro del consiglio superiore di Mahé (1742), di Chandernagor (1746) poi di Pondichéry, comandante generale degli stabilimenti francesi delle Indie orientali (1755) e governatore di Madras.
(Suo fratello Georges Duval de Leyrit fu governatore generale di Pondichéry.)
Sposò Anne-Chrétienne-Françoise Vincens, figlia de Jacques Vincens e di Jeanne Albert, dalla quale ebbe un unico figlio, Jean-Jacques, nato nel 1745 à Pondichéry.
La presa di Pondichéry da parte degli inglesi e l'abbandono dei fiorenti istituti di credito della via delle Indie fu una catastrofe vissuta come tale dalla famiglia d’Eprémesnil.]

è avvocato al Châtelet de Paris, quando si oppone alla procedura di riabilitazione del conte Lally-Tollendal introdotta da suo figlio Trophime-Gérard;

1766
ultimo governatore delle Indie, il conte Lally Tollendal, è accusato da Georges Duval de Leyrit (en), zio di d’Eprémesnil, di aver approfittato della sua funzione e consegnato per denaro Pondichéry agli inglesi; nel processo memorabile tenuto nel Parlamento di Parigi il conte viene accusato di alto tradimento e decapitato con un colpo di sciabola;

Sostenuto da Voltaire, il figlio del gen. Lally-Tollendal aveva investito il Parlamento di Normandia di esaminare di nuovo il caso, ma d’Eprémesnil, agendo per conto di suo zio l'accusatore, si intromette, cerca e ottiene la non ricevibilità che viene confermata dal Consiglio di Stato che nega al giovane Lally-Tollendal, non ancora sposato, la sua qualità di figlio legittimo di Lally-Tollendal.
[Nel 1780, Gérard-Trophime de Lally-Tollendal pubblicherà una vibrante arringa in favore della memoria di suo padre.]

Avendo la regina preso posizione in favore del figlio Lally-Tollendal, il dossier viene largamente commentato e d’Eprémesnil, tenendo testa ai desideri di Marie-Antoinette, comincia a far parlare di lui.

1770
divenuto nel frattempo avvocato al Parlamento di Parigi, sposa Mlle Madeleine Desvaulx, figlia del barone d’Oinville, che muore prematuramente dopo avergli dato un figlio, nato il 30 maggio 1770.
[Per distinguersi dal padre, questi porterà il nome di Jacques Duval de Maréfosse.
Sposerà poi la figlia maggiore della seconda moglie di suo padre, da cui divorzierà risposandosi poi, il 26 ottobre 1796, con Anatolie Eudes de Mirville.]

1771
viene esiliato al momento della «réforme Maupeou»;

1778
membro de la loggia massonica delle "Nove Sorelle" – molto contestata da Luigi XVI che la scioglierà nel 1779 – si innamora della moglie di un fratello e amico, Jacques Thilorier, incontrata quando è una delle sei berceuses di Nicolas Beaujon, e con la quale ha una relazione nascosta;
[Nata Françoise-Augustine Sentuary, questa giovane Bordelaise, fece parlare di sé i giornali perché alcuni anni prima era stata una delle "creature" di Clugny de Nuits, controllore generale delle finanze a cui, secondo la corrispondenza del mar.llo di Saxe, ella carpì un pensione di 12.000 franchi. Introdotto da sua sorella Michelle de Bonneuil, Mme Thilorier era in seguito divenuta una delle sei "berceuses" di Nicolas Beaujon che aveva raccolto presso di lui un gruppo di giovani donne carime, di buona estrazione che facevano gl onori della sua casa; Mme de Martainville, nata Anne-Dillon, di Bordeaux come le sorelle Sentuary, pure Mme Fenouillot de Falbaire, baronessa di Cangé, Mme Taffart, Mme Testard du Lys, ecc.
Diventata vedova nel 1783, aveva cercato ed è riuscita nel mese di agosto 1786, a farsi sposare da d’Eprémesnil del quale stava per mettere al mondo un figlio.
Achille-Simon, era nato il 15/6/1785; Agathe-Clémentine-Michelle, nata il 13/5/1787, futura marchesa di Murat de Calvisson, fu la figlioccia di Mme de Bonneuil che se ne occupò come una figlia. Un altro figlio, Hippolyte-Léon, nacque a Moulins il 4 novembre 1788.
Chamfort racconta in modo divertente che, per raggiungere i suoi scopi, ella gli avrebbe fatto scoprire la pietra filosofale, in cambio della quale egl aveva acocnsentito a sposarla, malgrado la reputazione di libertina sua e delle altre sue due sorelle che, come lei, avevano fatto la felicità di poeti erotici e di pittori.
Cantata da Évariste de Parny, Mme Thilorier ha posato due volte per Élisabeth Vigée Le Brun, come pure per il pastellista Jean-Baptiste Perronneau (8) e altri artisti.
Un ritratto realizzato a pastello in occasione del suo matrimonio a Bordeaux nel 1768 con il consigliere Jacques Thilorier, è oggi conservato al Museo Cognacq-Jay.]

«Dans ce temps-là, rapporte un contemporain, tout était magnétisme : la reine magnétisait le comte d’Artois, M. Necker magnétisait les finances, Louis XVI magnétisait le vin de Bourgogne et Mesmer magnétisait les jolies femmes et l’argent des sots».
[Le Livre rouge, 9ª edizione, Paris, 1790.]

1784 ca
promotore e discepolo di Franz Anton Mesmer, egli contribuisce a far conoscere la pratica terapeutica del magnetismo animale, un fluido dagli effetti benefici per le persone sofferenti di disturbi somatici o nervosi;
dietro gli aspetti più o meno seri della teoria medico-psicologica del magnetismo, si sviluppa una pratica lucrativa dalla quale Franz Anton Mesmer trae enormi benefici;

[Egli ha avuto l'idea d'insegnare la sua pratica e i corsi costano molto cari. I discepoli possono allora insegnare a loro volta.
D’Eprémesnil, con i suo amici l'avv. Nicolas Bergasse e il visconte di Puységur, sono tra i primi allievi di Franz Anton Mesmer. Essi pure insegnano a loro volta e curano il loro entourage. Pure l'avv. Nicolas Bergasse magnetizza delle belle indolenti in via du Coq-Héron, e d’Eprémesnil, che ha magnetizzato Mme Thilorier, diviene il difensore delle teorie di Franz Anton Mesmer quando queste cominciano ad essere attaccate dall'Accademia di medicina;
lo si accusa di essere un ciarlatano e non si prendono sul serio queste scienze individuali o di gruppo nel corso delle quali i mondani dei due sessi si toccano assieme attorno a un mastello; egli pubblica quindi Réflexions préliminaires sui fondamenti del mesmerismo in risposta alle critiche contenute nella pièce intitolata Les Docteurs modernes rappresentata al Théâtre-Italien il 4 novembre 1784. In questa occasione egli sale nelle logge superiori del teatro e versa sul parterre una pioggia di volantini favorevoli a Franz Anton Mesmer che non sopporta di vederlo ridicolizzato. Ciò non impedisce che Franz Anton Mesmer venga presto mandato in esilio, portando, si dice, con lui una somma di ca 500.000 franchi.]

La speculazione immobiliare parigina prende il suo pieno sviluppo già sotto Luigi XVI, quando diversi quartiere sono lottizzati.
Alcuni terreni vicini ai grandi boulevards e soprattutto la carreggiata d’Antin e il settore Saint-Lazare sono molto ricercati.
D’Eprémesnil che frequenta la società equivoca del cardinale de Rohan (Daudet de Jossun, la contessa de Lamotte-Valois, il signor Augeard, etc.) coinvolge il cardinale de Rohan in un progetto che riguarda l’hôpital des Quinze-Vingts che i promotori hanno previsto di spostare e di ricostruire in un nuovo quartiere per beneficiare di un enorme plus-valore. Allo stesso modo, con un certo numero di iniziati, acquista delle azioni della Compagnia delle Indie nel momento in cui esse sono al ribasso per realizzare in seguito dei sostanziosi guadagni alla soppressione del monopolio della Compagnia.

Divenuto adepto e amico di Cagliostro – le «grand Copte» – con il quale sviluppa una franco-massoneria egiziana, partecipa lla sua difesa quando questi viene compromesso nell' "Affaire du collier de la reine". Egli si mostra motlo critico con Marie-Antoinette che vuole passare oltre la decisione del Parlamento e fargli rendere una decisione favorevole alla riabilitazione del conte Lally-Tollendal.
Negli stessi anni egli prende parte allo spino "affaire Kornmann", che fa scalpore come i precedenti, nel quale si oppongono P.-A. Caron de Beaumarchais, difensore di Mme Kornmann, e quelli che come lui considerano che questa signora, resasi colpevole di adulterio, è nel torto. Sapendo che anche d’Eprémesnil ha intrattenuto (per riprendere l'espressione divertita di Chamfort), un «commerce criminel» con Mme Thilorier, P.-A. Caron de Beaumarchais si appresta a pubblicare un manifesto tagliente a questo soggetto quando Mme de Bonneuil, sorella della ex-Mme Thilorier, lo prega di non far niente.

1787
egli sente ormai il bisogno irrefrenabile di esporsi e di firmare la sua opposizione all'autorità monarchica; in questo senso egli passa al giusto titolo di «révolutionnaire». Ma la sua opposiozne si dimostra corporativa, quella dei grandi proprietari terrieri che non sopportano più di essere sottomessi alla fiscalità comune quando la vecchia nobiltà vi sfugge.
È questa ingiustizia che in questo periodo sembra essere il motore della sua opposizione frontale a Versailles.

consigliere alle inchieste nel Parlamento di Parigi, si mostra uno dei parlamentari contrari alle assemblee provinciali e alla sovvenzione territoriale; quando Luigi XVI intende far registrare un nuovo prestito egli chiede la convocazione degli Stati generali, diventando, dall'oggi al domani, l'eroe dei "rivoluzionari";

1788
una volta scoperto il progetto segreto del governo tendente a sostituire il Parlamento con una Corte plenaria egli decide di rivelare in seduta i maneggi dei ministri;
maggio, viene arrestato con A.-L.-M.-F. Goislard, in mezzo ai suoi colleghi, poi esiliato all'ile Sainte-Marguerite nel Mediterraneo; ciò nonostante il progetto del governo si arena;
in questo frangente sua moglie si fa notare per delle lettere inviate ai ministri;
[In quelle a Lamoignon e Breteuil ella chiede di condividere la prigione con suo marito.]

dopo quattro mesi di prigione in una cittadina battuta dalle onde, dove lo ha raggiunto la moglie, egli rientra nel Parlamento; essi ritornano insieme a Parigi adornati di una reputazione adulatrice di coraggiosi oppositori al dispostismo;
a Lione vengono incoronati di rose e ricevuti in diverse cerimonie ufficiali;

ottobre, alimenta di nuovo la cronaca: citata nell' "affaire del conte di Kersalaun", sul quale si è trovata una lettera dove ella si scaglia vivamente contro il ministro Breteuil, finisce con l'essere inviata alla Bastiglia con una lettre de cachet;
[Figlio di un consigliere al Parlamento di Bretagna implicato nell' "affaire de La Chalotais", il conte di Kersalaun aveva criticato il discorso di Calonne all'apertura dell'assemblea dei notabili del 22 febbraio 1787 e veniva arrestato per questo motivo. Liberato, egli veniva nuovamente arrestato come «colporteur de relations entre le parlement de Paris et le parlement de Bretagne». È difeso da d’Eprémesnil.]

4 novembre, sulla via del ritorno, la moglie partorisce un figlio ed egli considera ciò un felice presagio, tanto che scrive al suo vecchio amico conte d’Antraigues;

in seguito, alal vigilia della discussione al Parlamento sulla questione del voto per ordine o per testa, i partigiani del voto per testa la incaricano di influenzare il marito affinché egli difenda questa posizione e trascini con lui la maggioranza dei suoi colleghi ad allinearsi a J. Necker.

5 dicembre, il decreto che sta per essere sottoposto al Parlamento passerebbe certamente, si sa, se lo proponesse d’Eprémesnil. I presidenti Bochard de Saron e il marchese di Rosanbo sono venuti al domicilio del loro collega, scongiurandolo «pendant trois-quarts d’heure» di non appoggiatre questa posizione che demonarchizzerebbe la Francia;
quando hanno girato le spalle, Mme d’Eprémesnil «douée de tous les genres d’intrigues dont celui de séduction dont elle faisait un funeste abus» su suo marito, lo convince di favorire il voto per testa; l'indomani, alla seduta del Parlamento, tenendo la posizione di sua moglie egli difende questo principio che viene adottato a maggioranza dei voti aprendo una breccia immensa ai suoi sostenitori di un cambiamento profondo delle istituzioni;
[Mémoires del conte Ferrand, pubblicate dal visconte di Broc, Parigi, 1897, p. 29-30.]

1789

ma d’Eprémesnil, che crede di poter rappresentare la nobiltà agli Stati generali, ha alcune difficoltà per giustificare l'anzianità della sua; poiché J. Necker non lo sostiene affatto in questo frangente, egli si vendica attaccando inesorabilmente il ministro;
[Nello stesso periodo egli si occupa di rettificare la genealogia del suo amico "barone" de Batz che è in pena per lo stesso motivo. Pure questi, infatti, dovendo provare l'anzianità della sua nobiltà per poter esserne un rappresentante, crea un falso prendendo l'identità di «Jean-Pierre, chiamato barone di Batz, figlio unico nato il 21 gennaio 1755; sul suo estratto riceve poi le dichiarazioni legali del vescovo e dell'alto Clero, ecc..]

egli traffica per rappresentare infine la nobiltà di Parigi fuori le mura e siede alla destra dell'emiciclo;
come deputato della nobiltà agli Stati generali egli si oppone alla riunione dei tre ordini e a tutte le misure che permettono di fare avanzare la situazione; ci si accorge però che i suoi interventi non sono per niente costruttivi e viene accusato, per il suo gesticolare e le sue provocazioni, di voler screditare l'assemblea o di bloccare l'avanzamento dei suoi lavori;

la sua adulatoria reputazione scompare presto come è venuta;

si prendono in giro le sue pretese alla nobiltà e pure si cerca di raggiungerlo tramite la moglie;
quando vengono soppresse le pensioni abusive, i giornalisti non fanno a meno di ricordare che Mme d’Eprémesnil, un tempo Mme Thilorier, era una ex amante del barone di Nuits, un ministro che non aveva lasciato dei bei ricordi; essi ignorano che, così liberale come suo marito è rivoluzionario, ella aveva favorito in modo decisivo il voto per testa.

28 agosto, egli dichiara all'Assemblea che i documenti pubblici si sono sbagliati sul suo conto;
17 settembre, è il partigiano dell'assolutismo che si esprime sostenendo che, sulla questione della rinuncia al trono di Luigi XVI, «il n’y a[vait] pas à délibérer, car la couronne est héréditaire de mâle en mâle». Ed egli ribadisce i suo principi «de l’inviolabilité de la personne du roi, de la couronne et de l’hérédité».

dicembre, si pronuncia «pour le privilège exclusif de la Compagnie des Indes» della quale lui e sua moglie hanno conservato delle azioni; ciò indica bene come la sua volontà di cambiamento si limiti ad una riforma della fiscalità vantaggiosa per i grandi proprietari, alla libertà delle grandi compagnie commerciali;
[Ritornerà con forza sullo stesso punto in un lungo discorso del 2 aprile 1790.]

per il resto egli rimane intransigente;

1790
riprende per conto suo l'uscita di Mirabeau [cadet], suo amico, che nell'aprile 1790 dice «nous préférerons mourir sur nos bancs plutôt que renoncer à ce que la religion catholique, apostolique et romaine soit la religion de la Nation». E aggiunge nel corso di questo dibattito burrascoso che non è «point existé, qu’il n’existe point de pays policé qui ne reconnaisse une religion quelconque comme la religion de l’État» (18).

alla fine della seduta, la folla se la prende con Jacques Antoine Marie de Cazalès, l’abbé Maury ed egli stesso.
Egli non lascia alcuno spazio, intervenendo su tutti gli argomenti che toccano la preminenza dell'esecutivo reale sulle questioni coloniali e pure religiose; alla fine dell'anno è sistematicamente attaccato dai suoi avversari sin da quando prende la parola; ciò degenera ed egli ha diversi richiami all'ordine.

Promotore della "compagnie du Scioto"
con William Playfair, il marchese Lezay-Marnesia, deputato di un bailato della Franche-Comté, e Chais de Soissons, avvocato al Parlamento, fonda all'inizio dell'anno 1790 la "compagnie du Scioto", detta anche «compagnie des Vingt-quatre», che acquista dal governo americano tre milioni di acri nell'America settentrionale, tra l’Ohio e lo Scioto. È prevista la costruzione delal città di «Gallipolis». Il deputato acquista personalmente 11.000 acri ma i terreni non saranno mai messi nelle mani degli associati, resteranno nelle mani degli Indiani e la società fallirà rovinando definitivamente i soci iniziali, spesso della povera gente (domestici, artigiani, ecc.) rimasti disoccupati dopo l'emigrazione dei ricchi aristocratici che li hanno assunti.
[Per vendicarli, C. Desmoulins scrive questo pezzo di antologia del giornalismo rivoluzionario nel quale egli dimostra in pieno il suo grande talento di libellista:

«Des navires chargés de dupes viennent de partir du Havre et de mettre à la voile pour le Scioto. Après une longue traversée sur l’Atlantique, il restera à ces insensés six cent lieues à faire pour s’enfoncer dans les vastes déserts de l’Ohio et du Mississippi. Les dames délicates qui, dans le délire d’une fièvre chaude, se condamnent à un tel exil auront le temps de se repentir. Devant leur imagination exaltée par les enchantements de la baguette que Mesmer a laissée à Bergasse et à d’Eprémesnil, les arbres se transforment en palais, les hordes sauvages en bergers tendres, la misère, la douleur, l’ennui, en une perspective riante de longues jouissances physiques et morales. Mais nos émigrants ne savent pas que les denrées du Scioto n’ont point de débouchés : qu’il n’y a là ni journaliers ni manœuvres, et qu’il ne pourra y en avoir de quatre ou cinq siècles.

Il sera trop tard pour ces jolies femmes d’écouter la raison lorsque leur chevelure servira de trophée à des barbares qui enlèvent le péricrâne aux paisibles laboureurs. Il me semble voir Mme d’Eprémesnil désespérée, les regards attachés sur les cheveux de son mari suspendus à un arbre avec l’épiderme, déplorant cette chevelure dont, au retour des îles Sainte-Marguerite, il y a dix-huit mois, l’enthousiasme de la France aurait fait une constellation comme celle de Bérénice. Je la vois même, au milieu des forêts, sans aucun secours humain, se servant de ses faibles muscles pour se pratiquer une retraite dans un tronc d’arbre, se rappelant les beaux jours de Mme Thilorier, le boudoir de sa jeunesse, les vingt mille livres de pension et les douceurs du ministère de M. de Clugny.

Elle sera abandonnée par ses propres domestiques qui voudront mettre à profit des bras vigoureux et devenir propriétaires à leur tour. Et la veuve de messire d’Eprémesnil ne verra autour d’elle que des orangs-outans se disputant ses troisièmes noces. C’est alors que, rongée de chagrins et attaquée de consomption, elle regrettera les bords de la Seine et remettra à la voile pour Le Havre, si toutefois les vents et les tempêtes lui permettent d’y aborder, si toutefois elle n’est pas destinée à passer des bras des orangs-outans dans le ventre des requins (19). »

Il controrivoluzionario.
dall'inizio della Rivoluzione egli viene coinvolto nelle resistenze egrete alla Rivoluzione stessa. Egli non lascia nulla trasparire all'Assemblea costituente ma, sin dall'inizio, alcuni deputati e giornalisti, tra cui C. Desmoulins o Gorsas, lo sospettano di volere un ritorno all'antico ordine.
Prima ancora della presa della Bastiglia, aveva cercato di farsi ammettere nel salotto della duchessa di Polignac che è stato il primo luogo di opposizione radicale alla politica di Necker e soprattutto ai progetti di riunione degli Stati generali. Ma in questo salotto egli non è mai stato accolto come avrebbe voluto, non fidandosi di lui.
Dopo i fatti del 6 ottobre 1789, egli si accorda con alcuni deputati del suo gruppo e altri aristocratici del club monarchico per architettare un piano di evasione per la famiglia reale. Si conosce l'episodio della fuga di Luigi XVI a Varennes, ma una mezza dozzina di piani più o meno fantasiosi lo hanno preceduto e seguito. Uno dei più solidi, finanziariamente parlando, è stato messo su nell'ottobre 1790 dal duca di Villequier e sua sorella la duchessa di Villeroy: lui e Cazalès vi hanno partecipato..

per far fronte a questi pericoli, il deputato Thouret è incaricato dipreparare una legge sulla residenza dei funzionari, compreso il re, che deve essere considerto come «le premier fonctionnaire de l’État».
Essa viene vivamente osteggiata da lui e i suoi amici che cercano disperatamente di opporsi al progetto, articolo per articolo, in particolare quello che obbliga il re ad avere la propria residenza vicino all'Assemblea quando essa è riunita, e, nel caso uscisse dal regno e non ritornasse malgrado le ingiuzioni dell'Assemblea sarebbe considerato allo stesso modo che avesse abdicato. (21)

1791
28 febbraio, «chevaliers du poignard» (cavalieri del pugnale);
approfittando di una diversione provocata a Vincennes dove accorrono La Fayette e un distaccamento importante della guardia nazionale, diverse decine, forse trecento gentiluomini armati e i capelli avvolti in forma convenuta, entrano nella notte al castello delle Tuileries con lo scopo di trascinare Louis XVI fuori Parigi «sous prétexte de le défendre». Tememndo per la sua sicurezza il monarca rinuncia a seguirli e, un po' più tardi, i cavalieri detti «du poignard», per allusione alle armi bianche che avrebbero portato con sé, sono circondati dalle truppe dei soldati granatieri, volontari di servizio, comandati dal gen. Gouvion – «qui n’avaient point été se promener à Vincennes» –, e disarmati. Si riconosce il principe di Poix, genero del banchiere Laborde, Berthier, figlio dell’intendente Berthier de Sauvigny, Charles de Sartine, figlio dell' ex ministro della Marina, Louis de Vaudreuil, MM. de Vioménil, de Lamberye, d’Albignac, de Virieu, de Tilly, Félix du Muy, etc. Molti di loro protestano.
[Se si crede alla stampa del tempo, il signor Duval d’Eprémesnil è il più vendicativo e il più veemente al punto da gridare «horions, taloches et croquignoles». I protagonisti di questo "affaire des chevaliers du poignard" sono messi in ridicolo dalla stampa e dalla caricatura. (22).]

queste disavventure non lo fermano, anzi al contrario;
è tra quelli che creano la prima «agence de renseignements» [Agenzia d'Informazione] destinata all'emigrazione che si ingrossa di giorno in giorno e si chiama i «Salons français» poiché le sue riunioni semrano essersi svolte in questo luogo già conosciuto, situato al n. 50 delle Arcades du Palais-Royal e che è stato utilizzto, dopo il 1785, come un luogo di riunione degli artisti, mecenati e amatori d'arti grafiche.
Il rouennese Lemaître è uno dei membri di questa società artistica ed è Lemaître che, in relazione con lui, Cazalès e altri che gravitano nella stessa cerchia, crea questa cellula di informazioni ad uso degli emigrati. Essa comincia a funzionare all'inizio dell'estate del 1791 sotto la direzione di Lemaître e di un ex segretario di Cazalès, il cav. Sandrier des Pommelles. Emigrato alla fine del 1790, il conte d’Antraigues è il primo beneficiario di questa Agenzia d'Informazione alal quale collaborano diverse persone tra cui i giornalisti del giornale «Les Actes des Apôtres» e diversi habitués del salotto di Mme d’Eprémesnil.

in questo periodo, i due coniugi d’Eprémesnil ricevono molto nel loro palazzo in rue Bertin-Poirée, e sia memorialisti che i denuncianti danno un'idea delel persone che frequentano questo salotto che è probabilmente, per la sua influenza politica negli ambienti aristocratici, il primo salotto contro-rivoluzionario.

[Malouet e Montlosier descriveranno nelle loro memorie, le serate musicali e politiche date dalla coppia e dai loro figli (23).
[Cioè i figli maggiori di precedenti matrimoni: Jacques Duval de Maréfosse e sua moglie Marie-Antoinette detta [Chloé Thilorier], e sua sorrella minore Désirée Thilorier.
Ci sono:
- un certo numero di proprietari coloniali e in particolare la famiglia Hosten, il fratello minore e la sorella (Mme de Cabris) di Mirabeau,
- degli amici normanni come Hue de Miromesnil, il presidente de Frondeville o Leduc de Biéville e i suoi due figli Lillers e Bernières,
- molti deputati «noirs » tra i quali l'ex (secondo i rivoluzionari) marchese di Ferrières, il conte di Foucauld-Lardimalie e l’abate Maury;
- inoltre si vedono anche Parisau e l’abate Arthur Dillon, giornalisti contro-rivoluzionari,
- gli intimi, il marchese di Beauharnais e il marchese di Cubières, il barone di Crussol e il barone di Batz, la contessa de Narbonne, Mme de Bonneuil e le sue tre figlie.]

1792
17 luglio, mentre attraversa la terrazza delle Tuileries viene riconosciuto e segnalato ai federati marsigliesi; viene preso per il collo e picchiato, poi trascinato a forza al Palais-Royal per esservi impiccato o appeso ad un lampione; giunto sul posto viene riconosciuto da Belmont e Mlle Devienne, attori del Théâtre-Français, che allertano l'attore dell'Opéra comique Micalef, che comanda un distaccamento della Guardia nazionale.
La folla è molto remontée contro di lui che, già coperto di sangue e di fango, viene strappato evitandogli il linciaggio in corso e diretto verso la Tesoreria nazionale, in gravi condizioni. Giunto nel frattempo, il sindaco Pétion de Villeneuve si rivolge alla folla in delirio che, davanti all'ingresso della Tesoreria non ha affatto rinunciato alla sua preda.
Il sindaco afferma che lui sarà giudicato dal Tribunale criminale che lo condannerà certamente come traditore della patria.
Poco dopo, l'ex deputato, circondato da una folla sempre numerosa e determinata, viene trasportato all'abbazia di Saint-Germain-des-Prés dove la sua figliastra (24) – Marie-Antoinette Thilorier, figlia maggiore del primo matrimonio di Mme d’Eprémesnil che ha sposato il figlio unico del primo matrimonio di d’Eprémesnil – e il drammaturgo Antoine-Vincent Arnault gli prestano le prime cure.
Poco dopo i massacri di settembre sarà rilasciato. Non potendo più tornare a casa propria, viene ospitato dal suo amico il conte di Ségur che lo protegge, nel vecchio palazzo di Besenval (25).

1793
gennaio, Luigi XVI viene ghigliottinato;
dopo la sua esecuzione i realisti ricompongono i loro legami attorno a lui che sa di poter contare sul drammaturgo Antoine-Vincent Arnault, su Claude-Armel Legras de Bercagny – che sposerà più tardi la sua figliastra e farà carriera sotto l'Impero –, il marchese di Parny, il conte di Bernières – figlio di Leduc de Biéville –, il ricco «Américain» Bellanger des Boulets, etc.
Tutti assieme tentano di creare delle complicità in seno al "Comitato di sicurezza generale" – la polizia politica – e ci riescono.
Dumouriez, che si trova in Belgio, ha intenzione di rivolgere la sua armata contro la Convenzione nazionale e di preparare un ritorno alla monarchia.
A Parigi, i cospiratori preparano il terreno. Ma la storia decide altrimenti e i piccoli tafferugli creati artificialmente, sono repressi, e manca la coordinazione con l'azione del gen. Dumouriez che passa al nemico. Per i realisti dell'interno, le cose cambiano ed essi vedono con rammarico dissolversi l'ultima seria occasione per loro di riprendere il controllo delle cose senza ricorrere allo straniero. Alcuni di loro si disperdono, emigrano, altri si arruolano nelle armate della Repubblica.

6-8 aprile, sempre in vista, egli viene arrestato con una delle sue complici, la ex contessa di Vauréal – nata Marie-Ursule Aumont27,
[Épouse séparée de Robert de Jannel, comte de Vauréal, seigneur de Belval de Bonneval, Charmontoy, Vassonay était tante d’Oscar de Vauréal qui épousa Mlle de Ségur d’où la duchesse de Cadore.]
Sono accusati entrambi di aver preparato in segreto o voluto favorire il colpo di Stato mancato di Dumouriez.
Grazie a Charles-Nicolas Osselin, deputato e membro del "Comitato di sicurezza generale" «l’un des commensaux de la maison Vauréal», vengono liberati28.
[Con i suoi colleghi Delaunay d’Angers, Julien de Toulouse o Alquier, Osselin lavora con i «talons rouges» della Commune di Parigi, e la sua sfera d'influenza (Péreyra, Proly, Desfieux, Gusman, ecc.) a creare degli accostamenti in seno alla Convenzione che è minata dalle sue divisioni.]
La sola speranza per i realisti dell'interno rimane ora la "politica del «pire» peggio", cioè l'opposizione frontale della Commune con la Convenzione che si tratta alla fine di rovesciare e dove i Girondini sentono sfuggire il potere a poco a poco.

Per il gioco delle nomine nelle alte sfere della Commune, molti dei membri influenti sono in effetti degli aristocratici allineati e mascherati e molti sono d'altronde uniti alla «fournée-infornata» di quello che la storiografia, qui n’est pas à une nuance près, a grossolanamente nominato gli hébertistes.
La collusione di questi aristocratici dal berretto rosso, tutti appartenenti al Club dei Cordiglieri nella sua versione dell'Anno II, non ha cessato di intrigare alcuni storici: ma essi non hanno mai saputo mettere un nome sulla nebulosa politica coinvolgendo il sedicente sindaco «hébertiste» Jean-Nicolas Pache, agente del duca di Castres, oppure il cittadino Lhuillier – in stretto contatto con Benoist d’Angers, d’Eprémesnil e Jean de Batz –, che intrattengono dei legami segreti e nemmeno ben reali con gli ambienti finanziari realisti29.
[Batz e Benoist d’Angers rappresentano a Parigi, l’uno, il barone di Breteuil, testa pensante dell'emigrazione dei principi, e l'altro, Omer Talon, che alle Tuileries, fu il principale coordinatore con Radix de Sainte-Foix, del piano «di impoverimento» con il denaro della Rivoluzione.]
Tutte le azioni iniziate dalla vecchia nobiltà per la quale, non senza coraggio, d’Eprémesnil si mette a capo (intende riscattarsi dai suoi errori passati?) e che in realtà non controlla nulla ed è costantemente tradito, finendo con l'essere tragicamente votato al fallimento.

2 giugno, mentre è sul punto di ritirarsi nelle sue terre di Normandia, si fa consegnare un certificato di non-emigrato dai membri importanti del Dipartimento di Parigi, cioè Momoro, Raisson e La Chevardière.
Trascorre l'estate con i suoi nel suo "castello d’Eprémesnil" ma, dopo la presa di Toulon, corre voce che egli stia macchinando nella regione per far consegnare agli inglesi il porto di Havre. Questa denuncia, giunta alla municipalità di Havre e che non è supportata da nessun documento, è all'origine dei suoi guai.

7 settembre, colpito da mandato di cattura, ricercato su ordine del rappresentante Louchet, è costretto a nascondersi;
[Secondo una tradizione egli si sarebbe nascosto vari giorni in un nascondiglio a Rouelles, non lontano dal "castello d’Eprémesnil". Poi si rifugia di notte in un'altra delle sue proprietà situata a Maréfosse, vicino a La Remuée, in piena campagna.]
viene alla fine localizzato e arrestato, messo a pagamento in sorveglianza presso di lui;

(14 Frimaio, Anno II), essendo stati fatti alcuni tentativi di evasione, viene inviato per precauzione alla prigione di Havre;
(10 Piovoso, Anno II) ricondotto a Parigi, viene incarcerato al Luxembourg;
(13 Ventoso, Anno II), ottiene il suo trasferimento alla prigione degli Inglesi dove sua moglie, che l'aveva seguito liberamente dopo Le Havre, è detenuta dopo essere stata arrestata a sua volta quando si è recata alla sua sezione del Contrat-Social per far vistare il suo passaporto (27 Piovoso).

1794

viene giudicato con Malesherbes, il difensore di Louis XVI, che compare con la sua famiglia, e con diversi ex deputati della Costituente come Le Chapelier et Thouret.
Tra le donne: Mme Le Peletier de Rosanbo e la figlia Aline de Chateaubriand, Mme de Grammont e Mme du Châtelet, e infine la p.ssa Lubomirska che si dichiara innocente, non facendo che ritardare l'ora del supplizio;
22 aprile, sono condannati a morte e ghigliottinati30.

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(26 Pratile, Anno II), la Convenzione, tramite Bertrand Barère de Vieuzac, decide di far giudicare Mme d'Eprémesnil 31 con i complici del "complotto dello straniero" come è stato richiesto sevilmente alla Convenzione da Élie Lacoste – che, come Fouquier-Tinville – è agli ordini di Bertrand Barère de Vieuzac, Collot e Billaud-Varenne, i tre istigatori di questo affare politico-poliziesco. Mme d'Eprémesnil sopravvivrà solo due mesi († 17 giugno 1794)30. Lascia un figlio – Jacques Duval de Maréfosse – nato nel suo primo matrimonio –, e tre giovani fanciulli della sua vedova.

=====================Note================= Wikipedia

Les papiers personnels de Jean-Jacques Duval Duval d'Eprémesnil et de la famille d'Eprémesnil sont conservés aux Archives nationales sous la cote 158AP32.

Notes[modifier | modifier le code]
1 Il avait épousé Marie de Réauté puis Catherine-Elisabeth Boullincq (1688-1743) qui eut une grande réputation d’humanisme et de charité aux Indes.
2 Son frère Georges Duval de Leyrit fut gouverneur général de Pondichéry.
3 Fille de Jacques Vincens et Jeanne Albert.
4 En 1780, Gérard-Trophime de Lally-Tollendal publia un vibrant plaidoyer en faveur de la mémoire de son père : AN, Papiers d’Eprémesnil, 158AP 81 et 82.
5 Il épousa lui-même la fille ainée de la seconde épouse de son père, dont il divorça et se remaria le 26 octobre 1796 avec Anatolie Eudes de Mirville.
6 Mme de Martainville, née Anne-Dillon, de Bordeaux comme les sœurs Sentuary, également Mme Fenouillot de Falbaire, baronne de Cangé, Mme Taffart, Mme Testard du Lys, etc.
7 Achille-Simon, était né le 15/6/1785; Agathe-Clémentine-Michelle, née le 13/5/1787, future marquise Louet de Murat de Calvisson, fut la filleule de Mme de Bonneuil qui s’en occupa comme sa fille. Un autre fils, Hippolyte-Léon, naquit à Moulins le 4 novembre 1788.
8 Portrait réalisé au pastel à l’occasion de son mariage à Bordeaux en 1768 avec le conseiller Jacques Thilorier, aujourd’hui conservé au musée Cognacq-Jay.
9 Le Livre rouge, 9e livraison, Paris, 1790.
10 voir ses lettres à Lamoignon et Breteuil par lesquelles elle demandait à partager la prison de son mari, BHVP, Ms.811, f°14; papiers Collenot d’Angremont ; papiers d’Eprémesnil, carton 3, dos.24, p. 20, etc.
11 Fils d’un conseiller au Parlement de Bretagne impliqué dans l’affaire de La Chalotais, le comte de Kersalaun avait critiqué le discours de Calonne à l’ouverture de l’assemblée des notables du 22 février 1787 et fut arrêté pour ce motif. Libéré, il avait à nouveau été arrêté comme « colporteur de relations entre le parlement de Paris et le parlement de Bretagne ». Il fut défendu par d’Eprémesnil.
12 BHVP, Ms.697, p. 21 ; Mémoires secrets du 10 septembre, 8 octobre et 23 octobre 1787.
13 Mémoires du comte Ferrand, publiés par le vicomte de Broc, Paris, 1897, p. 29-30.
14 Il s’occupa à cette même époque de rectifier la généalogie de son ami le « baron » de Batz qui était lui aussi en peine de prouver l’ancienneté de sa noblesse pour obtenir d’en être un des représentants. Il usa donc d’un faux, prenant l’identité de « Jean-Pierre, appelé baron de Batz, fils unique né le 21 janvier 1755, a reçu sur son extraction les déclarations légales de l’évêque et du haut Clergé, etc. » AN, 158AP, carton 3 dossier 18.
15 Archives parlementaires, ix, p. 23.
16 Archives parlementaires, ix, p. 717.
17 Ibid. vol. xii, p. 525.
18 Archives parlementaires, vol. xii, p. 716-7.
19 Révolutions de France et de Brabant.
20 Il en est question dans les rapports du Comité des recherches de l’Assemblée.
21 Archives parlementaires, vol. xxv, p. 102, etc.
22 Liste des aristocrates conjurés désarmés chez le roi par la garde nationale, l’an second de la Liberté, 1791.
23 C’est-à-dire les ainés de précédents mariages : Jacques Duval de Maréfosse et son épouse Marie-Antoinette dite Chloé Thilorier, et sa sœur cadette Désirée Thilorier.
24 Marie-Antoinette Thilorier, fille aînée du premier mariage de Mme d’Eprémesnil qui avait épousé le fils unique du premier mariage de d’Eprémesnil.
25 Dans l’ancien hôtel de Besenval.
26 AN, AFII/141, pl.112, p. 6-14.
27 Épouse séparée de Robert de Jannel, comte de Vauréal, seigneur de Belval de Bonneval, Charmontoy, Vassonay était tante d’Oscar de Vauréal qui épousa Mlle de Ségur d’où la duchesse de Cadore.
28 Avec ses collègues Delaunay d’Angers, Julien de Toulouse ou Alquier, Osselin travaille avec les « talons rouges » de la Commune de Paris, et sa sphère d’influence (Péreyra, Proly, Desfieux, Gusman, etc.) à créer des affrontements au sein de la Convention, qui est minée par ses divisions.
29 Batz et Benoist d’Angers représentent à Paris, l’un, le baron de Breteuil, tête pensante de l’émigration des princes, et l’autre, Omer Talon, qui aux Tuileries, fut principal coordonnateur avec Radix de Sainte-Foix, du plan « de pourrissement » par l’argent de la Révolution.
30 a et b « Histoire du Tribunal révolutionnaire de Paris » [archive]
31 Le Moniteur, t. 20, Paris, 26 prairial, 761 p. (lire en ligne [archive]), p. 727.
32 Archives nationales [archive]
Œuvres[modifier | modifier le code]


Il a publié de nombreuses brochures politiques dont :

Réflexion d’un magistrat sur la question du nombre et celle de l’opinion par ordre et par tête, 7 décembre 1788, Paris, 20 p.
Nullité et despotisme de l’Assemblée nationale, 1790
Lettres de M. d’Eprémesnil et de M. de La Fayette à l’occasion du (...), 28 février 1791, contenant réponse à certaines impostures imprimées...contre M. d’Eprémesnil sur le même sujet, 6 et 7 mars 1791
Réflexions sur les nouveaux décrets concernant les colonies, Paris, 16 mai 1791
Discours et opinions de M. d’Eprémesnil suivi d’une notice sur sa vie, Paris, 1823

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