Warning: include(..//PowerAuth.php) [function.include]: failed to open stream: No such file or directory in D:\inetpub\webs\viandanteit\sito24\work\ZZZVARI\Politici\Francesi\Bodin Jean.php on line 5

Warning: include() [function.include]: Failed opening '..//PowerAuth.php' for inclusion (include_path='.;C:\PHPVersions\PHP52\includes') in D:\inetpub\webs\viandanteit\sito24\work\ZZZVARI\Politici\Francesi\Bodin Jean.php on line 5
Il Viandante - Politici - Bodin Jean

©

Il Viandante

in rete dal 1996


Se ti siamo stati utili effettua una
 

Nuova Ricerca

 

 

 

 

Jean BODIN

(Angers 1529/30 – Laon, Aisne 1596)

giurista e teorico politico francese;


1548
si reca a Tolosa a studiare e più tardi ad insegnare diritto;

1561
dopo uno scontro col giurista Cuiacio, si trasferisce a Parigi per esercitarvi l'avvocatura;

Methodus ad facilem historiarum cognitionem (1566, Metodo per una facile conoscenza della Storia)

1567
passa al servizio di Enrico III e di suo fratello il duca d'Alençon, diventando uno degli esponenti più autorevoli del partito dei "politiques", che si stanno adoperando per restaurare l'autorità della monarchia e assegnarle un ruolo di pacifica mediazione tra le fazioni religiose in lotta;

Risposta al paradosso del signor di Malestroict circa il rincaro d'ogni cosa e il modo di porvi rimedio (1568)

1576
membro degli Stati generali, sostiene la libertà di culto (ma è fautore della persecuzione della "stregoneria") e teorizza in politica la necessità di una monarchia limitata;

Six livres de la république (1576, Sei libri della Repubblica, polemica contro il machiavellismo; vedi Michel de L'Hôpital)
[Nel Libro IV, Cap. 7 del trattato, egli non contesta al principe il diritto di ritenere una religione migliore di tutte le altre, ma gli nega la facoltà di costringere i sudditi ad abbracciarla con le violenze, consigliandogli invece di usare a ciò la persuasione. E ricorda alcuni tratti di tolleranza religiosa dell'imperatore Teodosio, e il proceere rispettoso per la fede cristiana dello stesso sultano turco, e le belle parole di Teodorico.
Osserva da ultimo che le coscienze coartate nelle loro fede si volgono piuttosto all'ateismo, la peggiore di tutte le cose per una società; e che d'altronde è meglio che in uno Stato le sètte siano più che una sola.
Quest'utlimo pensiero è svolto più particoalrmente in un dialogo dal titolo Heptaplomeres, in cui introduce a parlare rapresentanti delle varie opinioni dominanti nel Cattolicesimo e di tuttel princpali religioni del tempo suo, e finisce per porsi ad un punto di vista a tutte superiore, prorpio conforme a quell'indirizzo sincretistico penetrato già altrove per opera massimamente degli umanisti italiani.]
[Francesco Ruffini, La libertà religiosa, F.lli Bocca, Torino 1901.]

1580

Demonomania (1580, per oltre un secolo è la guida della magistratura nell'azione repressiva contro la stregoneria)

Colloquium Heptaplomeres de abditis rerum subtilium arcanis (in cui la tolleranza religiosa si spinge fino al teismo; pubblicato completo solo nel 1857)
[In questo dialogo introduce a parlare rappresentanti delle varie opinioni dominanti nel Cattolicesimo e di tutte le principali religioni del tempo suo, e finisce per porsi ad un punto di vista a tutte superiore, proprio conforme a quell'indirizzo sincretistico penetrato già altrove per opera massimamente degli umanisti italiani.
E la sua conclusione è poi questa, che tutte le credenze hanno diritto ad un uguale riconoscimento, fin tanto ch'esse nulla contengano contro lo Stato, la morale, e il culto di Dio.
Che peccato che questo scritto, il solo forse di questo tempo in Francia ove si affaccia il concetto di una tollerazna universale, non sia stato pubblicato dall'autore, e che questi abbia invece oscurato la sua gloria con libri superstiziosi contro la stregoneria e gli stregoni, indegni affatto della sua mente illuminata!
Che peccato anche maggiore poi che egli, che nell'assemblea degli Stati in Blois del 1577, dell'anno stesso cioè che è uscito il suo libro Della Repubblica, abbia come oratore del terzo stato, combattuta vigorosamente la proposizione messa innanzi dagli altri due, che tutti i sudditi devono essere ridotti per forza ad una sola fede, sia poi passato nel 1588 alla famosa Lega dei Cattolici fanatici!
A questo proposito poi è giusto aggiungere ch'ei ne fece ammenda tornando nel 1593 fra i cattolici moderati e sostenitori di Enrico IV.]
[Francesco Ruffini, La libertà religiosa, F.lli Bocca, Torino 1901.]

1596
muore a Laon, Aisne.

Torna su

 

Nuova Ricerca