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Papi

514-523, Ormisda [santo];

523-526, Giovanni I († 18 mag 526) [santo];

526-530, Felice IV (III) [santo];


529, secondo sinodo di Orange: la tesi sostenuta da Giovanni Cassiano e Fausto d Riez (Prima Dio dona la grazia della fede e poi spetta all'uomo rispondere liberamente…) viene accusata di semipelagianesimo.
[Il catechismo scrive infatti che «perché si possa prestare questa fede, è necessario la grazia di Dio che previene» ecc.].
[Vito Mancuso, Io e Dio, Garzanti 2011, p. 360]

ANNI 520-529 d.C.




520-529
IMPERO ROMANO-ORIENTALE
Giustino I
518-527, imperator;
figlio di contadini dell'Illiria, prende il potere pur non sapendo né leggere nè scrivere;
nel 519 affida al nipote Giustiniano l'intera politica della chiesa e questi ripristina l'unione con Roma, perseguita i monofisiti e si fa incoronare da papa Giovanni I;
524
o 525
fa mettere al bando in tutto l'impero l'eresia ariana;

Giustiniano I  
527-565, imperator;
cerca di eliminare l'influenza del movimento politico influenzato da Alessandria, il partito circense dei verdi [in origine i partiti del parlamento, che non si riuniva al Palazzo del Senato bensì all'ippodromo, erano 4: azzurri, verdi, rossi e bianchi, poi i primi due avevano assorbito i secondi], ma i partiti della città si alleano contro di lui;

520-529
529, attuando il programma di cristianizzazione dell'Impero, chiude le scuole filosofiche di Atene, tra le quali è ancora attiva la gloriosa Accademia fondata da Platone.
Alcuni dei filosofi si recano allora in Persia, accettando l'invito di Cosroe I, l'illuminato re dei Sassanidi che, pur essendo in guerra con Giustiniano, mantiene evidentemetne buoni rapporti con gli intellettuali greci.
Del gruppo rifugiatosi in Persia fanno parte:
. Damascio (capo dell'Accademia all'atto della sua chiusura;
. Simplicio,
. Prisciano Lidio, un allievo di Damascio;
[Nel suo Solutiones ad Chosroem ci sono le risposte del filosofo a una serie di questioni poste dal sovrano sassanide.
Purtroppo l'opera, scritta originariamente in greco, ci resta solo in una traduzione latina molto scorretta effettuata forse in Francia nel IX secolo.
Gran parte della VI Quaestio è dedicata a un'esposizione dell'opera di Posidonio sulle maree. Per quano riguard ail ciclo mensile, Mentre Strabone ne aveva dato una trattazazione opuramente descrittiva e Plinievitando completamente di affrontare le cause dell'influenza delel fasi lunari; plino aveva nomianto le azioni delal Luna e del Sole, ma senza precisare in cosa consistessero e come si potessero salvare i fenomeni sulla lora base, il solo Prisiciano, ra le fnt fonti antiche a nostra idpossione, aggiunge a quelle ceh avevamo trovato in Plinio due affermazioni di importana decisiva:
_ l'azione della Luna è maggiore di quella del Sole;
- la maggiore ampiezza delle maree durante pleniluni e noviluni è dovuta al sommarsi dell'azione del Sole a quella della Luna.
Lucio Russo, Flussi e riflussi. Indagine sull'origine di una teoria scientifica, Feltrinelli 2003.]  


segue


520-529
REGNO dei FRANCHI
Teodorico I
Albero genealogico
(? - ?)
figlio di Clodoveo I re dei franchi;

511-34, re di Austrasia;

Clodomiro
Albero genealogico
(? - ?)
figlio di Clodoveo I re dei franchi;

511-24, re d’Orléans;


Childeberto I
Albero genealogico
(495 ca - Parigi 558)
figlio di Clodoveo I re dei franchi;
511-558, re di Parigi;
nel 511, alla morte del padre, ottiene il regno di Parigi (fra la Senna e la Loira);
524
morto il fratello Clodomiro, partecipa all'uccisione dei figli di lui e ne spartisce l'eredità (la regione di Orléans) con il fratello Clotario I;
Clotario I
Albero genealogico
(497 - Compiègne 561)
figlio di Clodoveo I re dei franchi;
511-561, re di Soissons;
si accorda con il fratello Childeberto, re a Parigi, per usurpare i possessi e sopprimere i tre figli di Clodomiro (di cui ha già sposato, con lo stesso scopo, la vedova Gondioca); in seguito con l'aiuto del terzo fratello Teoderico, riprende la politica paterna di espansione verso il Reno sottoponendo i turingi alla sovranità franca;
520-529
-





520-529
EPTARCHIA ANGLOSASSONE

- Angli: Northumbria, Mercia, East Anglia,
- Sassoni: Essex, Wessex, Sussex,
- Juti: Kent e isola di Wight.

REGNO di NORTHUMBRIA (dal 528)
[(da Humber) comprende le province di Lancaster, Yorck, Durham, Cumberland, Westmorland e la parte meridionale della Scozia fino a Detroit d’Edimburgo]
Ida

(† ?)
528-?, re di Northumbria; [fondatore]



REGNO di WESSEX
[(Sassoni occidentali) comprende tutta la costa meridionale dell’Inghilterra, le contee di Berckshire, Southampton, Wilt, Somerset, Dorset, Devonshire e Cornovaglia]
?

(† ?)
519-?, re di Wessex;
sovrani dell’attuale Hampshire meridionale, regione conquistata ai gallesi;



REGNO di SUSSEX (dal 477)
[(Sassoni Meridionali) comprende le province del Sussex e del Surrey]
?

(† ?)
?-?, re di Sussex;


REGNO di KENT (dal 456)
[Kent e isola di Wight]
?

(† ?) (jutlandese)
?-?, re del Kent;
[persiste il dubbio sulla presenza degli juti al sud dell’Inghilterra]



520-529
-

a



520-529
SPAGNA
Amalarico
(† ?)
figlio di Alarico II e di Teodogoto figlia di Teodorico; cognato di Childeberto I, re dei franchi a Parigi;
507-?, re dei visigoti di Spagna;




520-529
-

a








520-529
REGNO d'ITALIA
Teodorico
[o Teoderico] (454 ca - Ravenna 526)
figlio di Teodemiro, appartenente alla nobile casata degli Amali;
462-472, vive a Costantinopoli come ostaggio, in garanzia di un trattato federativo stretto fra ostrogoti e impero;
nel 473 combatte in nome dell'impero contro i sarmati;
474-526, re degli ostrogoti;
succeduto al padre, trasferisce il suo popolo dalla Pannonia alla Mesia inferiore; l'aiuto prestato all'imperatore Zenone contro il rivale Basilisco gli vale i titoli di patricius e di magister militiae che gli danno una posizione ufficiale nell'impero;
nel 480 non mancano i contrasti con Zenone;
nel 488, ottenuto finalmente dall'imperatore Zenone, di cui è ormai figlio adottivo, il permesso di stanziarsi in Italia eliminandovi il dominio di Odoacre, parte dalla Mesia diretto in Italia;
nel 489, dopo aver battuto i gepidi lungo la strada, batte le truppe di Odoacre sull'Isonzo e a Verona.
nel 490 batte le truppe di Odoacre sull'Adda;
nel 493, presa Ravenna, dopo un assedio pluriennale e avuto fra le mani Odoacre lo assassina [nonostante gli avesse promesso salva la vita] ed uccide pure i suoi congiunti;
dopo questa vittoria si fa riconfermare re da tutto l'esercito vincitore, nel quale agli ostrogoti si mescolano forti nuclei di altra origine; nominatosi Rex Gothorum, non imperatore dei romani, regna in Italia dopo aver chiesto un riconoscimento ufficiale anche da parte di Bisanzio;
493-526, re d'Italia;
nel 498, nonostante gli venga negato il riconoscimento ufficiale da parte di Zenone, lo ottiene da Anastasio.
Fa battere moneta in nome dell'imperatore e prende il nome di Flavio per documentare che è un cittadino romano.

nel 500, verso i primi di marzo, il corteo reale si muove da Ravenna per una visita a Roma;
nel 504 l'annessione della Pannonia Secunda al suo nuovo regno incrina forse irrimediabilmente i suoi rapporti con Costantinopoli;
nel 508 prende possesso della Provenza e di altri territori della Gallia meridionale già appartenuti ai visigoti e ora sottratti alla voracità dei franchi;
nel 509 la nuova alleanza di Clodoveo I con Anastasio [il Saggio] e la sorveglianza di nazioni non ancora del tutto riordinate come la Gallia e la Spagna lo convincono che è urgente allestire una grande flotta di almeno mille navi;
i propri domini si estendono ormai dalle Alpi a Gibilterra, dai Pirenei al Danubio, alla Sava;
nel 515 la figlia Amalasunta sposa Eutarico († 523 ca), altro discendente degli Amali;
522
Ravenna, Eutarico, suo genero, ha l'ingrato compito di obbligare i ravennati a un forte indennizzo;
[Assente il re che si trovava a Verona per sorvegliare i servizi di difesa, a Ravenna era scoppiata una furibonda contesa tra cristiani ed ebrei (ostie consacrate gettate da quest'ultimi nel fiume e successiva vendetta dei cattolici con incendio di sinagoghe, senza alcun riguardo per Eutarico e nonostante l'intervento del vescovo Pietro per frenarli).]
523
muore improvvisamente Eutarico e con lui le speranze del sovrano di passare il regno ad un erede della sua nobile stirpe e forse ad avere un successore;
dopo l'assassinio di Sigerico da parte del padre Sigismondo re dei Burgundi, egli si mette a fianco di Clotilde (moglie di Clodoveo I, re dei franchi) che, ritenendo sia giunta l'occasione di rivendicare le proprietà che Gundobaldo (suo zio e padre di Sigismondo) aveva sottratto ai suoi genitori, convince i figli Clotario e Childeberto a prendere le armi contro il regno dei burgundi;
il gen. Tulo riceve da Ravenna l'ordine di passare le Alpi e in pochi giorni il regno viene conquistato; Godemaro (fratello di Sigismondo) riesce però a raccogliere delle truppe e a recuperare quasi tutte le terre che gli sono state sottratte ma l'inattesa reazione burgunda fa infuriare Clodomiro (fratello di Clotario e Childeberto) deciso a mobilitare di nuovo l'esercito; a scanso di nuove sorprese, prima di riaprire il fronte fa trucidare Sigismondo e famiglia e poi li fa gettare in un pozzo;
durante una mischia in battaglia Clodomiro rimane ucciso;
i franchi vincono definitivamente ed egli guadagna le città di Avigone e di Ginevra;

dalla vittoria dei franchi (da lui appoggiati) contro i burgundi o borgognoni guadagna le città di Avignone e di Ginevra; gli sconfitti riescono tuttavia a far fuggire dalle loro terre i vincitori (esibendo loro la testa di Clodomiro sulla punta di una lancia) dove così Godemaro rimane ancora per circa dieci anni;
524
tra Roma e Ravenna si incrinano i rapporti;
Cipriano (figlio di Opilione) viene nominato conte delle Sacre Largizioni (ministro del Tesoro e delle Finanze); la sua prima uscita pubblica è una pesante accusa al patrizio Albino (popolare senatore romano già console nel 493) in quanto artefice di una corrispondenza segreta con l'imperatore Giustino I, complici altri senatori: secondo l'accusa sono tutti d'accordo a sottrarre l'Italia al regno degli ostrogoti; nonostante respinga ogni addebito, Albino viene condannato e a nulla serve l'intervento a Verona in suo favore di Boezio il quale pure viene condannato a morte dall'assemblea dei padri conscritti previa confisca dei beni;
i commenti contro la sentenza sono durissimi tanto da rendere impopolare il re, il senato e, naturalmente, Cipriano;
per maggior sicurezza viene così condannato a morte anche Simmaco;
525
considerati conniventi con Giustino I sia il senato di Roma che papa Giovanni I (della Tuscia, succeduto a Ormisda) costringe quest'ultimo a recarsi a Costantinopoli; accompagnato dai vescovi Ecclesio di Ravenna, Eusebio di Fano e Sabino di Capua, da altri due vescovi liguri e alcuni funzionari statali, il papa ha il preciso compito di chiedere all'imperatore di:
a) ritirare l'editto contro gli ariani, costretti a lasciare la loro religione per quella cattolica;
b) restituire le chiese sottratte agli ariani per passarle ai cattolici;
c) permettere a quanti sono stati cotretti ad abiurare al loro credo per paura, di tornare alla confessione ariana;
l'imperatore Giustino I ospita il papa nel palazzo imperiale facendo bene intendere che gli omaggi sono rivolti al capo della cristianità e non alla guida della missione italiana; alla fine dei colloqui politici fa sapere che è disposto a restituire le chiese espropriate agli ariani ma di non avere intenzione di aderire ad alcuna delle altre richieste del re d'Italia;
al suo ritorno da Costantinopoli fa incarcerare Giovanni I;
526
Maggio
18
, muore in carcere papa Giovanni I;
Agosto
viene colto da una violenta forma di dissenteria;
pochi giorni prima di morire, ordina a sua volta l'espulsione dei cattolici da tutte le chiese del regno.
30, muore e viene sepolto a Ravenna nel mausoleo a lui intitolato.
Come successore sale al trono il nipote Atalarico, da lui già designato, figlio decenne di sua figlia Amalasunta che ne diventa reggente.

[Suo biografo fu Ennodio, futuro vescovo di Pavia:
originario della Gallia e rampollo di una nobile schiatta con radici a Roma, entra nel clero di Pavia grazie alla protezione del vescovo Epifanio alla cui morte si trasferisce a Milano dove trova ottima accoglienza per l'interessamento affettuoso dello zio Lorenzo, autorevole prelato della massima chiesa lombarda.
Libellus pro Synodo (asserendo di voler illustrare i termini della controversia tra i partigiani di Simmaco e quelli di Lorenzo, rivela i retroscena politici della vicenda)
Panegirico a Teodorico (discorso apologetico dove gli elogi sono amplificati e insistiti; opuscolo di propaganda, se non "commissionato" dal re, di certo inserito dai suoi astuti assistenti nel programmatico piano di propaganda da lui per accattivarsi le simpatie degli italiani)
Opuscola (vi offre un quadro della cultura del suo tempo: un'immagine angusta, se non meschina; ci segnala i più importanti letterati, quelli che considera i modelli della sua epoca: Fausto e suo figlio Avieno, Festo, Simmaco, Probino e suo figlio Cetego. Anche due donne: Barbara e Stefania "splendida luce della chiesa cattolica"; tutti personaggi che ricoprivano alte cariche alla corte del re degli ostrogoti).

Circa la tradizione che riguarda il suo presunto analfabetismo (al punto che per porre la sua firma sui decreti doveva servirsi di una lamina traforata) un saggio di Roberto Cessi, Theodoricus inletteratus, risale all'origine di questa leggenda per dimostrare quanto sia campata in aria. Si scopre che la stessa asserzione nata dalle pagine dell'Anonimo Valesiano, è attribuita da Procopio di Cesarea all'imperatore Giustino. Si sa invece per certo che la tavoletta si usava sia a Costantinopoli che a Ravenna ma solo per comodità dei cancellieri che dovevano autenticare gli atti. I quali nell'originale erano perfettamente firmati.]

Da tener presente che il periodo che va dal 476 d.C. alle crociate (XI sec.) è considerato, sotto il profilo culturale, il più abominevole, e meno della poesia si muove la scienza.
 
Atalarico
(516 ca - 534)
figlia di Eutarico e di Amalasunta figlia di Teodorico;
526-534, re degli ostrogoti;
succede sotto la reggenza della madre Amalasunta che, sotto la pressione e le minacce dei franchi e dei gepidi e a causa di discordie interne tra l'aristocrazia romana e quella barbarica, persegue una politica di riavvicinamento all'imperatore bizantino; trattasi di otto anni di regno puramente nominale [Procopio].


 
520-529
-

a


520-529
VENEZIA

520-529, l'ordine sociale continua ad essere assicurato dall'opera dei Tribuni che (ogni isola elegge il suo) si riuniscono tutti assieme per deliberare nei casi riguardanti il bene comune.










CINA

357-589, invasioni di popolazioni barbariche e divisione dell'impero in regni autonomi, diversi nel nord e nel sud;

Compaiono nuove orde minacciose quelle dei Tu-küe, o Turchi Gök, al Nord, quelle degli Unni Eftaliti, a Ovest, originari dell'Altai e che si dirigono sul Turchestan. Sono le future grandi potenze dell'Alta Asia.

Siao-Yen Wu-Ti [Dinastia Liang]
capitale: Kiang-Ling;

segue

EGITTO
30 a.C.-641 d.C. Epoca romana e bizantina.
segue




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