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ATENE

499-494 a.C., rivolta delle città ioniche dell'Asia Minore contro l'impero persiano. Atene contribuisce alla ribellione con una piccola flotta;
493-492, arcontato di Temistocle;
490-479, guerre persiane;
490, spedizione persiana in Grecia; sbarco nell'Eubea e distruzione di Eretria, sbarco nell'Attica e battaglia di Maratona, vinta dall'ateniese Milziade;

499-490 a.C.

IMPERO PERSIANO
525 a.C. I successori di Ciro II [il Grande] conquistano con relativa facilità l'Egitto dando l'avvio a una denominazione straniera che si protrarrà per duemila anni.
SIRIA e PALESTINA [provincia occidentale]
  La lingua ufficiale è l'aramaico.
EGITTO
Dinastie
1075-332 a.C.: Epoca tarda
XXVII
(525-402)

Re di Persia
Prima dominazione persiana.
Rivolte di Inaro (460-454 a.C.) e di Amirteo.

 

CINA

Periodo dei "Chou orientali"
o delle "primavere e degli autunni"
(771-481 a.C.)
Periodo dei Regni combattenti
(529-222 a.C.)

?
?-? a.C., imperatore della Cina;
continuano a succedersi sul trono i Chou, a capo di un impero che è tale solo di nome.
? a.C., Lo yang (valle del Lo), il sovrano celebra immancabilmente i culti degli antenati, del Cielo e della Terra, seguendo formule antiche di secoli; ma l'autorità dell'imperatore viene esercitata solo su una minima parte del territorio cinese. Nel rimanente regna l'anarchia. Ogni principe, ogni duca di un feudo autonomo celebra il culto come gli pare.

Nel conglomerato di piccoli stati si distinguono tre stelle di prima grandezza, i regni di:
- Ts'i;
- Ch'u (di derivazione militare);
- Ts'in (di derivazione aristocratica o feudale).
Seguono numerosi principati di minore importanza ma che svolgono tutavia un ruolo politico e militare non trascurabile: Wei, Chao, Han, Lu, Song, Yen.

Nel V secolo a.C., Lao-tzu [il saggio], archivista alla corte imperiale, durante un lungo viaggio verso ovest detta un libro conosciuto sotto il nome di Tao-tê-ching imperniato sulla scoperta, da parte del suo autore, del principio supremo, il tao, il quale è contemporaneamente il tutto e la via per raggiungerlo.
Seguendo il Libro dei cambiamenti (l'I-ching) si ritrova l'ordine del mondo in cui si oppongono l'yin, principio celeste e femminile, e l'yang, principio terrestre e virile, il wu (il non essere) e l'yeu (l'essere).
Per Lao-tzu, il saggio, a somiglianza del tao, deve abbandonarsi all'inazione, regola di condotta e principio politico del non intervento.




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Anassagora (Clazomene, Ionia 499-Lampsaco, Misia 428 a.C.) filosofo e scienziato greco, il primo filosofo a porre un principio razionale a garanzia della struttura del mondo; alla sua scuola si formarono alcune delle menti pù lucide della sua epoca: Socrate, Tucidide, Ippocrate ecc.;
col pretesto che le sue teorie fisiche negavano la natura divina del Sole e della Luna, i nemici di Pericle lo accusarono di empietà, costringendolo a tornare in Asia minore, dove si rifugiò a Lampsaco;
Sulla natura (frammenti)
[Egli sostiene l'infinita divisibilità di ogni cosa in particelle invisibili, chiamate semi: ciascuna in se stessa è immutabile, mentre ogni mutamento è dato dal loro riunirsi e separarsi grazie all'azione di un vortice, guidato da una intelligenza superiore (noós) ].

Antimaco di Colofone (Colofone sec. V a.C.) poeta greco, molto importante per la storia letteraria anche se si conosce poco della sua vita: rinnovò la poesia attica, inventò l'elegia narrativa e anticipò i caratteri tipici della poesia alessandrina. Delle sue opere rimangono alcuni titoli (Artemide, Deltoi) e frammenti di due poemi,Tebaide e Lide
Platone fu tra i suoi ammiratori, Callimaco tra i suoi critici.

Appio Claudio Crasso (sec. V a.C.) uomo politico romano;
471, console;
451, console; appoggia le riforme chieste dalla plebe;
451-450, fa parte dei decemviri legibus scribundis che redigono le XII tavole;
449, abbattuto il collegio dei decemviri da una rivolta popolare, muore in prigione, forse suicida.
[L'episodio di Virginia (la fanciulla plebea uccisa dal padre per sottrarla alle sue insidie) è probabimente leggendario.]

Aristarco di Tegea (sec. V a.C.) tragico greco, contemporaneo di Euripide, secondo il lessico Suida scrisse 70 tragedie, tra cui Tantalo, Achille (ripresa poi da Ennio), Asclepio (scritta in ringraziamento per una guarigione), delle quali quasi nulla rimane.

Ellanico (Mitilene, Lesbo 490 ca-400 ca a.C.) storico greco, appartenente, assieme a Ecateo e Ferecide, al gruppo dei cosiddetti "logografi", che possono considerarsi i primi storici della Grecia in quanto mirarono alla razionalizzazione del mito.
Ci restano alcuni frammenti delle sue opere tra cui:
Attide (la prima storia locale dell'Attica).
[È stato lui ad identificare i Tirreni con il leggendario popolo dei Pelasgi, la cui importanza fu forse esagerata dalla storiografia antica che ricondusse a questo mitico sostrato pelasgico l'origine di molte popolazioni indigene, come gli Ernici o i Latini, nel tentativo di nobilitarne le origini.]

Empedocle (Agrigento 492 ca-432 ca a.C.) filosofo e medico greco, considerato il fondatore della teoria dei quattro elementi;
[che ritenne fossero quattro: terra, aria, acqua e fuoco]
Sulla natura (430 ca, poema di argomento fisico-cosmologico; presenta una rielaborazione, con profonde modificazioni, della metafisica di Parmenide; alla teoria, con cui spiega l'origine degli animali (caso e selezione naturale) avrebbe fatto riferimento lo stesso Ch. Darwin nella prefazione alla sua Origine delle specie)
Catharmoi (Purificazione; di contenuto mistico-religioso)
Di queste opere sono stati conservati solo frammenti attraverso citazioni di autori antichi come Simplicio, Aristotele e Plutarco.

Enopide di Chio (nato ca 490 a.C.) astronomo e geometra greco;
[Calcolò la durata del grande anno, cioè del ciclo dopo il quale il Sole e la Luna tornano alle stesse rispettive posizioni. Gli si attribuisce la scoperta dell'obliquità dell'eclittica e la costruzione per mezzo della riga e del compasso della perpendicolare a una retta per un punto dato, nonché la paternità del problema I, 23 di Euclide.]

Giovanni Filopono (amante del lavoro) o [Il Grammatico] (490 ca-566) grammatico, filosofo e teologo greco, cristiano;
i suoi scritti si diffondono anche trai Siri e gli Arabi;
in filosofia è aristotelico ma riceve quache influsso da Platone e dagli Stoici; sostiene la teoria monofisita;
Commento ai primi due libri dell'Aritmetica di Nicomaco di Gerasa.

Ippocrate di Gela (sec. V a.C.) tiranno di Gela all'inizio del secolo;
[Da non confondere con Ippocrate di Coo, fondatore della medicina, con Ippocrate di Atene, generale, con Ippocrate di Chio, matematico greco, e con Ippocrate di Siracusa, generale cartaginese.]
governa per circa sette anni sottomettendo Gallipoli, Nasso, Zancle e Leontini;
muove poi guerra a Siracusa che gli cede Camarina in seguito all'intervento di Corinto e Corcira;
muore durante un'altra guerra contro i siracusani.

Mo tzu (V sec. a.C.) filosofo cinese, da cui "moismo";
pur essendo il continuatore dell'opera di Confucio, il suo pensiero è però più originale di quello del Maestro.
[Soprattutto egli, pur non respingendo i riti, li considera spesso con un'ironia poco compatibile con il rispetto che il Maestro dedicava a essi.
Egli esalta il concetto di altruismo (già presente nel pensiero del Maestro) fino a fargli raggiungere il livello di Amore universale (concetto che rieccheggia quello cristiano).
Esaminando l'origine dell'inquietudine del suo tempo, egli la trova nella mancanza di amore reciproco. A chi gli dice che questo amore universale non può forse essere praticato, egli risponde: «Assalire una piazzaforte, combattere in campo aperto, sacrificare la propria vita per la gloria è quanto di più difficile ci sia al mondo per il popolo. Però se il principe lo ordina, nobili e plebei sono capaci di farlo. A maggior ragione sarebbero capaci di amarsi l'un l'altro e di aiutarsi a vicenda, perché questo è più facile.»
E continua: «Uccidere un uomo per salvare il mondo, non è agire per il bene del mondo. Uccidere se stesso per salvare il mondo, è agire per il bene del mondo.»
Fa ricordare un evento che avverrà qualche secolo più tardi!!!]


Parmenide (attivo prima metà V a.C.) filosofo greco, fondatore della scuola filosofica di Elea, città della Magna Grecia [non Senofane di Colofone, come si riteneva fino all'inizio del Novecento, soprattutto sulla base di un'affermazione di Platone (Sofista, 242 c-d)];
Sulla natura (poema, di cui ci son giunti frammenti, circa 160 versi; la sua metafisica sarà rielaborata, con profonde modificazioni, da Empedocle).
[Sostiene che nulla può nascere da ciò che non è, e che tutto ciò che è non può subire alterazioni o modificazioni, poiché altrimenti diventerebbe ciò che non è; (vedi Democrito) ].

Pericle (Atene 495 ca-429 a.C.) uomo politico ateniese.

Zenone di Elea (V a.C.) filosofo greco, discepolo di Parmenide, gli successe nella direzione della "scuola eleatica" (scuola filosofica di Elea); il primo a fare della meditazione filosofica una tecnica logica, rovesciando così il modo comune di pensare, fu considerato da Aristotele il fondatore della dialettica per la scoperta della tecnica dell'élenchos [la confutazione e la dimostrazione per assurdo, che costituisce il momento più significativo della dialettica].
Suo, tra gli altri, il "paradosso di Achille" (tramandatoci da Aristotele nella sua Fisica).

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ROMA

499-ca a.C., Roma combatte i latini e li sconfigge al lago Regillo;

494, data tradizionale della prima secessione della plebe;
[Rimasti i campi incolti si viene ad un rincaro del prezzo dei viveri e a una carestia; in tale frangente Roma invia incaricati da ogni parte a comperare cereali ed essi vanno in cerca seguendo la costa, a destra di Ostia e a sinistra della terra dei volsci fino a Cuma, spingendosi addirittura fino in Sicilia.
A Cuma il tiranno Aristodemo sequestra le navi con il carico di grano acquistato, considerandolo un risarcimento per il patrimono dei Tarquini dei quali è erede.
Neppure nel terreno del volsci e dei pontini si riesce a comprare. Pertanto solo con il grano giunto dall'Etruria sul Tevere si possono tenere in vita i cittadini romani.
Ciò nonostante a Roma gli etruschi continuano ad essere messi da parte.]

493, trattato (una "pace stabile") tra Roma e la lega latina (foedus Cassianum) concluso dal console Spurio Cassio (dal 502 al 486 riveste tre volte la massima carica);

490, l'etrusco Spurio Larcio è ancora console;
[Nei Fasti consulares i nomi di nobili etruschi fra gli alti funzionari civili e i comandanti supremi spunteranno fino al 448 a.C.]

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