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Carl Friedrich GOERDELER

(Schneidemühl, Posnania (oggi Pila in Polonia) 31 luglio 1884 – Berlino 2 febbraio 1945)

uomo politico tedesco;

studia legge;

1914

1914 luglio - novembre 1918I Guerra Mondiale

1919
dopo il termine del primo conflitto mondiale, entra nelle file del DNVP (Deutschnationale Volkspartei - Partito popolare tedesco nazionale) un partito di orientamento nazionalista e conservatore.

1927
secondo borgomastro (sindaco) di Königsberg nella Prussia orientale;

1930
22 maggio-31 marzo 1937, borgomastro di Lipsia;

1931
l'amicizia che lo lega al cancelliere H. Brüning lo porta a ricoprire la carica di Reichskommissar für die Preisüberwachung (Commissario del controllo dei prezzi) (1931-32);

negli anni della Repubblica di Weimar si è fatto la fama di onesto politico ed eccezionale lavoratore;

si oppone attivamente all'ideologia razziale nazionalsocialista;
abbandona il DNVP quando il partito inizia la sua collaborazione con lo NSDAP (Nationalsozialistische deutsche Arbeiterpartei – Partito nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi);

7 ottobre, cade il "I governo Brüning";
9 ottobre, "II governo Brüning";

1932
30 maggio, dopo la caduta del "II governo Brüning", viene considerato per la carica di cancelliere e ha un incontro con il gen. K. von Schleicher, deus ex machina della politica tedesca del periodo, che alla fine, però, sceglie F. von Papen;



1933
30 gennaio, A. Hitler è nominato cancelliere dal presidente del Reich P.L. von Hindenburg;
27 febbraio, incendio del Reichstag;
[I nazisti accusano immediatamente il partito comunista di aver preparato e commesso il crimine. L'incendio è l'inizio della rivoluzione… nasce una nuova era nella storia della Germania.]

egli è uno dei pochi politici che si oppongono alle politiche razziali ed antisemite del Terzo Reich cercando di difendere le proprietà degli uomini di affari ebrei di Lipsia dalla forzata "arianizzazione" delle loro imprese;

1934
30 giugno, "notte dei lunghi coltelli";

ricopre la carica di Reichskommissar für die Preisüberwachung (Commissario del controllo dei prezzi) (1934-35);
durante questo periodo si trova più volte in conflitto con Hjalmar Schacht a causa delle politiche inflazionistiche operate da quest'ultimo che metterebbero, secondo lui, in serio pericolo l'economia tedesca;

1935
15 settembre, vengono promulgate le Nürnberger Gesetze (Leggi di Norimberga);
[Insieme di tre leggi promulgate dal Reichstag dal NSDAP, convocato a Norimberga in occasione del 7º Raduno.
Tutte e tre le leggi sono pubblicate il giorno successivo sul Reichsgesetzblatt Parte I Nr. 100 con la postilla "am Reichsparteitag der Freiheit" (in occasione del raduno della libertà);
Le leggi comprendono:
- la "legge per la protezione del sangue e dell'onore tedesco" (RGBl. I S. 1146);
- la "legge sulla cittadinanza del Reich" (RGBl. I S. 1146);
- la "legge sulla bandiera del Reich": viene promulgata anch'essa alla stessa data e nella definizione delle "leggi di Norimberga", anche se orientamenti dell'epoca tendono a non comprenderla.
Tutte e tre le leggi saranno annullate il 20 settembre 1945 dalla Legge n. 1 della "Commissione alleata di controllo".]

i contrasti con Hjalmar Schacht lo portano a rassegnare le dimissioni dal suo ruolo, rimanendo esclusivamente borgomastro di Lipsia;

1936
quando le autorità nazionalsocialiste impongono la demolizione di un monumento del compositore ebreo-tedesco Felix Mendelssohn egli protesta vivacemente e cerca di ricostruirlo senza però riuscirvi a causa dell'opposizione dei nazisti;
in seguito a questi fatti egli decide di non accettare la ricandidatura alla carica di borgomastro di Lipsia;

1937
si ritira dal servizio di borgomastro di Lipsia;

Tra il 1937 ed il 1938 effettua numerosi viaggi in Francia, Gran Bretagna, Canada e Stati Uniti cercando di avvisare chiunque fosse disposto ad ascoltarlo (tra cui Winston Churchill e Robert Vansittart) della pericolosità dell'aggressiva politica estera hitleriana.

1938
gennaio, scoppia lo "scandalo Blomberg-Fritsch";

marzo, A. Hitler procede all'annessione al Reich dell'Austria; "Anschluss"


29 settembre, viene firmato il patto di Monaco;

È profondamente deluso degli accordi della Conferenza di Monaco che, pur riconducendo il territorio dei Sudeti sotto il controllo della Germania, considera indesiderabili perché privano della possibilità di un putsch contro il regime nazionalsocialista – secondo lui una ferma linea di condotta da parte delle democrazie e l'ipotesi di un conflitto spingerebbero la popolazione tedesca a ribellarsi ad A. Hitler. [A questo proposito scriverà ad un amico americano:
«[...] Il popolo tedesco non voleva la guerra; l'esercito avrebbe fatto qualunque cosa per evitarla; [...] il mondo era stato avvertito ed informato di ciò con largo anticipo. Se quest'avviso fosse stato ascoltato ora la Germania sarebbe libera dal suo dittatore e si volgerebbe contro Mussolini. In poche settimane avremmo potuto iniziare a costruire una duratura pace mondiale su basi di giustizia, ragione e decenza. Una Germania purificata, governata da persone rispettabili, sarebbe stata pronta a risolvere il problema spagnolo senza ritardi, collaborando con Gran Bretagna e Francia a deporre Mussolini e con gli Stati Uniti per creare la pace in Estremo Oriente. Si sarebbe aperta la strada ad una solida collaborazione in campo economico e sociale per la creazione di relazioni pacifiche tra Capitale, Lavoro e Stato, per il rilancio di concetti etici e per un nuovo tentativo di migliorare la qualità della vita [...].
».]

Nonostante la delusione per le conclusioni di Monaco egli prosegue nei suoi sforzi per rovesciare il regime nazista.
[È un risoluto ed inflessibile ottimista, dotato di un accentuato senso civico unito a profonde convinzioni religiose; egli crede che solo se fosse in grado di convincere abbastanza persone avrebbe la possibilità di sovvertire il regime nazista.]
A partire dallo stesso anno egli collabora alla creazione di un gruppo dissidente composto da politici conservatori e militari tra i quali spiccano Ulrich von Hassell, ambasciatore tedesco in Italia, il gen. Ludwig Beck, ex capo di S.M. dell'esercito, il feldmar.llo Erwin von Witzleben e Johannes Popitz, ministro delle Finanze dello stato prussiano.
Questo primo nucleo, al quale si aggiungerano negli anni numerosi elementi tra i quali Henning von Tresckow e C. von Stauffenberg, inizia ad elaborare la futura costituzione, che dovrebbe entrare in vigore dopo la deposizione di A. Hitler, e una lista di ipotetici ministri.
[Se l'attentato del 20 luglio 1944 avrà avuto successo egli diventerebbe Cancelliere del nuovo governo formato dopo il rovesciamento di A. Hitler.
Le sue idee circa la nuova costituzione si basano sul concetto di un forte potere esecutivo associato ad un alto livello di decentralizzazione. Il Reichstag dovrebbe essere eletto in parte secondo lo schema uninominale anglosassone (first pass the post) invece che sulle liste di partito, ed in parte dai membri delle amministrazioni locali. Il Reichsrat dovrebbe includere rappresentanti delle chiese tedesche, dei sindacati, delle università e dei diversi gruppi di imprenditori. Nella stesura della futura costituzione egli chiede l'aiuto, attraverso il suo amico Dietrich Bonhoeffer, del cosiddetto «Circolo di Friburgo» composto da un gruppo di professori dell'università di Friburgo tra i quali figurano Adolf Lampe, Erich Wolf, Walter Eucken, Constantin von Dietze e Gerhard Ritter.
Opponendosi alla visione del cosiddetto «Circolo di Kreisau» (che gravita attorno alla figura di Helmuth James Graf von Moltke), egli immagina una Germania post-nazista basata sul capitalismo liberista e si oppone sempre duramente alle idee del Circolo, che reputa troppo socialiste.
Le simpatie monarchiche ed estremamente anticomuniste lo pongono spesso in contrasto con gli altri membri della Resistenza tedesca. Uno dei più gravi punti d'attrito è la sua opposizione all'uccisione di A. Hitler: egli vorrebbe catturarlo e processarlo (non ha, però, obiezioni per una condanna a morte comminata dopo un "equo" processo).]


9-10 novembre, Kristallnacht "notte dei cristalli", progrom antisemita;
[Si dice che questa improvvisa violenza contro le proprietà degli ebrei sia stata causata dall'assassinio di E.E. vom Rath, terzo segretario presso l'Ambasciata tedesca a Parigi (ferito gravemente il giorno 7 novembre e morto due giorni dopo).]

1939

1939 settembre – aprile 1945 - II Guerra Mondiale

1° settembre, A. Hitler attacca la Polonia;

1940

maggio-giugno, campagna di Francia

1941

fronte balcanico

10 maggio, fuga di R. Hess;

invasione dell'Unione Sovietica

22 giugno, inizia la campagna di Russia;

1942
20 gennaio, Conferenza di Wannsee (sobborgo berlinese);
[Vengono formalizzati i dettagli della " Soluzione finale della questione ebraica ", politiche che culmineranno nella Shoah.];

1943
luglio, visita la Ruhr, osserva ovunque lo scempio fatto dai bombardamenti e scrive a E.O.L. Löser che «il lavoro di tante centinaia d'anni è ridotto a un ammasso di macerie» e che bisogna far qualcosa per interrompere questa follia nazista;

1944
6 giugno, D-Day, inizio dell'invasione finale ad ovest;

17 luglio, colpito un mandato di cattura della Gestapo riesce in un primo momento a sfuggire all'arresto;


20 luglio, "Operazione Valchiria": Rastenburg, fallisce il colpo di stato tentato contro A. Hitler;

12 agosto, viene catturato in Prussia orientale in seguito alla delazione di una locandiera, Helene Schwärzel;

9 settembre, processato presso il Volksgerichtshof e condannato a morte, non viene immediatamente giustiziato: per mesi subisce le torture della Gestapo che spera di ottenere da lui i nomi di altri cospiratori;

1945
2 febbraio, è infine impiccato presso la prigione di Plötzensee, a Berlino;
[Mentre attendeva di essere giustiziato ha scritto una lettera d'addio che termina con le seguenti parole: «Chiedo al mondo di accettare il nostro martirio come atto di penitenza in nome del popolo tedesco».]

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30 aprile, A. Hitler si toglie la vita insieme alla sua amante Eva Braun (ufficialmente sposata il giorno precedente).


 

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