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Scisma
d'Occidente
(o grande scisma)
(1378-1417)
Papa
Bonifacio IX
(1389-1404)
1400, un Orsini è senatore a Roma e i Colonna tentano di ribaltare la
situazione a loro sfavorevole; la notte del 15 Gennaio Niccolò Colonna,
a capo di una banda di armati (forse ottomila uomini), fa irruzione
da Porta del Popolo diretto in Campidoglio; il papa riesce a rifugiarsi
in Castel Sant'Angelo, mentre Giovanni Colonna saccheggia il patrimonio
della Chiesa e rapina i pellegrini; Bonifacio scomunica i Colonna e
indice una guerra santa contro di loro; con l'appoggio delle truppe
inviate dal re di Napoli Ladislao, i ribelli vengono sconfitti e a Roma
torna la pace, dopo che ben trentuno seguaci dei Colonna (previo regolare
processo) vengono decapitati.
Indice il «Giubileo»: da un lato occasione di traffici e di affari,
dall'altro dominato dal fanatismo religioso dei «flagellanti»
(non rimane traccia della bolla o forse non è stata nemmeno emanata,
mistero!!);
il suo nepotismo, la politica centralizzatrice e le misure fiscali suscitano
gravi critiche tra i contemporanei;
Papa
Innocenzo VII
(1404-06)
Teofilatto
Antipapa
avignonese Benedetto XIII
(1394-1417)
Carmelitani
(Frati
della Beata Vergine Maria del monte Carmelo, Palestina)
«segue
da 1248»
XV sec., si dividono tra:
- conventuali e
- osservanti;
questi ultimi danno vita a diverse congregazioni "riformate"
tra cui:
- Mantova,
- Monte Oliveto,
- beato Giovanni Soreth, ecc.;
«segue 1452»
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ANNO 1400
– Alber, Erasmo (XV-XVI)
frate luterano, amico di Martin
Lutero;
Der barfüsser Mönch Eulenspiegel und Alcoran mit einer
Vorrede Martini Luther o Alcoranus nudipedum (parodia settaria
e satirica al Liber conformitatum del frate francescano Bartolomeo
da Pisa uscito a Milano nel 1510; in pochi anni avrà tre
edizioni; nel 1556 i calvinisti effettueranno una traduzione francese
Alcoran des cordeliers di Corrado Badius,
un libro diffuso in tutta Europa).
– Alberto da Sarteano (XV)
frate francescano degli Osservanti, umanista,
"rex praedicatorum", figlio spirituale di Bernardino
da Siena;
[Fa parte del
grande quadrumvirato dell'Osservanza, assieme
a
Bernardino
da Siena, Giovanni
da Capestrano e Giacomo
dalla Marca.]
lascia la scuola di Guarino
Veronese per l'Osservanza;
1439, lavora con altri francescani per l'unione della Chiesa Orientale
nel Concilio di Firenze;
1450, si adopera per l'adesione dei Copti.
– Alfeld,
Agostino (XVI-XVI) frate francescano degli Osservanti;
disputò all'Accademia di Lipsia con Martin
Lutero e con Erasmo Alber.
– Alonso
da Madrid (XV) frate francescano, il meno mistico e il più
asceta di tutti;
Espejo de illustres personas
Arte para servir à Dios (con ui suggerisce a santa Teresa
d'Avila l segreto della santità ecc.)
– Altissimo, Cristoforo Fiorentino,
detto l' († 1515 ca) improvvisatore di versi italiano;
Liriche
Il primo libro dei Reali
La rotta di Ravenna.
– Arsochi, Francesco (Siena,
prima del 1450-?) rimatore italiano, visse a Siena e a Firenze dove
fece parte dell' "accademia dei buccoici", gravitante attorno
al circolo laurenziano;
Ecloghe (1481, in versi sdruccioli, stampate assieme ad altre
di B. Pulci, Gerolamo
Benivieni, Iacopo Boninsegni).
– Baglioni, Luca
(XV-XVI) frate francescano degli Osservanti;
Arte del predicare (Venezia 1562)
[Dopo aver preso un' "archibusciata" da qualche
eretico insultato, s'incammina per la via giusta e la traccia nei seguenti
punti, quasi decalogo ai confratelli principianti: «Misi
da parte il disputare in pubblico contro gli eretici, massime moderni.
Incominciai a tener di loro nomi e parole tal silenzio che io dimostravo
di non conoscergli, né sapere cosa veruna dei fatti loro. Finsi
di non accorgermi della presenza di eretici alla predica. Mi attaccai
alla parte vera, affirmativa, catholica e intorno a quella discorro.
Confuto le loro opinoni e ragioni e discopro tutto il loro falso, senza
nominar nessunom e semre ragiono con bella carità e modestia
contro di loro, dimstrando di avergli compassione e che gli vorrei aiutare
e ridurre al vero con il proprio sangue, e con questi e simili artifici
mi vennero botta per botta (per dirla al comun verbo) a trovare hora
questo, hora quell'altro e a rimettersi alla mia sententia e consiglio…
Insino nascosti heresiarchi, in questo modo, Dio per me ha redotto alla
verità».]
– Balbi, Girolamo
(XV-XVI) umanista veneziano, vescovo, soggiornò a lungo in Francia,
Austria, Ungheria; importante, più che per i suoi scritti latini, criticati
da E. da Rotterdam,
come propugnatore della cultura italiana all'estero.
– Barletta, Gabriele
(XV) predicatore italiano, si acquistò fama con una predicazione ricca
di arguzia popolaresca, da cui il detto nescit praedicare qui nescit
barlettare.
– Barrier, Giovanni di Provins
(XV-XVI) ugonotto, forte di una conoscenza profondissima della Scrittura.
– Bartolomeo
da Pisa (XV-XVI) frate francescano;
Liber conformitatum (Milano 1510, prima edizione a stampa adorna
di magnifiche xilografie epresto divulgatissima)
– Bassano da Mantova
(XV/2) poeta latino e maccheronico; andato perduto un suo componimento
maccheronico al quale replicò l'Alione,
se ne è conservato un altro d'una sessantina di esametri, e alcuni
carmi latini.
– Bening, Alexandre
(XV- Gand 1519) miniatore fiammingo; lavorò spesso con il figlio Simon (Gand 1483 ca-Bruges 1561)
Boezio (Biblioteca Nazionale di Parigi)
Hortulus animae di Margherita d'Austria (Biblioteca Nazionale
di Vienna)
Libro d'Oro di Hennessy (Biblioteca Reale di Bruxelles)
Breviario Grimani (decorazione, Biblioteca Marciana di Venezia).
– Bernardino Aquilano
(XV) frate francescano degli Osservanti;
Chronica Fratrum Minorum Observantiae.
– Bernardino da Feltre
(XV) frate francescano;
1492-95, costituisce a Vicenza due Confraternite di nobili per soccorrere
i poveri vergognosi, un'altra di mercanti e di artigiani per visitare
gli ammalati, un'altra, pure di nobili, a Pavia per mantenere i trovatelli.
– Bernardio da Laredo
(XV) frate francescano;
Subida del Monte Sion
(con cui rivela a santa Teresa d'Avila
come sia orazione di quiete il suo inesplicabile riposare in Dio, senza
pensare a nulla).
– Bonciani, Antonio
(Firenze XV) poeta italiano;
Trionfo d'amore.
– Bonilla, Giovanni
(XV) frate francescano;
Trattato della pace dell'anima (ispiratore del Combattimento
spirituale dello Scupoli).
– Bracelli, Giacomo
(† Genova 1466 ca) storico e umanista genovese, descrisse la regione
genovese esaltandone gli uomini illustri;
De bello hispano (1520, postumo, cronaca del conflitto che oppose
Genova ad Alfonso V d'Aragona).
– Buonaccorsi, Biagio
(XV-XVI) uomo politico e letterato, fece parte, con N. Machiavelli,
della segreteria dei "Dieci della guerra";
Diario dei successi più importanti seguiti in Italia e particolarmente
in Fiorenza dal 1498 al 1512 (una delle fonti per le Istorie
della città di Firenze di Iacopo
Nardi).
– Cagnola, Giovan Pietro
(XV/2) storico milanese, al servizio di Ludovico
il Moro;
Storia di MIlano (da Costantino
ai suoi giorni, parzialmente pubblicata dal Cantù).
– Calogrosso, Gianotto
(XV) letterato italiano, di origine salernitana, seguì la carriera
delle armi e visse a Bologna;
Nicolosa bella (operetta in versi e in prosa scritta forse tra
il 1447 e il 1459)
Altri quattro componimenti conosciuti.
– Caminha, Pero Vaz de
(n. Porto?-India 1501) cronista e retore portoghese;
Carta do achamento (1500, 1° maggio, Lettera del ritrovamento;
scritta mentre è imbarcato sulla flotta di Cabral;
con essa annuncia al re di Portogallo, Emanuele
I, la scoperta del Brasile; sarà pubblicata soltanto nel
1817).
– Carcano, Michele
da Milano (XV) frate francescano degli Osservanti, predicatore di penitenza;
amico di Francesco Sforza e confessore
di Bianca Maria, promuove la fondazione
e il miglioramento degli ospedali;
1462, grazie alle prediche sue e di Barnaba da
Terni, nasce a Perugia il primo Monte di Pietà.
– Carletti,
Angelo da Chivasso (XV) frate francescano degli Osservanti,
dotto teologo e oratore;
nominato da Sisto IV commissario della
crociata contro Maometto II, e da Innocenzo
VIII commissario e nunzio contro l'invasione dei Valdesi nelle
valli di Luserna;
confessore e direttore spirituale di Carlo I di
Savoia, Caterina da
Genova e Paola-Gambara-Costa.
– Caterina
da Bologna (XV) suor clarissa, santa;
Trattato delle armi spirituali (profonda psicologia ascetica).
– Colette
(XV) suora francese, madre generale delle "Colettine", esercitò
un buon influsso su Giovanni Senza Paura
e più ancora su Giacomo di Borbone
ex re di Napoli e poi frate francescano;
suo confessore era Enrico de la Baume,
della chiesa francescana di Besançon.
[Sarà cantata in un piccolo poema dal poeta cattolico
Paul Claudel.]
– Colleoni, Bartolomeo (Solza,
Bergamo 1400-Malpaga, Bergamo 1476) condottiero bergamasco
1419, fa le prime esperienze militari con Braccio
da Montone, che poi abbandona per unirsi a Muzio
Attendolo Sforza
1431, entra al soldo di Venezia e combatte contro Milano sotto F.
Carmagnola
1432-37, trascorre alcuni anni nell'Italia centro-meridionale al seguito
del Gattamelata e poi di Francesco
Sforza
1442, conclusa la pace di Cremona tra Venezia e Milano, passa al servizio
di Filippo Maria Visconti da cui in seguito
viene esautorato e poi imprigionato nei Forni di Monza
1447, riesce a liberarsi e viene nominato capo della Repubblica Ambrosiana
1448, passa con le sue truppe ai veneziani, ma viene sconfitto da Francesco
Sforza a Caravaggio
1450, abbandona il campo veneziano e torna con Francesco Sforza (ora
duca di Milano) pur non combattendo contro la Serenissima
1454, dopo la pace di Lodi, torna definitivamente al servizio di Venezia
come capitano generale dell'esercito
1467, 25 luglio, desideroso di impadronirsi di un territorio proprio
alle spese di Milano e Firenze, riprende le armi, ma viene fermato da
Federico di Montefeltro nella battaglia
di Molinella.
– Critobulo (n. Imbro XV) storico bizantino
Storia di Maometto II.
– Enrico
di Danimarca (XV)
frate terziario francescano fuggito dalla sua reggia danese per andare
a morire come un povero pellegrino a Perugia.
– De Predis, Cristoforo
(n. Milano-† 1486) miniatore italiano, fratello di Giovanni Ambrogio
Libro d'Ore (eseguito per i Borromeo)
Vite di san Gioachino e sant'Anna (1476, Torino, Bibl. Reale)
Messale (1476, Varese, Madonna del Monte)
Corale di Ercole I d'Este (12 miniature, Modena, Bibliot. Estense).
– De Predis, Giovanni Ambrogio
(Milano 1455 ca-Milano? dopo il 1508) pittore e miniatore italiano,
fratello di Cristoforo
Francesco Sforza (Bristol, Mus.)
Massimiliano Sforza (1494, Milano, Trivulziana)
Ritratto dell'Imperatore (1502, Massimiliano d'Asburgo,
Vienna, Kunsthist, Mus.).
– Diego d'Estella
(XV) frate francescano;
Meditazioni sull'amor di Dio.
– Ducas, Michele
(XV) storico bizantino, membro della famiglia imperiale Ducas,
venne incaricato di missioni diplomatiche presso il sultano;
Storia (dopo una serie di genealogie universali da Adamo ai suoi
giorni, descrive in particolare gli avvenimenti della storia bizantina
dal 1341 al 1462 , data della conquista turca di Lesbo).
– Estella, Diego
(XV-XVI) frate francescano dei Frati Minori, predicatore come il suo
collega Luca Baglioni.
– Facio, Bartolomeo o Fazio (La Spezia
1400 ca-Napoli 1457) storico ed umanista;
De differentiis verborum
De vitae felicitate
De excellentia et praestantia hominis
De rebus gestis ab Alphonso I Neapolitanorum rege (1455, in 10 libri)
De viris illustribus
Quattro invettive contro la Historia Ferdinandi regis di
L. Valla (1446).
– Francesco da Ossuna
(XV) frate francescano;
Abbecedario spirituale (con cui insegna a santa Teresa
d'Avila, la preghiera di raccoglimento ecc.)
– Francesco degli Angeli
o cardinale Quignones (XV-XVI) frate
francescano della Sierra Morena;
generale dell'Ordine dei Discalciati, carissimo a Carlo
V e a papa Clemente VII, ambasciatore
segreto tra l'uno e l'altro nei mesi precedenti al sacco di Roma e in
altri momenti difficili.
– Fridolin, Stefano
(XV)
frate francescano degli Osservanti;
coltiva il ramo mistico, delicatissimo della predicazione claustrale;
direttore delle Clarisse di Norimberga;
Maggio spirituale
Autunno spirituale.
– Giacomo dalla Marca
(† Napoli 1476) magistrato, frate francescano degli Osservanti, continuatore
dell'opera di Giovanni
da Capestrano;
[Fa parte del
grande quadrumvirato dell'Osservanza, assieme
a
Bernardino
da Siena, Giovanni
da Capestrano, e Alberto
da Sarteano.]
studioso di Dante e raccoglitore di libri
per i suoi frati di Monteprandone, si specializza nella conversione
degli eretici, combattendo per un ventennnio i Fraticelli in Italia;
nominato da Roma "Legato contro tutte le eresie", attraversa
in sandali l'Europa dalla Norvegia alla Illiria, disputa contro i Giudei
in Pomerania, con i Valdesi nella Germania meridionale, con gli Ussiti
in Boemia, con gli Scismatici in Ungheria e in Bosnia.
– Gilles de Rais
(1400-40) maresciallo di Francia, compagno d'armi di Giovanna d'Arco, il famoso
Barbablù:
- Barbe Bleu (1697, fiaba di C. Perrault)
- Raoul Barbablù (1789, opera in musica di A.E.
Gretry)
- Kinder und Hausmärchen (1812-22, Racconti del focolare, dei
fratelli Grimm)
- Ritter Blaubart (1797, Il cavalier Barbablù, fiaba e dramma
di L. Tieck)
Ariane et Barbe-Bleue (1902, dramma di M.
Maeterlinck, musicato da P. Dukas
nel 1901))
Les sept femmes de Barbe-Bleu (1909, Le sette mogli di Barbablù,
di A. France)
Barbe-Bleue (1911, opera in musica di J.
Offenbach)
Il castello del principe Barbablù (1911, opera in musica di Béla Bartók);
è indubbio che tenesse una stanza nei vari castelli di Tiffauges, Champtocé,
ecc, nelle campagne della Bretagna e della Vandea, dove uccideva i bambini
da lui rapiti.
– Giovanni da Werden
(XV) frate francescano degli Osservanti, predicatore di penitenza;
Domi secure (ha un successo favoloso: 89 edizioni in meno di
cento anni)
[Sermones dominicales cum expositionibus evangeliorum
per annum satis notabiles et utiles omnibus sacerdotibus pastoribus
et capellanis, qui domi securi vel domi sine cura sunt nuncupati, eo
quod absque magno studio faciliter possunt incorporari et populo praedicari.]
– Glassberger, Niccolò
(XVB) frate francescano, degli Osservanti;
Chronica Ordinis Minorum Observantium.
– Harp, Henry de
o Harpius († 1477) frate francescano,
guardiano del convento di Malines;
Eden contemplativorum (fondato sulla dottrina del Ruysbroeck)
Theologia mystica (per alcune formule eccessive viene messa all'Indice
e, un secolo dopo, purgata).
– Le Tavernier, Jean
(n. Audenarde; attivo sec. XV) pittore e miniatore fiammingo
1434, opera a Tournai
1450-53, opera a Bruges, al servizio del duca di Borgogna Filippo il
Buono
Cronache di Carlo Magno (1458-61, Bruxelles, Bibl. Royale, manoscritto
illustrato da 150 sue miniature).– Le
Tavernier, Jean (n. Audenarde; attivo sec. XV) pittore e
miniatore fiammingo
1434, opera a Tournai
1450-53, opera a Bruges, al servizio del duca di Borgogna Filippo il
Buono
Cronache di Carlo Magno (1458-61, Bruxelles, Bibl. Royale, manoscritto
illustrato da 150 sue miniature).
– Loredan, Pietro
(† Venezia 1439) ammiraglio veneziano, figlio del procuratore Luigi;
1412, podestà di Treviso;
1416, conduce la campagna di conquista delle terre dalmate conclusasi
con la vittoria sui turchi a Gallipoli;
1421-24, "generale da mar" nella difesa di Costantinopoli
attaccata da Murad II; diventa poi procuratore
di San Marco;
1426, "provveditore sul campo" durante l'assedio di Brescia
che è in possesso dei milanesi;
1431, è di nuovo "generale da mar"contro i genovesi e i Visconti
che sconfigge nella battaglia di Rapallo;
1438, comanda l'esercito veneziano nella guerra contro il marchese di
Mantova; le su brillanti imprese non gli garantiscono tuttavia il dogato
a cui ascenderà invece il rivale Francesco Foscari.
– Maestro del duca di Bedford
o Maestro delle Ore di Bedford (primi
decenni del sec. XV) miniatore francese, collaboratore del Maestro
del maresciallo di Boucicault per
la decorazione del
Livre des Merveilles (1410 ca, Parigi, Bib. Nat., raccolta di
relazioni di viaggi in oriente di Marco Polo
e altri)
opere eseguite per Giovanni Plantageneto
duca di Bedford
Libro d'Ore (Londra, British Mus.)
Breviario (Parigi, Bibl. Nat.).
– Maestro del maresciallo di
Boucicault (prima metà del sec. XV) miniatore francese identificato
da una parte della critica con il fiammingo Jacques
Coene, fu in stretto rapporto col Maestro
del duca di Bedford e vicino al Maestro
delle Ore di Rohan;
Libro d'ore (1410-15, Parigi, Mus. Jacquesmart-André, miniato
per Jean Le Meingre, maresciallo di Boucicault)
Breviario di Parigi (1420 ca, ora a Châteauroux).
– Maestro delle ore di Rohan
(prima metà del sec XV) miniatore francese in stretto rapporto col Maestro
del duca di Bedford e col Maestro del maresciallo
di Boucicault
Ore di Rohan (1418-25, Parigi, Bibl. Nat., sua opera maggiore
miniata per Jolanda d'Aragona, moglie di
Luigi II d'Angiò.
– Marcadé, Eustache (†
1440) poeta francese
Passion o Passione d'Arras (Passione)
Vengeance Jésus Christ (La vendetta di Gesù Cristo).
– Martorell, Joanot (Valencia XV) scrittore catalano
Tirant lo Blanch (1490, Tirante il Bianco).
– Massari, Ambrogio
o Ambrogio da Cori († Roma 1485)
umanista e scrittore ecclesiastico; compose una storia del proprio ordine
e una sua difesa contro i canonici regolari di sant'Agostino;
1476, priore generale degli eremitani, confessore di Sisto
IV.
– Oddi, Giacomo
(XV) nobile perugino, frate francescano;
1448, prende l'abito dei Minori;
muore a Monte Ripido dove ha sempre vissuto;
Specchio dell'Ordine dei Minori o La Franceschina (volume
diviso in tredici capitoli "o vero libri, ad conforme de' tredici
compagni del nostro glorioso padre San Francesco")
[Nella sua semplicità, volutamente popolare (in
volgare umbro), è la più completa epopea in prosa della
tavola rotonda francescana. Il suo disegno sarà ripreso nel 1550
da Francesco Mauri da Spello per il suo
poema eroico la Francisciade, protagonisti Francesco
d'Assisi e i suoi cavalieri.]
– Orsini, Gentile Virginio
(† Napoli 1497) condottiero italiano, figlio di Napoleone
e signore di Bracciano, servì per lunghi anni Ferdinando
I d'Aragona, re di Napoli
1478, è a fianco di papa Sisto IV e di
Ferdinando I contro Lorenzo
il Magnifico
1482-84, nella guerra di Ferrara combatte per i veneziani contro gli
Estensi che contano tra i loro alleati anche il re di Napoli; in questa
occasione Ferdinando I lo priva della contea
di Albe e di Tagliacozzo che egli però riconquista più tardi non senza
fatica
1485, al tempo della congiura dei baroni difende il re aragonese combattendo
per lui a Montorio, dove riporta la sua più brillante vittoria (1486)
1494, mentre cerca di ostacolare il cammino di Carlo
VIII verso Napoli, viene fatto prigioniero dai francesi e poco
dopo passa dalla loro parte; caduto prigioniero degli ex alleati, è
rinchiuso nel Castel dell'Ovo a Napoli dove muore avvelenato (Alessandro
VI, che mira alla signoria di Bracciano, non è estraneo alla
sua morte).
– Paganini o De
Paganinis (attiva a Venezia fine sec. XV) famiglia di tipografi
d'origine bresciana;
Paganino:
Messale romano (1487)
Summa de arithmetica di L.
Pacioli (1494)
De divina proportione di L.
Pacioli (1494, con illustrazioni attribuite a L.
da Vinci)
in società col figlio Alessandro:
Euclide (1509)
1515, a Venezia iniziano una serie di classici latini e volgari in piccolo
formato con un piccolo carattere elegante corsivo, da loro ideato e
ritenuto a torto l'imitazione dell'aldino del Griffo;
Corano (Venezia 1518, prima edizione e prima opera edita con
caratteri arabici, andata distrutta per ordine di Leone
X).
– Palladino, Giacomo
o Giacomo de Ancharano
(XV) arcivescovo di Firenze e legato papale
Procès de Bélial, procureur d'enfer à l'encontre de Jhesus, fils
de la Vierge Marie: translaté de l'ouvrage latin de Jacques de Ancharano,
par Pierre Farget, docteur en théologie, de l'ordre des Augustins
(Lyon, 1482).
– Pannartz,
Arnold (Praga-Roma ? 1476/79) tipografo
tedesco.
– Petrucci, Antonello
detto anche Antonello di Aversa
(n. Teano-Napoli 1487) uomo politico napoletano; di umili origini dal
paese natale si trasferì ad Aversa a impratichirsi presso un notaio;
entrato a far parte della cancelleria di Alfonso
I (agli ordini del segretario G. Olzina)
divenne personaggio influente e ricoprì importanti cariche
1460, presidente della camera della sommaria
1462, luogotenente del gran cancelliere;
salito al trono Ferdinando I, dopo la morte
di Olzina diventa primo segretario, incaricato
spesso di delicati affari di stato; dal re ha anche il titolo di barone
con vari feudi (Policastro,Carniola);
è membro dell'Accademia pontaniana;
desideroso di consolidare i suoi vincoli con il ceto baronale, ottiene
in sposa per il figlio Giovanni Antonio
(1456 ca-1486), Sveva Sanseverino, nipote
del principe di Salerno; si trova così coinvolto nella congiura dei
baroni;
1486, arrestato, viene mandato a morte l'anno successivo assieme al
figlio;
Canzoniere (83 sonetti in volgare composti nei mesi in cui è
detenuto nella Torre di San Vincenzo).
– Piccinino, Francesco
(† Milano 1449) condottiero italiano, figlio di Niccolò
(1386-1444) e fratello di Iacopo
(1423-1465) militò prima al soldo dello Stato della Chiesa e quindi
sotto le insegne del duca di Milano; ebbe modo anch'egli di scontrarsi
col nemico di famiglia Francesco Sforza;
1443, sposa Camilla da Montone, figlia
di Braccio;
1444, è fatto prigioniero a Montolmo dagli sforzeschi;
1446, subisce una sconfitta ad opera di Michele
Attendolo a Casalmaggiore;
1448, assoldato come capitano dalla Repubblica Ambrosiana, cerca senza
fortuna di arginare le mire di conquista dello Sforza, ma ammalatosi
come il padre di idropisia muore nel volgere di pochi mesi.
– Pietro d'Alcantara
(XV) frate francescano;
Trattato della meditazione.
– Porcari, Stefano
(† Roma 1453) umanista e uomo politico romano;
1427-28, capitano del popolo a Firenze;
1433, podestà a Bologna;
1434, podestà a Siena;
1435, podestà a Orvieto;
1447, alla morte di papa Eugenio IV tenta
di spingere i romani a ribellarsi alla "signoria dei preti"
in nome delle tradizioni repubblicane della città; il timore diffusosi
nel popolo di un intervento del re di Napoli Alfonso
d'Aragona in aiuto del papato, fa svanire le sue illusioni; allontanato
dal nuovo pontefice Niccolò V, torna a
Roma all'annuncio che il re di Germania Federico
III vi sarebbe giunto a ricevere la corona imperiale per incitare
il popolo a recuperare l'antica libertà sotto la guida dell'imperatore;
viene allontanato nuovamente dal pontefice ed inviato come legato pontificio
in Germania;
1452, viene inviato in esilio a Bologna con l'obbligo di presentarsi
ogni giorno dal cardinale G.
Bessarione; 26 dicembre, fugge da Bologna e rientra a Roma
dove organizza nuovamente una congiura che, tramite la sollevazione
del popolo romano, dovrebbe "ridurre il papa allo spirituale";
scoperto il complotto, la sollevazione popolare fallisce; catturato
mentre cerca rifugio presso gli Orsini,
rende un'ampia confessione;
1453, 9 gennaio, è impiccato ad un torrione di Castel Sant'Angelo.
– Raimondi, Cosimo
(† 1435)
– Sermini, Gentile (XV
secolo) novelliere senese
Raccolta di 40 novelle.
– Schatzgayer, Gasparo (XV-XXVI)
frate francescano degli Osservanti (44 anni di vita religiosa):
Guardiano del convento di Monaco;
Provinciale della nuova provincia di Strasburgo,
Inquisitore generale contro gli eretici in Germania.
– Suriano, Francesco
(XV) gentiluomo veneziano, navigatore, frate francescano degli Osservanti,
inviato da Roma due volte quale commissario del Libano;
Trattato di Terra Santa e dell'Oriente.
– Tortelli, Giovanni
(in Casentino 1400 ca- Roma 1466) umanista
Commentaria grammatica de orthographia dictionum a Graecis tractarum
(dizionario latino).
– Vellutello, Alessandro
(lucca XV-XVI) letterato italiano
Commento alle Rime del Petrarca
e sua biografia (Vita, 1525)
Prefazione alla commedia I tre tiranni di Agostino
Ricci (1530)
Una edizione di Virgilio (1534)
Commento alla Divina Commedia di Dante
(1554, che riprende e sviluppa l'esegesi di C.
Landino).
– Vignati, Giovanni
(† Pavia 1415) signore di Lodi e di altre città lombarde, di antica
famiglia lodigiana;
1402, alla morte di Gian Galeazzo Visconti viene
eletto signore di Lodi; ora alleato, ora in guerra con il nuovo Giovanni
Maria, si impadronisce anche, per brevi periodi, di Vercelli,
Vigevano, Piacenza;
1413, ottiene dall'imperatore Sigismondo il
titolo comitale; la sua signoria non può tuttavia mantenersi allorché Filippo
Maria Visconti, succeduto al fratello Giovanni
Maria avvia energicamente il processo di ricostituzione dello
stato; dapprima, vistosi imprigionare il figlio Giacomo,
deve riconoscere la sovranità milanese; poi, catturato anch'egli a
tradimento, muore nel castello di Pavia in circostanze oscure.
– Vitelleschi, Giovanni
(† Roma 1440) prelato e uomo d'arme italiano, appartenente ad un'insigne
famiglia di Corneto (Tarquinia) intraprese il mestiere delle armi, e
dopo un tirocinio agli ordini del condottiero A.
Tartaglia, passò al servizio della Santa Sede, dapprima sotto
Martino V, poi sotto Eugenio
IV, entrando nel contempo nella carriera ecclesiastica;
1431, vescovo di Recanati e Macerata;
1434, dopo l'insurrezione che costringe Eugenio
IV a lasciare Roma, ha il comando delle truppe papali;
1435, riafferma l'autorità pontificia procedendo a sanguinose rappresaglie
in città e nel Patrimonio; è creato arcivescovo e patriarca di Alessandria;
1436-37, quando si riaccende la rivolta, capeggiata da alcune grandi
famiglie romane, egli la doma distruggendo le fortezze dei
Savelli intorno ai colli Albani e vari castelli dei Colonna,
fra i quali Palestrina;
1437, nominato cardinale (anche in seguito ad alcuni successi ottenuti
in una spedizione militare nel napoletano, a sostegno di Renato
d'Angiò contro il re Alfonso d'Aragona),
nella lunga fase di assenza del papa da Roma esercita una fortissima
influenza nello Stato della Chiesa;
1440, mentre si appresta a guidare una spedizione contro Bologna, è
catturato a tradimento dal castellano di Castel Sant'Angelo, A.
Rido (non si sa se con il consenso o contro il parere del papa)
e muore, probabilmente assassinato, dopo un mese di prigionia.
– Wild, Johannes
(XV-XVI) frate francescano degli Osservanti, predicatore per quindici
anni nella cattedrale di Magonza;
1552, quando il marchese Alberto di Brunswick
assedia Magonza, egli è l'unico, fra i preti della città,
a rimanere al suo posto e, grazie a lui, la cattedrale viene salvata
dall'incendio.
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Imperatore
bizantino
Manuele
II Paleologo

(n. 1350 ca-m. 1425)
figlio di Giovanni V;
1373-1390, coimperatore;
1391-1425,
1399-1402, è in Europa in cerca di aiuto;
Impero
ottomano
1400,
Beyazid (1389-1403) detto Yildirim [il lampo, il fulmine], figlio
di Murad I,
scrive a Manuele II di sloggiare da Costantinopoli,
ma intanto Timur lo Zoppo (1370-1405) [il
più terribile condottiero mongolo dopo Gengis
Khan], che ha invaso l'Anatolia, minaccia l'impero ottomano ad
oriente.
Cavalieri
Quando
si parla, riferendoci al Quattrocento e in generale al Basso Medioevo,
di "cavalieri" (francese chevalier, inglese knight,
tedesco Ritter, castigliano caballero) non s'intende alludere
genericamente a guerrieri che combattono a cavallo (francese cavalier,
inglese horseman, tedesco Reiter, castigliano jinete)
bensì a guerrieri che hanno ricevuto una iniziazione cerimoniale,
il cosiddetto "addobbamento", e ai quali la dignità
cavalleresca conferisce prestigio e prerogative speciali. Tuttavia fin
dal '300 la cavalleria in quanto corpo militare è costituita
dai cosiddetti "gendarmi" (cioè "gente d'arme,
in francese gendarm) i i quali, pur non essendo "cavalieri"
nel senso suesposto, combattono a cavallo, pesantemente armati a capo
di un'unità di combattimento che può andare in genere
dalle 3 alle 6 persone e che è detta "lancia".
L'armatura a placche di metallo, che copre completamente il corpo (e
che è detta "armatura bianca"), pesa circa 35 kg: il
che ostacola non poco il movimento del corpo e fa del cavaliere una
facile preda dei fanti, se viene scvalcato o se la sua cavalcatura rimane
uccisa nello scontro. Per questo viene in uso dal 1300, anche a causa
delle numerose sconfitte subite da armate di cavalieri, far scendere
i guerrieri da cavallo all'inizio delle battaglie e farli combattere
a piedi, serrati in ranghi.
Franco Cardini, 2008 «Il Sole 24Ore».
Per
la cronaca del periodo vedi Sercambi Giovanni.
Il più illustre storico della Roma medievale è Ferdinand Gregorovius
Roma conta ca 35.000 abitanti.
I pellegrini che giungono a Roma hanno una sola guida turistica Mirabilia
urbis Romae (redatta da autore ignoto intorno al XII secolo e rimaneggiata
più volte da altri; contiene notizie sui monumenti storici di Roma antica
e di quella cristiana con ragguagli storici spesso inventati e leggendari).
fratelli
de Limbourg
Si tratta
di tre fratelli, miniatori francesi, nipoti di J.
Malouel (pittore di corte del duca di Borgogna); di loro, Hennequin
e Hermant sono a Parigi attorno al 1400,
apprendisti presso un orafo;
nei primissimi anni del secolo XV Pol e
Hennequin risultano al servizio di Filippo
l'Ardito duca di Borgogna, intenti a miniare una «très belle
et notable Bible», ora perduta, e a quella corte devono ben conoscere
i migliori esempi della pittura fiamminga;
1404, morto il committente, i tre fratelli lavorano alla corte del duca
di Berry rimanendovi fino alla morte che sopraggiungerà, almeno per
Pol, durante la peste del 1416;
per il duca francese, raffinatissimo collezionista, i tre fratelli
miniano numerosi testi, soprattutto libri d'ore, cioè raccolte
di uffizi della Vergine, dei morti e di altre preghiere, destinate ai
laici;
dei tre, Pol è considerato il migliore,
il maestro dell'atelier;
gli esaurienti inventari dei beni del duca di Berry permettono di identificare
con notevole precisione le opere dei tre fratelli:
- Belles heures (o Heures d'Ailly) citate in un inventario
del 1413, ora a New York, Cloisters Museum);
- Les très riches heures, interrotte nel 1416 e terminate più
tardi (1485-89) da J. Colombe, ora a Chantilly,
Musée Condé;
- Heures à l'usage de Rome (una parte presso il conte Seilern
a Londra)
- Duca di Berry in viaggio, in un codice della Bibl. Naz. di
Parigi
- Trionfo della Vergine (attribuita a Pol,
in un manoscritto della Leggenda aurea di Iacopo
da Varagine (1404, Parigi, Bibl. Nat.) risalente ad un probabile
soggiorno parigino dell'autore, precedente il suo trasferimento alla
corte del duca di Berry.
Petrolio
(olio di pietra)
«segue
da 1272»
1400 ca, in Europa gli affioramenti spontanei di idrocarburi che avvengono
anche in Europa sono utilizzati a scopi medicamentosi: resta una testimonianza
della rivalità tra l' "Olio di San Quirino" raccolto a Tegernsse
in Baviera, e l' "Olio di Santa Caterina" che sorga nei dintorni
di Modena;
«segue 1492»
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