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Papa
Martino IV

(1281-1285)

1282, nella "guerra del vespro" sostiene Carlo I d'Angiò contro i siciliani che vogliono darsi agli aragonesi;
rifiuta la sudditanza offertagli dai siciliani e scomunica lo stesso Pietro III d'Aragona, contro il quale fallisce una sua crociata e pure il progetto di asservire l'Aragona al re di Francia Filippo III l'Ardito;
avversato dai romani per tale politica è costretto a vivere a Orvieto (dove è stato consacrato), Montefiascone, Città della Pieve e Perugia.

 

ANNO 1282

Rodolfo d'Asburgo (Limburg, Brisgovia 1218-Spira 1291) Albero genealogico
figlio di Alberto IV, conte d'Asburgo;
1273-91, re di Germania;
1282, infeuda Austria, Stiria e Carniola, strappati a Ottocaro II di Boemia, ai propri figli Alberto e Rodolfo; estende inoltre la sua influenza sulla Carinzia (tolta pure a Ottocaro e ceduta a Mainardo conte del Tirolo) e sulle stesse Moravia e Boemia;
il suo tentativo di ripristinare la sovranità regia in Germania si scontra tuttavia con la diffidenza dei prìncipi, ostili ad ogni programma di rafforzamento dell'autorità imperiale, in particolare diffidenti di una famiglia, gli Asburgo appunto, affermatasi in pochi decenni tra le prime famiglie di Germania;

 

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Alberto I d'Asburgo o Alberto Tedesco (Basilea 1255-Brugg, Argovia 1308) Albero genealogico
figlio primogenito di Rodolfo d'Asburgo;
1282-1308, duca d'Austria e Stiria;
1298-1308, re di Germania;

Venceslao II (n. 1271-Praga 1305) Albero genealogico
figlio di Ottocaro II;
1278-1305, re di Boemia;
governa in sua vece lo zio Ottone di Brandeburgo;
1300-05, re di Polonia;

Stefano VI Uroš II Milutin († 1321)
primogenito di Stefano IV Uroš I;
1282-1321, re di Serbia;
dopo aver detronizzato il fratello Stefano V Dragutin che ha in appannaggio il banato di Macva; attacca i bizantini in Macedonia, insieme a Giovanni I di Tessaglia, impadronendosi di Skopje e mantenendo anche in seguito una pressione costante sulla regione;

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Erik V Klipping [il Guercio] (n. 1249-† 1286) Albero genealogico
figlio di Cristoforo I;
1259-86, re di Danimarca;

1282, il Danehof (assemblea dei grandi feudatari) gli strappa la concessione di un diploma detto Handfestae [la Magna charta danese, per gli storici moderni] ma ciò non basta a riportare la pace nel regno;

Demetrio I († 1294) Albero genealogico
primogenito di Alessandro Nevskij;
1277-93, gran principe di Suzdal' e Vladimir;

Daniele Nevskij († ?) Albero genealogico
figlio di
Alessandro Nevskij;
1263-1303, gran principe di Mosca;

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Filippo III l'Ardito (Poissy 1245-Perpignano 1285) Albero genealogico
figlio di Luigi IX il Santo e di Margherita di Provenza;
1270-85, re di Francia;

Guido di Dampierre (n. 1225-Pontoise, Val d'Oise 1305) Albero genealogico
figlio di Guglielmo conte di Bourbon-Dampierre e di Margherita II di Fiandra;
1279-1305, conte di Fiandra;

Filippo (?-1284)
1282-84, conte di Savoia;
eletto alla morte del fratello Tommaso III, adotta il figlio di quest'ultimo Filippo;


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Edoardo I (Westminster 1239-Burghby Sands, presso Carlisle 1307) Albero genealogico
figlio di Enrico III e di Eleonora di Provenza;
1272-1307, re d'Inghilterra;

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Alfonso X il Saggio (Toledo 1221-Siviglia 1284) Albero genealogico
primogenito di Ferdinando III e di Beatrice di Svevia;
1252-84, re di Castiglia e León;

Pietro III il Grande (n. 1239-Villafranca del Panadés, Barcellona 1285) Albero genealogico
figlio di Giacomo I e di Violante d'Ungheria;
1276-85, re d'Aragona;
1282, poiché i diritti sul Regno di Sicilia gli spettano in quanto genero di Manfredi, la notizia dei "vespri siciliani" lo trova già immerso nei preparativi militari;
salpato da Port Fangós alla guida di una flotta imponente, fa vela in un primo tempo sull'Africa settentrionale con il pretesto di sostenere una ribellione contro il sultano di Tunisi; avuto la notizia del successo dell'insurrezione in Sicilia, si dirige verso l'isola;
1282-85, re di Sicilia (Pietro I);
1282, 1° settembre, viene incoronato a Palermo;
nonostante Martino IV pronunci la scomunica contro di lui, Carlo d'Angiò è costretto a lasciare l'isola; dopo aver concesso a Carlo di Valois l'investitura di Aragona e Catalogna, il pontefice si fa inoltre promotore di una crociata al cui comando si pone il re di Francia Filippo III l'Ardito;

Giacomo I Albero genealogico
figlio cadetto di Giacomo I il Conquistatore;
1276-1311, re di Maiorca;
[regno vassallo alla corona di Aragona, costituito nel 1262]

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Giovanni Dandolo (?)
1280-89, doge di Venezia;

Mainardo IV († 1295)
figlio di Mainardo III, della casa degli Ariboni, conte di Gorizia e conte del Tirolo (Mainardo I);
1258-95, conte di Gorizia e conte del Tirolo (Mainardo II)

Guglielmo VII (n. 1240 ca-Alessandria 1292) Albero genealogico
appartenente alla famiglia degli Aleramici di Monferrato, è figlio di Bonifacio II e di Margherita di Savoia;
1253-92, marchese di Monferrato;

1278-82, estende a vario titolo la sua signoria su molte città del Piemonte;

Carlo I d'Angiò (n. 1226-Foggia 1285) Albero genealogico
quintogenito di Luigi VIII re di Francia e di Bianca di Castiglia;
1266-85, re di Sicilia;

1282, 30 marzo, Sicilia: alla vigilia della partenza della spedizione angioino-veneziana contro Costantinopoli, scoppia la rivolta.

Vespri siciliani
[Se si allude anche alla rivoluzione del 1516]

1282, 30/31 marzo, Lunedì di Pasqua, Palermo:
secondo la tradizione 
all'ora del vespro l'ufficiale francese Droetto, con alcuni suoi soldati, mentre sta perquisendo i passanti, in cerca di eventuali armi, importuna una giovane donna siciliana, suscitando l'ira del marito e l'immediata reazione dei palermitani presenti, tra cui un giovane che, toltagli la spada, lo trafigge;
in pochi giorni, al grido di «Morte ai Francesi», in tutta la Sicilia si propaga un moto di ribellione che causa il massacro dei francesi dei quali, a stento, solo pochi riescono a salvarsi con la fuga;
per alcuni storici
si tratta di una spontanea rivolta dei siciliani contro lo straniero;
la recente storiografia
vede il risultato di un'abile politica ispirata dai nemici di Carlo I d'Angiò e volta a preparare l'avvento in Sicilia di Pietro III d'Aragona, marito di Costanza, figlia di Manfredi e ultima erede della dinastia normanno-sveva;
molte le cause che rendono inviso il governo angioino:
- il trasferimento della capitale del regno di Sicilia e della corte di Carlo I d'Angiò a Napoli;
- le dure repressioni operate, dopo la sconfitta di Corradino (1268), contro i sostenitori degli Svevi;
- la pesante pressione fiscale cui il re angioino sottopone i sudditi;
- la prepotenza della nuova feudalità di origine francese; 
del malcontento siciliano si fanno portavoce molti fuorusciti fedeli agli Svevi, tra cui Giovanni da Procida, Ruggero di Lauria, i Lancia che fanno opera di propaganda sia fra le città ghibelline dell'Italia centro-settentrionale sia presso Pietro III d'Aragona, il quale prepara una solida rete di alleanze (con l'imperatore bizantino Michele Paleologo e con Genova) prendendo anche contatto con esponenti della nobiltà siciliana perché lo invitino a prendere la corona di Sicilia;
quando scoppia il moto dei Vespri, Pietro III d'Aragona ha già allestito una squadra navale;

guerra del vespro (1282-1302)
1282,
30/31 marzo, il Giustiziere Giovanni di Saint-Remy, rifugiatosi nella fortezza dei Vicari per organizzare la resistenza, viene raggiunto e trucidato dai rivoltosi di Caccamo; nella notte il popolo palermitano acclama condottiero del Comune un tal Ruggero Mastrangelo che organizza i rivoltosi in gruppi, mentre viene scelto come simbolo dell'indipendenza siciliana la vecchia bandiera rossa fregiata da un'aquila d'oro e con le chiavi di S. Pietro; in pochi giorni la prima rivoluzione europea per l'indipendenza nazionale [ancora oggi "Fare il Vespro" significa liberarsi dai tiranni e dagli stranieri] si diffonde in tutta l'isola; solo Sperlinga non partecipa alla rivolta mentre tutte le altre città si ordinano a Comune e si pongono sotto l'alta protezione del Pontefice;
28 aprile, Messina, informata tardi e male della rivoluzione in atto e minacciata dalla flotta comandata dal vicario del re, insorge e sgomina i francesi: il vicario trova scampo rifugiandosi nella penisola;
intanto Carlo d'Angiò, avuta notizia della rivolta siciliana, raccoglie le forze preparate per la spedizione in Oriente e muove verso Catona dove stabilisce le basi delle operazioni contro Messina; dopo aver chiesto aiuti a Francia, Pisa, Venezia, ai guelfi di Toscana e Lombardia, cerca di costituire una lega per la riconquista dell'isola; fa sbarcare un gruppo di truppe a Milazzo per tagliare i rifornimenti a Messina che tenta invano, con i propri armati, guidati da Baldovino Mussone di frenare le stragi, le ruberie e gli incendi operati dai francesi; Messina, scontenta dell'opera di Mussone, elegge capitano della città Alajmo da Lentini che riesce a coinvolgere nella rivolta tutti i cittadini;
luglio, alla fine del mese Carlo d'Angiò cinge d'assedio Messina; celebre la resistenza della città del Peloro condotta valorosamente da Alajmo che difende la città anche dalle insidie diplomatiche del cardinale legato Gherardo e respingendo le offerte stesse di Carlo d'Angiò per abbandonare la causa siciliana;
papa Martino IV, francese, lancia la scomunica contro i siciliani, accusati di essersi ribellati al loro legittimo sovrano;
la notizia della rivolta viene accolta invece con gioia da Pietro III d'Aragona, che ha ospitato molti nobili siciliani esuli e che da tempo ha stretto rapporti d'alleanza con Bisanzio, Genova e i ghibellini italiani per bilanciare la potenza francese e angioina nel Mediterraneo; dopo l'accordo tra Palermo (sostiene i diritti di Pietro III d'Aragona) e Messina (intende instaurare un regime repubblicano), il Parlamento siciliano invita l'aragonese a venire in Sicilia e ad accettarne la corona;
agosto, Pietro III d'Aragona, poco dopo aver avuto in offerta dai siciliani la corona e che non per caso si trova in Africa, sbarca a Trapani; incoronato a Palermo, muove verso Messina assediata dai francesi; Carlo d'Angiò, vedendo avvicinarsi le rilevanti forze aragonesi. ritiene prudente ritirarsi in Calabria; inizia così la guerra che durerà 20 anni;
subito il conflitto tra angioini e aragonesi si estende a tutta Europa;
- a fianco di Carlo I d'Angiò c'è il papa e Filippo III di Francia,
- accanto a Pietro III d'Aragona c'è Genova, Bisanzio e poi Venezia;

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CINA

Kubilai [Dinastia Yuan]
1259-79, gran khan dei Mongoli;
1279-95, imperatore della Cina;
1282, sottomessa interamente la Cina, i suoi eserciti non ce la fanno con il Giappone ma ottengono facilmente la sottomissione della Corea e della Cambogia;
i veneziani Niccolò Polo, suo fratello Matteo e suo figlio Marco dal 1275 sono a Cambaluc (Khanbaligh = città del Khan; sorge sul luogo dell'attuale Pechino);

 

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GIAPPONE

 

 

 

 

– Infante don Juan Manuel (1282-1348) reggente e poi nemico di Alfonso XI, fa redigere una copia ne varietur delle sue opere e le affida al convento di Peñafiel;
Libro del caballero e del escudeero
Libro de los castigos
Libro de los Estados
Lucanor.

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Imperatori bizantini

Michele VIII Paleologo Albero genealogico
(Nicea 1224 ca- Pacomio 1282)
1259-1282
,
1282, mentre in Sicilia Carlo d'Angiò, al quale Baldovino II ha concesso tutti i "diritti" sull'impero latino di Costantinopoli, si prepara ad attaccare militarmente Bisanzio, egli, facendo ricorso alle vecchie pratiche bizantine, istiga il popolo palermitano a insorgere contro l'odiato francese;
muore nello stesso anno.

Andronico II Paleologo Albero genealogico
(Nicea, Asia Minore 1258-Costantinopoli 1332)
figlio di Michele VIII;
1272, incoronato coimperatore;
1282-1328
,

 

 

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